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lunedì 29 novembre 2021

Film 2060 - Britney vs Spears

Intro: Quale miglior momento per parlare di questa pellicola se non ora che la nostra beniamina è finalmente libera?

Film 2060: "Britney vs Spears" (2021) di Erin Lee Carr
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non ho visto "Framing Britney Spears" quindi non posso fare un paragone con questo prodotto Nextlix che, tutto sommato, fa il suo dovere in termini di minuziosa vivisezione di uno dei casi più clamorosi della storia del pop contemporaneo: la conservatorship di Britney Spears.
Durata 13 anni - successivamente al breakdown emotivo della cantante fino a qualche settimana fa, precisamente il 12 novembre 2021 - la sentenza del giudice Judge Reva Goetz ha previsto la tutela e disposizione del patrimonio della Spears sotto le cure del padre Jamie, teoricamente al fine di perseguire il bene ultimo della popstar che, dopo anni parecchio complicati, sembrava non riuscisse ad uscire dalla spirale negativa in cui si era ritrovata. Come biasimarla, del resto, dal momento che gli occhi del mondo erano puntati su di lei 24 ore su 24?
In quest'ottica il documentario "Britney vs Spears" si pone come obiettivo quello di mettere sotto l'occhio dello spettatore le prove di abusi e maltrattamenti che si sarebbero verificati negli anni, episodi clamorosi che la stessa Spears ha recentemente esposto durante una testimonianza in tribunale dopo anni di negazioni pubbliche e sui profili social. Per chi fosse interessato, consiglio di ascoltare la testimonianza perché è qualcosa di a dir poco scioccante.
In ogni caso la pellicola di Erin Lee Carr si aggiunge a quella lista di articoli, riflessioni, testimonianze e, addirituttra, movimenti sociali che hanno reso questa conservatorship tanto clamorosa quanto scandalosa. Non è che "Britney vs Spears" aggiunga niente di più di quanto non si sapesse già prima, però rimane certamente a testimonianza evidente di un episodio tristissimo della storia del pop (e giudiziaria) americana. Di buono c'è che, fortunatamente, questa triste storia ha avuto quantomeno una fine (almeno per Britney, che è famosa e ha dei fan che si sono mossi e mobilitati per lei): Britney è libera, andiamo in pace.
Cast: Britney Spears, Jamie Spears, Erin Lee Carr, Jenny Eliscu, Felicia Culotta, Adnan Ghalib, Rosie O'Donnell, Simon Cowell, Kevin Federline.
Box Office: /
Vale o non vale: Parole come conservatorship e #freebritney sono diventate ultimamente di utilizzo comune a dare risalto mediatico a una vicenda che, non fosse accaduta a Britney Spears, non avrebbe avuto la stessa copertura mediatica. Se foste interessati alla vicenda e a capire meglio cosa parebbe sia successo dietro le quinte, "Britney vs Spears" è certamente un titolo da non perdere.
Premi: /
Parola chiave: Conservatorship.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 24 gennaio 2021

Film 1786 - A League of Their Own

Intro: Ne avevo sentito parlare, ma non avevo mai avuto l'occasione di vedere questo film. Così una sera ho deciso di recuperare.
Film 1786: "A League of Their Own" (1992) di Penny Marshall
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: nel complesso il film è carino e godibile, anche se c'è un'ombra di machismo e paternalismo che a quasi 30 anni di distanza stride non poco.
In generale "A League of Their Own" funziona grazie a un cast femminile ben assortito e capitanato da una Geena Davis in splendida forma e una Madonna che, pur praticamente interpretando se stessa (o il suo personaggio pubblico), infiamma una sceneggiatura altrimenti troppo preoccupate a veicolare certi cliché datati.
La combo baseball + campionato femminile è un soggetto molto intrigante, specialmente collocato nel contesto storico ritratto qui, ovvero quando, durante la seconda guerra mondiale, si creò una lega femminile che facesse proseguire il campionato di baseball in assenza degli uomini momentaneamente coinvolti nel conflitto bellico. La storia, come si intuisce dalla premessa, è molto interessante (e assolutamente vera) ed è lodevole che il film approfondisca l'argomento, anche se gli elementi narrativi messi in scena sono per lo spettatore moderno antiquati e arrugginiti, il che guasta un po' la visione. Tutto sommato, comunque, la pellicola della Marshall riesce nell'intento di valorizzare questa iniziativa e le sue protagoniste, dando visibilità a quelle donne che, nonostante il contesto maschilista e misogino, non si sono fatte mettere da parte partecipando ad un progetto che, visto con gli occhi di oggi, ha un grandissimo valore simbolico (e non solo).
Cast: Tom Hanks, Geena Davis, Madonna, Lori Petty, Rosie O'Donnell, Jon Lovitz, David Strathairn, Garry Marshall, Bill Pullman.
Box Office: $132.4 milioni
Vale o non vale: Il personaggio interpretato da Tom Hanks è terribile (anche se si redime verso la fine, il che comunque non cancella gli abusi verbali iniziali), ma fortunatamente le ragazze in squadra e la loro determinazione sono sufficienti a trainare tutta la baracca. Geena Davis è magnetica e devo dire che Madonna fa la sua figura. Tutto sommato un tuffo nel passato che, per quanto imperfetto, conserva un certo alone di fascino.
Premi: Candidato a 2 Golden Globes (Miglior attrice protagonista commedia o musical per Geena Davis e Miglior canzone originale "This Used to Be My Playground" di Madonna e Shep Pettibone) e una nomination ai Grammy per Best Song Written Specifically for a Motion Picture or for Television ("Now and Forever" di Carole King).
Parola chiave: Guerra.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 19 luglio 2017

Film 1389 - Insonnia d'amore

Ancora una volta Netflix fornisce la soluzione per il film da guardare a cena...

Film 1389: "Insonnia d'amore" (1993) di Nora Ephron
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Edo
Pensieri: Cult dei primi anni '90 che non ricordo di aver mai visto per intero prima di questa occasione, "Sleepless in Seattle" della Ephron è stato un po' una delusione. Non che mi aspettassi capolavori eccelsi della cinematografia americana, però da una pellicola candidata per l'Oscar alla sceneggiatura qualcosina in più me la immaginavo. Tant'è.
I diktat dell'operazione romantica ci sono tutti, tra relazioni di coppia stantie, possibili partner sbagliati, un colpo di fulmine non convenzionale e un incontro in cima all'Empire State Building che sa di fiaba come poche altre cose al mondo, il tutto confezionato per piacere a quel pubblico che cerca sì l'happy ending, ma anche una strada ben infiocchetata che ce lo conduca. Io solitamente apprezzo il tipo di operazione commerciale, eppure in questa occasione ho gradito meno di quanto mi ero prefigurato. Non è colpa certo di Hanks e Ryan, una coppia sullo schermo capace di funzionare ampiamente; probabilmente è stato il semplice caso dell'aspettativa vs realtà, dove quest'ultima non ha corrisposto le attese.
Ps. 2 candidature agli Oscar del 1994 per Miglior sceneggiatura originale e canzone ("A Wink and a Smile"), 3 nomination ai Golden Globes (Migliori film commedia, attore e attrice protagonisti) e 2 ai BAFTA (sceneggiatura e colonna sonora).
Cast: Tom Hanks, Meg Ryan, Bill Pullman, Ross Malinger, Rob Reiner, Rosie O'Donnell, Gaby Hoffmann, Victor Garber, Rita Wilson, Frances Conroy.
Box Office: $227.8 milioni
Consigli: Delizia per romanticoni incalliti, scelta perfetta per una serata di disimpegno e nostalgia canaglia, questo film è sicuramente uno dei più famosi legati al genere commedia romantica e sono sicuro che per molti il risultato finale sia ancora soddisfacente. Per tutti coloro che, al contrario, desiderassero un piglio meno fiabesco, meglio evitare.
Parola chiave: Radio.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 16 ottobre 2012

Film 465 - Amiche per sempre

Prosegue la maratona filmica con Paola: terzo film, ma questa volta ci spostiamo un po' in là rispetto ai precedenti prodotti negli anni '80. Ma qui è il cast a farla da padrone.


Film 465: "Amiche per sempre" (1995) di Lesli Linka Glatter
Visto: dal computer di Paola
Lingua: italiano
Compagnia: Paola
Pensieri: Un giorno, per caso, nella mia consultazione quotidiana dei siti web riguardo al cinema, scopro dell'esistenza di una pellicola che, potenzialmente, sembra una bomba. Un cast stellare da film corale tutto al femminile, un racconto generazionale di crescita e amicizia... insomma elementi da cui sono naturalmente attratto. Tanto per essere chiari, si riunisce in una sola (poi ribattezzata sòla) pellicola attrici come Demi Moore, Thora Birch, Melanie Griffith, Christina Ricci, Rosie O'Donnell e Rita Wilson (più che altro famosa per essere la moglie di Tom Hanks).
Ora forse qualcuno capisce il perchè di tanta fibrillazione da parte mia. Sicuro che sarei riuscito a neutralizzare ogni mio azzardo di pronostico negativo relativo a quest'opera solo per il fatto che, certamente, nonostante tutto sarei rimasto soddisfatto da una 'favoletta' alla "Stand by me - Ricordo di un'estate" solo molto femminile, ho costretto una Paola decisamente riluttante alla visione di questo "Now and Then". Errore.
Più che un'alternativa al film di Rob Reiner, credo si possa dire che "Amiche per sempre" è una proposta inutile. Una trama superficiale al limite dell'assurdo (cito solo questi due esempi: 1. pioggia torrenziale che impedisce a bambina caduta dentro la grata di un tombino - che ha la stessa metratura del mio appartamento - di uscirne; 2. sala parto con travaglio in atto. Presenti, oltre alla futura madre, solo la dottoressa - presunta lesbica - amica di quest'ultima. Non un infermiere che sia uno. Non una complicazione. Bambino fuori nel giro di due minuti di cronometro, a malapena una sudata della partoriente e via, ready-to-go), uno spunto narrativo che non prende e un uso insensato delle quattro protagoniste di rilievo. Nello specifico avremmo una combinazione Moore-Griffith-O'Donnell-Wilson sfruttabile che, invece, si intravede giusto in un paio di passaggi ricalcolabili in una decina di minuti totali. Peccato. Mi chiedo a che pro scomodare attrici (più o meno) famose quando in realtà le vere protagoniste sono le ragazzine.
Insomma, delusione generale per un prodotto privo di originalità che sfrutta malissimo le sue carte puntando tutto sulla storiella di finta suspense delle quattro amichette che credono di avere a che fare con un caso di omicidio (dopo una seduta spiritica, tra l'altro...) quando invece è palese tanto da volerlo urlare che non c'entra una mazza. Aggiungo, come nota di colore finale, che la caratterizzazione delle ragazze da adulte - avendo solo i famosi 10minuti di tempo citati prima - è principalmente affidata alle scelte di look quali riflesso delle principali sfumature caratteriali di ognuna delle quattro: la peggiore è la dark-Demi (look insensato), ma la costumista Deena Appel si è divertita a ricavare dai luoghi comuni più banali un guardaroba orrendo per ognuna delle amiche. Impresa titanica riuscita, con i miei più calorosi complimenti.
Ps. $37,591,674 di incasso mondiale a fronte di una spesa di 12.
Consigli: Molti i volti noti presenti (a parte le quattro già citate anche Christina Ricci, Thora Birch, il premio Oscar Cloris Leachman, Hank Azaria, Bonnie Hunt) che possono rappresentare uno dei due motivi che potrebbero spingere alla visione questa pellicola. L'altro è non avere ancora superato i 10 anni di età.
Parola chiave: Johnny.

Trailer

BB