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mercoledì 13 luglio 2016

Film 1172 - The Nice Guys

Molto, molto curioso di vedere questo film!

Film 1172: "The Nice Guys" (2016) di Shane Black
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Tipico caso nel quale il trailer è più divertente dell'intero film, questo "The Nice Guys" in realtà è un buon titolo, non conforme, però, alle aspettative.
Per capirci, dal trailer sembrava che si trattasse di un prodotto particolarmente dinamico e avventuroso, ricolmo di momenti spettacolari e divertenti; la realtà, che pur mantiene una comicità spiccata e di valore, manca di quella dimensione action che invece pareva essere elemento distintivo. Insomma, quasi due ore di pellicola, parzialmente sforbiciabile.
In generale, comunque, grazie al buon cast e alla chimica tra i due protagonisti Russell Crowe e Ryan Gosling, strana coppia particolarmente riuscita, il risultato finale è buono per davvero, e pure simpatico, ma si sente la mancanza di ritmi più sostenuti. Le atmosfere seventies sono davvero ben ricostruite, la trama ben articolata e con un caso centrale da risolvere che non mancherà di avere un colpo di scena finale. Insomma, "The Nice Guys" è a tutti gli effetti un prodotto estivo efficace ed efficente - se si pensa all'unica missione intrattenitivo-spettacolare -, anche se certamente qualche miglioria poteva essere apportata. In ogni caso un buon, simpatico film.
Cast: Russell Crowe, Ryan Gosling, Angourie Rice, Matt Bomer, Margaret Qualley, Keith David, Kim Basinger, Yaya DaCosta, Ty Simpkins.
Box Office: $56.9 milioni
Consigli: Sulla carta apparentemente un'operazione vincente, nella realtà il film di Shane Black non ha suscitato particolari clamori al botteghino (il budget ammonta a 50 milioni di dollari). Il che è francamente un po' strano, visto l'appeal di uno come Gosling e l'(ormai un po' datato) appeal dell'ex gladiatore Crowe, il quale fatica a risollevare le sorti di una carriera che dalla fine degli anni '00 stenta a trovare una rotta definita. "The Nice Guys" sembrava destinato a ravvivare non solo la nostra estate, ma proprio il nome dell'attore australiano. Il risultato, invece, non è stato roseo, anche se davvero non mi riesco a spiegare il perché dato che si tratta di un prodotto simpatico e ben confezionato. Forse un po' meno "veloce" di quanto non parrebbe promettere la promozione, ma pur sempre un titolo riuscito. Io una chance gliela darei.
Parola chiave: Ti piace la mia macchina, bambolone?.

Se ti interessa/ti è piaciuto

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 6 ottobre 2014

Film 781 - Mai così vicini

Curiosi di vederlo nonostante l'evidente inutilità...

Film 781: "Mai così vicini" (2014) di Rob Reiner
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Mai così vicini, ma anche mai così insipidi o privi di idee.
Classico prodotto americano di genere commedia romantica della terza età con l'attrice che più riescono a sfruttare in questo ruolo, ovvero Diane Keaton (che da "Tutto può succedere - Something's Gotta Give" e la nomination all'Oscar ha imboccato questa strada senza alcun ritegno o remora). Si aggiunge alla scia di attempati-un-po'-arrapati anche Michael Douglas, perfino lui ormai fan del genere (vedi "Last Vegas").
In questo calderone di superficialità e bellissimi sfondi - ah, gli Hamptons cosa non hanno creato! - si svolge una storia che non ha nulla di particolarmente interessante e non presenta alcun aspetto per cui volerla effettivamente seguire. Ogni personaggio è descritto esattamente come un milione di altri prima di lui in prodotti fotocopia tanto simili che si comincia a faticare a ricordarne i nomi e, ammetto, a più di un mese di distanza dalla visione di questa pellicola ho veramente faticato a capire di che film si trattasse quando ho scoperto dalla mia lista che tale "Mai così vicini" sarebbe stata la prossima recensione. Lo bollerei, quindi, come 'anonimo'.
Non brutto, non bello, il vero problema è che questa mediocrità patinata condita di buoni sentimenti e una rivalutazione dell'ultimo periodo della vita come ancora florido di opportunità, sentimenti e vestiti perfettamente lavati e stirar, è che il risultato è fine a se stesso. Nessuno ricorderà Douglas o Keaton per queste interpretazioni come nessuno ricorderà questo film. E allora perché farlo? Per i soldi, chiaro. Che non sono arrivati (30 milioni di dollari per produrlo). E allora che la prossima volta ci pensino su un attimino più approfonditamente.
Box Office: $22,405,801
Consigli: Innocuo esempio di cinema comico-romantico per la terza età, ovvero quando la speranza non demorde. Una fotografia candida e saturatissima nei colori, paesaggi così belli, sentimenti così puri, situazioni così nette da non risultare credibili. Salvo solo i momenti cabaret della Keaton, più che altro perché alla fine riesce sempre a farci una bella figura anche quando recita in queste inutilità cinematografiche.
Parola chiave: Amore. O buoni sentimenti. O famiglia. O tutto insieme.

Trailer

Bengi

domenica 13 febbraio 2011

Film 217 - I ragazzi stanno bene

Continuiamo con le cene pre-Oscar. Il 27 febbraio si avvicina...


Film 217: "I ragazzi stanno bene" (2010) di Lisa Cholodenko
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: inglese
Compagnia: Marco, Diego, Andrea, Andrea Puffo, Gianpaolo
Pensieri: I colori forti di questa locandina mi hanno subito ricordato quelli di un altro film, "Sunshine Cleaning". Non so perchè, ma nonostante non abbai visto quest'ultimo, non riesco a togliermi dalla testa il collegamento. Le atmosfere, i paesaggi, invece, mi hanno ricordato il "Sideways" di Alexander Payne. Sarà la natura molto presente, la motocicletta, il sole caldo, il piacere del vino a tavola... Di fatto nella mia testa, durante la visione di questa pellicola, sono frullati vari collegamenti.
Non posso fare a meno di pensare, poi, che Annette Bening aspetti un Oscar da 20 anni, ma che, il destino, gliel'abbia sempre sottratto. E' stata eternamente seconda. Due volte battuta da Hilary Swank e una da Whoopi Goldberg, quest'anno, pare, debba perdere contro Natalie Portman. E, mi tocca dire, a giusta ragione.
Sì, perchè, a mio avviso, questo film non è niente di che. Carino, ma non il migliore dell'anno. Bravi gli interpreti (e non solo la Bening), ma ne ho in mente altri che, nella passata stagione, hanno fatto di meglio. Sarà che, dopo tanto decantare una cosa, le aspettative sono sempre troppo alte?
In effetti questo film ha il grande pregio di rappresentare una realtà che, per l'Italia, non solo è insolita, ma quantomeno futuristica (utopica è troppo?). Due lesbiche sposate con figli fatti in provetta è un'immagine familiare talmente lontana da ogni nostra idea di famiglia regolarmente ammessa, che non può non interessare l'aspetto sociologico e sociale che l'analisi di un nucleo così 'sperimentale' (sempre per noi che siamo retrogradi) può offrire!
La storia raccontata ha l'elemento di disturbo della quotidianità (i figli cercano il padre donatore di sperma), ma la piega che prende la narrazione non è sempre efficace. La liaison amorosa che nasce tra una delle due donne (Julianne Moore) e il padre biologico dei loro figli (Mark Ruffalo, anche lui candidato all'Oscar per questa pellicola) è uno scivolone sentimentale che lascia l'amaro in bocca per tutto il resto della visione. Qui la Bening dimostra le sue qualità di attrice sia nel momento della scoperta del tradimento che davanti alle scuse della moglie.
Per il resto questo "I ragazzi stanno bene" è un film del quotidiano, intimo e, sicuramente, di stampo indipendente. Nessun grande budget, né grandi incassi ($20,803,237 sul mercato USA). Arricchisce perchè pone il problema della normalità del diverso a chi potrebbe non essersi mai messo nei suoi panni. La sua forza sta sicuramente nel messaggio che propone e l'idea di assoluta banalità (non nel senso svilente, sia chiaro) che sta dietro ad una coppia dello stesso sesso. Di questi tempi non dovrebbe più essere necessario ribadirlo, ma, nel caso, è sempre meglio ricordarlo a chi ha una labile memoria.
Consigli: Sicuramente visto in inglese ha quella marcia in più. Ma i sottotitoli, si sa, distraggono...
Parola chiave: Origini.


Ric