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martedì 15 dicembre 2015

Film 1052 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

Continuando la saga in vista dell'ultimo capitolo...
Film 1052: "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" (2013) di Peter Jackson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: I secondi capitoli delle saghe sono sempre i più difficili da produrre, perché non hanno un inizio vero e proprio e, peggio ancora, non conducono a nessuna fine. Lo dimostra anche "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" che, in un finale sempre più interessante, spezza in tronco la narrazione e rimanda Smaug al film successivo, in vista di uno scontro col drago che si prospetta epico.
Comunque, nonostante la collocazione "a metà", questo episodio riesce bene a Jackson che dà il meglio di sé nelle scene di battaglia, davvero spettacolari e coinvolgenti. I nani, nonostante all'apparenza non molto ginnici, sono invece un gruppo piuttosto movimentato e non si risparmiano quando è il momento di menarle a tutti, per cui il risultato finale è una pellicola molto dinamica e d'azione che ci fa dimenticare l'inizio un po' lento - seppur bello - della saga e ci riporta a ritmo sostenuto verso l'obiettivo di questa compagnia: riconquistare il regno dei nani e rubare l'Arkengemma al drago.
Il cast è sempre molto ricco, ritroviamo Bloom nei panni di Legolas e si introduce l'unica presenza femminile a cui spettino più di 10 battute: Tauriel (Evangeline Lilly); il risultato finale è buono e conduce senza sosta al terzo e ultimo titolo di una saga ben fatta, anche se meno trascinante della precedente ("Il Signore degli Anelli").
Film 494 e 496 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 616 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 1050 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 641 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 701 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 855 - Lo Hobbit - La battaglia delle Cinque Armate
Film 1059 - Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Cast: Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, Benedict Cumberbatch, Evangeline Lilly, Lee Pace, Luke Evans, Stephen Fry, Ken Stott, James Nesbitt, Orlando Bloom, Graham McTavish, William Kircher, Stephen Hunter, Dean O'Gorman, Aidan Turner, John Callen, Peter Hambleton, Jed Brophy, Mark Hadlow, Adam Brown, Sylvester McCoy, Manu Bennett, Bret McKenzie, Cate Blanchett, Mikael Persbrandt, Ryan Gage.
Box Office: $958.4 milioni
Consigli: Ha sempre senso considerare le saghe nella loro interezza, anche se preso singolarmente "The Hobbit: The Desolation of Smaug" si fa vedere benissimo. Pieno d'azione, effetti speciali sempre funzionali allo spettacolo e scenografie e costumi da sogno, questo film tiene compagnia e riesce nell'intento di stupire e intrattenere in vista del finale col botto (leggi l'ennessima battaglia finale estrema e definitiva).
Parola chiave: Dì di Durin.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 28 aprile 2014

Film 701 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

In volo verso New York, questo è il primo film che decido di vedere nella lunga attesa per arrivare! Nonostante pochi giorni prima avessi appena comprato il dvd e attendesi di vederlo, comodo comodo, sul mio divano...

Film 701: "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" (2013) di Peter Jackson
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo avevo sia sopravvalutato che sottovalutato. Dipende dal punto di vista.
Sopravvalutato perché le mie aspettative prima di vedere questo secondo 'Hobbit' erano altissime, cariche di ricordi relativi a "Il signore degli anelli" e giustificate anche da un "Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato" piuttosto ben riuscito (e capace di non poche connessioni con la saga precedente). Sottovalutato perché, ora che l'ho visto per la seconda volta, mi rendo conto che "The Hobbit: The Desolation of Smaug" non è così malvagio come mi era parso alla prima visione.
In un bilanciamento di impressioni ora più equilibrato, posso dire che "Lo Hobbit 2" è una pellicola divertente, spensierata e certamente ricca di avventura, anche se decisamente inferiore rispetto, per esempio, a "Il signore degli anelli - Le due torri". Ciononostante, nell'ottica della trilogia de "Lo Hobbit", è un episodio in linea con i toni più scherzosi o spensierati legati ad entrambi i mondi dei nani e degli hobbit. L'errore sta nel non confondere le due saghe di Jackson che, seppure si assomigliano, non sono la stessa cosa.
3 nomination all'Oscar (effetti speciali, montaggio e missaggio sonoro), un ottimo incasso al botteghino, il ritorno di Legolas (Orlando Bloom) nella saga e l'esordio di Smaug/Benedict Cumberbatch nonché dell'elfa (inventata) Tauriel/Evangeline Lilly, di fatto unica presenza femminile della pellicola, ovvero novella Arwen/Liv Tyler. Vedremo come andrà a finire e, soprattutto, se il terzo e ultimo capitolo, ora ribattezzato "Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate" ("The Hobbit: The Battle of the Five Armies") riuscirà a portare a casa qualche premio oltre che nuovamente un incasso sopra al miliardo di dollari.

Film 494 e 496 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 616 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 1050 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 641 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 1052 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 855 - Lo Hobbit - La battaglia delle Cinque Armate
Film 1059 - Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Box Office: $953,066,855
Consigli: Necessario per continuare la saga ispirata alle avventure di Bilbo Baggins/Martin Freeman e della compagnia di nani da cui è assoldato, questo secondo capitolo della saga è meno riuscito del precedente, ma sicuramente un'ottima scelta per una serata spensierata e visivamente molto affascinante. Solo, bisogna ricordarsi che la pellicola dura 161 minuti...
Parola chiave: Drago.

Trailer

Bengi

giovedì 26 dicembre 2013

Film 641 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug

Finalmente il secondo capitolo. Finalmente di nuovo nella Terra di Mezzo!

Film 641: "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" (2013) di Peter Jackson
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Marco
Pensieri: Non amo i capitoli di passaggio e questo Hobbit 2, come fu per "Le due torri", è di fatto un film-ponte che traghetta i protagonisti dalle prime avventure de "Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato" al grande epilogo dell'episodio conclusivo dell'anno prossimo, "Lo Hobbit - Racconto di un ritorno". Quindi, anche per questo motivo, risulta uno strano esempio cinematografico, in quanto ha un inizio e una fine che non sono tali per definizione.
A prescindere da questo, però, il secondo episodio della nuova saga di Jackson mi è piaciuto meno. Ho letto di critiche più positive rispetto alla prima pellicola poiché la lentezza iniziale che la contraddistingueva qui, invece, non c'è. A mio avviso, però, non è sufficiente a dire che ci sia stato un miglioramento.
Il film non è male, per carità, e non ci sono mai momenti noiosi, ma il nuovo assetto da videogioco coloratissimo e pieno di azione mi ha lasciato perplesso. Tutto questo nuovo dinamismo è veramente dettato dalla necessità di raccontare la storia o si è semplicemente voluto cambiar rotta rispetto al precedente risultato? In aggiunta: quanto era veramente necessario girare un capitolo aggiuntivo piuttosto che i soli due decisi all'inizio della produzione?
Perché, di fatto, l'impressione che ho avuto è che molti degli intrighi narrativi e delle trame secondarie potessero benissimo essere abbreviati e, in aggiunta, moltissimi dei momenti di guerriglia potessero essere sforbiciati. Non si è, dunque, calcata un po' troppo la mano sull'azione per riempire un vuoto narrativo altrimenti palese? Leggere il libro sicuramente aiuterebbe a capirlo.
In generale "The Hobbit: The Desolation of Smaug" è una pellicola carina con i suoi buoni momenti, anche se rispetto alla bellezza de "Il signore degli anelli" non c'è confronto. Qui manca totalmente un realismo dell'immagine che 10 anni fa aveva reso Frodo e compagnia tanto intriganti quanto verosimili. Thorin (Richard Armitage) non è Aragorn né ha il suo magnetico carisma, la nuova elfa Tauriel (Evangeline Lilly) non è Arwen e mai sarà tanto eterea, nonostante il tentativo un po' sciocco di sovrapposizione tra le due attraverso l'espediente della luce divina da incantesimo curativo. Non è comunque tutta "colpa" loro. La combricola di nani è simpatica, ma non ci si riesce ad affezionare ad alcuno di loro. I nomi sono impossibili da ricordare e anche a livello visivo non sono facili da riconoscere (tranne quello grasso con le trecce rosse tipo Obelix). Thranduil (Lee Pace), che dal trailer ti aspetteresti essere il nuovo elemento-sorpresa della storia è, invece, una delusione e finisce per sembrare un isterico capo degli elfi impaurito ed allucinato. Quest'ultima caratteristica si riscontra bene anche in suo figlio Legolas (grande ritorno di Orlando Bloom nella saga), un po' inutilmente sfruttato all'interno del racconto e più che altro calato dalla promozione come asso nella manica per i nostalgici delle precedenti pellicole. Bloom non è mai stato un campione dell'espressività e le caratteristiche peculiari degli elfi - algidi, privi di emozioni evidenti, biondi - non gli si addicono granché e, anzi, sembra peggiorato rispetto all'ultima volta che aveva portato il ruolo sullo schermo. Infine Gandalf non è lo stesso Gandalf (Ian McKellen), ma una specie di caricatura simpatica e meno iconica.
Impeccabile, invece, è Martin Freeman nelle vesti di Bilbo, capacissimo interprete dall'evidente espressività, vero re della storia nonostante la sua parte qui cominci a ridursi in favore di elfi e nani, nonché il ritorno di Sauron attraverso l'occhio di fuoco. L'anello, infatti, comincerà a dare i primi segni di pesantezza malvagia e anche lo stregone grigio se ne accorgerà.
Il grande momento della pellicola, l'incontro con il drago, è effettivamente il picco di tutta la storia, assolutamente all'altezza delle aspettative: Freeman duetta con Smaug - doppiato in inglese da Benedict Cumberbatch, suo compagno di set in "Sherlock" - in maniera egregia, in un balletto sull'oro che è un piacere da guardare. Grazie agli effetti speciali l'enorme creatura è resa benissimo ed è cento volte meglio di momenti precedentemente digitalmente ricreati che, invece, fanno pensare più che altro ad un videogame non sempre realizzato al meglio. Senza il carisma di Freeman, perfetto erede dei precedenti 4 hobbit Frodo, Sam, Pipino e Merry, "La desolazione di Smaug" non avrebbe avuto alcun pregio di per sé, se non quello di rappresentare il capitolo di passaggio verso la conclusione della saga (anche perché moltissimi degli snodi narrativi sembrano fotocopiati dai tre precedenti episodi della trilogia dell'anello).
In generale, per carità, questo film non è brutto e si fa guardare in maniera assolutamente piacevole, ma la sensazione è che si siano un po' traditi i precedenti lavori in favore di un patinato fastidioso e una superficialità un po' vuota. Gli scenari sono fantastici, la fotografia curatissima e, inevitabilmente, l'attaccamento per tutto ciò che la Terra di Mezzo rappresenta e ha rappresentato non può essere cancellato. Però mi aspettavo molto più. Meno giochetti e -paradossalmente - stereotipi in favore di quella magia che Jackson ha saputo da solo creare per le belle storie di Tolkien. La sensazione è che anche lui si sia piegato ai meccanismi hollywoodiani di standardizzazione di prodotto e contenuto, mentre l'aspetto bello di tutta la saga era proprio che, per una volta, un colossal contemporaneo potesse avere le idee, i paesaggi, i volti e la realizzazione di stampo più indipendente e libero da un vincolo glamour e piatto cui siamo solitamente abituati. Sebbene non si possa dire che Jackson abbia optato totalmente per tali meccanismi, l'impressione globale è, però, che "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" ne sia in parte contagiato suo malgrado: visivamente potente e capace, come ci si aspettava, di grande intrattenimento, è tuttavia carente di un'anima propria che lo elevi rispetto al resto, nonché lo caratterizzi inequivocabilmente rispetto agli altri film collegati alla saga.
Godibile e dal tempismo perfetto per risultare un successo, ma non è di certo il più significativo tra i film di Jackson sulle gesta della famiglia Baggins.
Ps. Ad oggi il film ha incassato $416,924,000 al botteghino mondiale. Riuscirà ad incassare più di un miliardo di dollari, come ha fatto la pellicola che lo ha preceduto? Al momento, un aspetto che li accomuna, è di essere stati completamente ignorati dalle nomination ai Golden Globes: gli Oscar dovrebbero regalare più soddisfazioni (effetti speciali e scenografie, probabilmente).
Film 494 e 496 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 616 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 1050 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 701 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 1052 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 855 - Lo Hobbit - La battaglia delle Cinque Armate
Film 1059 - Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Consigli: Meno indipendente rispetto al capitolo 2 de "Il signore degli anelli", questo "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug" ha bisogno del suo predecessore per essere compreso appieno. E' un bel prodotto commerciale da vedere e ha buone sequenze di azione, anche se manca un poco di personalità. Divertente, spensierato e con un bel finale incendiario grazie al drago Smaug. Perfetto per le feste, in attesa de "Lo Hobbit" 3 esattamente tra un anno.
Parola chiave: Arkengemma.

Trailer

Bengi

venerdì 15 novembre 2013

Film 616 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

Cineforum dell'incidentato capitolo II: si torna nella Terra di Mezzo!

Film 616: "Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato" (2012) di Peter Jackson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Avevo già tentato di rivederlo un mesetto fa, ma la stanchezza aveva prevalso. Questa volta invece mi sono goduto questa nuova visione dell'ultima fatica di Peter Jackson che riporta tra nani, elfi e maghi all'insegna dell'ennesima grande avventura.
Il film mi piace moltissimo e gli effetti speciali (specialmente se si guarda indietro a più di 10 anni fa, quando cominciò la saga dell'anello) sono veramente fantastici, curatissimi in ogni dettaglio. Colonna sonora impeccabile come sempre grazie ad Howard Shore (3 Oscar) e, in generale, aspetti tecnici tutti decisamente di ottimo livello.
Alla terza visione di questa pellicola, devo dire che il momento che più temevo in effetti era l'arrivo dei nani a casa di Bilbo, passaggio narrativo piuttosto lungo e dettagliato - con anche un paio di momenti canori in stile nenia - che in precedenza mi aveva regalato qualche sbadiglio. In generale non posso nascondere che sia la parte più noiosa e che, avendo potuto, avrei sforbiciato ed accorciato, ma non è andata così male come pensavo: questa volta sono rimasto completamente vigile.
Nel complesso trovo che sia un ottimo prodotto commerciale, capace - e non è poco - di catapultare nuovamente all'interno di un contesto già visto ed apprezzato, senza fotocopiarlo o, peggio, facendone sentire la nostalgia. "The Hobbit: An Unexpected Journey" abbraccia i suoi tre capitoli predecessori, ma riesce con coscienza a prenderne le distanze, affermando un proprio percorso e porta alla ribalta un nuovo protagonista (Bilbo/Martin Freeman) e colui che solo in apparenza ne è la spalla (Gandalf/Ian McKellen).
Il risultato finale è una grande avventura che - ci siamo abituati - terminerà tra poco più di un anno con il terzo episodio della saga: "Lo Hobbit - Racconto di un ritorno". Per il momento, invece, l'appuntamento è per il 12 dicembre prossimo con "Lo Hobbit - La desolazione di Smaug", ovvero il secondo capitolo che presenterà finalmente per intero le fattezze del grande drago del titolo! Curiosi?
Ps. 3 nomination all'Oscar, ma di fatto nessuna statuetta. Per quanto riguarda il box office, invece, un successo assoluto: $1,017,003,568 di incasso mondiale (anche se per produrlo pare ci siano voluti tra i 200 e i 315 milioni di dollari).
Film 494 e 496 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 1050 - Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato
Film 641 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 701 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 1052 - Lo Hobbit - La desolazione di Smaug
Film 855 - Lo Hobbit - La battaglia delle Cinque Armate
Film 1059 - Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate
Consigli: Dura 169 minuti e, di conseguenza, se si ha voglia di vederlo bisogna avere tempo. Personalmente credo ne valga la pena perché è un bel film ricco di personaggi interessanti, avventure e una bella realizzazione tecnica. I fan della trilogia de "Il Signore degli anelli" ci andranno a nozze; chi non sopporta i film lunghi o i fantasy amerà un po' meno. Però, anche solo per farsi un'idea, può essere un bell'esperimento cinematografico da guardare: tra 10 anni a che punto saremo con gli effetti speciali?
Parola chiave: Smaug.

Trailer

Bengi