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mercoledì 30 novembre 2022

Film 2148 - Barbarian

Intro: Tornato da un velocissimo weekend a Barcellona, dopo l'ufficio me ne vado al cinema per recuperare un horror di cui avevo sentito parlare molto bene...

Film 2148: "Barbarian" (2022) di Zach Cregger
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: era da un po' che non mi capitava di rimanere incollato alla sedia della sala mentre attendo che sopraggiunga l'ennesimo momento di spavento. E, per una buona parte della storia, che spavento!
"Barbarian" funziona alla grande per l'80% della sua durata, partendo in quarta con un'atmosfera inquietante e cupa che mette ansia già a pochi minuti dall'inizio: ragazza (Georgina Campbell) da sola che cerca di entrare nell'Airbnb che ha prenotato, non ci riesce perché il prorpietario non le ha lasciato la chiave. poi, all'improvviso, nell'appartamento (isolatissimo!) si accende una luce e, neanche a dirlo, pare esserci qualcuno...
Questo, in realtà, è solo l'inizio di un inizio di storia che prenderà il largo spaziando ben oltre i confini di una casa maledetta che emana energie sinistre dal momento in cui vi mettiamo piede dentro. E' tutto a posto, eppure si capisce fin da subito che c'è qualcosa che non va... E poi ci possiamo davvero fidare dell'altro ragazzo (Bill Skarsgård) che parrebbe essere solamente un altro affittuario dell'Airbnb?
Insomma, il pretesto parrebbe semplicissimo - un appartamento, ma due prenotazioni sovrapposte per lo stesso giorno, ovvero un caso di overbooking - eppure man mano che prosegue il racconto, il film di Zach Cregger non smette mai di rivelare un nuovo strato della storia che, vedere per credere, va sempre più a fondo in una vicenda inquietante e bizzarra.
Ed è sul bizzarro che "Barbarian" un po' incespica, finendo per raccontare un finale che perde di quell'aura di mistero e a tratti sfiora un comico che non mi aspettavo. Non necessarimente un male, ma sicuro altera l'atmosfera creata fino a quel momento sapientemente, per sfociare in una sorta di caccia all'uomo che, pur nella sua assurdità, non manca di mantenere alta l'attenzione dello spettatore.
In ogni caso un ottimo film dell'orrore, tesissimo e per niente scontato (per quanto a tratti mi abbia ricordato "Don't Breathe") che regala momenti spaventosi e una valanga di colpi di scena, per un tour de force emotivo che, di questi tempi, è una gioia rara.
Cast: Georgina Campbell, Bill Skarsgård, Justin Long, Richard Brake, Kurt Braunohler, Kate Bosworth.
Box Office: $45.3 milioni
Vale o non vale: Gli amanti dell'horror apprezzeranno. Il miglior film di paura che ho visto quest'anno (e da un bel po' a questa parte).
Premi: /
Parola chiave: Corda nel muro.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 giugno 2016

Film 1162 - La pazza gioia

Curiosissimi di vedere questo titolo italiano, ci siamo imposti di non farcelo scappare. E così è stato!

Film 1162: "La pazza gioia" (2016) di Paolo Virzì
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Tutti pazzi de "La pazza gioia"! Ok, battuta assolutamente scontata, ma non sono riuscito a trattenermi.
Nonostante la banalità, la frase riassume comunque l'idea che mi ha lasciato questa pellicola italiana, ottimo esempio di cinema nostrano vitale, impegnato e ben realizzato, capace di costruire un'intera storia incentrata non solo su due donne, ma anche due personaggi in evidente, totale difficoltà.
La scoperta di un'amicizia tra queste due "Thelma & Louise" moderne è un processo lento e appassionante, marcato da non poche difficoltà personali ed esterne, vera e propria conquista che somma numerose esperienze - tra cui anche quella on the road - e regala allo spettatore non solo il racconto della malattia mentale, ma anche una vera e propria avventura spesso disarmante, spesso divertente, per un risultato finale che è davvero pulsante e carico di significato.
Non so se mi sono lasciato coinvolgere dal tema o dall'evidente bravura di Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, sta di fatto che, pur con i suoi difetti, questo film mi pare riesca a fare centro nel cuore dello spettatore, bilanciando bene la dura realtà di noi "normali", con il racconto alternativo delle due donne, fatto del loro modo di vivere e reagire alla loro condizione e del momento di fuga e riscatto. C'è un certo miscuglio di follia e genialità, garbata e pungente.
Ecco, dunque, che non mi pare serva aggiungere altro se non che "La pazza gioia" è un buon film, perfetto per questo momento intermedio di fine primavera in cui siamo tutti un po' più stanchi e folli dopo le restrizioni invernali e, tuttavia, ancora non possiamo godere dell'evasione estiva. Vorremmo scappare e attendiamo di farlo, proprio come le due protagoniste. Verso una qualche follia estiva? Quello sta a ognuno di noi deciderlo.
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Tommaso Ragno, Bob Messini, Bobo Rondelli, Anna Galiena.
Box Office: € 5.176.096 (ad oggi in Italia)
Consigli: Certi toni da commedia, ma non una storia facile. "La pazza gioia" si intrattiene sul labilissimo confine dello scherziamoci su riferito a temi e situazioni particolarmente delicate - disturbi mentali, suicidio, depressione, adozione - e ne esce vincente grazie a una bilanciata dose di ironia, realismo e bravura (di Bruni Tedeschi e Ramazzotti). Virzì, insomma, promette e non delude. Da vedere.
Parola chiave: Elia.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 4 ottobre 2012

Film 457 - Che cosa aspettarsi quando si aspetta

Tante star per un'unica commedia è sempre un richiamo sufficiente per il sottoscritto!


Film 457: "Che cosa aspettarsi quando si aspetta" (2012) di Kirk Jones
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: A parte la gran folla di nomi che si è sbrigata ad accorrere per la produzione di questa pellicola (per la precisione: Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Elizabeth Banks, Chace Crawford, Anna Kendrick, Matthew Morrison, Rodrigo Santoro, Joe Manganiello, Dennis Quaid, Chris Rock e perfino la cantante Cheryl Cole in un cameo), si può dire che "What to Expect When You're Expecting" è un film pressoché inutile.
Oltre a far davvero ridere poco e basare tutta la sua sceneggiatura su stereotipi di una banalità impressionante (la coppia 'lei vuole il bambino ma non può + lui non lo vuole ma acconsente comunque ad adottarlo = appena arriva il bambino è subito amore, famiglia e cuoricini' è tra le peggiori), in questa pellicola non si riesce mai ad ingranare la marcia giusta. Troppe storie da seguire - che inevitabilmente si intrecceranno -, troppe situazione volutamente comiche che, però, funzionano male e davvero pochissime trovate interessanti (a parte parlare 'male' della maternità, nel senso di affrontarla in maniera più diretta e verosimile e meno zuccheroso-sdolcinata-avvenimento mistico) e, insomma, il risultato è quello che in effetti si può immaginare fin dall'inizio: la solita commedia americana che gioca tutto sui nomi di richiamo, un titolo di grido (qui la guida "What to Expect When You're Expecting" di Heidi Murkoff e Sharon Mazel) e la speranza che il botteghino premi viste e considerate le due voci prima citate. E' stato così in parte: 40 milioni di dollari per produrlo, $79.7 di incasso.
Non c'è molto altro da dire su un prodotto che vive del solo richiamo che possono esercitare le sue star, perchè detta molto sinceramente non posso dire di aver imparato alcunché in più riguardo alla maternità e, men che meno, qualcosa sui rapporti umani. E' tutto così figlio di cliché che ci si mette un secondo ad azzeccare praticamente ogni parte della trama. Scontato.
Consigli: E' un film innocuo che di tutto parla tranne che dei veri rapporti di coppia. Situazioni comiche al limite dell'assurdo, club di papà che non si vergognano di ammettere le loro sbadataggini e pancioni di gestanti tanto finti che nemmeno quella di Beyoncé che aveva fatto tanto scalpore l'ano scorso qualche mese fa.
Parola chiave: Maternità.

Trailer

BB