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martedì 28 ottobre 2014

Film 802 - Walking on Sunshine

Tanta, tanta, tantissima curiosità di vedere questa pellicola che sembrerebbe un sacco carina...!

Film 802: "Walking on Sunshine" (2009) di Max Giwa, Dania Pasquini
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: L'idea sempre geniale, dal trailer la realizzazione sembra perfetta, ergo un risultato ottimale parrebbe l'unico risultato plausibile. D'altronde per "Mamma Mia!" ha funzionato, no?
Evidentemente il film con Meryl Streep - e forse proprio perché con lei... - ha avuto così tanto successo ($609,841,637) per altri motivi, anche se è indubbio che nemmeno quel film sia un capolavoro.
Qui i problemi sono facilmente individuabili: prodotto fotocopia di un originale irraggiungibile, trama banalissima, attori sconosciuti e francamente poco dotati o comunque non adatti a numeri da musical, anche se "casereccio", diciamo. Ma andiamo per ordine.
"Walking on Sunshine" è fotocopia di "Mamma Mia!": entrambi sono musical realizzati sulla base di canzoni preesistenti e già famose assemblate insieme a formare una storia più o meno sensata - in entrambi i casi superficialissima - in cui la protagonista è una donna bionda e innamorata. In questo le canzoni sono le hit anni '80, nell'altro i maggiori successi degli Abba. Ma non finisce qui, perché tutte e due le storie sono ambientate al mare (qui Puglia, nell'altro la Grecia), c'è un rigiro di uomini interscambiati tra amiche, c'è un matrimonio che non si celebrerà, numeri musicali coloratissimi e pieni di comparse giovani e in formissima, scenari che distinguerli tra pugliesi e greci è impossibile e via discorrendo. Anche i poster dei film sono organizzati in maniera molto similare... Insomma, pare chiaro fin da subito che l'intento qui sia di cavalcare la fortunatissima onda della pellicola del 2008, non avendone, però gli strumenti.
Come dicevo, infatti, oltre a mischiare troppi elementi già visti, la trama fa quel che può nel conciliare i numeri musicali cui costringe necessariamente la mission del prodotto e qualche tentativo narrativo di aggancio tra una canzone e l'altra, finendo per banalizzare qualsiasi situazione. Ci può stare finché l'insieme non stona e diverte. Qui, invece, gli elementi del musical sono realizzati in modo goffo, poco naturale e, francamente, cantati maluccio. Se, infatti, da una parte abbiamo una serie di volti praticamente sconosciuti (e non certo perché si è attinto ai migliori di Broadway o West End), dall'altra non si può dire che questi abbiamo una benché minima professionalità riscontrabile nel genere musical.
Quindi, in conclusione, questo "Walking on Sunshine" a parte vendere molto fumo e una plausibilmente ottima idea commerciale che però fallisce nel momento in cui dal trailer si passa alla versione cinematografica, non regala nessuna particolare emozione (ma forse già la presenza tra i protagonisti di Giulio Berruti doveva mettermi in allarme). La fotografia patinata e ipersaturata, i bei paesaggi e le canzoni evergreen riescono solo in parte a rendere accettabile un prodotto insipido tenuto malamente in piedi da un'insieme di esibizioni prive di brio o appeal. Peccato davvero perché prima di cominciare la visione sembrava che questa pellicola avrebbe fatto scintille.
Ps. Debutto cinematografico per la (ex) cantante (da record) Leona Lewis, ormai alla ricerca di ogni occasione per rimanere a galla.
Box Office: $3,248,671
Consigli: L'imbarazzante risultato al box-office la dice lunga sul valore artistico di questo film. Eppure i numeri sulla carta pareva averli: canzoni famosissime + la nostalgia degli 80s, una storia facile facile per tutti e una location pugliese che spazia tra Gallipoli e Nardò. Eppure, nonostante queste buone trovate per valorizzare questo prodotto, il risultato finale è deludente, privo di mordente e troppo "casalingo". Ricorda un po' il genere dilettanti allo sbaraglio.
Non è e non sarà mai "Mamma Mia!", meglio saperlo. Può funzionare se si amano gli anni '80 o il genere musical o se si cerca un filetto superficiale-spegni-neuroni per una serata tranquilla e priva di preoccupazioni. Altrimenti si può tranquillamente passare.
Parola chiave: Amore.

Trailer

Bengi

giovedì 24 ottobre 2013

Film 604 - Avatar

Ogni tanto lo riguardo...


Film 604: "Avatar" (2009) di James Cameron
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi (che dorme nel secondo tempo)
Pensieri: Per quanto la storia nei suoi macrotemi non brilli per originalità, certamente la messa in scena è e rimane potente. Visivamente accattivante e tecnologicamente all'avanguardia, "Avatar" 4 anni dopo è ancora un film che lascia a bocca aperta per quanto è ben realizzato.
I temi universali di amore interrazziale, natura, conflitto bene-male combinati al percorso di formazione dell'eroe Jake Sully funzionano tutte le volte e riescono a rendere "Avatar" facile da seguire e - merito degli effetti speciali - anche bello da guardare. Questa combinazione fa sì che non ci si stufi facilmente questa pellicola. James Cameron in quanto a creare un kolossal cinematografico ci sa fare!
Film 62 - Avatar
Film 68 - Avatar (3D)
Film 312 - Avatar
Film 604 - Avatar
Film 1291 - Avatar
Film 2155 - Avatar: The Way of Water
Film 2427 - Avatar: Fire and Ash
Consigli: Per una serata di svago è certo uno dei film più indicati. Un po' lungo, ma si segue con interesse in quasi tutte le sue parti.
Parola chiave: Toruk.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 14 ottobre 2011

Film 312 - Avatar

Comprato il dvd a Trastevere, non ho perso tempo a rivedere quello che è stato il caso cinematografico del 2010.


Film 312: "Avatar" (2009) di James Cameron
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Dopo le due visioni al cinema con e senza 3D, ricordavo principalmente un certo piacevole, accurato lavoro su immagini e colori, ma dovevo schiarirmi le idee sul resto dell’opera.
Idee chiarite: dietro un’accattivante lavoro di effetti speciali, animation capture, colori sgargianti e incassi da capogiro, “Avatar” nasconte un vuoto cosmico causato dalla sceneggiatura lunga, ma per nulla innovativa. La formula è la stessa del “Titanic”: belloccio + ragazza sfigata/diversa/di estrazione sociale completamente differente + amore controcorrente (lei è già promessa a qualcun’altro) + catastrofici eventi + una spalla femminile sbruffona e anticonformista (qui Sigourney Weaver, in mezzo al mare Kathy Bates) + canzone finale strappalacrime interpretata da cantante con voce potentissima (qui Leona Lewis, in nave Céline Dion) = pellicola di enorme successo firmata da James Cameron.
Non c’è un elemento innovativo che non sia una voce tecnica e, nonostante la spettacolarità delle immagini proposte, alla terza visione, questo deficit si fa sentire. E’ un film interessante e visivamente potente, ma debole nel presentare la storia della moderna “Pocahontas” con chiavetta USB alla fine della treccia.
Innovativo solo a metà.
Film 62 - Avatar
Film 68 - Avatar (3D)
Film 312 - Avatar
Film 604 - Avatar
Film 1291 - Avatar
Film 2155 - Avatar: The Way of Water
Film 2427 - Avatar: Fire and Ash
Consigli: Meglio possedere il dolby surround e una buona risoluzione video!
Parola chiave: Eywa.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 29 gennaio 2010

Film 68 - Avatar (3D)

Per la prima pellicola in 3D di questo blog ho scelto di testare il film dei record e di vederlo, quindi, un'altra volta!


Film 68: "Avatar" (2009) di James Cameron
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Papà
Pensieri: La domanda, a questo punto è: sarà poi vero che il 3D aggiunge qualcosa all'esperienza cinematografica che il 2D non può offrire? E se sì, è necessario che ogni film comprenda la terza dimensione?
Nel mio piccolo, e temo sarò sempre legato a questa visione, il 3D non aggiunge niente di che alla bellezza o spettacolarità di un film. Certo, ammetto che la trovata sia affascinante, ma nei termini in cui possiamo fruirne ora non credo di ritrovarmici appieno. Innanzitutto ci terrei a far notare che certi tipi di occhialini hanno la montatura talmente larga che con la coda dell'occhio non riesci nemmeno a vedere il tuo vicino di posto. Poi, da non sottovalutare, la vista si stanca più in fretta. Un polpettone come "Avatar" richiede quasi 3 ore filate di occhiale 3D con non pochi disturbi per chi non è abituato a vederci tramite lente. Il mio personalissimo metodo di visione in questi casi prevede le stanghette posizionate, invece che dietro le orecchie, un poco più in alto sulla testa in modo da tenere l'occhiale un po' in sospensione e non caricare tutto il peso sul naso. Lo so che sembra stupido, ma per chi non c'è abituato è davvero strano... Finchè non troveranno un metodo più consono (e monetariamente abbordabile) per la fruizione del 3D, temo mi toccherà adottare questa tecnica. In ogni caso lancio il mio suggerimento: quando si è parlato di rivoluzione del 3D e di aggiornamento delle sale, a cui è corrisposto un costo più elevato del biglietto per sostenere le spese della nuova visione, io mi aspettavo una vera tecnologia all'avanguardia, non lo stesso occhiale che usavo da bambino per vedere le figurine in 3D, solo con lenti diverse... Quindi, perchè non installare nei cinema un'enorme lente trasparente per il 3D che copra lo schermo della proiezione? Nessuno userebbe più gli occhialini e, soprattutto, i 10-11 euro richiesti avrebbero quantomeno un senso. Che la mia idea sia irrealizzabile? Non lo so, sinceramente.
Ma ora entriamo nel merito di questo film. C'è bisogno del 3D per vederlo? No. A differenza degli altri 2 che avevo precedentemente visto in tre dimensioni ("Mostri contro Alieni" e "L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri"), qui non mi pare ci sia stato un vero accorgimento ai fini della distribuzione in 3D. E' vero, ci sono sparatorie, lanci, voli, esplosioni... ma non è che con il 3D ci bruciamo la faccia, vediamo un proiettile sfiorarci o ci vengono le vertigini per l'altezza. Non so, forse il fastidio causatomi dagli occhiali ha spento un pochino di magia, però non ho sentito il brivido giù per la schiena vedendomi l'etichetta della maglietta di Sam Worthington in tre dimensioni (è un esempio serio, ho controllato - per caso - durante la visione). Cioè, se i miei 11 euro di biglietto servono a finanziare un'etichetta, mi spiace ma io passo. Anche perchè, diciamocelo, è più un vezzo che non una vera necessità questa esplosione globale del 3D. Io, personalmente, aspetto la vera rivoluzione del cinema. Che potrebbe anche essere vicina con il 3D, ma non nella forma in cui è adesso... Che me ne faccio, per esempio, di vedermi "Il dubbio" in 3D? O "Elizabeth: The Golden Age". In questi termini, a mio avviso, non si può parlare di rivoluzione perchè la tecnologia innovativa non è applicabile su tutti i fronti. O meglio, non è che non lo sia per problematiche tecniche, è solo che risulterebbe superfluo. Solo io la vedo così?
Film 62 - Avatar
Film 68 - Avatar (3D)
Film 312 - Avatar
Film 604 - Avatar
Film 1291 - Avatar
Film 2155 - Avatar: The Way of Water
Film 2427 - Avatar: Fire and Ash
Consigli: Bello anche senza il 3D. Risparmiatevi 10 euro...
Parola chiave: Eywa.



#HollywoodCiak
Bengi