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mercoledì 7 ottobre 2020

Film 1929 - The Founder

Intro: Erano anni che volevo recuperare questo film e l'altra sera ne ho approfittato grazie a Netflix!
Film 1929: "The Founder" (2016) di John Lee Hancock
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: c'è stato un momento qualche tempo fa in cui Michael Keaton è tornato alla ribalta e pure in gran spolvero, un momento durato un paio d'anni e cominciato grazie all'incredibile successo da parte della critica ottenuto dal film di Iñárritu, "Birdman", di cui l'ex Batman era protagonista. Tra un Golden Globe vinto, una nomination all'Oscar come Miglior attore e una valanga di nomination e premi a seguire, pareva che la carriera di Keaton avesse preso nuovamente il volo, anche considerato che l'attore si è trovato, per 2 anni di fila, in quella che poi è risultata essere la pellicola vincitrice come Miglior film agli Oscar ("Birdman" nel 2014 e "Spotlight" nel 2015). Insomma, questo "The Founder" non poteva che essere la consacrazione di un trend positivo. Ma così non è stato.
Non voglio focalizzare la recensione sui perché o per come il film o il suo attore non abbiano ricevuto sufficiente attenzione, mi limiterò a dire che nel suo insieme il film di John Lee Hancock funziona ed è compatto sia a livello narrativo che di esecuzione, ma con certi limiti che forse non ne hanno favorito il successo commerciale. Il più evidente di tutti? Il protagonista è maledettamente antipatico.
Ray Kroc sarà intelligente, avrà fiuto per gli affari e certamente ha una visione del business che ai fratelli McDonald manca in toto, ma non si può sorvolare sul fatto che il protagonista di questa storia sia arrogante ed egocentrico, poco rispettoso degli altri e privo di empatia pre il prossimo, il che contrasta alla grande con la visione degli affari dei due fratelli ristoratori, ingenui e dalla grande etica del lavoro, qui enorme svantaggio che li rende dinosauri inamovibili in un contesto dinamico e sempre in aggiornamento come quello del mondo degli affari.
Prese in esame le due controparti di questa storia è evidente che, per quanto Keaton sia bravo a fare il suo lavoro, il racconto della genesi del brand multimilionario McDonald's non sia favorita da un racconto edificante o da personaggi con cui lo spettatore possa facilmente relazionarsi, ergo tutta l'operazione "The Founder" finisce per non risultare così accattivante come avrebbe potuto. Diciamo che, in generale, la sceneggiatura manca di una componente divertente o divertita che alleggerisca un'atmosfera altrimenti sempre austera o pesante (penso a qualcosa alla "The Wolf of Wall Street" o "The Big Short") che finisce per conferire al risultato finale quella "giocosità" che, paradossalmente, si associa proprio a quel marchio di cui la storia qui si interessa.
Insomma, il prodotto in sé funziona anche, ma manca un po' di brio.
Cast: Michael Keaton, Nick Offerman, John Carroll Lynch, Linda Cardellini, Patrick Wilson, B. J. Novak, Laura Dern.
Box Office: $24.1 milioni
Vale o non vale: Sicuramente un buon biopic, solido nella costruzione e nelle interpretazioni del cast; non aspettatevi qualcosa di memorabile, però, il risultato finale è meno appassionante di quanto non ci si aspetterebbe. Forse indeciso tra l'anima di fiction e quella con un piglio quasi documentaristico, "The Founder" abbraccia un approccio sicuramente molto accurato per quando riguarda la spiegazione dei fatti, mancando di una più giocosa vitalità che avrebbe giovato a tutta l'operazione. Comunque si lascia assolutamente guardare.
Premi: /
Parola chiave: Franchise.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 11 novembre 2015

Film 1028 - Fuga in tacchi a spillo

Francamente ero molto curioso di vedere questo film, un po' per le due protagoniste, un po' perché sono sempre interessato a vedermi una commediola americana senza pretese...

Film 1028: "Fuga in tacchi a spillo" (2015) di Anne Fletcher
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ne hanno parlato malissimo, lo ha bannato praticamente chiunque, hanno massacrato la trama e la realizzazione e, da non sottovalutare, è stato un mezzo flop al botteghino (la spesa per produrlo è stata di 35 milioni di $).
Con questa disposizione d'animo, pronto all'inevitabile cag*ta, mi sono comunque concesso del tempo per vedere e farmi un'opinione a proposito di questo "Hot Pursuit", tentato trampolino di lancio dell'insolita coppia Witherspoon - Vergara naufragato nel giro di un istante. A niente sono serviti i red carpet, le promozioni, i trailer, la sexy presenza della bella colombiana nel poster a salvare un'operazione sulla carta esplosiva, ma implosa nella realtà.
Per quello che ho visto io, però, posso dire che "Fuga in tacchi a spillo" non differisce in quasi nulla da un prodotto hollywoodiano medio rilasciato al giorno d'oggi: comicità molto fisica, almeno un attore che ha trovato la fama in tv, linguaggio spinto e un montaggio da videoclip. La trama è accessoria.
Quindi rimango leggermente perplesso di fronte a tale accanimento nei confronti di una pellicola brutta - per carità -, ma pur sempre conforme a quanto siamo abituati a vederci riversare addosso dal cinema estivo americano. Le due signore protagoniste ce la mettono tutta e francamente sembrano divertirsi genuinamente, anche se bisogna necessariamente tirare fuori due questioni:
1. Reese Witherspoon, benedetta da non so quale divinità della cieca fortuna, è una che recita e ha successo, ha vinto un Oscar ed è considerata un sex symbol, è strapagata ed è stata sposata con Ryan Phillippe... Ma non è simpatica. Concedetemi questo: il genere comico non fa per lei e a parte scimmiottare qualche tentativo di replica di comicità, non ce la può fare; 2. Sofía Vergara, un'altra baciata da una dea bendata non solo in fatto di fortuna ma anche di abbondanza, anche lei benedetta da una pioggia di nomination a Emmy e Golden Globes, non meno assistita nella sorte romantica in quanto titolare consorte di Joe Manganiello, pur riuscendole l'intento comico... Sarà per sempre confinata al ruolo della donna latina che si interessa di cose da ispanici e che parla solo con accento ispanico.
Ora che finalmente ho detto la mia su questi due punti essenziali che mi portavo dietro da un po', si può concludere: "Fuga in tacchi a spillo" è una boiata ultragalattica, ma ho visto francamente di molto, molto peggio.
Cast: Reese Witherspoon, Sofía Vergara, Matthew Del Negro, Michael Mosley, Robert Kazinsky, John Carroll Lynch.
Box Office: $51.4 milioni
Consigli: Titolo senza pretese tutto al femminile che gioca la carta commedia on the road pur non centrando totalmente il risultato finale. Si può vedere tranquillamente e dimenticare. I fan delle due attrici gradiranno.
Parola chiave: Cooperata.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi