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martedì 8 ottobre 2024

Film 2310 - Speak No Evil

Intro: A qualche giorno dal mio rientro in patria per un matrimonio (ancora), si continua con il genere horror, questa volta un remake di un film danese di soli due anni fa.

Film 2310: "Speak No Evil" (2024) di James Watkins
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: sicuramente un po' lento all'inizio, "Speak No Evil" trova il suo passo con il proseguire della storia che, immancabilmente, sfocia nel genere della suspense e della paura.
Portato quasi interamente sulle spalle di James McAvoy che, ancora un volta, dimostra di essere un attore versatile e capace di approcciarsi praticamente ad ogni genere, questo film riesce col tempo a guadagnarsi l'attenzione dello spettatore, inizialmente intrigato da un senso di stranezza generale tra le due coppie protagoniste che, inevitabilmente, si rivelerà per quello che è. E con non pochi colpi di scena.
Non avendo visto la pellicola originale, ovviamente non posso fare paragoni, ma posso dire che questo "Speak No Evil" è stato sicuramente una sorpresa positiva, un titolo carico di tensione che dosa sapientemente il crescendo di stress e quel senso ineluttabile che qualcosa di sinistro stia bollendo in pentola.
Cast: James McAvoy, Mackenzie Davis, Aisling Franciosi, Alix West Lefler, Dan Hough, Scoot McNairy.
Box Office: $67.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Chi apprezza il genere horror sicuramente si godrà la visione di "Speak No Evil". Il film parte piano, ma ingrana gradualmente e regala un finale carico di tensione. Se piace il remake, sicuramente può valere la pena dare una chance all'originale "Gæsterne" di Christian Tafdrup.
Premi: /
Parola chiave: Hoppy.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 10 maggio 2016

Film 1136 - The Boy

Per una volta Poe ha voglia di vedere un horror e non potevo non acconsentire! Col senno di poi, non lo asseconderò mai più.
Film 1136: "The Boy" (2016) di William Brent Bell
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Paura non ne fa. Bello da vedere non è. E' recitato da fare imbarazzo. Insomma, un successone!
Storia assurda di un ragazzino che vive nei muri e i genitori attempati sublimano la sua assenza attraverso l'uso di un pupazzo che vorrebbe essere inquietante e invece è solo brutto. Nella follia generale si inserisce la futura baby-sitter del bambino-fantoccio che prima deriderà l'anziana coppia (ma sto bambino l'avranno adottato?), poi andrà giù di testa peggio di loro.
Ci fosse un solo momento spaventoso (e non solo noioso), almeno si potrebbe cercare di andare oltre alla totale mancanza di fantasia di una trama imbarazzante che non sa gestire non solo la ridicola premessa che propone, ma nemmeno il supposto genere in cui intende collocarla. Insomma, un disastro su tutti i fronti.
Cast: Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, James Russell, Ben Robson.
Box Office: $64 milioni
Consigli: E' talmente brutto che lo si può tranquillamente definire trash. Senza senso, senza mistero, senza fantasia. Mi ha ricordato un altro brutto horror: "The Intruders". Vedere per credere (ma, davvero, meglio lasciar perdere).
Parola chiave: Passato.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 5 luglio 2011

Film 274 - Mr. Beaver

Incertezza su questa pellicola che, mi spiace dirlo, non presentava certo una storia troppo allettante... Ma la 'sponsorizzazione' della 3 sicuramente mi ha convinto a fare una capatina al cinema.


Film 274: "Mr. Beaver" (2011) di Jodie Foster
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: Non si può dire che questo film non abbia una storia originale. Uomo di successo con famigliola teoricamente felice cade in depressione e, per riprendersi, finisce per farsi auto-terapia grazie all'aiuto di un pupazzo/marionetta a forma di castoro. ("The Beaver", appunto).
Questa pellicola, per toni e colori umidicci, mi ha ricordato molto il "The Weather Man" (o "L'uomo delle previsioni" che dir si voglia) di Gore Verbinski. Qui, però, la trama si dimostra più risoluta e meno soggetta agli eventi della vita, quindi decisamente meno fatalista. Ma la sensazione di una connessione tra i due film mi è rimasta per tutta la visione.
Non posso dire che rivedrei "Mr. Beaver", ma non posso nemmeno giurare che non mi sia piaciuto. E' un insieme strano di elementi, un'onda infinita di alti e passi, a seconda dell'umore del suo protagonista Walter Black/Mel Gibson. Tra dramma e battute, famiglia e rimpianti, riscatto e viaggio di formazione, il percorso che verrà narrato allo spettatore attinge un po' ovunque per ricreare un mix di sensazioni che, alla fine, rimane un po' indefinito. Non è facile da classificare questo film, poiché non è di facile e disimpegnato consumo, ma non è nemmeno un drammone esistenziale che pone etici interrogativi per i 91 minuti di durata. Forse, nel panorama cinematografico odierno, risulta un attimino azzardato come investimento. Il richiamo della classe attoriale conta soprattutto sul duo Mel Gibson+Jodie Foster (qui alla sua seconda regia), ma il primo è decaduto ormai da tempo, la seconda sbaglia, forse, a voler a tutti i costi dimostrare ancora qualcosa. Non perchè non sia capace, sia chiaro, ma forse un progetto così outsider equivale un po' a darsi la zappa sui piedi e in pochi avrebbero potuto farcela. Il tono dimesso, poi, di tutta l'operazione commerciale non ha aiutato.
Non ho gradito troppo, poi, la voce fuori campo dello stesso Walter Black che auto-narra la sua stessa storia. Tra questa, la sua originale e quella del castoro, tre voci allo stesso personaggio mi sono parse un po' troppe.
Interessanti, comunque, i due giovani comprimari che si 'oppongono' alla coppia di veterani: Anton Yelchin ("Star Trek", "Terminator Salvation") e la recentemente candidata all'Oscar Jennifer Lawrence ("Un gelido inverno", "X-Men: L' inizio "). Giovani e carini, rinfrescano la storia e tengono bene le redini della narrazione quando è il loro turno.
Tutto sommato posso dire che l'insieme sia sufficiente, ma non totalmente incisivo. Manca qualcosa, ma non chiedetemi cosa. Ci sto ancora pensando...
Consigli: Attenzione al 'blue mood' di tutto il film, è contagioso.
Parola chiave: Depressione.

Trailer

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