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martedì 8 ottobre 2024

Film 2310 - Speak No Evil

Intro: A qualche giorno dal mio rientro in patria per un matrimonio (ancora), si continua con il genere horror, questa volta un remake di un film danese di soli due anni fa.

Film 2310: "Speak No Evil" (2024) di James Watkins
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: sicuramente un po' lento all'inizio, "Speak No Evil" trova il suo passo con il proseguire della storia che, immancabilmente, sfocia nel genere della suspense e della paura.
Portato quasi interamente sulle spalle di James McAvoy che, ancora un volta, dimostra di essere un attore versatile e capace di approcciarsi praticamente ad ogni genere, questo film riesce col tempo a guadagnarsi l'attenzione dello spettatore, inizialmente intrigato da un senso di stranezza generale tra le due coppie protagoniste che, inevitabilmente, si rivelerà per quello che è. E con non pochi colpi di scena.
Non avendo visto la pellicola originale, ovviamente non posso fare paragoni, ma posso dire che questo "Speak No Evil" è stato sicuramente una sorpresa positiva, un titolo carico di tensione che dosa sapientemente il crescendo di stress e quel senso ineluttabile che qualcosa di sinistro stia bollendo in pentola.
Cast: James McAvoy, Mackenzie Davis, Aisling Franciosi, Alix West Lefler, Dan Hough, Scoot McNairy.
Box Office: $67.3 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Chi apprezza il genere horror sicuramente si godrà la visione di "Speak No Evil". Il film parte piano, ma ingrana gradualmente e regala un finale carico di tensione. Se piace il remake, sicuramente può valere la pena dare una chance all'originale "Gæsterne" di Christian Tafdrup.
Premi: /
Parola chiave: Hoppy.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 5 aprile 2021

Film 1980 - Happiest Season

Intro: Un film natalizio... per Pasqua?!
Film 1980: "Happiest Season" (2020) di Clea DuVall
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: carino e sufficientemente piacevole, "Happiest Season" è un buon esempio di titolo per le feste finalmente da un punto di vista LGBTQI+ friendly.
Diciamoci pure la verità, questo film non si inventa proprio nulla a livello narrativo, eppure il solo fatto che si concentri unicamente su una coppia di ragazze innamorate è stato sufficiente a fare di questo sforzo creativo di Clea DuVall un piccolo caso mediatico. E nonostante sia un po' deprimente pensare che nel 2020 possa aver fatto scalpore il fatto che che un film espressamente concepito per il periodo natalizio possa essere incentrato su una coppia di lesbiche, rimane il fatto che, apparentemente, finalmente qualcosa stia cambiando a livello di cultura mainstream. E, diciamocelo pure, è anche bello che per una volta una storia d'amore omosessuale non finisca in tragedia e sia tratta con un tono leggere e volutamente divertente/divertito.
Chapeau a Clea DuVall che costruisce una storia che funziona e riesce a dimostrare che i classici stereotipi delle commedie natalizie possono funzionare a prescindere dall'orientamento sessuale dei protagonisti. Apprezzo, poi, che Kristen Stewart si sia messa in gioco scegliendo una storia che (finalmente) sconfina dai soliti generi cinematografici da lei frequentati. Non sarà un'attrice indimenticabile, ma devo dire che ultimamente la sto rivalutando (anche se, non avendo visto "Charlie's Angels", forse non ho sufficiente materiale su cui basare la mia conversione positiva).
In ogni caso "Happiest Season" è un prodotto riuscito che si lascia guardare con piacere.
Cast: Kristen Stewart, Mackenzie Davis, Alison Brie, Aubrey Plaza, Dan Levy, Mary Holland, Victor Garber, Mary Steenburgen, Ana Gasteyer.
Box Office: $2.1 milioni
Vale o non vale: Forse non il momento migliore per recuperare una pellicola natalizia, in ogni caso "Happiest Season" è un prodotto leggero e piacevole che - senza troppa paranoia rispetto alla tematica omosessuale - mette in scena l'amore di una coppia di ragazze e gli ostali che più o meno ogni coppia deve affrontare (nel mondo delle commedie cinematografiche) quando si tratta di presentare la propria dolce metà alla famiglia di uno dei personaggi protagonisti.
Ci si diverte a sufficienza.
Premi: /
Parola chiave: Paura.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 17 novembre 2017

Film 1438 - Blade Runner 2049

Stessa giornata al cinema, secondo film di fila.

Film 1438: "Blade Runner 2049" (2017) di Denis Villeneuve
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Lo dico subito: non sono mai stato un grande fan di "Blade Runner". Lo vidi tanti anni fa dopo aver comprato il DVD e, recuperato il titolo cult di cui bisognava necessariamente avere un'opinione, non ho più sentito la necessità di rinfrescare il ricordo. Ora che ho messo la mia confessione nero su bianco procediamo.
"Blade Runner 2049" è un buon film, esteticamente magnifico, dalla potente colonna sonora che mi pare omaggi l'originale di Vangelis egregiamente, con un'evidente ricerca estetica che percorre tutto il progetto, dai costumi alle scenografie fino alla regia. Villeneuve ha dalla sua una grande immaginazione, un occhio che sa esprimersi in immagini attraverso la videocamera e un grande senso d'insieme considerata la lunghezza del film che, dal mio punto di vista, è forse l'unico vero problema di questo sequel. Per quanto riguarda la trama non c'è da lamentarsi, è un prodotto ben scritto e compatto, mi sento solo di dire che se per compiere la più banale delle azioni non ci volessero ogni volta svariati minuti, forse ce la saremmo goduta un po' di più (noi spettatori occasionali, intendo). Certamente parte del fascino di questo prodotto sta proprio nella sua paradossale natura statica nonostante l'ambientazione sci-fi + action che richiede, di solito, uno sforzo energetico maggiore. A parte questo, la visione è stata piacevole e soddisfacente, con quel colpo di scena finale che ribalta un centro della storia altrimenti fin troppo banale. La messa in scena generale comunque aiuta ampiamente a portare a casa un risultato finale di qualità. Con quel budget vorrei anche vedere...
Ryan Gosling è un ottimo protagonista e ho molto apprezzato il suo mettersi in gioco. Riesce ad andare oltre il suo ruolo di sex symbol che gli hanno cucito addosso e dimostrare di essere un grande attore al di là di bellezza e sex appeal. Il ritorno di Harrison Ford era doveroso, per carità, ma non si può proprio dire che faccia la differenza, anche perché entra in scena ad un'ora e mezza dall'inizio. La vera sorpresa qui è Luv/Sylvia Hoeks, super e impassibile cattiva, inarrestabile, un personaggio tanto d'impatto che quasi si finisce a fare il tifo per lei. L'attrice che la interpreta è stata la mia personale infatuazione di questa pellicola e trovo sia davvero riuscita a spiccare sul resto del cast. La sua collega Ana de Armas è bloccata in un ruolo troppo facile, mentre come al solito a Robin Wright tocca la parte (spoiler) di quella che viene fatta fuori; per lei che ha così tanto potenziale, sempre il solito ruolo secondario. Jared Leto è al solito sopra le righe, di un eccentrico fastidioso e forzato e in definitiva francamente dimenticabile tanto quanto lo è stato il suo Joker in "Suicide Squad".
Tornando a "Blade Runner 2049", devo ammettere che faccio sempre un po' di fatica ad approcciarmi a quei titoli che la critica vuole subito capolavori senza tempo a neanche una settimana dalla loro uscita in sala. Mi pongo in maniera sospetta, come alla ricerca di una fregatura o di quella serie di elementi che alla fine mi guasteranno il prodotto nel suo insieme. La realtà in questa occasione è che per quanto il sequel di "Blade Runner" non mi abbia sconvolto l'esistenza, è comunque un prodotto che mi ha lasciato soddisfatto, ben confezionato e capace di un intrattenimento di evidente qualità. A volte manca un tantino di ritmo, ma in definitiva mi è sembrato un degno secondo capitolo, soprattutto di un originale così difficile da bissare. Chapeau.
Cast: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Mackenzie Davis, Carla Juri, Lennie James, Dave Bautista, Jared Leto, Barkhad Abdi.
Box Office: $248.9 milioni (ad oggi)
Consigli: Due ore e 44 minuti di pellicola, non esattamente un titolo buono per ogni occasione. Certamente i fan dell'originale saranno andati in visibilio, come è giusto che sia; per chi non ha apprezzato o non ha visto, partire direttamente dal 2049 potrebbe non risultare la scelta più efficace, sia perché la trama si intreccia profondamente con la prima storia, sia perché sarebbe meglio avere una minima idea di cosa si stia parlando prima di imbarcarsi in una visione così impegnativa (vedi, appunto, la durata). A parte questo Denis Villeneuve si riconferma nuovamente una certezza, un regista capace di grandi suggestioni e, ancora di più in questo caso, abile a creare il giusto punto di connessione tra due film che si trovano a 25 anni di distanza l'uno dall'altro. Quindi sì, guardate "Blade Runner 2049" consci del fatto che si tratti del nuovo caso di pellicola di cui farsi necessariamente un'opinione; guardatelo soprattutto perché ha qualcosa da dire e ancora di più da mostrare, ma abbiate la pazienza di lasciarvici condurre con molta, molta calma.
Parola chiave: Ricordo.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 9 ottobre 2017

Blade Runner 2049: tra passato e futuro

Set thirty years after the original film, "Blade Runner 2049"'s story depicts a replicant blade runner named K, who discovers the remains of a once-pregnant replicant. To prevent a possible war between species, K is secretly tasked with finding the child and destroying all evidence related to it, leading him to discover that the child bears a connection to missing blade runner Deckard. The movie was released in the United States on October 6, 2017, in 2D, 3D and IMAX. The film received acclaim from critics, with some regarding it as one of the best sequels ever made

E' uscito questo weekend nella maggior parte del mondo il sequel di "Blade Runner" diretto da Denis Villeneuve con recensioni entusiaste e e l'esordio in cima al botteghino di moltissimi paesi, tra cui America, Regno Unito, Australia e Italia


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Film 1438 - Blade Runner 2049

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venerdì 2 gennaio 2015

Film 845 - What If

Proviamo con qualche titolo che sembra alternativo.

Film 845: "What If" (2013) di Michael Dowse
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Commedia romantica al sapore indie che propone come quasi unica attrattiva quella di vedere Harry Potter alle prese con le circostanze amorose di una qualunque storia romantica un po' tormentata.
Daniel Radcliffe, infatti, è qui insieme a Zoe Kazan protagonista di una love story che parrebbe pronta a sbocciare ma viene subito troncata per un motivo piuttosto semplice: lei è fidanzata. I due decidono di rimanere amici, ma l'attrazione è evidente come la complicità che c'è tra i due e poi c'è il sentimento vero che ancora non si è palesato, ecc ecc.
Diciamo, quindi, che a meno che non vi interessi vedere Radcliffe in panni moderni o che vi piacciano storie d'amore con giovani protagonisti per niente patinati o glam - ma che non sono più verosimili, dato che ormai le coppie nerd-nevrotiche al cinema sono diventate cult quanto quelle più abusate (vedi belli e intelligenti o giovani milionari ereditieri modelli) - questo film di per sé non avrà nulla da aggiungere a ciò che avete già visto altre migliaia di volte. Non che sia brutto o mal fatto, semplicemente è un titolo come ce ne sono tantissimi altri e, personalmente, non pagherei il prezzo del biglietto per vederlo.
Ps. Tratto da "Toothpaste and Cigars" di T. J. Dawe e Michael Rinaldi.
Box Office: $7,847,000
Consigli: "Wallace, who is burned out from a string of failed relationships, forms an instant bond with Chantry, who lives with her longtime boyfriend. Together, they puzzle out what it means if your best friend is also the love of your life." (IMDb)
Se questo è ciò che state cercando o solitamente vi piace, il film non può deludervi. C'è la giusta dose di tormento amoroso, passione, momenti di imbarazzo generale, una rivalità amorosa e un amico tendenzialmente pazzo (Adam Driver che, dopo "Girls" non sembra riuscire troppo ad uscire dal personaggio). Per il resto "What If" è una pellicola senza scossoni, un po' indie, ma che ricade nel classico stereotipo della storia d'amore hollywoodiana con lui che è disposto a fare il giro del mondo per dire a lei che la ama. Insomma, né bene né male. O vi piace il genere, o lasciate perdere.
Parola chiave: Tetto.

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Bengi

giovedì 15 maggio 2014

Film 714 - That Awkward Moment

Sembrava una commedia carina.

Film 714: "That Awkward Moment" (2014) di Tom Gormican
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non è che la si può definire esattamente come commedia, in quanto ci sono certi snodi della trama sinceramente anche molto tristi, né si può dire che, effettivamente, prenda di mira con successo quell'"imbarazzante momento" di cui parla il titolo. Ovvero, le premesse ci sono anche e i 3 ragazzi, che teoricamente vogliono rimanere single per evitare l'imbarazzo di dover definire qualunque tipo di relazione, in principio espongono le loro ragioni in maniera abbastanza efficace tenendo fede alle premesse. Ma basta proseguire di poco che subito la trama del film vira inaspettatamente proprio nella più inaspettata delle direzioni: sia Jason che Daniel che Mikey (rispettivamente Zac Efron, Miles Teller, Michael B. Jorda) trovano - o capiscono di avere già - la donna della loro vita. E basta, il film prosegue per questa strana.
Quindi, dove mi aspettavo di trovare toni irriverenti e dissacranti, per quanto certo non manchino, ho aggiuntivamente trovato moltissimo romanticismo e qualche tono drammatico.
Nel suo insieme "That Awkward Moment" è comunque il tipo di prodotto che mi aspettavo di vedere, ripieno di un'analisi dei protagonisti abbastanza stereotipata - ognuno ha un carattere assolutamente diverso dagli altri - nonché a tratti banale e un po' già vista (qui le donne portano i pantaloni e i ragazzi giurano "fedeltà" alla figa e alle feste, finendo nonostante i propositi d'indipendenza, per risultare i più immaturi), ma in ogni caso la buona presenza scenica del cast e la bella cornice newyorkese riescono a salvare (anzi, sviare l'attenzione dal)la trama.
E' un esperimento, quindi, riuscito a metà che ha la pecca di tradire il suo diktat fondamentale a neanche mezzora dall'inizio del film, cambiando le carte in tavola e riallestendo una storia fino a quel momento a base di amicizia testosteronica, sesso, bravate e rimorchio per trasformarla in una commedia romantica del vero amore il cui unico momento veramente esilarante è quello in cui Zac Efron si presenta con un dildo chilometrico alla festa di compleanno di Ellie/Imogen Poots. Lì si ride davvero, mentre per il resto la storia si segue senza troppe emozioni.
Ps. Zac Efron vince l'assolutamente meritato MTV Movie Award 2014 per Best Shirtless Performance.
Box Office: $53,068,955
Consigli: E' un prodotto buono nell'ottica del momento di disimpegno e distrazione. Buon cast e trio principale veramente in ottima forma, con uno Zac Efron lanciatissimo e qui solo da antipasto rispetto al super successo di questi giorni, "Neighbors" (49 milioni di dollari d'incasso al primo weekend e posizione #1 rubata a "The Amazing Spider-Man 2"). Si può vedere e farsi pure qualche risata.
Parola chiave: Incontri di lettura.

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Bengi