Un film d'animazione ci sta sempre bene!
Film 866: "Big Hero 6" (2014) di Don Hall, Chris Williams
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: 54esimo film della collezione dei Classici Disney, "Big Hero 6" è stato titolo di punta tra le pellicole natalize per famiglie, tanto che gli incassi hanno certamente dato ragione ai Walt Disney Animation Studios che lo hanno prodotto. Io ho recuperato in ritardo e anche se ero curioso di vederlo, devo dire che lo ero meno del solito rispetto ad un titolo d'animazione.
Questa nuova creazione Disney, che dopo "Frozen" e il clamoroso successo dell'anno scorso doveva cercare di fare centro con un nuovo prodotto nonostante l'impossibilità materiale di fare bis, si discosta molto dai soliti prodotti cui ci hanno abituato, mancando principesse, storie d'amore o carinerie confettose generali, tutto in favore di uno spostamento in un territorio totalmente differente e nuovo: siamo in Giappone, il protagonista è un ragazzino genialoide e il tutto è tratto da un fumetto della Marvel Comics (prima volta che Disney e Marvel si incontrano).
Per quanto l'esperimento sia godibile, divertente, dinamico e coinvolgente - grazie soprattutto al rotondo personaggio di Baymax -, mi è sembrato però che il tutto fosse molto simile alla tipologia di pellicole d'animazione made in Pixar, certamente meno avvezze a romantiche fiabe e spalle animali canterine. Il nuovo approccio drammtico delle pellicole d'animazione sembra ormai una tappa obbligata per ogni casa di produzione, tanto che una sua mancanza parrebbe suggerire un impensabile danno alla sensibilità dello spettatore. Nessuno dice che debba essere tutto amore eterno e colore rosa, per carità, però mi pare di intravvedere una tendenza all'elaborazione forzata del lutto (anche in "Dragon Trainer 2", per esempio, film che comunque ho preferito a questo).
In generale, comunque, la storia di Hiro e Baymax è certamente carina e, anche se all'inizio si fatica a capire dove la trama voglia andare a parare, una volta completata la visione la sensazione di compattezza narrativa è più forte che alla fine del primo tempo, in cui ancora troppi snodi della trama sembrano suggerire mille percorsi diversi plausibilmente perseguibili. Tutto sommato, quindi, si può dire che "Big Hero 6" è un buon prodotto commerciale, ben confezionato e meno omologato rispetto a ciò che era stato prodotto fino ad ora dalla Disney, il che è una piacevole sorpresa. Ciò detto, però, non ho sentito quella scintilla che mi aveva fatto innamorare di altri film - sia d'animazioen che non - come, per esempio, non la avevo sentita per "Frozen" un anno fa. Chiaramente non si possono definire brutti film, ci mancherebbe, però non sono nemmeno esempi di quella lista di opere indimenticabili che, per un motivo o per un altro, fanno parte dei film che preferisco. Dovendo annualmente decretare un migliore in ogni categoria possibile e immaginabile era ovvio che "Big Hero 6" sarebbe stato tra gli onnipresenti, ma, ribadisco, non mi sento di poter dire che questo sia tra i migliori film dell'anno.
Ps. Nominato ai Golden Globe di quest'anno nella categoria animazione, ha perso contro "How to Train Your Dragon 2" della DreamWorks. Avversari anche ai prossimi Oscar di febbraio, dubito che il seguito "Dragon Trainer" riuscirà però a trionfare anche lì. "Big Hero 6" mi sembra più il candidato conforme alle precedenti scelte dell'Academy. Vedremo.
Box Office: $456 milioni
Consigli: Carina l'idea di far incontrare due realtà cittadine così distanti come San Francisco e Tokyo (la storia è ambientata, infatti, nella futuristica San Fransokyo), questa pellicola ha il pregio di regalare avventura e azione, oltre che un nuovo gruppo di simpatici e creativi supereroi-nerd-scienziati e un personaggio protagonista che è maledettamente adorabile. Hiro e Baymax diventeranno i beniamini di questa nuova fatica Disney che baratta le principesse per i robot e si diverte ad affrontare un terriotorio futurisco che non è avvezzo alla casa di produzione. Lo sforzo è evidente e regala un risultato cinematografico buono, godibile e capace di intrattenere per 102 minuti senza mai stancare. Va bene, quindi, praticamente per ogni occasione.
Parola chiave: Microbot.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
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lunedì 26 gennaio 2015
Film 866 - Big Hero 6
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T.J. Miller
sabato 21 novembre 2009
Film 12 - The informant!
Ieri è stata una giornata particolarmente lunga. Dopo il mio lavoro non retribuito sono tornato a casa nel tardo pomeriggio ma non sapevo che cosa cominciare a guardare. Così prima ho iniziato "Il pranzo di Babette", ma poi la lavatrice ha finito, Ale ha suonato il campanello e ho dovuto smettere (dopo i primi 6 minuti).
In compagnia il film si cambia, dunque optiamo per "Gli abbracci spezzati" di Almodovar, peccato che il film dia dei problemi e dopo 7 minuti ci interrompiamo. Penelope era appena apparsa sullo schermo. Uff.
Ci arrendiamo al fato e decidiamo di cominciare la serata con un telefilm: "Desperate Housewives", stagione 6 episodio 8. Molto divertente!
Terminato lo show decidiamo di provare nuovamente con un film, ma stavolta spulciamo la mia collezione "sicura" del pc. E alla fine riusciamo a deciderci.

Film 12: "The informant!" (2009) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: teoricamente Ale
Pensieri: Sinceramente? Non mi è piaciuto. E' da un po' che aspettavo di vedere questo film, la campagna pubblicitaria mi aveva colpito con quelle locandine particolari dalle parole spezzate, il titolo col punto esclamativo... Mi sembrava volessero pubblicizzare qualcosa di nuovo, non convenzionale, pungente. E invece sono rimasto deluso. Innanzitutto il personaggio di Matt Damon è, a mio avviso, estremamente antipatico. Mente perchè è malato, mente perchè gli piace, mente perchè nei casini ci sguazza. Credo che questo atteggiamento autolesionistico mi abbia indisposto. Anche da bambino non sopportavo la stupida goffaggine di Pippo nelle sue storie, alla lunga lo trovavo insopportabile per la sua incapacità di farne quantomeno una giusta. Ecco, Mark Whitacre/Matt Damon è uguale: gli dicono di non fare una cosa e lui la fa; gli dicono di non parlare con nessuno e lui chiama la stampa; gli dicono che hanno scoperto le sue bugie e lui continua a mentire nonostante gli facciano notare che l'hanno appena smascherato. Poi, per carità, è vero che se uno è malato è malato e niente ci può fare, però questo non toglie che possa risultare antipatico.
Mentre seguivo il film, comunque, mi sono chiesto più volte una cosa: essendo tratto da una storia vera (o come dice la tagline su un vero pettegolezzo) la moglie di Whitacre era davvero così stupida?! Al di là della voce da oca, non si è mai fatta qualche domandina? Tipo perchè suo marito avesse 5(?)-7(?)-9(?)-11(?) milioni di dollari o perchè l'FBI ce l'avesse tanto con lui o ancora il perchè della condanna a 9 anni di carcere...?
Insomma, mentre Ale se la dormiva sul divano, io mi sono visto questo film senza particolari guizzi di interesse. Prima di documentarmi per bene sulla regia di Soderbergh ero sicuro che avesse diretto molti altri film decisamente più interessanti, anche se più commerciali, come "Traffic" e "Erin Brockovich - Forte come la verità". Poi ho scoperto che sono suoi anche "Intrigo a Berlino", "Solaris", "Ocean's Twelve", e un segmento di "Eros"... e sono rimasto un po' deluso.
Note finali: 1) l'agente speciale dell'FBI Brian Shepard è interpretato da Scott Bakula, lo stesso che, a cavallo tra '80 e '90, interpretava il dott. Sam Beckett in "Quantum Leap" (grazie Ale!); 2) come al solito hanno cambiato i doppiatori...e Matt Damon nel film non ha la sua solita voce.
Consigli: Serve molta attenzione per seguire la trama e ricordarsi tutte le bugie che Whitacre dice: quindi stare in campana!
Parola chiave: Prenditi un tuo avvocato!
Ric
In compagnia il film si cambia, dunque optiamo per "Gli abbracci spezzati" di Almodovar, peccato che il film dia dei problemi e dopo 7 minuti ci interrompiamo. Penelope era appena apparsa sullo schermo. Uff.
Ci arrendiamo al fato e decidiamo di cominciare la serata con un telefilm: "Desperate Housewives", stagione 6 episodio 8. Molto divertente!
Terminato lo show decidiamo di provare nuovamente con un film, ma stavolta spulciamo la mia collezione "sicura" del pc. E alla fine riusciamo a deciderci.

Film 12: "The informant!" (2009) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: teoricamente Ale
Pensieri: Sinceramente? Non mi è piaciuto. E' da un po' che aspettavo di vedere questo film, la campagna pubblicitaria mi aveva colpito con quelle locandine particolari dalle parole spezzate, il titolo col punto esclamativo... Mi sembrava volessero pubblicizzare qualcosa di nuovo, non convenzionale, pungente. E invece sono rimasto deluso. Innanzitutto il personaggio di Matt Damon è, a mio avviso, estremamente antipatico. Mente perchè è malato, mente perchè gli piace, mente perchè nei casini ci sguazza. Credo che questo atteggiamento autolesionistico mi abbia indisposto. Anche da bambino non sopportavo la stupida goffaggine di Pippo nelle sue storie, alla lunga lo trovavo insopportabile per la sua incapacità di farne quantomeno una giusta. Ecco, Mark Whitacre/Matt Damon è uguale: gli dicono di non fare una cosa e lui la fa; gli dicono di non parlare con nessuno e lui chiama la stampa; gli dicono che hanno scoperto le sue bugie e lui continua a mentire nonostante gli facciano notare che l'hanno appena smascherato. Poi, per carità, è vero che se uno è malato è malato e niente ci può fare, però questo non toglie che possa risultare antipatico.
Mentre seguivo il film, comunque, mi sono chiesto più volte una cosa: essendo tratto da una storia vera (o come dice la tagline su un vero pettegolezzo) la moglie di Whitacre era davvero così stupida?! Al di là della voce da oca, non si è mai fatta qualche domandina? Tipo perchè suo marito avesse 5(?)-7(?)-9(?)-11(?) milioni di dollari o perchè l'FBI ce l'avesse tanto con lui o ancora il perchè della condanna a 9 anni di carcere...?
Insomma, mentre Ale se la dormiva sul divano, io mi sono visto questo film senza particolari guizzi di interesse. Prima di documentarmi per bene sulla regia di Soderbergh ero sicuro che avesse diretto molti altri film decisamente più interessanti, anche se più commerciali, come "Traffic" e "Erin Brockovich - Forte come la verità". Poi ho scoperto che sono suoi anche "Intrigo a Berlino", "Solaris", "Ocean's Twelve", e un segmento di "Eros"... e sono rimasto un po' deluso.
Note finali: 1) l'agente speciale dell'FBI Brian Shepard è interpretato da Scott Bakula, lo stesso che, a cavallo tra '80 e '90, interpretava il dott. Sam Beckett in "Quantum Leap" (grazie Ale!); 2) come al solito hanno cambiato i doppiatori...e Matt Damon nel film non ha la sua solita voce.
Consigli: Serve molta attenzione per seguire la trama e ricordarsi tutte le bugie che Whitacre dice: quindi stare in campana!
Parola chiave: Prenditi un tuo avvocato!
Ric
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