Scelta di Luigi, ma trailer visto e rivisto al cinema mi aveva già interessato...
Film 968: "Predestination" (2014) di The Spierig Brothers (Michael Spierig, Peter Spierig)
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Uno sci-fi intrigante e intricato, questo "Predestination" è inusuale per molteplici ragioni.
Innanzitutto a parte Ethan Hawke il cast è praticamente sconosciuto, quindi parliamo di un prodotto commerciale che si basa su un unico attore il cui appeal (commerciale) non è esattamente al suo top di carriera. Poi la storia è alquanto complessa dato che niente è come sembra. Parliamo di un racconto di fantascienza in cui paradossi temporali e viaggi nel tempo vanno a braccetto con autoriproduzione e cambio di sesso. Sì, lo so, sto spoilerando, ma non è possibile sorvolare sulla questione, che è davvero centrale nonché chiave di tutto.
Infine, manca una vera conclusione. Differentemente da quanto le premesse della avrebbero fatto pensare, non ci sarà alcun cambiamento di rotta, nessun punto di rottura. Il tutto viene raccontato, le cose che devono compiersi si compiono... e basta. Mi sarei aspettato un capovolgimento degli eventi, un elemento che sarebbe andato a guastare la situazione e, invece, niente. Il che - lo ammetto - sul momento mi ha fatto davvero innervosire.
Tutto sommato ora che ho la mente lucida e i giorni sono ampiamente passati, posso dire di aver trovato stimolante questa pellicola. Meno scontata di quanto la fantascienza abbia prodotto di recente, stranamente non interessata a parlare di intelligenza artificiale - il che ci ricorda che fantasy non è per forza robot & co. -, ricca di sottotrame e una contestualizzazione storica molto piacevole da seguire (per quanto i costumi siano assurdi), la storia direta dai fratelli Spierig è un ottimo esempio di cinema fantasy. Bisogna solo tenere presente che si deve rimanere concentrati per seguire bene i complessi sviluppi della trama, tra paroloni scientifici e stralci di biografie che andranno a comporre un puzzle complicatissimo da raccontare, ma che alla fine funziona. Come questo film.
Box Office: $4.1 milioni
Consigli: Tratto dal racconto breve "All You Zombies" di Robert A. Heinlein, questo film è maledettamente intricato, ma di quelli che alla fine della visione ti lasciano soddisfatto e contento di aver scelto di vederlo (il che non è poco). Una volta deciso che il compromesso dell'attenzione totale è sopportabile, ci si immerge in un'atmosfera surreale, volando avanti ed indietro nel tempo, seguendo il filo della storia di una vita straordinaria alla ricerca del misterioso terrorista Fizzle Bomber. Nel mezzo una miriade di accadimenti, una verità francamente inaspettata e a tratti inquietante e un risultato finale che vale la pena di essere visto. Ethan Hawke, che in questo genere di titoli ci sguazza (vedi "Gattaca"), qui è più stropicciato che mai. Una nota di merito a Sarah Snook che interpreta moleplici ruoli e riesce ad essere credibile in tutti.
Parola chiave: Intersessualità.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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mercoledì 5 agosto 2015
martedì 9 giugno 2015
Film 934 - Orlando
Un altro film sul tempo dopo "Adaline - L'eterna giovinezza", un'altra protagonista femminile che non invecchia. Anche se cambia di sesso...
Film 934: "Orlando" (1992) di Sally Potter
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei film più strani che abbia mai visto, forse il più strano. A volte sembra di essere a teatro, a volte non si capisce dove ci si stia trovando, né dove si voglia andare, a volte ci si chiede se non sia tutto uno scherzo. Insomma, "Orlando" sei inaspettato.
Una giovane Tilda Swinton interpreta il/la protagonista attraverso i secoli e i sessi, già all'epoca capace di spaziare tra il maschile e il femminile, tra una bellezza aristocratica, antica, vezzosa e una più prettamente contemporanea. Inoltre parliamo qui di qualcosa di estremamente inusuale per il cinema mainstream, un cambio di sesso seppur d'autore (il romanzo da cui è tratta la pellicola è di Virginia Woolf) che lascia disorientato chi non ha idea di cosa si parlerà in questa storia. Come, del resto, per quanto riguardai vari salti temporali.
Insomma, c'è un bel po' di carne al fuoco per un unico film e nonostante questa pellicola abbia ormai 23 anni e non sia certo un titolo di puro, ludico intrattenimento, mi sono goduto il viaggio. Innanzitutto perché la Swinton è magnifica ed era un po' che volevo recuperare, curioso, questo "Orlando", uno dei suoi primi lavori da protagonista. Poi perché ha dei costumi pazzeschi, che definire stupendi è riduttivo. Un lavoro non facile quello di Sandy Powell, tra l'altro, dovendo spaziare tra periodo elisabettiano e giorni nostri ('90), motivo per cui la sua nomination all'Oscar è più che meritata.
In generale, comunque, pur non essendo una narrazione che ho trovato facilissima da seguire - sia perché non conoscevo il romanzo e la sua storia, sia perché di fatto tutti i salti temporali tendono a frammentare il racconto -, sono rimasto da subito affascinato e rapito da questo film, incuriosito dalle svolte narrative e dalle sue sorprese non solo a livello di trama (Sally Potter ha iniziato a scriverne la sceneggiatura alla fine degli anni '80; bisogna tenere presente, quindi, che all'epoca si era certamente meno "preparati" a un bacio saffico sullo schermo, seppure celato dal fatto che il bacio in questione nella storia è dato tra una donna e un in-quel-momento-uomo. Quest'ultimo cambierà sesso e a comprovarlo vi è una scena di nudo integrale della Swinton. Inoltre, a mescolare ulteriormente le carte, all'inizio del film è un uomo, Quentin Crisp, a interpretare Elisabetta I di Inghilterra). Come si capisce, dunque, "Orlando" è una piccola sorpresa in un panorama a me francamente un po' sconosciuto: della filmografia della Potter questo è l'unico titolo momentaneamente visionato e della Woolf so ancora meno. Per cui questo connubio artistico distillato cinematograficamente è stato per me non solo esplosivo, inaspettato e piacevole, ma anche qualcosa da dover codificare, del quale ho faticato ad appropriarmi del linguaggio. Insomma, è stata una sfida, una di quelle che ogni tanto bisognerebbe concedersi per non perdersi nel torpore delle produzioni a grosso budget o di quelle, comunque, contemporanee i cui meccanismi, linguaggi, messaggi e tematiche ci sono immediati e conosciuti.
Box Office: £1,519,690 (UK) + $5,319,445 (USA)
Consigli: Un bell'esperimento cinematografico, un titolo certamente non facile da seguire e inizialmente faticoso da "inquadrare" in qualcosa di conosciuto. Ho apprezzato la performance di Tilda Swinton, già grande 20 anni fa, capace di rapportarsi ad un doppio personaggio, oltretutto senza tempo, uscendone come un'amazzone in sella alla motocicletta.
Bellissimi anche i costumi e le scenografie, insieme capaci di creare atmosfere suggestive e visivamente potenti che certamente rimangono impresse anche finita la visione del film. Tutto sommato direi che "Orlando", pur non essendo qualcosa di adatto a tutti, può soddisfare pienamente chi cerca qualcosa di diverso, di meno convenzionale. O anche solo un salto nel passato.
Parola chiave: Proprietà.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 934: "Orlando" (1992) di Sally Potter
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Uno dei film più strani che abbia mai visto, forse il più strano. A volte sembra di essere a teatro, a volte non si capisce dove ci si stia trovando, né dove si voglia andare, a volte ci si chiede se non sia tutto uno scherzo. Insomma, "Orlando" sei inaspettato.
Una giovane Tilda Swinton interpreta il/la protagonista attraverso i secoli e i sessi, già all'epoca capace di spaziare tra il maschile e il femminile, tra una bellezza aristocratica, antica, vezzosa e una più prettamente contemporanea. Inoltre parliamo qui di qualcosa di estremamente inusuale per il cinema mainstream, un cambio di sesso seppur d'autore (il romanzo da cui è tratta la pellicola è di Virginia Woolf) che lascia disorientato chi non ha idea di cosa si parlerà in questa storia. Come, del resto, per quanto riguardai vari salti temporali.
Insomma, c'è un bel po' di carne al fuoco per un unico film e nonostante questa pellicola abbia ormai 23 anni e non sia certo un titolo di puro, ludico intrattenimento, mi sono goduto il viaggio. Innanzitutto perché la Swinton è magnifica ed era un po' che volevo recuperare, curioso, questo "Orlando", uno dei suoi primi lavori da protagonista. Poi perché ha dei costumi pazzeschi, che definire stupendi è riduttivo. Un lavoro non facile quello di Sandy Powell, tra l'altro, dovendo spaziare tra periodo elisabettiano e giorni nostri ('90), motivo per cui la sua nomination all'Oscar è più che meritata.
In generale, comunque, pur non essendo una narrazione che ho trovato facilissima da seguire - sia perché non conoscevo il romanzo e la sua storia, sia perché di fatto tutti i salti temporali tendono a frammentare il racconto -, sono rimasto da subito affascinato e rapito da questo film, incuriosito dalle svolte narrative e dalle sue sorprese non solo a livello di trama (Sally Potter ha iniziato a scriverne la sceneggiatura alla fine degli anni '80; bisogna tenere presente, quindi, che all'epoca si era certamente meno "preparati" a un bacio saffico sullo schermo, seppure celato dal fatto che il bacio in questione nella storia è dato tra una donna e un in-quel-momento-uomo. Quest'ultimo cambierà sesso e a comprovarlo vi è una scena di nudo integrale della Swinton. Inoltre, a mescolare ulteriormente le carte, all'inizio del film è un uomo, Quentin Crisp, a interpretare Elisabetta I di Inghilterra). Come si capisce, dunque, "Orlando" è una piccola sorpresa in un panorama a me francamente un po' sconosciuto: della filmografia della Potter questo è l'unico titolo momentaneamente visionato e della Woolf so ancora meno. Per cui questo connubio artistico distillato cinematograficamente è stato per me non solo esplosivo, inaspettato e piacevole, ma anche qualcosa da dover codificare, del quale ho faticato ad appropriarmi del linguaggio. Insomma, è stata una sfida, una di quelle che ogni tanto bisognerebbe concedersi per non perdersi nel torpore delle produzioni a grosso budget o di quelle, comunque, contemporanee i cui meccanismi, linguaggi, messaggi e tematiche ci sono immediati e conosciuti.
Box Office: £1,519,690 (UK) + $5,319,445 (USA)
Consigli: Un bell'esperimento cinematografico, un titolo certamente non facile da seguire e inizialmente faticoso da "inquadrare" in qualcosa di conosciuto. Ho apprezzato la performance di Tilda Swinton, già grande 20 anni fa, capace di rapportarsi ad un doppio personaggio, oltretutto senza tempo, uscendone come un'amazzone in sella alla motocicletta.
Bellissimi anche i costumi e le scenografie, insieme capaci di creare atmosfere suggestive e visivamente potenti che certamente rimangono impresse anche finita la visione del film. Tutto sommato direi che "Orlando", pur non essendo qualcosa di adatto a tutti, può soddisfare pienamente chi cerca qualcosa di diverso, di meno convenzionale. O anche solo un salto nel passato.
Parola chiave: Proprietà.
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lunedì 21 novembre 2011
Film 328 - La pelle che abito
Cinema d'autore per una serata di chiacchiere tra amici.
Film 328: "La pelle che abito" (2011) di Pedro Almodóvar
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Non so se si possa dire ad alta voce di un film del grande Almodóvar ("Volver" è ancora qui), ma questa sua ultima fatica mi ha fatto veramente schifo.
Usando quest'espressione forte voglio più che mai sottolineare quanto questa pellicola sia andata lontano dalle mie aspettative e, anzi, le abbia tradite spingendosi - a mio avviso - attraverso imbarazzanti percorsi narrativi. Studiare la natura umana, comprese le sue perversioni o aberrazioni, può sempre avere un senso se dietro c'è uno scopo (narrativo, nell'ambito cinematografico). Qui, per quanto con Claudia ci si sia interrogati, il fine ultimo di raccontare questa storia non è stato trovato.
Tra un nonsense e un personaggio imbarazzante, un folle progetto e una trama a tratti ridicola, si finisce per non digerire questo "La piel que habito", bizzarro progetto che fatico tuttora a collocare in uno spazio ben definito. Folle? Ambizioso? Sopra le righe? Strampalato? Io l'ho trovato brutto e senza nulla da raccontare che non fosse l'evento scatenante della storia: chirurgo plastico rapisce per vendetta l'uomo che crede abbia stuprato la figlia e, pian piano, lo 'tramuta' in donna.
Non si può vivere di singoli shock narrativi, bisogna poi avere una trama, qualcosa da raccontare. A mio avviso, qui non c'è.
Consigli: Con tutti i bei film di Almodóvar che ci sono, questo può essere serenamente tralasciato.
Parola chiave: Vendetta.
Trailer
Ric
Film 328: "La pelle che abito" (2011) di Pedro Almodóvar
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Claudia
Pensieri: Non so se si possa dire ad alta voce di un film del grande Almodóvar ("Volver" è ancora qui), ma questa sua ultima fatica mi ha fatto veramente schifo.
Usando quest'espressione forte voglio più che mai sottolineare quanto questa pellicola sia andata lontano dalle mie aspettative e, anzi, le abbia tradite spingendosi - a mio avviso - attraverso imbarazzanti percorsi narrativi. Studiare la natura umana, comprese le sue perversioni o aberrazioni, può sempre avere un senso se dietro c'è uno scopo (narrativo, nell'ambito cinematografico). Qui, per quanto con Claudia ci si sia interrogati, il fine ultimo di raccontare questa storia non è stato trovato.
Tra un nonsense e un personaggio imbarazzante, un folle progetto e una trama a tratti ridicola, si finisce per non digerire questo "La piel que habito", bizzarro progetto che fatico tuttora a collocare in uno spazio ben definito. Folle? Ambizioso? Sopra le righe? Strampalato? Io l'ho trovato brutto e senza nulla da raccontare che non fosse l'evento scatenante della storia: chirurgo plastico rapisce per vendetta l'uomo che crede abbia stuprato la figlia e, pian piano, lo 'tramuta' in donna.
Non si può vivere di singoli shock narrativi, bisogna poi avere una trama, qualcosa da raccontare. A mio avviso, qui non c'è.
Consigli: Con tutti i bei film di Almodóvar che ci sono, questo può essere serenamente tralasciato.
Parola chiave: Vendetta.
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