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venerdì 20 dicembre 2024

Film 2332 - Wicked

Intro: Sarò totalmente onesto, non avevo alcuna voglia di vedere questo film. Le ragazze però - e Niamh specialmente - volevano andare e, così, mi sono lasciato convincere.

Film 2332: "Wicked" (2024) di Jon M. Chu
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh, Debbi
In sintesi: il musical lo avevo visto a Londra anni fa, per cui ero vagamente familiare con storia e personaggi. Per capirci, sapevo che si trattasse della storia pre Mago di Oz, sapevo chi fossero la Perfida Strega dell'Ovest e la Buona Strega del Nord, conoscevo "Defying Gravity", ma non ricordavo altro. E forse è stato meglio così.
La zero voglia di vedere il film sommata alle quasi nulle aspettative e un generale disinteresse ultimamente nei confronti dei musical, parevano presagire due ore e mezza di noia totale e, invece, ammetto di aver gradito "Wicked" molto, molto più di quanto mi aspettassi. È il mio film preferito? No, ma è stato certamente una sopresa in positivo.
Se non avevo alcun dubbio che Cynthia Erivo avrebbe fatto un egregio lavoro - ricordo ancora quanto mi avesse colpito la sua performance live agli Oscar 2020 della canzone "Stand Up" del film "Harriet" per cui era candidata sia per Miglior attrice protagonista che per Miglior canzone originale - ammetto che qualche riserva su Ariana Grande ce la avessi. E wow sono rimasto impressionato.
Perché per quanto spettacolare sia Erivo, ammetto che per me la vera sorpresa e scene-stealer di questo film sia proprio Ariana Grande. Non solo canta anche lei magnificamente (e fino qui...), ma è anche perfetta per il ruolo di Glinda, che interepata con inaspettato humor. Davvero, Grande è il comic relief della storia, nonché la mia parte preferita di questo "Wicked" cinematografico.
Per il resto il film funziona bene, le canzoni intrattengono (anche se durante un paio ho sonnecchiato, lo ammetto), lo spettacolo visivo è ben realizzato, il tono del film azzeccato. Mi è sembrato che, in generale, questa prima parte del musical sia stata realizzata in maniera intelligente. Vedremo come andrà con il secondo capitolo in uscita il 21 novembre 2025.
Uniche note negative: non credo fosse necessario far cantare Michelle Yeoh che ha infiniti altri talenti, ma non quello del canto; ho trovato il personaggio di Bowen Yang inutile e interpretato un po' a suon di cliché (o per meglio dire un po' come Bowen Yang interpreta solitamente questi ruoli); in generale 160 minuti di durata sono troppi, specialmente considerato che l'inero musical di Broadway dura 2 ore e 45 minuti...
Film 2332 - Wicked
Film 2425 - Wicked: For Good
Cast: Cynthia Erivo, Ariana Grande, Jonathan Bailey, Ethan Slater, Bowen Yang, Marissa Bode, Peter Dinklage, Idina Menzel, Kristin Chenoweth, Michelle Yeoh, Jeff Goldblum.
Box Office: $534.1 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: I fan dell'originale di Broadway andranno in brodo di giuggiole: Cynthia Erivo e Ariana Grande cantano live e cantano divinamente, il film funziona, è visivamente stimolante e intrigante (anche se alcuni hanno criticato una mancanza di vivacità nei colori; io questa sensazione non ce l'ho avuta), le canzoni sono un cult. Per tutti gli altri, tenere presente che il musical dura 2 ore e mezza e che, appunto, è un musical, quindi ci sono un sacco di canzoni (non come "Moulin Rouge!", però, dove non c'è dialogo). A parte questo, get ready to hold space for "Defying Gravity"!
Premi: Ad oggi, il film è stato candidato a 4 Golden Globes nella categoria musical/commedia per Miglior film, attrice protagonista (Erivo), attrice non protagonista (Grande) e la nuova categoria istituita l'anno scorso per Cinematic and Box Office Achievement.
Parola chiave: Green.
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#HollywoodCiak
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martedì 19 dicembre 2023

Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes

Intro: Non volevo perdermi questo film al cinema e, anche se mi ci è voluto un po' per riuscire ad andarci, a qualche settimana dall'uscita sono riuscito a recuperarlo.

Film 2239: "The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" (2023) di Francis Lawrence
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: un po' mi scomvolge che, a 5 settimane dal'uscita nelle sale, questo prequel non sia ancora riuscito a sfondare i 300 milioni di dollari di incasso al botteghino mondiale. Non è necessariamente testamento della qualità del prodotto finale, ma sicuramente definisce un po' il contesto.
"The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" ha un problema a partire dal titolo, per me ancora impossibile da ricordare. Allo stesso tempo, proprio come il nome eccessivamente lungo, anche la durata della pellicola è eccessiva e, straordinariamente, allo stesso tempo insufficiente a contenere tutte le storie che la trama vuole raccontare, qui addirittura 3. E non mi riferisco a trame e sottotrame, ma proprio alla narrazione di segmenti separati della storia, per quanto collegati.
Fin dall'inizio, infatti, c'è un senso di fretta palpabile: il montaggio è sostenuto, le sequenze si succedono senza trequa, i personaggi non vengono nemmeno introdotti e, semplicemente, appaiono (penso a Volumnia Gaul/Viola Davis che nella sequenza prima non c'è, poi all'improvviso la telecamera è su di lei e il personaggio comincia a parlare). La prima parte, in particolare, soffre di questa mancanza di tempo, dell'urgenza di portare la storia al punto focale del racconto: gli Hunger Games.
A questo punto il film comincia a giocare meglio con le tempistiche e, devo ammettere, per quanto con limitazioni legate all'ambientazione della storia nel passato, il racconto si fa interessante, specialmente per l'inevitabile confronto con gli Hunger Games a cui siamo stati precedentemente abituati, molto più tecnologici e definiti in termini di spettacolarizzazione della carneficina. Qui il film funziona bene e la mano esperta di Francis Lawrence - che ha diretto 3 su 4 delle precedenti pellicole della saga tra cui la migliore fra tutte, "Catching Fire" - si fa sentire: si percepisce la tensione e la pericolosità generale della situazione.
Finiti gli Hunger Games, però, si crea un problema ulteriore, ovvero che il film sarebbe finito e, invece, continua. Per molto, molto ancora. La storia, infatti, procede oltre l'evento dei giochi e, ovviamente, non sta qui il problema. Il punto, invece, è che narrativamente e cinematograficamente parlato, a questo punto "The Ballad of Songbirds & Snakes" dovrebbe terminare lasciare spazio ad un eventuale sequel in grado di raccontare il resto della storia a dovere. Così otterremmo due benefici importanti: la prima parte del racconto potrebbe "respirare", soffermandosi con più dettaglio sui vari aspetti della storia che sono stati trascurati, mentre tutto ciò che accade dopo i giochi sarebbe raccontato a parte, costituendo un capitolo a sé e giovando di più spazio per raccontare i numerosi eventi che si susseguono.
Il problema, da quello che mi è parso di capire, è che Lionsgate - lo studio dietro il franchise - non voleva ripetere lo stesso errore fatto con "Mockingjay", diviso in 2 parti in nome del dio denaro, strategia economicamente riuscita (più col primo che col secondo) ma che ha di fatto rovinato l'ottimo lavoro fatto coi primi due titoli della saga. Così, pagando ancora lo scotto per quell'errore, ci ritroviamo con un prequel che è troppo lungo in termini di durata (2h e 27 minuti) e troppo breve per la storia che propone. Il che è un bel problema.
Poi, per carità, "The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes" è un titolo che si lascia guardare senza problemi, però alla settima canzone intonata dalla protagonista che sottrae tempo prezioso alla narrazione... io qualche domanda me la sono posta. C'era veramente bisogno di concedere così tanto spazio alle doni canore di Rachel Zegler (bravissima, su questo nulla da dire)? Lo dico perché a un certo punto mi sono chiesto se stessi guardando un musical. Il che, specialmente per un tipo di film sci-fi/d'azione come questo, non aiuta e anzi, non fa che spezzare il ritmo della narrazione.
In aggiunta, un altro paio di cose sulla portagonista. Lucy Gray Baird decisamente non è Katniss Everdeen. Per quanto Zegler non faccia un cattivo lavoro, rimane il fatto che il personaggio non è gradevole quanto l'eroia della trilogia precedente e manchi dell'approfondimento narrativo fondamentale e riservato al personaggio reso famoso da Jennifer Lawrence. Inoltre, e qui sta l'altro grande problema, Coriolanus Snow/Tom Blyth è il protagonista di questa pellicola, ma per la maggior parte della visione si ha l'impressione che lo sia Lucy. Lei va nell'arena, lei canta le canzoni, lei è il volto di questi giochi, e, da non sottovalutare, è lei la ribelle: risulta un po' strano quindi che, nel titolo dedicato a spiegare come il presidente Snow sia diventato la persona che è, di fatto si abbia la percezione che sia un altro personaggio a condurre le danze.
Ribadisco, fose stata divisa in due, questa esperienza cinematografica avrebbe avuto più tempo per presentare personaggi e situazioni, abituarci più gradualmente a questa nuova Panem del passato e, cosa più importante, avrebbe avuto più tempo per costruire il "passaggio al lato oscuro" di Snow che qui, invece, si verifica di fatto solo nel capitolo finale e con una frettolosità che va a intaccare anche (o forse soprattutto) il finale. Poi, per carità, il film non è male ed è sicuramente meglio del primo e inutile "Mockingjay", però continuo a pensare che se The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes fosse stato diviso in due parti ne avremmo tutti beneficiato.
Film 412 - Hunger Games
Film 461 - Hunger Games
Film 541 - Hunger Games
Film 1551 - The Hunger Games
Film 2348 - The Hunger Games
Film 634 e 635 - Hunger Games: la ragazza di fuoco
Film 699 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 1171 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 1552 - The Hunger Games: Catching Fire
Film 2078 - Hunger Games: La ragazza di fuoco
Film 836 - Hunger Games: il canto della rivolta - Parte I
Film 1176 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 1
Film 1056 - Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2
Film 1460 - The Hunger Games: Mockingjay - Part 2
Film 2239 - The Hunger Games: The Ballad of Songbirds & Snakes
Cast: Tom Blyth, Rachel Zegler, Peter Dinklage, Jason Schwartzman, Hunter Schafer, Josh Andrés Rivera, Fionnula Flanagan, Viola Davis.
Box Office: $291.6 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Sicuramente gli appassionati della saga originale apprezzeranno il ritorno in grande stile a Panem e la possibilità di ritrovare alcune delle atmosfere che hanno reso così peculiare e distinguibile il franchise. Poi va detto che le quasi 2 ore e mezza di durata, la divisione per capitoli e l'innecessaria dose di canzoni potrebbero spaventare qualcuno, però il risultato finale è comunque d'intrattenimento e, considerato come sia stato mal gestito "Mockingjay", siamo di fronte a un indubbio miglioramento.
Premi: /
Parola chiave: Plinth Prize.
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giovedì 8 luglio 2021

Film 2028 - I Care a Lot

Intro: Per errore ho saltato la recensione di questa pellicola che, in realtà, sarebbe dovuta apparire nel blog qualche tempo fa, subito dopo "Things Heard & Seen". Recupero oggi.

Film 2028: "I Care a Lot" (2020) di J Blakeson
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non avevo mai sentito parlare di questo film, poi Rosamund Pike ha vinto il Golden Globe e ammetto mi sia scattato l'interesse. Anche perché adoro Rosamund Pike e ancora mi girano per quell'Oscar rubato per "Gone Girl"... E, diciamocelo pure, "I Care a Lot" non manca di ricordare spesso il capolavoro (almeno per me) di David Fincher sia per i toni che per la protagonista, non solo perché interpretata dalla stessa attrice.
Marla è una farabutta, chiariamolo subito. Rinchiude anziani in case di riposo, impedisce loro ogni contatto con l'esterno, vende tutte le loro proprietà e se ne intasca i proventi. Il tutto grazie alla sua posizione di tutore designato dallo stato che la incarica di prendersi cura di coloro che, in teoria, non sono più in grado di farlo da soli. La sua truffa è così ben architettata e il meccanismo da lei ideato così ben oliato, che Marla si ritrova a prendersi cura di una miriade di anziani.
Tutto bene (per lei) fino a quanto non fa rinchiudere la signora sbagliata. Apparentemente innocente vecchietta senza parenti ma dall'incredibile asset finanziario, Jennifer Peterson (Wiest) è in realtà connessa a loschi individui e si rivelerà un osso duro, anche a causa del fatto che suo figlio - di cui nessuno conosce l'esistenza - è un ex boss della mafia russa (Dinklage) che farà di tutto per liberare la madre. Inutile dire che le cose prenderanno una brutta piega. E non solo per Marla.
Ben ritmato grazie a un ottimo montaggio ed egregiamente interpretato dalla magnifica Pike - che dovrebbe essere più spesso una protagonista, a mio avviso - "I Care a Lot" è un interessante pellicola che funziona maledettamente bene, non fosse che il sentimento di disprezzo e l'odio per il personaggio di Marla generano frustrazione continua durante la visione. Il che è chiaramente un effetto voluto, ciò non toglie che la voglia di schiaffeggiarla rimanga dall'inizio alla fine.
Molto bene anche il finale, assolutamente inaspettato, che non manca di sorprendere più volte grazie a una serie di scelte narrative che sembrerebbero inizialmente andare in una direzione e, invece, finiranno per andare a parare da tutt'altra parte.
Insomma, "I Care a Lot" funziona, intrattiene e non manca di lasciare con spunti su cui riflettere.
Cast: Rosamund Pike, Peter Dinklage, Eiza González, Chris Messina, Dianne Wiest.
Box Office: $1.3 milioni
Vale o non vale: Nonostante l'anno scorso l'offerta cinematografica non sia stata esattamente straripante, per qualche strano motivo questa pellicola è rimasta un po' nell'ombra o comunque non particolarmente al centro della conversazione mediatica. La verità è che, nonostante non sia un capolavoro, "I Care a Lot" vive della magnetica interpretazione di Rosamund Pike e della potentissima protagonista di questa storia che, per quanto controversa, non manca di intrattenere con gusto. Onestamente non mi capitava da un po' di vedere una pellicola ritrovandomi man mano a chiedermi: "E adesso cosa succederà?!". Il che è sempre un buon segno.
Premi: Vincitore del Golden Globe per la Miglior attrice protagonista musical o commedia (Pike).
Parola chiave: Diamanti.

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martedì 11 maggio 2021

Film 1993 - The Croods: A New Age

Intro: Ricordo che il primo film mi fosse piaciuto, pur non avendomi fatto impazzire. Però ho accolto con piacere la notizia del sequel perché, di questi tempi, ogni nuova uscita è una piccola conquista.
Film 1993: "The Croods: A New Age" (2020) di Joel Crawford
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: coloratissimo, veloce e simpatico come il primo film, "The Croods: A New Age" è un perfetto diversivo da quarantena che non richiede particolare impegno cerebrale e funziona per tutta la famiglia. Non c'è veramente molto altro da dire.
Ps. In questa pellicola uno degli ultimi ruoli di Cloris Leachman - magnifica Frau Blücher di "Frankenstein Junior" e premio Oscar per "The Last Picture Show" di Peter Bogdanovich - scomparsa il 27 gennaio di quest'anno.
Film 653 - I Croods
Film 1993 - The Croods: A New Age
Cast: Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Clark Duke, Cloris Leachman, Peter Dinklage, Leslie Mann, Kelly Marie Tran.
Box Office: $164.9 milioni
Vale o non vale: Picavole e divertente, perfetto per un diversivo di disimpegno adatto a tutte le età. C'è molto de "L'era glaciale" nell'estetica di questo franchise.
Premi: Candidato al Golden Globe per Il Miglior film d'animazione.
Parola chiave: Bananas.

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mercoledì 6 febbraio 2019

Film 1527 - Three Billboards Outside Ebbing, Missouri

Intro: Una pellicola che non vedevo l'ora di recuperare, speranzoso che le premesse (e promesse) sarebbero riuscite ad eguagliare le mie altissime aspettative.
Film 1527: "Three Billboards Outside Ebbing, Missouri" (2017) di Martin McDonagh
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: per quanto mi riguarda, il miglior film della stagione 2017. Brillante, geniale, toccante, recitato divinamente. Semplicemente un capolavoro; Frances McDormand è meravigliosa, sensazionale. Non fosse che il film è stupendo di per sé, basterebbe lei per rendere questo titolo assolutamente da guardare. E riguardare. Perché quando una sa fare bene il suo mestiere, si vede; grandissimo cast di comprimari. Il film vive sulle spalle di un fortissimo personaggio, Mildred (McDormand), e al contempo su quelle di chi le gravita attorno. Meritatissimo l'Oscar a Rockwell, che riesce finalmente ad ottenere la visibilità che gli spetta. E quest'anno ha fatto il bis...; ho trovato la trama non solo avvincente, ma tagliente, intelligente e ben scritta. Ci sono tutti gli ingredienti che rendono un'opera cinematografica perfetta e il risultato è magnifico. A differenza di una stagione cinematografica 2018 dove la vera qualità è stata assente, l'anno precedente è stato davvero un momento d'oro per quanto riguarda l'industria hollywoodiana. Immagino non si possa vincere tutti gli altri, per cui meglio godersi la magia, quando si verifica.
Cast: Frances McDormand, Woody Harrelson, Sam Rockwell, Abbie Cornish, John Hawkes, Peter Dinklage, Lucas Hedges, Caleb Landry Jones, Zeljko Ivanek.
Box Office: $159.2 milioni
Vale o non vale: Grande capolavoro di umanità e intelligenza, un film al contempo sensibile e graffiante, sfrontato e politicamente scorrettissimo. "Three Billboards Outside Ebbing, Missouri" è stato il mio film del 2017, da vedere e rivedere.
Premi: Candidato a 7 premi Oscar, tra cui Miglior film, ne ha vinti 2: Miglior attrice protagonista (McDormand) e Miglior attore non protagonista (Rockwell); 4 Golden Globes vinti (tra cui Miglior film drammatico) e 5 BAFTA vinti (tra cui Miglior film e Miglior film britannico).
Parola chiave: Lettere.

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martedì 30 agosto 2016

Film 1202 - The Boss

Più che altro voleva vederlo Poe, ma a una commedia non dico comunque mai di no.

Film 1202: "The Boss" (2016) di Ben Falcone
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Dopo l'orrido "Tammy", ripieno di volgarità ed estremamente chiassoso, Melissa McCarthy e il marito Ben Falcone si ritrovano per sfornare un altro successo commerciale, pur più contenuto (il film ha esordito primo al box-office americano).
Questa volta tramutatasi in Orietta Berti, la McCarthy impersona l'imprenditrice e guru Michelle Darnell che, accusata di insider trading e incarcerata, uscita si troverà senza amici e costretta a ricominciare da 0, partendo addirittura dal divano dell'ex dipendente Claire (Kristen Bell).
Pur rimanendo una grande boiata, devo ammettere che alla fine "The Boss" non è così male come mi sarei aspettato. Certo, la chiave di tutto sta nel prenderlo esattamente per quello che è e non aspettarsi nulla di più se non la solita commedia americana volgarotta, molto fisica e che punta tutto sempre sulle solite cose. Non c'è nulla di nuovo in questa pellicola se non l'acconciatura alla "finché la barca va" della protagonista, per il resto tutto procede esattamente come deve andare. Il che non è necessariamente un male, se è ciò che di cui si aveva bisogno.
Cast: Melissa McCarthy, Kristen Bell, Kathy Bates, Tyler Labine, Peter Dinklage, Kristen Schaal, Annie Mumolo, Margo Martindale, T-Pain, Ben Falcone.
Box Office: $78.6 milioni
Consigli: Sciocchino, volgare, comico. Alla fine è anche divertente, se non si hanno troppe pretese.
Parola chiave: Biscotti.

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martedì 2 agosto 2016

Film 1181 - The Angry Birds Movie

Lo streaming lo proponeva in inglese e la tentazione è stata troppo forte!

Film 1181: "The Angry Birds Movie" (2016) di Clay Kaytis, Fergal Reilly
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Oggi se ne vedono di tutti i colori per cui nessuno si stupisce di un film tratto da un applicazione ludica pensata per il cellulare. Una pellicola intera, insomma, che deriva da un unico giochino che, a quanto mi è dato capire, non ha esattamente uno scopo che vada oltre il colpire le "cose" (?) con gli uccelli e ciò nonostante è riuscito ad imporsi quale "the largest mobile app success the world has seen so far". Che si passasse allo spin-off cinematografico, insomma, era solo questione di tempo.
Questo film d'animazione non è poi così male come può sembrare durante il primo tempo. Di fatto la prima parte fatica ad ingranare ed andare oltre la rabbia perenne del rosso protagonista, per cui alla lunga si fatica non solo ad appassionarsi, ma anche a capire quale sia di fatto lo scopo di tutta l'operazione. La cosa migliora quando i maialini verdi finalmente fanno irruzione sull'isola di pennuti sempre sorridenti e sciocchini, il che porta finalmente scompiglio e un po' d'azione dopo un troppo lungo momento di stallo. Va detto che il secondo tempo riscatta la storia a sufficienza e rende il risultato finale meno negativo di quanto non potesse sembrare in partenza. Di fatto, ad essere onesti, "Angry Birds" non è malaccio - pur non essendo un capolavoro - e riesce comunque a regalare più di una risata. Rimane un prodotto fondamentalmente legato alle gag estemporanee (sicuramente divertenti), meno efficace nel costruire una storia con qualcosa di concreto da raccontare che vada oltre la costante rabbia del protagonista, la ricerca di uova dei maialini e la ricollocazione dell'eroe nella dimensione della realtà dopo la "caduta" dal piedistallo.
Insomma, davvero niente di nuovo o innovativo anche se in grado di divertire a sufficienza.
Cast: Jason Sudeikis, Josh Gad, Danny McBride, Maya Rudolph, Kate McKinnon, Sean Penn, Tony Hale, Keegan-Michael Key, Bill Hader, Peter Dinklage, Blake Shelton, Charli XCX, Tituss Burgess.
Box Office: $345.5 milioni
Consigli: Inizialmente non sembra centrare l'obiettivo, poi si riprende e regala poco più di un'ora e mezza di simpatico e velocissimo disimpegno. Forse non proprio per tutta la famiglia, "Angry Birds" è uno dei non moltissimi esempi di pellicole tratte da un videogioco che riesce a sfondare anche al cinema (nonostante una trama pressoché inesistente) pur necessitando, in caso di un eventuale sequel, di un aggiustamento dal punto di vista della trama che andrebbe ampiamente rimpolpata. In ogni caso direi così così: alla fine è simpatico, ma non aggiunge niente a quanto già visto finora.
Parola chiave: Mighty Eagle.

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domenica 12 giugno 2016

Film 1155 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva

Ci era rimasto solo questo per concludere la saga...

Film 1155: "L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva" (2012) di Steve Martino, Mike Thurmeier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: E così ce l'abbiamo fatta, anche l'"Era glaciale" lo possiamo archiviare nell'attesa del prossimo quinto capitolo in arrivo in Italia a fine agosto, "L'era glaciale - In rotta di collisione". Inutile dire quanto anche questo episodio 4 sia simpatico e in linea con i precedenti titoli, francamente tutti sufficientemente spassosi e di genuino intrattenimento. La combriccola eterogenea di amici giurassici è divertente come sempre e Sid non manca di rubare spesso la scena agli altri personaggi, quando Scrat non è in giro. Proprio a quest'ultimo dobbiamo il titolo di quest'avventura, di cui la deriva dei continenti è l'incipi narrativo che darà il via a tutta una serie di avventure e disavventure tanto folli da chiamare in causa perfino una ciurma di pirati, nei cui ranghi non mancherà di fare la sua comparsa una nuova dolce metà.
Insomma, solita impostazione tipica di questo franchise che, nonostante la lunga corsa, sembra non perdere smalto o spettatori. Il motivo probabilmente è che si tratta di un'operazione in grado di non tradire il titolo originale da cui deriva, pur riuscendo di volta in volta a reinventare ed ampliare il micromondo di personaggi che hanno reso "Ice Age" tanto popolare. In definitiva, dunque, piacevolmente riuscito.
Ps. nella versione italiana, questo è il primo film in cui Filippo Timi rimpiazza Leo Gullotta nel ruolo di Manfred.
Film 1098 - L'era glaciale
Film 1140 - L'era glaciale 2 - Il disgelo
Film 1141 - L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri
Film 462 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Cast: Ray Romano, John Leguizamo, Denis Leary, Seann William Scott, Josh Peck, Peter Dinklage, Wanda Sykes, Nicki Minaj, Drake, Jennifer Lopez, Queen Latifah, Josh Gad, Keke Palmer, Nick Frost, Aziz Ansari, Alan Tudyk, Rebel Wilson, Heather Morris, Chris Wedge, Patrick Stewart; Filippo Timi, Claudio Bisio, Pino Insegno, Roberta Lanfranchi, Lee Ryan, Francesco Pannofino.
Box Office: $877.2 milioni
Consigli: Simpatico e divertente titolo per tutta la famiglia, questo "Ice Age" 4 può tranquillamente essere visto anche senza aver recuperato i precedenti 3 titoli, pur risultato più efficace collocato all'interno del suo naturale percorso narrativo. In ogni caso il gruppo di animali è spassoso, pazzo, tenero e in grado di generare non poche sorprese. Una su tutte la nonna di Sid, riuscitissima spalla.
Parola chiave: Amorina.

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mercoledì 2 marzo 2016

Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato

Sempre a casa senza internet, sempre un dvd dal mio maxi-ordine.
Film 1092: "X-Men - Giorni di un futuro passato" (1990) di Chris Columbus
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Temporalmente intricato, pieno zeppo di personaggi, camei a non finire, operazione nostalgia e il ritorno in regia di Bryan Singer che aveva lasciato dopo "X2". Questi gli aspetti principali del ritorno in grande stile degli X-Men, per l'occasione più efficaci che mai.
Sarà che lo svecchiamento del brand ha funzionato, sarà che come li metti metti, il risultato è sempre ottimo, di fatto questi nuovi episodi cinematografici dei mutanti sono davvero un piacere da vedere. E rivedere.
Hugh Jackman è filo conduttore di tutta la saga (pur non comparendo nel prossimo "X-Men: Apocalisse") ed è di fatto vero protagonista, unico in grado di viaggiare indietro nel tempo, con l'aiuto di Kitty (Ellen Page), e tentare di riscrivere il passato per evitare un futuro disastroso - il punto di rottura è un'uccisione ad opera Mystica (Jennifer Lawrence) che non deve verificarsi -.
In mezzo ci sono intrighi, sottotrame, avventure, effetti speciali e una storia che lascia soddisfatti (una volta capita la premessa del viaggio nel tempo). Insomma, un ottimo 7 capitolo del franchise.
Ps. Candidato agli Oscar dell'anno scorso per i Migliori effetti speciali.
Film 622 - X-Men - Conflitto finale
Film 276 - X-Men: L' inizio
Film 582 - X-Men - L'inizio
Film 728 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1092 - X-Men - Giorni di un futuro passato
Film 1166 - X-Men: Apocalisse
Film 1778 - Dark Phoenix
Film 275 - X-Men le origini - Wolverine
Film 583 - Wolverine - L'immortale
Film 1489 - Logan
Film 1100 - Deadpool
Film 1535 - Deadpool
Film 1644 - Deadpool 2
Film 1925 - The New Mutants
Cast: Hugh Jackman, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Halle Berry, Nicholas Hoult, Anna Paquin, Ellen Page, Peter Dinklage, Shawn Ashmore, Omar Sy, Ian McKellen, Patrick Stewart, Evan Peters, Josh Helman, Daniel Cudmore, Fan Bingbing, Adan Canto.
Box Office: $747.9 milioni
Consigli: Con il prossimo "X-Men: Apocalypse" in arrivo in Italia il 19 maggio potrebbe aver senso recuperare questa pellicola che, di fatto, la precede. Inoltre la saga degli X-Men è sempre piacevole e divertente da rivedere. Blockbuster dopo blockbuster la produzione è riuscita a migliorare e migliorarsi fino a questo capitolo, certamente uno dei migliori sui mutanti realizzati fino ad ora. Per chi apprezza è un titolo imperdibile. Per gli altri può essere una buona scelta di svago, piacevole e molto dinamica.
Parola chiave: Robert F. Kennedy Memorial Stadium.

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lunedì 24 agosto 2015

Film 977 - Pixels

A Rimini per goderci un meritato weekend di mare, ci siamo invece beccati la pioggia. Non ci siamo buttati giù, semplicemente durante la tempesta ci siamo rifugiati al cinema!

Film 977: "Pixels" (2015) di Chris Columbus
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Lu
Pensieri: E' stato bistrattato da tutti, dipinto come uno dei più mal riusciti blockbuster estivi di sempre, eppure io non l'ho detestato, anzi. Ed è strano dirlo per me, visto che non sopporto né Adam Sandler né Kevin James...
Francamente, nell'ottica del puro intrattenimento, "Pixels" non ha nulla da invidiare ai suoi altri predecessori, munito com'è di una trama tutta azione, effetti speciali a gogo, un cast delle grandi occasioni a cui si aggiungono numerose guest stars (una su tutte Toru Iwatani, creatore di Pac-Man) e, neanche a dirlo, un folgorante effetto nostalgia per gli anni '80 in generale e i videogiochi e le sale giochi in particolare. Pac-Man, Space Invaders, Donkey Kong, Centipede, Galaga e Arkanoid rivivono grazie a questa pellicola che li riporta in vita con l'escamotage alieno (che va bene un po' per tutte le occasioni): la capsula del tempo inviata dalla NASA nel 1982 e contenente immagini e filmati della cultura terrestre viene di fatto intercettata dagli alieni, che però male interpretano il significato dei vari videogiochi contenuti nella capsula, che vengono considerati quali dichiarazione di guerra. Per rispondere, quindi, gli extraterrestri 'sfidano' i terrestri attraverso gli arcade e le loro regole, rendendo necessario l'intervento non tanto delle forze armate, quanto di professionisti del videogioco vintage. Non tarderà a formarsi la squadra, incaricata di battere i giochi alieni e, di conseguenza, salvare il mondo.
Si capisce già che non stiamo parlando di alcunché di filosofico, eppure direi che non si discosta per nulla dal disimpegno estivo di rito e a vederlo non si rimane delusi se ciò che si cercava era, appunto, distrazione. Non dico che l'ho trovato fantastico, ma certamente non così pessimo come lo hanno descritto. Si vede tranquillamente e ci si fa anche qualche risata.
Ps. Il cast: Adam Sandler, Kevin James, Michelle Monaghan, Peter Dinklage, Josh Gad, Brian Cox, Sean Bean, Jane Krakowski, Dan Aykroyd, Lainie Kazan, Ashley Benson, Affion Crockett, Matt Lintz, Toru Iwatani, John Oates, Serena Williams e Martha Stewart.
Box Office: $173.9 milioni
Consigli: Diversamente da "Babadook" che aveva ottenuto così tante recensioni positive, questo "Pixels" ne ha ottenute altrettante negative, ma al contrario del primo film mi è piaciuto. Chiaramente nei termini di una pellicola facile facile che intrattiene i suoi spettatori grazie a effetti speciali a manetta e battute per ridere in maniera istantanea. E' il titolo perfetto per rilassarsi davanti a una storia semplice, colorata e con qualche tocco nostalgico targato anni '80. Per gradire!
Parola chiave: Occhiali.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 luglio 2015

Emmy Awards 2015: nominations e vincitori

L'estate è sempre la stagione della tv: ecco quindi, immancabili, le nomination agli Emmy Awards 2015, giunte alla loro 67esima edizione. Ad annunciare parte delle candidature di quest'anno sono stati la vincitrice 2014 Uzo Aduba insieme a Cat Deeley (entrambe candidate quest'anno) e Bruce Rosenblum, presidente dell'Academy of Television Arts & Sciences. I 3 assieme hanno effettuato una lettura un po' caotica e insolitamente spontanea rispetto a questo tipo di eventi, il che ha reso tutto meno opprimente e ufficiale del solito, nonché Rosenblum leggermente isterico. Ma va bene così, ecco (forse) il bello della diretta. Decisamente meno belle le candidature, parziali fotocopie di ciò che avevamo già visto l'anno scorso. "Game of Thrones" ha sempre il primato del maggior numero di presenza in cinquina, ma a parte questo sappiamo già tutti che non vincerà una mazza. Per la prima volta, però, gli Emmy hanno avuto il coraggio (!) di candidare ben 3 attori della serie in un unico anno (Emilia Clarke, Peter Dinklage, Lena Headey) fregandosene bellamente del fatto che Jon Snow (Kit Harington) ci abbia momentaneamente lasciato... Ancora peggio, a mio avviso, la rinnovata presenza di "Mad Men" praticamente in ogni categoria: ok, abbiamo capito che vi piace, però anche basta. Ci sono state nuove serie ben più interessanti che la 7a stagione di questo telefilm. Io dico STOP. Come dico basta altrettanto energicamente a "Veep" e "Girls", entrambi HBO: il primo non fa ridere e Julia Louis-Dreyfus ha vinto come Miglior attrice comica per 3 anni di fila dal 2012 al 2014... Penso sia ora di finirla e lasciare spazio anche agli altri (nella fattispecie doveva essere Ellie Kemper di "Unbreakable Kimmy Schmidt" o Gina Rodriguez per "Jane the Virgin", entrambe snobbate per i loro telefilm, anche se quest'anno mi accontenterei di vedere FINALMENTE trionfare Amy Poehler per "Parks and Recreation" alla sua ultima stagione); il secondo ha frantumato... le scatole.
Imbarazzante mancanza quella di Julianna Margulies - vincitrice l'anno scorso! - e del suo magnifico telefilm "The Good Wife" nuovamente scartato dalla rosa delle migliori serie drammatiche: scandalo. E, a proposito di scandali, manca anche Kerry Washington dopo due nomination consecutive, ma non solo: tutte le attrici (tranne la Aduba) di "Orange is the New Black" che dopo l'exploit dell'anno scorso è stato ampiamente ridimensionato - per non parlare del fatto che lo hanno spostato dalle serie comedy alla categoria drama (e qui bisognerebbe aprire centomila parentesi e lanciare qualche anatema contro i cretini che incasellano le serie) -, in toto "True Detective" attualmente in onda e "Master of Sex" che si deve accontentare di Allison Janney come Guest Actress in a Drama (dove però l'anno scorso ha vinto).
Poi, finalmente, ci eravamo liberati di "Breaking Bad" e tutta la scia di premi che si portava a casa ed eccoci, a un anno di distanza, con il suo spin-off già tra i candidati di quest'anno (Miglior serie drammatica, Miglior attore, Miglior attore non protagonista e Miglior sceneggiatura): francamente mi auguro che non comincino a dargli un premio dopo l'altro, altrimenti non se ne esce. Come, spero, la smettano di premiare solo Jessica Lange per "American Horror Story" che di Emmy ne ha già 3 (di cui due solo per "AHS")... Sarebbe ora, invece, di riconoscere qualche merito a Sarah Paulson.
Per finire - ma ci sarebbe ancora molto, molto da dire - qualche ultima considerazione veloce: Christine Baranski avrebbe dovuto vincere un Emmy per "The Good Wife" da almeno 5 anni (ma credo quest'anno sarà battuta da Joanne Froggatt per "Downton Abbey" che ha già vinto il Golden Globe a gennaio); Jane Krakowski non ha mai vinto per "30 Rock", ma si meriterebbe il suo premio finalmente per "Unbreakable Kimmy Schmidt" come si merita assolutamente di vincere Tituss Burgess per lo stesso geniale telefilm; Outstanding Lead Actress in a Miniseries or Movie quest'anno è una delle categorie più difficili; Amy Poehler vinci vinci vinci! (lo ribadisco, magari porta fortuna); "House of Cards" ha avuto stagioni migliori, ma sarebbe davvero ora che riconoscessero seriamente il valore di questa serie, partendo dall'Emmy a Robin Wright; dopo tutta la polemica sul razzismo per la mancata nomination all'Oscar per "Selma", sarà mica che daranno l'Emmy a David Oyelowo tipo premio di consolazione...?; William H. Macy e Felicity Huffman sono sposati... ed entrambi candidati quest'anno!; Jeffrey Tambor dovrebbe essere vincitore annunciato; troppo poco una sola nomination per "The Knick", una delle serie tv più interessanti dell'anno (come, a quanto pare, "Empire", rimasto a secco di candidature e, a detta di molti, vera sorpresa della stagione... Dovrò recuperarlo!).
Insomma, gli Emmy 2015 per quanto mi riguarda non sono partiti con il piede giusto. Solite candidature per i soliti, pochissime new entry e molto da migliorare (si spera durante la premiazione). La cerimonia sarà presentata da Andy Samberg e si terrà il 20 settembre.

2015 Emmy Award Nominees

Outstanding Drama Series
"Better Call Saul" (AMC)
"Downton Abbey" (PBS)
"Game Of Thrones" (HBO)
"Homeland" (Showtime)
"House Of Cards" (Netflix)
"Mad Men" (AMC)
"Orange Is The New Black" (Netflix)

Outstanding Comedy Series
"Louie" (FX)
"Modern Family" (ABC)
"Parks And Recreation" (NBC)
"Silicon Valley" (HBO)
"Transparent" (Amazon)
"Unbreakable Kimmy Schmidt" (Netflix)
"Veep" (HBO)

Outstanding Lead Actor in a Drama Series
Kyle Chandler, "Bloodline"
Jeff Daniels, "The Newsroom"
Jon Hamm, "Mad Men"
Bob Odenkirk, "Better Call Saul"
Liev Schreiber, "Ray Donovan"
Kevin Spacey, "House of Cards"

Outstanding Lead Actress in a Drama Series
Claire Danes, "Homeland"
Viola Davis, "How to Get Away With Murder"
Taraji P. Henson, "Empire"
Tatiana Maslany, "Orphan Black"
Elisabeth Moss, "Mad Men"
Robin Wright, "House of Cards"

Outstanding Lead Actor in a Comedy Series
Anthony Anderson, "Black-ish"
Louis C.K., "Louie"
Don Cheadle, "House of Lies"
Will Forte, "Last Man on Earth"
Matt LeBlanc, "Episodes"
William H. Macy, "Shameless"
Jeffrey Tambor, "Transparent"

Outstanding Lead Actress in a Comedy Series
Edie Falco, "Nurse Jackie"
Lisa Kudrow, "The Comeback"
Julia Louis-Dreyfus, "Veep"
Amy Poehler, "Parks and Recreation"
Amy Schumer, "Inside Amy Schumer"
Lily Tomlin, "Grace and Frankie"

Outstanding Supporting Actor in a Drama Series
Jonathan Banks, "Better Call Saul"
Ben Mendelsohn, "Bloodline"
Jim Carter, "Downton Abbey"
Peter Dinklage, "Game of Thrones"
Michael Kelly, "House of Cards"
Alan Cumming, "The Good Wife"

Outstanding Supporting Actress in a Drama Series
Joanne Froggatt, "Downton Abbey"
Lena Headey, "Game of Thrones"
Emilia Clarke, "Game of Thrones"
Christina Hendricks, "Mad Men"
Uzo Aduba, "Orange Is the New Black"
Christine Baranski, "The Good Wife"

Outstanding Supporting Actress in a Comedy Series
Niecy Nash, "Getting On"
Julie Bowen, "Modern Family"
Allison Janney, "Mom"
Kate McKinnon, "Saturday Night Live"
Mayim Bialik, "The Big Bang Theory"
Gaby Hoffmann, "Transparent"
Jane Krakowski, "Unbreakable Kimmy Schmidt"
Anna Chlumsky, "Veep"

Outstanding Supporting Actor in a Comedy Series
Andre Braugher, "Brooklyn Nine-Nine"
Adam Driver, "Girls"
Keegan-Michael Key, "Key & Peele"
Ty Burrell, "Modern Family"
Tituss Burgess, "Unbreakable Kimmy Schmidt"
Tony Hale, "Veep"

Outstanding Miniseries
"American Crime" (ABC)
"American Horror Story: Freak Show" (FX)
"The Honorable Woman" (Sundance)
"Olive Kitteridge" (HBO)
"Wolf Hall" (PBS)

Outstanding Television Movie
"Agatha Christie's Poirot: Curtain, Poirot's Last Case" (Acorn TV)
"Bessie" (HBO)
"Grace Of Monaco" (Lifetime)
"Hello Ladies: The Movie" (HBO)
"Killing Jesus" (National Geographic)
"Nightingale" (HBO)

Outstanding Lead Actor in a Miniseries or a Movie
Timothy Hutton, "American Crime"
Ricky Gervais, "Derek Special"
Adrien Brody, "Houdini"
David Oyelowo, "Nightingale"
Richard Jenkins, "Olive Kitteridge"
Mark Rylance, "Wolf Hall"

Outstanding Lead Actress in a Miniseries or a Movie
Felicity Huffman, "American Crime"
Jessica Lange, "American Horror Story: Freak Show"
Queen Latifah, "Bessie"
Maggie Gyllenhaal, "The Honorable Woman"
Frances McDormand, "Olive Kitteridge"
Emma Thompson, "Sweeney Todd"

Outstanding Supporting Actor in a Miniseries or a Movie
Richard Cabral, "American Crime"
Denis O'Hare, "American Horror Story: Freak Show"
Finn Wittrock, "American Horror Story: Freak Show"
Michael Kenneth Williams, "Bessie"
Bill Murray, "Olive Kitteridge"
Damian Lewis, "Wolf Hall"

Outstanding Supporting Actress in a Miniseries or a Movie
Regina King, "American Crime"
Sarah Paulson, "American Horror Story: Freak Show"
Angela Bassett, "American Horror Story: Freak Show"
Kathy Bates, "American Horror Story: Freak Show"
Mo'Nique, "Bessie"
Zoe Kazan, "Olive Kitteridge"

Outstanding Variety Talk Series
"The Colbert Report" (Comedy Central)
"The Daily Show" (Comedy Central)
"Jimmy Kimmel Live" (ABC)
"Last Week Tonight" (HBO)
"Late Show With David Letterman" (CBS)
"The Tonight Show Starring Jimmy Fallon" (NBC)

Outstanding Variety Sketch Series
"Drunk History" (Comedy Central)
"Inside Amy Schumer" (Comedy Central)
"Key & Peele" (Comedy Central)
"Portlandia" (IFC)
"Saturday Night Live" (NBC)

Outstanding Reality-Competition Program
"The Amazing Race" (CBS)
"Dancing with the Stars" (ABC)
"Project Runway" (Lifetime)
"So You Think You Can Dance" (FOX)
"Top Chef" (Bravo)
"The Voice" (NBC)

Outstanding Structured Reality Program
"Antiques Roadshow" (PBS)
"Diners, Drive-Ins and Dives" (Food)
"MythBusters" (Discovery)
"Property Brothers" (HGTV)
"Shark Tank" (ABC)
"Undercover Boss" (CBS)

Outstanding Unstructured Reality Program
"Alaska: The Last Frontier" (Discovery)
"Deadliest Catch" (Discovery)
"Intervention" (A&E)
"Million Dollar Listing New York" (Bravo)
"Naked and Afraid" (Discovery Channel)
"Wahlburgers" (A&E)

Outstanding Host For A Reality Or Reality-Competition Program
Tom Bergeron, "Dancing With The Stars"
Jane Lynch, "Hollywood Game Night"
Heidi Klum & Tim Gunn, "Project Runway"
Cat Deeley, "So You Think You Can Dance"
Anthony Bourdain, "The Taste"

Outstanding Variety Special
"Bill Maher: Live From D.C." (HBO)
"The Kennedy Center Honors" (CBS)
"Louis C.K.: Live At The Comedy Store" (LouisCK.net)
"Mel Brooks Live At The Geffen" (HBO)
"The Saturday Night Live 40th Anniversary Special" (NBC)
"Tony Bennett & Lady Gaga: Cheek To Cheek LIVE!" (PBS)

Outstanding Guest Actor in a Drama Series
Alan Alda, "The Blacklist"
Michael J. Fox, "The Good Wife"
F. Murray Abraham, "Homeland"
Reg E. Cathey, "House of Cards"
Beau Bridges, "Masters Of Sex"
Pablo Schreiber, "Orange Is The New Black"

Outstanding Guest Actress in a Drama Series
Margo Martindale, "The Americans"
Diana Rigg, "Game of Thrones"
Rachel Brosnahan, "House Of Cards"
Cicely Tyson, "How To Get Away With Murder"
Allison Janney, "Masters Of Sex"
Khandi Alexander, "Scandal"

Outstanding Guest Actor in a Comedy Series
Mel Brooks, "The Comedians"
Paul Giamatti, "Inside Amy Schumer"
Bill Hader, "Saturday Night Live"
Louis C.K., "Saturday Night Live"
Bradley Whitford, "Transparent"
Jon Hamm, "Unbreakable Kimmy Schmidt"

Outstanding Guest Actress in a Comedy Series
Christine Baranski, "The Big Bang Theory"
Gaby Hoffmann, "Girls"
Pamela Adlon, "Louie"
Elizabeth Banks, "Modern Family"
Joan Cusack, "Shameless"
Tina Fey, "Unbreakable Kimmy Schmidt"

Outstanding Writing for a Drama Series
"The Americans" -- "Do Mail Robots Dream Of Electric Sheep?" (Joshua Brand)
"Better Call Saul" -- "Five-O" (Gordon Smith)
"Game Of Thrones" -- "Mother's Mercy" (David Benioff and D.B. Weiss)
"Mad Men" -- "Lost Horizon" (Semi Chellas and Matthew Weiner)
"Mad Men" -- "Person To Person" (Matthew Weiner)

Outstanding Writing for a Comedy Series
"Episodes" -- "Episode 409" (David Crane and Jeffrey Klarik)
"The Last Man On Earth" -- "Alive In Tucson (Pilot)" (Will Forte)
"Louie" -- "Bobby's House" (Louis C.K.)
"Silicon Valley" -- "Two Days Of The Condor" (Alec Berg)
"Transparent" -- "Pilot" (Jill Soloway)
"Veep" -- "Election Night" (Simon Blackwell, Armando Iannucci and Tony Roche)

Outstanding Directing for a Drama Series
"Boardwalk Empire" -- "Eldorado" (Tim Van Patten)
"Game Of Thrones" -- "Mother's Mercy" (David Nutter)
"Game Of Thrones" -- "Unbowed, Unbent, Unbroken" (Jeremy Podeswa)
"Homeland" -- "From A To B And Back Again" (Lesli Linka Glatter)
"The Knick" -- "Method And Madness" (Steven Soderbergh)

Outstanding Directing for a Comedy Series
"The Last Man On Earth" -- "Alive In Tucson (Pilot)" (Phil Lord and Christopher Miller)
"Louie" -- "Sleepover" (Louis C.K.)
"Silicon Valley" -- "Sand Hill Shuffle" (Mike Judge)
"Transparent" -- "Best New Girl" (Jill Soloway)
"Veep" -- "Testimony" (Armando Iannucci)

#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 10 ottobre 2012

Film 462 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva

Visti i primi tre non potevo certamente perdermi questa nuova uscita...!


Film 462: "L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva" (2012) di Steve Martino, Mike Thurmeier
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Considerando che siamo al quarto episodio della serie, gli $858,973,262 mi stupiscono non poco. Se, in generale, già arrivati al terzo capitolo la gente comincia a stufarsi, qui invece pare non esserci inversione di tendenza. Non mi meraviglierei, a questo punto, di sentir già parlare di un quinto capitolo.
Detto ciò, se per "Shrek e vissero felici e contenti" non c'era motivo di esistere, ammetto che nonostante si sia già a 4 pellicole, qui ci si è sforzati almeno per dare una parvenza di originalità alla trama. Rimane pur sempre una 'favoletta', però il mix di personaggi preistorici è sempre divertente e in fin dei conti ci si lascia trasportare volentieri da questa avventura per famiglie.
Rispetto al precedente "L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri", questa volta la figlia di Manny ed Ellie, Pesca, è cresciuta e abbastanza adolescente per avere una cotta per un altro mammut (ma non era rimasta solo la famiglia di Manny?) e dar noie ai suoi genitori; Sid viene raggiunto dalla famiglia solo per scarrozzargli l'anziana nonnina; Diego conoscerà Shira, tigre dai denti a sciabola (in originale doppiata dalla cantante Jennifer Lopez). Il trio originale, insomma, ha già tutti gli spunti per iniziare la storia e le relative complicazioni che porteranno al classico happy ending. Chiaramente, con una sua storia a parte come al solito, Scrat non manca di rubare la scena anche questa volta in compagnia della sua ghianda.
Tra mille disavventure causate, inizialmente e per colpa proprio di Scrat, dalla deriva dei continenti del titolo, si finirà, come è doveroso, a una felice soluzione del tutto che lascia serenamente aperta la possibilità di un prossimo episodio cinematografico. Prevedibile, ma il tutto non annoia mai e, anzi, rimane fedele al piacevole divertimento scaccia pensieri della saga.
Ripeto, per essere la quarta pellicola mi aspettavo effettivamente di peggio. Non è un capolavoro, ma si lascia guardare senza che ci si penta minimamente di averlo fatto.
Film 1098 - L'era glaciale
Film 1140 - L'era glaciale 2 - Il disgelo
Film 1141 - L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri
Film 1155 - L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva
Consigli: Non è necessario vedere anche i precedenti tre film per comprendere storia e personaggi, ma lo si può fare per il puro piacere di rimanere in compagnia del divertente trio Manny-Diego-Sid. E poi c'è Scrat...
Parola chiave: Pirati.

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BB

sabato 5 dicembre 2009

Film 27 - Le cronache di Narnia: Il principe Caspian

Ieri avevo iniziato a vedere il film tv di Sky "Moana", ma dopo un quarto d'ora circa il pc si è ribellato e il browser riavviato da solo, quindi ciao ciao streaming. Allora ho deciso di finire di guardare un film che avevo cominciato quest'estate senza mai decidermi a terminarne la visione...


Film 27: "Le cronache di Narnia: Il principe Caspian" (2008) di Andrew Adamson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: No no no. Brutto. Noioso. Non mi è proprio piaciuto. Un caos di effetti speciali e nullità. Questo film è solo la brutta copia di tanti altri, ma senza la capacità di crearsi una sua "voce". Come tutta la saga, del resto. Non ci sono battaglie epiche, non ci sono personaggi veramente eroici, non c'è pathos, non c'è atmosfera. Ci sono solo quattro ragazzini relativamente capaci di recitare (l'unica brava è la più piccola) più alcuni nuovi personaggi (Castellitto e Favino?!), tantissime comparse di flora e fauna e il principe del titolo. Caspian è talmente inutile che anche se non ci fosse stato non me ne sarei reso conto. Ben Barnes, l'attore che lo interpreta, è veramente incapace a recitare e ad esprimere decentemente un'emozione che sia una.
Quello che è veramente sprecato in questa pellicola è il potenziale. Poteva essere una grandissima produzione, diventare "Il Signore degli Anelli" o l'"Harry Potter" della Disney e, invece, hanno realizzato il tutto basandosi unicamente sull'effetto speciale. Ricordo che anche il primo capitolo non mi era piaciuto, ma qui proprio non ci siamo. E' tutto una brutta copia del già visto, del banale. La natura che si ribella all'uomo? "Le due torri". Il fiume che, tramite la magia, si risveglia e affonda i nemici? "La compagnia dell'anello". I centauri? Qualsiasi "Harry Potter". Il duello all'ultimo sangue tra l'eroe e il suo rivale con tanto di maschere e spade? Cito solo "Il gladiatore", ma ce ne sarebbero tanti altri. Le aquile giganti che combattono in battaglia? "Il ritorno del re". Le frecce lanciate verso l'alto come un unico corpo nero che colpisce il nemico a chilometri di distanza? "King Arthur" o "300". Ma insomma, dov'è la novità, in questo film? Lo so che è tratto da un libro, scritto da un amico di Tolkien e che la Rowling è venuta molto dopo. Però questo non vuol dire che non si possa proporre la stessa roba con metodologie diverse, con un qualche accorgimento per evitare di sembrare la copia del cinema fantasy o storico.
Tra l'altro il regista Andrew Adamson non è uno sprovveduto, prima della saga di Narnia è stato regista di "Shrek" e "Shrek 2", film che mescolano storie di tradizione fiabesca con l'innovazione di un racconto non convenzionale. Qui, invece, l'effetto Shrek manca decisamente.
Nota positiva il fatto che in una produzione così ampiamente pubblicizzata ci siano anche due attori italiani. Favino, poi, sta cominciando a inserirsi lentamente in produzioni hollywoodiane a grande budget, ottimo modo per farsi conoscere all'estero. Incrociamo le dita! Nota positiva (2) il ritorno anche in questo capitolo, seppure molto relativamente, di Tilda Swinton. Nel 2005 l'attrice ha ottenuto un grande riscontro di fama, con una pubblicità veramente enorme per sé stessa. La Swinton è una vera attrice, già affermata professionalmente da anni, ma prima non trovava mai un grande successo a livello di pubblico. Non so nemmeno se a lei interessasse, a dire il vero. Comunque, grazie al successo de "Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio", all'Oscar nel 2007 per "Michael Clayton", la collaborazione coi Coen in "Burn After Reading" e la parte nel film "Il curioso caso di Benjamin Button", l'attrice si è fatta conoscere e apprezzare (finalmente) a livello mondiale. Altro attore scoperto da Narnia è James McAvoy, visto recentemente in "Wanted - Scegli il tuo destino", "L'ultimo re di Scozia" ed "Espiazione".
Consigli: Questo film ha senso solo come seguito al precedente. E' meglio vederlo in successione al primo.
Parola chiave: Lucy: "Chissà chi viveva qui", Susan: "Io credo noi..."




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