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giovedì 21 maggio 2026

Film 2456 - Legally Blonde

Intro: Back to when I was still seeing Luke, on Patty's Day we decided to watch his favourite movie.

Film 2456
: "Legally Blonde" (2001), Robert Luketic
Watched: From the TV
Language: English
Watched with: Luke
Thoughts: The more I watch this movie, the more I enjoy it. Back in the day, I think it was considered just a "silly" romcom, but nowadays it has gained cult status — and rightfully so.
Reese Witherspoon's performance as Elle Woods is perfect. She embodies the character in such a unique way; she was truly meant to play this part, and it definitely helped launch her career.
"Legally Blonde" is more than just a chick flick, and I think time has proven that. When it first came out, although it was a huge financial success, received accolades, and became part of pop culture, I still think it was viewed as a film made for young girls — just another comedy centered around romance and not much else. Movies like this one, "Mean Girls" or "Clueless", all proved to be much more than that, establishing legacies that would have been hard to predict 20+ years ago. Rewatching these movies all these years later and realizing how funny, entertaining, and well made they still are is not just a pleasure, but also a testament to their lasting value and legacy.
Film 887 - La rivincita delle bionde
Film 2261 - Legally Blonde
Film 2456 - Legally Blonde
Cast: Reese Witherspoon, Luke Wilson, Selma Blair, Matthew Davis, Victor Garber, Jennifer Coolidge, Holland Taylor, Ali Larter, Oz Perkins, Linda Cardellini, Raquel Welch.
Box Office: $142 million
Worth a watch?: Always a fun watch. If you've never watched it, give it a chance — it's funny, enjoyable, and Reese Witherspoon's performance is iconic..
Awards: 2 Golden Globe nominations for Best Picture – Musical or Comedy and Best Actress – Musical or Comedy (Reese Witherspoon). 3 MTV Movie & TV Awards wins (Best Comedic Performance, Best Line, and Best Dressed all for Witherspoon) over 5 nominations (Best Movie, Best Female Performance)
Key word: Perm.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 16 dicembre 2024

Film 2330 - Fly Me to the Moon

Intro: Ultimo film americano. Di ritorno da Boston, tra un pisolino e un pasto (questa volta decente) decido di recuperare una pellicola che avevo perso al cinema e mi era rimasta impressa per il suo gigantesco flop al botteghino.

Film 2330: "Fly Me to the Moon" (2024) di Greg Berlanti
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non c'è veramente nulla di particolarmente negativo da riportare riguardo a questo film, una commedia romantica anzi piuttosto piacevole.
Scarlett Johansson e Channing Tatum funzionano bene insieme e si confermano due ottimi comprimari e tutta l'operazione "Fly Me to the Moon" ha un particolare "vibe" che mi ha molto ricordato un altro titolo simile (anche se molto più riuscito), "Hidden Figures", che apprezzo sempre. Per cui devo ammettere che la visione di questa pellicola mi ha soddisfatto.
Quello che non mi torna, invece, è come sia possibile che un prodotto come questo sia riuscito a costare nientemeno che 100 milioni di dollari. Premesso che, per loro stessa ammissione, quelli di Apple non sono interessati al risultati del box-office, quanto più alla possibilità di convincere nuovi possibili clienti a sottoscrivere il loro servizio di streaming, è comunque impossibile non rimanere basiti rispetto al risultato catastrofico in termini di incassi di questo film. Un film che, diciamocelo pure, per nessun motivo giustifica un budget tanto elevato (che, tra l'altro, non include nemmeno i costi per il marketing e la promozione).
Detto questo, ribadisco che "Fly Me to the Moon" è un prodotto carino e si lascia guardare senza problemi.
Cast: Scarlett Johansson, Channing Tatum, Jim Rash, Anna Garcia, Donald Elise Watkins, Noah Robbins, Colin Woodell, Christian Zuber, Nick Dillenburg, Colin Jost, Victor Garber, Ray Romano, Woody Harrelson.
Box Office: $42.2 milioni
Vale o non vale: Per chi ha gradito "Hidden Figures", questo è sicuramente un titolo similare che presenta anche affinità sia di trama che di atmosfere. "Fly Me to the Moon" non è certo un capolavoro, ma per una visione non troppo impegnativa è certamente una scelta azzeccata.
Premi: /
Parola chiave: Gatto nero.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 25 marzo 2024

Film 2261 - Legally Blonde

Intro: Continua la visione di quei film "a colpo sicuro" che ho voluto recuperare qualche tempo fa in un momento in cui la proposta cinematografica generale non mi stava particolarmente convincendo.

Film 2261: "Legally Blonde" (2001) di Robert Luketic
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: "Legally Blonde" è un film che per tanti anni non ho mai considerato e che, invece, si merita davvero tutto il successo che negli anni ha ottenuto (si parla adesso di un terzo capitolo). Reese Witherspoon è un'ottima protagonista e la storia di per sé è divertente e simpatica, dotata di uno humor spiccato e una buona dose di autocritica. Il risultato finale è ancora fresco e spigliato a distanza di oltre 20 anni dall'uscita nei cinema.
Film 887 - La rivincita delle bionde
Film 2261 - Legally Blonde
Film 2456 - Legally Blonde
Cast: Reese Witherspoon, Luke Wilson, Selma Blair, Matthew Davis, Victor Garber, Jennifer Coolidge, Ali Larter, Holland Taylor, Linda Cardellini, Raquel Welch.
Box Office: $141.8 milioni
Vale o non vale: Simpatico e ben realizzato, "Legally Blonde" è un prodotto che fu ampiamente sottovalutato al momento dell'uscita (anche da me) e che, invece, negli anni è riuscito a ricavarsi un'audience fedele e lo status di pellicola cult. Da recuperare!
Premi: Candidato a 2 Golden Globe per Miglior film commedia/musical e Miglior attrice protagonista (Witherspoon).
Parola chiave: Proposta di matrimonio.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 17 febbraio 2022

Film 2087 - The First Wives Club

Intro: Trovare un film da vedere insieme a Ciarán non è mai facile perché abbiamo gusti completamente differenti. Qualche sera fa, per riuscire a guardare qualcosa durante la cena, abbiamo fatto una specie di compromesso: un titolo un po' più commerciale del solito per lui, una pellicola già vista ma che adoro per me.

Film 2087: "The First Wives Club" (1996) di Hugh Wilson
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: va bene essere giovani, ma non aver mai visto prima questo film secondo me è un crimine. Cast pazzesco (PAZ•ZE•SCO) capitanato dalla trinità profana composta da Diane Keaton, Bette Midler & Goldie Hawn, una storia tanto semplice quanto geniale (vendicarsi dei mariti che lasciano la prima moglie per una donna più giovane) e un risultato finale che è un piacere da seguire. E poi c'è Maggie Smith che fa Maggie Smith ancora più snob del solito. Come si può non amare?
Film 377 - Il club delle prime mogli
Film 459 - Il club delle prime mogli
Film 1789 - The First Wives Club
Film 2087 - The First Wives Club
Cast: Diane Keaton, Bette Midler, Goldie Hawn, Maggie Smith, Dan Hedaya, Bronson Pinchot, Marcia Gay Harden, Stockard Channing, Sarah Jessica Parker, Victor Garber, Eileen Heckart, Jennifer Dundas, Elizabeth Berkley, Timothy Olyphant, Rob Reiner, Ivana Trump, Heather Locklear, Lea DeLaria.
Box Office: $181 milioni
Vale o non vale: Divertente, iconico e con toni da commedia romantica (tra amiche), "The First Wives Club" è una di quelle pellicole che si guarda per stare bene e recuperare fiducia nel mondo. Non è un capolavoro, ci mancherebbe, ma c'è qualcosa di magico - sicuramente le tre protagoniste - che rende questo film un "peccato di gola" che non ci si stanca mai di commettere.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior colonna sonora.
Parola chiave: Suicidio.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 5 aprile 2021

Film 1980 - Happiest Season

Intro: Un film natalizio... per Pasqua?!
Film 1980: "Happiest Season" (2020) di Clea DuVall
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: carino e sufficientemente piacevole, "Happiest Season" è un buon esempio di titolo per le feste finalmente da un punto di vista LGBTQI+ friendly.
Diciamoci pure la verità, questo film non si inventa proprio nulla a livello narrativo, eppure il solo fatto che si concentri unicamente su una coppia di ragazze innamorate è stato sufficiente a fare di questo sforzo creativo di Clea DuVall un piccolo caso mediatico. E nonostante sia un po' deprimente pensare che nel 2020 possa aver fatto scalpore il fatto che che un film espressamente concepito per il periodo natalizio possa essere incentrato su una coppia di lesbiche, rimane il fatto che, apparentemente, finalmente qualcosa stia cambiando a livello di cultura mainstream. E, diciamocelo pure, è anche bello che per una volta una storia d'amore omosessuale non finisca in tragedia e sia tratta con un tono leggere e volutamente divertente/divertito.
Chapeau a Clea DuVall che costruisce una storia che funziona e riesce a dimostrare che i classici stereotipi delle commedie natalizie possono funzionare a prescindere dall'orientamento sessuale dei protagonisti. Apprezzo, poi, che Kristen Stewart si sia messa in gioco scegliendo una storia che (finalmente) sconfina dai soliti generi cinematografici da lei frequentati. Non sarà un'attrice indimenticabile, ma devo dire che ultimamente la sto rivalutando (anche se, non avendo visto "Charlie's Angels", forse non ho sufficiente materiale su cui basare la mia conversione positiva).
In ogni caso "Happiest Season" è un prodotto riuscito che si lascia guardare con piacere.
Cast: Kristen Stewart, Mackenzie Davis, Alison Brie, Aubrey Plaza, Dan Levy, Mary Holland, Victor Garber, Mary Steenburgen, Ana Gasteyer.
Box Office: $2.1 milioni
Vale o non vale: Forse non il momento migliore per recuperare una pellicola natalizia, in ogni caso "Happiest Season" è un prodotto leggero e piacevole che - senza troppa paranoia rispetto alla tematica omosessuale - mette in scena l'amore di una coppia di ragazze e gli ostali che più o meno ogni coppia deve affrontare (nel mondo delle commedie cinematografiche) quando si tratta di presentare la propria dolce metà alla famiglia di uno dei personaggi protagonisti.
Ci si diverte a sufficienza.
Premi: /
Parola chiave: Paura.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 10 giugno 2019

Film 1606 - Rebel in the Rye

Intro: Per niente incuriosito da questo titolo, mi ha convinto l'idea alla base della storia: un biopic su J.D. Salinger.
Film 1606: "Rebel in the Rye" (2017) di Danny Strong
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: di solito quando non ricordo di aver visto una pellicola non è un gran buon segno. Anche in questo caso, devo dire, nonostante le buone premesse e intenzioni, il risultato finale non è totalmente riuscito. La storia è intrigante - vita dello scrittore J.D. Salinger e genesi del romanzo "Il giovane Holden" -, ma forse manca di mordente. Non sono totalmente sicuro a questo punto che Hoult sia la scelta perfetta per interpretare personaggi realmente esistiti (il recente "Tolkien" è già flop) o, forse più banalmente, che non sia raccomandabile affidarsi alle sue scelte lavorative in termini di film che valga davvero la bene vedere. Peccato, perché il cast anche qui è stellare (c'è persino Kevin Spacey), costumi e scenografie molto belli e, di nuovo, l'idea alla base del film assolutamente interessante. Insomma, esteticamente riuscito, ma si perde nel momento in cui è necessario approfondire meglio la storia e i suoi personaggi.
Cast: Nicholas Hoult, Zoey Deutch, Kevin Spacey, Sarah Paulson, Brian d'Arcy James, Victor Garber, Hope Davis, Lucy Boynton, Eric Bogosian.
Box Office: $378,294
Vale o non vale: Gli appassionati di biopic si facciano sotto. Probabilmente il film è passato un po' in sordina a causa dello scandalo Spacey, ma i suoi fan dovrebbero apprezzare. Per tutti gli altri, forse è meglio concentrare le energie altrove.
Premi: /
Parola chiave: Guerra.

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Bengi

mercoledì 19 luglio 2017

Film 1389 - Insonnia d'amore

Ancora una volta Netflix fornisce la soluzione per il film da guardare a cena...

Film 1389: "Insonnia d'amore" (1993) di Nora Ephron
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Edo
Pensieri: Cult dei primi anni '90 che non ricordo di aver mai visto per intero prima di questa occasione, "Sleepless in Seattle" della Ephron è stato un po' una delusione. Non che mi aspettassi capolavori eccelsi della cinematografia americana, però da una pellicola candidata per l'Oscar alla sceneggiatura qualcosina in più me la immaginavo. Tant'è.
I diktat dell'operazione romantica ci sono tutti, tra relazioni di coppia stantie, possibili partner sbagliati, un colpo di fulmine non convenzionale e un incontro in cima all'Empire State Building che sa di fiaba come poche altre cose al mondo, il tutto confezionato per piacere a quel pubblico che cerca sì l'happy ending, ma anche una strada ben infiocchetata che ce lo conduca. Io solitamente apprezzo il tipo di operazione commerciale, eppure in questa occasione ho gradito meno di quanto mi ero prefigurato. Non è colpa certo di Hanks e Ryan, una coppia sullo schermo capace di funzionare ampiamente; probabilmente è stato il semplice caso dell'aspettativa vs realtà, dove quest'ultima non ha corrisposto le attese.
Ps. 2 candidature agli Oscar del 1994 per Miglior sceneggiatura originale e canzone ("A Wink and a Smile"), 3 nomination ai Golden Globes (Migliori film commedia, attore e attrice protagonisti) e 2 ai BAFTA (sceneggiatura e colonna sonora).
Cast: Tom Hanks, Meg Ryan, Bill Pullman, Ross Malinger, Rob Reiner, Rosie O'Donnell, Gaby Hoffmann, Victor Garber, Rita Wilson, Frances Conroy.
Box Office: $227.8 milioni
Consigli: Delizia per romanticoni incalliti, scelta perfetta per una serata di disimpegno e nostalgia canaglia, questo film è sicuramente uno dei più famosi legati al genere commedia romantica e sono sicuro che per molti il risultato finale sia ancora soddisfacente. Per tutti coloro che, al contrario, desiderassero un piglio meno fiabesco, meglio evitare.
Parola chiave: Radio.

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Bengi

lunedì 6 febbraio 2017

Film 1297 - Sicario

Era da un po' che volevamo recuperarlo e, quando ci siamo accorti che era tra le proposte di Sky Go, lo abbiamo subito guardato. Peccato che lo streaming della piattaforma Sky faccia schifo e non sia in grado di mantenere la visione in HD durante tutta la visione della pellicola, degradando l'immagine ad intermittenza. Il che è piuttosto snervante.

Film 1297: "Sicario" (2015) di Denis Villeneuve
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Mi ha sorpreso un po' rivedere il trailer, più che altro perché stando un attimo attenti si riesce già a capire tutta la storia che il film poi racconterà. Mancherà il nome principale, ma il resto è largamente intuibile. Strano. D'altro canto, vederlo mi ha anche fatto ritornare con la mente alla sera in cui ho visto "Sicario", facendomelo ricordare in maniera molto nitida, il che non capita per tutte le pellicole che vedo.
Questo film, tra l'altro, è il primo su cui mi sono soffermato a scrivere una marea di appunti da quando ho cominciato a tenere un quaderno di 'prime impressioni'. Il che mi spinge a sintetizzare il mio pensiero qui ricalcando quanto ho già scritto a penna.
Innanzitutto da "Sicario" mi aspettavo una certa mancanza di ritmo - che del resto caratterizza anche altri film di Villeneuve ("Prisoners", "Arrival" e vedremo "Blade Runner 2049") - che di fatto c'è stata, anche se la cosa non mi ha particolarmente infastidito forse proprio perché le mie aspettative erano in linea con il risultato finale. In generale, comunque, l'impressione che ho avuto della pellicola è positiva;
Emily Blunt affronta un ruolo che le è stato visto interpretare poche volte (giusto in "Edge of Tomorrow - Senza domani" con Tom Cruise) e nonostante l'aria da cerbiatta, è sufficientemente efficace nel film. Il suo personaggio, però, non mi ha convinto del tutto. Percorre troppo il limite tra il fare e il subire e anche se, ovviamente, deve sottostare agli ordini, il fatto che per la maggior parte del tempo sia mera spettatrice mi ha lasciato perplesso;
Benicio Del Toro è un'ottima scelta e il suo personaggio è inevitabilmente il più interessante, in bilico fra misterioso angelo custode ed efferato assassino. Le sue motivazioni di vendetta scatenano empatia in un primo momento, mentre i suoi modi e il suo essere così spietato e calcolatore spaventano e lasciano turbati. In generale, l'evoluzione del suo personaggio è la più interessante da seguire;
molti dei personaggi secondari sono fondamentalmente inutili: l'amico di colore, il poliziotto trovano entrambi ampia collocazione all'interno della storia, ma di fatto non aggiungono alcunché, né le loro storie sono approfondite tanto da giustificare la loro presenza;
forse il difetto più grande della storia sta nel fatto che per la maggior parte del tempo non si capisce dove si voglia andare a parare. Mi sta bene rimanere tanto all'oscuro quanto la protagonista, ma sembra in ogni caso che si raccontino certi snodi narrativi solo perché sia necessario arricchire la sceneggiatura di qualcosa che faccia arrivare al cuore della trama;
le musiche di Jóhann Jóhannsson sono particolarmente "pesanti" e contribuiscono a creare un'atmosfera di costante tensione che, in un primo momento, risulta un po' innecessaria. Inizialmente la storia è sempre ambientata di giorno e il ritmo è in stallo, per cui la colonna sonora genera una sorta di ansia immotivata. Nel secondo tempo, tutto al buio, il risultato è invece particolarmente efficace ed elettrizzante, tanto che come crescono le note musicali, aumenta anche l'azione nella storia e si raggiunge un picco emotivo non da poco nel momento in cui Alejandro (Del Toro) si siede a tavola con la famiglia del boss del cartello, in assoluto il momento più aggressivo e truculento di tutta la storia.
Queste le mie impressioni a caldo che, naturalmente, sottoscrivo oggi anche "a freddo". Un film non perfetto, ma che ho apprezzato per cast e fotografia, oltre che per la regia pulita e a sorpresa intimista per essere una storia su narcotraffico, serial killer e corruzione. In generale un risultato migliore rispetto a quello che mi ero immaginato.
Ps. In concorso a Cannes 2015, il film ha ricevuto 3 candidature agli Oscar: Miglior colonna sonora, fotografia e montaggio sonoro.
Cast: Emily Blunt, Benicio Del Toro, Josh Brolin, Daniel Kaluuya, Maximiliano Hernández, Victor Garber, Jon Bernthal.
Box Office: $85 milioni
Consigli: Titolo non facile, storia spietata, grande solitudine e non pochi omicidi, "Sicario" parte piano e alla lontana per arrivare al nocciolo della sua storia e non concedere alcuna pietà. Non piacerà a tutti, ma il cast è ottimo, la colonna sonora stringente e la storia sicuramente interessante.
Parola chiave: Tunnel.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 1 marzo 2016

Film 1088 - Argo

Era da un po' che volevo rivederlo e, approfittando di un'offerta, qualche tempo fa ho comprato il dvd.
Film 1088: "Argo" (2012) di Ben Affleck
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Il secondo Oscar di Ben Affleck e George Clooney è arrivato con questa pellicola che, vincendo come Miglior film nel 2013, ha regalato ai due attori/registi/sceneggiatori il premio come migliori produttori. Lo so, è sempre strano quando si legge che, per esempio, Brad Pitt ha vinto l'Oscar per il Miglior film ("12 anni schiavo"), ma il discorso è sensato: come ci dice saggiamente Wikipedia, «Il produttore cinematografico è quella figura, nel mondo della cinematografia, che si assume l'onere del costo di produzione dei film cercando i finanziamenti. Egli sceglie il regista e alcune volte anche il cast degli attori protagonisti e si occupa poi di cercare un distributore che provveda a far arrivare il film nelle sale».
Ora che abbiamo fugato i dubbi tecnici, torniamo a noi. "Argo" è un film ben fatto, confeionato bene e girato con intelligenza. Il cast è molto variegato e propone un sacco di attori più o meno conosciuti provenienti da cinema e tv che concorrono a caratterizzare e sfaccettare ampiamente questa storia (vera).
Il succo della vicenda è questo: durante la rivoluzione islamica di Teheran, il 4 novembre 1979 dei militanti fanno irruzione nell'ambasciata americana e prendono in ostaggio 52 persone che vi lavorano. Alcuni di loro riescono a scappare e si rifugiano presso la casa dell'ambasciatore canadese, in attesa di capire come poter fare per rimpatriare. Interverrà la CIA che, nel tentativo di mettere in piedi un piano sensato, finirà con l'abbracciare l'idea apparentemente folle di Tony Mendez, esperto di operazioni sotto copertura, ovvero quella di produrre in maniera fittizia una pellicola cinematografica così da far passare i 6 rifugiati per membri canadesi della troupe. Il rischio, una volta in aeroporto, sarà quello di risultare credibili durante i controlli.
La storia regge bene durante le 2 ore di pellicola, la tensione nelle scene finali è palpabile e nonostante il pretesto sia anche divertente e intrigante grazie all'idea della CIA che produce una pellicola per salvare dei rifugiati, rimane il fatto che si tratti di una storia vera, il che può aumentare la suspense percepita dallo spettatore. L'unica critica che posso muovere a questa produzione riguarda il creare l'idea della violenza che, forse, fino alla fine rimane un po' debole. La tensione è tutta psicologica, sì, ma sarebbe servita qualche scena concreta in più per dare l'idea di pericolo effettivo e reale per le vite dei 6 protagonisti, necessariamente sempre confinati in casa.
A parte questo, comunque, il risultato finale è buono, compatto e piacevole da seguire. Affleck protagonista non è così male e i comprimari aiutano a carattrizzare bene la storia. Insomma, rivedere "Argo" mi ha lasciato soddisfatto.
Film 489 - Argo
Cast: Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Tate Donovan, Clea DuVall, Christopher Denham, Scoot McNairy, Kerry Bishé, Rory Cochrane, Victor Garber, Kyle Chandler, Chris Messina, Željko Ivanek, Titus Welliver, Bob Gunton, Philip Baker Hall, Taylor Schilling.
Box Office: $232.3 milioni
Consigli: Un buon esempio di cinema d'intrattenimento e qualità che compie egregiamente il suo dovere e racconta una storia interessante e in parte sconvolgente. A chi, infatti, sarebbe venuto in mente di imbastire una produzione cinematografica vera, eppure fittizzia, per salvare le vite in pericolo di alcuni rifugiati? Onore al merito del Sig. Mendez, che qui fa davvero la figura dell'eroe. Credo che "Argo" renda giustizia a lui e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere operativa un'operazione segreta rischiosa e pericolosa. Anche solo per la curiosità di capire come sono riusciti a conseguire un tale successo può valere la pena di dare una chance a questa pellicola.
Parola chiave: Operazione Eagle Claw.

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Bengi

lunedì 9 marzo 2015

Film 887 - La rivincita delle bionde

In occasione del mio 28esimo compleanno ci siamo concessi un peccato cinematografico: un cult della commedia commerciale made in USA.

Film 887: "La rivincita delle bionde" (2001) di Robert Luketic
Visto: dal computer di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Non mi ricordavo bene come fosse questo film, nel senso che lo collegavo prima a un mio prevenuto disprezzo, poi a un successivo cambiamento di opinione, ma a parte queste generiche considerazioni personali non avrei saputo dire molto altro su Elle Woods e la sua vita da avvocato in tailleurino rosa. In quest'ottica è stato piacevole riapprocciarsi a questa commedia sciocchina ma con tutte le carte in regola per piacere.
Reese Witherspoon con questo ruolo si lancia definitivamente nell'olimpo delle dive hollywoodiane, sebbene non trovo che ne meriti particolarmente il titolo. Il visino un po' cagnesco e il biondo platino confezionano una pepata Miss Woods in cerca della sua strada, percorso che comincia principlamente per un motivo sciocco al pari della sua sciocca vita: riconquistare il fidanzato bono e ricco che l'ha lasciata prima di andare all'università di Harvard, luogo in cui gli sarà ricchiesto non solo un impegno maggiore, ma anche una compagna adeguata. Da questo episodio Elle comincerà a maturare l'idea di iscriversi lei stessa ad Harvard, in modo da dimostrare al suo belloccio vero amore che anche lei, di fatto, può essere la compagna giusta di un futuro senatore.
Inutile dire che, una volta ammessa e una volta cominciata l'avventura, niente avrà più lo stesso senso di prima e di fatto la Elle di un tempo, sogni e speranze compresi, cambierà per sempre.
Al di là dello spirito parodistico e necessariamente sciocco, "Legally Blonde" rimane comunque un esempio divertente di commedia americana, inaspettato successo di critica e botteghino che, effettivamente, ha i suoi buoni momenti (a differenza del secondo, decisamente meno riuscito. Per non dire solamente sciocco). Il pregio di questo titolo, oltre che nella sua protagonista, sta nella capacità della trama di valorizzare una storia potenzialmente idiota, riuscendo a far risaltare la figura di Elle in maniera positiva, trasformando il tutto in qualcosa di così zuccherosamente assurdo da renderlo accettabile e perfino divertente. Gli stereotipi ci sono tutti: la bionda scema, la bionda scema che pensa solo a come vestirsi e che uomo bello&ricco accalappiare, la bionda scema che decide che anche lei ha un cervello e può farcela; ma non solo, perché ci sono anche le matricole di Harvard classiche figlie di papà con collana di perle e - per citare un mio professore dell'università riferendosi al personaggio di Katharine Hepburn in "Susanna" - scrotorefrigeranti, i professori che per darti la spintarella o il bel voto vogliono che ci stai e, naturalmente, il classico cammino personale, percorso di formazione e di vita che apre gli occhi al protagonista di turno per regalargli una nuova coscienza di sé e delle sue capacità in vista di un futuro brillante che nessuno, prima dell'evento scatenante, avrebbe potuto predire.
Insomma, c'è tutto ciò che serve in questo "La rivincita delle bionde" perché il film funzioni e diverta, sia ricordato come iconico nel suo brillantinato e scintillante modo di proporre la vita in rosa e valga la pena di essere visto, almeno una volta, senza pregiudizi. Una stupidata, per carità, ma ogni tanto ci stanno anche quelle. Tanti auguri a me.
Film 887 - La rivincita delle bionde
Film 2261 - Legally Blonde
Film 2456 - Legally Blonde
Box Office: $141,774,679
Consigli: Un cast bomba per gli anni '00 (Reese Witherspoon, Luke Wilson, Selma Blair, Matthew Davis, Victor Garber, Jennifer Coolidge, Holland Taylor, Ali Larter, Linda Cardellini, Raquel Welch), una storia che sarà trasformata in musical di successo a Broadway (7 candidature ai Tony Awards), un ingasso stellare al botteghino (il film è costato 18 milioni di dollari), un sequel, due candidature ai Golden Globes del 2002, un trampolino di lancio internazionale per Reese Witherspoon... Insomma, trovate il vostro personalissimo motivo valido per vedere questo film, ma trovatelo. Non perché sia un capolavoro, per carità, ma certo ogni tanto è carino lasciarsi conquistare da qualche banalità scemotta che non ha alcuna pretesa di essere diversa da ciò che nel concreto è. Volete una bella commedia leggera leggera? Questo titolo è davvero perfetto.
Parola chiave: Permanente.

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Bengi

mercoledì 12 dicembre 2012

Film 489 - Argo

Annunciato come il piccolo miracolo cinematografico di Ben Affleck. In attesa della pioggia di candidature ai vari premi che partiranno da domani con l'annuncio dei nominati ai Golden Globe, non potevo non cominciare il mio personale screening di quei film che probabilmente riceveranno più di una nomination.
Oscar arrivo!


Film 489: "Argo" (2012) di Ben Affleck
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Non a tutti piacerà, ma bisogna ammettere che Ben Affleck si è davvero reinventato scegliendo di cominciare a dirigere le sue pellicole. Al terzo tentativo di seguito conquista nuovamente la critica aggiungendo, però, anche il consenso del grande pubblico ($157,677,669 di incasso al botteghino mondiale).
Dopo i precedenti "Gone Baby Gone" e "The Town", questa volta Affleck racconta una storia dai risvolti politici internazionali focalizzandosi, però, su un fatto reale davvero curioso. Durante la rivoluzione iraniana del 1979, alcuni funzionari vengono presi in ostaggio dentro l'ambasciata americana di Teheran. Sei di loro riescono a scappare e si rifugiano presso la dimora dell'ambasciatore canadese Ken Taylor/Victor Garber ("Alias", "Ancora tu!"). Qui il fatto: come riportarli a casa? Ci penserà Tony Mendez/Affleck ad elaborare un piano per quella che viene identificata come la missione Canadian Caper. Mendez, infatti, esperto CIA in esfiltrazione, proporrà l'idea vincente di mettere in cantiere quella che sarà una produzione cinematografica hollywoodiana a tutti gli effetti, solo che per una pellicola fittizia. "Argo", appunto. L'idea quella di far uscire i 6 spacciandoli in aeroporto per membri della crew della pellicola.
Certamente bisogna ammettere che, già di per sé, il fatto è intrigante. "Argo" è stato davvero un film messo in produzione con tanto di letture del copione per la stampa, pubblicità e interviste, realizzazione di una locandina. Tutto con l'unico scopo di riuscire a mettere in salvo le 6 persone riuscite a scappare durante la presa dell'ambasciata.
Spunto narrativo a parte, questo "Argo" di Affleck funziona molto bene. Contestualizzazione precisa e spiegata senza fretta, prendendo il tempo necessario a raccontare i fatti in maniera chiara. Non ci si perde mai nella trama nonostante, personalmente, non conoscessi i fatti raccontati dalla storia.
Efficace la ricostruzione d'ambiente che rende alla perfezione il periodo storico in cui si svolge l'azione. I colletti oversize delle camicie sono molto buffi. E' una sciocchezza, rispetto all'insieme, ma non so perchè la cosa ad un certo punto mi ha colpito.
Il cast di attori è ben distribuito per le parti e, soprattutto, non scontato. A parte il regista e attore, pochi sono i visi noti. Si riconoscono facilmente John Goodman ("Pappa e ciccia","The Artist"), il premio Oscar Alan Arkin ("Little Miss Sunshine", "The Private Lives of Pippa Lee") e il Bryan Cranston di "Breaking Bad" (3 Emmy come Miglior attore drammatico portati a casa per 3 anni di fila).
Tanti anche i volti familiari, ma più difficili da identificare per il grande pubblico: Clea DuVall (adesso in tv con "American Horror Story", "Ragazze interrotte"), Kyle Chandler (Emmy per "Friday Night Lights", "Super 8"), Zeljko Ivanek ("In Bruges - La coscienza dell'assassino", Emmy per "Damages"), Titus Welliver ("The Good Wife"; è l'unico presente anche nelle precedenti pellicole di Affleck).
Tutto funziona bene e la pellicola ne guadagna notevolmente. Mi rendo conto a posteriori che questo è sicuramente stato uno dei film più riusciti e tecnicamente ben fatti che ho visto questa stagione. Dubito che avrà grandi chance di vincere premi in categorie che contano (o regia o attori), in ogni caso non posso giudicare dato che mi manca, al momento, possibilità di fare confronti.
Di sicuro, comunque, ad Affleck il merito di essere riuscito a raccontare una storia complessa e molto interessante evitando il patetico, la retorica o i cliché. Stile asciutto, battute al momento giusto e, nel dramma (riusciranno o no a mettersi in salvo?!), una storia raccontata prendendo in considerazione un episodio insolito e interessante. Ha tutte le carte in regola per piacere.
Ps. Bellissime musiche del mio favorito Alexandre Desplat: non delude mai.
Film 1088 - Argo
Consigli: Interessante e non scontato, parla di un momento della storia dell'Iran che certamente ai più è sconosciuta, riuscendo ad evitare toni accademici e, per di più, facendo interessare lo spettatore ad informarsi su ciò che è realmente accaduto.
Dal punto di vista tecnico molto Ben(!) fatto.
Parola chiave: Troupe cinematografica.

Trailer

Ric

venerdì 7 dicembre 2012

Film 488 - Ancora tu!

Serata casalinga per combattere il gelo ormai arrivato. Ci voleva per forza un film da guardare!


Film 488: "Ancora tu!" (2010) di Andy Fickman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Jé
Pensieri: In cerca di una commediola senza pretese di testa o contenuti, ci siamo imbattuti nel divertente trailer di "You Again" che racconta la storia di una generazionale battaglia di popolarità pre e post liceale consumata durante l'organizzazione di un matrimonio. Già perchè la sposa al liceo vessava la sorella del futuro marito; stesso discorso per la madre di quest'ultimo con la zia della sposa stessa. Intricato da dire, ma sul grande schermo immediato.
Davvero niente di che se non una serie di gag da risata facile dietro l'altra, eppure il divertimento non è mancato. Vincono su tutte la mitica nonnia Betty White, sessuomane social network dipendende, e la fantastica wedding planner Kristin Chenoweth che più bislacca non si può.
Per il resto i personaggi sono piuttosto standard e l'ordine degli eventi è prevedibile, ma si sopravvive alla visione dei 105 minuti in compagnia, però, di un cast di tutto rispetto: da Kristen Bell ("Scream 4", "Burlesque", "Non mi scaricare") a Jamie Lee Curtis ("Halloween: La notte delle streghe", "Un pesce di nome Wanda") passando per Sigourney Weaver ("Una donna in carriera", "Avatar"), Victor Garber ("Alias", "Argo") e Odette Annable ("Dr. House - Medical Division").
Tutto sommato è un prodotto che mantiene le aspettative di disimpegno e e brio; certamente non si può dire che sia nulla di che e, anzi, come commedia ad alto potenziale d'incasso ha dimostrato di non funzionare granché: $32,005,248 guadagnati nel mondo a fronte di una spesa di 20 milioni.
Se posso essere sincero credo che principalmente la cosa si debba alla poca affermazione della Bell che, nonostante i numerosi tentativi di lancio nel mondo del cinema dopo la fortuna in tv con "Veronica Mars", non è mai riuscita ad avere un film che facesse il botto al box office.
Comunque, a parte questo, "Ancora tu!" non è niente di malvagio.
Consigli: Per una serata tra amici all'insegna della risata leggera. Da non perdere il finale: la storia si ripete!
Parola chiave: Popolarità.

Trailer

Ric