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martedì 21 novembre 2023

Film 2219 - The Ring

Intro: Ormai completamente immerso in una "bolla" di paura da suggestione halloweeniana, ho convinto Kate a guardare insieme a me questo (e il prossimo) film in due pomeriggi casalinghi all'insegna di alcune vecchie guardie - ormai si può dire - del cinema dell'orrore.

Film 2219: "The Ring" (2002) di Gore Verbinski
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Kate
In sintesi: ho sempre adorato questo film che, nell'ormai lontano 2002, non mancai di vedere al cinema.
Non importa quante volte abbia già visto "The Ring", a ogni visione rimango sempre soddisfatto dalla storia, la fotografia bluastra e super malinconica e dalla magnifica performance di un'allora sconosciuta Naomi Watts. Il dvd che ho a casa a Bologna è sicuramente consumato a causa di tutte le volte che ho rivisto questo film. A questo, però, punto mi sorge una domanda: avrei dovuto farne una copia?
Film 1272 - The Ring
Film 2219 - The Ring
Film 1333 - The Ring 3
Cast: Naomi Watts, Martin Henderson, Brian Cox, David Dorfman, Daveigh Chase, Jane Alexander, Amber Tamblyn, Pauley Perrette, Sara Rue, Adam Brody.
Box Office: $249.3 milioni
Vale o non vale: Premesso che non ho mai visto l'originale giapponese, questo remake americano a me a convinto dalla prima visione. La storia è assurda quanto basta, spaventosa più per i vari traumi psicologici che secondo i canoni del genere horror, adoro che la storia sembri finita dopo la scena nel pozzo ma in realtà continui e regali un finale molto più soddisfacente del previsto e, in generale, trovo che "The Ring" funzioni su tutta la linea. Poi con tutti i vari sequel si sono giocati la qualità generale del franchise (del resto Gore Verbinski lascia la regia dopo questo primo film), ma questo primo episodio è una bomba. Anche a 20 anni di distanza.
Premi: 2 candidature agli MTV Movie + TV Awards per Miglior film e Miglior cattivo (Daveigh Chase).
Parola chiave: Copy.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 4 gennaio 2017

Film 1272 - The Ring

Da ragazzino l'ho visto milioni di volte e dato che era da un po' che non lo riprendevo, ho deciso fosse arrivato il momento.

Film 1272: "The Ring" (2002) di Gore Verbinski
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Mio personalissimo cult horror, nonché prima cotta per la magnifica Naomi Watts - per la quale avevo già intravisto un roseo futuro hollywoodiano -, "The Ring" è stato per me un vero e proprio colpo di fulmine.
Per quanto non sia un titolo più spaventoso di altri, ho trovato fin da subito geniale ed intrigante l'idea alla base della storia (che come si sa è un remake del giapponese "Ringu" o "リング"), più inquietante per le implicazioni, il conto alla rovescia e, naturalmente, la vicenda nascosta che si cela dietro alla misteriosa videocassetta e al fatto che, in un modo o nell'altro, l'unica via di scampo sia diffonderne il messaggio. Non si può fare a meno di chiedersi: io in quei 7 giorni cosa avrei fatto? E avrei messo in circolazione altre copie, contribuendo alla morte certa di altri, solo per sopravvivere?
Lo so, sono due domande sciocche da porsi relativamente a un prodotto commerciale di pura fantasia, ma l'attrattiva magnetica di "The Ring" risiede proprio nell'inevitabilmente empatia che riesce a generare nello spettatore, giocandogli il brutto scherzo dell'immedesimazione. Insomma, Rachel è una come tante - esattamente come lo sono le altre vittime dell'inarrestabile Samara - il che ci rende tutti potenziali spettatori della VHS maledetta. Ecco la vera genialità di questa operazione: ognuno è una possibile vittima, sia tra i personaggi del film che tra gli spettatori, il che rende chi guarda particolarmente suggestionabile rispetto a ciò che vede sullo schermo. Che non è, come dicevo, più spaventoso di altri film dell'orrore, semplicemente riesce a coinvolgere lanciando un'esca molto semplice: e se capitasse a te di vedere questo video?
Film 1272 - The Ring
Film 2219 - The Ring
Film 1333 - The Ring 3
Cast: Naomi Watts, David Dorfman, Martin Henderson, Brian Cox, Jane Alexander, Amber Tamblyn, Pauley Perrette, Sara Rue, Adam Brody.
Box Office: $249.3 milioni
Consigli: Bella fotografia, qualche effetto speciale funzionale, un cast particolarmente azzeccato e due protagonisti spaventosi che sono già cult: Samara e la VHS. Il freddo blu costante delle immagini contribuisce a creare un'atmosfera glaciale e plumbea, quasi umida, che non fatica a riconnettersi alla profondità del pozzo che vedremo essere centrale nella storia.
Un bell'horror che presenta una sua estetica forte, anche se non ostentata, capace di molte suggestioni e di veicolare un senso di profonda solitudine; un film funzionale al suo scopo e certamente ancora capace di affascinare nonostante i quasi 15 anni di età. Una buona scelta per una serata all'insegna di qualche spavento grazie a un titolo che, nel suo genere, presenta un magnetico fascino oscuro.
Parola chiave: «Tu non capisci Rachel. Lei non dorme mai».

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 21 maggio 2016

Film 1139 - Tutti gli uomini del presidente

Lo streaming a volte regala titoli di cui non ricordavi più l'esistenza. E, in quelle occasioni, non ti resta che sfruttare l'occasione al volo!
Film 1139: "Tutti gli uomini del presidente" (1976) di Alan J. Pakula
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano, inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Realizzazione e tempistiche sono puro anni '70 al pari di acconciature e taglio degli abiti, il che rende questo "All the President's Men" non solo un pezzo di storia del cinema americano o una sorta di papà di "House of Cards" e compagnia bella, ma anche un film non esattamente per lo spettatore contemporaneo. Molto lungo, con momenti a volte un po' vuoti, recupera però dalla seconda metà in poi, quando finalmente la storia comincia a svelare i suoi assi nella manica e i vari misteri iniziano a svelarsi.
Non posso dire di essere rimasto particolarmente affascinato da questa pellicola però, anche se ne riconosco assolutamente i meriti (in confronto "Frost/Nixon - Il duello" è una favola); semplicemente mi ero figurato un altro tipo di prodotto, di racconto, e all'inizio sono rimasto un po' confuso da ciò che mi sono trovato davanti. Giornalismo d'inchiesta? Un titolo di denuncia? Una ricostruzione storica? Insomma, non riuscivo a capire dove si volesse andare a parare e, forse in parte per questo, ho faticato a trovare interesse inizialmente (anche per via dei tempi molto dilatati, ci tengo a sottolinearlo).
In definitiva, comunque, non mi pento di averlo visto: erano anni che desideravo recuperarlo perché incuriosito da cosa potesse mai parlare e finalmente mi sono tolto lo sfizio. Lo rivedrei? Direi di no, ma sicuramente "Tutti gli uomini del presidente" ha arricchito i miei punti di vista relativamente a un passaggio della storia americana tanto controverso.
Ps. Vincitore di 4 premi Oscar: Miglior sceneggiatura, attore non protagonista (Jason Robards), sonoro e scenografie.
Cast: Robert Redford, Dustin Hoffman, Jack Warden, Martin Balsam, Hal Holbrook, Jason Robards, Jane Alexander, Meredith Baxter, Ned Beatty, Stephen Collins, F. Murray Abraham.
Box Office: $70.6 milioni
Consigli: Cast davvero assortito per questo thriller politico che, di fatto, descrive semplicemente uno snodo della storia politica americana che sembra, sì, una fiction, ma è vera quanto clamorosa. Tratto dal libro di Carl Bernstein e Bob Woodward - i due giornalisti qui interpretati da Hoffman e Redford -, questa pellicola non si risparmia e, partendo dal famoso Watergate Hotel in cui furono registrate le intercettazioni che diedero vita allo scandalo che portò alle dimissioni di Nixon, arriverà a svelare trame e sottotrame di uomini di potere che, credendo di poter agire indisturbati, sembrano non essersi preoccupati per un bel po' di tempo delle conseguenze. Un titolo capace, quindi, non solo di intrattenere - anche se l'occhio moderno potrebbe richiedere una sforbiciata -, ma anche di lasciare qualcosa su cui riflettere. Non è un film per tutti o per tutte le occasioni, anche se forse una chance gliela si può dare: il peggio che può succedere è saperne un po' di più di storia.
Parola chiave: Watergate.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 12 febbraio 2015

Film 876 - Terminator Salvation

Ero sempre stato curioso di vederlo, anche se - non avendo visto nessuna delle pellicole precedenti - mi ero sempre astenuto dal farlo aspettando, magari, di cominciare con il primo titolo. E invece...

Film 876: "Terminator Salvation" (2009) di McG
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Mi approccio a questo film con un grande 'boh' di partenza perché è il primo della saga di "Terminator" che vedo e per forza di cose fatico ad incasellarlo nel suo contesto narrativo globale.
Di per sé il risultato finale non mi è sembrato malvagio, anche se dalle critiche negative che ho letto mi pare di aver appreso che questo titolo collide un po' con i precedenti e il passaggio di più mani sulla sceneggiatura di certo non avrà aiutato. Però a livello commerciale il tutto funziona e "Terminator Salvation" è sicuramente un esempio di cosa neanche tanti anni fa si intendesse per reboot cinematografico: moltissima azione, effetti speciali costanti e un puntare tutto sulle sorprese narrative della trama.
Devo dire che chi, come me, di "Terminator" conosce solo Schwarzenegger (qui assente ma ricreato in digitale) fatica un po' a entrare nella trama, non riuscendo troppo a lasciarsi coinvolgere da una storia che, spiegata così così, finisce per rimanere una piatta narrazione di eslosioni e sparatorie, anche se assolutamente d'effetto. E' così, infatti, che ho preso questo film, come un titolo puramente commerciale che vale la visione nell'ottica di uno svago di disimpegno.
In questo sicuramente la regia frenetica di McG è funzionale e devo dire che non pochi passaggi mi hanno ricordato le collaudate scene d'azione dei suoi precedenti "Charlie's Angels", in particolare la scena sul ponte con l'aereo e le numerose acrobazie-misto-esplosioni che è quasi fotocopia di quella che si vede all'inizio di "Charlie's Angels - Più che mai".
Insomma, come si capisce, questo quarto episodio del franchise è distillato puro di blockbuster, un film che ha sapientemente scelto due protagonisti all'epoca sulla cresta dell'onda (Christian Bale con la saga di Batman e Sam Worthington lanciatissimo grazie a "Avatar"), ha giustamente evocato sensazioni nostalgiche e ha ribattezzato tutta al saga regalandosi un'iniezione di effetti speciali costati qualcosa come 200 milioni di dollari. E' tutto nel quadro sensazionalistico della produzione americana megalomane e ci sta, anche se forse la storia poteva essere curata un pelo di più. Tutto sommato comunque un risultato accettabile.
Film 2020 - The Terminator
Film 2024 - Terminator 2: Judgment Day
Film 876 - Terminator Salvation
Film 1461 - Terminator Genisys
Box Office: $371,353,001
Consigli: Probabilmente chi ama la saga originale un po' avrà storto il naso, pur sapendo di non poter mancare all'appuntamento con l'episodio numero 4 di "Terminator". Io credo sia un film che si può vedere in ogni momento in cui si cerchi un po' d'azione misto svago totale. Chiaro che conoscere il pregresso aiuterebbe, ma anche partendo direttamente da qui si può serenamente seguire tutta la vicenda capendo ciò che c'è da capire e rassegnandosi all'idea che fosse impossibile spiegare tutti gli avvenimenti precedenti in una trama che ha comunque abbastanza cose da raccontare. Cast ricco (Christian Bale, Sam Worthington, Bryce Dallas Howard, Anton Yelchin, Moon Bloodgood, Helena Bonham Carter, Common, Jane Alexander), scene adrenaliniche da videoclip e un quinto episodio pronto per uscire nelle sale il 9 luglio: "Terminator Genisys". E torna Arnold Schwarzenegger protagonista. Per chi vuole, c'è ancora tempo per recuperare.
Parola chiave: Cuore.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 2 novembre 2012

Film 474 - Dream House

Su questo set si è conosciuta una delle coppie di Hollywood che preferisco in assoluto. Loro li adoro, ma il film...


Film 474: "Dream House" (2011) di Jim Sheridan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco (Mi)
Pensieri: C'è Daniel Craig, c'è Rachel Weisz. In mezzo c'è pure Naomi Watts, che io amo profondamente. Eppure "Dream House" è un film brutto. Brutto e per di più scontato.
Vogliono forse farmi credere che il colpo di scena che riguarda il personaggio di Craig, Will Atenton, sia forse qualcosa di originale e inaspettato? Non avevo già visto qualcosa di simile in "Fight Club", io? Allora, per favore, non prendiamoci in giro.
Dietro questo prodotto - teoricamente - di paura, non c'è uno straccio di idea. Si capisce da subito che manca la fantasia e, soprattutto, mancavano i motivi per produrlo fin dall'inizio. Un film lento, senza alcunché da dire, che, per di più, non fa nemmeno il suo dovere: non spaventa perchè non è horror.
Non è niente se non la classica operazione commerciale travestita da qualcosa che non è, banale sotto tutti i fronti e veramente deludente dal punto di vista della trama. Non capisco come siano riusciti ad accaparrarsi un premio Oscar, una che vi è stata candidata e Mr. James Bond in persona. Non c'era motivo di legare il proprio nome a questo orribile esempio di cinema svogliato e privo di creatività.
Un'occasione sprecata su tutti i fronti, sono rimasto davvero deluso.
Ps. 50 milioni di dollari per produrlo, $38,502,340 di incasso globale. Flop.
Consigli: Ci sono pellicole del trio di attori ben più belle e sensate da vedere. L'unico motivo per cui citare "Dream House" è la nascita della storia d'amore tra Craig e la Weisz che, dopo qualche tempo si sono pure sposati. Detto ciò, evitare attentamente!
Parola chiave: Accettazione.

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BB