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martedì 13 agosto 2019

Film 1646 - Ibiza

Intro: C'è stato un fugace momento in cui i film prodotti da Netflix sembravano possedere un qualche valore. Quell'istante è passato da un pezzo.
Film 1646: "Ibiza" (2018) di Alex Richanbach
Visto: dalla tv dell'albergo
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: la recitazione è pessima e la storia assurda, senza contare che si suppone sia una commedia, ma "Ibiza" non fa ridere.
Cast: Gillian Jacobs, Vanessa Bayer, Phoebe Robinson, Richard Madden, Michaela Watkins, Jordi Mollà.
Box Office: /
Vale o non vale: Decisamente evitabile.
Premi: /
Parola chiave: Discoteca.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 28 agosto 2015

Film 980 - Latin Lover

Ero rimasto con molta curiosità rispetto a questo progetto, specialmente perché è stato l'ultimo di una grandissima attrice italiana.

Film 980: "Latin Lover" (2015) di Cristina Comencini
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Preciso che l'ho visto, ma non esattamente sentito alla perfezione. Ho deciso di vederlo lo stesso al di là del bassissimo audio (mentre facevo tapis) perché era già il terzo film che iniziavo, dopo aver mollato i primi due per la stessa problematica. Preso per sfinimento mi sono autoconvinto che in fin dei conti non mi sarei perso poi così tante battute. Il che è vero solo in parte.
Fatta questa premessa, rimane il fatto che "Latin Lover" non mi ha del tutto convinto. L'idea di base è buona: attore di fama mondiale il cui seme si è sparso un po' in ogni dove, ha avuto 5 figlie - da madri diverse - che si ritrovano alla residenza di famiglia (e della prima moglie Virna Lisi) per commemorare la figura del padre presso il suo paese natio, San Vito dei Normanni in Puglia. L'improvvisa convivenza forzata di tutte le donne è un po' come una bomba ad orologeria ed innesca un meccanismo irreversibile verso numerosi punti di rottura dopo anni di situazioni irrisolte, malumori, chiacchiere e persino qualche voce di omosessualità.
Lo spunto di partenza si sposa bene, tra l'altro, con l'idea della Comencini di celebrare una figura iconica del mondo del cinema attraverso il personaggio di Saverio (forse ispirato a suo padre, non saprei dire), permettendosi così di spaziare in epoche e generi filmici che colorano e arricchiscono moltissimo questa sua ultima fatica, prodotto italiano insolitamente fuori dagli schemi e di ampio respiro (Spagna, Svezia, America, tutte nazionalità rappresentate nel film).
Dall'altra parte, però, tutto questo disturbo non porta a granché di innovativo. Il piglio è il solito della commedia italiana, che fa tanto trambusto e poi si perde in un malinconico ricordo buonista che mette le varie voci d'accordo. Tutte le donne, infatti, hanno le loro rivalità interne, le loro fragilità personali, tutte cose che rendono molto plausibile e veritiera la storia, ma nel finale l'"abbraccio" da famiglia allargata un po' alla Özpetek arriva a snaturare il quadro, tanto che dopo la burrasca la situazione si è aggiustata perfino meglio rispetto all'equilibrio della situazione iniziale. Insomma, per semplificare, si parte bene, ma si conclude come al solito. Un po' un peccato se si considera il gruppo di attori fantastico e internazionale, i mezzi che sicuramente è riuscita ad assicurarsi la produzione e il talento della Comencini che, non dimentichiamolo, è l'unica italiana insieme a Sorrentino che sia riuscita negli anni '00 ad avere un suo film candidato all'Oscar (nel 2006 "La bestia nel cuore" è stato candidato a Miglior film straniero). Visto il trailer, poi, mi sarei aspettato qualcosa di diverso, meno bloccato alle convenzionali tappe della commedia e magari un pelo più osato (per esempio: la sorella svedese cede alla avances del marito della sorella spagnola. Già che decidi di affrontare così una parte della storia, tanto vale buttarsi, no? E invece la situazione si risolve da sola, basta un abbraccio dopo il confronto verbale e poi puff, come se niente fosse accaduto, tanto è il marito che è un marpione fin dall'inizio... Troppo semplice, mi spiace).
Insomma, "Latin Lover" è divisibile a metà: da un parte ci mostra che anche il cinema italiano - Sorrentino, Guadagnino e Muccino a parte - ha i mezzi per scostarsi dalla perpetrata immagine-fotocopia di sé che da troppo tempo si ripete; dall'altra è ancora più un ibrido che un esperimento riuscito, in quanto non riesce a ritagliarsi una dimensione propria che vada oltre le buone prmesse e proceda per tutti i 104 minuti di durata.
Ps. Un'occhiata al cast: Virna Lisi, Marisa Paredes ("Il fiore del mio segreto"), Valeria Bruni Tedeschi, Angela Finocchiaro, Candela Peña, Pihla Viitala ("Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe"), Nadeah Miranda, Francesco Scianna, Jordi Mollà ("Elizabeth: The Golden Age" e, anche lui, "Il fiore del mio segreto"), Neri Marcorè, Claudio Gioè, Lluís Homar ("Gli abbracci spezzati", "Con gli occhi dell'assassino"), Toni Bertorelli.
Pps. Il film ha ricevuto 4 candidature ai David di Donatello 2015 per Miglior attrice (Virna Lisi), costumi, acconciature e trucco.
Box Office: € 2.084.332 (solo Italia)
Consigli: Questa pellicola è dedicata, naturalmente, alla splendida Virna Lisi. Anche solo per il fatto che sia l'ultimo progetto cui si è dedicata è un valido motivo per dare una possibilità a questo storia e alle sue brave protagoniste femminili. Il cast è veramente buono e anche se la sceneggiatura finisce per rivelarsi un po' la solita minestra riscaldata, vedere "Latin Lover" non fa certo né male né danno. Lascia forse un po' di nostalgia, ma del resto parliamo di una storia sul ricordo, collettivo e personale.
Parola chiave: Famiglia.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 17 marzo 2014

Film 682 - Il fiore del mio segreto

Nel momento compreso tra pranzo+passeggio+shopping a Milano e il preserata alcolico prima della disco, ci siamo concessi una pausa sul divano del nostro appartamento davanti alla tv. Che trasmetteva a sorpresa questo film.

Film 682: "Il fiore del mio segreto" (1995) di Pedro Almodóvar
Visto: dalla tv dell'appartamento
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: La trama è così ben riassunta su Wiki che non posso non copiare: "La scrittrice di romanzi rosa Leo Macías, che usa lo pseudonimo di Amanda Gris, è in piena crisi creativa come autrice e come persona nella sua vita di coppia. Incapace di rispettare i suoi impegni professionali, cerca il conforto di sua madre e dell'amica Betty. Le cose per lei si complicano sempre più finché non entra nella sua vita un giornalista che, innamorandosi di lei, finisce per scoprire il fiore del segreto di Amanda Gris".
Se fosse un film della Wertmüller questa pellicola avrebbe un titolo lunghissimo nel quale comparirebbero parole come amore, tradimenti, romanzi rosa, crisi e altre simili a dar sentore di una trama completamente incentrata sulla donna, sui suoi turbamenti, le sue insicurezze e la ricerca di sé. In questo Almodóvar dimostra di essere sempre un capacissimo analizzatore, tagliente e al contempo ironico, a volte triste a volte spensierato, per un giro su montagne russe che conducono ad un finale a favore della miglior consapevolezza di se stessi.
Questa volta sarà Marisa Paredes nei panni di Leo Macías a prestare il volto alla creatura di Almodóvar, attrice capace di grande espressività, in grado di donare alla scrittrice un'ottima interpretazione carica di fragilità e sensualità, carisma e frustrazione per un insieme emozionante e divertente di persona e personaggio come è spessimo vero per molti protagonisti delle storie del regista.
Ho trovato la visione di questo "La flor de mi secreto" molto piacevole, ottimo esempio di cinema europeo anni '90, con la giusta dose di ironia, dramma, sensualità e amore, passando per qualche momento un po' buffo o un po' folle, ma tutto sommato in equilibrio col risultato finale. Oltre all'ottima Paredes - che da sola regge il film - anche la mitica Rossy de Palma, compagna di molti film Pedro Almodóvar e qui potentissima spalla nei panni della sorella di Leo, Rosa; presenti anche Jordi Mollà e il famoso ballerino Joaquín Cortés.
Box Office: $1,032,180
Consigli: Se piace il cinema del regista spagnolo questo è certamente un tassello imperdibile della sua filmografia, da inserire tra i tanti titoli cult. Tra questi ultimi, tra l'altro, il bellissimo "Volver" che, particolare curiosissimo, prenderà spunto della sua trama proprio da uno dei romanzi della scrittrice Leo Macías di questo film. Inutile stare a dire quale, si capisce perfettamente durante la visione.
Parola chiave: Tradimento.

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Bengi

lunedì 18 luglio 2011

Film 279 - Elizabeth: The Golden Age

Terzo film della serie 'Regno Unito'.


Film 279: "Elizabeth: The Golden Age" (2007) di Shekhar Kapur
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Meno riuscito del primo film, questo secondo capitolo a quasi 10 anni di distanza dal primo eccelle soprattutto nelle categorie tecniche, se non si prende in considerazione la fantastica Cate Blanchett. Costumi sfarzosi (un Oscar ad Alexandra Byrne) e bellissima fotografia lo rendono, comunque, un piacevolissimo ed interessante intrattenimento.
Pensieri più articolati qui: Film 277 - 282.
Consigli: Scenari mozzafiato al servizio di una storia che, se non fosse vera, sarebbe un'avventura.
Parola chiave: Pace.

Trailer

Ric