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mercoledì 27 novembre 2024

Film 2324 - Martha

Intro: Netflix fa partire per caso il trailer di questo documentario e decido all'istante di volerlo vedere. Così metto in pausa la mia frenesia horror per un attimo e mi concedo un titolo diverso...

Film 2324: "Martha" (2024) di R. J. Cutler
Visto: dal computer
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: della storia di Martha Stewart sapevo davvero pochissimo, eppure ho sempre avuto chiarissimo chi fosse. Forse i tre elementi chiave che avrei utilizzato per descriverla erano:
- esperta di tutto ciò che riguarda cucina e casa;
- amica di Snoop Dogg;
- ex detenuta per evasione fiscale.
Per quanto immaginassi ci fosse altro da dire sulla Stewart, non immaginavo che fosse così tanto. Da servizi di catering di lusso a magazine, da presentatrice tv a icona di stile, questo documentario copre sufficientemente a fondo aspetti della vita di un personaggio pubblico di cui, però, si tende a dimenticare certi traguardi raggiunti nel tempo, offuscati da più recenti ricordi di sfortunate disavventure.
L'approfondimento sul processo è certamente interessante, anche se per me la parte più affascinante è rappresentata dallo scoprire Martha Stewart non solo come personaggio, ma come persona. C'è praticamente solo lei in questo film - il che è anche l'aspetto negativo di questa operazione, a tratti un po' monotona - e le è permesso di raccontarsi liberamente, anche prendendosi certe libertà e dimostrando un certo candore che onestamente non mi sarei aspettato. Il film poi non le fà certo sconti nel rappresentarla come una sorta di Miranda Priestly in carne e ossa, ma in fondo e nonostante tutto ci si trova sempre a tifare per lei.
Un documentario interessante per il soggetto della sua analisi. Ribadisco, avrei gradito un po' di varietà nelle interviste, ma la Stewart è comunque talmente magnetica da saper tenere banco benissimo anche da sola.
Cast: Martha Stewart, Andrew Stewart, Alexis Stewart, Snoop Dogg.
Box Office: /
Vale o non vale: Interessante documentario sulla vita di una personalità che ha certamente influenzato l'America moderna. Per chi fosse interessato, "Martha" è sicuramente un buon film.
Premi: /
Parola chiave: Perfection.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 13 agosto 2024

Film 2224 - The Nest

Intro: Ne avevo sentito parlare da tempo e mi ero ripromesso di recuperarlo quanto prima. Mi ci è voluto più di un anno per decidermi a vederlo.

Film 2224: "The Nest" (2020) di Sean Durkin
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: come al solito, mi aspettavo un film diverso e, per questo motivo, non ho del tutto goduto della visione.
Lo dico fin da subito, "The Nest" è sicuramente un prodotto ben fatto e pensato, stilisticamente molto curato e recitato benissimo dai due protagonisti, dei quali mi sento particolarmente di lodare la performance di Carrie Coon. Ciò detto, non è comunque quello che stavo cercando e, lo ammetto, avevo anche in parte frainteso la trama.
Da quello che mi era parso di capire dal trailer + vari estratti della critica che avevo letto, mi era parso di capire che si trattasse quasi di un thriller psicologico che facesse l'occhiolino addirittura ad atmosfere esoteriche. C'è una vecchia casa gigantesca nel mezzo del nulla, gli interni sono bui, la relazioni interprersonali che si sgretolano dal momento in cui la famiglia si trasferisce nella nuova proprietà, la casa quasi come altro protagonista del racconto. Quest'ultimo punto è anche vero, ma non nel senso in cui avrei preferito.
Invece di misterioso c'è solo il personaggio di Rory (Jude Law) e il suo ambiguo comportamento che inevitabilmente lo metterà nei guai. Tra l'altro questa ambiguità del suo personaggio mi ha ricordato a tratti il mood di un altro iconico film con Law, "The Talented Mr. Ripley" (e il recente adattamento televisivo di Netflix, "Ripley", a dire il vero).
Insomma, il risultato finale è generalmente buono, ma non il film per me.
Cast: Jude Law, Carrie Coon, Charlie Shotwell, Oona Roche, Adeel Akhtar, Anne Reid.
Box Office: $2.1 milioni
Vale o non vale: Non c'è tanto mistero se non per quanto riguarda il suo protagonista. Dal trailer sembra quasi che la casa sia posseduta o la famiglia incorra in qualche sorta di maledizione, ma niente di tutto questo: "The Nest" è un dramma psicologico che niente c'entra con il soprannaturale. In generale un po' lento, vale per i due protagonisti, ma non lo consiglierei per una serata spensierata.
Premi: /
Parola chiave: UK.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 21 agosto 2021

Film 1812 - Crawl

Intro: Abbandonato di fretta il Cile in rivolta, atterro a Mendoza in Argentina, città che avevo già visitato durante la vacanza coi ragazzi. In quell'occasione ne avevamo approfittato per fare il tour delle vigne e dei produttori di olio. E, naturalmente, mi era venuta la febbre tra un brindisi e l'altro.
Nell'attesa che venga il giorno della mio ritorno verso Cordoba, mi godo questa tappa inaspettata tra un clima meraviglioso, monumenti e vegetazione e, naturalmente, cibo.

Film 1812: "Crawl" (2019) di Alexandre Aja
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: tanto assurdo quanto d'intrattenimento, questo "Crawl" funziona principalmente grazie a giusti trucchetti dell'horror che spaventano e generano tensione e a una certa dose di ludico divertimento ogni volta che la storia mette in scena un'altra sciocchezza impossibile che, tuttavia, nell'ottica del risultato finale del film non danneggia il racconto.
Insomma, non certo un campione di verosimiglianza e plausibilità, ma è davvero quello che ci si aspetta da una pellicola come "Crawl"? Esatto, quindi tanto vale goderselo esattamente per quello che è: un horror che combina alligatori e uragani per spaventare e mettere ansia allo spettatore. E, in quest'ottica, funziona.
Cast: Kaya Scodelario, Barry Pepper, Morfydd Clark, Ross Anderson.
Box Office: $91.5 milioni
Vale o non vale: La premessa è quella che è, ma se siete alla ricerca di una pellicola di paura con qualche elemento catastrofico, una buona protagonista (Scodelario) per un'oretta e mezzo di cervello spento... avete trovato quello che fa per voi.
Premi: /
Parola chiave: Sopravvivenza.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 21 aprile 2021

Film 1986 - The Purge

Intro: Bizzy non aveva mai visto questo film e, a me e Kate, sembrava assurdo. Così abbiamo provveduto a rimediare durante una delle sessioni del nostro Penthouse Cineforum.
Film 1986: "The Purge" (2013) di James DeMonaco
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Bizzy, Kate
In sintesi: secondo me l'idea dietro a "The Purge" rimane geniale in termini narrativi, anche se devo dire che il ricordo di questo primo episodio fosse ben più positivo rispetto al risultato finale del film. Che, per carità, rimane comunque un ottimo esempio di prodotto originale, anche se meno indimenticabile di quanto fossi inizialmente convinto.
Ci sono buoni momenti di tensione e scene decisamente interessanti anche in riferimento a certi aspetti sociali che la trama affronta in superficie, anche se tutto sommato la storia procede a passo abbastanza lento per una buona parte di pellicola - bizzarro, se si pensa che la durata totale di questo primo episodio è di appena 85 minuti... - e il risultato finale è più votato all'anima thriller e horror della questione che alle implicazioni sociali di un evento così evidentemente drammatico come quello di una purga sociale che si basa sul concetto di "tutto è lecito" per 12 ore non stop di violenti omicidi e vendette da vicinato. Insomma, si poteva andare più in profondità. Ciò detto, "The Purge" rimane un prodotto interessante che gioca bene le carte della sua premessa inquietante e regala una sufficiente dose di angoscia e pathos che, non a caso, hanno contribuito a fare di questo titolo il capostipite di un lucroso franchise (5 film - il prossimo, "The Forever Purge", in uscita il 2 luglio - e una serie tv).
Film 591 - La notte del giudizio
Film 1986 - The Purge
Film 758 - Anarchia - La notte del giudizio
Film 1205 - La notte del giudizio - Election Year
Cast: Ethan Hawke, Lena Headey, Adelaide Kane, Max Burkholder.
Box Office: $89.3 milioni
Vale o non vale: A mio avviso il film non è male e vive principalmente dell'idea alla base della sua storia, dando vita a quella possibilità assurda che prevede il "tutto è possibile" durante un arco di 12 ore che, non troppo inaspettatamente, si trasformano in pura angoscia da horror. Vi siete mai chiesti cosa si provi ad essere la preda chiusa in gabbia? Vedere questo film vi darà una risposta.
Premi: /
Parola chiave: Sconosciuto.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 14 febbraio 2021

Film 1953 - His House

Intro: Inaugurazione del Penthouse Cineclub, il club cinematografico di quelli del quinto piano della palazzina 18 c/o il DCU Sports Complex.
Film 1953: "His House" (2020) di Remi Weekes
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese, dinka
Compagnia: Bizzy, Kate, Jack
In sintesi: come sempre quando si cerca una pellicola che possa andare bene genericamente a tutti, si opta per un horror. Per non scadere proprio nel banale o scadente, abbiamo scelto questo titolo Netflix, apparentemente piccolo gioiello del genere, nonché produzione very British che mette al centro della sua storia il racconto di due immigrati in cerca di asilo e la chance di un nuovo inizio in terra straniera. Che insomma, per un horror non è proprio un tema tradizionale.
Anche se non posso dire che "His House" sia il capolavoro imprescindibile che ero stato indotto a credere, devo ammettere che il background insolito della storia mi abbiamo molto intrigato e che, in effetti, il colpo di scena finale (spoiler: legato alla figlia) si presenta come ben architettato e assestato. In generale, però, non si può dire che questo sia un prodotto horror nel senso più generico del termine, per quanto certi momenti classici da spavento cercano di venir architettati. La sensazione che ho avuto, però, è che riflettesero più i malesseri interiori dei protagonisti, che una presenza demoniaca nel senso più tradizionale del termine.
In ogni caso il film funziona, presenta due protagonisti perfetti per la parte e si eleva grazie ad una serie di scene esteticamente e visivamente potentissime.
Cast: Wunmi Mosaku, Sope Dirisu, Matt Smith, Javier Botet.
Box Office: /
Vale o non vale: Non il classico horror, ma una scelta alternativa alle più generiche boiate che lascia molti spunti su cui riflettere e rinvigorisce il genere di una nuova prospettiva più impegnata e uno spiccato senso estetico. Vale una chance.
Premi: /
Parola chiave: Bambola.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 1 novembre 2019

Film 1670 - Winchester

Intro: La combo Helen Mirren + horror mi sembrava un richiamo impossibile da ignorare!
Film 1670: "Winchester" (2018) di The Spierig Brothers
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente non solo una gran boiata, ma anche una gran delusione. Non tanto perché non ci si potesse aspettare un potenziale di cagata pazzesca, ma più che altro perché sulla carta gli elementi parevano esserci tutti: una grande attrice come Helen Mirren, un racconto di spiriti ispirato nientemeno che a una storia vera (quella dell'ereditiera Sarah Pardee Winchester, moglie nientemeno che del signore delle armi Oliver Fisher Winchester, e della sua ossessione per il continuo ampliamento della Winchester House in cui viveva), atmosfere sufficientemente inquietanti e dark.
Nonostante sarebbe parso plausibile aspettarsi quantomeno un prodotto decente, nella realtà questo "Winchester" manca di una trama interessante che non si esaurisca una volta rivelato il misterioso comportamento ossessivo della sua protagonista e non sorprende, quindi, che non riesca ad andare oltre quella bidimensionalità comune a tutti quegli horror misto thriller che non aggiungono nulla al genere di cui fanno parte. Peccato, si poteva fare molto di più.
Cast: Helen Mirren, Jason Clarke, Sarah Snook, Laura Brent, Bruce Spence.
Box Office: $46 milioni
Vale o non vale: Se siete alla ricerca di un buon horror - magari ancora sulla scia di Halloween appena passato - consiglio vivamente di evitare questo film. Non solo non soddisfa e non fa paura, ma anzi lascia francamente piuttosto delusi.
Premi: Candidato a 4 Razzie Award per Peggior film, regia, sceneggiatura ed attrice protagonista.
Parola chiave: Armi.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 5 luglio 2019

Film 1619 - Insidious: The Last Key

Intro: Dato che sono super fan della saga non vedevo l'ora di vedere il nuovo capitolo!
Film 1619: "Insidious: The Last Key" (2018) di Adam Robitel
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: sicuramente non il capitolo più riuscito finora, ma nemmeno un esempio terribile di pellicola horror. Onestamente apprezzo molto il personaggio di Elise e il lavoro fatto da Lin Shaye, nonché la possibilità offertale di essere la protagonista di un film appartenente ad un genere che solitamente si concentra più su gioventù e/o estetica;
"Insidious: The Last Key" dimostra che il franchise ha perso parte del suo mordente, fallendo più che altro nel costruire un mostro che faccia oggettivamente paura (cosa riuscita nei titoli precedenti). In generale, comunque, anche qui ci sono spunti interessanti e qualche elemento di paura. Forse lo spunto della chiave è troppo letterale.
Film 626 - Insidious
Film 959 - Insidious
Film 690 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Film 960 - Oltre i confini del male: Insidious 2
Film 2202 - Insidious: The Red Door
Film 956 - Insidious 3: L'inizio
Film 2157 - Insidious 3: L'inizio
Film 1619 - Insidious: The Last Key
Cast: Lin Shaye, Angus Sampson, Leigh Whannell, Spencer Locke, Caitlin Gerard, Bruce Davison.
Box Office: $167.7 milioni
Vale o non vale: Il film funziona anche da solo, non serve recuperare tutti i capitoli precedenti. Dovesse questo titolo incuriosirvi, sappiate che i 3 precedenti sono decisamente migliori. Detto ciò, un horror che tutto sommato funziona.
Premi: /
Parola chiave: Fischietto.

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Bengi

lunedì 26 marzo 2018

Film 1477 - The War of the Roses

Intro: Mia cugina mi ha parlato di questo film come di uno dei suoi preferiti, per cui appena stabiliti nella nostra nuova sistemazione abitativo-lavorativa, la prima pellicola che abbiamo visto è stata proprio questa!

Film 1477: "The War of the Roses" (1989) di Danny DeVito
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: sinceramente mi aspettavo di meglio. La storia è anche divertente in certi passaggi, ma l’ostinazione dei due coniugi è una cosa insostenibile, malsana e francamente noiosa alla lunga. In aggiunta, per quanto mi riguarda, non tollero più di tanto né Michael Douglas né Kathleen Turner, per cui la combo trama così così e protagonisti odiosi non ha giovato;
l’esasperazione cui è portata la sceneggiatura è troppo innaturale e verso il finale si spera soltanto che i due ex innamorati la facciano finita e si trovino un hobby, perché dopo aver distrutto macchine, fracassato lampadari, urinato sul pesce e via discorrendo la situazione più che risultare simpatica diventa stantia. Della serie: ma vogliamo andare oltre? Tipo oltre questo film.
Cast: Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny DeVito, G. D. Spradlin, Dan Castellaneta, Sean Astin.
Box Office: $160,188,546
Vale o non vale: personalmente non mi è piaciuto. Il sapore vintage della pellicola è un’aggiunta piacevole, ma in generale l’ho trovato faticoso da sopportare. Probabilmente anche perché io per primo non tollero gli accanimenti “terapeutici”.
Premi: Premi: Candidato a 3 Golden Globe per Miglior film musical o commedia, attore e attrice protagonisti e un BAFTA per la sceneggiatura.
Parola chiave: Casa.

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Bengi

mercoledì 30 marzo 2016

Film 1109 - Room

Ultimo titolo da Oscar che volevo recuperare!
Film 1109: "Room" (2015) di Lenny Abrahamson
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Ogni anno succede. Vedo quel film di cui la critica ha parlato benissimo, quella pellicola pronta a portarsi a casa Oscar e riconoscimenti e... rimango puntualmente deluso. Così lo dico, senza girarci troppo intorno: a me "Room" non ha sconvolto, Bree Larson non mi è sembrata inarrivabile e, in definitiva, il film non mi ha convinto.
Ora che finalmente posso liberarmi di questo peso - avendo visto "Room" il giorno stesso degli Oscar è un mese che attendevo di scrivere questa recensione -, mi sento un po' meglio. Ci ho riflettuto a lungo, ci ho pensato e ripensato. Per non perdermi proprio niente della pellicola l'ho anche vista in inglese. Eppure niente, non è scoccato l'idillio. Sì, la Larson è brava, il giovanissimo Jacob Tremblay particolarmente portato, ma mi ha aspettavo qualcos'altro, forse addirittura di più. Ecco perché cerco di evitare il più possibile di documentarmi sui vari titoli prima di vederli, il rischio di guastarmi la visione è sempre dietro l'angolo.
Chiaramente in questo caso era difficile schivare lo spoiler, salvaguardarsi dall'approfondimento: negli ultimi mesi il film e il suo cast sono stati sotto la lente d'ingrandimento hollywoodiana e non solo (ad oggi il film è a quota 116 candidature sparpagliate per le premiazioni e i festival di tutto il mondo), il che ha necessariamente portato a un'avvicinamento a storia e protagonisti, voluto o meno che fosse. Ed ecco perché le mie aspettative erano altre.
Da quello che avevo capito, dall'idea che mi ero fatto, pensavo che "Room" fosse più una sorta di thriller incentrato sul perché mai una donna e suo figlio avessero deciso di vivere isolati all'interno di una stanza. Magari lei era pazza. Magari al di fuori vi era uno scenario postapocalittico. Magari...
E invece la storia raccontata qui è molto diversa, è un pugno nello stomaco e, però, un colpo assestato solo a metà. Il dramma della prigionia è molto ben rappresentato, pur rimanendo all'interno di quelli che saranno sì e no 10 m²; la storia non soffre di una claustrofobia che sarebbe stata plausibile: la brava mamma di Jack è stata in grado di rendere quella prigione quasi confortevole, nonostante tutto. Una volta fuori, la storia cambia temi e, naturalmente, scenari e quella magia e chimica tra i due protagonisti si perde leggermente in favore di una scoperta del mondo da parte di Jack e della scoperta da parte del mondo dei due poveri reclusi. In questa parte, in particolare, ho sentito di più la mancanza di connessione con la vicenda, forse gelata dal mio spezzare la visione di "Room" in due parti. In ogni caso ho gradito maggiormente l'inizio.
Insomma, è chiaramente un'opinione personale viziata da una serie di aspettative e circostanze, in ogni caso "Room" non mi ha tra i suoi sostenitori, come era stato qualche anno fa con "Silver Linings Playbook". Vedremo se la carriera della Larson prenderà definitivamente il volo dopo il successo legato a questa produzione - come era successo alla Lawrence - o se l'exploit ottenuto rimarrà legato a qualche anno di strascichi e nient'altro. In bocca al lupo!
Ps. Candidato a 4 Oscar, tra cui Miglior film, "Room" ha vinto nella categoria Miglior attrice protagonista. Brie Larson per questo ruolo ha vinto anche un Golden Globe e un BAFTA.
Cast: Brie Larson, Jacob Tremblay, Joan Allen, Sean Bridgers, William H. Macy, Justin Mader, Amanda Brugel, Tom McCamus.
Box Office: $35.4 milioni
Consigli: Considerato che ha vinto così tanti premi per la sua attrice protagonista e che ha raccolto così tanti commenti positivi tra la critica di tutto il mondo, vale certamente la pena di dare una chance a questa pellicola, consci che si tratta di un viaggio non facile da intraprendere. Può piacere, ma non è per tutti.
Parola chiave: Old Nick.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 28 settembre 2015

Film 1002 - Home - A casa

Uscito dal periodo di malattia, ecco la prima scelta cinematografica al di fuori della mia camera da letto.

Film 1002: "Home - A casa" (2015) di Tim Johnson
Visto: dal computer portatile di Lu
Lingua: italiano
Compagnia: Lu
Pensieri: Francamente non capisco come si possa pensare a Rihanna per il doppiaggio di un film d'animazione per ragazzi, considerando che lei stessa si definisce come una non role model. Per di più assegnandole il personaggio principale di Tip, ragazzina di una decina d'anni che, di conseguenza, ha la voce di un'adulta. La cosa è un tantino disturbante, vedere per credere.
Scelta del doppiaggio a parte - per la voce dell'alieno Oh è stato scelto Jim Parsons ("The Big Bang Theory") -, "Home" è un tantino peggio di come me lo aspettavo. Non è male, ma non è abbastanza. I suoi punti di forza sono sicuramente la simpatia del suo protagonista maldestro e le trovate divertenti della trama, oltre al fatto di essere di fronte ad una pellicola coloratissima e musicalmente molto ricca.
Dall'altra parte, però, manca quel qualcosa in più che lo avrebbe reso maggiormente interessante o soddisfacente. La storia è una favoletta innocua che non racconta niente di nuovo o niente di inaspettato e che Oh sarebbe diventato un eroe lo sapevamo dopo 10 secondi. D'altronde le pellicole d'animazione - e i titoli per ragazzi in generale - ormai spingono tutti verso il generico tema della diversità come valore aggiunto del personaggio, per cui nessuno si stupisce che l'unicità di Oh rappresenterà anche la sua fortuna. Diversi, esclusi ed emarginati prima, riescono a dimostrare il loro valore attraverso le loro peculiarità, così da riscattarsi con la propria comunità e riuscire a ritagliarsi quello spazio sociale che cercavano e meritavano. E' così, per esempio, in "Happy Feet", "Ribelle - The Brave", "Alla ricerca di Nemo" o "L'era glaciale" e in tanti altri ancora. Il messaggio è forte e chiaro: bambini, imparate dai nostri protagonisti e siate fieri della vostra unicità.
Per questo motivo sento di dire che "Home - A casa" è carino, ma di fatto niente di nuovo sulla piazza. La storia vale principalmente per la simpatia del piccolo alieno, capace di strappare più di una risata, ma per il resto la trama affronta un percorso evolutivo che non racconta proprio nulla di nuovo. Per cui sì, "Home" è un film per famiglie piacevole e ben realizzato, pur non riuscendo nell'impresa di ritagliarsi il suo spazio (peculiare) all'interno dell'universo vastissimo di pellicole dello stesso genere che lo hanno preceduto.
Ps. Tratto dal libro per ragazzi "The True Meaning of Smekday" di Adam Rex.
Cast: Jim Parsons, Rihanna, Steve Martin, Jennifer Lopez, Matt Jones.
Box Office: $387.5 milioni
Consigli: Prodotto per famiglie perfetto per un momento spensierato e piacevole, ma che non va oltre questo. Ha i suoi momenti divertenti e, ovviamente, il lieto fine è assicurato, per cui se siete alla ricerca di un porto sicuro che vi regali qualche battuta, un mondo colorato e il racconto di una favola "Home - A casa" è un ottimo candidato per portare a termine la missione.
Parola chiave: Gorg.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 3 agosto 2015

Film 966 - The Kings of Summer

Uscito due anni fa, ne scopro l'esistenza solo oggi. COn molto ritardo recupero.

Film 966: "The Kings of Summer" (2013) di Jordan Vogt-Roberts
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non è un caso che questo film sia seguito alla visione di "Jurassic World" dato che l'ho scoperto solo perché mi sono documentato su uno dei ragazzi protagonisti della pellicola con i dinosauri, Nick Robinson. Incuriosito dal cast (in particolare Nick Offerman e la moglie Megan Mullally), dalla trama e dai toni indipendenti, alla fine mi sono ritagliato un momento per scoprire "The Kings of Summer".
Nonostante certe dinamiche famigliari dipinte dalle storie all-American mi lascino un tantino perplesso (se io fossi sparito di casa per un mese i miei mi avrebbero probabilmente chiuso in collegio a vita, per non dire ai lavori forzati), questa storia è carina e racconta in maniera anche divertente un personalissimo percorso di formazione di un gruppetto di adolescenti che scappano di casa perché insofferenti nei confronti dei loro genitori e si rintanano in mezzo al bosco, dove costruiscono letteralmente la loro casa. A parte i complimenti per l'abilità progettuale-manuale, l'idea di fuggire da casa per sottrarsi alle grinfie dei genitori penso sia venuta in mente un po' a tutti nel corso della (in quel momento luuuuunga) adolescenza, per poi finire in un misero buco nell'acqua. I ragazzi, invece, qui si lanciano nel progetto a tutto spiano, scappando verso una libertà cui non sono preparati, ma che profuma di sogni, promesse e ribellione a non finire. E' un po' la versione cinematografica di come potrebbe essere stato scappare se solo lo avessimo fatto (e se solo abitassimo di fiancoa d un bosco e avessimo le palle per dormire al suo interno).
Il film è stato presentato con successo al Sundance Film Festival (uno dei più grandi di cinema indipendente) del 2013. Non c'è da stupirsi, quindi, che per toni e realizzazione questa produzione rispecchi lo standard (sempre che ne esista uno) del prodotto un po' di nicchia, conosciuto da pochi, praticamente sconosciuto fuor idai confini nazionali di origine. Io per primo non lo avrei mai visto non fosse stato per la mia curiosità e, soprattutto, per lo streaming che rende disponibile prodotti altrimenti inaccessibili in Paesi come l'Itala, dove a parte le commedie nostrane e i blockbuster anglofoni fatica ad arrivare altro (ma stiamo migliorando). Ed è un peccato, perché anche se "The Kings of Summer" non è un capolavoro, è comunque un film piacevole, meno incline a conformarsi allo standard cinematografico contemporaneo e dal sapore giovane e fresco, una sorta di "Stand by Me" senza drammi. Sentimenti amorosi a parte.
Box Office: $1,315,590
Consigli: Storia carina, una sorta di avventura moderna dove tre ragazzi (Nick Robinson, Gabriel Basso, Moises Arias) decidono di lasciarsi casa, genitori e obblighi vari alle spalle per rifugiarsi in mezzo al bosco dove cominciano a vivere alla giornata. La realtà della vita senza adulti sarà più complicata di quanto non avessero previsto e, come è ovvio, le cose non andranno proprio come erano state immaginate. Un racconto sull'adolescenza, quindi, sui riti di passaggio e sulle esperienze che cambiano te e chi ti sta intorno. Se questo genere di storie piace, "The Kings of Summer" è un titolo perfetto. Per non parlare del fatto che è estate, e ogni scusa è buona per lasciarsi trasportare da qualche racconto che ci parla di puntare i piedi contro qualche regola, reglarci l'emozione di mandare tutto e tutti a quel paese alla ricerca di chi si è veramente e di una vita più leggera. Sbagliare è lecito quanto lo è procedere per tentativi. Soprattutto se a pagarne le conseguenze non siamo noi direttamente, ma i protagonisti di un film.
Parola chiave: Serpente.

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Bengi

martedì 30 giugno 2015

Film 945 - The Intruders

Cercando un film per la cena, ci siamo imbattuti in questo titolo che prometteva intrattenimento facile facile. Aria di gran boiata in vista? Eccome!

Film 945: "The Intruders" (2015) di Adam Massey
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Horror sciapo senza un'idea che sia una, "The Intruders" è certamente tra i film più brutti, banali e malfatti che abbia mai visto.
La colpa è certamente di una sceneggiatura banale e incapace di personalizzare la storia, concentrata a prodursi in imbarazzanti sottotrame per distrarre lo spettatore dalla spaventosissima verità dietro tutte quelle porte che sbattono da sole. Il risultato, invece, non fa altro che palesare l'incapacità dello sceneggiatore e la natura prettamente lucrosa di questa operazione. O, almeno, il suo tentativo.
Nel cast qualche volto conosciuto: Miranda Cosgrove, Donal Logue, Austin Butler, Tom Sizemore.
Risultato finale da dimenticare.
Box Office: /
Consigli: Questo film non è nemmeno buono per essere direttamente distribuito in dvd talmente è brutto e insignificante, un vero passo falso per la carriera della Cosgrove. Che sì, non avrà all'attivo ancora niente di particolarmente rilevante a parte "STchool of Rock", ma certo anche scegliendo questa robaccia non si aiuta. Un titolo assolutamente da evitare, sciocco e privo di idee.
Parola chiave: Banalità.

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Bengi

mercoledì 2 novembre 2011

Film 321 - Disturbia

Nuovo film del martedì sera. C'era voglia di tensione...


Film 321: "Disturbia" (2007) di D.J. Caruso
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo, Andrea, Diego
Pensieri: Al tempo dell’uscita, “Disturbia” era stato presentato come un moderno “La finestra sul cortile”. Si immagina che il paragone non sia dei più facili, specialmente se si considera che il film di Caruso ha una componente horror-thriller molto più marcata del classico hitchcockiano (si capisce già da trailer e locandina).
Con mia grande sorpresa, all’epoca, il film mi era piaciuto abbastanza da comprarne il dvd. Rivedere una pellicola come questa non è mai un gran peso, ma, se mi è concesso dire che mi aspettavo una gran cagata, in effetti sono rimasto sorpreso dal non trovarmi di fronte ad una noiosissima boiata.
Il paragone di partenza tra i due titoli non sussiste se non per l’idea di essere costretti in casa per un lungo periodo e, muniti di binocolo, spiare il vicinato. Per il resto i due film non si assomigliano in nulla (ovvio che c’è un omicidio, ma non posso dire altro...).
Shia LaBeouf è un adolescente ribelle agli estremi dopo la morte del padre che finisce ai domiciliari senza possibilità di distrazioni. L’arrivo dei nuovi vicini con sexy figlia adolescente - oltre a causargli turbe psicologiche - innescherà un meccanismo da binocolo-addicted che aiuterà a far partire una storia che un pò tarda a cominciare. E’ o non è un assassino il vicino di casa David Morse? Servono le prove, ma LaBeouf non può uscire di casa...
Intrattenere intrattiene, qualche spavento lo causa, il ritmo ha un buon crescendo. Da un teen movie non si può pretendere molto altro, quindi devo dire che “Disturbia” fa esattamente il suo dovere.
Consigli: Spassoso e con una giusta dose di tensione. Ottimo in compagnia.
Parola chiave: Binocolo.

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Ric