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martedì 21 dicembre 2021

Film 2071 - Falling for Figaro

Intro: Mi è capitata per caso la pubblicità su Netflix e sono rimasto incuriosito dal trailer, per cui l'ho recuperato appena ho avuto una serata libera.

Film 2071: "Falling for Figaro" (2020) di Ben Lewin
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente meno efficace di quanto mi aspettassi, anche se tutto sommato "Falling for Figaro" non è male nel suo essere così facile facile.
La storia della fund manager Millie (Danielle Macdonald) che lascia il lavoro per un anno sabbatico cui dedicarsi alla sua passione per l'opera è poco credibile sia per la storia - la donna fino a quel momentoha solo cantato sotto la doccia e si lascia tutto alle spalle nella speranza di riuscire a vincere una competizione canora lirica di lì a un anno grazie all'aiuto di una dispotica insegnante di canto che non farà altro che dirle quanto sia incompetente - che per i toni - tutti continuano a dire a Millie che il suo sogno sia più grande di lei, per non parlare del fatto che il concetto di dedizione alla propria arte e l'impegno costante fin da giovane età qui sia completamente messo da parte - eppure quesa pellicola di Ben Lewin riesce ad esercitare un certo fascino grazie a dei buoni comprimari (Joanna Lumley di "Absolutely Fabulous" e Gary Lewis visto in "Billy Elliot" in primis) e un'atmosfera tranquilla che agevola lo spiegarsi della trama con tempistiche sufficienti.
Il risultto finale non è epocale, ma fa il suo dovere.
Cast: Danielle Macdonald, Hugh Skinner, Joanna Lumley, Shazad Latif, Gary Lewis.
Box Office: $151,752
Vale o non vale: Per chi avesse apprezzato i precedenti "Marguerite" e "Florence Foster Jenkins" probabilmente apprezzerà questa pellicola. Per tutti gli altri - specialmente coloro che non dovessero apprezzare particolarmente l'opera - potrebbe essere un discorso diverso...
Premi: /
Parola chiave: Sogno.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 8 luglio 2021

Film 2028 - I Care a Lot

Intro: Per errore ho saltato la recensione di questa pellicola che, in realtà, sarebbe dovuta apparire nel blog qualche tempo fa, subito dopo "Things Heard & Seen". Recupero oggi.

Film 2028: "I Care a Lot" (2020) di J Blakeson
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non avevo mai sentito parlare di questo film, poi Rosamund Pike ha vinto il Golden Globe e ammetto mi sia scattato l'interesse. Anche perché adoro Rosamund Pike e ancora mi girano per quell'Oscar rubato per "Gone Girl"... E, diciamocelo pure, "I Care a Lot" non manca di ricordare spesso il capolavoro (almeno per me) di David Fincher sia per i toni che per la protagonista, non solo perché interpretata dalla stessa attrice.
Marla è una farabutta, chiariamolo subito. Rinchiude anziani in case di riposo, impedisce loro ogni contatto con l'esterno, vende tutte le loro proprietà e se ne intasca i proventi. Il tutto grazie alla sua posizione di tutore designato dallo stato che la incarica di prendersi cura di coloro che, in teoria, non sono più in grado di farlo da soli. La sua truffa è così ben architettata e il meccanismo da lei ideato così ben oliato, che Marla si ritrova a prendersi cura di una miriade di anziani.
Tutto bene (per lei) fino a quanto non fa rinchiudere la signora sbagliata. Apparentemente innocente vecchietta senza parenti ma dall'incredibile asset finanziario, Jennifer Peterson (Wiest) è in realtà connessa a loschi individui e si rivelerà un osso duro, anche a causa del fatto che suo figlio - di cui nessuno conosce l'esistenza - è un ex boss della mafia russa (Dinklage) che farà di tutto per liberare la madre. Inutile dire che le cose prenderanno una brutta piega. E non solo per Marla.
Ben ritmato grazie a un ottimo montaggio ed egregiamente interpretato dalla magnifica Pike - che dovrebbe essere più spesso una protagonista, a mio avviso - "I Care a Lot" è un interessante pellicola che funziona maledettamente bene, non fosse che il sentimento di disprezzo e l'odio per il personaggio di Marla generano frustrazione continua durante la visione. Il che è chiaramente un effetto voluto, ciò non toglie che la voglia di schiaffeggiarla rimanga dall'inizio alla fine.
Molto bene anche il finale, assolutamente inaspettato, che non manca di sorprendere più volte grazie a una serie di scelte narrative che sembrerebbero inizialmente andare in una direzione e, invece, finiranno per andare a parare da tutt'altra parte.
Insomma, "I Care a Lot" funziona, intrattiene e non manca di lasciare con spunti su cui riflettere.
Cast: Rosamund Pike, Peter Dinklage, Eiza González, Chris Messina, Dianne Wiest.
Box Office: $1.3 milioni
Vale o non vale: Nonostante l'anno scorso l'offerta cinematografica non sia stata esattamente straripante, per qualche strano motivo questa pellicola è rimasta un po' nell'ombra o comunque non particolarmente al centro della conversazione mediatica. La verità è che, nonostante non sia un capolavoro, "I Care a Lot" vive della magnetica interpretazione di Rosamund Pike e della potentissima protagonista di questa storia che, per quanto controversa, non manca di intrattenere con gusto. Onestamente non mi capitava da un po' di vedere una pellicola ritrovandomi man mano a chiedermi: "E adesso cosa succederà?!". Il che è sempre un buon segno.
Premi: Vincitore del Golden Globe per la Miglior attrice protagonista musical o commedia (Pike).
Parola chiave: Diamanti.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi