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mercoledì 21 aprile 2021

Film 1986 - The Purge

Intro: Bizzy non aveva mai visto questo film e, a me e Kate, sembrava assurdo. Così abbiamo provveduto a rimediare durante una delle sessioni del nostro Penthouse Cineforum.
Film 1986: "The Purge" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Bizzy, Kate
In sintesi: secondo me l'idea dietro a "The Purge" rimane geniale in termini narrativi, anche se devo dire che il ricordo di questo primo episodio fosse ben più positivo rispetto al risultato finale del film. Che, per carità, rimane comunque un ottimo esempio di prodotto originale, anche se meno indimenticabile di quanto fossi inizialmente convinto.
Ci sono buoni momenti di tensione e scene decisamente interessanti anche in riferimento a certi aspetti sociali che la trama affronta in superficie, anche se tutto sommato la storia procede a passo abbastanza lento per una buona parte di pellicola - bizzarro, se si pensa che la durata totale di questo primo episodio è di appena 85 minuti... - e il risultato finale è più votato all'anima thriller e horror della questione che alle implicazioni sociali di un evento così evidentemente drammatico come quello di una purga sociale che si basa sul concetto di "tutto è lecito" per 12 ore non stop di violenti omicidi e vendette da vicinato. Insomma, si poteva andare più in profondità. Ciò detto, "The Purge" rimane un prodotto interessante che gioca bene le carte della sua premessa inquietante e regala una sufficiente dose di angoscia e pathos che, non a caso, hanno contribuito a fare di questo titolo il capostipite di un lucroso franchise (5 film - il prossimo, "The Forever Purge", in uscita il 2 luglio - e una serie tv).
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Cast: Ethan Hawke, Lena Headey, Adelaide Kane, Max Burkholder.
Box Office: $89.3 milioni
Vale o non vale: A mio avviso il film non è male e vive principalmente dell'idea alla base della sua storia, dando vita a quella possibilità assurda che prevede il "tutto è possibile" durante un arco di 12 ore che, non troppo inaspettatamente, si trasformano in pura angoscia da horror. Vi siete mai chiesti cosa si provi ad essere la preda chiusa in gabbia? Vedere questo film vi darà una risposta.
Premi: /
Parola chiave: Sconosciuto.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 2 settembre 2016

Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year

Non ero troppo ansioso di vedere questa pellicola, più che altro perché fa parte di un genere che è in grado di lasciarmi sempre una certa dose di inquietudine addosso. Però avevo già visto i primi due film della serie e, inoltre, Poe era molto motivato a vederlo, quindi non potevamo lasciarcelo sfuggire.

Film 1205: "La notte del giudizio - Election Year" (2016) di James DeMonaco
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Dopo il precedente "Anarchia - La notte del giudizio", devo dire che questo film me lo aspettavo più ansiogeno. In realtà si tratta dell'azzardo più evidente di tutta la trilogia fino a qui realizzata, molto più concentrato sul fronte politico e impegnato a dare una contestualizzazione di fondo che agli altri capitoli mancava. Da questo punto di vista, quindi, il film si contraddistingue in positivo, riuscendo tra l'altro a mettere in discussione gli stessi presupposti su cui tutta questa storia si basa: lo Sfogo ha ancora motivo di esistere o è solo un violentissimo espediente per tenere a bada le masse?
Per estensione potremmo chiederci se "The Purge: Election Year" abbia sul serio qualcosa da dire o non sia semplicemente l'ennesimo modo per farci tirare fuori i soldi dal portafoglio. Da questo punto di vista direi che ci troviamo di fronte al più debole dei tre capitoli sul fronte della violenza e della carneficina, il che non è necessariamente un male anche se porta a un leggero fuori rotta per la serie.
A parte ciò, mi pare che un vero problema qui stia nella scelta di alcuni attori, oltre che l'intuile presenza di certi personaggi, il gruppo di ragazze prima di tutti; tra queste, Brittany Mirabile è la peggiore e mi ha lasciato brividi di imbarazzo ogni volta che ha mosso il sopracciglio come una "vera" bad girl metropolitana. Terribile.
E' proprio questo sovraffollamento di inutili comparse che fa perdere un po' di vista la strada da percorrere, a mio avviso. Una volta che si è deciso per lo scenario politico e la contestualizzazione pseudo impegnata, è superfluo farcire la storia di ragazzacce che vogliono uccidere il proprietario di un negozio solo per mangiarsi una merendina. Oltre che un estremamente banale sfoggio di una cieca violenza che sa davvero di già visto e non lascia scioccato nessuno.
Quando si tratta dei due protagonsti, invece, la storia funziona molto meglio e dà non pochi spunti su cui poter, a tempo perso, riflettere. L'estrema circostanza narrata dalla vicenda consente comunque una pur superficiale analisi di uno scenario sociale spaventoso, eppure non impossibile da immaginare. La casta che soffoca i più deboli attraverso falsi strumenti di gratificazione, il culto elitario del potere che vive attraverso pagani rituali, l'ascendente dei media e del messaggio che possono veicolare sono tutte tematiche qui, appunto, estremizzate anche se non così lontane da possibili eventualità.
In ogni caso questo "The Purge 3" non mi ha totalmente soddisfatto e forse tutta la saga, primo capitolo a parte, non mi vede troppo entusiasta. L'idea di partenza riesce sempre a stuzzicarmi e di volta in volta sono curioso di scoprire cosa andrà ad affrontare la sceneggiatura, ma l'anima prettamente commerciale del progetto non si spende particolarmente nell'approfondimento di un contesto che, invece, sarebbe particolarmente interessante sviluppare, primo fra tutti una richiesta di violenza così ampia da parte di una popolazione. Quindi sì, suspense e assenza di regole hanno il loro fascino, ma per realizzarci un'intera trilogia non si può vivere solo di quello.
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Cast: Frank Grillo, Elizabeth Mitchell, Mykelti Williamson, Edwin Hodge, Kyle Secor, Betty Gabriel, Liza Colón-Zayas.
Box Office: $105.6 milioni
Consigli: I fan di questo ormai divenuto franchise non dovrebbero rimanere delusi, anche se va detto che la caratteristica di 'pura azione' presente nel precedente film, qui viene un po' a mancare. Tutto sommato, comunque, un titolo che si lascia vedere e gli amanti della suspense avranno di che nutrirsi. In generale, però, non credo sia il capitolo più riuscito dei tre.
Parola chiave: Elezioni presidenziali.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 7 agosto 2016

La lunga estate fredda del box office americano

Non interesserà nessuno, ma l'altro giorno stavo pensando a come questa estate 2016 stia regalando non poche sorprese al botteghino mondiale.
Titoli assolutamente dati come favoriti stentano a trovare consensi, a malapena ritornano del budget faraonico speso per produrli e anche quando ci riescono, l'incasso totale non è davvero nulla di spettacolare. A ben guardare le prime avvisaglie del disastro c'erano già state se consideriamo le deludenti performance d'incasso di due titoli considerati fortissimi come "The Huntsman: Winter's War" e "Batman v Superman: Dawn of Justice". Immuni da questa maledizione estiva sembrerebbero i film d'animazione, pur con una grossa eccezione. Ma andiamo con calma...
20-22/5: In America è prevista l'uscita di un titolo considerato abbastanza forte, pur essendo il primo film d'animazione di una possibile serie. Si tratta di "The Angry Birds Movie" che, con un budget di 73 milioni di dollari, esordisce primo al box office con un deludente incasso di $38,155,177 nonostante "Captain America: Civil War" fosse alla sua terza settimana di programmazione (finisce alla #2). Pur non essendo un cattivo risultato, fa pensare il fatto che qualche settimana dopo il reboot di "Ghostbusters" esordirà con 46 milioni di dollari e nonostante ciò non riuscirà a fare sua la vetta del botteghino. Ritornando a maggio, nello stesso weekend di uscita del film tratto dalla famosa applicazione per cellulari, esordisce anche "Neighbors 2: Sorority Rising" che, nonostante il clamoroso successo del primo episodio con Zac Efron e Seth Rogen, che tra l'altro qui ritornano, non riesce nemmeno ad andare oltre il terzo posto in classifica e ad incassare $21,760,405 ("Neighbors" all'esordio americano è arrivato primo incassando qualcosa come $49,033,915).
27-29/5: Due titoli sembrano i favoriti a contendersi una tre giorni d'incassi di fuoco. La realtà dimostrerà che gli americani non sono particolarmente interessati alle due pellicole: "X-Men: Apocalypse" riuscirà ad conquistare la vetta con un incasso di $65,769,562 mentre "Alice Through the Looking Glass" - sequel del fortunato titolo di Tim Burton che ha raggiunto addirittura il miliardo di dollari d'incasso -, collezionerà l'imbarazzante totale di $26,858,726 finendo secondo. I due film assieme non riescono nemmeno ad incassare 100 milioni di dollari (poco più di 92), cominciando a dimostrare non solo che la lunga estate americana non sarà così felice come precedentemente, ma che i sequel non sono più garanzia di un rientro economico sicuro. "X-Men" finirà per incassare 213 milioni di dollari in meno rispetto al suo predecessore "X-Men: Days of Future Past" (primo del franchise a superare la cifra di 700 milioni di incasso mondiale) mentre "Alice 2", con un totale al botteghino globale di $287,115,105 (e con un budget di 170 milioni di $!), mancherà il record del suo predecessore "Alice in Wonderland" di 738 milioni! Nessuno sentiva effettivamente il bisogno di un secondo appuntamento al cinema con Alice, ma rimane comunque scioccante constatare quanto poco interesse c'è stato per questa pellicola. Flop.
3-5/6: Il titolo fortissimo di questo weekend è nuovamente un sequel, "Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows". Il primo episodio del franchise, pur bannato (giustamente) dalla critica, era riuscito nell'impresa di racimolare $65,575,105 al weekend americano d'esordio (#1) e un totalone di $493,333,584; a due anni di distanza, pur mantenendo la prima posizione (e anche questo è scioccante), questo titolo non riesce ad andare oltre i $35,316,382 all'esordio e, ad oggi, i $236,573,787 di incasso totale (-256 milioni). Considerato che praticamente il film non aveva concorrenza all'uscita (solo "Me Before You" con la metà del numero di sale), il risultato è imbarazzante (o giusto, dipende come la vedete).
10-12/6: Questo è certamente uno tra i weekend più affollati di novità. Tutti pronti ai blocchi di partenza troviamo "The Conjuring 2", "Warcraft" e "Now You See Me 2" - che ho già messo in ordine di piazzamento al box office USA -, ovvero due sequel di altrettanti primi capitoli molto fortunati e un nuovo possibile franchise tratto dal popolare videogame della Blizzard Entertainment. I presupposti per una tre giorni di dollari a pioggia parevano esserci tutti, fino a quanto non si sono tirate le somme: "The Conjuring 2" (costato 40 milioni) è l'unico a reggere benissimo e pur non presentando un cast particolarmente famoso, riesce a portare a casa $40,406,314, ovvero quasi esattamente gli stessi $41,855,326 incassati dal primo film. "Warcraft", che di milioni ne è costati 160 (!), non riesce ad andare oltre i $24,166,110 e ad arrivare secondo per un pelo, dato che "Now You See Me 2", nonostante un cast all star, riuscirà ad ottenere solamente $22,383,146 (il primo film era arrivato a quota $29,350,389 finendo secondo). Va sottolineato che dei tre, "Warcraft" era quello con un numero di sale maggiore a proiettarlo, pur mantenendosi tutti sopra i 3000 schermi; inoltre, nonostante fossero tre nuovi titoli, non sono comunque riusciti a portare a casa più di 87 milioni. Mi rendo perfettamente conto che si tratti di eccezioni, ma ci sono pellicole che sono state in grado da sole di esordire in America con incassi oltre i 100 milioni di dollari. Pur trattandosi di blockbuster o franchise ben avviati, rimane significativo che 3 nuovi titoli, di cui due sequel, non riescano a generare un incasso totale che, da sole, certe pellicole riescono ad accumulare.
17-19/6: Qui comincia il regno incontrastato di "Finding Dory", la nostra prima eccezione che conferma la regola. Praticamente senza concorrenza (del resto chi avrebbe osato sfidare il colosso della Disney-Pixar?!) a parte "Central Intelligence", Dory si porta a casa $135,060,273 in 3 giorni. Ecco che prende ancora più senso quanto dicevo poco fa. Va detto, comunque, che il film con Dwayne Johnson e Kevin Hart non si comporta per niente male e ottiene $35,535,250 finendo secondo. Il sequel di Nemo, costato 200 milioni, ad oggi ha incassato qualcosa come $834,380,923 e ancora non ha esordito su tutti i mercati del mondo (vero Italia?). Direi che per quanto riguarda l'animazione, questo sia un ottimo anno per la Disney che con "Zootopia" a inizio anno era già riuscita a superare il miliardo di dollari di incasso.
24-26/6: Dory continua a regnare incontrastata portandosi a casa altri $72,959,954 (!). Stupisce, invece, la cattiva prestazione di "Independence Day: Resurgence" che con i suoi $41,039,944 finisce secondo al botteghino e conferma il periodo di sfortuna del regista Roland Emmerich che pare ormai non azzeccarne più una. Confrontando originale e sequel, i numeri sono imbarazzanti: rispettivamente $817,400,891 di incasso globale contro $373,011,936 - anche questo titolo in Italia deve ancora uscire, ma il nostro botteghino non farà granché differenza -, budget da 75milioni vs budget da 165, 2,977 sale a proiettarlo contro le 4,130 di "IDR". Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
1-3/7: Siamo al famoso weekend del 4 luglio e Dory è per la terza settimana sul podio ($41,817,176). Quello che stupisce di più, però, è che i suoi 3 contendenti principali non siano riusciti a spodestarla nonostante sulla carta tutti i pronostici potessero essere a loro favore. Sempre in ordine di "arrivo", troviamo "The Legend of Tarzan" (#2), "The Purge: Election Year" (#3) e - mamma mia! - "The BFG" (#4). Vediamoli uno per uno.
"The Legend of Tarzan" presenta un super cast oltre che una grossissima somiglianza con il recente "The Jungle Book" (che ha incassato oltre 900 milioni di dollari nel mondo). Il protagonista ultramuscoloso Alexander Skarsgård, la bellissima Margot Robbie e l'utilizzo massiccio di effetti speciali non ha saputo salvare questo titolo che si ferma ad un modesto esordio ($38,527,856 contro un budget da 180 milioni). Ad oggi il film ha incassato $312,750,024 globalmente.
"The Purge: Election Year" è il terzo capitolo di un buon franchise: costati un totale di 22 milioni di dollari - ovvero pochissimo -, i tre episodi cinematografici sono riusciti ad incassare qualcosa come $279,482,967 nel mondo. Questo titolo in particolare ha esordito con un onesto $31,515,110 d'incasso, superiore al secondo "The Purge: Anarchy", ma inferiore al "The Purge" originale. Ad oggi "The Purge 3" ha incassato $96,231,953.
Con "The BFG" entriamo nel territorio accidentato. Qui abbiamo davvero un gravissimo problema di fondo che richiede un'analisi più approfondita. Con un budget di 140 milioni di dollari, la regia di Spielberg, la presentazione a Cannes e la presenza del premio Oscar di quest'anno Mark Rylance, oltre che una trama tratta dalla storia di Roald Dahl, questo sembrava essere il classico esempio di capolavoro spielbergiano, emblematico per successo di critica e pubblico. Nella realtà, nonostante recensioni favorevoli, "The BFG" è ad oggi un clamoroso disastro: $18,775,350 all'esordio e $113,070,193 di incasso globale! E' praticamente impossibile che il film riesca a ritornare delle spese di produzione, figuriamoci di quelle (non dichiarate) di marketing e pubblicità. Questo è il primo vero e proprio esempio di flop inteso come titolo incapace di generare un incasso quantomeno pari al suo budget di produzione.
Apro parentesi: "Warcraft", inizialmente etichettato come buco nell'acqua tra i più clamorosi della stagione, è riuscito in realtà a invertire i pronostici grazie al mercato cinese che ne ha salvato l'incasso, portandolo oltre i 400 milioni di dollari totali. Che, secondo gli addetti ai lavori, non sono comunque sufficienti a ritenere soddisfacente il risultato.
8-10/7: E qui arriviamo al secondo titolo d'animazione diventato esempio virtuoso: "The Secret Life of Pets" spodesta Dory (che finisce terza) con un incasso forse inatteso di $104,352,905 a fronte di un budget di 75 milioni! Un vero successo testimoniato anche dall'incasso globale che, ad oggi, ammonta a $414,846,348. La Illumination Entertainment porta a casa un altro successo dopo quelli di "Despicable Me" 1 & 2 e del brutto "Minions". Tarzan, a sorpresa, regge al secondo posto con $21,006,462.
15-17/7: Nuovo disastro, seppure la questione risulti più controversa. "The Secret Life of Pets" mantiene il primato ($50,838,355) relegando al secondo posto uno dei titoli più pubblicizzati dell'ultimo anno, "Ghostbusters". Dopo l'annuncio del remake/reboot tutto al femminile, l'opinione pubblica ha fatto un gran discutere dell'avvenimento con picchi di misoginia e dissenso da non sottovalutare. Si dice che la cattiva pubblicità sia comunque pubblicità, mentre in questo caso la massima non ha funzionato: 144 milioni di dollari di budget, un esordio al botteghino americano pari a $46,018,755 - che, hey, non è mica male! -, ma un incasso globale che ad oggi dimostra tutti i limiti di questa operazione: $164,952,335.
Premesso che la mia opinione sulla pellicola è positiva, rimane il fatto che al pubblico questa operazione commerciale basata sull'effetto nostalgico di un grande franchise non ha colpito. Direi un quasi flop, ma apprezzo il girl power message.
22-24/7: "Ghostbusters" crolla e dalla seconda passa alla quinta posizione. "The Secret Life of Pets" scende alla #2, mentre finisce primo "Star Trek Beyond", titolo dal quale mi sarei aspettato una minor tenuta all'esordio. Privato di J.J. Abrams - che ha salutato l'Enterprise per salire a bordo del gemello franchise di maggior successo "Star Wars" -, la pellicola mi sembrava destinata ad un minor riscontro di pubblico, forse fiaccato dall'estenuante campagna per il rilancio della creatura di George Lucas. In realtà l'incasso del primo weekend mi ha parzialmente smentito, riuscendo ad accumulare $59,253,211. Dico parzialmente perché, a due settimane dall'uscita, il film è fermo a $176,683,191 di incasso contro un budget da 185 milioni di dollari! Pur facendo leva su un effetto nostalgia tramite la somiglianza della locandina con quella del primo "Star Trek: The Motion Picture" e nonostante potesse contare - anche se è brutto da dire - sulle due recenti dipartite di Anton Yelchin e del superfamoso Spock originale Leonard Nimoy (la pellicola è dedicata alla loro memoria), questo sequel non è riuscito a catalizzare l'attenzione dello spettatore non di nazionalità americana (l'incasso extra USA si ferma a $56,366,827). Il che è curioso se si considera che per il secondo "Star Trek" degli anni 00, era stato il mercato straniero a fare la differenza fornendo il 51.1% dell'incasso totale.
Oltre al terzo "Star Trek", comunque, in questo weekend esordisce un altro sequel, che porta ad un'altra grossa inattesa anomalia, forse la più sorprendente (in negativo): dopo ben 4 titoli di indiscusso successo, il quinto "Ice Age: Collision Course" non riesce a superare la quarta posizione e i $21,373,064 di incasso d'esordio. Qui c'è davvero qualcosa che non va. Forte di quattro precedenti esordi eccellenti ("Ice Age" $46,312,454; "Ice Age 2" $68,033,544; "Ice Age 3" $41,690,382; "Ice Age 4" $46,629,259), questi rosicati 20 milioni lasciano ampiamente perplessi. Cos'è successo ad uno dei franchise animati più remunerativi di sempre ($3,063,011,343 di incasso spalmanti su 5 film, per capirsi)? Questo quinto capitolo è, tra l'altro, il primo a superare i 100 milioni di budget di produzione e, tristemente, il primo al momento a non aver superato i 300 milioni di incasso (perfino l'originale c'è riuscito!). Con i suoi attuali $266,861,100 di incasso globale possiamo certificare "Ice Age 5" come il nostro terzo flop.
(Al momento in cui scrivo, Wikipedia mi da "Ice Age: Collision Course" a quota $319 milioni di incasso globale, mentre Box Office Mojo rimane inalterato. Probabilmente è solo questione di ore prima che effettivamente i risultati vengano aggiornati anche nel secondo sito.)
29-31/7: E siamo arrivati all'ultimo weekend momentaneamente disponibile. A breve verranno comunicate anche le stime del weekend al momento ancora in essere e pare proprio che sarà "Suicide Squad", a discapito delle pessime recensioni ricevute, a far sua la prima posizione (si parla di 145 milioni di dollari!). Allo stato attuale delle cose, però, è "Jason Bourne" l'ultimo titolo ad aver ottenuto la prima posizione del box office americano di questo 2016. Siamo nuovamente di fronte ad un titolo fortissimo (soprattutto in USA), arrivato al suo quarto appuntamento cinematografico che, tra l'altro, ritrova il suo originale protagonista Matt Damon. Dopo l'addio col botto di "The Bourne Ultimatum" ($442.8 di incasso e 3 Oscar portati a casa), la produzione ha infatti tentato di non far morire il franchise rilanciando uno spin-off non particolarmente riuscito, "The Bourne Legacy" ($276.1 di incasso worldwide). Annunciando il ritorno di Damon - tra l'altro appena uscito da una stagione particolarmente favorevole e sempre sotto i riflettori dopo il successo globale di "The Martian" e le innumerevoli candidature a premi di ogni genere, primo fra tutti l'Oscar come Miglior attore -, il quinto capitolo della serie ha trovato un'accoglienza al suo esordio decisamente positiva (4,026 schermi!) che, però, non ha saputo generare più entusiasmi del terzo Bourne, in grado di esordire con $69,283,690 nel 2007 (senza considerare l'aggiustamento per l'inflazione!). Insomma, che "Jason Bourne" sarà comunque un successo è evidente, ma tutto sommato potrebbe non risultare tanto felice quanto il suo predecessore (le critiche non sono state entusiaste). Al momento il film è fermo a quota $138,010,488 d'incasso mondiale contro i 120 milioni spesi per produrlo.
Piccola postilla veloce: "Bad Moms" sorprende arrivando terzo all'esordio e riuscendo ad oggi ad accumulare $42,746,830, ovvero il doppio di quanto è costato produrlo. Il caso è degno di nota più che altro perché si tratta di un film in America vietato ai minori di 17 anni, ovvero un'ampia fascia di pubblico.

Dunque, a fronte di tutti questi dati, cosa si evince? Di fatto la situazione attuale parrebbe suggerire un'incertezza diffusa che è andata a influenzare anche territori solitamente considerati inespugnabili come i franchise. Quando nemmeno i sequel riescono più a garantire una sicurezza economica - tra l'altro nel periodo in USA più remunerativo per quanto riguarda il cinema, ovvero l'estate -, bisogna veramente fermarsi e porsi qualche domanda. Cosa sta succedendo e quali sono gli elementi discriminanti? Perché l'audience ha rifiutato un così alto numero di titoli considerati sicuri?
Non credo che la risposta stia nella qualità, in quanto molti dei più deludenti risultati fanno riferimento a pellicole quantomeno sufficienti nel loro risultato finale. Forse quello che sta cambiando è la prospettiva. Il famoso duello cinema/tv - per quanto riguarda la qualità fino ad oggi considerato appannaggio del grande schermo - si sta rapidamente sovvertendo in favore di un mezzo televisivo sempre più attento al suo pubblico specializzato, capace di intercettarne domande e interessi, in grado di prodursi in titoli di grandissimo appeal, isole felici in cui pubblico e critica si incontrano in pace. E' ormai da una decina d'anni che il termine blockbuster è stato ampiamente riabilitato da una serie di pellicole che hanno saputo dimostrare e dimostrarci quando anche un titolo mainstream possa presentare un proprio valore, un'unicità, un gusto e una resa finale degni di nota e menzione. Dopo tale aggiornamento di costumi, forse si è passati alla televisione grazie a HBO, Sky, Amazon e Netflix, attori in grado di proporre al grande pubblico serie tv sperimentali, avvincenti e di grande intrattenimento, senza contare l'elevato apporto tecnico in grado di fare davvero la differenza. Fino a qualche anno fa l'appuntamento con la "a" maiuscola era al cinema: ci sono stati "Il signore degli anelli", "Harry Potter", gli "X-Men", i vari Pixar, ecc; oggi invece si attende con ansia l'uscita di "Stranger Things", vero regalo di Netflix e sorpresa di quest'estate 2016.
E' la tv che ora fa la differenza, bisogna ammetterlo. Anzi, è la tv che fa di nuovo la differenza.
Che ci sia una corrispondenza diretta con gli acciacchi dimostrati ultimamente dal grande schermo? Io questo non lo so e certamente non lo posso garantire. Esprimo semplicemente quella che è la mia sensazione al momento: la fruizione di un prodotto televisivo di qualità mi intriga molto di più che quella di qualsiasi franchise. Il mio amore per il cinema, la bellezza del recarsi in sala e rimanere al buio in attesa che il film cominci, sono elementi che, per quanto mi riguarda, caratterizzeranno per sempre in positivo l'esperienza cinematografica, il che dubito riuscirà a scalfire la mia preferenza per il medium cinematografico rispetto a quello televisivo. Però è innegabile che si sia determinato un cambiamento di rotta in grado davvero di scombinare le carte in tavola, di influenzare le regole del gioco. Un esempio su tutti: "Game of Thrones".
Non penso serva aggiungere altro.
Sicuramente il duello cinema-tv non esaurisce la questione del perché di tanto insuccesso. Rimane comunque esemplare che, a fronte di tanto riscontro di ascolti in televisione, il pubblico rimanga tanto freddo nei confronti degli appuntamenti cinematografici. L'estate non è ancora conclusa, dunque la speranza che la situazione migliori ancora permane. Nell'attesa, i risultati ad oggi parlano da soli.

Per la mia analisi ho utilizzato i siti boxofficemojo.com, imdb.com e en.wikipedia.org

#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 18 agosto 2014

Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio

Sponsorizzati dalla 3, ci accingiamo alla purificazione.

Film 758: "Anarchia - La notte del giudizio" (2014) di James DeMonaco
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika, Richard
Pensieri: L'idea non solo è sempre originale, ma intrigante e stuzzicante, oltre che maledettamente spaventosa (ho evitato inquietante per non fare proprio tutto in rima). E, gli va riconosciuto, il tentativo di migliorarsi rispetto al primo "La notte del giudizio" c'è e si vede, anche se l'intento commerciale è sempre il più spiccatamente evidente.
Il contesto è lo stesso del primo film e anche le premesse. Cambiano i protagonisti - praticamente tutti sconosciuti ai più - e il punto di vista: prima interno, legato fisicamente alle mura della famiglia Sandin, ora esterno, in giro per le strade di Los Angeles.
L'incipit presenterà tutti i personaggi principali descrivendome un minimo di background e contribuendo a creare un'atmosfera di simpatia e antipatia per alcuni di loro, nell'attesa che la legalizzazione di quasi ogni crimine per 12 ore sconvolga le vite e gli equilibri di tutti e ne influenzi le scelte. E, nonostante ognuno pensi di avere libero arbitrio, si scoprirà che una mano più potente si intromette nell'influenzare la sorte dei giochi. Scelgo non a caso questa parola perché, di fatto, ad un certo punto la piega presa dal film sarà proprio quella del videogioco di violenza urbana - cui non in pochi sono abituati - ma non solo. Una scena in particolare, infatti, calca le orme del famosissimo "Hunger Games" di Suzanne Collins, e anche se qui uccidere i poveri e i malcapitati per strada diventa sport di lusso per l'aristocrazia annoiata e in cerca di una purificazione spirituale attraverso il massacro, è comunque evidente la somiglianza tra questo particolare snodo narrativo e il film con protagonista Katniss Everdeen, dove caccia all'uomo nell'arena e voyerismo della classe dominante sono scelte di trama assolutamente identiche.
Somiglianze "ispirate" a parte, devo comunque ammettere che questa pellicola non mi è dispiaciuta. Avrei immaginato un seguito scialbo e privo di qualsivoglia appeal e, invece, ho trovato "The Purge: Anarchy" migliore del previsto. Non un capolavoro e, certo, fallimentare nel tentativo di portare questo franchise su un più alto livello fatto di implicazioni politiche e sociali, dinamiche umane e approfondimenti psicologici oltre lo stereotipo. Eppure le idee di base non sono malvagie e, per quanto grossolano, il tentativo di espandere la visuale di "Anarchia" rispetto a "La notte del giudizio" è apprezzabile e con qualche buona idea. Mancava forse un budget adeguato (qui 9 milioni di dollari, per il precedente erano 3) o una narrazione più esperta. In ogni caso, come film estivo e sequel di un film a basso budget e dalle idee alquanto estreme, si può dire che questo "The Purge 2" faccia il suo dovere.
Box Office: $101,401,000
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Consigli: Naturale seguito del primo esperimento legato al processo di 'purificazione sociale' che i nuovi Padri Fondatori d'America hanno regalato alla propria nazione, concedendole 12 ore ogni anno per fare letteralmente ciò che le pare. Anche uccidere. Ma, se nel primo episodio lo spettatore se ne stava in casa, in questo secondo è trascinato fuori a vivere il brivido della caccia all'uomo. Ansia, colpi di scena e tanta violenza, neanche a dirlo. Se si cerca una pellicola commerciale, se si ha apprezzato il capitolo originale o se si è interessati in storie di futuri distopici questo "Anarchia - La notte del giudizio" è sicuramente un buon titolo da scegliere. Meglio, chiaro, se si è prima visto "La notte del giudizio".
Parola chiave: Sfogo annuale.

Trailer

Bengi

mercoledì 2 ottobre 2013

Film 591 - La notte del giudizio

Trailer estremamente accattivante. Storia decisamente non convenzionale. Possibili sviluppi apocalittici.
Da vedere assolutamente.


Film 591: "La notte del giudizio" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Lena Headey prezzemolina 2013, fra "Il trono di spade", "Shadowhunters - Città di ossa" e il prossimo "300 - L'alba di un impero" (2014), me la ritrovo anche in questo "The Purge", una delle inaspettate sorprese col botto del botteghino di quest'anno (3 milioni di dollari per produrlo, $85.600.152 di incasso mondiale), tanto che è già stata messa in cantiere l'idea di un sequel.
Premessa (da Wiki): "Nel 2022, gli Stati Uniti sono una nazione rinnovata, governata dai Nuovi Padri fondatori dell'America. Per mantenere i tassi di criminalità e disoccupazione bassi, il governo ha istituito un periodo annuale, di dodici ore, chiamato "La Purificazione", durante il quale tutte le attività criminali, tra cui l'omicidio, diventano legali".
Ora, a mio avviso l'idea che da il la a questo film oscilla pericolosamente tra l'intrigante e l'inquietante, finendo per catturare appieno la fantasia dello spettatore. Una miriade di domande si frappongono fra chi sta per vedere "La notte del giudizio" e l'effettivo risultato finale messo in scena: per esempio come si è arrivati a questo tipo di soluzione estrema? Quali sono le implicazioni sociali rispetto a questo tipo di approccio? E quelle morali? E cosa accade, finita la Purificazione? Quali sono le conseguenze di una scelta tanto estrema?
Ecco, chiaramente queste sono alcune delle domande che mi sono posto io (e che non hanno trovato risposta).
A parte spiegare che la Purificazione viene vissuta come una catarsi del popolo che poi vive in piena armonia durante il resto dei 364 giorni e mezzo dell'anno, non viene aggiunto molto. La furbizia degli autori sta nel realizzare una pellicola sul popolo, senza inquadrarlo praticamente mai (molte immagini di rivolta, lotta e conflitto sono di repertorio). Lasciando, insomma, poco spazio alle implicazioni generali, concentrandosi invece su un unico nucleo familiare (chiaramente di ceto alto) e sulla sua notte da incubo, si finisce per sfruttare poco o niente delle possibilità narrative che l'incipit pareva regalare. In poche parole "The Purge" non va oltre lo sforzo di costruire una buona premessa che finirà per tradire un po' per colpa del budget inadeguato, un po' per assecondare la necessità di violenza e atmosfere thriller che lo spettatore medio parrebbe richiedere.
Personalmente avrei preferito un approfondimento sociale più consistente, oltre che un'analisi psicologica dei personaggi meno rarefatta e funzionale all'unica descrizione di terrore da attacco alla proprietà privata e personale. Non c'è lungimiranza in un approccio del genere, in quanto si finisce per ricadere nel meccanismo della banalità e della standardizzazione dei contenuti vincolati. L'unico momento veramente interessante a trama inoltrata è quello che coinvolge i due genitori James/Ethan Hawke e Mary/Headey e lo sconosciuto lasciato entrare in casa per pietà dal figlioletto (disturbato): il loro primo impulso è quello di consegnare lo sconosciuto ai personaggi in giardino che lo richiedono minacciandoli, innescando una serie di implicazioni psicologiche come l'istinto di sopravvivenza che sarebbe stato veramente interessante approfondire per più di quei due minuti scarsi di scena.
Anche perchè il tutto si risolverà in maniera abbastanza prevedibile, giacché i vicini della famigliola protagonista sono sospetti dalla prima inquadratura e, a parte qualche trovata inusuale a livello di scelte finali (non sarà proprio un happy ending), la storia viene condotta più o meno come ci si aspetterebbe dal momento in cui si capisce che il film non andrà oltre le sfumature del trhiller fantascientifico claustrofobico a tratti splatter e post apocalittico.
In definitiva non si può dire che "La notte del giudizio" - come non mi piace questo titolo - non offra qualche spunto innovativo o in direzione meno standardizzata, ma finisce per cadere nella trappola della direzione sicura, preferendo scene di violenza e tensione ad un'analisi più approfondita e seria della situazione presentata come incipit. E questa è davvero un'occasione mancata. Dal punto di vista commerciale, invece, è certamente una furbata.
Ps. Il cattivo Rhys Wakefield sembra un giovane Christoph Waltz.
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Consigli: E' un film che si lascia guardare e, se preso nel verso giusto, può perfino regalare qualche spunto di riflessione. Scade un po' in una prevedibilità narrativa, ma tutto sommato ha un suo appeal e ha presa specialmente all'inizio.
Parola chiave: Sistemi di sicurezza.

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Bengi