Ero rimasto con il pallido di recuperarlo e, grazie allo streaming, ho provveduto.
Film 984: "Focus - Niente è come sembra" (2015) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Lu
Pensieri: Diciamo che "Focus" è un intrattenimento carino e piacevole, ottimo per una serata senza pretese il cui unico scopo è lo svago. Più di questo non si può proprio dire.
La coppia Will Smith - Margot Robbie è ben assortita e i due sono non solo bellissimi, ma anche visibilmente affiatai, il che aiuta ad aumentare il piacere della visione, tutta costumini hot, addominali scolpiti e truffe a gogo. Il contenuto del film è accessorio, un'avventura come un altra al sapore di truffa che ha come unico distintivo personale quello di mettere il pubblico nella condizione di capire qualche trucchetto da 'mano lunga': e allora via di borseggiamenti, estrazione di portafogli o aggancio di orologi altrui, il tutto senza che mai nessuno venga beccato a rubare. Ma ci sta, fa parte del gioco e la trama prevede che tutti rimangano impuniti per procedere fino all'epilogo che, nonostante le dinamiche premesse iniziali, non sarà nulla di straordinario. Bene lo stesso, "Focus - Niente è come sembra" è un prodotto ad alta digeibilità: lo vedi e passi al prossimo film.
Box Office: $158.8 milioni
Consigli: Tentato blockbuster di facile assimilazione, "Focus" brilla principalmente per il glam della coppia Smith-Robbie, senza però riuscire a convincere del tutto. E' una pellicola perfetta per spegnere il cervello e regalarsi un po' di relax a ritmo di qualche colpo di scena, corse di Formula 1 e molti, moltissimi furti. Se piace il genere, è un perfetto passatempo.
Parola chiave: Collana.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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mercoledì 2 settembre 2015
Film 984 - Focus - Niente è come sembra
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giovedì 16 ottobre 2014
Film 793 - Charlie's Angels - Più che mai
Visto il primo... vuoi non vedere anche il secondo?
Film 793: "Charlie's Angels - Più che mai" (2003) di McG
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Allora, premesso che a me questo franchise piace, certo non stiamo parlando di un capolavoro del cinema contemporaneo. In effetti con un budget di CENTOVENTI milioni di dollari forse ci si poteva impegnare un pelino di più nella trama invece che puntare tout court sugli effetti speciali. Di buono c'è che l'atmosfera scanzonata e totalmente irreale del primo film è mantenuta fedelmente e se si è apprezzata la sciocca comicità misto acrobazie da combattimento anche con questo "Charlie's Angels: Full Throttle" non si rimarrà delusi.
Rispetto al primo "Charlie's Angels" credo che qui il problema sia fondamentalmente uno: ci sono troppe cose. Troppi cameo nascosti. Troppi personaggi. Troppi camuffamenti-cambio-costume-cambi-scenario. Insomma, va bene voler stupire con il secondo episodio, ma qui è veramente tutto troppo pompato perfino per l'universo caotico spy-trendy delle ragazze di Charlie. E' mantenuto perfino il personaggio di Bosley interpretato da Bill Murray quando in questo film c'è un altro Bosley interpretato da Bernie Mac! Per non parlare, poi, del cast. Io ve li cito (quasi) tutti, camei inclusi: Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu, Bernie Mac, Crispin Glover, Justin Theroux, Demi Moore, Robert Patrick, Shia LaBeouf, Matt LeBlanc, Luke Wilson, John Cleese, Ja'net Dubois, Rodrigo Santoro, Bruce Willis, Pink, The Pussycat Dolls, Mary-Kate e Ashley Olsen, Eve, Carrie Fisher, Melissa McCarthy.
Ecco, non so se ho reso l'idea.
Problema del tutto-troppo a parte, la pellicola è comunque un esempio piacevole di cinema commerciale, soprattutto grazie all'ottimo trio di protagoniste che, caratterizzate agli antipodi, contribuiscono a creare un mix eterogeneo affascinante e trascinante, oltre che molto dinamico. Le assurdità delle situazioni in cui sono coinvolte sono talmente folli che finiscono per divertire con disimpegno e tutto sommato l'approccio totalmente innoquo non può che contribuire a lasciare un'impressione abbastanza positiva.
Film 783 - Charlie's Angels
Box Office: $259,175,788
Consigli: Nonostante le 7 candidature ai Razzie Awards (anche come Peggior film) e le due vittorie (Demi Moore peggior attrice, ma è come sparare sulla croce rossa), non si può dire che non esista di molto peggio nel panorama del pseudo-action con incursione nella commedia al femminile. Quindi mi sento di dire che, se vi è piaciuto il primo film o se in generale questo genere di stupidate puramente intrattenitive, sciocche e divertenti vi aggrada, "Charlie's Angels - Più che mai" è una buona scelta per una serata in compagnia.
Parola chiave: Madison Lee.
Trailer
Bengi
Film 793: "Charlie's Angels - Più che mai" (2003) di McG
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Allora, premesso che a me questo franchise piace, certo non stiamo parlando di un capolavoro del cinema contemporaneo. In effetti con un budget di CENTOVENTI milioni di dollari forse ci si poteva impegnare un pelino di più nella trama invece che puntare tout court sugli effetti speciali. Di buono c'è che l'atmosfera scanzonata e totalmente irreale del primo film è mantenuta fedelmente e se si è apprezzata la sciocca comicità misto acrobazie da combattimento anche con questo "Charlie's Angels: Full Throttle" non si rimarrà delusi.
Rispetto al primo "Charlie's Angels" credo che qui il problema sia fondamentalmente uno: ci sono troppe cose. Troppi cameo nascosti. Troppi personaggi. Troppi camuffamenti-cambio-costume-cambi-scenario. Insomma, va bene voler stupire con il secondo episodio, ma qui è veramente tutto troppo pompato perfino per l'universo caotico spy-trendy delle ragazze di Charlie. E' mantenuto perfino il personaggio di Bosley interpretato da Bill Murray quando in questo film c'è un altro Bosley interpretato da Bernie Mac! Per non parlare, poi, del cast. Io ve li cito (quasi) tutti, camei inclusi: Cameron Diaz, Drew Barrymore, Lucy Liu, Bernie Mac, Crispin Glover, Justin Theroux, Demi Moore, Robert Patrick, Shia LaBeouf, Matt LeBlanc, Luke Wilson, John Cleese, Ja'net Dubois, Rodrigo Santoro, Bruce Willis, Pink, The Pussycat Dolls, Mary-Kate e Ashley Olsen, Eve, Carrie Fisher, Melissa McCarthy.
Ecco, non so se ho reso l'idea.
Problema del tutto-troppo a parte, la pellicola è comunque un esempio piacevole di cinema commerciale, soprattutto grazie all'ottimo trio di protagoniste che, caratterizzate agli antipodi, contribuiscono a creare un mix eterogeneo affascinante e trascinante, oltre che molto dinamico. Le assurdità delle situazioni in cui sono coinvolte sono talmente folli che finiscono per divertire con disimpegno e tutto sommato l'approccio totalmente innoquo non può che contribuire a lasciare un'impressione abbastanza positiva.
Film 783 - Charlie's Angels
Box Office: $259,175,788
Consigli: Nonostante le 7 candidature ai Razzie Awards (anche come Peggior film) e le due vittorie (Demi Moore peggior attrice, ma è come sparare sulla croce rossa), non si può dire che non esista di molto peggio nel panorama del pseudo-action con incursione nella commedia al femminile. Quindi mi sento di dire che, se vi è piaciuto il primo film o se in generale questo genere di stupidate puramente intrattenitive, sciocche e divertenti vi aggrada, "Charlie's Angels - Più che mai" è una buona scelta per una serata in compagnia.
Parola chiave: Madison Lee.
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Bengi
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martedì 29 aprile 2014
Film 703 - Rio 2
Prima volta al cinema negli Stati Uniti! La scelta è ricaduta sul cinema più vicino alla mia sistemazione, l'AMC Empire 25 sulla 42esima. Anche io, finalmente, contribuisco agli incassi settimanali del box-office USA!
Film 703: "Rio 2" (2014) di Carlos Saldanha
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante tutto il mio entusiasmo e la buona volontà... non ce l'ho fatta! Il cinemino serale delle 22.30 ha cominciato il suo sortilegio soporifero circa un'oretta dopo, ovvero a circa mezzora dall'inizio della pellicola dato che prima ho praticamente visto il trailer di qualunque altra cosa messa in produzione di recente (vedi "Maleficent") e pure i primi 5minuti in anteprima di "How to Train Your Dragon 2". Fico, ma deleterio per me e il mio jet-lag.
In sostanza ho molto gradito l'inizio di questo "Rio 2 - Missione Amazzonia", perfettamente comprensibile in inglese (e) senza sottotitoli e ho trovato divertente il nuovo quadro familiare di Blu e Jewel comprensivo di pargoletti e della nuova missione più 'selvaggia' rispetto al precedente episodio cinematografico. I personaggi-spalla, piuttosto divertenti, riescono a rendere l'insieme spensierato in maniera continuativa e il gioco del riconoscere le voci degli attori o cantanti che si sono prestati al doppiaggio è sinceramente spassoso (tra i tanti: Jesse Eisenberg, Anne Hathaway, Leslie Mann, Bruno Mars, Jamie Foxx, will.i.am, Kristin Chenoweth, Andy Garcia, Bruno Mars, Janelle Monáe, Rita Moreno, Tracy Morgan, Rodrigo Santoro). Insomma, direi che per quello che ho visto - credo ben più della metà del totale - "Rio 2" è in linea con il suo target di pubblico precedentemente conquistato con "Rio" e i non pochi $484,635,760 incassati dal primo film.
Non credo sorprenda nessuno se dico che, di fatto, addormentarmi qua e là non ha compromesso la comprensione di una trama per nulla sofisticata e a portata di tutti - essendo un prodotto per famiglie -, ergo credo di poter asserire abbastanza serenamente che, pur avendo "perso qualche colpo", la pellicola è carina e divertente, perfetta per il pubblico di bambini (e accompagnatori) cui si rivolge. Piacevole e buon esempio di sequel.
Film 258 - Rio
Box Office: $344,189,900 (ad oggi)
Consigli: Spensierato e per tutta la famiglia, coloratissimo e visivamente molto affascinante. Funziona nella sua missione di continuare la storia d'amore dei due pappagalli blu raccontandoni i risvolti familiari e, successivamente, legati alla loro - rinnovata - specie. In definitiva un film d'animazione carino e dal buon ritmo musicale.
Parola chiave: Amazzonia.
Trailer
Bengi
Film 703: "Rio 2" (2014) di Carlos Saldanha
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante tutto il mio entusiasmo e la buona volontà... non ce l'ho fatta! Il cinemino serale delle 22.30 ha cominciato il suo sortilegio soporifero circa un'oretta dopo, ovvero a circa mezzora dall'inizio della pellicola dato che prima ho praticamente visto il trailer di qualunque altra cosa messa in produzione di recente (vedi "Maleficent") e pure i primi 5minuti in anteprima di "How to Train Your Dragon 2". Fico, ma deleterio per me e il mio jet-lag.
In sostanza ho molto gradito l'inizio di questo "Rio 2 - Missione Amazzonia", perfettamente comprensibile in inglese (e) senza sottotitoli e ho trovato divertente il nuovo quadro familiare di Blu e Jewel comprensivo di pargoletti e della nuova missione più 'selvaggia' rispetto al precedente episodio cinematografico. I personaggi-spalla, piuttosto divertenti, riescono a rendere l'insieme spensierato in maniera continuativa e il gioco del riconoscere le voci degli attori o cantanti che si sono prestati al doppiaggio è sinceramente spassoso (tra i tanti: Jesse Eisenberg, Anne Hathaway, Leslie Mann, Bruno Mars, Jamie Foxx, will.i.am, Kristin Chenoweth, Andy Garcia, Bruno Mars, Janelle Monáe, Rita Moreno, Tracy Morgan, Rodrigo Santoro). Insomma, direi che per quello che ho visto - credo ben più della metà del totale - "Rio 2" è in linea con il suo target di pubblico precedentemente conquistato con "Rio" e i non pochi $484,635,760 incassati dal primo film.
Non credo sorprenda nessuno se dico che, di fatto, addormentarmi qua e là non ha compromesso la comprensione di una trama per nulla sofisticata e a portata di tutti - essendo un prodotto per famiglie -, ergo credo di poter asserire abbastanza serenamente che, pur avendo "perso qualche colpo", la pellicola è carina e divertente, perfetta per il pubblico di bambini (e accompagnatori) cui si rivolge. Piacevole e buon esempio di sequel.
Film 258 - Rio
Box Office: $344,189,900 (ad oggi)
Consigli: Spensierato e per tutta la famiglia, coloratissimo e visivamente molto affascinante. Funziona nella sua missione di continuare la storia d'amore dei due pappagalli blu raccontandoni i risvolti familiari e, successivamente, legati alla loro - rinnovata - specie. In definitiva un film d'animazione carino e dal buon ritmo musicale.
Parola chiave: Amazzonia.
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Bengi
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martedì 8 aprile 2014
Film 692 - 300 - L'alba di un impero
Sempre con la 3. Questa pellicola non potevo non vederla!
Film 692: "300 - L'alba di un impero" (2014) di Noam Murro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Anche se il primo, violentissimo "300" mi era piaciuto, non posso dire di essere mai stato un fan sfegatato; la voglia di vedere questo sequel però c'era. Forse 7 anni di distanza tra le due pellicole è molta, considerando il tipo di prodotto, comunque il risultato finale è stato in grado di non deludere le aspettative.
Di base, le più evidenti somiglianze con il suo predecessore sono lo stile delle immagini, la violenza, le tematiche generali di onore e vendetta. Alcuni personaggi ritornano (Serse, la regina Gorgo, Delios), molti altri sono nuovi a partire dal protagonista Temistocle/Sullivan Stapleton e dalla sua nemesi Artemisia/Eva Green.
Il fulcro di tutta la vicenda sarà, di fatto, incentrato su questi ultimi e sulla loro questione in sospeso, a causa della quale non pochi troveranno la morte. Morte che ha moltissimo spazio all'interno della trama, tanto da domandarsi se non ci sia stata una tendenza ad esagerare. Va bene che il prodotto promette sangue, azione e numerosi effetti speciali, ma - seppure l'integrità del franchise è garantita - alla lunga stanca. Così come gli interminabili soliloqui di alcuni personaggi, dei quali a farne più uso è Artemisia, signora della guerra e, a quanto pare, anche del monologo interminabile. Niente di male se esternasse pensieri irraggiungibili per lo spettatore, ma dato che si limita a commentare, passo passo, ogni azione che decide di mettere in pratica è palese che sia uno sforzo narrativo superfluo.
In generale, comunque, va detto che "300: Rise of an Empire" fa il suo dovere, mantenendo abbastanza fedelmente non solo le promesse legate a questo film nello specifico, ma anche relativamente al primo capitolo di questa saga che, si intuisce, potrebbe vedere un ulteriore episodio generato ai fini della storia (sperando in una gestazione un po' più breve). Il continuum temporale tiene e, anche se Stapleton non ha il magnetismo di Gerard Butler né un personaggio interessante quanto Leonida, il girotondo di personaggi-spalla che si susseguono durante i 102 minuti di pellicola tiene abbastanza alto l'interesse dello spettatore per tutta la visione. Chiaro, non è come "300", ma anche questo seguel ha un suo perché.
Box Office: $324,703,000 (ad oggi)
Consigli: Per i fan del primo episodio questo film è certo imperdibile, come lo è per chi ama lo splatter in salsa fumetto. Tanta violenza gratuita e tanti scenari ricreati al pc, oltre che battaglie in slow-motion ed epici discorsi d'incoraggiamento pre battaglia. Se è ciò che si cerca questo "300 - L'alba di un impero" è perfetto.
Parola chiave: Vendetta.
Trailer
Bengi
Film 692: "300 - L'alba di un impero" (2014) di Noam Murro
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Anche se il primo, violentissimo "300" mi era piaciuto, non posso dire di essere mai stato un fan sfegatato; la voglia di vedere questo sequel però c'era. Forse 7 anni di distanza tra le due pellicole è molta, considerando il tipo di prodotto, comunque il risultato finale è stato in grado di non deludere le aspettative.
Di base, le più evidenti somiglianze con il suo predecessore sono lo stile delle immagini, la violenza, le tematiche generali di onore e vendetta. Alcuni personaggi ritornano (Serse, la regina Gorgo, Delios), molti altri sono nuovi a partire dal protagonista Temistocle/Sullivan Stapleton e dalla sua nemesi Artemisia/Eva Green.
Il fulcro di tutta la vicenda sarà, di fatto, incentrato su questi ultimi e sulla loro questione in sospeso, a causa della quale non pochi troveranno la morte. Morte che ha moltissimo spazio all'interno della trama, tanto da domandarsi se non ci sia stata una tendenza ad esagerare. Va bene che il prodotto promette sangue, azione e numerosi effetti speciali, ma - seppure l'integrità del franchise è garantita - alla lunga stanca. Così come gli interminabili soliloqui di alcuni personaggi, dei quali a farne più uso è Artemisia, signora della guerra e, a quanto pare, anche del monologo interminabile. Niente di male se esternasse pensieri irraggiungibili per lo spettatore, ma dato che si limita a commentare, passo passo, ogni azione che decide di mettere in pratica è palese che sia uno sforzo narrativo superfluo.
In generale, comunque, va detto che "300: Rise of an Empire" fa il suo dovere, mantenendo abbastanza fedelmente non solo le promesse legate a questo film nello specifico, ma anche relativamente al primo capitolo di questa saga che, si intuisce, potrebbe vedere un ulteriore episodio generato ai fini della storia (sperando in una gestazione un po' più breve). Il continuum temporale tiene e, anche se Stapleton non ha il magnetismo di Gerard Butler né un personaggio interessante quanto Leonida, il girotondo di personaggi-spalla che si susseguono durante i 102 minuti di pellicola tiene abbastanza alto l'interesse dello spettatore per tutta la visione. Chiaro, non è come "300", ma anche questo seguel ha un suo perché.
Box Office: $324,703,000 (ad oggi)
Consigli: Per i fan del primo episodio questo film è certo imperdibile, come lo è per chi ama lo splatter in salsa fumetto. Tanta violenza gratuita e tanti scenari ricreati al pc, oltre che battaglie in slow-motion ed epici discorsi d'incoraggiamento pre battaglia. Se è ciò che si cerca questo "300 - L'alba di un impero" è perfetto.
Parola chiave: Vendetta.
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Bengi
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giovedì 4 ottobre 2012
Film 457 - Che cosa aspettarsi quando si aspetta
Tante star per un'unica commedia è sempre un richiamo sufficiente per il sottoscritto!
Film 457: "Che cosa aspettarsi quando si aspetta" (2012) di Kirk Jones
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: A parte la gran folla di nomi che si è sbrigata ad accorrere per la produzione di questa pellicola (per la precisione: Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Elizabeth Banks, Chace Crawford, Anna Kendrick, Matthew Morrison, Rodrigo Santoro, Joe Manganiello, Dennis Quaid, Chris Rock e perfino la cantante Cheryl Cole in un cameo), si può dire che "What to Expect When You're Expecting" è un film pressoché inutile.
Oltre a far davvero ridere poco e basare tutta la sua sceneggiatura su stereotipi di una banalità impressionante (la coppia 'lei vuole il bambino ma non può + lui non lo vuole ma acconsente comunque ad adottarlo = appena arriva il bambino è subito amore, famiglia e cuoricini' è tra le peggiori), in questa pellicola non si riesce mai ad ingranare la marcia giusta. Troppe storie da seguire - che inevitabilmente si intrecceranno -, troppe situazione volutamente comiche che, però, funzionano male e davvero pochissime trovate interessanti (a parte parlare 'male' della maternità, nel senso di affrontarla in maniera più diretta e verosimile e meno zuccheroso-sdolcinata-avvenimento mistico) e, insomma, il risultato è quello che in effetti si può immaginare fin dall'inizio: la solita commedia americana che gioca tutto sui nomi di richiamo, un titolo di grido (qui la guida "What to Expect When You're Expecting" di Heidi Murkoff e Sharon Mazel) e la speranza che il botteghino premi viste e considerate le due voci prima citate. E' stato così in parte: 40 milioni di dollari per produrlo, $79.7 di incasso.
Non c'è molto altro da dire su un prodotto che vive del solo richiamo che possono esercitare le sue star, perchè detta molto sinceramente non posso dire di aver imparato alcunché in più riguardo alla maternità e, men che meno, qualcosa sui rapporti umani. E' tutto così figlio di cliché che ci si mette un secondo ad azzeccare praticamente ogni parte della trama. Scontato.
Consigli: E' un film innocuo che di tutto parla tranne che dei veri rapporti di coppia. Situazioni comiche al limite dell'assurdo, club di papà che non si vergognano di ammettere le loro sbadataggini e pancioni di gestanti tanto finti che nemmeno quella di Beyoncé che aveva fatto tanto scalpore l'ano scorso qualche mese fa.
Parola chiave: Maternità.
Trailer
BB
Film 457: "Che cosa aspettarsi quando si aspetta" (2012) di Kirk Jones
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: A parte la gran folla di nomi che si è sbrigata ad accorrere per la produzione di questa pellicola (per la precisione: Cameron Diaz, Jennifer Lopez, Elizabeth Banks, Chace Crawford, Anna Kendrick, Matthew Morrison, Rodrigo Santoro, Joe Manganiello, Dennis Quaid, Chris Rock e perfino la cantante Cheryl Cole in un cameo), si può dire che "What to Expect When You're Expecting" è un film pressoché inutile.
Oltre a far davvero ridere poco e basare tutta la sua sceneggiatura su stereotipi di una banalità impressionante (la coppia 'lei vuole il bambino ma non può + lui non lo vuole ma acconsente comunque ad adottarlo = appena arriva il bambino è subito amore, famiglia e cuoricini' è tra le peggiori), in questa pellicola non si riesce mai ad ingranare la marcia giusta. Troppe storie da seguire - che inevitabilmente si intrecceranno -, troppe situazione volutamente comiche che, però, funzionano male e davvero pochissime trovate interessanti (a parte parlare 'male' della maternità, nel senso di affrontarla in maniera più diretta e verosimile e meno zuccheroso-sdolcinata-avvenimento mistico) e, insomma, il risultato è quello che in effetti si può immaginare fin dall'inizio: la solita commedia americana che gioca tutto sui nomi di richiamo, un titolo di grido (qui la guida "What to Expect When You're Expecting" di Heidi Murkoff e Sharon Mazel) e la speranza che il botteghino premi viste e considerate le due voci prima citate. E' stato così in parte: 40 milioni di dollari per produrlo, $79.7 di incasso.
Non c'è molto altro da dire su un prodotto che vive del solo richiamo che possono esercitare le sue star, perchè detta molto sinceramente non posso dire di aver imparato alcunché in più riguardo alla maternità e, men che meno, qualcosa sui rapporti umani. E' tutto così figlio di cliché che ci si mette un secondo ad azzeccare praticamente ogni parte della trama. Scontato.
Consigli: E' un film innocuo che di tutto parla tranne che dei veri rapporti di coppia. Situazioni comiche al limite dell'assurdo, club di papà che non si vergognano di ammettere le loro sbadataggini e pancioni di gestanti tanto finti che nemmeno quella di Beyoncé che aveva fatto tanto scalpore l'ano scorso qualche mese fa.
Parola chiave: Maternità.
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BB
mercoledì 18 maggio 2011
Film 258 - Rio
Non è che fossi molto attirato da questo film...

Film 258: "Rio" (2011) di Carlos Saldanha
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luca
Pensieri: Pellicola d'animazione divertente, ma non sorprendente, "Rio" rimarrà collocato in quel limbo dei belli-ma-non-capolavori che, ormai, il cinema 'animato' sta cominciando a produrre sempre più spesso. Così è stato per "Megamind", "Kung Fu Panda" o "Piovono polpette", così sarà per questo film.
La trama non sorprende, le canzoni (doppiate) non convincono del tutto, i personaggi sanno di già visto. Ma (ed è WOW!) che colori! Da lasciare a bocca aperta le geometrie dei balletti degli uccelli (vedi inizio e fine film), vero incentivo a vedere la pellicola quantomeno una volta e, forse, interessante esperimento da non sottovalutare in 3D.
Per il resto "Rio" rimane un piacevole passatempo per ogni età, innoquo tanto da proporre un pappagallo più arrapato della sua padrona frigida (ma l'animale può, è bestia...).
Tra un'avventura e l'altra (Blu/Jesse Eisenberg che non sa volare e Jewel/Anne Hathaway sono gli ultimi pappagalli della loro specie e i due umani vorrebbero che figliassero per il bene della continuità) si inseriscono gli amori umano e animale a coronare una storia che dalla fauna si rispecchia nell'umano in speculare (Blu è di Linda/Leslie Mann mentre Jewel dello scienziato Tulio/Rodrigo Santoro). Non mancano i temi forti pro-sociale (adozione, estinzione e proseguimento della specie, rispetto dell'altrui cultura) e i buoni sentimenti, tutti, però, all'insipido sapore di già visto. Un discorso inevitabile, al giorno d'oggi, con le iper-produzioni americane che sfornano una pellicola con la stessa disinvoltura con cui si respira.
Quindi questo film non è malvagio, ma non aggiungerà nulla di che alla vostra filmografia.
Ps. Le voci italiane di Blu, Jewel e Miguel sono rispettivamente di Fabio De Luigi, Victoria Cabello e Mario Biondi.
Consigli: Bellissimi colori, visivamente accattivante. Ma niente più che una simpatica avventura tra le strade (animate) di Rio.
Parola chiave: Volo.
Trailer
Ric

Film 258: "Rio" (2011) di Carlos Saldanha
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luca
Pensieri: Pellicola d'animazione divertente, ma non sorprendente, "Rio" rimarrà collocato in quel limbo dei belli-ma-non-capolavori che, ormai, il cinema 'animato' sta cominciando a produrre sempre più spesso. Così è stato per "Megamind", "Kung Fu Panda" o "Piovono polpette", così sarà per questo film.
La trama non sorprende, le canzoni (doppiate) non convincono del tutto, i personaggi sanno di già visto. Ma (ed è WOW!) che colori! Da lasciare a bocca aperta le geometrie dei balletti degli uccelli (vedi inizio e fine film), vero incentivo a vedere la pellicola quantomeno una volta e, forse, interessante esperimento da non sottovalutare in 3D.
Per il resto "Rio" rimane un piacevole passatempo per ogni età, innoquo tanto da proporre un pappagallo più arrapato della sua padrona frigida (ma l'animale può, è bestia...).
Tra un'avventura e l'altra (Blu/Jesse Eisenberg che non sa volare e Jewel/Anne Hathaway sono gli ultimi pappagalli della loro specie e i due umani vorrebbero che figliassero per il bene della continuità) si inseriscono gli amori umano e animale a coronare una storia che dalla fauna si rispecchia nell'umano in speculare (Blu è di Linda/Leslie Mann mentre Jewel dello scienziato Tulio/Rodrigo Santoro). Non mancano i temi forti pro-sociale (adozione, estinzione e proseguimento della specie, rispetto dell'altrui cultura) e i buoni sentimenti, tutti, però, all'insipido sapore di già visto. Un discorso inevitabile, al giorno d'oggi, con le iper-produzioni americane che sfornano una pellicola con la stessa disinvoltura con cui si respira.
Quindi questo film non è malvagio, ma non aggiungerà nulla di che alla vostra filmografia.
Ps. Le voci italiane di Blu, Jewel e Miguel sono rispettivamente di Fabio De Luigi, Victoria Cabello e Mario Biondi.
Consigli: Bellissimi colori, visivamente accattivante. Ma niente più che una simpatica avventura tra le strade (animate) di Rio.
Parola chiave: Volo.
Trailer
Ric
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lunedì 25 ottobre 2010
Film 157 - Laureata...e adesso?
Voglia di leggerezza. E ne ho trovata tanta...

Film 157: "Laureata...e adesso?" (2009) di Vicky Jenson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non tutti i film possono essere capolavori. Certo dopo aver visto "Inception" un film come questo perde completamente il minimo valore che poteva possedere originariamente. Vorrei, poi, ringraziare il genio che ha tradotto il titolo originale "Post Grad" (dopo diploma) con questo nostro italiano. Ridicolo e per niente invitante.
Questo, ovviamente, non aiuta un film già di per sé debole, privo di appeal commerciale, con una protagonista (Alexis Bledel) rimasta frigida dai tempi di "Una mamma per amica". Zero emozioni, risulta pure perfino antipatica. Resta legata al ruolo di secchioncella-saputella che l'ha resa famosa - qui manca la fondamentale parlantina del tv show - e non le riesce nemmeno tanto bene. Rimane di ghiaccio perfino con il bollente Rodrigo Santoro.
Il contorno attoriale, potenzialmente buono, rimane bloccato dalla bizzarra sceneggiatura che punta sulla famigliola freak che però si vuole bene. Il padre Michael Keaton è un nerd. Il fratellino Bobby Coleman è un futuro maniaco. La madre Jane Lynch (Sue Sylvester di "Glee"!) arresa ad una famiglia di pazzoidi senza motivo. C'è pure Carol Burnett, star della tv americana (5 Golden Globes vinti!) e il camaleontico J.K. Simmons (il papà di "Juno" per intenderci).
Il resto è noia.
Consigli: Assolutamente perdibile. Anzi, consigliatamente - concedetemi il neologismo - perdibile...
Parola chiave: Lavoro.
#HollywoodCiak
Bengi

Film 157: "Laureata...e adesso?" (2009) di Vicky Jenson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non tutti i film possono essere capolavori. Certo dopo aver visto "Inception" un film come questo perde completamente il minimo valore che poteva possedere originariamente. Vorrei, poi, ringraziare il genio che ha tradotto il titolo originale "Post Grad" (dopo diploma) con questo nostro italiano. Ridicolo e per niente invitante.
Questo, ovviamente, non aiuta un film già di per sé debole, privo di appeal commerciale, con una protagonista (Alexis Bledel) rimasta frigida dai tempi di "Una mamma per amica". Zero emozioni, risulta pure perfino antipatica. Resta legata al ruolo di secchioncella-saputella che l'ha resa famosa - qui manca la fondamentale parlantina del tv show - e non le riesce nemmeno tanto bene. Rimane di ghiaccio perfino con il bollente Rodrigo Santoro.
Il contorno attoriale, potenzialmente buono, rimane bloccato dalla bizzarra sceneggiatura che punta sulla famigliola freak che però si vuole bene. Il padre Michael Keaton è un nerd. Il fratellino Bobby Coleman è un futuro maniaco. La madre Jane Lynch (Sue Sylvester di "Glee"!) arresa ad una famiglia di pazzoidi senza motivo. C'è pure Carol Burnett, star della tv americana (5 Golden Globes vinti!) e il camaleontico J.K. Simmons (il papà di "Juno" per intenderci).
Il resto è noia.
Consigli: Assolutamente perdibile. Anzi, consigliatamente - concedetemi il neologismo - perdibile...
Parola chiave: Lavoro.
#HollywoodCiak
Bengi
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mercoledì 7 aprile 2010
Film 100 - Colpo di fulmine: il mago della truffa
E ci siamo arrivati, FINALMENTE!!! La centesima recensione è qui!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per festeggiare, un po' di novità!
Il film n°100 l'ho visto in ANTEPRIMA NAZIONALE (se la fanno a Bologna non è un buon segno...) al cinema Oden giovedì 1° aprile. Ed è anche il primo film per cui ho preso appunti sulla nuovissima agenda che la Sini mi ha regalato pro recensioni blog! Ecco la prima persona che ha investito un piccolo capitale per la causa HollywoodCiak! Ho uno sponsor?

Film 100: "Colpo di fulmine: il mago della truffa" (2009) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Non posso non cominciare a parlare di questo film senza tirare subito fuori la questione del titolo: "I Love You Phillip Morris" non si può in alcun modo tradurre con questa cazzata che ricorda solo il programma tv di Italia1 targato anni '90. Io mi RIFIUTO. Questa è palese censura, perfino mio padre voleva andarlo a vedere credendo che fosse una roba tipo azione-poliziesco. Ma gente, sveglia!!! No, questo film è gay ovunque! Ma perchè solo in Italia si cambiano i titoli ai film? Mi ripeterò, ma non è mai chiaro abbastanza, evidentemente: se uno sceneggiatore sceglie un titolo per la sua opera, quello DEVE rimanere! Non si cambia il titolo alla 'Divina Commedia', no? Boh, sono sempre di più senza parole. E poi la censura in Italia non c'è...
Comunque in questo film ho trovato la recitazione di Jim Carrey funzionale al personaggio sopra le righe. Le smorfie che un tempo appartenevano a "The mask - da zero a mito" (e anche su questo titolo ce ne sarebbe da dire...) oggi sono sul viso decisamente invecchiato del super-checca Steven Russell, che nella vita, dopo la sua dichiarazione gay a moglie e figlia, ha deciso di dedicarsi al lusso più sfrenato. Ma come fare, se la vita omosex costa tanto cara? Si truffa. L'escamotage è divertente, il film sorprende e piace nel primo tempo, sbanda nel secondo e fa sbadigliare un po'. Sicuramente è un film dai toni surreali e decisamente non è convenzionale. In molti momenti mi ha ricordato chiaramente alcuni film di Carrey, come "Bugiardo bugiardo" e "Dick e Jane - operazione furto", ma anche il "Prova a prendermi" con DiCaprio o il recente "L'uomo che fissa le capre" con Glooney e McGregor. Lo stesso McGregor che qui interpreta un ruolo so so gay! Sembra uno dei Village People con quell'orecchino. E' maledettamente anni '80 secondo me.
Per il resto, comunque, non mi ha particolarmente sorpreso o lasciato soddisfatto. All'uscita del cinema Claudio mi ha suggerito di scrivere nel blog che questo film faceva schifo. A me, personalmente, non ha proprio schifato perchè certe battute o gag le ho trovate divertenti, però sicuramente mi aspettavo qualcosa di più frizzante e glitterato, colorato e arcobaleno. Invece rimangono solo poche cose alla fine del film: gay = spendaccione; i soldi comprano la serenità altrui; in prigione si vive di 'servizietti'.
In sintesi direi godibile, qualche punto in più solo perchè sono entrato gratis. Altrimenti, forse, sarei stato un po' più negativo...
Ps. Ovviamente posto il trailer inglese, perchè in quello italiano sembra una commedia per famiglie...
Consigli: Non è il grande ritorno di Carrey. Per gli appassionati della sua mimica facciale questo sarà un veloce tuffo nel passato, senza toccare mai i picchi di comicità, però, cui ci aveva abituati. Ma una cosa sorprende: è una storia vera!
Parola chiave: Prigione.
Ric
Il film n°100 l'ho visto in ANTEPRIMA NAZIONALE (se la fanno a Bologna non è un buon segno...) al cinema Oden giovedì 1° aprile. Ed è anche il primo film per cui ho preso appunti sulla nuovissima agenda che la Sini mi ha regalato pro recensioni blog! Ecco la prima persona che ha investito un piccolo capitale per la causa HollywoodCiak! Ho uno sponsor?

Film 100: "Colpo di fulmine: il mago della truffa" (2009) di Glenn Ficarra, John Requa
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Non posso non cominciare a parlare di questo film senza tirare subito fuori la questione del titolo: "I Love You Phillip Morris" non si può in alcun modo tradurre con questa cazzata che ricorda solo il programma tv di Italia1 targato anni '90. Io mi RIFIUTO. Questa è palese censura, perfino mio padre voleva andarlo a vedere credendo che fosse una roba tipo azione-poliziesco. Ma gente, sveglia!!! No, questo film è gay ovunque! Ma perchè solo in Italia si cambiano i titoli ai film? Mi ripeterò, ma non è mai chiaro abbastanza, evidentemente: se uno sceneggiatore sceglie un titolo per la sua opera, quello DEVE rimanere! Non si cambia il titolo alla 'Divina Commedia', no? Boh, sono sempre di più senza parole. E poi la censura in Italia non c'è...
Comunque in questo film ho trovato la recitazione di Jim Carrey funzionale al personaggio sopra le righe. Le smorfie che un tempo appartenevano a "The mask - da zero a mito" (e anche su questo titolo ce ne sarebbe da dire...) oggi sono sul viso decisamente invecchiato del super-checca Steven Russell, che nella vita, dopo la sua dichiarazione gay a moglie e figlia, ha deciso di dedicarsi al lusso più sfrenato. Ma come fare, se la vita omosex costa tanto cara? Si truffa. L'escamotage è divertente, il film sorprende e piace nel primo tempo, sbanda nel secondo e fa sbadigliare un po'. Sicuramente è un film dai toni surreali e decisamente non è convenzionale. In molti momenti mi ha ricordato chiaramente alcuni film di Carrey, come "Bugiardo bugiardo" e "Dick e Jane - operazione furto", ma anche il "Prova a prendermi" con DiCaprio o il recente "L'uomo che fissa le capre" con Glooney e McGregor. Lo stesso McGregor che qui interpreta un ruolo so so gay! Sembra uno dei Village People con quell'orecchino. E' maledettamente anni '80 secondo me.
Per il resto, comunque, non mi ha particolarmente sorpreso o lasciato soddisfatto. All'uscita del cinema Claudio mi ha suggerito di scrivere nel blog che questo film faceva schifo. A me, personalmente, non ha proprio schifato perchè certe battute o gag le ho trovate divertenti, però sicuramente mi aspettavo qualcosa di più frizzante e glitterato, colorato e arcobaleno. Invece rimangono solo poche cose alla fine del film: gay = spendaccione; i soldi comprano la serenità altrui; in prigione si vive di 'servizietti'.
In sintesi direi godibile, qualche punto in più solo perchè sono entrato gratis. Altrimenti, forse, sarei stato un po' più negativo...
Ps. Ovviamente posto il trailer inglese, perchè in quello italiano sembra una commedia per famiglie...
Consigli: Non è il grande ritorno di Carrey. Per gli appassionati della sua mimica facciale questo sarà un veloce tuffo nel passato, senza toccare mai i picchi di comicità, però, cui ci aveva abituati. Ma una cosa sorprende: è una storia vera!
Parola chiave: Prigione.
Ric
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