Visualizzazione post con etichetta Danny Boyle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Danny Boyle. Mostra tutti i post

martedì 28 ottobre 2025

Film 2391 - 28 Years Later

Intro: I watched the first movie ages ago, I remember I liked it and that was kinda it. Probably my first introduction to Cillian Murphy.

Film 2390
: "28 Years Later" (2025), Danny Boyle
Watched: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh, Debbi
Thoughts: I remember vaguely what happens in the first "28 Days Later", but I'd say it was enough to go off of and understand what's going on here: the zombies are still around, the world is still infected, the survivors are spread in communities far away from each other.
It might seem like your average dystopian-horror movie, but there's a bit more to it. First of all, the zombies are not our main concern straight away. The story takes its time to introduce the new characters, letting us familiarize with the environment and the general rules. At the beginning, it doesn't even feel like you're watching a horror movie. There's a fairly realistic approach to the first part of the story, the one on the secluded island, there's a sick mom, a dad, and a child and all of them are trying to cope and survive their own way. I appreciated the tone of this first section of the movie - in a way it reminded me how "Prey" recontextualized the Predator franchise by positioning it in a plausible scenario, the Northern Great Plains of 1719 - but after a while I was ready for the story to move on.
To be fair, when it does, things start to happen fast. The rest of the story is more zombie-hunt and horror-like, it works really well and it's very interesting till the very end, when a strange character named Jimmy (Jack O'Connell) appears together with a group of look alikes. It promises a sequel ("28 Years Later: The Bone Temple") that is coming out next January.
I liked "28 Years Later", I found it very entertaining and well shot (although the quality of the images sometimes would change and degrade a bit). Jodie Comer and Ralph Fiennes are superb, Aaron Taylor-Johnson and Alfie Williams are great leads, and I was happy to see Jack O'Connell finally back on the silver screen.
Film 2391 - 28 Years Later
Film 2437 - 28 Years Later: The Bone Temple
Cast: Alfie Williams, Jodie Comer, Aaron Taylor-Johnson, Jack O'Connell, Edvin Ryding, Chi Lewis-Parry, Ralph Fiennes.
Box Office: $151.3 million
Worth a watch?: It's definitely worth the watch, especially this time of the year. It's a good movie in general and a well made horrow movie. It works for the fans of the franchise, but it doesn't require you to know what happened before to follow the story.
Awards: /
Key word: Doctor.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

sabato 30 gennaio 2021

Film 1793 - Yesterday

Intro: Molto molto curioso di vedere questo film, mi sono precipitato al cinema appena ho avuto occasione!
Film 1793: "Yesterday" (2019) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ella
In sintesi: Danny Boyle torna al cinema con un titolo diverso dalla sua solita filmografia e mette al centro del racconto un ragazzo qualunque che, curiosamente, diventa un cantante di fama internazionale grazie alle musiche dei Beatles che spaccia per sue in un mondo che, dopo un blackout globale, sembra essersi dimenticato chi sia la famossissima band di Liverpool.
"Yesterday", film è molto carino e dalla storia a mio avviso riuscita, fa centro nel suo mettere in scena l'assurda ipotesi della premessa e credo che, in generale, avrebbe meritato più riscontro rispetto a quello che è effettivamente riuscito ad ottenere. La sceneggiatura (di Richard Curtis) è solida, la recitazione buona, e nel complesso tutto funziona a dovere, riuscendo ad intrattenere con garbo lo spettatore, che sia o meno fan del mitico gruppo inglese. Insomma, un buon titolo che riesce a mantenere promesse e premesse. Il che al giorno d'oggi è un grande traguardo.
Cast: Himesh Patel, Lily James, Joel Fry, Ed Sheeran, Kate McKinnon, Sanjeev Bhaskar, Meera Syal, James Corden.
Box Office: $153.2 milioni
Vale o non vale: Simpatico e piacevole, nostalgico quanto basta e intrigante grazie ad una premessa ben pensata, "Yesterday" è perfetto per chi fosse alla ricerca di una pellicola che abbia qualcosa da raccontare, non si prenda troppo sul serio e lasci soddisfatti. Da vedere.
Premi: /
Parola chiave: Chitarra.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 marzo 2017

Film 1325 - T2 Trainspotting

Uno dopo l'altro, appuntamento al cinema per scoprire il sequel nuovo di zecca di un titolo uscito nientemeno che 20 anni fa.

Film 1325: "T2 Trainspotting" (2017) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Maddalena, Franco
Pensieri: E' a tutti gli effetti un'operazione nostalgia. Il passato la fa da padrone, sia nei dialoghi che nelle scelte della trama. Il vero dispiacere è la sensazione che il film sia più interessato a commemorare la storia precedente che regalarne una nuova.
Si è intrappolati in un meccanismo un po' contorto in cui, per ripercorrere le tappe del primo capitolo, questo secondo cristallizza il proprio racconto e sceglie di viviere di cameo degli attori dell'altra pellicola, location chiave dell'altra storia e di dinamiche di gruppo ancora ferme al momento del tramidemento di Renton (McGregor) 20 anni prima.
E, nonostante tutti i tentativi di una regia dinamica, un montaggio forsennato, una colonna sonora da rave e l'articolazione della trama via suggestioni, rimane il fatto che per raccontare il cuore della faccenda qui ci vogliono ore quando, in realtà, basterebbero pochi minuti. Ed è chiaro fin da subito che è così non perché non si abbia niente da dire, ma perché si è preferito rendere omaggio al primo "Trainspotting", nel tentativo di consegnare a quegli stessi spettatori che lo avevano amato gli appigli giusti per godere nuovamente di tutti quegli elementi che avevano garantito il successo e la popolarità del primo film.
Film 1324 - Trainspotting
Cast: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Robert Carlyle, Kelly Macdonald, Anjela Nedyalkova, Scot Greenan, Shirley Henderson, Katie Leung, Kevin McKidd.
Box Office: $33.2 milioni (ad oggi)
Consigli: Considerato che si tratta di un sequel partorito a così tanta distanza dall'originale, il risultato finale è sufficientemente soddisfacente, anche se l'anima ribelle, irriverente e sfacciatamente ironica del primo "Trainspotting" qui manca. E' un buon lavoro, un titolo che preso in solitudine funziona pochino, ma tutto sommato dovrebbe soddisfare i fan dell'originale. Meglio recuperare il primo e poi vedere questo.
Parola chiave: Centro ricreativo.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 16 marzo 2017

Film 1324 - Trainspotting

Appuntamento al cinema in attesa della mezzanotte e dell'uscita del sequel, ripassando il primo mitico capitolo a distanza di 20 anni.

Film 1324: "Trainspotting" (1996) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Maddalena, Franco
Pensieri: Non lo avevo mai visto al cinema, naturalmente, per cui una bellissima nuova esperienza. Era da tempo, tra l'altro, che volevo rivedere questo primo "Trainspotting", urgenza resa più pressante dall'annuncio del successivo "T2" con tutto il cast al completo ritrovatosi per l'occasione. E l'esperienza della visione di entrambi i film, uno di seguito all'altro, è stata particolarmente piacevole, soprattutto perché altrimenti mi sarei perso moltissimi riferimenti e citazioni che la seconda storia fa in omaggio alla prima. Dopo la serata di full immersion ho preso qualche appunto su entrambe le piccole, che riassumo qui.
Partiamo con una banalità sconfinata: musiche cult, personaggi cult, storia cult, film cult. Facile, ma vero.
E' una pellicola che miscela più elementi diversi e riesce a generare più sensazioni: è un pugno nello stomaco, è divertente, tremendamente desolante, lascia non pochi spunti su cui riflettere, sottolinea la differenza di classe, lo sbando giovanile, la consapevolezza di una mancanza di scopo e la ricerca di un senso per una vita che si prospetta di fatiche e poche soddisfazioni. La droga è solo un modo per evitare il confronto con un'esistenza che fatica a spiegare il proprio senso, che non ritrova nei modi di viviere convenzionali un accettabile compromesso di felicità e soddisfazione, è lo strumento di ribellione e scappotoia da quella parte di sé conscia e vigile, incapace altrimenti di chiudere gli occhi e far finta che sia tutto sopportabile;
una cosa che mi ha sempre colpito di questo film è il fatto che l'esposizione umana, espressa anche attraverso la vulnerabilità del corpor, qui è sia femminile che, soprattutto, maschile;
Ewan McGregor ha sia la faccia da angelo che, quando sorride, quella da demonio. E' una "dote" strana che calza a pennello al suo Renton, personaggio con il quale impariamo presto a simpatizzare ma che, nel finale, non tarderà a tradire gruppo;
il gruppo di amici è strampalato e assurdo, a tratti spaventosamente inquietante, a tratti divertente. I genitori, che dovrebbero apparire quali guide e/o modelli per i figli, sono intrappolati negli stessi meccanismi dei gioani, tra alcol e disillusione; colonna sonora fenomenale, impossibile non farsi coinvolgere dal ritmo di certi pezzi intramontabili, difficili da dimenticare anche quando usciti dalla sala;
gli effetti speciali, per quanto a volte rustici, sono davvero suggestivi. La scena del bagno e quella della disintossicazione forzata (con annesso bambino) sono evidentemente finte, eppure estremamente verosimili e credibili (e disgustose e inquietanti)!;
all'inizio del film ho avuto la sensazione che montaggio e regia avessero bisogno di trovare un equilibrio, una sorta di rodaggio collaudato che facesse sparire una certa sensazione di meccanicità. Già dopo la prima mezz'ora ho perso questa sensazione;
il cast è fantastico, un insieme di giovani attori perfetto per le parti che devono rivestire. Da questo punto di vista - e molti altri - "Trainspotting" non sbaglia e riesce anche solo grazie alla scelta dei suoi protagonisti a fare già metà del lavoro. Poi, certo, la storia fa il resto, ma senza questi indimenticabili personaggi non sono sicuro che il risultato finale sarebbe stato lo stesso, ovvero il tagliente, spesso desolante e a tratti divertente racconto di una gioventù senza metà, di una classe sociale priva di prospettive, di una realtà surreale che vederla da fuori sembra più un circo. Insomma, questo film è tante cose, tanti mondi insieme che, inspiegabilmente, compongono un mosaico agrodolce perfettamente riuscito.
Ps. Candidato all'Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale. Ha vinto un BAFTA nella stessa categoria.
Film 1325 - T2 Trainspotting
Cast: Ewan McGregor, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd, Robert Carlyle, Kelly Macdonald, James Cosmo, Shirley Henderson.
Box Office: $72 milioni
Consigli: Certo non per tutti i pubblici, ma sicuramentre un grande film, un titolo capace di rimanere indelebilmente impresso per vent'anni e segnare più di una generazione. Cult a dir poco, motivo per cui averlo visto almeno una volta nella vita sarebbe d'obbligo.
Parola chiave: £16.000.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 29 gennaio 2016

Film 1087 - Steve Jobs

Molto curioso di recuperare questo titolo, soprattutto perché la Winslet potrebbe essere una delle vincitrici agli Oscar di febbraio. Anche se io spero di no...
Film 1087: "Steve Jobs" (2015) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In tutta onestà no, questo film non mi è piaciuto. Per una serie di motivi.
Il primo è la sceneggiatura di Aaron Sorkin, uno che grazie ai suoi dialoghi ha vinto di tutto, dall'Oscar all'Emmy, dal Golden Globe al BAFTA. Come può essere, dunque, che il primo ad essere citato sia lui? Il punto è questo: ormai sono anni che seguo la carriera di Sorkin, ho visto metà delle 7 stagioni di "The West Wing", ho genuinamente apprezzato "The Social Network" e detestato "Moneyball" e "La guerra di Charlie Wilson". Ormai credo di essermi fatto un'idea su come imposti le sue sceneggiature e costruisca i suoi personaggi e, in generale, trovo che non sempre lo faccia in modo efficace. E' uno che, per capirci, scrive dialoghi a fiume, gioca tutto sui climax, vive di retorica e sfinisce lo spettatore di paroloni. Se certe volte funziona, non posso ritenere che sia una regola universale.
Qui si manifesta il problema, che vive tutto nel personaggio di Jobs e in parte nel suo rapporto con la Hoffman, più che amica una schiava devota. Steve, pace all'anima sua, a quanto pare era uno stronzo, ma di quelli che alla fine lo fanno per te, perché ha in mente un percorso che tu, povero mortale, non hai nemmeno idea che sia stato concepito e qualcuno lo stia intraprendendo per te. Ora, io non so se tutto questo rispecchi la realtà dei fatti, ma mi tocca prendere tutto a scatola chiusa e, umanamente, devo dire che seguire questa storia è stato difficile, spesso noioso. Va bene essere un genio, ma rompere le palle agli altri gratuitamente un po' mi snerva. E lo fa ancora di più il vedere che, dopo che ci hai trasportato in questo turbinio di negatività, ansia, cattiveria e frustrazione, ti autorinneghi e nel finale cambi e dimostri di avere dei sentimenti. Eh no, Steve, non si fa così. O sei uno stronzo e lo sei sempre, perché sei fatto così, o non diventi "buono" nel finale perché così siamo tutti più contenti. Anche perché la frase «Eh però nel finale è mi è piaciuto perché lui diventa più umano» a mio avviso è più un demerito che un pregio del film.
Un altro problema è l'ambientazione. Sembra quasi che sia una pellicola tratta da un'opera teatrale: non c'è mai una scena in esterna, siamo in un costante e labirintico dietro le quinta, non importa di quale anno ci stiano raaccontando. Sembra quasi un documentario su come organizzare efficacemente le conferenze. Premesso che trovo affascinante dare una sbirciata a certi momenti importanti della storia delle persone, qui forse la costante ambientazione "dietro al palco" alla lunga fa soffrire chi guarda di claustrofobia. Per me, almeno, è stato così: non vedevo l'ora di uscire dal cinema.
Ed eccoci al terzo motivo, che ho lasciato per ultimo perché è anche il più personale: Michael Fassbender. E' bravo e mi piace sempre, è uno che lavora sui personaggi e li rende credibili, ma qui c'è qualcosa di fisico che me lo ha reso disturbante: la sua bocca. Un filo sottile da cui sbucano denti aguzzi combinato allo sguardo spesso gelido, quando non è adirato, mi ha più di una volta fatto pensare a quando Steve Jobs sembrasse un vero e proprio cattivo da film. E' ovvio che anche questo ha influito negativamente sull'idea generale che mi sono fatto della pellicola ed è ancora più ovvio che questo sia tutto un problema mio, rimane il fatto che più di una volta ho pensato quanto l'aspetto contasse nell'interpretazione in chiave negativa del protagonista. Non che la faccia da angelo di Ashton Kutcher in "Jobs" delinei la differenza decisiva tra le due interpretazioni, in ogni caso qui ho trovato la cosa disfunzionale.
In ogni caso, al di là delle considerazioni appena affrontate, qualcosa di buono c'è, per carità! Danny Boyle ha la mano giusta e scegliere di dirigere la sua storia tutta in primo piano - anche perché le quinte di ogni teatro dopo un po' rompono le palle - ed è ovviamente la scelta vincente. Considerati poi i fiumi di battute da recitare, meglio stringere bene per catturare ogni sfumatura, ogni sguardo, ogni emozione interpretata dai protagonisti. La Winslet è sempre perfetta e anche se la vestono come l'ultima zitella del pianeta Terra, ne esce comunque vincente. In tutto questo (ma non ho visto il film in inglese) mi sento di dire che nessuna delle due interpretazioni - sua e di Fassbender - meriti un Oscar, pur avendo giustamente ricevuto risalto. Insisto nella mia convinzione che questo sia l'anno di DiCaprio e francamente spero di cuore che premino la Vikander come attrice non protagonista, anche perché ho trovato la scelta dei Golden Globe di premiare la Winslet non solo troppo facile, ma perfino banale e scontata.
Dunque, "Steve Jobs" è tutto tranne quello che ci si aspetterebbe dal biopic sulla vita del geniale e visionario inventore del Macintosh. Il mio orizzonte di aspettative, come direbbe Jauss, è stato ampiamente catturato dalla precedente idea che mi ero fatto vedendo "Jobs" e da ciò che pensavo avrei visto e, a conti fatti, la cosa mi ha rovinato l'idea d'insieme. Non mi è piaciuto perché è un film pesante, parlato troppo e che troppo spesso sottintende, retorico e aggressivo, claustrofobico e, per i miei gusti, troppo fuori dai canoni del prodotto biografico. Peccato, un'occasione persa.
Cast: Michael Fassbender, Kate Winslet, Seth Rogen, Jeff Daniels, Katherine Waterston, Michael Stuhlbarg, Sarah Snook.
Box Office: $30.7 milioni
Consigli: Tratto dalla biografia autorizzata scritta da Walter Isaacson, questo film percorre gli step fondamentali della carriera di Jobs, con salti temporali non indifferenti che mettono a confronto - di fatto separandoli come atti di un'opera teatrale - i punti salienti delle vicende umane e lavorative che hanno trasformato l'uomo in personaggio e successivamente in mito. Se si è amanti dei biopic, forse questo lo troverete leggermente fuori dai canoni. Gli estimatori di Mac e Jobs ameranno. Gli altri potrebbero trovarlo interessante, dipende da quale sia il tasso di sopportazione di ciascuno relativamente ai dialoghi strabordanti. Su Steve Jobs, al momento, è il migliore titolo sulla piazza. Per quanto riguarda il genere biografia, c'è sicuramente di meglio.
Parola chiave: Apple II.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi