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mercoledì 21 aprile 2021

Film 1986 - The Purge

Intro: Bizzy non aveva mai visto questo film e, a me e Kate, sembrava assurdo. Così abbiamo provveduto a rimediare durante una delle sessioni del nostro Penthouse Cineforum.
Film 1986: "The Purge" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Bizzy, Kate
In sintesi: secondo me l'idea dietro a "The Purge" rimane geniale in termini narrativi, anche se devo dire che il ricordo di questo primo episodio fosse ben più positivo rispetto al risultato finale del film. Che, per carità, rimane comunque un ottimo esempio di prodotto originale, anche se meno indimenticabile di quanto fossi inizialmente convinto.
Ci sono buoni momenti di tensione e scene decisamente interessanti anche in riferimento a certi aspetti sociali che la trama affronta in superficie, anche se tutto sommato la storia procede a passo abbastanza lento per una buona parte di pellicola - bizzarro, se si pensa che la durata totale di questo primo episodio è di appena 85 minuti... - e il risultato finale è più votato all'anima thriller e horror della questione che alle implicazioni sociali di un evento così evidentemente drammatico come quello di una purga sociale che si basa sul concetto di "tutto è lecito" per 12 ore non stop di violenti omicidi e vendette da vicinato. Insomma, si poteva andare più in profondità. Ciò detto, "The Purge" rimane un prodotto interessante che gioca bene le carte della sua premessa inquietante e regala una sufficiente dose di angoscia e pathos che, non a caso, hanno contribuito a fare di questo titolo il capostipite di un lucroso franchise (5 film - il prossimo, "The Forever Purge", in uscita il 2 luglio - e una serie tv).
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Cast: Ethan Hawke, Lena Headey, Adelaide Kane, Max Burkholder.
Box Office: $89.3 milioni
Vale o non vale: A mio avviso il film non è male e vive principalmente dell'idea alla base della sua storia, dando vita a quella possibilità assurda che prevede il "tutto è possibile" durante un arco di 12 ore che, non troppo inaspettatamente, si trasformano in pura angoscia da horror. Vi siete mai chiesti cosa si provi ad essere la preda chiusa in gabbia? Vedere questo film vi darà una risposta.
Premi: /
Parola chiave: Sconosciuto.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 giugno 2016

Film 1164 - PPZ: Pride and Prejudice and Zombies

Ho tentato per mesi di recuperare questo film che non ero riuscito a vedere al cinema, senza successo. Poi un giorno, senza che me lo aspettassi, lo streaming ha esaudito il mio desiderio!

Film 1164: "PPZ: Pride and Prejudice and Zombies" (2016) di Burr Steers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante la premessa intrigante, l'ottima ricostruzione, il divertimento intrinseco del classico rivisitato in salsa pulp-horror e il cast giovane, questo film è stato in tutta franchezza una grande delusione.
Un po' fine a se stesso, a tratti noioso, ho faticato seriamente a trovare il senso di tutta l'operazione oltre, appunto, la solleticante idea iniziale di far incontrare il capolavoro "Orgoglio e pregiudizio" con zombie, paletti e combattimenti vari. Il che è un gran peccato, perché sulla carta (e a livello editoriale, visto il successo del libro da cui è tratto) "PPZ: Pride and Prejudice and Zombies" sembrava destinato a sbancare.
Non so se il romanzo di Seth Grahame-Smith risulti più centrato e avvincente, di sicuro qui siamo fuori rotta: non c'è pathos, il mondo in stato di shock che presenta non è sufficientemente approfondito, la protagonista è spesso messa in ombra da un numero troppo elevato di personaggi e la questione degli zombie, che dovrebbe essere il fulcro di tutta la vicenda, è per troppo tempo lasciata ai margini della storia, quasi cornice non convenzionale che va a ri-caratterizzare la trama originale da cui questa storia è tratta. Forse meno Jane Austen e più zombie sarebbe stato un approccio più funzionale, soprattutto perché i non morti sono parte della titolazione tanto quanto il famoso romanzo. Mi rendo conto che rispettare gli snodi narrativi originali, rivisti nell'ottica di un'infestazione zombie, possa presentare un certo fascino horror-gotico, ma qui ci si perde davvero troppo in chiacchiere per essere un film d'azione. Per non dire dell'orrore.
Insomma, il punto è un po' questo: "Pride and Prejudice and Zombies" non si prende cura della dimensione orrifica che invece ostenta in titolo, locandina e trailer e, invece, preferisce soffermarsi sulle dinamiche classiche appartenenti al romanzo ottocentesco, finendo per risultare semplicemente un'altra variazione sul tema. Di cui, in tutta onestà, non c'era alcun bisogno.
Cast: Lily James, Sam Riley, Jack Huston, Bella Heathcote, Douglas Booth, Matt Smith, Charles Dance, Lena Headey, Suki Waterhouse, Ellie Bamber, Millie Brady.
Box Office: $16.4 milioni
Consigli: Mah, rimango perplesso. Chi ha amato il libro potrebbe godere della visione cinematografica di un prodotto che ha apprezzato, ma in tutta onestà non mi sento di dire che, a parte a livello tecnico, questo sia un film riuscito. Un po' uno spreco di tempo e talenti. Se avessi voluto vedere per l'ennesima volta la storia di "Orgoglio e pregiudizio", sarei approdato su altri lidi.
Parola chiave: Cervello di maiale.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 8 aprile 2014

Film 692 - 300 - L'alba di un impero

Sempre con la 3. Questa pellicola non potevo non vederla!

Film 692: "300 - L'alba di un impero" (2014) di Noam Murro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Anche se il primo, violentissimo "300" mi era piaciuto, non posso dire di essere mai stato un fan sfegatato; la voglia di vedere questo sequel però c'era. Forse 7 anni di distanza tra le due pellicole è molta, considerando il tipo di prodotto, comunque il risultato finale è stato in grado di non deludere le aspettative.
Di base, le più evidenti somiglianze con il suo predecessore sono lo stile delle immagini, la violenza, le tematiche generali di onore e vendetta. Alcuni personaggi ritornano (Serse, la regina Gorgo, Delios), molti altri sono nuovi a partire dal protagonista Temistocle/Sullivan Stapleton e dalla sua nemesi Artemisia/Eva Green.
Il fulcro di tutta la vicenda sarà, di fatto, incentrato su questi ultimi e sulla loro questione in sospeso, a causa della quale non pochi troveranno la morte. Morte che ha moltissimo spazio all'interno della trama, tanto da domandarsi se non ci sia stata una tendenza ad esagerare. Va bene che il prodotto promette sangue, azione e numerosi effetti speciali, ma - seppure l'integrità del franchise è garantita - alla lunga stanca. Così come gli interminabili soliloqui di alcuni personaggi, dei quali a farne più uso è Artemisia, signora della guerra e, a quanto pare, anche del monologo interminabile. Niente di male se esternasse pensieri irraggiungibili per lo spettatore, ma dato che si limita a commentare, passo passo, ogni azione che decide di mettere in pratica è palese che sia uno sforzo narrativo superfluo.
In generale, comunque, va detto che "300: Rise of an Empire" fa il suo dovere, mantenendo abbastanza fedelmente non solo le promesse legate a questo film nello specifico, ma anche relativamente al primo capitolo di questa saga che, si intuisce, potrebbe vedere un ulteriore episodio generato ai fini della storia (sperando in una gestazione un po' più breve). Il continuum temporale tiene e, anche se Stapleton non ha il magnetismo di Gerard Butler né un personaggio interessante quanto Leonida, il girotondo di personaggi-spalla che si susseguono durante i 102 minuti di pellicola tiene abbastanza alto l'interesse dello spettatore per tutta la visione. Chiaro, non è come "300", ma anche questo seguel ha un suo perché.
Box Office: $324,703,000 (ad oggi)
Consigli: Per i fan del primo episodio questo film è certo imperdibile, come lo è per chi ama lo splatter in salsa fumetto. Tanta violenza gratuita e tanti scenari ricreati al pc, oltre che battaglie in slow-motion ed epici discorsi d'incoraggiamento pre battaglia. Se è ciò che si cerca questo "300 - L'alba di un impero" è perfetto.
Parola chiave: Vendetta.

Trailer

Bengi

mercoledì 2 ottobre 2013

Film 591 - La notte del giudizio

Trailer estremamente accattivante. Storia decisamente non convenzionale. Possibili sviluppi apocalittici.
Da vedere assolutamente.


Film 591: "La notte del giudizio" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Lena Headey prezzemolina 2013, fra "Il trono di spade", "Shadowhunters - Città di ossa" e il prossimo "300 - L'alba di un impero" (2014), me la ritrovo anche in questo "The Purge", una delle inaspettate sorprese col botto del botteghino di quest'anno (3 milioni di dollari per produrlo, $85.600.152 di incasso mondiale), tanto che è già stata messa in cantiere l'idea di un sequel.
Premessa (da Wiki): "Nel 2022, gli Stati Uniti sono una nazione rinnovata, governata dai Nuovi Padri fondatori dell'America. Per mantenere i tassi di criminalità e disoccupazione bassi, il governo ha istituito un periodo annuale, di dodici ore, chiamato "La Purificazione", durante il quale tutte le attività criminali, tra cui l'omicidio, diventano legali".
Ora, a mio avviso l'idea che da il la a questo film oscilla pericolosamente tra l'intrigante e l'inquietante, finendo per catturare appieno la fantasia dello spettatore. Una miriade di domande si frappongono fra chi sta per vedere "La notte del giudizio" e l'effettivo risultato finale messo in scena: per esempio come si è arrivati a questo tipo di soluzione estrema? Quali sono le implicazioni sociali rispetto a questo tipo di approccio? E quelle morali? E cosa accade, finita la Purificazione? Quali sono le conseguenze di una scelta tanto estrema?
Ecco, chiaramente queste sono alcune delle domande che mi sono posto io (e che non hanno trovato risposta).
A parte spiegare che la Purificazione viene vissuta come una catarsi del popolo che poi vive in piena armonia durante il resto dei 364 giorni e mezzo dell'anno, non viene aggiunto molto. La furbizia degli autori sta nel realizzare una pellicola sul popolo, senza inquadrarlo praticamente mai (molte immagini di rivolta, lotta e conflitto sono di repertorio). Lasciando, insomma, poco spazio alle implicazioni generali, concentrandosi invece su un unico nucleo familiare (chiaramente di ceto alto) e sulla sua notte da incubo, si finisce per sfruttare poco o niente delle possibilità narrative che l'incipit pareva regalare. In poche parole "The Purge" non va oltre lo sforzo di costruire una buona premessa che finirà per tradire un po' per colpa del budget inadeguato, un po' per assecondare la necessità di violenza e atmosfere thriller che lo spettatore medio parrebbe richiedere.
Personalmente avrei preferito un approfondimento sociale più consistente, oltre che un'analisi psicologica dei personaggi meno rarefatta e funzionale all'unica descrizione di terrore da attacco alla proprietà privata e personale. Non c'è lungimiranza in un approccio del genere, in quanto si finisce per ricadere nel meccanismo della banalità e della standardizzazione dei contenuti vincolati. L'unico momento veramente interessante a trama inoltrata è quello che coinvolge i due genitori James/Ethan Hawke e Mary/Headey e lo sconosciuto lasciato entrare in casa per pietà dal figlioletto (disturbato): il loro primo impulso è quello di consegnare lo sconosciuto ai personaggi in giardino che lo richiedono minacciandoli, innescando una serie di implicazioni psicologiche come l'istinto di sopravvivenza che sarebbe stato veramente interessante approfondire per più di quei due minuti scarsi di scena.
Anche perchè il tutto si risolverà in maniera abbastanza prevedibile, giacché i vicini della famigliola protagonista sono sospetti dalla prima inquadratura e, a parte qualche trovata inusuale a livello di scelte finali (non sarà proprio un happy ending), la storia viene condotta più o meno come ci si aspetterebbe dal momento in cui si capisce che il film non andrà oltre le sfumature del trhiller fantascientifico claustrofobico a tratti splatter e post apocalittico.
In definitiva non si può dire che "La notte del giudizio" - come non mi piace questo titolo - non offra qualche spunto innovativo o in direzione meno standardizzata, ma finisce per cadere nella trappola della direzione sicura, preferendo scene di violenza e tensione ad un'analisi più approfondita e seria della situazione presentata come incipit. E questa è davvero un'occasione mancata. Dal punto di vista commerciale, invece, è certamente una furbata.
Ps. Il cattivo Rhys Wakefield sembra un giovane Christoph Waltz.
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Consigli: E' un film che si lascia guardare e, se preso nel verso giusto, può perfino regalare qualche spunto di riflessione. Scade un po' in una prevedibilità narrativa, ma tutto sommato ha un suo appeal e ha presa specialmente all'inizio.
Parola chiave: Sistemi di sicurezza.

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Bengi

Film 589 - Shadowhunters - Città di ossa

Un po' incuriosito dai rumors sulla pellicola e dalla presenza di Lily Colins, l'ingresso gratis della 3 è stato un incentivo in più per andare a vedere il primo episodio di questa nuova saga teen.


Film 589: "Shadowhunters - Città di ossa" (2013) di Harald Zwart
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Premesso che se il libro e la pellicola si chiamano "The Mortal Instruments: City of Bones" e tu li ribattezzi in italiano "Shadowhunters - Città di ossa" mi crei non poca confusione (soprattutto perché mi boicotti il titolo originale in lingua per utilizzare comunque un titolo in inglese: a che pro?!), questo film è una colossale boiata scritta senza alcuna cognizione di causa e, ciò che è peggio, ricalcando un'innumerevole quantità di altri prodotti narrativi o cinematografici già visti e rivisti. E se questo è il risultato del copia-incolla, davvero c'è da porsi serie domande sulla sceneggiatrice Jessica Postigo Paquette o, peggio ancora, sull'autrice dei romanzi Cassandra Clare.
Premesso che non avessi alcun pregiudizio nei confronti di questo film - che anzi mi aveva incuriosito -, man mano che la storia si sviluppava è cresciuta anche la delusione per colpa della pochissima fantasia narrativa, della prevedibilità assoluta e dello sconcertante scopiazzamento impunito. Solo per citare qualche esempio, faccio presente che nel film vengono scomodati vampiri, licantropi e stregoni; ci sono edifici nascosti in mezzo alla città (una specie di castello dove avvengono magie...); che la protagonista Clary Fray ha dei poteri che non sapeva di avere ed appartiene ad un mondo magico a cui non sapeva di appartenere... Mi fermo, ma si potrebbe continuare.
Il fatto non è tanto che - per così dire - si citino "Harry Potter", "Twilight", "Beastly", "Beautiful Creatures - La sedicesima luna", ma che nonostante l'ispirazione da altri, il risultato finale sia questo, ovvero di una banalità sconcertante. Non c'è pathos, le scene di lotta sono deboli e la ricerca stilistica che sta dietro le immagini è di un patinato malriuscito. Ritengo che questo film sia debole principalmente perchè vuole prendere in considerazione una miriade di fattori, senza saperli di fatto gestire. E, così, il risultato è un calderone di personaggi, situazioni, creature magiche e luoghi che cozzano tra loro senza mai amalgamarsi davvero in qualcosa di unico e nuovo. Manca di personalità e appeal, nel senso che, se proprio la necessità era quella di raccontare l'ennesima storia teen dal sapore soprannaturale, si poteva cercare una propria voce, un proprio percorso. Specialmente perché qui l'intento era quello di creare una saga. Perfino gli effetti speciali sono insipidi, per citare una delle cose su cui di solito gli americani puntano di più (il budget di 60milioni di dollari faceva ben presupporre). E, invece, scontatezza, brutti dialoghi, inespressività e noia prendono quasi subito il sopravvento. Un'occasione molto sprecata (come "The Host", per citarne un altro).
Ps. Soli $75,559,919 di incasso mondiale nonostante un cast abbastanza ricco: Lily Collins, Jamie Campbell Bower, Kevin Zegers, Jonathan Rhys Meyers, Lena Headey e Robert Sheehan. Questo ha fatto sì che la produzione del secondo capitolo sia stata posticipata a data da destinarsi...
Consigli: Dovendo scegliere cosa guardare, non punterei su questo titolo. Sinceramente ho trovato (addirittura!) più riuscito "Beautiful Creatures". Purtroppo è scontato e scritto male, il che lo rende molto deludente, perfino per un teen movie senza pretese di capolavoro.
Parola chiave: Coppa.

Trailer

Bengi