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mercoledì 10 giugno 2020

Film 1720 - Alita: Battle Angel

Intro: Ho sempre sognato di vedere anche solo da fuori il TCL Chinese Theatre di Los Angeles, luogo di culto per i cinefili di tutto il mondo. Quando l'anno scorso ho avuto la possibilità non solo di ammirarlo da fuori, ma anche di assistere effettivamente ad una proiezione, non mi sono lasciato scappare l'occasione.
Film 1720: "Alita: Battle Angel" (2019) di Robert Rodriguez
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Jenny
In sintesi: non era importante quale film vedere, quanto essere effettivamente al Chinese Theatre che, devo dire, al suo interno si presenta magnificamente decorato. Più gigantesco teatro che sala cinematografica nel senso stretto del termine, ammetto che già da sola la location ha contribuito tantissimo alla fruizione dell'esperienza nel suo complesso, tra un dolby surround spaccatimpani e un'alta risoluzione da brividi. In quest'ottica la scelta di "Alita: Battle Angel" è stata assolutamente azzeccata, per non dire che la visione ne ha decisamente giovato; non so quanto il recuperare questo film sul computer o la tv di casa possa risultare altrettanto appagante e gratificante. Dunque, di partenza assolutamente disinteressato rispetto al titolo scelto, mi sono ritrovato catapultato nell'universo "Alita" inconsapevolmente: ma ne è valsa la pena? Assolutamente sì.
Robert Rodriguez - qui al suo film finora più commerciale - confeziona un potente blockbuster che fa uso intelligente della tecnologia messa a disposizione dagli effetti speciali visivi e sonori e porta in vita l'opera manga di Yukito Kishiro ("Gunnm" o "銃夢") in maniera divertente e dinamica, il tutto per un risultato finale che è una montagna russa di emozioni. Insomma, il film funziona molto più di quanto mi sarei potuto immaginare.
E' un peccato che la brava protagonista Rosa Salazar sia "nascosta" dietro la trasformazione digitale richiesta al suo personaggio, in ogni caso l'attrice riesce a risultare credibile anche se mai effettivamente "presente" sullo schermo. Insieme a lei ben 3 premi Oscar (Christoph Waltz, Jennifer Connelly e Mahershala Ali che insieme fanno 5 statuette) e un produttore/sceneggiatore che di nome fa James Cameron... Tanto per dire. (Forse a lui si deve, tra l'altro, la scelta di caricare i titoli di coda grazie a una canzone pop coi fiocchi, scegliendo qui di dare spazio a Dua Lipa - sempre più sulla cresta dell'onda - con la canzone "Swan Song". Altri film estremamente commerciali di Cameron presentato canzoni ad hoc cantate da dive del pop mondiale: per "Titanic" l'intramontabile "My Heart Will Go On" di Céline Dion e per "Avatar" la canzone "I See You" di Leona Lewis).
Insomma, per quanto 
non conoscessi il materiale originale da cui la storia è tratta e non avessi nessuna aspettativa di sorta rispetto alla visione di "Alita: Battle Angel" - visto e considerato che la pellicola non ha esattamente sbancato il box-office americano -, devo dire che in generale il film mi è piaciuto, giocando a suo favore anche la questione della fruizione visiva, per me nuova e assolutamente avvolgente. Certo, non si tratta di un capolavoro, ma in termini di prodotto commerciale pompato di effetti speciali, a mio avviso si tratta di un titolo che fa il suo dovere. Promette e mantiene.            
Cast: Rosa Salazar, Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Ed Skrein, Jackie Earle Haley, Keean Johnson.
Box Office: $404.8 milioni
Vale o non vale: E' un film che funziona se si è alla ricerca di disimpegno e divertimento, stilisticamente e tecnicamente ben confezionato. Hollywood fagocita e dà forma alla sua Alita sulla base del modello di Kishiro, il tutto per 2 ore "da luna park" che saranno gradite ai fan della produzione mainstream dai toni epici e cyberpunk. C'è un po' di Luc Besson come idea generale, ma con molti, molti più soldi e mezzi.
Premi: /
Parola chiave: Corse.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 10 dicembre 2017

Film 1453 - La Torre Nera

Ero molto curioso di vedere questo film sia per il due di protagonisti piuttosto interessante, sia perché potenzialmente si trattava di un blockbuster con tutte le carte in regola per sbancare il botteghino. Cosa che di fatto non gli è riuscita.

Film 1453: "La Torre Nera" (2017) di Nikolaj Arcel
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Prodotto deludente e noioso, questo più che un film per il grande schermo sembra la classica storia perfetta per la tv. E anche la realizzazione non particolarmente curata sembrerebbe suggerirlo.
Eppure "The Dark Tower" approda al cinema in grande stile (leggi budget da $60 milioni) e spreca i due protagonisti Idris Elba e Matthew McConaughey - anche se il resto del cast rasenta il dilettantesco, madre in primis - mettendoli a servizio di una trama senza brio che non si prende nemmeno troppo la briga di spiegare allo spettatore casuale cosa stia succedendo. Mancando di interessare chi guarda, il film finisce più per tediare che intrattenere, lasciando così insoddisfatto chi guarda (e sperava in una storia interessante, avvincente o emozionante). Un altro caso in cui poster e trailer producono aspettative fuorvianti. Peccato.
Cast: Idris Elba, Matthew McConaughey, Tom Taylor, Claudia Kim, Fran Kranz, Abbey Lee, Katheryn Winnick, Jackie Earle Haley.
Box Office: $111.8 milioni
Consigli: Stephen King ha vissuto un 2017 fortunato al cinema con ben 2 titoli dai suoi romanzi - questo e "It" - ad esordire sul podio del box-office americano. Diversamente dal secondo, però, "La Torre Nera" non è stato il successo che gli studios speravano, risultando anzi un evidente flop. La pellicola in sé non è granché sia nella realizzazione che nella recitazione, bloccata in una sorta di limbo da prodotto di serie B che tenta il colpaccio giocandosi qualche buon nome di grido e sperando nel richiamo dei fan del libro; scoperto il trucco, si capisce quanto il gioco non valga la candela. Apprezzate Elba e McConaughey in altri film.
Parola chiave: Visioni.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 11 agosto 2015

Film 971 - Watchmen

Tornato dal primo weekend riminese sono rincasato con la voglia di vedere questo film. Senza troppo sapere perché, avevo il titolo che mi ronzava in testa...

Film 971: "Watchmen" (2009) di Zack Snyder
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Siccome me l'ero perso quando uscì al cinema e non lo avevo mai recuperato, ero rimasto con la curiosità di capire come potesse essere questo "Watchmen" di Snyder. Quest'ultimo è un regista discontinuo per quanto riguarda prodotti e incassi al botteghino, ma considerando che ha per le mani la pellicola più attesa del 2016 ("Batman v Superman: Dawn of Justice") e molti probabili successi degli anni a venire ("The Justice League Part One" e seguito), volevo un attimo prendermi il tempo per vedere la sua trasposizione dei supereroi del fumetto di Alan Moore.
Due considerazioni preliminari (anzi, tre): atmosfera cupissima e angosciante; 162 minuti di durata sono veramente troppi; la maggior parte degli attori qui ha lavorato in tv: Jeffrey Dean Morgan ("Grey's Anatomy", "Supernatural", "Extant"), Malin Åkerman ("The Comeback", "Childrens Hospital"), Matthew Goode ("The Good Wife"), Patrick Wilson ("Angels in America" e a breve in "Fargo"), Carla Gugino ("Californication", "Political Animals", "Entourage", "Spin City").
Le due (tre) considerazioni preliminari mi portano a dire un po' di cose. Innanzitutto la combinazione di cupo e lunghezza interminabile non aiuta lo spettatore non motivato: se devo pensare di subirmi quasi tre ore di film senza che nemmeno mi attragga o interessi, la scelta più ovvia è lasciar perdere. Di fatto "Watchmen" non è una pellicola di svago o puro intrattenimento. Inoltre la trama non esattamente intuitiva, la tendenza allo sproloquio e il fatto che spesso ci si chieda dove cavolo si voglia arrivare non aiuta. Senza contare il fatto che per una buona parte del film l'alieno blu (Billy Crudup) è tutto nudo, blu, ma nudo. A me non turba particolarmente, ma sono sicuro che la cosa all'epoca destò un certo scalpore.
In generale, comunque, una volta che si è entrati nella logica di questa storia non si rimane insoddisfatti. Pare che qualcuno voglia far fuori tutta la vecchia squadra dei Watchmen per non si sa quale losco piano, il che porterà il paranoico Rorschach (Jackie Earle Haley) a indagare e mettere in guardia gli altri. La sceneggiatura la prenderà molto alla lontana, ma prima o poi si arriverà a capire chi e perché lo sta facendo. Si tratta sempre di potere e soldi, anche nel mondo dei supereroi...
In definitiva la pellicola non mi è dispiaciuta, ma è un viaggio che non intraprenderei mai di nuovo. Troppo lungo, troppo intricato, troppo immotivatamente violento (soprattutto nel linguaggio, il che alla lunga stanca), troppo tutto. Nell'ottica del farsi un'opinione vederlo ha un senso, a maggior ragione se si gradiscono fumetti e affini, ma in generale non posso dire che sia una pellicola tanto ben riuscita da avermi colpito per qualcosa di specifico che non siano, e lì torniamo, le due (tre) considerazioni preliminari.
Box Office: $185.3 milioni
Consigli: Francamente bisogna essere preparati: lungo, intricato, un po' triste e violento. Tutto sommato non male e da quello che ho letto conforme all'originale fumetto, però è innegabile che sia un titolo non per tutti, alla faccia dei 130 milioni di budget e dell'etichetta blockbuster che sembrerebbe facile cucirgli addosso. In realtà si tratta di una storia meno commerciale del solito, più interessata all'approfondimento di personaggi e dinamiche anche se bisognerebbe ricordarsi che pure esagerare non aiuta. Un minimo di sforbiciata avrebbe alleggerito il carico, ma tutto sommato è un film che si può vedere, basta essere pronti. Effetti speciali buoni, ma quella specie di costruzione nell'altra galassia fa un po' ridere.
Parola chiave: Ozymandias.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 9 agosto 2012

Film 436 - Dark Shadows

Un sacco di pubblicità e chiacchiere attorno a questa pellicola. Bisognava visionarla per farsi un'opinione.


Film 436: "Dark Shadows" (2011) di Tim Burton
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Non che "Alice in Wonderland" fosse bello, ma bisogna dire che Tim Burton con questa pellicola mi ha davvero profondamente deluso. Pensare che il suo talento venga utilizzato per un prodotto tanto brutto, noioso e privo della benché minima creatività mi confonde. Che il regista abbia perso ispirazione? Che la produzione a braccetto con la Disney lo abbia "rammollito"?
Non voglio essere polemico, eppure qui, io, dei precedenti capolavori di Burton non ci vedo alcuna traccia. "Ed Wood", i due "Batman", "Il mistero di Sleepy Hollow", "Edward mani di forbice" sono opere evidentemente di valore, che piacciano per storia, atmosfere, musiche o per il tutto e salta subito all'occhio che c'è voglia di raccontare qualcosa - fuori dall'ordinario -, che c'è un progetto e un'idea che motiva e spinge a realizzare un film degno di essere definito tale. Per "Dark Shadows" non mi pare ci siano sufficienti positivi motivi per decidere di imbarcarsi nella trasposizione cinematografica della soap televisiva degli anni '60 dall'omonimo titolo. Se questo progetto le sia stato fedele non posso dirlo, non avendo mai visto un episodio della serie, ma posso certificare che il film è brutto come mai mi sarei aspettato da un lavoro burtoniano.
Tra un vampiro poco interessante (Johnny Depp), un'adolescente antipatica come se ne sono viste poche (Chloë Grace Moretz) - e no, tesoro, mi spiace ma non sei Mercoledì/Christina Ricci - e una serie di inutili personaggi di contorno (Jackie Earle Haley, Jonny Lee Miller e Bella Heathcote), non si salva nemmeno la cattiva strega Eva Green che, dopo un bel po' di assenza dai film che contano (era il 2007 de "La bussola d'oro"), torna con un prodotto tanto debole.
Ridicola la parte di Helena Bonham Carter, non tanto per il personaggio in sé quanto per il fatto che ancora una volta Burton favorisce la compagna assegnandole un ruolo in una sua pellicola. Chiaramente come protagonista.
Unica nota positiva Michelle Pfeiffer, capace di catalizzare su di sé l'attenzione dello spettatore nonostante sia contornata da una miriade di personaggi in un vortice caotico di avvenimenti. Si vede subito chi sa fare la differenza.
Male, inoltre, gli effetti speciali che ho trovato mal realizzati e, anche se probabilmente era voluto, tanto finti da risultare evidenti. Pessimo il momento trash-tributo ad Alice Cooper. Non ce n'era bisogno.
Lo so, sembra che voglia parlare male a tutti i costi di questo "Dark Shadows", ma la mia delusione è stata tale da rendere imperdonabile a Burton un altro passo falso come questo. Eppure, con un budget di 150 milioni di dollari, si poteva produrre qualcosa di decisamente meglio.
Ps. Nonostante tutto, il film ha incassato $236,234,897 nel mondo, ma dalla collaborazione ormai consueta Burton-Depp ci si aspettava davvero molto di più.
Consigli: Tra tutte le pellicole del grande regista quest'ultima non è certo tra le sue più riuscite. Chiaramente, per i fan, è comunque un passaggio obbligato da non perdere. Per gli altri... beh, c'è di meglio.
Parola chiave: Magia.

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