Molto curioso di recuperare questo titolo, soprattutto perché la Winslet potrebbe essere una delle vincitrici agli Oscar di febbraio. Anche se io spero di no...
Film 1087: "Steve Jobs" (2015) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In tutta onestà no, questo film non mi è piaciuto. Per una serie di motivi.
Il primo è la sceneggiatura di Aaron Sorkin, uno che grazie ai suoi dialoghi ha vinto di tutto, dall'Oscar all'Emmy, dal Golden Globe al BAFTA. Come può essere, dunque, che il primo ad essere citato sia lui? Il punto è questo: ormai sono anni che seguo la carriera di Sorkin, ho visto metà delle 7 stagioni di "The West Wing", ho genuinamente apprezzato "The Social Network" e detestato "Moneyball" e "La guerra di Charlie Wilson". Ormai credo di essermi fatto un'idea su come imposti le sue sceneggiature e costruisca i suoi personaggi e, in generale, trovo che non sempre lo faccia in modo efficace. E' uno che, per capirci, scrive dialoghi a fiume, gioca tutto sui climax, vive di retorica e sfinisce lo spettatore di paroloni. Se certe volte funziona, non posso ritenere che sia una regola universale.
Qui si manifesta il problema, che vive tutto nel personaggio di Jobs e in parte nel suo rapporto con la Hoffman, più che amica una schiava devota. Steve, pace all'anima sua, a quanto pare era uno stronzo, ma di quelli che alla fine lo fanno per te, perché ha in mente un percorso che tu, povero mortale, non hai nemmeno idea che sia stato concepito e qualcuno lo stia intraprendendo per te. Ora, io non so se tutto questo rispecchi la realtà dei fatti, ma mi tocca prendere tutto a scatola chiusa e, umanamente, devo dire che seguire questa storia è stato difficile, spesso noioso. Va bene essere un genio, ma rompere le palle agli altri gratuitamente un po' mi snerva. E lo fa ancora di più il vedere che, dopo che ci hai trasportato in questo turbinio di negatività, ansia, cattiveria e frustrazione, ti autorinneghi e nel finale cambi e dimostri di avere dei sentimenti. Eh no, Steve, non si fa così. O sei uno stronzo e lo sei sempre, perché sei fatto così, o non diventi "buono" nel finale perché così siamo tutti più contenti. Anche perché la frase «Eh però nel finale è mi è piaciuto perché lui diventa più umano» a mio avviso è più un demerito che un pregio del film.
Un altro problema è l'ambientazione. Sembra quasi che sia una pellicola tratta da un'opera teatrale: non c'è mai una scena in esterna, siamo in un costante e labirintico dietro le quinta, non importa di quale anno ci stiano raaccontando. Sembra quasi un documentario su come organizzare efficacemente le conferenze. Premesso che trovo affascinante dare una sbirciata a certi momenti importanti della storia delle persone, qui forse la costante ambientazione "dietro al palco" alla lunga fa soffrire chi guarda di claustrofobia. Per me, almeno, è stato così: non vedevo l'ora di uscire dal cinema.
Ed eccoci al terzo motivo, che ho lasciato per ultimo perché è anche il più personale: Michael Fassbender. E' bravo e mi piace sempre, è uno che lavora sui personaggi e li rende credibili, ma qui c'è qualcosa di fisico che me lo ha reso disturbante: la sua bocca. Un filo sottile da cui sbucano denti aguzzi combinato allo sguardo spesso gelido, quando non è adirato, mi ha più di una volta fatto pensare a quando Steve Jobs sembrasse un vero e proprio cattivo da film. E' ovvio che anche questo ha influito negativamente sull'idea generale che mi sono fatto della pellicola ed è ancora più ovvio che questo sia tutto un problema mio, rimane il fatto che più di una volta ho pensato quanto l'aspetto contasse nell'interpretazione in chiave negativa del protagonista. Non che la faccia da angelo di Ashton Kutcher in "Jobs" delinei la differenza decisiva tra le due interpretazioni, in ogni caso qui ho trovato la cosa disfunzionale.
In ogni caso, al di là delle considerazioni appena affrontate, qualcosa di buono c'è, per carità! Danny Boyle ha la mano giusta e scegliere di dirigere la sua storia tutta in primo piano - anche perché le quinte di ogni teatro dopo un po' rompono le palle - ed è ovviamente la scelta vincente. Considerati poi i fiumi di battute da recitare, meglio stringere bene per catturare ogni sfumatura, ogni sguardo, ogni emozione interpretata dai protagonisti. La Winslet è sempre perfetta e anche se la vestono come l'ultima zitella del pianeta Terra, ne esce comunque vincente. In tutto questo (ma non ho visto il film in inglese) mi sento di dire che nessuna delle due interpretazioni - sua e di Fassbender - meriti un Oscar, pur avendo giustamente ricevuto risalto. Insisto nella mia convinzione che questo sia l'anno di DiCaprio e francamente spero di cuore che premino la Vikander come attrice non protagonista, anche perché ho trovato la scelta dei Golden Globe di premiare la Winslet non solo troppo facile, ma perfino banale e scontata.
Dunque, "Steve Jobs" è tutto tranne quello che ci si aspetterebbe dal biopic sulla vita del geniale e visionario inventore del Macintosh. Il mio orizzonte di aspettative, come direbbe Jauss, è stato ampiamente catturato dalla precedente idea che mi ero fatto vedendo "Jobs" e da ciò che pensavo avrei visto e, a conti fatti, la cosa mi ha rovinato l'idea d'insieme. Non mi è piaciuto perché è un film pesante, parlato troppo e che troppo spesso sottintende, retorico e aggressivo, claustrofobico e, per i miei gusti, troppo fuori dai canoni del prodotto biografico. Peccato, un'occasione persa.
Cast: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston, Michael Stuhlbarg, Sarah Snook.
Box Office: $30.7 milioni
Consigli: Tratto dalla biografia autorizzata scritta da Walter Isaacson, questo film percorre gli step fondamentali della carriera di Jobs, con salti temporali non indifferenti che mettono a confronto - di fatto separandoli come atti di un'opera teatrale - i punti salienti delle vicende umane e lavorative che hanno trasformato l'uomo in personaggio e successivamente in mito. Se si è amanti dei biopic, forse questo lo troverete leggermente fuori dai canoni. Gli estimatori di Mac e Jobs ameranno. Gli altri potrebbero trovarlo interessante, dipende da quale sia il tasso di sopportazione di ciascuno relativamente ai dialoghi strabordanti. Su Steve Jobs, al momento, è il migliore titolo sulla piazza. Per quanto riguarda il genere biografia, c'è sicuramente di meglio.
Parola chiave: Apple II.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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venerdì 29 gennaio 2016
Film 1087 - Steve Jobs
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giovedì 10 dicembre 2015
Golden Globes 2016: nomination e vincitori
BOOM! Le nomination ai Golden Globes (GG) 2016 tirano in ballo praticamente chiunque e si dimenticano di tanti titoli (tv) che negli anni passati avevano fatto incetta. Una sorta di cambio della guardia di cui, francamente, si sentiva il bisogno. Della serie: era ora.
Ma non è tutto oro quel che luccica, sia chiaro. Innanzitutto c'è una certa atmosfera molto 90s di sottofondo, dato che tra i candidati ritroviamo Jamie Lee Curtis (per "Scream Queens") che di GG ne ha già ben 2 entrambi vinti negli anni '90 e nientemeno che il buon vecchio Sylvester Stallone (per il film "Creed") che a parte non vedersi riconoscere niente che non fosse un Razzie dai tempi di "Rocky", è da ormai un ventennio che non azzecca un titolo ("Mercenari" a parte, ma la magia la fa l'insieme di redivivi).
A parte le vecchie glorie resuscitate un po' a casaccio, anche quest'anno si verifica il fenomeno dello sdoppiamento: Idris Elba, Mark Rylance, Lily Tomlin e Alicia Vikander ricevono ben due nomination a testa, raddoppiando così la possibilità di portarsi a casa qualcosa. Grande assente dalle vittorie del 1988 del '91 torna Ryuichi Sakamoto (per "The Revenant") e, soprattutto, ritroviamo Ennio Morricone (per "The Hateful Eight"), già 2 volte vincitore e assente dal 2001. Sempre sul fronte Italia sono 2 le candidature per "Youth" di Paolo Sorrentino.
E ora le vere soprese. La prima e più eclatante di tutte è che Lady Gaga è stata candidata come Miglior attrice per "American Horror Story: Hotel". No, non avete letto male, anche io sono tutt'ora incredulo. La Germanotta si porta a casa la sua prima nomination ai globi d'oro e lo fa in grande stile, ricevendo il testimone direttamente da Jessica Lange che nella stessa categoria era candidata fino all'anno scorso (e che ha ampiamente espresso i suoi dubbi relativamente alle doti recitative della cantante). Francamente trovo questa mossa più una trovata pubblicitaria. Sul fronte cantanti che rispettano la loro vocazione, invece, troviamo Sam Smith (per "Spectre") e le canzoni "Love Me like You Do" ("Cinquanta sfumature di grigio") e "See You Again" ("Fast & Furious 7") che non trasferiscono le nomination ai rispettivi interpreti solo perché non compaiono nei credits delle canzoni (Ellie Goulding si starà mangiando le mani).
Nomination un po' a sorpresa per "Spy" e "Un disastro di ragazza", entrambi candidati come Miglior film e attrice protagonista: due scelte che non mi sarei mai aspettato, ma che apprezzo, soprattutto per quanto riguarda il primo. "The Martian" è presente nelle stessa categoria comica degli altri due: considerando che IMDb lo categorizza come film drammatico direi che abbiamo già capito che si tratta del solito modo alla "The Wolf of Wall Street" per non dimenticarci proprio di nessuno anche quest'anno. Personalmente lo avrei scambiato con "Mad Max: Fury Road", molto più appopriato nella categoria comedy, visto l'ironia e i toni.
Altre sorpresine inattese: Eva Green candidata per "Penny Dreadful" (finalmente); finalmente la seconda nomination in carriera di Kirsten Dunst per "Fargo" (yeah!); la seconda nomination consecutiva come Miglior serie comica per "Silicon Valley" che però per il resto non se la considerano di striscio (ma che senso ha?); Mark Ruffalo che infila la terza nomination in 2 anni, come se prima del 2015 non avesse avuto una carriera; Rachel McAdams, che finalmente aveva ricevuto una nomination importante proprio ieri per "Spotlight" viene oggi nuovamente ignorata dai GG (male); "Mad Men" finisce la sua corsa con una sola nomination per Jon Hamm (adieux).
Si potrebbe parlare per ore, ovviamente, dei pro e contro di queste candidature che, pur lasciando necessariamente scontento qualcuno, a me non sembrano così male. Chiaramente i Golden Globes si rivelano essere come al solito tra i premi più commerciali presenti nello showbiz americano, arruffianandosi praticamente la chiunque con una nomination. Saranno gli Oscar, tra più di un mese, a decretare con le proprie nomination dove starà la vera (?) qualità di questo 2015 che volge al termine. I Golden Globes, invece, si terranno ben 6 giorni prima che le candidature dell'Academy vengano rivelate (assurdità) e saranno nuovamente presentati da Ricky Gervais.
Ma bando alle (mie) ciance ed ecco tutte le candidature a questi Golden Globes 2016!
Carol
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Room
Spotlight
Best Motion Picture - Comedy Or Musical
The Big Short
Joy
The Martian
Spy
Trainwreck
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama
Cate Blanchett, Carol
Brie Larson, Room
Rooney Mara, Carol
Saoirse Ronan, Brooklyn
Alicia Vikander, The Danish Girl
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama
Bryan Cranton, Trumbo
Leonardo DiCaprio, The Revenant
Michael Fassbender, Steve Jobs
Eddie Redmayne, The Danish Girl
Will Smith, Concussion
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Comedy Or Musical
Jennifer Lawrence, Joy
Melissa McCarthy, Spy
Amy Schumer, Trainwreck
Maggie Smith, The Lady in the Van
Lily Tomlin, Grandma
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Comedy Or Musical
Christian Bale, The Big Short
Steve Carell, The Big Short
Matt Damon, The Martian
Al Pacino, Danny Collins
Mark Ruffalo, Infinitely Polar Bear
Best Performance by an Actress In A Supporting Role in any Motion Picture
Jane Fonda, Youth
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight
Helen Mirren, Trumbo
Alicia Vikander, Ex-Machina
Kate Winslet, Steve Jobs
Best Performance by an Actor In A Supporting Role in any Motion Picture
Paul Dano, Love & Mercy
Idris Elba, Beasts of No Nation
Mark Rylance, Bridge of Spies
Michael Shannon, 99 Homes
Sylvester Stallone, Creed
Best Director - Motion Picture
Todd Haynes, Carol
Alejandro G. Inarritu, The Revenant
Tom McCarthy, Spotlight
George Miller, Mad Max: Fury Road
Ridley Scott, The Martian
Best Screenplay - Motion Picture
Emma Donoghue, Room
Tom McCarthy, Josh Singer, Spotlight
Charles Randolph, Adam McKay, The Big Short
Aaron Sorkin, Steve Jobs
Quentin Tarantino, The Hateful Eight
Best Animated Feature Film
Anomalisa
The Good Dinosaur
Inside Out
The Peanuts Movie
Shaun the Sheep Movie
Best Foreign Language Film
The Brand New Testament (Belgium/France/Luxembourg)
The Club (Chile)
The Fencer (Findland/Germany/Estonia)
Mustang (France)
Son of Saul (Hungary)
Best Original Score - Motion Picture
Carter Burwell, Carol
Alexandre Desplat, The Danish Girl
Ennio Morricone, The Hateful Eight
Daniel Pemberton, Steve Jobs
Ryuichi Sakamoto, Alva Noto, The Revenant
Best Original Song - Motion Picture
"Love me Like You Do," Fifty Shades of Grey, written by Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
"One Kind of Love," Love & Mercy, written by Brian Wilson, Scott Bennett
"See You Again," Furious 7, written by Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Wiz Khalifa
"Simple Song #3," Youth, written by David Lang
"Writing’s On the Wall," Spectre, written by Sam Smith, Jimmy Napes
Best Television Series - Drama
Empire (Fox)
Game of Thrones (HBO)
Mr. Robot (USA)
Narcos (Netflix)
Outlander (Starz)
Best Television Series - Comedy Or Musical
Casual (Hulu)
Mozart in the Jungle (Amazon)
Orange is the New Black (Netflix)
Silicon Valley (HBO)
Transparent (Amazon)
Veep (HBO)
Best Mini-Series Or Motion Picture Made for Television
American Crime (ABC)
American Horror Story: Hotel (FX)
Fargo (FX)
Flesh and Bone (Starz)
Wolf Hall (BBC)
Best Performance by an Actress In A Mini-series or Motion Picture Made for Television
Kirsten Dunst, Fargo
Lady Gaga, America Horror Story: Hotel
Sarah Hay, Flesh & Bone
Felicity Huffman, American Crime
Queen Latifa, Bessie
Best Performance by an Actor in a Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Idris Elba, Luther
Oscar Isaac, Show Me a Hero
David Oyelowo, Nightingale
Mark Rylance, Wolf Hall
Patrick Wilson, Fargo
Best Performance by an Actress In A Television Series - Drama
Caitriona Balfe, Outlander
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Eva Greene, Penny Dreadful
Taraji P. Henson, Empire
Robin Wright, House of Cards
Best Performance by an Actor In A Television Series - Drama
Jon Hamm, Mad Men
Rami Malek, Mr. Robot
Wagner Maura, Narcos
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schriver, Ray Donovan
Best Performance by an Actress In A Television Series - Comedy Or Musical
Rachel Bloom, My Crazy Ex-Girlfriend
Jamie Lee Curtis, Scream Queens
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Lily Tomlin, Grace and Frankie
Best Performance by an Actor In A Television Series - Comedy Or Musical
Aziz Ansari, Master of None
Gael Garcia Bernal, Mozart in the Jungle
Rob Lowe, The Grinder
Patrick Stewart, Blunt Talk
Jeffrey Tambor, Transparent
Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Uzo Aduba, Orange is the New Black
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Regina King, American Crime
Judith Light, Transparent
Maura Tierney, The Affair
Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Alan Cumming, The Good Wife
Damian Lewis, Wolf Hall
Ben Mendelsohn, Bloodline
Tobias Menzies, Outlander
Christian Slater, Mr. Robot
#HollywoodCiak
Bengi
Ma non è tutto oro quel che luccica, sia chiaro. Innanzitutto c'è una certa atmosfera molto 90s di sottofondo, dato che tra i candidati ritroviamo Jamie Lee Curtis (per "Scream Queens") che di GG ne ha già ben 2 entrambi vinti negli anni '90 e nientemeno che il buon vecchio Sylvester Stallone (per il film "Creed") che a parte non vedersi riconoscere niente che non fosse un Razzie dai tempi di "Rocky", è da ormai un ventennio che non azzecca un titolo ("Mercenari" a parte, ma la magia la fa l'insieme di redivivi).
A parte le vecchie glorie resuscitate un po' a casaccio, anche quest'anno si verifica il fenomeno dello sdoppiamento: Idris Elba, Mark Rylance, Lily Tomlin e Alicia Vikander ricevono ben due nomination a testa, raddoppiando così la possibilità di portarsi a casa qualcosa. Grande assente dalle vittorie del 1988 del '91 torna Ryuichi Sakamoto (per "The Revenant") e, soprattutto, ritroviamo Ennio Morricone (per "The Hateful Eight"), già 2 volte vincitore e assente dal 2001. Sempre sul fronte Italia sono 2 le candidature per "Youth" di Paolo Sorrentino.
E ora le vere soprese. La prima e più eclatante di tutte è che Lady Gaga è stata candidata come Miglior attrice per "American Horror Story: Hotel". No, non avete letto male, anche io sono tutt'ora incredulo. La Germanotta si porta a casa la sua prima nomination ai globi d'oro e lo fa in grande stile, ricevendo il testimone direttamente da Jessica Lange che nella stessa categoria era candidata fino all'anno scorso (e che ha ampiamente espresso i suoi dubbi relativamente alle doti recitative della cantante). Francamente trovo questa mossa più una trovata pubblicitaria. Sul fronte cantanti che rispettano la loro vocazione, invece, troviamo Sam Smith (per "Spectre") e le canzoni "Love Me like You Do" ("Cinquanta sfumature di grigio") e "See You Again" ("Fast & Furious 7") che non trasferiscono le nomination ai rispettivi interpreti solo perché non compaiono nei credits delle canzoni (Ellie Goulding si starà mangiando le mani).
Nomination un po' a sorpresa per "Spy" e "Un disastro di ragazza", entrambi candidati come Miglior film e attrice protagonista: due scelte che non mi sarei mai aspettato, ma che apprezzo, soprattutto per quanto riguarda il primo. "The Martian" è presente nelle stessa categoria comica degli altri due: considerando che IMDb lo categorizza come film drammatico direi che abbiamo già capito che si tratta del solito modo alla "The Wolf of Wall Street" per non dimenticarci proprio di nessuno anche quest'anno. Personalmente lo avrei scambiato con "Mad Max: Fury Road", molto più appopriato nella categoria comedy, visto l'ironia e i toni.
Altre sorpresine inattese: Eva Green candidata per "Penny Dreadful" (finalmente); finalmente la seconda nomination in carriera di Kirsten Dunst per "Fargo" (yeah!); la seconda nomination consecutiva come Miglior serie comica per "Silicon Valley" che però per il resto non se la considerano di striscio (ma che senso ha?); Mark Ruffalo che infila la terza nomination in 2 anni, come se prima del 2015 non avesse avuto una carriera; Rachel McAdams, che finalmente aveva ricevuto una nomination importante proprio ieri per "Spotlight" viene oggi nuovamente ignorata dai GG (male); "Mad Men" finisce la sua corsa con una sola nomination per Jon Hamm (adieux).
Si potrebbe parlare per ore, ovviamente, dei pro e contro di queste candidature che, pur lasciando necessariamente scontento qualcuno, a me non sembrano così male. Chiaramente i Golden Globes si rivelano essere come al solito tra i premi più commerciali presenti nello showbiz americano, arruffianandosi praticamente la chiunque con una nomination. Saranno gli Oscar, tra più di un mese, a decretare con le proprie nomination dove starà la vera (?) qualità di questo 2015 che volge al termine. I Golden Globes, invece, si terranno ben 6 giorni prima che le candidature dell'Academy vengano rivelate (assurdità) e saranno nuovamente presentati da Ricky Gervais. Ma bando alle (mie) ciance ed ecco tutte le candidature a questi Golden Globes 2016!
Golden Globe Awards 2016
Best Motion Picture - Drama Carol
Mad Max: Fury Road
The Revenant
Room
Spotlight
The Big Short
Joy
The Martian
Spy
Trainwreck
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama
Cate Blanchett, Carol
Brie Larson, Room
Rooney Mara, Carol
Saoirse Ronan, Brooklyn
Alicia Vikander, The Danish Girl
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama
Bryan Cranton, Trumbo
Leonardo DiCaprio, The Revenant
Michael Fassbender, Steve Jobs
Eddie Redmayne, The Danish Girl
Will Smith, Concussion
Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Comedy Or Musical
Jennifer Lawrence, Joy
Melissa McCarthy, Spy
Amy Schumer, Trainwreck
Maggie Smith, The Lady in the Van
Lily Tomlin, Grandma
Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Comedy Or Musical
Christian Bale, The Big Short
Steve Carell, The Big Short
Matt Damon, The Martian
Al Pacino, Danny Collins
Mark Ruffalo, Infinitely Polar Bear
Best Performance by an Actress In A Supporting Role in any Motion Picture
Jane Fonda, Youth
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight
Helen Mirren, Trumbo
Alicia Vikander, Ex-Machina
Kate Winslet, Steve Jobs
Best Performance by an Actor In A Supporting Role in any Motion Picture
Paul Dano, Love & Mercy
Idris Elba, Beasts of No Nation
Mark Rylance, Bridge of Spies
Michael Shannon, 99 Homes
Sylvester Stallone, Creed
Best Director - Motion Picture
Todd Haynes, Carol
Alejandro G. Inarritu, The Revenant
Tom McCarthy, Spotlight
George Miller, Mad Max: Fury Road
Ridley Scott, The Martian
Best Screenplay - Motion Picture
Emma Donoghue, Room
Tom McCarthy, Josh Singer, Spotlight
Charles Randolph, Adam McKay, The Big Short
Aaron Sorkin, Steve Jobs
Quentin Tarantino, The Hateful Eight
Best Animated Feature Film
Anomalisa
The Good Dinosaur
Inside Out
The Peanuts Movie
Shaun the Sheep Movie
Best Foreign Language Film
The Brand New Testament (Belgium/France/Luxembourg)
The Club (Chile)
The Fencer (Findland/Germany/Estonia)
Mustang (France)
Son of Saul (Hungary)
Best Original Score - Motion Picture
Carter Burwell, Carol
Alexandre Desplat, The Danish Girl
Ennio Morricone, The Hateful Eight
Daniel Pemberton, Steve Jobs
Ryuichi Sakamoto, Alva Noto, The Revenant
Best Original Song - Motion Picture
"Love me Like You Do," Fifty Shades of Grey, written by Max Martin, Savan Kotecha, Ali Payami, Ilya Salmanzadeh
"One Kind of Love," Love & Mercy, written by Brian Wilson, Scott Bennett
"See You Again," Furious 7, written by Justin Franks, Andrew Cedar, Charlie Puth, Wiz Khalifa
"Simple Song #3," Youth, written by David Lang
"Writing’s On the Wall," Spectre, written by Sam Smith, Jimmy Napes
Empire (Fox)
Game of Thrones (HBO)
Mr. Robot (USA)
Narcos (Netflix)
Outlander (Starz)
Best Television Series - Comedy Or Musical
Casual (Hulu)
Mozart in the Jungle (Amazon)
Orange is the New Black (Netflix)
Silicon Valley (HBO)
Transparent (Amazon)
Veep (HBO)
Best Mini-Series Or Motion Picture Made for Television
American Crime (ABC)
American Horror Story: Hotel (FX)
Fargo (FX)
Flesh and Bone (Starz)
Wolf Hall (BBC)
Best Performance by an Actress In A Mini-series or Motion Picture Made for TelevisionKirsten Dunst, Fargo
Lady Gaga, America Horror Story: Hotel
Sarah Hay, Flesh & Bone
Felicity Huffman, American Crime
Queen Latifa, Bessie
Best Performance by an Actor in a Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Idris Elba, Luther
Oscar Isaac, Show Me a Hero
David Oyelowo, Nightingale
Mark Rylance, Wolf Hall
Patrick Wilson, Fargo
Best Performance by an Actress In A Television Series - Drama
Caitriona Balfe, Outlander
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Eva Greene, Penny Dreadful
Taraji P. Henson, Empire
Robin Wright, House of Cards
Best Performance by an Actor In A Television Series - Drama
Jon Hamm, Mad Men
Rami Malek, Mr. Robot
Wagner Maura, Narcos
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Liev Schriver, Ray Donovan
Best Performance by an Actress In A Television Series - Comedy Or Musical
Rachel Bloom, My Crazy Ex-Girlfriend
Jamie Lee Curtis, Scream Queens
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Gina Rodriguez, Jane the Virgin
Lily Tomlin, Grace and Frankie
Best Performance by an Actor In A Television Series - Comedy Or Musical
Aziz Ansari, Master of None
Gael Garcia Bernal, Mozart in the Jungle
Rob Lowe, The Grinder
Patrick Stewart, Blunt Talk
Jeffrey Tambor, Transparent
Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Uzo Aduba, Orange is the New Black
Joanne Froggatt, Downton Abbey
Regina King, American Crime
Judith Light, Transparent
Maura Tierney, The Affair
Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Alan Cumming, The Good Wife
Damian Lewis, Wolf Hall
Ben Mendelsohn, Bloodline
Tobias Menzies, Outlander
Christian Slater, Mr. Robot
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giovedì 5 dicembre 2013
Film 628 - jOBS
Cineforum dell'incidentato capitolo XIV: un biopic abbastanza chiacchierato. Ero curioso.
Film 628: "jOBS" (2013) di Joshua Michael Stern
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Più che un film per il cinema sembra un biopic televisivo e nemmeno di eccelsa qualità.
Nel giorno in cui un film per la tv - ok, regista e i due interpreti protagonisti sono tutti premi Oscar, ma facciamo finta sia un dettaglio - da noi arriva nelle sale, ovvero "Dietro i candelabri" (11 Emmy Awards vinti), sembra paradossale che questo "jOBS" sia nato proprio come prodotto cinematografico puro.
Sorprende soprattutto perché a ben vedere non c'è molto di questo prodotto commerciale che faccia pensare la missione primaria fosse raccontare la storia di un uomo che ha rivoluzionato molto del mondo intorno a lui. Sembra solamente un richiamo per i fans e i curiosi della persona dietro il personaggio anche se di fatto il racconto è ridotto ad una semplificazione troppo banal(izzant)e.
Penso questo atteggiamento un po' furbo-ma-vuoto sia riconoscibile già dal titolo che è "jOBS" e non "Jobs": perché? Gli appassionati della Apple capiscono subito che è un omaggio al nome dei prodotti della famosa società, tutti preceduti da una "i" che in inglese sta per "io", prima persona singolare. Quindi iPod, iPhone, iPad, ecc. La somiglianza di nome tra questi ultimi e il titolo del film pare quindi evidente (soprattutto per via del maiuscolo), come pare evidente la somiglianza tra Ashton Kutcher e Steve Jobs e, infine, pare ovvio che si andrà a scavare nell'intimo e nella psiche di una persona che ha saputo intravedere il futuro nel momento giusto adoperandosi per renderlo reale. Notare bene che 'pare' precede ogni considrazione.
La realtà delle cose è, invece, diversa. Si sfiorano tantissime questioni senza approfondirle in maniera appropriata. La prima domanda che per esempio mi è sorta spontanea dopo la visione è stata: ma quindi Steve, profeta e comunicatore di una massa che lo adorava, era una persona così irascibile e irrazionale? Possibile? E come prendeva le sue decisioni? Per istinto? Genialità? Per caso? Fortuna?
Diciamocelo sinceramente: a parte gli snodi temporali facilmente ricostruibili, "jOBS" fallisce palesemente nel contestualizzare persone ed azioni che li hanno resi possibili. Come si fa a dare credibilità ad un personaggio che intuisce le potenzialità di diversificare il suo prodotto cambiandone il colore semplicemente perché ispirato dalla presenza di un suo collaboratore semi-muto? Sono conscio che i momenti di 'serendipity' siano realtà riconosciuta, ma basarci sopra una carriera multimiliardaria mi sembra quantomeno semplicistico.
Quindi, somiglianze fisiche a parte, lo Steve Jobs qui rappresentato è una fotocopia bidimensionale dell'originale che sbraita e si impunta, grida e si inalbera, ha epifanie geniali e un modello lavorativo da negriero. Non mi è piaciuto.
Non mi interessa verificare se l'umoralità geniale di Jobs fosse veritiera, ma avrei davvero preferito vedere qualcosa di diverso, meno banale o tirato via. Le pretese da grande biografia non autorizzata, squarcio sul mito recentemente scomparso, caso più unico che raro capace di dimostrare il valore attoriale di Ashton Kutcher sono tutte scommesse perse.
Il risultato, invece, è un modesto tentativo di raccontare la storia di un personaggio rappresentativo della recente modernità. Ma non credo che renda giustizia alla memoria di Steve Jobs.
Ps. Prodotto con 12 milioni di dollari, ne ha incassati $35,931,410 in tutto il mondo.
Consigli: Più riuscito di questo è certamente il film "The Social Network". "jOBS", beninteso, non è orribile in senso assoluto, ma non è nemmeno un ottimo esempio di ciò che mi aspetto da un film biografico. Kutcher ci prova, ma non si va molto oltre un look ben ricostruito e una faccia costantemente imbronciata senza sapere mai veramente perché. Si fa guardare, ma meglio mantenere molto basse le aspettative.
Parola chiave: Apple Inc.
Trailer
Bengi
Film 628: "jOBS" (2013) di Joshua Michael Stern
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Più che un film per il cinema sembra un biopic televisivo e nemmeno di eccelsa qualità.
Nel giorno in cui un film per la tv - ok, regista e i due interpreti protagonisti sono tutti premi Oscar, ma facciamo finta sia un dettaglio - da noi arriva nelle sale, ovvero "Dietro i candelabri" (11 Emmy Awards vinti), sembra paradossale che questo "jOBS" sia nato proprio come prodotto cinematografico puro.
Sorprende soprattutto perché a ben vedere non c'è molto di questo prodotto commerciale che faccia pensare la missione primaria fosse raccontare la storia di un uomo che ha rivoluzionato molto del mondo intorno a lui. Sembra solamente un richiamo per i fans e i curiosi della persona dietro il personaggio anche se di fatto il racconto è ridotto ad una semplificazione troppo banal(izzant)e.
Penso questo atteggiamento un po' furbo-ma-vuoto sia riconoscibile già dal titolo che è "jOBS" e non "Jobs": perché? Gli appassionati della Apple capiscono subito che è un omaggio al nome dei prodotti della famosa società, tutti preceduti da una "i" che in inglese sta per "io", prima persona singolare. Quindi iPod, iPhone, iPad, ecc. La somiglianza di nome tra questi ultimi e il titolo del film pare quindi evidente (soprattutto per via del maiuscolo), come pare evidente la somiglianza tra Ashton Kutcher e Steve Jobs e, infine, pare ovvio che si andrà a scavare nell'intimo e nella psiche di una persona che ha saputo intravedere il futuro nel momento giusto adoperandosi per renderlo reale. Notare bene che 'pare' precede ogni considrazione.
La realtà delle cose è, invece, diversa. Si sfiorano tantissime questioni senza approfondirle in maniera appropriata. La prima domanda che per esempio mi è sorta spontanea dopo la visione è stata: ma quindi Steve, profeta e comunicatore di una massa che lo adorava, era una persona così irascibile e irrazionale? Possibile? E come prendeva le sue decisioni? Per istinto? Genialità? Per caso? Fortuna?
Diciamocelo sinceramente: a parte gli snodi temporali facilmente ricostruibili, "jOBS" fallisce palesemente nel contestualizzare persone ed azioni che li hanno resi possibili. Come si fa a dare credibilità ad un personaggio che intuisce le potenzialità di diversificare il suo prodotto cambiandone il colore semplicemente perché ispirato dalla presenza di un suo collaboratore semi-muto? Sono conscio che i momenti di 'serendipity' siano realtà riconosciuta, ma basarci sopra una carriera multimiliardaria mi sembra quantomeno semplicistico.
Quindi, somiglianze fisiche a parte, lo Steve Jobs qui rappresentato è una fotocopia bidimensionale dell'originale che sbraita e si impunta, grida e si inalbera, ha epifanie geniali e un modello lavorativo da negriero. Non mi è piaciuto.
Non mi interessa verificare se l'umoralità geniale di Jobs fosse veritiera, ma avrei davvero preferito vedere qualcosa di diverso, meno banale o tirato via. Le pretese da grande biografia non autorizzata, squarcio sul mito recentemente scomparso, caso più unico che raro capace di dimostrare il valore attoriale di Ashton Kutcher sono tutte scommesse perse.
Il risultato, invece, è un modesto tentativo di raccontare la storia di un personaggio rappresentativo della recente modernità. Ma non credo che renda giustizia alla memoria di Steve Jobs.
Ps. Prodotto con 12 milioni di dollari, ne ha incassati $35,931,410 in tutto il mondo.
Consigli: Più riuscito di questo è certamente il film "The Social Network". "jOBS", beninteso, non è orribile in senso assoluto, ma non è nemmeno un ottimo esempio di ciò che mi aspetto da un film biografico. Kutcher ci prova, ma non si va molto oltre un look ben ricostruito e una faccia costantemente imbronciata senza sapere mai veramente perché. Si fa guardare, ma meglio mantenere molto basse le aspettative.
Parola chiave: Apple Inc.
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Bengi
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