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venerdì 25 settembre 2020

Film 1923 - Mulan

Intro: E finalmente anche questo film è riuscito ad uscire, anche se non al cinema. L'attesa è stata decisamente lunga...
Film 1923: "Mulan" (2020) di Niki Caro
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: al di là della questione Covid, si era creata molta attesa intorno a questo remake live-action di "Mulan", uno forse dei prodotti Disney meno mainstream tra i titoli moderni. Varie critiche sono state mosse verso la produzione e la sua attrice protagonista protagonista, per cui penso ci fosse un certo interesse nel capire il valore di un'operazione commerciale che, visti i precedenti successi al box-office dell'anno scorso, per la Disney poteva significare un'altra gallina dalle uova d'oro resuscitata. Nella realtà dei fatti, sfortuna ha voluto che l'uscita nelle sale non si sia mai verificata, con un lancio sul canale streaming Disney+ ritardato di mesi rispetto alla data originale prevista e - mi sento di dire - un contraccolpo per il marketing di non poco conto, anche solo considerato che produrre questo titolo è costato $200 milioni.
Preso in consderazione anche l'aspetto economico, devo dire che stiamo veramente parlando di niente: "Mulan" è un film banale e dalla trama imbarazzante, incapace di decidere da quale fonte copiare - l'originale "Mulan" del '98? "Memorie di una geisha"? "Lanterne rosse"? "The Great Wall"? "La tigre e il dragone"? "La foresta dei pugnali volanti"? - e, peggio ancora, che strada prendere nel momento in cui si propone con il marchio della casa di Topolino pur decidendo di narrare una storia di violenza e guerra senza mai mostrare una spada macchiata di sangue. Messo da parte il realismo, quindi, la sceneggiatura si impegna a proporre mirabolanti acrobazie e spettacolari effetti speciali a supporto delle abilità della protagonista e di una storia che prevede magia e spettacolarità (pur avendo fatto fuori Mushu), il tutto al servizio di un racconto che risulta superficiale, anche se esteticamente molto ricco e vivido.
Purtroppo non bastano la bella fotografia e i costumi curati a rendere "Mulan" un buon prodotto mainstream e, anzi, il risultato finale è solo quello di far rimpiangere l'originale.
Cast: Yifei Liu, Donnie Yen, Tzi Ma, Jason Scott Lee, Yoson An, Ron Yuan, Gong Li, Jet Li, Cheng Pei-pei, Ming-Na Wen.
Box Office: $64.4 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Nel devastante panorama cinematografico del momento è chiaro che una proposta come "Mulan" risulti alquanto appetibile, ma volendo mantenere un approccio lucido alla questione, non si tratta davvero di niente di che. La storia è superficiale e ricalca (male) quella del film originale, anche se a livello visivo ed estetico è stato fatto un buon lavoro (sempre tenendo a mente che si tratta di un prodotto Disney, per cui i colori sono caricati all'ennesima potenza e strutture architettoniche tutte palesemente finte). Consiglio di guardare tutta la scena dei titoli di coda che propongono una bellissima "Loyal Brave True" cantata da una Christina Aguilera che qui ritrova una dimensione sensata.
Premi: /
Parola chiave: Ch'i.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 1 giugno 2015

Film 927 - Il re scorpione

Titoli da recuperare grazie agli allenamenti di corsa: ecco un nuovo, perfetto candidato.

Film 927: "Il re scorpione" (2002) di Chuck Russell
Visto: dal portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante io sia sempre stato un grande fan della saga de "La mummia", lo spin-off su "Il re scorpione" non lo avevo ancora mai visto. Diciamo che, pur consapevole sarebbe stata una gran stupidaggine, mi era rimasta sempre la curiosità di capire quanto boiata potesse essere. Ecco, ora posso dirlo: è terribile.
Penso che nessuno da un titolo come questo si aspetterebbe alcunché, eppure vedere "The Scorpion King" a 13 anni dal suo rilascio nelle sale di tutto il mondo segna bene il confine rispetto a quelli che sono oggi gli standard per pellicole come queste, ovvero i blockbuster. Non più solo puro intrattenimento, un eroe invincibile, dalla moralità imperturbabile e il destino segnato da una profezia, ma una vera e propria caratterizzazione dei personaggi che va oltre il costume di scena e il bicipite dell'attore.
Dwayne Johnson dai tempi di questa pellicola di strada ne ha fatta un bel po'. Lo si capisce subito dal fatto che qui si fa ancora chiamare The Rock - il suo nome da lottatore di wrestling -, quando ormai sono anni che utilizza il suo nome di battesimo nei titoli dei film, proprio come in "San Andreas", questo weekend al #1 del box office americano. Come a dire che ora ha una carriera cinematografica che prende davvero sul serio.
Qui, infatti, di serio c'è poco: la recitazione è opzionale, i personaggi bidimensionali al pari delle scenografie (davvero imbarazzanti, lo devo dire), la storia fa il minimo indispensabile per portare allo spettatore qualcosa da guardare e lo condisce con tantissime scene action, botte da orbi, visioni oniriche e una serie di costumi che dubito fortemente fossero anche solo ipotizzabili nel - badate bene! - 6000 A.C. (anche se la versione italiana di Wiki fa risalire gli avvenimenti al 3000 A.C., quella inglese dice che sono invece precedenti di 5000 anni rispetto a quelli de "La mummia" 1 e 2).
Insomma, anche se tutto sommato l'unico scopo di questa pellicola è adempiuto - ovvero intrattenere categoricamente senza impegnare il cervello - non si può certo dire che il risultato sia sufficiente. Non è nemmeno colpa di Dwayne Johnson o i suoi comprimari (Kelly Hu, Bernard Hill, Peter Facinelli, Steven Brand, Michael Clarke Duncan e un Grant Heslov che è riuscito a vincere un Oscar nel 2013 come produttore del vincente "Argo"), semplicemente "Il re scorpione" è un filmetto sciapo che tenta di ricreare le atmosfere della saga da cui deriva, senza però riuscire nell'impresa di suscitare lo stesso interesse.
Film 1572 - The Mummy
Film 2444 - The Mummy
Film 737 - La mummia - Il ritorno
Film 1934 - The Mummy Returns
Film 1402 - La mummia
Film 927 - Il re scorpione
Box Office: $165.3 milioni
Consigli: Dopo il successo mondiale de "La mummia - Il ritorno", alla Universal pensarono di ricamare sul personaggio del Re Scorpione un'intera storia ad hoc da lanciare sul mercato in forma di spin-off. Con un budget inferiore di 30 milioni di dollari, una trama che non fa centro e una realizzazione tanto posticcia da risultare fastidiosa, l'operazione commerciale ha fatto quel che poteva e il risultato finale è qualcosa che ricorda "La mummia", pur rendendone evidentissimi i limiti che separano l'originale da questo titolo successivo. Peccato, perché poteva essere una buona occasione per rinsaldare entrambi i franchise.
Parola chiave: Stregone.

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#HollywoodCiak
Bengi