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mercoledì 27 agosto 2025

Film 2382 - Mission: Impossible

Intro: Thank God we ended up watching this one before the sequel came out because clearly I didn't remember much of what happened on this one.

Film 2382
: "Mission: Impossible" (1996), Brian De Palma
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: Of the 8 movies from this franchise, one of my 3 favourites.
This movie is 30 years old and still works marvelously: extremely entertaining, greatly shot, led my a perfect Tom Cruise and, most importantly, "Mission: Impossible" starts with one of the most shocking twists that you don't see coming.
Overall, a great cinematic experience.
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Jon Voight, Henry Czerny, Emmanuelle Béart, Jean Reno, Ving Rhames, Emilio Estevez, Kristin Scott Thomas, Vanessa Redgrave.
Box Office: $457.7 million
Worth a watch?: A great action thriller from the 90s, the theme song is contagious, Tom Cruise is the perfect secret agent - and, boy, he was handsome! - and overall "Mission: Impossible" is a fun, entertaining ride.
Awards: Nominated for Best Action Sequence at the 1997 MTV Movie + TV Awards.
Key word: List.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 4 luglio 2019

Film 1618 - The Breakfast Club

Intro: Già visto e amato anni fa, mi sembrava giunto il momento di recuperarlo.
Film 1618: "The Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: spesso indicato come film-manifesto rappresentativo di una generazione in fermeto, desiderosa di cambiare, sperimentare e, soprattutto, ribellarsi a regole e genitori, "The Breakfast Club" non è certo stata la prima pellicola ad affrontare queste tematiche, ma di sicuro è stata e rimane tuttora la più rappresentativa e forse efficace. Il messaggio arriva forte e chiaro: la gioventù è spaesata e non si riconosce nei valori di obbedienza e muta esecuzione del volere degli adulti. Le regole ci sono, ma rispettarle non è più un dovere. E' così che 5 ragazzi dai più disparati background si incontrato, scontrano e alla fine accettano grazie ad un pomeriggio di punizione imposto dalla scuola (regole, regole e ancora regole).
Non si tratta certo di una storia innovativa quella ritratta qui da John Hughes, eppure il suo piglio leggero e allo stesso tempo capace di approfondire dinamiche e problematiche mixato ad una giusta dose di bizzarria, fa si che "The Breakfast Club" risulti un prodotto in grado di rappresentare in maniera onesta e umana - senza forzare troppo la mano - una generazione alla ricerca di sé.
Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club
Cast: Emilio Estevez, Paul Gleason, Anthony Michael Hall, Judd Nelson, Molly Ringwald, Ally Sheedy.
Box Office: $51.5 milioni
Vale o non vale: Immagino che per un adolescente di quegli anni questo film potesse rappresentare una sorta di manifesto poetico e romantico del proprio stato d'animo. La maggior parte delle categorie umane liceali da esportazione americana sono rappresentate, dallo sportivo al nerd, dall'eccentrica creativa alla bella ma forse stupida, fino al bello e dannato. Ci si può riconoscere in uno di loro e, allo stesso tempo, ce ne si può innamorare. E' questo il grande potere di "The Breakfast Club", coinvolge lo spettatore su più livelli emotivi grazie non solo ad un cast azzeccato, ma anche a una grandissima colonna sonora ("Don't You (Forget About Me)" dei Simple Minds vi ricorda niente?). Se poi amate come me gli anni '80... fatevi sotto!
Premi: /
Parola chiave: Detention.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 2 ottobre 2015

Film 1005 - Mission: Impossible

Ad agosto a Rimini ho comprato il cofanetto con i primi 4 titol di questa saga, così da farmi trovare preparato per l'uscita nelle sale italiane del nuovissimo quinto episodio!

Film 1005: "Mission: Impossible" (1996) di Brian De Palma
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Lu
Pensieri: Credo sia inutile dire quanto questo primo "Mission: Impossible" sia maledettamente ben fatto. Oltre ad aver generato qualcosa come quattro sequel più o meno interconnessi (di cui l'ultimo a distanza di 19 anni dall'originale) ed aver miticizzato il personaggio di Ethan Hunt fondendolo con la marmorea stoicità di Cruise, non si può non considerare l'aspetto cult, sia per quanto riguarda una serie di scene mozzafiato (quella con Ethan appeso a una corda che si infiltra al quartier generale della CIA è la più riconoscibile) sia per quanto riguarda la colonna sonora, diventata simbolo oltre che riferimento diretto e indiscusso di film d'azione e spionaggio. Ma c'è di più: la sequenza iniziale, la prima maledetta missione a Praga, è qualcosa di stupendo, una scena che prescinde dal genere classico del film d'azione e catapulta "Mission: Impossible" direttamente nel thriller. Qualche mese prima che Wes Craven sacrificasse sullo schermo la sua unica attrice conosciuta (Drew Barrymore) nella prima, emozionante scena di "Scream", De Palma faceva molto peggio decimando tutta la sua squadra di attori a neanche 15 minuti dall'inizio della storia. Ed è così, con non poca sorpresa, che diciamo subito addio a Jon Voight, Kristin Scott Thomas e a una serie di altri agenti che cadranno come mosche. E il pubblico rimane spiazzato.
Trovo questo incipit una scelta geniale, che mette subito le carte in tavola: la storia è seria e non si scherza in questa saga. E' vero, ma solo in parte. I successivi titoli non avranno lo stesso intrigante coraggio o le stesse trovate di sceneggiatura. "Mission: Impossible", però, è un piccolo gioiellino riuscito, evidentemente all'avanguardia per l'epoca e quasi tenero da rivedere al giorno d'oggi, se si pensa a cosa si è spinto a fare Cruise nei panni dell'agente segreto (l'ultima è decollare attaccato a un portellone dell'aereo. All'esterno di esso...). Anche qui non si tira certo indietro, viene sballottato da una parte all'altra, tra esplosioni, attentati e piani segreti che nascondono un finale prevedibile, sì, ma comunque d'effetto.
Il cast è internazionale (c'è molta Francia) come del resto le location, come il genere richiede. Tanta azione e tanto scompiglio vanno ben distribuiti in tutto il pianeta, così da coinvolgere le situazioni più esotiche e impensabili, oltre che i pericoli più assurdi. Bene dunque, seguire Hunt in questa missione impossibile non solo è di grande intrattenimento, ma lascia assolutamente soddisfatti, tanto da desiderare di scoprire al più presto cosa ne sarà di lui...

Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Jon Voight, Henry Czerny, Emmanuelle Béart, Jean Reno, Ving Rhames, Kristin Scott Thomas, Vanessa Redgrave, Emilio Estevez.
Box Office: $457.7 milioni
Consigli: Incasso stellare per il primo adattamento cinematografico dell'omonima serie tv creata da Bruce Geller, successo di pubblico e critica, ha dato il via a una delle saghe più remunerative e prolifiche degli ultimi anni (5 film, 650 milioni di dollari per produrli e $2.770 miliardi di incasso). Al di là dell'insieme di film, questo è davvero un buon inizio: c'è tensione, mistero e sequenze d'azione e un sufficiente numero di gadget da spia per rendere il tutto dinamico e stuzzicante. Tom Cruise è l'uomo perfetto per il ruolo di Hunt e non a casa nessuno ha mai pensato a rimpiazzarlo dato che ieri come oggi è perfettamente in grado di essere credibile nei panni dell'agente segreto tutto scazzottate e trovate geniali. Sempre sul filo del rasoio del plausibile, eppure maledettamente divertente da guardare, un ottimo esempio di intrattenimento ben allestito e con una trama che funziona.
Parola chiave: Lista.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 27 giugno 2013

Film 561 - St. Elmo's Fire

Era già da un po' che mi incuriosiva vedere questo film. Ho colto l'occasione l'altra sera, alla fine di un weekend divertente e ricco di avvenimenti inconsueti.

Film 561: "St. Elmo's Fire" (1985) di Joel Schumacher
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ed è stato come tornare a casa.
Strana la sensazione che mi ha accolto all'inizio di questa pellicola, ennesimo prodotto anni '80 figlio e/o fratello di una miriade di altri a cui mi sto sempre più piacevolmente appassionando. Dopo aver visto altri prodotti simili come "Sixteen candles - un compleanno da ricordare" o "L'ammiratore segreto", e ancora "Bella in rosa" e "Breakfast Club" (quest'ultimo vero simbolo della cinematografia teen e un po' ribelle del periodo, con cui tra l'altro "St. Elmo's Fire" condivide un terzo del cast), mi sono accorto che il legame tra questo film e i precedenti è veramente molto forte, come se ognuno avesse una propria identità, ma inevitabilmente finisse per essere connesso agli altri.
La pellicola di Joel Schumacher è come se avesse ricevuto il testimone dal "Breakfast Club", come se i ragazzi avessero scontato la punizione e fossero finalmente usciti da scuola per cominciare le loro vite: con la presenza in entrambi i film di Emilio Estevez, Judd Nelson e Ally Sheedy la cosa sembra spesso, involontariamente(?), verificarsi. Eppure dove prima c'era Molly Ringwald, qui invece la bella di turno è una giovanissima Demi Moore dalla voce che più roca non si può, sensuale e magnetica dall'inizio alla fine, quando dovrà dimostrarsi, tra l'altro, la più fragile del gruppo. Completano il quadro Andrew McCarthy (proprio da "Bella in rosa"), Mare Winningham (poi vista in "Grey's Anatomy" nei panni della matrigna di Meredith) e quel Rob Lowe che finirà per recitare in tantissime produzioni televisive USA (le più famose "The West Wing", "Brothers & Sisters" e ora " Parks and Recreation"). L'effetto amicizia-di-gruppo è inevitabilmente lo stesso e finisce per riportare a quella bella sensazione che già il 'Club' mi aveva regalato.
Inutile, quindi, dire che anche questa storia mi sia piaciuta, nonostante alcuni limiti di approfondimento di trama e personaggi e alcuni aspetti sinceramente evitabili (l'infatuamento d'amore di Estevez per Andie MacDowell è sinceramente la storia più inutile).
Nonostante la storia qui sia meno originale e interessante, l'atmosfera era proprio quella che stavo cercando e, nella mia ottica, il film ha risposto bene alla mia richiesta di anni '80, drammi post adolescenza e romanticherie che, al giorno d'oggi, appartengono quasi più ai bambini che agli adulti. Negli anni '00 la timida e sfigata Wendy sarebbe stata letteralmente forzata al cambiamento in 'puttanone' dalle sue amiche più cool, invece di rispettare il suo essere ciò e chi vuole; Jules sarebbe certamente finita morta in qualche vicolo dopo essersi fatta di qualunque cosa e Kirby invece di seguire l'amata in montagna solo per riuscire a rubarle un bacio, forse si sarebbe depresso ed autocommiserato fino alla fine della storia. Ogni tanto, insomma, non fa male qualche storia all'acqua di rose.
In quest'ottica - semplificata - la caratterizzazione dei personaggi è molto spiccata, ma solo in superficie. Ognuno dei 7 ha caratteristiche decisamente evidenti (ragazzo in carriera, bella che ha bisogno di veri amici dopo che si è circondata di uomini che non la amano, sfigatina casa e chiesa che si emancipa dalla famiglia, alternativo intelligente e segretamente innamorato dell'amica, quest'ultima di classe, intelligente e con una carriera pronta a prendere il volo... ecc), ma non si approfondisce nessuno oltre il cliché che incarna. Le situazioni teen drama sono particolarmente incentrate sull'amore e le dinamiche di un gruppo che parte affiatato e sicuro, si sfalda e finirà (qui troppo semplificatamente, però) per riassemblarsi per ripartire con nuovi e più maturi presupposti.
Come al solito, a seconda dell'aspettativa che si ha, il risultato finale ne sarà potenzialmente influenzato. Di fatto io ho trovato ciò che cercavo e ho gradito "St. Elmo's Fire" come avevo gradito gli altri simili esperimenti filmici. Non è un capolavoro, mi pare ovvio, ma nel complesso funzione ed intrattiene.
Consigli: Anche in lingua originale è molto semplice da capire (io l'ho visto senza sottotitoli). Carino, fresco e senza pretese. Ottimo per una serata tranquilla alla riscoperta di un genere adesso decisamente cambiato che, ai nostalgici, finirà inevitabilmente per piacere.
Parola chiave: Amicizia.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 12 ottobre 2012

Film 463 - Breakfast Club

E si entra nel tunnel degli anni '80...


Film 463: "Breakfast Club" (1985) di John Hughes
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Liceo, periodo difficile. Adolescenza, momento complicato. Anni '80, stile improbabile.
Ora, uniamo tutti questi elementi in una pellicola generazionale che segna indelebilmente il momento storico in cui si presenta e diventa specchio di una miriade di giovani che si riconoscono inevitabilmente in almeno uno dei cinque protagonisti che, ad una prima occhiata, sembrerebbero non avere nulla da spartire l'uno con l'altro.
Che cos'è, poi, un film generazionale se non l'appropriarsi cosciente della personale identità attraverso il rispecchiarsi nei suoi protagonisti da parte del pubblico? Inevitabile, quindi, la necessità di un corollario ampio di "tipi umani" che conduca direttamente all'immedesimazione dei giovani che si vuole attirare al cinema.
E allora lo sportivo belloccio, la ragazza carina e ricca, il ribelle senza futuro, l'aliena sociale e lo sfigato che tenta di fare il figo. Cinque tipologie umane che conosciamo perfettamente, sia in maniera diretta (a scuola siamo andati tutti), sia perchè tòpoi della cinematografia per adolescenti, un genere filmico di cui tutti abbiamo fruito almeno una volta.
E' sempre bello, devo essere sincero, ritornare a quelle 'atmosfere da liceo americano' al sapore vintage, in scuole che negli anni '80 erano già più avanti delle nostre nuove di oggi, tra armadietti, aule, biblioteche... Sono sempre stato affascinato, lo ammetto, dal sistema educativo USA e guardo volentieri e con un pizzico di interesse le pellicole che riguardano - anche da lontano - questo aspetto.
"The Breakfast Club", poi, è davvero un prodotto carino, propriamente figlio della sua epoca (tempi a volte lunghi, dialoghi che oggi appaiono nonsense, un certo grado di innocenza ormai perduto) con tutti i pregi e difetti che ne conseguono. Il mio parere, comunque, è totalmente positivo e ho recuperato volentieri una pellicola che non avevo mai visto e che, a quanto pare, al momento della sua uscita, ottenne un grande successo ($51,525,171 di incasso a fronte di un solo milione di $ di spese produttive). Ha lanciato le carriere di - seguendo l'ordine dei cinque ruoli topici definiti sopra - Emilio Estevez (attore e regista figlio di Martin Sheen. Tra i suoi film più famosi "Bobby", "Young guns - Giovani pistole"), Molly Ringwald ("Sixteen candles - un compleanno da ricordare", "Bella in rosa"), Judd Nelson e Ally Sheedy ("St. Elmo's Fire"), Anthony Michael Hall ("Il cavaliere oscuro", "Sixteen candles - un compleanno da ricordare").

Film 463 - Breakfast Club
Film 1618 - The Breakfast Club Consigli: Film carino, divertente, con momenti per ridere e molti per ragionare. Dialoghi onesti tra ragazzi che vivono e affrontano le loro diversità per poi scoprire che, in fondo, si è differenti ma umani come chiunque altro. E allora chi dice che non si possa anche essere amici? Può sembrare tutto molto scontato, ma nel 1985 questo era anche qualcosa di nuovo. E vale la pena di studiare da vicino il fenomeno "Breakfast Club".
Parola chiave: Punizione.

Trailer

BB