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venerdì 5 aprile 2024

Film 2264 - Moonstruck

Intro: Petra e Rebecca qualche tempo fa mi hanno detto che stavano rivedendo questo film e hanno fatto venire anche a me la voglia di recuperarlo.

Film 2264: "Moonstruck" (1987) di Norman Jewison
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: ricordo che la prima volta che avevo lo avevo visto, questo film non mi era particolarmente piaciuto. Penso sia per questo mche mi ci sono voluti anni per decidermi a dargli una seconda occasione.
Ho trovato "Moonstruck" piuttosto divertente e, per quanto folle, una piacevole visione. Cher e Cage sono una strana coppia che funziona, lei magnetica quanto la luna del titolo, lui in versione selvaggia e sexy: per qualche motivo insieme funzionano.
La storia presenta una serie di equivoci familiari da gestire, tira più volte in ballo la sorte (e la luna, ovviamente), gioca con stereotipi italiani - o, sarebbe meglio dire, italo-americani - e in generale funziona nonostante questo peculiare mix di ingredienti.
Cast: Cher, Nicolas Cage, Vincent Gardenia, Olympia Dukakis, Danny Aiello, Julie Bovasso, Louis Guss, John Mahoney.
Box Office: $122.1 milioni
Vale o non vale: Commedia romantica per i nostalgici degli anni '80, i fan di Cher (o "RuPaul's Drag Race", considerato quante volte viene citata la famosa scena di Cher che, dopo uno schiaffo a Cage che le ha appena professato il suo amore, gli risponde 'Snap out of it!') o i curiosi di scoprire un Nicholas Cage "selvatico" e piuttosto sexy, "Moonstruck" rappresenta un'ottima scelta per una serata all'insegna del disimpegno e un tocco nostalgico.
Premi: Candidato a 6 premi Oscar, tra cui Miglior film, regia e attore non protagonista (Gardenia), ha vinto quello per la Miglior attrice protagonista (Cher), attrice non protagonista (Dukakis) e sceneggiatura originale. 4 nomination ai BAFTA per Miglior attrice, attrice non protagonista, sceneggiatura originale e colonna sonora. 2 Golden Globe vinti per Miglior attrice protagonista (Cher) e attrice non protagonista (Dukakis) su 5 candidature (Miglior film commedia, attore protagonista per Cage e sceneggiatura). Cher ha vinto il David di Donatello come Miglior attrice straniera, mentre John Patrick Shanley è stato nominato per la Miglior sceneggiatura straniera).
Parola chiave: Sfortuna.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 21 dicembre 2021

Film 2071 - Falling for Figaro

Intro: Mi è capitata per caso la pubblicità su Netflix e sono rimasto incuriosito dal trailer, per cui l'ho recuperato appena ho avuto una serata libera.

Film 2071: "Falling for Figaro" (2020) di Ben Lewin
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente meno efficace di quanto mi aspettassi, anche se tutto sommato "Falling for Figaro" non è male nel suo essere così facile facile.
La storia della fund manager Millie (Danielle Macdonald) che lascia il lavoro per un anno sabbatico cui dedicarsi alla sua passione per l'opera è poco credibile sia per la storia - la donna fino a quel momentoha solo cantato sotto la doccia e si lascia tutto alle spalle nella speranza di riuscire a vincere una competizione canora lirica di lì a un anno grazie all'aiuto di una dispotica insegnante di canto che non farà altro che dirle quanto sia incompetente - che per i toni - tutti continuano a dire a Millie che il suo sogno sia più grande di lei, per non parlare del fatto che il concetto di dedizione alla propria arte e l'impegno costante fin da giovane età qui sia completamente messo da parte - eppure quesa pellicola di Ben Lewin riesce ad esercitare un certo fascino grazie a dei buoni comprimari (Joanna Lumley di "Absolutely Fabulous" e Gary Lewis visto in "Billy Elliot" in primis) e un'atmosfera tranquilla che agevola lo spiegarsi della trama con tempistiche sufficienti.
Il risultto finale non è epocale, ma fa il suo dovere.
Cast: Danielle Macdonald, Hugh Skinner, Joanna Lumley, Shazad Latif, Gary Lewis.
Box Office: $151,752
Vale o non vale: Per chi avesse apprezzato i precedenti "Marguerite" e "Florence Foster Jenkins" probabilmente apprezzerà questa pellicola. Per tutti gli altri - specialmente coloro che non dovessero apprezzare particolarmente l'opera - potrebbe essere un discorso diverso...
Premi: /
Parola chiave: Sogno.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 novembre 2016

Film 1244 - Florence Foster Jenkins

Sono due le cose che mi fanno incavolare riguardo all'arrivo in Italia di questo film. La prima è che è stato messo in programmazione con oltre 6 mesi di ritardo rispetto all'esordio inglese di maggio (in America è arrivato in agosto e da noi? Il 22 dicembre!); la seconda è che il nostro trailer sembra voler nascondere proprio quell'aspetto della storia che incuriosisce: il canto stonato.

Film 1244: "Florence Foster Jenkins" (2016) di Stephen Frears
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Florence Foster Jenkins è una donna forte ma malata il cui sogno è quello di diventare una cantante lirica apprezzata e di successo. Un sogno che persegue con fatica e metodo - anche aiutata dalle cospicue finanze - senza però ottenere alcun risultato. Florence è stonata e inconsapevole della sua mancanza di talento. Come è possibile? Semplicemente nessuno le ha mai detto la verità.
Come dicevo, la donna è malata e ha un mucchio di soldi, il che pare essere una combinazione letale che annienta l'onestà e la baratta con le necessità dei singoli: c'è chi ha bisogno di soldi e chi, come il marito di Florence, non vuole né scontentare né far aggravare la moglie. Questo mix letale di silenzi e sguardi attoniti, risatine e incoscienza porterà la donna a realizzare il suo sogno tra la sorpresa e lo sgomento di tutti, non riuscendo, però, ad evitare il classico rovescio della medaglia. E qui non vado oltre.
Stephen Frears continua a raccontare storie incentrate su personaggi femminili che hanno una storia particolare da svelare e aggiunge Florence alla sua "collezione" (dopo "Le relazioni pericolose", "Lady Henderson presenta", "The Queen - La regina", "Chéri", "Philomena"). Il risultato è buono, molto patinato, certamente migliorato dalla presenza dell'inimitabile Streep, sempre perfetta e capace di prodursi in performance credibili e spesso indimenticabili. Anche in questo caso molto del merito è suo, più che altro perché paradossalmente qui il difficile sta nel rovinare tutto, nel canto tremendo, nella caratterizzazione sopra le righe, eppure in certo verso compassata. A darle una mano, va detto, ci sono gli ottimi Hugh Grant e Simon Helberg, capaci e in parte e, soprattutto, all'altezza della loro protagonista. L'inusuale trio funziona.
In generale, "Florence Foster Jenkins" mi ha lasciato soddisfatto. Ho letto qualche critica rispetto alla troppa "perfezione" della Streep, ma mi pare un'accusa un po' sterile soprattutto perché si è scelti per un ruolo in quanto capaci di interpretarlo, dunque perché si è bravi a farlo: essere perfetti per e nella parte mi sembra il minimo sindacale. Dunque lascerei stare questo tipo di discorsi e mi concentrerei di più su una storia vera che rivive nei toni gentili di una sceneggiatura forse a volte troppo accomodante, ma che riesce comunque a catturare l'attenzione del pubblico. Credo che lo scopo fosse tifare per Florence e capirne le motivazioni, spiegarne le ingenuità e far luce su un personaggio storico dalla vita certamente singolare e, riguardo tutto questo, la pellicola riesce nel suo intento. Si tratta di fiction, naturalmente, per cui è la finzione che ci si deve aspettare: per un approfondimento dall'approccio documentaristico meglio approdare su altri lidi. Qui è sempre la storia di una donna che insegue il suo sogno a farla da padrone e, va ammesso, spesso anche la curiosità di capire quanto male potesse davvero cantare, un aspetto che i titoli di coda non dimenticheranno di svelare.
Film 1103 - Marguerite
Cast: Meryl Streep, Hugh Grant, Simon Helberg, Rebecca Ferguson, Nina Arianda, Christian McKay.
Box Office: $44.4 milioni
Consigli: Florence Foster Jenkins è una donna bizzarra, spesso dolce a modo suo, autoritaria, concentrata sul suo sogno, capace di molte gentilezze e totalmente devota alla musica. E', dunque, un personaggio complesso la cui storia è raccontata con garbo e gentilezza, pur non risparmiando i momenti più ridicoli o imbarazzanti di una carriera che, inutile nasconderlo, si è fondata sulla mancanza di talento. Un personaggio mitico, già cult prima che questa e la pellicola francese "Marguerite" ne celebrassero le stonate gesta, una donna la cui storia rimane certamente affascinante e la cui ingenuità non finisce di lasciare perplessi. E' proprio su queste due ultime caratteristiche che il film fa leva, giocando sulla curiosità del pubblico che, ovviamente, rimane quantomeno perplesso dall'abbinamento cantante lirica stonata-concerto dal vivo. Se anche voi non riuscite a capire come la Jenkins, quella vera, sia riuscita nell'impresa di farsi ascoltare da migliaia di persone accorse per vederla, questa è una pellicola imperdibile. A dire il vero lo è ancora di più per il semplice fatto che Meryl Streep vi sia presente, ma quelli, si sa, sono gusti personali.
Parola chiave: Carnegie Hall.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 17 marzo 2016

Film 1103 - Marguerite

Poe voleva vederlo, abbiamo provveduto subito a recuperarlo.
Film 1103: "Marguerite" (2015) di Xavier Giannoli
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: In occasione del prossimo "Florence Foster Jenkins" con Meryl Streep (al cinema il 6 maggio in Gran Bretagna), abbiamo voluto recuperare il suo corrispettivo francese.
Ispirato alla vera storia della soprano statunitense, conosciuta per la sua totale mancanza di talento canoro, questa pellicola ricostruisce le plausibili tappe della vita della donna, in relazione al crescere della sua passione per il canto lirico, le conseguenze che questo avrà sul suo matrimonio e sulla sua vita sociale facoltosa.
Al di là di quanto sia sempre vero che la realtà a volte superi - e di molto - la fantasia, "Marguerite" è un ottimo esempio di cinema europeo contemporaneo, con un evidente slancio di budget che permette alla produzione di investire non poco delle sue energie su quegli aspetti tecnichi fondamentali per una ricostruzione in costume come questa (siamo nei primi anni del '900). E' quasi superfluo, quindi, sottolineare quanto costumi e scenografie siano ben fatte. In aggiunta, gran parte del merito va alla grandissima performance di Catherine Frot che interpreta un ruolo solo apparentemente facile. Risultare bonariamente ridicoli e conquistarsi, per giunta, il favore incondizionato del pubblico, è qualcosa non per tutti. La Frot ci riesce con classe e metodo, regalando a se stessa e al personaggio una performance perfetta (Meryl ora ti attendo al varco).
Insomma, un piccolo gioiellino, vera sorpresina francese che, ad essere onesti, mi sarei perso non fosse stato per il gemello inglese a breve nelle sale. Ad essere ancora di più onesti(ssimi), mi viene da pensare che questo "Marguerite" sarà pure meglio di "Florence Foster Jenkins" per tematiche e toni, ma rimango più che aperto alla possibilità di essere smentito.
In ogni caso, Xavier Giannoli ha realizzato davvero un ottimo film.
Ps. Presentato in concorso a Venezia 2015, il film ha ottenuto 11 candidature ai César 2016 e 4 premi portati a casa: Miglior attrice protagonista, sonoro, costumi e scenografie.
Film 1244 - Florence Foster Jenkins
Cast: Catherine Frot, André Marcon, Denis Mpunga, Michel Fau, Christa Theret, Sylvain Dieuaide, Aubert Fenoy, Sophia Leboutte, Théo Cholbi.
Box Office: $7.4 milioni
Consigli: Da vedere sia per la delicatezza e piacevolezza dei toni, sia in previsione del gemello inglese presto in uscita. Tutti siamo abituati a performance da Oscar della Streep, sarà così anche questa volta?
In questo caso la bravura di Catherine Frot è evidente e il film ne giova, pur rappresentato nell'insieme un ottimo esempio di cinema di per sé.
Parola chiave: Corde vocali.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 18 febbraio 2013

Film 509 - Quartet

Questa pellicola era assolutamente da non perdere! E avevo ragione...


Film 509: "Quartet" (2012) di Dustin Hoffman
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: "Quartet" è un bel film di classe e delicato, con un cast fantastico e un interessante spunto per la trama. Uno di quei rari esempi in cui quasi tutto funziona, insomma.
Dustin Hoffman, regista tardivo ma evidentemente ben stagionato, confeziona un racconto-gioiello che riesce a far risaltare le meravigliose capacità recitative di un cast brillante e senza tempo oltre che di narrare una storia sulla terza età interessante e gioiosa, fatta di positività e riscoperta di sé stessi. Si potrebbe dire che "Quartet" dona una sfaccettatura più serena all'idea dell'invecchiare. Chiaro, già che si diventa più vecchi, meglio avere più soldi possibile da parte.
La casa di riposo per anziane celebrità della lirica diviene quindi lo spazio perfetto per ambientare la vicenda di 4 (ex) amici che le circostanze fanno ritrovare tutti a Beecham House proprio nel momento del bisogno (mancano i fondi per far mantenere operativa la struttura). Non sarà facile superare gli antichi dissapori, men che meno tornare ai fasti musicali di un tempo, ma la nuova avventura appassionerà i protagonisti tanto da farli tentare di imbastire nuovamente il vecchio quartetto che, molti anni prima, aveva riscosso un successo planetario. Inutile dire quanto questo li riavvicinerà.
Un bel prodotto sul mondo della lirica e dell'opera, insomma, che non a caso esce (e tratta all'interno della sua trama) proprio in occasione dell'anniversario della nascita di Giuseppe Verdi, omaggiandone a modo proprio la ricorrenza. Hoffman è bravo a far quadrare tutto all'interno del suo primo lungometraggio, ma va detto che con una protagonista come la due volte premio Oscar Maggie Smith, i giochi non era poi così complessi. La grande attrice, che vivere un'ulteriore stagione felice della sua carriera, sembra ormai specializzata in questi ruoli brillanti in cui interpreta signore dal carattere forte e autoritario, con una certa puzza molto british sotto il naso, ma che nascondono un animo sensibile e un'intelligenza acuta (come in "Downton Abbey", "Marigold Hotel" o "Gosford Park"). Per questo ruolo, comunque, l'attrice ha ottenuto la nomination ai Golden Globes.
Coprotagonisti di questa storia Tom Courtenay (due nomination all'Oscar, una per "Il dottor Zivago"), Billy Connolly ("Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi"), Pauline Collins ("Albert Nobbs"), Michael Gambon (compagno di set della Smith dal terzo "Harry Potter" in poi, era Silente) e Sheridan Smith ("Hysteria"). Bella, infine, l'idea di far comparire all'interno della struttura come ospiti della casa di riposo vere personalità del mondo della lirica, dai musicisti ai cantanti.
Consigli: Assolutamente da vedere! Bello e delicato, ironico e positivo, nonché recitato con maestria e classe.
Parola chiave: Rigoletto.

Trailer

Ric