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giovedì 7 aprile 2016

Film 1112 - Hotel Transylvania

Pronto a vedere il sequel, ho recuperato il primo capitolo di questa saga cartoon.
Film 1112: "Hotel Transylvania" (2012) di Genndy Tartakovsky
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Film simpatico e diverte che è stato, stranamente, come vedere per la prima volta. In questa storia Dracula gestisce un hotel per mostri che garantisce ai suoi ospiti la totale assenza di esseri umani, da loro temuti. Quando lo scemotto Jonathan riesce per caso a raggiungere la struttura, cominceranno i guai...
Questa seconda visione è stata utile non solo per prepararmi a quella del secondo capitolo, ma anche perché in effetti a parte un vago ricordo positivo, nella mia testa non c'era proprio altro. "Hotel Transylvania" è uno di quei film che mi capita di incontrare ogni tanto, di cui conservo un'opinione positiva, ma dei quali fatico a ricordare i dettagli. In tutta onestà anche questa seconda volta la nebbia mentale ha avuto il sopravvento e ho dovuto impegnarmi per incasellare nuovamente i pezzi di questo puzzle certamente non complicato. Non so se sia per via del ritmo frenetico, del numero elevato di personaggi o per via della trama piacevole ma non certo innovativa, in ogni caso nemmeno questa seconda visione mi ha lasciato quell'impronta incisiva che mi sarei aspettato.
In ogni caso gli sforzi della Sony Pictures Animation sono sufficienti a regalare al pubblico una storia dinamica e buffa quanto basta, giocando tra l'altro sui classici temi della diversità e dell'accettazione per un risultato finale onesto e gradevole. Non a caso ne hanno fatto un sequel.
Ps. Candidato ai Golden Globe nella categoria Miglior film d'animazione.
Film 485 - Hotel Transylvania Film 1113 - Hotel Transylvania 2
Cast: Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher, Steve Buscemi, Molly Shannon, David Spade, CeeLo Green; Claudio Bisio, Cristiana Capotondi (versione italiana).
Box Office: $358.4 milioni
Consigli: Pellicola per tutta la famiglia simpatica, dai ritmi serrati e certi momenti comici riusciti, è assolutamente un'ottima scelta per un pomeriggio domenicale tranquillo - magari a cui aggiungere anche la visione del secondo episodio - o una serata senza pretese, tutta all'insegna del cervello in modalità off. Piacevole.
Parola chiave: Zing.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 16 aprile 2013

Film 534 - Sparkle - La luce del successo

Ultimo film in cui compare Whitney: imperdibile, solo per lei.


Film 534: "Sparkle - La luce del successo" (2012) di Salim Akil
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Leoo
Pensieri: Storia di una corista protagonista. Ora, senza nulla togliere a questa pellicola (guardabile), possiamo dire in tutta sincerità che c'è fin troppo "Dreamgirls" in questo "Sparkle"?
Considerato quanto lo stesso "Dreamgirls" fosse anche fin troppo vicino alla storia delle Destiny's Child di cui Beyoncé fa-e-non-fa-quando-le-pare-parte, qui anche se la Knowles non c'è, il collegamento - seppure involontario suppongo - è ancora più forte: una lead singer affascinante e magnetica che oscura le sorelle coriste (di cui una talmente bidimensionale che era impossibile non fare un paragone con l'ultima ad arrivare nelle Destiny's, Michelle Williams) e si becca per una buona parte del film tutte le attenzioni di pubblico e media. Vi suona familiare?
Chiunque abbia un minimo di familiarità sia con la storia del gruppo di origine di Beyoncé Knowles e socie, sia con la storia della pellicola del 2006, noterà o avrà certamente notato che le somiglianze ci sono, volute o meno. Quindi, di partenza, la cosa mi ha infastidito.
Ma non è finita qui, perchè tra le due pellicole c'è anche la stessa idea di fondo: raccontare la storia delle Supremes di Diana Ross. In questa, l'ispirazione è tratta dal precedente "Sparkle" del 1976, in "Dreamgirls", invece, ispirandosi all'omonimo musical di Broadway.
Tralasciando il fatto che essendoci ben due prodotti cinematografici identici, il bisogno di realizzare la storia della ragazzina timida-ma-con-talento Sparkle non c'era, il film è godibile, anche se davvero nulla di che. Inoffensivo e, ripeto, anche guardabile, ma di fatto non avrebbe ottenuto nemmeno le poche attenzioni che ha avuto a seguito della scomparsa della Houston. Quest'ultima, poi, ha un ruolo, per la maggior parte della storia, non ben comprensibile. Vuole bene alle sue figlie, ma le tratta da recluse, è tanto autoritaria e sicura delle sue idee da risultare cieca di fronte all'evidenza, tanto dura da essere antipatica; poi, nel finale, un amore di mamma. Ora, quello che non ho capito non è il tentativo di costruzione del personaggio (a mio avviso fallito), ma il perchè di tanto accanimento: c'era bisogno di rendere Emma in maniera tanto negativa all'inizio, se poi nel finale si vira drasticamente per un cambiamento mal supportato da motivazioni tanto banali e prevedibili?
Va detto, comunque, che in generale nessuno dei personaggi è immune da stereotipazioni o banalizzazioni di sentimenti, sogni, ecc, con un approfondimento psicologico generale solo genericamente abbozzato. L'idea che mi ha dato tutto l'insieme è che ci fosse più interesse nel rendere al pubblico un'idea patinata e cool, con una cura maggiore per le canzoni e l'aspetto estetico. I costumi sono belli, come lo è la fotografia e la ricostruzione delle scenografie; le canzoni così così.
Di fatto ciò che più mi ha convinto di "Sparkle - La luce del successo" è la parte di Sister (tralasciamo il discorso nomi propri perchè ci sarebbe da picchiare Joel Schumacher), interpretato da una davvero magnetica Carmen Ejogo. L'attrice riesce a focalizzare tutta l'attenzione su di sé, rubando di fatto la ribalta alla più insignificante Jordin Sparks - un'altra ex reduce di American Idol, come la Jennifer Hudson di "Dreamgirls"... Ma guarda un po' - che, anche se nel finale torna ad essere protagonista, giustificando così il titolo del film che porta il nome del suo personaggio, rimane in ogni caso fregata dal ruolo più interessante di sorella bella e maledetta della Ejogo.
Whitney Houston è gonfia in viso e paffutella nelle guance, anche se sembrava effettivamente tornata in forma, Mike Epps ha un ruolo antipatico, ma riesce a renderlo bene e appare perfino un bruttissimo CeeLo Green con annesso tupé imbarazzante.
Insomma, si guarda, si ricorda Whtiney, ma per il resto si poteva fare un meglio.
Ps. $24,397,469 di incasso Americano a fronte di 14 milioni spesi per produrlo.
Consigli: Se si amano i film di genere musicale può essere un'alternativa a un'eventuale intossicazione da troppe visioni di "Dreamgirls", per rimanere sullo stesso tema. In generale non brilla di originalità, ma non è certo una pellicola orrenda. Forse un po' stucchevole.
Parola chiave: Motown.

Trailer

Bengi

venerdì 30 novembre 2012

Film 485 - Hotel Transylvania

Richiesto da Licia: potevo, forse, non accontentarla?!


Film 485: "Hotel Transylvania" (2012) di Genndy Tartakovsky
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Carino, simpatico, divertente.
La trovata di riunire sotto lo stesso tetto una miriade di famosi mostri al grido della classica grande famiglia allargata risulta addirittura migliore di ogni celebrata e autoacclamata tavolata alla 'volemose bene' di Ozpetek.
Funziona, nonostante la molta carne al fuoco, il mix di personaggi che costella questo "Hotel Transylvania" e sembra tutto perfettamente incasellarsi al proprio posto, senza necessità di prevaricare nessuno: Dracula è un tenerone ansioso, la figlia un po' alternative-gothic; Frankenstein sopraffatto da una moglie classicamente americana (doppiata in originale dalla mitica Fran Drescher de "La tata"); il lupo castrato da una situazione famigliare abbondante di cuccioli.
Ce n'è per tutti i gusti, insomma, ma quel che è bello e funziona è che tutti i personaggi riescono a risaltare e a giocare al meglio la propria parte.
Chiaramente per dare un senso ad una storia che altrimenti sarebbe solo puro svago, è inserito nel gruppo di mostri un elemento di disturbo capace di scatenante la più irrazionale paura nella comunità, che spingerà in avanti lo svolgersi della trama: il giovane - e soprattutto umano - Jonathan arriverà all'hotel del signor Dracula e causerà non poco scompiglio tra i mostri che temono gli umani come i peggiori esseri del mondo. Ci scapperà anche l'amore, chiaramente.
Inutile dire che "Hotel Transylvania" rimane una favoletta per ragazzi (e non) senza pretese di sfociare in altro. Il ritmo c'è, le battute anche e - seppure a volte infastidisce che la voce sia molto simile al Sid de "L'era glaciale" - Claudio Bisio è davvero adatto a doppiare il proprietario dell'hotel Dracula. Ci si diverte in spensieratezza e, alla fine della proiezione, non rimane che un piacevole sorriso (e ricordo) da riportarsi a casa.
Film 1112 - Hotel Transylvania
Film 1113 - Hotel Transylvania 2
Consigli: Da vedere con gli amici per passare una piacevole e divertente serata.
Parola chiave: Diversità.

Trailer

Ric