Curiosissimi di vedere questo titolo italiano, ci siamo imposti di non farcelo scappare. E così è stato!
Film 1162: "La pazza gioia" (2016) di Paolo Virzì
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Tutti pazzi de "La pazza gioia"! Ok, battuta assolutamente scontata, ma non sono riuscito a trattenermi.
Nonostante la banalità, la frase riassume comunque l'idea che mi ha lasciato questa pellicola italiana, ottimo esempio di cinema nostrano vitale, impegnato e ben realizzato, capace di costruire un'intera storia incentrata non solo su due donne, ma anche due personaggi in evidente, totale difficoltà.
La scoperta di un'amicizia tra queste due "Thelma & Louise" moderne è un processo lento e appassionante, marcato da non poche difficioltà personali ed esterne, vera e propria conquista che somma numerose esperienze - tra cui anche quella on the road - e regala allo spettatore non solo il racconto della malattia mentale, ma anche una vera e propria avventura spesso disarmante, spesso divertente, per un risultato finale che è davvero pulsante e carico di significato.
Non so se mi sono lasciato coinvolgere dal tema o dall'evidente bravura di Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, sta di fatto che, pur con i suoi difetti, questo film mi pare riesca a fare centro nel cuore dello spettatore, bilanciando bene la dura realtà di noi "normali", con il racconto alternativo delle due donne, fatto del loro modo di vivere e reagire alla loro condizione e del momento di fuga e riscatto. C'è un certo miscuglio di follia e genialità, garbata e pungente.
Ecco, dunque, che non mi pare serva aggiungere altro se non che "La pazza gioia" è un buon film, perfetto per questo momento intermedio di fine primavera in cui siamo tutti un po' più stanchi e folli dopo le restrizioni invernali e, tuttavia, ancora non possiamo godere dell'evasione estiva. Vorremmo scappare e attendiamo di farlo, proprio come le due protagoniste. Verso una qualche follia estiva? Quello sta a ognuno di noi deciderlo.
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Bobo Rondelli, Anna Galiena.
Box Office: € 5.176.096 (ad oggi in Italia)
Consigli: Certi toni da commedia, ma non una storia facile. "La pazza gioia" si intrattiene sul labilissimo confine dello scherziamoci su riferito a temi e situazioni particolarmente delicate - disturbi mentali, suicidio, depressione, adozione - e ne esce vincente grazie a una bilanciata dose di ironia, realismo e bravura (di Bruni Tedeschi e Ramazzotti). Virzì, insomma, promette e non delude. Da vedere.
Parola chiave: Elia.
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#HollywoodCiak
Bengi
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venerdì 17 giugno 2016
Film 1162 - La pazza gioia
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Valeria Bruni Tedeschi
venerdì 28 agosto 2015
Film 980 - Latin Lover
Ero rimasto con molta curiosità rispetto a questo progetto, specialmente perché è stato l'ultimo di una grandissima attrice italiana.
Film 980: "Latin Lover" (2015) di Cristina Comencini
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Preciso che l'ho visto, ma non esattamente sentito alla perfezione. Ho deciso di vederlo lo stesso al di là del bassissimo audio (mentre facevo tapis) perché era già il terzo film che iniziavo, dopo aver mollato i primi due per la stessa problematica. Preso per sfinimento mi sono autoconvinto che in fin dei conti non mi sarei perso poi così tante battute. Il che è vero solo in parte.
Fatta questa premessa, rimane il fatto che "Latin Lover" non mi ha del tutto convinto. L'idea di base è buona: attore di fama mondiale il cui seme si è sparso un po' in ogni dove, ha avuto 5 figlie - da madri diverse - che si ritrovano alla residenza di famiglia (e della prima moglie Virna Lisi) per commemorare la figura del padre presso il suo paese natio, San Vito dei Normanni in Puglia. L'improvvisa convivenza forzata di tutte le donne è un po' come una bomba ad orologeria ed innesca un meccanismo irreversibile verso numerosi punti di rottura dopo anni di situazioni irrisolte, malumori, chiacchiere e persino qualche voce di omosessualità.
Lo spunto di partenza si sposa bene, tra l'altro, con l'idea della Comencini di celebrare una figura iconica del mondo del cinema attraverso il personaggio di Saverio (forse ispirato a suo padre, non saprei dire), permettendosi così di spaziare in epoche e generi filmici che colorano e arricchiscono moltissimo questa sua ultima fatica, prodotto italiano insolitamente fuori dagli schemi e di ampio respiro (Spagna, Svezia, America, tutte nazionalità rappresentate nel film).
Dall'altra parte, però, tutto questo disturbo non porta a granché di innovativo. Il piglio è il solito della commedia italiana, che fa tanto trambusto e poi si perde in un malinconico ricordo buonista che mette le varie voci d'accordo. Tutte le donne, infatti, hanno le loro rivalità interne, le loro fragilità personali, tutte cose che rendono molto plausibile e veritiera la storia, ma nel finale l'"abbraccio" da famiglia allargata un po' alla Özpetek arriva a snaturare il quadro, tanto che dopo la burrasca la situazione si è aggiustata perfino meglio rispetto all'equilibrio della situazione iniziale. Insomma, per semplificare, si parte bene, ma si conclude come al solito. Un po' un peccato se si considera il gruppo di attori fantastico e internazionale, i mezzi che sicuramente è riuscita ad assicurarsi la produzione e il talento della Comencini che, non dimentichiamolo, è l'unica italiana insieme a Sorrentino che sia riuscita negli anni '00 ad avere un suo film candidato all'Oscar (nel 2006 "La bestia nel cuore" è stato candidato a Miglior film straniero). Visto il trailer, poi, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, meno bloccato alle convenzionali tappe della commedia e magari un pelo più osato (per esempio: la sorella svedese cede alla avances del marito della sorella spagnola. Già che decidi di affrontare così una parte della storia, tanto vale buttarsi, no? E invece la situazione si risolve da sola, basta un abbraccio dopo il confronto verbale e poi puff, come se niente fosse accaduto, tanto è il marito che è un marpione fin dall'inizio... Troppo semplice, mi spiace).
Insomma, "Latin Lover" è divisibile a metà: da un parte ci mostra che anche il cinema italiano - Sorrentino, Guadagnino e Muccino a parte - ha i mezzi per scostarsi dalla perpetrata immagine-fotocopia di sé che da troppo tempo si ripete; dall'altra è ancora più un ibrido che un esperimento riuscito, in quanto non riesce a ritagliarsi una dimensione propria che vada oltre le buone prmesse e proceda per tutti i 104 minuti di durata.
Ps. Un'occhiata al cast: Virna Lisi, Marisa Paredes ("Il fiore del mio segreto"), Valeria Bruni Tedeschi, Angela Finocchiaro, Candela Peña, Pihla Viitala ("Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe"), Nadeah Miranda, Francesco Scianna, Jordi Mollà ("Elizabeth: The Golden Age" e, anche lui, "Il fiore del mio segreto"), Neri Marcorè, Claudio Gioè, Lluís Homar ("Gli abbracci spezzati", "Con gli occhi dell'assassino"), Toni Bertorelli.
Pps. Il film ha ricevuto 4 candidature ai David di Donatello 2015 per Miglior attrice (Virna Lisi), costumi, acconciature e trucco.
Box Office: € 2.084.332 (solo Italia)
Consigli: Questa pellicola è dedicata, naturalmente, alla splendida Virna Lisi. Anche solo per il fatto che sia l'ultimo progetto cui si è dedicata è un valido motivo per dare una possibilità a questo storia e alle sue brave protagoniste femminili. Il cast è veramente buono e anche se la sceneggiatura finisce per rivelarsi un po' la solita minestra riscaldata, vedere "Latin Lover" non fa certo né male né danno. Lascia forse un po' di nostalgia, ma del resto parliamo di una storia sul ricordo, collettivo e personale.
Parola chiave: Famiglia.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 980: "Latin Lover" (2015) di Cristina Comencini
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Preciso che l'ho visto, ma non esattamente sentito alla perfezione. Ho deciso di vederlo lo stesso al di là del bassissimo audio (mentre facevo tapis) perché era già il terzo film che iniziavo, dopo aver mollato i primi due per la stessa problematica. Preso per sfinimento mi sono autoconvinto che in fin dei conti non mi sarei perso poi così tante battute. Il che è vero solo in parte.
Fatta questa premessa, rimane il fatto che "Latin Lover" non mi ha del tutto convinto. L'idea di base è buona: attore di fama mondiale il cui seme si è sparso un po' in ogni dove, ha avuto 5 figlie - da madri diverse - che si ritrovano alla residenza di famiglia (e della prima moglie Virna Lisi) per commemorare la figura del padre presso il suo paese natio, San Vito dei Normanni in Puglia. L'improvvisa convivenza forzata di tutte le donne è un po' come una bomba ad orologeria ed innesca un meccanismo irreversibile verso numerosi punti di rottura dopo anni di situazioni irrisolte, malumori, chiacchiere e persino qualche voce di omosessualità.
Lo spunto di partenza si sposa bene, tra l'altro, con l'idea della Comencini di celebrare una figura iconica del mondo del cinema attraverso il personaggio di Saverio (forse ispirato a suo padre, non saprei dire), permettendosi così di spaziare in epoche e generi filmici che colorano e arricchiscono moltissimo questa sua ultima fatica, prodotto italiano insolitamente fuori dagli schemi e di ampio respiro (Spagna, Svezia, America, tutte nazionalità rappresentate nel film).
Dall'altra parte, però, tutto questo disturbo non porta a granché di innovativo. Il piglio è il solito della commedia italiana, che fa tanto trambusto e poi si perde in un malinconico ricordo buonista che mette le varie voci d'accordo. Tutte le donne, infatti, hanno le loro rivalità interne, le loro fragilità personali, tutte cose che rendono molto plausibile e veritiera la storia, ma nel finale l'"abbraccio" da famiglia allargata un po' alla Özpetek arriva a snaturare il quadro, tanto che dopo la burrasca la situazione si è aggiustata perfino meglio rispetto all'equilibrio della situazione iniziale. Insomma, per semplificare, si parte bene, ma si conclude come al solito. Un po' un peccato se si considera il gruppo di attori fantastico e internazionale, i mezzi che sicuramente è riuscita ad assicurarsi la produzione e il talento della Comencini che, non dimentichiamolo, è l'unica italiana insieme a Sorrentino che sia riuscita negli anni '00 ad avere un suo film candidato all'Oscar (nel 2006 "La bestia nel cuore" è stato candidato a Miglior film straniero). Visto il trailer, poi, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, meno bloccato alle convenzionali tappe della commedia e magari un pelo più osato (per esempio: la sorella svedese cede alla avances del marito della sorella spagnola. Già che decidi di affrontare così una parte della storia, tanto vale buttarsi, no? E invece la situazione si risolve da sola, basta un abbraccio dopo il confronto verbale e poi puff, come se niente fosse accaduto, tanto è il marito che è un marpione fin dall'inizio... Troppo semplice, mi spiace).
Insomma, "Latin Lover" è divisibile a metà: da un parte ci mostra che anche il cinema italiano - Sorrentino, Guadagnino e Muccino a parte - ha i mezzi per scostarsi dalla perpetrata immagine-fotocopia di sé che da troppo tempo si ripete; dall'altra è ancora più un ibrido che un esperimento riuscito, in quanto non riesce a ritagliarsi una dimensione propria che vada oltre le buone prmesse e proceda per tutti i 104 minuti di durata.
Ps. Un'occhiata al cast: Virna Lisi, Marisa Paredes ("Il fiore del mio segreto"), Valeria Bruni Tedeschi, Angela Finocchiaro, Candela Peña, Pihla Viitala ("Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe"), Nadeah Miranda, Francesco Scianna, Jordi Mollà ("Elizabeth: The Golden Age" e, anche lui, "Il fiore del mio segreto"), Neri Marcorè, Claudio Gioè, Lluís Homar ("Gli abbracci spezzati", "Con gli occhi dell'assassino"), Toni Bertorelli.
Pps. Il film ha ricevuto 4 candidature ai David di Donatello 2015 per Miglior attrice (Virna Lisi), costumi, acconciature e trucco.
Box Office: € 2.084.332 (solo Italia)
Consigli: Questa pellicola è dedicata, naturalmente, alla splendida Virna Lisi. Anche solo per il fatto che sia l'ultimo progetto cui si è dedicata è un valido motivo per dare una possibilità a questo storia e alle sue brave protagoniste femminili. Il cast è veramente buono e anche se la sceneggiatura finisce per rivelarsi un po' la solita minestra riscaldata, vedere "Latin Lover" non fa certo né male né danno. Lascia forse un po' di nostalgia, ma del resto parliamo di una storia sul ricordo, collettivo e personale.
Parola chiave: Famiglia.
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#HollywoodCiak
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venerdì 30 maggio 2014
David di Donatello 2014: nomination, vincitori e amarezza
Il 10 giugno i vincitori, anche se moralmente parrebbe doveroso riconoscere non dico tutto, ma moltissimo a Sorrentino e al suo film in grado di regalarci quell'Oscar al Miglior film straniero che aspettavamo da quasi 15 anni. Eppure la storia dei David di Donatello ha dimostrato che è più facile trionfare all'estero che nel proprio Paese. Riuscirà, allora, "La grande bellezza" a portarsi a casa i premi che contano? Sarà Sorrentino il miglior regista dell'anno? Che si ami o si odio il suo film - e per estensione il suo cinema - gli va riconosciuto il grande merito dell'essere riuscito, negli anni, a parlare ad un pubblico non solo locale, ma mondiale; di aver riportato al cinema italiano quell'ampio respiro che mancava da tantissimo; di aver giocato così bene le sue carta da essere riuscito a dare un sbocco dignitoso a carriere imbarazzanti di pseudo vip e prezzemoline del folklore nostrano giocandoseli al limite tra il kitcht, il ridicolo e il cult. Non è che lo si deve amare a prescindere, per carità, ma almeno riconoscergli quei meriti che gli spettano.Dall'altra parte sarebbe bello veder trionfare Valeria Golino e il suo "Miele", fortissimo nel tema, meno nella realizzazione e non vedere di nuovo "12 anni schiavo" vincere come Miglior film (in questo caso straniero).
Che ne sarà di questi premi nostrani lo sapremo solo tra poco più di 10 giorni. Nell'attesa, pronostici e speranze a parte, queste sono le candidature.
[EDIT] Come dicevo: "è più facile trionfare all'estero che nel proprio Paese".
E così è stato. Sorrentino è il Miglior regista dell'anno, ma non del Miglior film. Un insulto, se si pensa a cosa è riuscito a fare. Non che gli fosse dovuto il premio, ma la gratitudine di aver riportato l'Italia nelle grazie del cinema mondiale sarebbe dovuta sfociare in almeno un David speciale che gli riconoscesse questo grande merito. Non c'è stato e, purtroppo, la sensazione è quella che, come al solito, sputiamo nel piatto da cui abbiamo abbondantemente mangiato.
David di Donatello 2014
"Il capitale umano"
regia di Paolo VIRZÌ
"La grande bellezza"
regia di Paolo SORRENTINO
"La mafia uccide solo d'estate"
regia di Pierfrancesco DILIBERTO
"La sedia della felicità"
regia di Carlo MAZZACURATI
"Smetto quando voglio"
regia di Sydney SIBILIA
MIGLIORE REGISTA
Carlo MAZZACURATI
"La sedia della felicità"
Ferzan OZPETEK
"Allacciate le cinture"
Ettore SCOLA
"Che strano chiamarsi Federico. Scola racconta Fellini"
Paolo SORRENTINO
"La grande bellezza"
Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"
MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
Pierfrancesco DILIBERTO (Pif)
"La mafia uccide solo d'estate"
Valeria GOLINO
"Miele"
Fabio GRASSADONIA, Antonio PIAZZA
"Salvo"
Matteo OLEOTTO
"Zoran il mio nipote scemo"
Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"
MIGLIORE SCENEGGIATURA
Francesco PICCOLO, Francesco BRUNI, Paolo VIRZÌ
"Il capitale umano"
Paolo SORRENTINO, Umberto CONTARELLO
"La grande bellezza"
Michele ASTORI, Pierfrancesco DILIBERTO, Marco MARTANI
"La mafia uccide solo d'estate"
Francesca MARCIANO, Valia SANTELLA, Valeria GOLINO
"Miele"
Valerio ATTANASIO, Andrea GARELLO, Sydney SIBILIA
"Smetto quando voglio"
MIGLIORE PRODUTTORE (CON UN EX AEQUO)
Per Indiana Production Fabrizio DONVITO, Benedetto HABIB, Marco COHEN, co-produttore per Manny Films Philippe GOMPEL e Birgit KEMNER, con Rai Cinema e Motorino Amaranto
"Il capitale umano"
Nicola GIULIANO, Francesca CIMA per Indigo Film
"La grande bellezza"
Mario GIANANI e Lorenzo MIELI per Wildside con Rai Cinema
"La mafia uccide solo d'estate"
Riccardo SCAMARCIO, Viola PRESTIERI per Buena Onda Film e con Rai Cinema
"Miele"
Massimo CRISTALDI, Fabrizio MOSCA
"Salvo"
Domenico PROCACCI, Matteo ROVERE con Rai Cinema
"Smetto quando voglio"
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria BRUNI TEDESCHI
"Il capitale umano"
Paola CORTELLESI
"Sotto una buona stella"
Sabrina FERILLI
"La grande bellezza"
Kasia SMUTNIAK
"Allacciate le cinture"
Jasmine TRINCA
"Miele"
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Giuseppe BATTISTON
"Zoran il mio nipote scemo"
Fabrizio BENTIVOGLIO
"Il capitale umano"
Carlo CECCHI
"Miele"
Edoardo LEO
"Smetto quando voglio"
Toni SERVILLO
"La grande bellezza"
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Claudia GERINI
"Tutta colpa di Freud"
Valeria GOLINO
"Il capitale umano"
Paola MINACCIONI
"Allacciate le cinture"
Galatea RANZI
"La grande bellezza"
Milena VUKOTIC
"La sedia della felicità"
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (CON UN EX AEQUO)
Valerio APREA
"Smetto quando voglio"
Giuseppe BATTISTON
"La sedia della felicità"
Libero DE RIENZO
"Smetto quando voglio"
Stefano FRESI
"Smetto quando voglio"
Fabrizio GIFUNI
"Il capitale umano"
Carlo VERDONE
"La grande bellezza"
MIGLIORE DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA
Jérôme ALMÈRAS
"Il capitale umano"
Luca BIGAZZI
"La grande bellezza"
Daniele CIPRÌ
"Salvo"
Gian Filippo CORTICELLI
"Allacciate le cinture"
Gergely POHARNOK
"Miele"
MIGLIORE MUSICISTA
Pasquale CATALANO
"Allacciate le cinture"
Lele MARCHITELLI
"La grande bellezza"
PIVIO e Aldo DE SCALZI
"Song'e Napule"
Umberto SCIPIONE
"Sotto una buona stella"
Carlo VIRZÌ
"Il capitale umano"
MIGLIORE CANZONE ORIGINALE (CON UN EX AEQUO)
"I'M SORRY" musica e testi di Giacomo VACCAI interpretata da Jackie O'S FARM
"Il capitale umano"
"'A MALÌA" musica e testi di Dario SANSONE interpretata da FOJA
"L'arte della felicità"
"TOSAMI LADY" musica e testi di Santi PULVIRENTI, interpretata da Domenico CENTAMORE
"La mafia uccide solo d'estate"
"SMETTO QUANDO VOGLIO" musica e testi di Domenico SCARDAMAGLIO, interpretata da SCARDA
"Smetto quando voglio"
"A' VERITÁ" musica di Francesco LICCARDO, Rosario CASTAGNOLA, testi di Francesco LICCARDO, Sarah TARTUFFO, Alessandro GAROFALO interpretata da Franco RICCIARDI
"Song'e Napule"
"DOVE CADONO I FULMINI" musica, testi e interpretazione di Erica MOU
"Una piccola impresa meridionale"
MIGLIORE SCENOGRAFO
Giancarlo BASILI
"Anni felici"
Stefania CELLA
"La grande bellezza"
Marco DENTICI
"Salvo"
Marta MAFFUCCI
"Allacciate le cinture"
Mauro RADAELLI
"Il capitale umano"
MIGLIORE COSTUMISTA
Maria Rita BARBERA
"Anni felici"
Daniela CIANCIO
"La grande bellezza"
Alessandro LAI
"Allacciate le cinture"
Bettina PONTIGGIA
"Il capitale umano"
Cristiana RICCERI
"La mafia uccide solo d'estate"
MIGLIORE TRUCCATORE
Dalia COLLI
"La mafia uccide solo d'estate"
Paola GATTABRUSI
"Anni felici"
Caroline PHILIPPONNAT
"Il capitale umano"
Maurizio SILVI
"La grande bellezza"
Ermanno SPERA
"Allacciate le cinture"
MIGLIORE ACCONCIATORE
Francesca DE SIMONE
"Allacciate le cinture"
Stéphane DESMAREZ
"Il capitale umano"
Massimo GATTABRUSI
"Anni felici"
Sharim SABATINI
"La sedia della felicità"
Aldo SIGNORETTI
"La grande bellezza"
MIGLIORE MONTATORE
Giogiò FRANCHINI
"Miele "
Patrizio MARONE
"Allacciate le cinture"
Cristiano TRAVAGLIOLI
"La grande bellezza"
Gianni VEZZOSI
"Smetto quando voglio"
Cecilia ZANUSO
"Il capitale umano"
MIGLIOR FONICO DI PRESA DIRETTA
Maurizio ARGENTIERI
"Anni felici"
Angelo BONANNI
"Smetto quando voglio"
Emanuele CECERE
"La grande bellezza"
Roberto MOZZARELLI
"Il capitale umano"
Marco GRILLO, Mirko PANTALLA
"Allacciate le cinture"
MIGLIORI EFFETTI DIGITALI
"Il capitale umano "
"La grande bellezza"
"La mafia uccide solo d'estate"
"Smetto quando voglio"
"Song'e Napule"
MIGLIOR FILM DELL'UNIONE EUROPEA
"IDA"
di Pawel PAWLIKOWSKI (Parthénos)
"LA VITA DI ADELE"
di Abdellatif KECHICHE (Lucky Red)
"PHILOMENA"
di Stephen FREARS (Lucky Red)
"STILL LIFE"
di Uberto PASOLINI (BIM)
"VENERE IN PELLICCIA"
di Roman POLANSKI (01 Distribution)
MIGLIOR FILM STRANIERO
"12 ANNI SCHIAVO"
di Steve McQUEEN (BIM)
"AMERICAN HUSTLE"
di DAVID O. RUSSELL (Eagle Pictures)
"BLUE JASMINE"
di Woody ALLEN (Warner Bros Pictures)
"GRAN BUDAPEST HOTEL"
di Wes ANDERSON (20th Century Fox)
"THE WOLF OF WALL STREET"
di Martin SCORSESE (01 Distribution)
MIGLIOR DOCUMENTARIO DI LUNGOMETRAGGIO (CON UN EX AEQUO)
"DAL PROFONDO"
di Valentina Pedicini
"IL SEGRETO"
di Cyop&Kaf
"IN UTERO SREBRENICA"
di Giuseppe Carrieri
"L'AMMINISTRATORE"
di Vincenzo Marra
"SACRO GRA"
di Gianfranco Rosi
"STOP THE POUNDING HEART – TRILOGIA DEL TEXAS, atto III" di Roberto Minervini
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
"37°4 S"
di Adriano Valerio
"A PASSO D'UOMO"
di Giovanni Aloi
"BELLA DI NOTTE"
di Paolo Zucca
"LAO"
di Gabriele Sabatino Nardis
"NON SONO NESSUNO"
di Francesco Segrè
DAVID GIOVANI
"IL CAPITALE UMANO"
di Paolo Virzì
"LA GRANDE BELLEZZA"
di Paolo Sorrentino
"LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE"
di Pierfrancesco Diliberto
"SOLE A CATINELLE"
di Gennaro Nunziante
"TUTTA COLPA DI FREUD"
di Paolo Genovese
PREMI SPECIALI 2014
Marco Bellocchio
Carlo Mazzacurati
Andrea Occhipinti per Lucky Red
Bengi
domenica 7 febbraio 2010
Film 73 - Baciami ancora
Il primo film del 2010 che vedo nel 2010...

Film 73: "Baciami ancora" (2010) di Gabriele Muccino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Ci terrei subito a precisare che NON volevamo assolutamente vedere questa disgrazia del cinema italiano, ma avevo dei biglietti gratis per il cinema e, traditori, hanno cambiato il film in cartellone a sorpresa dopo una sola settimana di "Tra le nuvole" preferendo questa oscenità al film con Clooney.
Detto questo, non credo nemmeno che si possa parlare di film riferendoci al suddetto prodotto di massificazione e smercio di falsità sui sentimenti umani over 30. Io dubito seriamente che la realtà italiana che ci regala questa (che potrebbe essere una puntata di una qualunque fiction italiana di oggi) 'pellicola' riferita agli adulti di oggi possa anche solo avvicinarsi alla realtà.
Ovviamente è sempre il pisello a farla da padrone, nel senso che una scopata vale sempre molto di più di un sentimento. Si tradisce perchè infelici, ma poi si ritorna all'ovile da brave sperdute pecorelle; ci si fa mettere incinta dall'ex marito mentre il nuovo boy è fuori casa; ci si urla in faccia perchè il bambino avuto con un altro è troppo piccolo per capire che mamma si sbatte il migliore amico del(l'ex) babbo.
Io non so Muccino che idea di persone sui 30-40 abbia, ma di sicuro qui non ci siamo. E' tutto un sussurro, una recitazione posticcia, una serie di situazioni frustranti. Al cinema, giuro!, è stata un'agonia dover seguire i 155 minuti di interminabili cazzate.
La Puccini sembra sempre sperduta nella foresta di Bambi; Accorsi è arrugginitissimo con la recitazione; l'Impacciatore a volte è talmente sopra le righe che neanche Ambra Angiolini mi aveva fatto venire una pelle d'oca simile; Santamaria sembra Gesù Cristo strabico e strambo; e, dulcis in fundo, Pasotti: ma che gli hanno fatto?!?! Ma è stato uno sfogo del truccatore o ha un senso renderlo così brutto?! E' inguardabile, ma senza motivo! Solo perchè te ne stai in giro per il mondo diventi quasi calvo e brutto?! Oppure dovrebbe rappresentare la punizione del suo personaggio per le colpe commesse? O, più semplicemente, un vezzo di trucco?
Io, scusate, ma non mi capacito della bruttezza di un film del genere, di un narratore come Muccino che, non so se per sua volontà, pretende di passare per l'analista favorito degli ex giovanissimi. Io non biasimo la sua necessità di cavalcare l'onda finchè c'è (a proposito: non poteva mancare la famigliola davanti alla tv che si guarda uno degli ultimi film di Will Smith, "Io sono leggenda"... Ma Muccino caro, tanto valeva autocitarsi e farla finita!), però tirando troppo la corda si rischia sempre che si spezzi!
Orrendo, veramente bruttissimo. Ringrazio il cielo di non aver pagato.
Ps. L'unica che si salva è Valeria Bruni Tedeschi, sorellastra di Carla Bruni, che è anche l'unica che riesca a recitare degnamente. Ma che sia Muccino che non ha saputo dirigere il proprio cast? Mah...
Consigli: Non andatelo a vedere. E' una cosa che non si guarda, davvero!
Parola chiave: Boh... La noia?!
Ric

Film 73: "Baciami ancora" (2010) di Gabriele Muccino
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Ci terrei subito a precisare che NON volevamo assolutamente vedere questa disgrazia del cinema italiano, ma avevo dei biglietti gratis per il cinema e, traditori, hanno cambiato il film in cartellone a sorpresa dopo una sola settimana di "Tra le nuvole" preferendo questa oscenità al film con Clooney.
Detto questo, non credo nemmeno che si possa parlare di film riferendoci al suddetto prodotto di massificazione e smercio di falsità sui sentimenti umani over 30. Io dubito seriamente che la realtà italiana che ci regala questa (che potrebbe essere una puntata di una qualunque fiction italiana di oggi) 'pellicola' riferita agli adulti di oggi possa anche solo avvicinarsi alla realtà.
Ovviamente è sempre il pisello a farla da padrone, nel senso che una scopata vale sempre molto di più di un sentimento. Si tradisce perchè infelici, ma poi si ritorna all'ovile da brave sperdute pecorelle; ci si fa mettere incinta dall'ex marito mentre il nuovo boy è fuori casa; ci si urla in faccia perchè il bambino avuto con un altro è troppo piccolo per capire che mamma si sbatte il migliore amico del(l'ex) babbo.
Io non so Muccino che idea di persone sui 30-40 abbia, ma di sicuro qui non ci siamo. E' tutto un sussurro, una recitazione posticcia, una serie di situazioni frustranti. Al cinema, giuro!, è stata un'agonia dover seguire i 155 minuti di interminabili cazzate.
La Puccini sembra sempre sperduta nella foresta di Bambi; Accorsi è arrugginitissimo con la recitazione; l'Impacciatore a volte è talmente sopra le righe che neanche Ambra Angiolini mi aveva fatto venire una pelle d'oca simile; Santamaria sembra Gesù Cristo strabico e strambo; e, dulcis in fundo, Pasotti: ma che gli hanno fatto?!?! Ma è stato uno sfogo del truccatore o ha un senso renderlo così brutto?! E' inguardabile, ma senza motivo! Solo perchè te ne stai in giro per il mondo diventi quasi calvo e brutto?! Oppure dovrebbe rappresentare la punizione del suo personaggio per le colpe commesse? O, più semplicemente, un vezzo di trucco?
Io, scusate, ma non mi capacito della bruttezza di un film del genere, di un narratore come Muccino che, non so se per sua volontà, pretende di passare per l'analista favorito degli ex giovanissimi. Io non biasimo la sua necessità di cavalcare l'onda finchè c'è (a proposito: non poteva mancare la famigliola davanti alla tv che si guarda uno degli ultimi film di Will Smith, "Io sono leggenda"... Ma Muccino caro, tanto valeva autocitarsi e farla finita!), però tirando troppo la corda si rischia sempre che si spezzi!
Orrendo, veramente bruttissimo. Ringrazio il cielo di non aver pagato.
Ps. L'unica che si salva è Valeria Bruni Tedeschi, sorellastra di Carla Bruni, che è anche l'unica che riesca a recitare degnamente. Ma che sia Muccino che non ha saputo dirigere il proprio cast? Mah...
Consigli: Non andatelo a vedere. E' una cosa che non si guarda, davvero!
Parola chiave: Boh... La noia?!
Ric
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