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domenica 29 novembre 2020

Film 1951 - The Princess Bride

Intro: Nell'ottica della mia operazione nostalgia, questa pellicola non poteva mancare!
Film 1951: "The Princess Bride" (1987) di Rob Reiner
Visto: dalla tv
Lingua: inglese
Compagnia: Victor
In sintesi: questo film è considerato un cult della filmografia per teenager americana, una fiaba a tutti gli effetti che prende il là dal romanzo di William Goldman e non si risparmia nemmeno uno degli archetipi da fiaba, per un risultato finale che oggi sarebbe considerato inaccettabile ma che, 33 anni fa, non metteva in scena nulla di sconvolgente.
Per quanto mi sia goduto la visione in generale e sia rimasto colpito dalla bellezza folgorante di Robin Wright e Cary Elwes nel particolare, va comunque segnalata una serie di elementi che lascia un po' confusi, quando non perplessi.
Innanzitutto il titolo della storia fa riferimento alla principessa (Wright), anche se il protagonista è ovviamente il personaggio maschile che non solo la salverà, ma non perderà l'occasione anche di trattarla male senza alcun motivo a causa del matrimonio reale di ripiego. L'ho trovata una scelta narrativa tremenda e detestabile. Inoltre, Buttercup (questo il nome della principessa...) è rappresentata come impotente, un oggetto da ammirare che non ha alcuna volontà propria ed esprime il suo punto di vista solo per ribadire quanto amasse e ancora ami Westley (Elwes). Per il resto è o muta o incapace di agire.
In generale la trama è sufficientemente sciocca o "innocua" da risultare digeribile a tutto il pubblico di massa a cui questo prodotto aspira, un racconto tranquillizzante che rassicura le bambine sul fatto che il principe azzurro non solo esiste, ma verrà sempre a salvarle e ricorda ai ragazzi che una prova di forza è la via per il cuore della propria amata che, una volta conquistata, può essere tranquillamente maltratta nel momento in cui non si adegua alle aspettative della mentalità patriarcale.
Mi rendo perfettamente conto che "The Princess Bride" sia un prodotto di altri tempi, venduto spesso anche come una sorta di esasperazione di quegli archetipi narrativi che per generazioni hanno dettato i canoni delle storie per ragazzi. Al tempo stesso credo sia giusto far emergere una lettura in chiave contemporanea di alcune tendenze del passato per non dimenticare che certi stereotipi sono superati e non si rischi di far passare messaggi retrogradi solo in nome di un senso di nostalgia per un prodotto commerciale. Va tutto bene fino a quando ci ricordiamo di mantenerci critici nei confronti di chiavi di lettura figlie di un'ideologia superata a cui le nuove generazioni non dovrebbero essere esposte (e quando ciò avviene, dovrebbe essere fornita la spiegazione del perché certe idee non abbiano senso, oggi più che mai).
Insomma, certo non mi aspettavo da questa pellicola la profondità narrativa di un grande prodotto di qualità, però ammetto che una parte di me non sia riuscita a digerire questa reminescenza di un'ideologia arcaica e deprecabile mostrata in maniera così evidente e senza filtri. E' chiaro che il problema non è "The Princess Bride" in sé, ma certe idee che veicola, consapevolmente o meno. E anche se il film può essere un'avventura carina e un passatempo scaccia pensieri, non posso non pensare che nel 2016 sia stato scelto dal National Film Registry americano in quanto pellicola "culturally, historically or aesthetically significant". Anche se probabilmente nessuno mai sceglierà di vedere questo titolo solo perché considerato culturalmente rilevante dal NFR, trovo in ogni caso disturbante che una rappresentazione della donna come quella che viene fatta qui possa essere associata alla definizione di un canone culturale da preservare.
Detto ciò, sperando di non aver rovinato "The Princess Bride" per nessuno, passo e chiudo.
Cast: Robin Wright, Cary Elwes, Mandy Patinkin, Chris Sarandon, Christopher Guest, Wallace Shawn, André the Giant, Peter Falk, Fred Savage, Carol Kane, Billy Crystal.
Box Office: $30.9 milioni
Vale o non vale: Narrativamente spesso lento e rappresentativo di un'ideologia del passato che al giorno d'oggi fa venire i brividi, "The Princess Bride" presenta un'idea estetica molto simile ad altri titoli (come "La storia infinita" e "Labyrinth") ma che nel complesso funziona, anche se è chiaro che tutta la storia vive della (francamente shocckante) bellezza dei due protagonisti e dell'idea di fiaba con happy ending finale. Inaspettatamente, grande cast.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior canzone originale ("Storybook Love", cantata da Willy DeVille) e al Grammy per Best Album of Original Instrumental Background Score Written for a Motion Picture or Television.
Parola chiave: 6 dita.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 19 luglio 2017

Film 1389 - Insonnia d'amore

Ancora una volta Netflix fornisce la soluzione per il film da guardare a cena...

Film 1389: "Insonnia d'amore" (1993) di Nora Ephron
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Edo
Pensieri: Cult dei primi anni '90 che non ricordo di aver mai visto per intero prima di questa occasione, "Sleepless in Seattle" della Ephron è stato un po' una delusione. Non che mi aspettassi capolavori eccelsi della cinematografia americana, però da una pellicola candidata per l'Oscar alla sceneggiatura qualcosina in più me la immaginavo. Tant'è.
I diktat dell'operazione romantica ci sono tutti, tra relazioni di coppia stantie, possibili partner sbagliati, un colpo di fulmine non convenzionale e un incontro in cima all'Empire State Building che sa di fiaba come poche altre cose al mondo, il tutto confezionato per piacere a quel pubblico che cerca sì l'happy ending, ma anche una strada ben infiocchetata che ce lo conduca. Io solitamente apprezzo il tipo di operazione commerciale, eppure in questa occasione ho gradito meno di quanto mi ero prefigurato. Non è colpa certo di Hanks e Ryan, una coppia sullo schermo capace di funzionare ampiamente; probabilmente è stato il semplice caso dell'aspettativa vs realtà, dove quest'ultima non ha corrisposto le attese.
Ps. 2 candidature agli Oscar del 1994 per Miglior sceneggiatura originale e canzone ("A Wink and a Smile"), 3 nomination ai Golden Globes (Migliori film commedia, attore e attrice protagonisti) e 2 ai BAFTA (sceneggiatura e colonna sonora).
Cast: Tom Hanks, Meg Ryan, Bill Pullman, Ross Malinger, Rob Reiner, Rosie O'Donnell, Gaby Hoffmann, Victor Garber, Rita Wilson, Frances Conroy.
Box Office: $227.8 milioni
Consigli: Delizia per romanticoni incalliti, scelta perfetta per una serata di disimpegno e nostalgia canaglia, questo film è sicuramente uno dei più famosi legati al genere commedia romantica e sono sicuro che per molti il risultato finale sia ancora soddisfacente. Per tutti coloro che, al contrario, desiderassero un piglio meno fiabesco, meglio evitare.
Parola chiave: Radio.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 9 agosto 2016

Film 1185 - The Wolf of Wall Street

Avevo comprato il dvd già l'anno scorso, per cui è strano che ci abbia messo così tanto per decidermi a rivederlo.

Film 1185: "The Wolf of Wall Street" (2013) di Martin Scorsese
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Difficilmente ho rivisto un film di Scorsese, non tanto perché non mi piacciano (al contrario!), quanto perché richiedono una situazione "particolare", oltre che una disposizione d'animo e sufficiente tempo a disposizione. "The Wolf of Wall Street" ha fatto velocemente eccezione, dato che era già da un po' che avevo intenzione di rivederlo. L'ottima scusa è stata che Poe non lo aveva mai visto.
Ho davvero apprezzato di nuovo questo film, ben fatto, forte, dinamico e con un DiCaprio in grandissima forma. Si tratta, ovviamente, di una storia sconvolgente, dai toni che eufemisticamente possiamo definire colorati, maschilista, caotica e che spesso rasenta l'assurdo, eppure è una grande storia cinematografica. Certo, conta non poco che a raccontarla sia uno dei registi viventi migliori al mondo...
Insomma, un inedito Scorsese - rampante, vitale, aggressivo, ironicissimo -, un DiCaprio già qui da Oscar, la scoperta della stupenda Margot Robbie e della storia vera del broker fraudolento Jordan Belfort, tutto in un mix vitale, divertente e irriverente come non se ne vedeva da un po' al cinema. Capolavoro contemporaneo, davvero.
Ps. 5 candidature all'Oscar tra cui Miglior film, regia, attore protagonista e non protagonista e un Golden Globe vinto da DiCaprio come Milgior attore.
Film 659 - The Wolf of Wall Street
Cast: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Jon Bernthal, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Favreau, Jean Dujardin, Rob Reiner, Joanna Lumley.
Box Office: $392 milioni
Consigli: Tra i film di Scorsese recenti forse il migliore. Assolutamente imperdibile: non vi spaventi la lunghezza, le 3 ore di durata non si percepiscono!
Parola chiave: Wall Street.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 23 giugno 2011

Film 269 - Misery non deve morire

Cena del martedì a base di insalata e... terrore!


Film 269: "Misery non deve morire" (1990) di Rob Reiner
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea Puffo, Andrea, Diego, Marco, Michele P.
Pensieri: Questo film ha 20 anni e fa più paura dei tanti horror che ci propinano ultimamente. Sarebbe mica il caso di porsi qualche domanda?
Certo, Kathy Bates è un mostro di bravura in questo ruolo, fa venire i brividi al solo entrare in scena. Sarà per il contrasto con l'immagine pacata all'inizio della pellicola, per i vestiti da morigerata zitella di provincia o per la cottarella da scolaretta nei confronti del maturo scrittore Paul Sheldon/James Caan, di fatto col progredire della storia si tramuta in una psicopatica coi fiocchi. E, in effetti, non è facile trovare attori di tale impatto orrifico ultimamente. L'Oscar come migliore attrice è, a mio avviso, uno tra i più meritati di sempre.
Ma questo film detiene anche un altro 'primato': è l'unico tra quelli tratti dai libri di Stephen King ad essersi aggiudicato un Oscar, nonostante numerose nomination a film come "Le ali della libertà" (7, tra cui miglior film), "Il miglio verde" (4, tra cui miglior film) o "Carrie, lo sguardo di Satana" (2).
Insomma, tornando a "Misery" (questo è il titolo originale), si può dire, nel complesso, che sia un film ben confezionato e riuscitissimo nel suo genere. Claustrofobico e teso come non mai, vive di un crescendo di pathos che incolla lo spettatore alla sedia. Ce la farà il povero Paul a fuggire dalle grinfie di Annie Wilkes/Bates nonostante la sua momentanea disabilità motoria? Sopravviverà al pressing psicologico del ritiro forzato con, come unica compagnia, una macchina da scrivere e il suo personaggio letterario più famoso, Misery, appunto?
La pellicola non è certo recente, ma non è carino svelare il finale e lascerò, quindi, il piacere a chi vorrà di godersi ogni appassionante attimo di questo thriller con venature molto horror che parte, sì, lentamente, ma ingrana sul finale con una marcia in più.
Stupisce, tra l'altro, che, nonostante l'isolamento forzato e quindi la mancanza di un numero variegato di personaggi, non si soffra per niente il tête-à-tête - decisamente non romantico - tra i due personaggi principali. Di contorno, infatti, troviamo solo lo sceriffo Buster/Richard Farnsworth ("Una storia vera"), sua moglie Virginia/Frances Sternhagen ("Julie & Julia", "Sex and the City", "E.R. - medici in prima linea") e la sempre affascinante Lauren Bacall ("Assassinio sull'Orient Express", "Il grande sonno").
Consigli: Divano, luce spenta e solitudine. Magari pioggia fuori. E' il modo migliore di vedere questo film!
Parola chiave: Misery Chastaine.

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Ric

mercoledì 18 novembre 2009

Film 10 - Non è mai troppo tardi

Questa volta il film non l'ho scelto, ma è lui che ha scelto me.
Tornato a casa dopo lavori e faccende avevo una buona parte di pomeriggio libero. Mentre decido che fare, nel mio percorso verso l'Estathé in frigorifero, mi cade lo sguardo sulla mensola di un ripiano in salotto dove è appoggiata la custodia di un dvd che non riconosco. E' la copia noleggio di un film che, a suo tempo, non avevo minimamente considerato. Ma Martino-il-saggio-coinquilino me ne parla bene (il film lui l'ha già visto, il dvd glielo hanno prestato perchè voleva rivederlo) e decido che ho trovato il mio film del giorno.


Film 10: "Non è mai troppo tardi" (2007) di Rob Reiner
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Questo film racconta due storie tristissime, ma senza mai inciampare nel patetico, nell'ovvio o nel sentimentale. E già qui partiamo bene. Inoltre i protagonisti sono Jack Nicholson e Morgan Freeman, due che sembrano nati per spalleggiarsi le battute e che recitano in maniera tanto sublime che è un piacere guardarli mentre interpretano i dialoghi. Già, i dialoghi, la storia di questo film: la questione è che il film poteva essere una minchiata pazzesca e, invece, ne esce splendidamente. E questo è sicuramente anche grazie allo spirito e all'originalità con cui è scritta la storia.
Quindi sì, il film mi è piaciuto. Sarà che non mi aspettavo proprio niente da questa pellicola, fatto sta che l'ho apprezzata. Mi piacciono quei film dove la gente non si butta giù di morale, vede il positivo o quanto meno si sforza di trovarlo. Nonostante la malattia i due protagonisti riscoprono la voglia di vivere, si lasciano andare ad una nuova amicizia e intraprendono avventure che una vita intera faticherebbe a contenere. Questo credo sia proprio l'aspetto che più mi ha interessato.
Per quanto riguarda gli aspetti negativi, invece, ho trovato snervantemente fastidiosa una cosa: gli sfondi finti. Ma porca miseria, ingaggi due mostri sacri del cinema e li fai recitare in scenari color-boreali dai toni tanto accessi che nemmeno le magliette indiane coi lupi che ululano alla luna o gli Apache con l'orecchino di piuma (che si stagliano sempre davanti alla luna)! Per carità, io capisco che i fondi per mandare in giro per il mondo la troupe del film magari non li hai. E che far scalare le Piramidi a due 72enni non giovi esattamente alla loro salute. Però utilizzare qualcuno di più abile negli effetti speciali no? Insomma, io ci avrei pensato...
In definitiva: divertente e commovente. E non tanto convenzionale quanto potrebbe sembrare in un primo momento.
Piccola curiosità: l'assistente di Jack Nicholson nel film è Sean Hayes, famosissimo interprete di Jack McFarland nel tv show americano "Will&Grace".
Consigli: La prima parte è decisamente divertente. Da stra-godersi le battute!
Parola chiave: 3 cose da tenere a mente quando invecchi: 1) approfitta sempre di un bagno 2) non sprecare mai un'erezione 3) non fidarti mai di una scoreggia!



#HollywoodCiak
Bengi