Visualizzazione post con etichetta Tahar Rahim. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tahar Rahim. Mostra tutti i post

giovedì 14 dicembre 2023

Film 2238 - Napoleon

Intro: Ultima serata con cugina, che non andava al cinema da molto tempo. Così ce l'ho portata io (a vedere il film che voleva lei, giustamente).

Film 2238: "Napoleon" (2023) di Ridley Scott
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: sulla carta, questo poteva essere uno dei film dell'anno: un cast pazzesco trainato da Joaquin Phoenix, la regia di Ridley Scott, la storia dell'ascesa al potere di nientemeno che Napoleone. Insomma, tutto sembrava lasciar sperare per il meglio. La verità è che, sebbene migliore del precedente "House of Gucci", Scott non ne azzecca una da un bel po' di tempo e questo "Napoleon" non fa eccezione.
Non che il prodotto finale sia inguardabile, ci mancherebbe, tecnicamente il film è impeccabile, però alcune problematiche sono evidenti. Innanzitutto 157 minuti di durata sono troppi e, allo stesso tempo, troppo pochi per raccontare tutte le vicende che questa storia vorrebbe trattare (si parte dalla ghigliottina di Maria Antonietta e si finisce all'esilio sull'isola di Sant'Elena). A mio avviso sarebbe stato meglio concentrarsi su un momento specifico - come ad esempio l'ascesa al potere e il periodo solamente dell'esilio - per raccontare con più efficace e in maniera più approfondita avvenimenti così complessi che hanno forgiato il corso della storia.
Inoltre, sarebbe stato più efficace scegliere un unico punto di vista per la storia e non due: o seguiamo Napoleone alla conquista del mondo, o seguiamo le sue vicende amorose. La sceneggiatura tenta di bilanciare entrambi questi fili narrativi, finendo per fare un disservizio a entrambi (e a Vanessa Kirby, qui un po' troppo periferica alla storia per i miei gusti o, comunque, quello che avrei voluto vedere).
Infine, ho trovato Joaquin Phoenix meno ispirato del solito in questo ruolo, come se sentisse il personaggio meno "suo". Ed è un peccato per due motivi: sia perché Joaquin Phoenix è un grande attore e da lui mi aspetto meraviglie, sia perché la mancata direzione narrativa, insieme a quella recitativa del suo protagonista, finiscono per influenzare il prodotto finale in una maniera che è difficile da ignorare.
Sebbene, come ho detto, "Napoleon" non sia un brutto film tutto sommato, di fatto manca però di incisività e un punto di vista che vada oltre quello dell'elencare fatti storici più o meno accurati. E, da un film costato tra i 130 e i 200 milioni di dollari, mi aspetto molto, ma molto di più. Ecco, forse riassumerei questa pellicola con un aggettivo: impersonale.
Cast: Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Rupert Everett, Ben Miles, Ludivine Sagnier, Sinéad Cusack.
Box Office: $172 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Non il più incisivo dei film di Scott che, diciamocelo, ha portato sullo schermo prodotti più interessanti. Tencicamente ben fatto e supportato da un buon cast di comprimari (Vanessa Kirby e un irriconoscibile Rupert Everett in testa), "Napoleon" elenca ma non racconta, si lascia vedere ma non lascia senza fiato.
Premi: /
Parola chiave: Patria.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 maggio 2021

Film 1992 - The Mauritanian

Intro: Jodie Foster vince il suo terzo Golden Globe per un film di cui non avevo ancora sentito parlare, il che mi ha convinto a recuperare la pellicola per la sua performance.
Film 1992: "The Mauritanian" (2021) di Kevin Macdonald
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: "Mohamedou Ould Slahi, in seguito all'attentato dell'11 settembre, viene arrestato dal governo degli Stati Uniti e viene trasferito presso il campo di prigionia di Guantánamo, dove viene trattenuto senza un'accusa o un processo. Slahi trova degli alleati nell'avvocato difensore Nancy Hollander e nella sua associata Teri Duncan." (Wikipedia)
Wikipedia riassume e spiega cento volte meglio di me l'idea al centro di questo film, un prodotto potente e ben fatto che Kevin Macdonald dirige sulla base della storia vera di Mohamedou Ould Slahi e del suo libro "Guantanamo Diary" che racconta dei 14 - QUATTORDICI - anni di prigionia che l'uomo ha passato dal 2002 al 2016 presso la prigione di Guantánamo senza una formale accusa di qualche crimine commesso. Non fosse che si tratta di una storia vera, penserei ad un film dell'orrore.
Il pensiero che si possa essere trattenuti in custodia sulla base di congetture/speculazioni/prove fittizie - buttando alle ortiche anni della propria vita, relazioni umane, reputazione - è qualcosa di terrificante e dimostra ancora una volta, ce ne fosse stato bisogno, che non è tutto oro quello che luccica e che, a volte, credere fermamente in qualcosa (o avere semplicemente più mezzi per portare avanti il proprio credo) non significhi necessariamente avere ragione.
"The Mauritanian" è un bel film e Tahar Rahim è un grandissimo protagonista che regge il film sulle proprie spalle dall'inizio alla fine; Jodie Foster forse non sarà la miglior attrice non protagonista dell'anno, ma sicuramente fa un egregio lavoro come sempre ed è un piacere vederla sullo schermo insieme a Shailene Woodley (la cui carriera vedo ultimamente un po' affaticata); chiude un Benedict Cumberbatch che mi è parso un po' spento e dall'appeal vagamente appiattito, ma è probabilmente un effetto di personaggio interpretato e makeup.
In generale, comunque, questo film funziona e regala uno scossone emotivo bello potente. Non fa male provare a mettersi nei panni di Mohamedou Ould Slahi (o Patrick Zaki, se vogliamo essere più contemporanei) e pensare a come reagiremmo noi dovendo affrontare le stesse ingiustizie, gli stessi sopprusi, le stesse violenze fisiche e psicologiche. No, "The Mauritanian" non è un film facile né un film perfetto, ma è sicuramente un titolo a cui vale la pena dare una chance.
Cast: Tahar Rahim, Jodie Foster, Shailene Woodley, Benedict Cumberbatch, Zachary Levi, Denis Ménochet.
Box Office: $3.3 milioni
Vale o non vale: Probabilmente non il film da pandemia che tutti stavano aspettando, ma un titolo che vale la pena di vedere. Ottime interpretazioni, storia vera che ha dell'incredibile e numerosi spunti di riflessione su razzismo, pregiudizio, vendetta, potere e l'idea che ritenere di essere nel giusto si traduca nell'aver necessariamente ragione.
Premi: Vincitore del Golden Globe per la Miglior attrice non protagonista (Foster) e candidato a quello per il Miglior attore protagonista (Rahim); 5 nomination ai BAFTA per Miglior film, attore protagonista (Rahim), sceneggiatura non originale, fotografia e Miglior film britannico.
Parola chiave: Confessione.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi