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martedì 5 settembre 2017

Film 1408 - Grosso guaio a Chinatown

L'avevo sempre sentito nominare, ma ammetto che non fossi particolarmente curioso di scoprire questo titolo degli anni '80. Poi ho scoperto che la protagonista femminile era Kim Cattrall e il regista John Carpenter e questa particolare combinazione di elementi mi ha spinto a riconsiderare la mia posizione...

Film 1408: "Grosso guaio a Chinatown" (1986) di John Carpenter
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non che mi sia dispiaciuto, ma devo ammettere che mi aspettassi tutt'altro film,sicuramente senza la parte fantasy. Detto ciò, un esperimento simpatico e chiassoso di un regista da cui francamente non mi sarei mai immaginato un prodotto del genere.
Qui l'influenza degli anni '80 è fortissima, soprattutto nei look e nell'imbastimento del ritmo della storia, quest'ultimo leggermente rallentato da un montaggio trattenuto dalle necessità degli effetti speciali dell'epoca, tra l'altro molto originali e all'avangardia (mi hanno spesso ricordato quelli di "Ghostbusters").
Per quanto riguarda la coppia di attori protagonisti, sono un duo totalmente inaspettato eppure funzionante alla perfezione: Russell è un ottimo protagonista, in parte e carismatico quanto basta, capace di dare vita al suo assurdo e machissimo personaggio dalla retorica facile; Cattrall (bellissima) avrebbe meritato più spazio, ma non manca di catturare lo stesso l'attenzione ogni volta che compare in scena. Assieme sono una bella coppia.
Insomma, "Big Trouble in Little China" non è stato per niente la pellicola che mi aspettavo e anche se avrei preferito qualcosa di più classico - meno arti marziali -, ho comunque goduto di quell'appeal nostalgico che stavo cercando nel momento in cui ho scelto di vedere questo film.
Cast: Kurt Russell, Kim Cattrall, Dennis Dun, James Hong, Victor Wong, Kate Burton, Donald Li.
Box Office: $11.1 milioni
Consigli: Meno arti marziali e più vibrazioni anni '80 da brat pack mi avrebbero trovato più soddisfatto, ma ammetto che il buon livello di stramberie, luci al neon, colonna sonora di pianola ed effetti speciali mi ha lasciato comunque soddisfatto. E' il classico esempio di film che al botteghino va malissimo, poi viene riscoperto col passare del tempo e trova addirittura la sua collocazione nel mondo cult.
Parola chiave: Occhi verdi.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 3 dicembre 2015

Film 1042 - Halloween - La notte delle streghe

In occasione di Halloween e in vista di una serata in compagnia... perché non scegliere questo titolo assolutamente in tema?

Film 1042: "Halloween - La notte delle streghe" (1978) di John Carpenter
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Pietro
Pensieri: Cult assoluto della cinematografia horror, ammetto a testa bassa di non averlo mai visto prima di questa volta, anche se erano anni che desideravo rimediare.
Così è stato che, la sera successiva alla notte delle streghe, io abbia finalmente visto uno dei film più famosi della cinematografia di Carpenter nella, diciamocelo, vana speranza di venire un po' spaventato. Non è stato così per una serie di motivi, il primo dei quali è certamente che nel 2015 "Halloween - La notte delle streghe" è una pellicola che non fa paura. Pur rimanendo indubbiamente un lavoro di assoluto riferimento per il genere, non si può non ammettere che oggi, vuoi per i tempi diversi, il montaggio meno rapido, una serie di aspetti della trama che la indeboliscono, di fatto l'aspetto orrifico ne viene a risentire. Poi, se proprio vogliamo essere onesti, a spaventare ci pensano capelli ed outfit della povera Jamie Lee Curtis...
In ogni caso vedere finalmente "Halloween" mi ha vagamente acceso la voglia di scoprire qualcos'altro di una saga che ha generato un po' di tutto nel giro di un trentennio, in particolare l'episodio celebrativo dei 20 anni "Halloween - 20 anni dopo" con un cast niente male e persino Janet Leigh, vera madre della Curtis. Chissà che non ci scappi prima o poi...
Comunque, per concludere, ora che ho visto ho capito il perché Carpenter sia riuscito a creare un mito dal suo personaggio: Michael Myers ha tutti gli elementi per essere il perfetto cattivo di un franchise horror praticamente interminabile, considerato che vuoi o non vuoi - e a giusta ragione, dato che lui è il cazzutissimo cattivo! - ad ucciderlo non si riesce mai. Implacabile, come il successo di questo primo "Halloween".
Film 1042 - Halloween - La notte delle streghe
Film 1835 - Halloween H20: 20 Years Later
Film 1689 - Halloween
Film 2062 - Halloween Kills
Film 2145 - Halloween Ends
Cast: Donald Pleasence, Jamie Lee Curtis, P. J. Soles, Nancy Loomis, Charles Cyphers, Kyle Richards, Nick Castle ("The Shape"), Tony Moran.
Box Office: $70 milioni
Consigli: L'occasione celebrativa è ghiotta e in effetti vederlo nel periodo di Halloween sortisce un effetto certamente positivo. Poi, chiaro, serve l'atmosfera giusta: notte, buio intorno, possibilmente soli (o con qualcuno che possa abbracciarvi). Il resto fatelo fare al film, che non mancherà quantomeno di suggestionare con le sue atmosfere cupe e violente. Ovviamente è molto diverso da un titolo horror contemporaneo, ma gli amanti del "vintage" non potranno non apprezzare. Anche perché si tratta di un vero e proprio classico.
Parola chiave: Haddonfield.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 18 ottobre 2012

Film 466 - 1997 - Fuga da New York

Consigliatomi da un collegate quest'estate, questa pellicola chiude la mia 'folle' domenica di passione (cinematografica) in compagnia di Paola. Quattro film per una giornata non stop sul divano accompagnata da pizza e pasta. Evviva il weekend!


Film 466: "1997 - Fuga da New York" (1981) di John Carpenter
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Difficile non rimanere affascinati da questo prodotto futuristico che John Carpenter gira nel 1981, ma ambienta nel '97. Un po' di atmosfere che ricordano "Blade Runner" (che però è dell'82), una colonna sonora intrigante e un incipit narrativo particolarmente stimolante (cito l'inizio del film, perfetta sintesi dell'idea di partenza che viene proposta allo spettatore): «1988: l'indice di criminalità negli Stati Uniti aumenta del 400%. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l'intero paese. Un muro di cinta di 15 metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l'isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all'isola. Non vi sono guardie dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più».
Bene, come si fa a non avere voglia di proseguire la visione?
In un 1997 che più lontano da quello vero non si può, Kurt Russell è Jena Plissken, prigioniero vicino al patibolo a cui viene promessa la libertà in cambio di un viaggetto all'interno del carcere di Manhattan. Il motivo è recuperare il Presidente degli Stati Uniti, precipitato nella sfortunata area con una capsula di salvataggio, dopo che l'aereo presidenziale viene dirottato da un gruppo di terroristi che intende farlo esplodere. Da qui Jena ha un giorno di tempo - al termine del quale due microcapsule che gli sono state impiantate nel corpo esploderanno - per portare in salvo il Presidente e, chiaramente, anche sé stesso.
Avventuroso, anche se a tratti un po' lento (deficit di praticamente tutte le pellicole anni '80), "Escape from New York" è un esperimento cinematografico davvero interessante e piacevole da seguire, avvincente grazie alle molteplici originali idee incluse nella sceneggiatura. E' sempre interessante, tra l'altro, vedere - anche se a volte si tende ad estremizzare - come nel passato si immaginava il prossimo futuro, da confrontare con quella che è stata poi la realtà.
In una terra di nessuno autogovernata da galeotti molto spesso similari a zombie metropolitani, l'avventura di Jena sa appassionare e coinvolgere lo spettatore, curioso di capire se allo scoccare delle 24 ore di tempo l'antieroe Plissken ce la farà a cavarsela. Un classico che si potrebbe definire cult nel suo genere, figlio di uno dei registi più creativi (per non dire cult) da molti anni a questa parte, perfettamente realizzato dal punto di vista tecnico (scenografie e computer grafica) tanto da non sconvolgere nemmeno lo spettatore moderno che guarda con trent'anni di novità grafiche ormai assodate sulle spalle. Niente male e, nel complesso, interessante.
Ps. 6 milioni di dollari per produrlo, $50,000,000 di incasso mondiale.
Consigli: Un grande cast (Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Harry Dean Stanton), scenografie pazzesche, un'idea geniale e la mano di John Carpenter. Va visto.
Parola chiave: Il Duca.

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BB