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martedì 16 maggio 2017

Film 1357 - Alice attraverso lo specchio

Poe voleva vederlo al cinema, ma non siamo riusciti. Non che io fremessi, ma quando Sky Go lo ha reso disponibile tra i suoi nuovi titoli di qualche settimana fa, lo abbiamo recuperato.

Film 1357: "Alice attraverso lo specchio" (2016) di James Bobin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Più che un film per il cinema sembra un prodotto televisivo e per una pellicola costata 170 milioni di dollari non è una buona cosa. La sensazione è quella di una certa fretta di concludere che passa per una generica superficialità, il che rende tutto piatto e di poco appeal.
La storia, che pure è ricolma di avvenimenti ed elementi visivi accattivanti, stranamente si gioca ogni asso nella manica come un qualunque snodo narrativo. Non c'è mai la sensazione che si stia assistendo a qualcosa di importante durante il racconto perché anche i passaggi che i personaggi dovrebbero compiere per realizzare la propria missione sono trattati con fretta e in maniera poco incisiva, tanto che non si percepisce mai ci sia davvero qualcosa di importante, almeno a livello narrativo.
Diversamente, quello che qui sembra rilevante è il mostrare l'estrosità e creatività della produzione, tra costumi bislacchi, effetti speciali a non finire e ambientazioni curiose e mani banali. Peccato che niente dell'apporto tecnico o tecnologico possa compensare la mancanza di pathos o addirittura entusiasmo nei confronti di una storia che pare abbia tanto da dire e, in realtà, confeziona un sequel che è fondamentalmente inutile.
In tutto questo, non si salvano nemmeno i personaggi. Alice (Mia Wasikowska) è messa in ombra da una miriade di personaggi secondari, il Cappellaio (Johnny Depp) alla lunga stanca e il suo trucco vistoso ed eccessivo distrae, Anne Hathaway torna perché deve anche se il suo personaggio non serve a niente; giusto Helena Bonham Carter nel ruolo della Regina Rossa ha ancora qualcosa da dire, per quanto tagliare teste come vendetta per l'accusa di un biscotto rubato pare eccessivo persino per questa storia.
Film 90 - Alice in Wonderland 3D
Film 300 - Alice in Wonderland
Cast: Johnny Depp, Anne Hathaway, Mia Wasikowska, Rhys Ifans, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Alan Rickman, Stephen Fry, Michael Sheen, Timothy Spall, Geraldine James, Andrew Scott, Richard Armitage, Matt Lucas, Ed Speleers, Stephen Fry, Michael Sheen.
Box Office: $299.5 milioni
Consigli: In tutta onestà si tratta di un film mediocre e confusionario, ricco di avvenimenti ma incapace di conferire loro una certa rilevanza. Di conseguenza il risultato è piatto è poco avventuroso, più una sorta di video gioco multicolore che consegna allo spettatore un'evventura non particolarmente rilevante. Quindi, se avete amato il primo titolo, magari recuperate questo secondo senza aspettarvi troppo. Per tutti gli altri, evitate pure senza alcun rimorso.
Parola chiave: Cronosfera.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 30 novembre 2015

Film 1040 - Crimson Peak

Cinemino prima della discoteca!

Film 1040: "Crimson Peak" (2015) di Guillermo del Toro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea
Pensieri: Aspettarsi un capolavoro da ogni pellicola che si sceglie di vedere è sciocco e anche superfluo, per cui il nostro approccio all'ultima fatica di Guillermo del Toro è stato molto onesto: ci aspettavamo una mezza scemata ed eravamo assolutamente alla ricerca di quello. Per cui non siamo incappati in alcuna delusione.
"Crimson Peak" ha, innanzitutto, un buon cast (Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston), dei costumi estremamente curati e un'atmosfera perfetta per la storia: gotica e molto decadente, dà una sensazione quasi viscosa. L'impatto visivo, oltre che essere essenziale, è quindi ben strutturato. Già da solo questo aspetto fa metà del lavoro. In aiuto all'atmosfera vengono gli effetti speciali che sono, sì, palesemente finti, ma non per questo meno affascinanti. L'orrore portato al disgusto di ogni fantasma che viene presentato, infatti, è kitsch, eppure funzionale a rendere il racconto ancora più suggestivo e a tratti macabro. Quest'ultimo aspetto in particolare finirà per risultare preponderante nella parte finale della pellicola, che scenderà sempre più nello scabroso e contorto, regalando allo spettatore una storia ancora più torbida del previsto.
Tutti questi elementi insieme, ai miei occhi hanno portato "Crimson Peak" dall'essere un banale intrattenimento preserale a un interessante esperimento cinematografico, sufficientemente creativo da risultare piacevole. E anche se parliamo, appunto, di una mezza scemata, non per questo l'ho trovata meno piacevole.
Il viso da eterna bambina della Wasikowska le dà la giusta dose di innocenza e candore e l'ambientazione ottocentesca le sta veramente a pennello; la malizia negli occhi dei fratelli Sharpe fa subito capire che qualche sporco segreto è dietro l'angolo, per non parlare del trucco e parrucco della Chastain che la fa apparire più vecchia di vent'anni, oltre che più brutta e inquietante (forse un po' troppo). Dunque ci sono tutti i presupposti per una storia estremamente dark, a tratti dell'orrore, condita con le giuste dosi di mistero e pulp. Io ho apprezzato. Poi mi rendo conto che parliamo di un titolo non esattamente "forte" quanto ci si sarebbe aspettati, forse troppo concentrato nella prima parte a mascherare una trama in fin dei conti deducibilissima e, in generale, meno realistico di quanto siamo abituati (vedi effetti speciali di cui sopra). L'elemento fiabesco permea tutta la storia e ne influenza toni e rappresentazione, per cui quell'anima horror e splatter che un po' il trailer promette finisce per andare a quel paese e ci riporta, invece, a quella mezza delusione che è stato "La madre", con il quale questo film ha anche in comune la presenza delle falene. Le somiglianze, comunque, ci sono anche con "Non avere paura del buio", dei 3 titoli sicuramente il più debole per quanto riguarda le recenti produzioni di del Toro a tinte dark.
In generale, comunque, "Crimson Peak" non è una brutta pellicola e riesce nell'intento di intrattenere in maniera più che soddisfacente il suo pubblico di massa, raccontando una storia macabra e scabrosa che pianta le sue radici nelle viscere di una terra melmastra e oleosa, sporca e sanguinolenta quanto le persone che la abitano in superficie. Non siamo, come si diceva, in presenza di un capolavoro, né un'impresa visionaria - come vorrebbe suggerire il poster italiano del film -, eppure il risultato finale non è male e personalmente sono rimasto colpito in positivo da questa storia.
Cast: Mia Wasikowska, Jessica Chastain, Tom Hiddleston, Charlie Hunnam, Jim Beaver, Burn Gorman, Jonathan Hyde.
Box Office: $74 milioni
Consigli: Niente di innovativo, ma sufficientemente intrigante a livello visivo da risultare una buona scelta cinematografica nel panorama delle pellicole recentemente uscite. "Crimson Peak" è, di fatto, un non-horror, un film che ha tutti gli elementi per esserlo, ma che gioca diversamente le sue carte, preferendo la suggestione e l'atmosfera giusta alla violenza fine a se stessa. Poi sì, il finale è maledettamente crudo, e c'è una scena di sesso incestuoso particolarmente esplicita, però non si può dire che la pellicola abbia come fine ultimo quello di spaventare. Direi più che altro di intrigare e creare un mondo a sé nelle particolarità che questa produzione propone. In quest'ottica scegliere il film di del Toro non lascerà delusi; se, invece, si cerca un titolo di spavento e orrore forse siamo un pochino lontani.
Parola chiave: Veleno.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 3 novembre 2011

Film 322 - Jane Eyre

Un film proposto da Ale e Leo che non mi sarei mai aspettato di vedere. Anche perchè non sapevo nemmeno fosse uscito nelle sale...


Film 322: "Jane Eyre" (2011) di Cary Fukunaga
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Leo, Ferdi
Pensieri: Come mio solito non mi sono informato in alcun modo a proposito di questa pellicola. Non conoscevo la storia del libro, non sapevo (ma avevo immaginato) che esistessero altre pellicole in merito alla sfortunata storia della Signorina Eyre.
Mai film è risultato più drasticamente lontano dalle mie aspettative. Ciò non ha alcuna connotazione negativa, semplicemente nella vuota e vaga idea riguardo alle possibili strade intraprese dalla trama, non mi sarei aspettato tale risultato.
Il film, come capita spesso per i rimaneggiamenti hollywoodiani, ha un’elevata propensione alla perfezione tecnica quasi a compensare una sceneggiatura non esattamente impeccabile. Forse troppo presi a rendere fedelmente i passaggi del libro, si sono dimenticati di rappresentarne degnamente l’atmosfera. Un primo tempo quasi horror, con una fotografia da brividi, lascia a tratti persplessi a tratti estasiati dalla piega inusuale intrapresa. Ma, come accade, alla rivelazione del mistero ogni fascino è perso.
Al di là del momento cupo, comunque, tutta la solitudine - tanto menzionata nei dialoghi - della maltratta Jane non è quasi mai percepita. Sarà che il suo personaggio non è mai da solo, sarà perché la solitudine è uno stato interiore, di fatto chi guarda non può che rimanere indifferente ai sentimenti della ragazza, in virtù del fatto che sceneggiatura, regia e montaggio non sono funzionali a rendere tale stato d’animo.
Al contrario, come si diceva, l’aspetto tecnico è tenuto in gran considerazione: fotografia eccellente, bei costumi, location e scenografie perfette.
Il cast è vario. Mia Wasikowska ("I ragazzi stanno bene", "Alice in Wonderland", "L'amore che resta") è Jane. Struccata e al limite dell’anoressia, interpreta il personaggio non sempre con la profondità necessaria, ma ha un particolare momento ‘di grazia’ durante la rivelazione del suo amore per Rochester sotto l’albero, in mezzo ai campi. Poi Judi Dench, composta e pacata, perfetta padrona di casa. L’ombroso Rochester, antipatico e superstizioso, padrone di un segreto che spezzerà il cuore di Jane e lo condurrà alla rovina è interpretato da Michael Fassbender, sempre più in auge negli ultimi tempi. Personalmente non lo trovo né così affascinante né così espressivo. Infine Jamie Bell (“Billy Elliot”), buono, ma con un risvolto poco piacevole. Non è male.
Insomma, ammetto che, all’uscita dalla sala, fossi confuso a proposito di questa pellicola. Non è un’ottimo prodotto, forse nemmeno buono, ma ha qualcosa di giusto. ll confronto post visione tra amici mi ha portato a vedere in chiave positiva l’intero progetto. Aggiungo, poi, che l’aver visto “A Dangerous Method” il giorno successivo, mi ha spinto ancor di più a pensare che, dopo tutto, questo film è molto meglio di come lo avessi giudicato in principio.
Consigli: Non è un film leggero, richiede attenzione e pazienza. Lo si ama principalmente per fotografia e paesaggi che, da soli, valgono buona parte del film.
Parola chiave: Bertha.

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Ric

mercoledì 21 settembre 2011

Film 300 - Alice in Wonderland

300° film!!!


Film 300: "Alice in Wonderland" (2010) di Tim Burton
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea Puffo, Andrea, Alice
Pensieri: Non fosse che è di Tim Burton non gli avrei dato una seconda possibilità. E, in effetti, non ne valeva granché la pena.
Il film è palesemente irreale negli effetti speciali e, sinceramente, la cosa mi ha irritato. Certo, nel sogno di un mondo delle meraviglie, è plausibile che la realisticità dei suoi componenti sia il minor fattore, però l’ho trovato fastidioso.
Interessante principalmente per il ricco cast di attori (Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Anne Hathaway, Mia Wasikowska, Michael Sheen, Alan Rickman), non mi ha effettivamente colpito per alcun motivo particolare. Alice/Wasikowska sempre imbronciata, Cappellaio/Depp fastidiosamente sopra le righe, la Regina di Cuori/Bonham Carter con una giga-testa non ben definita. Si salva la Regina Bianca/Hathaway favolosamente in estasi tra vezzo e l’altro.
In definitiva è stata una seconda visione deludente e non ha certo contribuito a migliorare l’idea poco felice che avevo di questa pellicola.
Ps. 2 Oscar su 3 nomination: migliori costumi e scenografia.
Film 90 - Alice in Wonderland 3D
Film 1357 - Alice attraverso lo specchio
Consigli: Nella filmografia di Burton, questo non è tra i migliori film della sua produzione. Da vedere giusto per rispetto a un grandissimo regista.
Parola chiave: Ciciarampa.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 13 febbraio 2011

Film 217 - I ragazzi stanno bene

Continuiamo con le cene pre-Oscar. Il 27 febbraio si avvicina...


Film 217: "I ragazzi stanno bene" (2010) di Lisa Cholodenko
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: inglese
Compagnia: Marco, Diego, Andrea, Andrea Puffo, Gianpaolo
Pensieri: I colori forti di questa locandina mi hanno subito ricordato quelli di un altro film, "Sunshine Cleaning". Non so perchè, ma nonostante non abbai visto quest'ultimo, non riesco a togliermi dalla testa il collegamento. Le atmosfere, i paesaggi, invece, mi hanno ricordato il "Sideways" di Alexander Payne. Sarà la natura molto presente, la motocicletta, il sole caldo, il piacere del vino a tavola... Di fatto nella mia testa, durante la visione di questa pellicola, sono frullati vari collegamenti.
Non posso fare a meno di pensare, poi, che Annette Bening aspetti un Oscar da 20 anni, ma che, il destino, gliel'abbia sempre sottratto. E' stata eternamente seconda. Due volte battuta da Hilary Swank e una da Whoopi Goldberg, quest'anno, pare, debba perdere contro Natalie Portman. E, mi tocca dire, a giusta ragione.
Sì, perchè, a mio avviso, questo film non è niente di che. Carino, ma non il migliore dell'anno. Bravi gli interpreti (e non solo la Bening), ma ne ho in mente altri che, nella passata stagione, hanno fatto di meglio. Sarà che, dopo tanto decantare una cosa, le aspettative sono sempre troppo alte?
In effetti questo film ha il grande pregio di rappresentare una realtà che, per l'Italia, non solo è insolita, ma quantomeno futuristica (utopica è troppo?). Due lesbiche sposate con figli fatti in provetta è un'immagine familiare talmente lontana da ogni nostra idea di famiglia regolarmente ammessa, che non può non interessare l'aspetto sociologico e sociale che l'analisi di un nucleo così 'sperimentale' (sempre per noi che siamo retrogradi) può offrire!
La storia raccontata ha l'elemento di disturbo della quotidianità (i figli cercano il padre donatore di sperma), ma la piega che prende la narrazione non è sempre efficace. La liaison amorosa che nasce tra una delle due donne (Julianne Moore) e il padre biologico dei loro figli (Mark Ruffalo, anche lui candidato all'Oscar per questa pellicola) è uno scivolone sentimentale che lascia l'amaro in bocca per tutto il resto della visione. Qui la Bening dimostra le sue qualità di attrice sia nel momento della scoperta del tradimento che davanti alle scuse della moglie.
Per il resto questo "I ragazzi stanno bene" è un film del quotidiano, intimo e, sicuramente, di stampo indipendente. Nessun grande budget, né grandi incassi ($20,803,237 sul mercato USA). Arricchisce perchè pone il problema della normalità del diverso a chi potrebbe non essersi mai messo nei suoi panni. La sua forza sta sicuramente nel messaggio che propone e l'idea di assoluta banalità (non nel senso svilente, sia chiaro) che sta dietro ad una coppia dello stesso sesso. Di questi tempi non dovrebbe più essere necessario ribadirlo, ma, nel caso, è sempre meglio ricordarlo a chi ha una labile memoria.
Consigli: Sicuramente visto in inglese ha quella marcia in più. Ma i sottotitoli, si sa, distraggono...
Parola chiave: Origini.


Ric

giovedì 18 marzo 2010

Film 90 - Alice in Wonderland 3D

Non si poteva aspettare oltre, avendo rimandato dal giorno di uscita al giorno della festa della donna! E, per festeggiare a modo, io e Ale ci siamo circondati di magnifiche signorine!


Film 90: "Alice in Wonderland" (2010) di Tim Burton
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale, Fra, Federica, Licia, Mimma, Alessandra
Pensieri: "Ciao, sono Tim Burton e vorrei fare un film fighissimo su 'Alice nel paese delle meraviglie'! Svecchiamo un po' la favola Disney e ridiamo forma a questa bellissima storia! Che ne dite? Ci state? Sì? Bene, vado dalla Disney a chiedere se ci finanziano".
Qui, ovviamente, ci vorrebbero milioni di puntini di sospensione, ma mi limiterò a commentare acido: Tim, ma che cavolo fai?!?! La Disney?!?! Ripeto: LA DISNEY?!?! Se ci sono due cose che si oppongono sono il solito gotic-style di Burton e la tradizionale magia da fairytale della casa di produzione di Topolino e amici. Io non so che cavolo credevano di fare insieme, ma sono sicuro che il risultato finale di questo stranissimo "Alice in Wonderland" non è decisamente all'altezza delle mie aspettative. Burton è Burton e non si tocca, ma non sono d'accordo nel consacrare questo compromesso di intenti quale film da vedere assolutamente. A) Perchè la storia non mi è piaciuta poi tanto, probabilmente perchè mi aspettavo di 'rivedere' l'Alice cartone della mia infanzia B) perchè il 3D per questo film è inutile C) perchè Alice stessa non mi è piaciuta. Mia Wasikowska che (per Licia) prima di questo film era apparsa in "Defiance - I giorni del coraggio", "Amelia" e "Rogue" (e sto citando i più famosi...) ha un'espressività un po' monotona, sempre imbronciata e da malaticcia, coltivatrice di un'occhiaia che avanza e priva di guizzi recitativi evidenziabili. In poche parole non mi è piaciuta.
Il mondo del paese delle meraviglie, invece, l'ho trovato strano. Bello, sì, fantasioso e ricco di creatività, ma (sempre nel cartone) lo ricordavo più ostile (sia fisicamente che verbalmente), più antipatico e maligno. E mi ha sorpreso che proprio Burton non abbia sfruttato una potenziale scenografia così perfetta per uno dei suoi film!
Depp, poi, ha un ruolo relativamente presente. Nel senso che, trovandomelo più o meno su tutte le locandine, pensavo gli fosse stato dedicato più spazio rispetto al cartone animato. I suoi compagni (topo e lepre) sono strambi, sì, ma niente di così eccezionale. E poi il topo sembra femmina... Comunque l'unica battuta simpatica è proprio quella del leprotto che scopre di avere il cucchiaio in mano.
Mi sono piaciuti: A) Le musiche sempre perfette di Danny Elfman, che sa combinare le immagini di Burton con i suoni più adatti a rappresentarle! B) Il cast in generale, Anne Hathaway davanti a tutti, anche se quelle labbra nere abnormi e le sopracciglia non in tinta con il platino-Barbie dei capelli mi hanno fatto un po' impressione. In ogni caso ho trovato la sua interpretazione della Regina Bianca davvero divertente, con quelle mosse da vera diva che quando si muove lo fa per il suo pubblico. Top! C) La caduta di Alice giù per il buco sotto l'albero. Davvero intrigante volare con lei lungo quel corridoio verticale ripieno di oggetti e mobili! L'unica scena per cui il 3D abbia un minimo senso.
In definitiva il mio parere su questa pellicola non è negativo (estrapolandola dal contesto), ma se ripenso alle mie aspettative, devo dire che non ci siamo minimamente. Peccato, credevo sarebbe stato il film del 2010... 'Il mistero di Sleepy Hollow" non si batte!
Film 300 - Alice in Wonderland
Film 1357 - Alice attraverso lo specchio
Consigli: Non aspettatevi il cartone della Disney, non siamo allo stesso livello!
Parola chiave: Tu non sei Alice!

Se ti interessa/ti è piaciuto



#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 3 febbraio 2010

Film 71 - Amelia

Sembrava essere un bel film. Anche se mi domandavo perchè nessuno fosse andato a vederlo, nonostante fosse uscito durante il periodo natalizio e con nel poster due attori stra-famosi. Venerdì ho scoperto il perchè...


Film 71: "Amelia" (2009) di Mira Nair
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No no no! Ma cos'è?! Hilary, ti sei rincitrullita??? Vinci due Oscar e poi fai sto film? Non è brutto, eh, ma non è neanche bellissimo, bello o anche solo carino...
Innanzitutto la coppia Hilary Swank/Amelia Earhart-Richard Gere/George Putnam non mi piace. Non trovo l'affiatamento né tanto meno l'appeal giusto. Non stanno bene insieme. Lei è di un mascolino pauroso, lui sembra 80enne. Insieme fanno nonno e nipote, non è un bel vedere...
La storia poi non è che prenda moltissimo, il montaggio incasina molto la resa finale e la pellicola alla fine risulta un po' sconnessa perchè non sempre tra passato e presente c'è un qualcosa di abbastanza caratterizzante da far capire lo sbalzo temporale. E poi, comunque, il tutto manca di mordente. Io personalmente non mi sono appassionato alle vicende delle Earhart, non tanto perchè non siano avvincenti (lo sarebbe! Anzi, dovrebbero esserlo), ma a causa di una narrazione che privilegia l'aspetto sentimentale in una coppia atipica per i tempi.
Evidentemente il materiale buono c'era perchè parlare della prima donna che abbia affrontato il giro del mondo in volo già di per sé fornisce molti spunti (capito, signori Ronald Bass e Anna Hamilton Phelan sceneggiatori?!), ma il tutto in questo film viene ammassato e concentrato in una serie di cartucce da sparare in 111 minuti di pellicola senza ben razionalizzare le scorte.
Finisce e pensi: dunque? Qual è il punto? Ma c'era un punto?
Consigli: Da vedere? Senza dispiacermene troppo vi dico di no...
Parola chiave: Libertà.


Ric