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giovedì 24 luglio 2025

Film 2375 - Black Bag

Intro: Really curious to see this movie, although not many people were talking about it.

Film 2375
: "Black Bag" (2025), Steven Soderbergh
Watched on: My computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: I'll be honest here, I was expecting great things and i think by doing that I shut myself in the foot.
The cast is great, but I really struggle to follow the story as a) most of the time I had no clue what they were talking about and b) because I couldn't follow the story properly, I started to get distracted.
So, because of this, I don't really have much to say about "Black Bag". I think Cate Blanchett and Michael Fassbender are great leads (and a pretty damn good looking couple) and it was really nice to see Naomie Harris and Pierce Brosnan once again. Regé-Jean Page feels like the "baby" of the group against all these other A-listers, but he holds his own.
All in all, I was definitely expecting something else (and more engaging).
Cast: Cate Blanchett, Michael Fassbender, Marisa Abela, Tom Burke, Naomie Harris, Regé-Jean Page, Pierce Brosnan.
Box Office: $42.7 million
Worth a watch?: With hindsight, I would definitely watch this movie with subtitles and by paying way more attention. The cast is cool, Soderbergh does Soderbergh, but other than that it didn't resonate with me.
Awards: /
Key word: Severus.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 25 maggio 2021

Film 2008 - Erin Brockovich

Intro: La giornata era difficile e avevo bisogno di una distrazione che sapevo efficace al 100%.

Film 2008
: "Erin Brockovich" (2000) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: pur non essendo un capolavoro senza tempo, "Erin Brockovich" ha comunque conquistato negli anni il suo spazio tra i titoli che si ricordano della storia moderna del cinema. Sarà che la storia con happy ending funziona, sarà che Julia Roberts qui è perfetta e indimenticabile, di fatto il film di Soderbergh è uno di quelli di cui ti ricordi facilmente l'esistenza e che non è mai faticoso da riguardare. Senza contare che, essendo tratto da una storia vera, il racconto rimane ancora più impresso. Davvero una bella pellicola.
Film 414 - Erin Brockovich - Forte come la verità
Film 2008 - Erin Brockovich
Cast: Julia Roberts, Albert Finney, Aaron Eckhart, Marg Helgenberger, Tracey Walter, Peter Coyote, Cherry Jones, Conchata Ferrell, Michael Harney.
Box Office: $256.3 million
Vale o non vale: L'argomento è serio (e vero), eppure "Erin Brockovich" non è un film pesante o complesso da seguire. C'è una leggerezza nella protagonista che aiuta lo spettatore a seguire la trama con interesse e genuino coinvolgimento. Una leggerezza che, però, non è assolutamente superficialità. Al contrario, il film riesce a veicolare alla perfezione il suo messaggio, senza mai confondere lo spettatore nonostante la terminologia legale o quella media. Un ottimo risultato per una pellicola che, intelligentemente, ruota tutta attorno al potere magnetico della sua eroina. Senza contare che quella qui è certamente una delle interpretazioni di Julia Roberts più iconiche.
Premi: Candidato a 5 Oscar per Miglior film, regia, sceneggiatura originale e attore non protagonista (Finney), ha vinto quello per la Miglior attrice protagonista (Roberts). 4 nomination ai Golden Globes (film, regia, attore non protaginsta) ha vinto per la Miglior attrice drammatica. Julia Roberts ha vinto anche il BAFTA per la Miglior attrice, mentre il film è stato candidato in altre 5 categorie (film, regia, attore non protagonista, sceneggiatura originale e montaggio).
Parola chiave: Documenti.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 13 aprile 2021

Film 1984 - Sex, Lies, and Videotape

Intro: Mi era sempre rimasta la curiosità di vedere questo film, ma non ero mai stato nel mood giusto. Poi, qualche settimana fa, ho finalmente deciso di recuperarlo.
Film 1984: "Sex, Lies, and Videotape" (1989) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: decisamente niente di quello che mi aspettavo.
"Sex, Lies, and Videotape", promosso all'epoca come pellicola tra lo scandaloso e il piacevolmente piccante, in realtà per lo spettatore moderno non è niente più che una lunga sessione di terapia attraverso le vite dei vari personaggi. Mi ha conquistato? Non direi, anche se penso di riuscire a capire il perché, all'epoca, il film di Soderbergh abbia suscitato tanto interesse.
Detto questo, il legame che ho trovato più interessante è sicuramente quello tra le due sorelle Ann e Cynthia (rispettivamente Andie MacDowell e Laura San Giacomo) che, anche se rappresentano la classica contrapposizione tra perfezione e socialmente accettabile da una parte e il cronico rifiuto a conformarsi e una buona dose di sex appeal dall'altra, rimane comunque qui una dinamica esplorata con intelligenza, conferendo un piglio personale a qualcosa di già visto.
Curiosa la questione delle videocassette erotiche di cui Graham (James Spader) ha bisogno per sentire una connessione con il sesso opposto, anche se forse avrei gradito un ulteriore slancio in termini di approfondimento e approccio alla questione che sì, sa di eccentrico e bizzarro - non tanto oggi, quanto per allora -, ma lascia molti sottintesi che sarebbe stato interessante veder effettivamente affrontati.
Tutto sommato non mi pento di aver recuperato questo "Sex, Lies, and Videotape", ma non sono rimasto irrimediabilmente colpito o impressionato.
Cast: James Spader, Andie MacDowell, Peter Gallagher, Laura San Giacomo, Ron Vawter, Steven Brill.
Box Office: $36.7 milioni
Vale o non vale: Sicuramente interessante, anche se al giorno d'oggi l'aura di scandalo che nel 1989 poteva avere questa pellicola è svanita. E non è solo perché ripensare alla videocassette ci ricorda l'immenso gap temporale tra questa storia e l'evoluzione sociale e culturale che si è verificata nel frattempo.
Sicuramente non un film per tutti e meno scandaloso di quanto ci si potrebbe aspettare.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior sceneggiatura originale. 3 nomination ai Golden Globes per sceneggiatura, attrice protagonitsa (MacDowell) e attrice non protagonista (San Giacomo); 2 candidature ai BAFTA per sceneggiatura e attrice non protagonista (San Giacomo) e 1 nomination ai César per il Miglior film straniero. A Cannes '89 il film ha vinto la Palma d'Oro per il Miglior film e James Spader per il Miglior attore.
Parola chiave: Orecchino.

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 9 giugno 2019

Film 1605 - Logan Lucky

Intro: Avevo voglia di vederlo già solo per il poster!
Film 1605: "Logan Lucky" (2017) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: forse una delle pellicole più sottovalutate del recente periodo, "Logan Lucky" è un film di grande intrattenimento, divertente, veloce e con un umorismo perfettamente riuscito. Oltre che una storia da raccontare, il che non è sempre scontato;
grandissimo cast - in cui sorprendentemente troviamo Katie Holmes... - capitanato da Channing Tatum, Adam Driver e Daniel Craig: i 3 da soli fanno tutto il film e fanno scintille insieme;
il risultato finale è interessante e, man mano che la storia prosegue la sua narrazione, si ha sempre di più la voglia di sapere come andrà a finire. La sceneggiatura di Rebecca Blunt solletica lo spettatore e la regia di Soderbergh confeziona il tutto al meglio. Non solo un film d'azione.
Cast: Channing Tatum, Adam Driver, Seth MacFarlane, Riley Keough, Katie Holmes, Katherine Waterston, Dwight Yoakam, Sebastian Stan, Hilary Swank, Daniel Craig.
Box Office: $48.5 milioni
Vale o non vale: Spiace un po' vedere che questa pellicola sia passata inosservata. Consiglio assolutamente di recuperare.
Premi: /
Parola chiave: Discarica.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 3 giugno 2016

Film 1149 - Out of Sight - Gli opposti si attraggono

Lo streaming, a sorpresa, mi ha proposto questo titolo che mi era sempre sfuggito. Così ho recuperato.

Film 1149: "Out of Sight - Gli opposti si attraggono" (1998) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non lo avevo mai visto e, francamente, ero molto molto curioso di scoprire come si fosse comportata la Lopez - che tutti sappiamo essere aspramente criticata quando si tratta di recitazione - con un regista di un certo spessore come Soderbergh.
Il risultato finale non è niente male e, anzi, la pellicola è piuttosto godibile. Le somiglianze con i toni e le atmosfere di "Jackie Brown" non sono poche e la presenza di Keaton, che qui riprende il ruolo di Ray Nicolette interpretato nel film di Tarantino, è solo la punta dell'iceberg.
In tutta onestà il vero punto debole dell'operazione, se così si può dire, è Clooney, che ho trovato un po' fiacco e ingessato, quasi che non si stesse divertendo. Chiaramente è una mia sensazione che, però, ha di fatto influenzato tutto il mio modo di percepire questo "Out of Sight". In ogni caso la storia è divertente (si evade di prigione e si rubano diamanti) e i toni pure, la narrazione scorre via liscia e tranquilla, c'è un cast davvero niente male - tra cui una giovanissimissima Viola Davis con cui la Lopez ha lavorato anche di recente nel non così male "Lila & Eve" - e il risultato finale è stato conforme alle aspettative, ovvero simpatico e di piacevole intrattenimento. Si vede e rivede.
Ps. Candidato a 2 Oscar per la Miglior sceneggiatura non originale (tratta dal libro omonimo di Elmore Leonard) e montaggio.
Cast: George Clooney, Jennifer Lopez, Ving Rhames, Don Cheadle, Steve Zahn, Albert Brooks, Dennis Farina, Luis Guzmán, Isaiah Washington, Catherine Keener, Viola Davis, Michael Keaton, Samuel L. Jackson.
Box Office: $77.7 milioni
Consigli: JLo - dall'incredibile elisir di giovinezza - regala una delle sue interpretazioni più in parte e gioca le sue carte addirittura meglio di Clooney in questa pellicola d'azione che funziona, intrattiene e diverte a dovere. Chi ha amato "Jackie Brown" dovrebbe godere della stessa atmosfera, quasi della stessa fotografia (non so se dovuta allo streaming però, lo ammetto) e addirittura uno stesso personaggio. Gli altri non disdegneranno il film di Soderbergh, tra rapine, evasioni e numerosi morti sulla via. Un po' squadra da strapazzi, un po' "Orange Is The New Black", un po' faccette da "E.R." e un po' sindrome di Stoccolma, "Out of Sight - Gli opposti si attraggono" è un buon mix di azione, avventura e battute simpatiche cui si può davvero dare una chance (anche a distanza di 18 anni dall'uscita nelle sale).
Parola chiave: Diamanti.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 30 dicembre 2013

Film 643 - Dietro i candelabri

Il film del Natale 2013 è...

Film 643: "Dietro i candelabri" (2013) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Mai pellicola recente fu più adatta ad essere intrattenimento natalizio senza esserlo effettivamente: lustrini, pellicce, candele e tanta, tanta musica suonata al pianoforte. Ci mancava una scena con un caminetto accesso e "Behind the Candelabra" poteva diventare il sottofondo di un gaio Natale.
Matt Damon e Michael Douglas si calano anima e corpo in questa ricostruzione per la tv americana della storia d'amore tra il giovane e all'inizio ingenuo Scott Thorson e il grande pianista Liberace, love story cominciata alla fine degli anni '70 e quindi assolutamente da nascondere agli occhi del pubblico che vedeva nell'artista un playboy alla ricerca della donna perfetta. Ah, la cecità.
Steven Soderbergh, che con questo lavoro ha dichiarato di volersi ritirare dal mondo del cinema, dirige in maniera egregia questo biopic sinceramente interessante e racconta la vicenda umana di due persone - un po' personaggio - e della loro (costretta) concezione dell'amore al tempo dell'omosessualità tabù. Liberace, pioniere della chirurgia estetica facciale subita ed imposta, conduce la sua esistenza all'apice di successo ed eccesso, ultrapagato intrattenitore al Las Vegas Hilton e Lake Tahoe (dove i suoi show facevano incassare $300,000 a spettacolo) nonché protettore di numerosi giovanotti in cerca di una loro strada...
E' così che la storia tra lui e Scott comincia, tra una velata lusinga e il fascino kitsch dell'opulenza, il carisma artistico e la quasi adolescenziale sottomissione e anche se il loro amore a prima vista fa sincera impressione, si segue con instancabile interesse la loro vicenda amorosa e di vita di coppia in un'epoca in cui, per stare insieme al tuo uomo e potergli riconoscere qualche diritto, l'unica opzione legale era quella di adottarlo (Woody Allen ci è arrivato più tardi).
Stramberie di legge a parte, "Dietro i candelabri" è a mio avviso buon esempio di mimetismo artistico, nel senso che è capace di rendersi al contempo eccessivo e a tratti difficile da guardare al pari del suo protagonista ispiratore e, in quest'ottica, il risultato finale non poteva essere più riuscito. La storia d'amore di queste due anime alla ricerca di certezze è un viaggio sulle montagne russe, tra droghe, delusioni, abissi di perdizione e svilimento personale, forzate lesioni corporali e la ricerca di una felicità che sta nel conforto degli oggetti, tra collezionismo ed ostentazione. Un accumulo continuo che maschera un vuoto interiore profondissimo e la paura alla fine di rimanere soli. Racconto attualissimo anche oggi.
Michael Douglas, somiglianza fisica a parte, è davvero bravo in questo ruolo assolutamente non facile e sia lui che Matt Damon dimostrano un'evidente capacità di immedesimazione nei personaggi, facendo risultare assolutamente plausibile ogni situazione, nonostante la loro fama negli anni di sex symbol e/o playboy (ma poi noi italiani siamo abbastanza abituati a vedere anzianità e gioventù incontrarsi nel piacere di un bacio). Non tutto quello che è mostrato piace, però il racconto è questo e, anche se non è certamente per il pubblico medio tutto, il bello dei film che raccontano la storia vera di qualcuno sta proprio nel rappresentarne la vita nel bene e nel male. La grande libertà con cui oggi questa particolare vicenda umana può essere raccontata è in fortissimo contrasto con ciò che in effetti qui ci viene narrato e rappresenta un enorme salto di qualità per la comunità LGBT che oggi, nonostante le ancora grandi mancanze, può certamente constatare con mano l'abisso che vi è tra il nostro quotidiano e quello di anche soli 30 anni fa.
Dunque "Dietro i candelabri" è un esperimento televisivo - in Italia un'operazione del genere sarebbe utopia per innumerevoli ragioni - di grande impatto e, piaccia o meno, non si può che rimanere incollati allo schermo e seguire le vicende che la storia racconta. C'è una sorta di magnetismo visivo un po' nella ricostruzione accuratissima, un po' nel mistero della figura di Liberace e per entrambe le ragioni, incuriositi, si attende di scoprire dove porterà la narrazione. Il finale, onirico e svolazzante, è una bella conclusione che suggella la realtà di un amore che, a causa di una cornice carica di eccesso ed eccessi, finisce spesso per rimanere in secondo piano. Eppure, fortissimo, c'è.
Ps. Da noi uscito al cinema, in realtà in America è andato in onda sulla rete via cavo HBO. "Behind the Candelabra" ha vinto 11 Emmy Awards (tra cui Miglior miniserie e Michael Douglas Miglior attore) ed è attualmente candidato a 4 Golden Globes.
Consigli: Certamente una storia diversa da quella che siamo abituati a vedere, ma interessante e per qualche verso istruttiva. Colpisce pensare che sia un prodotto nato per la televisione, ma comunque in grado di essere esportato anche per il grande schermo. Portare il nostro "Pupetta" al cinema, per esempio, fa ridere anche solo a pensarci.
Parola chiave: "Behind the Candelabra: My Life with Liberace".

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Bengi

lunedì 20 maggio 2013

Film 549 - Effetti collaterali

Prima volta al cinema a Milano con Leoo. In Bicocca. Sotto il diluvio universale.


Film 549: "Effetti collaterali" (2013) di Steven Soderbergh
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Leoo
Pensieri: Mi aspettavo di vedere un film orrendo, mi sono ricreduto. Per quanto non lo consderi un capolavoro, è comunque un prodotto ben confezionato e realizzato, lucido nel giocare i suoi assi nella manica che, alla fine, inaspettatamente piacciono.
Niente, infatti, è come sembra in questo "Effetti collaterali", dove si finisce per cambiare spesso parere sui quattro personaggi principali, coinvolti volenti o nolenti in un piano macchinoso che ha dell'incredibile. Al di là dell'esplorazione della cosa uomo (approfondento il tema del conscio e non conscio, instabilità e malattia, depressione e debolezza, volontà e inconsapevolezza), nella storia si parlerà a lungo riguardo la questione dei medicinali e la facilità con cui si tende a prescriverli. Una pillola per tutto diventa una soluzione per tutto, nonché scappattoia dalle proprie responsabilità. Due macroargomenti sempre presenti in un racconto che passerà per omicidi, relazioni e ricoveri psichiatrici.
Il quartetto di attori (velocemente terzetto dato che Channing Tatum finirà per morire) rappresenta una scelta azzeccata sia per le capacità (Jude Law e Rooney Mara funzionano bene) sia per un discreto appeal che riescono ad esercitare tutti insieme. L'evolversi della storia farà il resto. Tra l'altro Law si ritrova nuovamente in una situazione a 4 che ricorda numericamente quel "Closer" di Mike Nichols.
Senza pretendere troppo da "Side Effects" (la scena dell'omicidio è sinceramente un po' ridicola), ci si può lasciar trasportare dall'intricata trama che finirà per sciogliersi in un epilogo al sapore agrodolce al grido di una meritata, spietata vendetta. Cercando di non lasciare che le elucubrazioni personali finiscano per sovrapporsi all'andamento della pellicola, ci si può serenamente lasciar portare dove lo sceneggiattore Scott Z. Burns desiderava portarci. La sorpresa vale la pena di essere vissuta senza sovraccaricarsi di ipotesi.
Presente all'ultimo Festival di Berlino in concorso, la pellicola ha riscosso un discreto successo al botteghino ($60.288.363, esattamente il doppio della spesa per produrlo) anche se gli incassi della precedente collaborazione Soderbergh-Tatum ("Magic Mike" ha guadagnato $167,221,571) sono lontani. Questo film, però, è decisamente meglio.
Consigli: Fitti misteri dai risvolti erotici, il tutto annebbiato da farmaci e pazzia. Cosa sia vero e cosa sia una messa in scena sta allo spettatore deciderlo, finché la verità non sarà svelata alla fine del film. "Effetti collaterali" fa bene il suo dovere, riuscendo a catalizzare la totale attenzione dello spettatore fin quasi da subito. Non mancheranno le sorprese, tra le quali una Catherine Zeta-Jones in insoliti panni lesbo.
Parola chiave: Siero della verità.

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Bengi

martedì 9 ottobre 2012

Film 460 - Magic Mike

Mai trailer fu più ingannevole.


Film 460: "Magic Mike" (2012) di Steven Soderbergh
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Jessica, Luca, Paola, Licia, Andrea, Marco
Pensieri: Allora, diciamolo subito: "Magic Mike" è stata una profonda delusione.
L'appeal di questa pellicola, principalmente dovuto alla presenza dello spogliarello maschile, si perde completamente durante la visione del film. Non c'è ritmo, non si racconta una storia interessante, i personaggi sono superficialmente approfonditi e, peggio di tutto, la recitazione - da parte di alcuni - è veramente pessima. In quest'ultimo caso particolare sto pensando all'attrice Cody Horn, imbronciata perenne ed incapace di rappresentare un'emozione che sia una.
Tutti questi elementi hanno contribuito attivamente a smantellare l'aspettativa luccicante e chiassosa (e certamente molto kitsch) che avevo nei confronti di questo prodotto.
Oltre ad una fotografia che imposta un'immagine in giallo a mio avviso poco funzionale ai toni 'notturni' che si hanno qui inevitabilmente, sono rimasto davvero poco soddisfatto da come il trailer, ben architettato, mi abbia 'venduto' un'idea che, nella sostanza non è nemmeno vagamente simile a quello che poi ho visto.
Meno commedia e più (tentato) dramma, la vicenda si snoda principalmente attorno alle vite dei due protagonisti Channing Tatum (ispiratore reale della storia) e Alex Pettyfer, concentrandosi su sogni, speranze e tentativi di riscatto da un ruolo sociale che ti vuole semplice oggetto della curiosità fugace degli spettatori (o meglio spettatrici) della sera. Nonostante si potrebbe pensare ad una visione goliardica di questo tipo di vita, qui si tenta di approcciare la questione in maniera più seria e veritiera - anche perchè, come si diceva, il tutto è tratto dall'esperienza reale di Tatum - ma si finisce per ricadere in altri tipi di cliché anche peggiori. C'è il mentore buono e premuroso (Tatum); il giovane novizio che impara il mestiere finendo per rimpiazzare il maestro ma che, prima, combina casini a non finire (Pettyfer); l'impresario senza scrupoli che pensa solo a fare soldi, amico finché va tutto bene, ma che ti gira le spalle non appena qualcosa va storto (McConaughey); la seriosa ragazza che non si lascia affascinare da un mondo tanto effimero, ma che poi si innamora del protagonista (Horn).
Ora, anche volendo tentare uno svecchiamento del collaudato meccanismo rendendolo più pepato, rimane evidente che qui il problema di base non è tanto trovare una cornice stuzzicante (che, però, evidentemente ha funzionato, visto l'incasso di $154,721,571), quanto raccontare una storia che valga la pena di essere narrata soprattutto evitando il terreno minato di luoghi comuni e già visto che, ormai troppo spesso, finiscono per farla da padrone.
Di per sé "Magic Mike" è un film innoquo e di una semplicità lineare, ma per chi - come me - si aspettava un buon prodotto cinematografico (da un regista premio Oscar come Soderbergh, che ha firmato pellicole come "Traffic", "Erin Brockovich - Forte come la verità" e "Ocean's eleven - Fate il vostro gioco") rimane inevitabilmente deluso. Avendo chiaro ciò che questa pellicola è e cosa rappresenta - in fin dei conti è pur sempre uno spaccato della società moderna contemporanea, dove un ex spogliarellista riesce ad affermarsi come attore, pur non sapendo recitare - è certamente un approfondimento che può risultare interessante. Peccato che, per raccontare la vicenda, si scelgano strumenti scontati e davvero poco originali.
Ps. Tra i visi già visti, troviamo Olivia Munn ("Ma come fa a far tutto?"), Joe Manganiello ("True Blood", "Che cosa aspettarsi quando si aspetta"), Matt Bomer ("In Time") e Adam Rodriguez ("CSI: Miami").
Film 1034 - Magic Mike XXL
Consigli: Per chi si aspetta balletti da cardiopalma, scenette da bollino rosso o - per gli eventuali antropologi - uno spaccato vero della realtà della città di Tampa (a quanto pare molto mivmentata di notte), non ci sarà che delusione delle aspettative. Meglio, per chi volesse vederlo, spegnere il cervello e rassegnarsi al fatto che è la solita minestra riscaldata in versione solo più piccante.
Parola chiave: Miami.

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BB

martedì 12 giugno 2012

Film 414 - Erin Brockovich - Forte come la verità

Scaricato per nonna, alla fine mi è tornata voglia di vederlo...


Film 414: "Erin Brockovich - Forte come la verità" (2000) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Terza nomination e primo Oscar per Julia "non proprio simpatia" Roberts, "Erin Brockovich" è un film aggressivo, ma sui buoni sentimenti. Ispirato alla vera persona Erin Brockovich (che recita qui anche in un cameo), si narra la vertiginosa scalata della donna dal basso del conto in banca 0 alla vincita della causa multimilionaria con risarcimenti da capogiro contro la Pacific Gas and Electric Company, causa della contaminazione delle acque in una cittadina californiana. Tra malati terminali e storie strappalacrime, una Julia Brockovich con le tette in gola raccoglie prove e seduce motociclisti (Aaron Eckhart), si incazza contro il capo (Albert Finney) e parla di pompini come Carrie delle Manolo. Ci sta, il tutto regge.
Da qui il vero declino della carriera della Roberts che, dopo tanti successi, si vede in ultima battuta accreditare un riconoscimento mondiale che merita sì e no e che la catapulta, perciò, nell'universo dei soddisfatti e dimenticati. Da allora "The Mexican", "I perfetti innamorati", "Confessioni di una mente pericolosa", "Full Frontal", "Mona Lisa Smile", "Closer", "Ocean's Twelve" (orrendo), "La guerra di Charlie Wilson", "Fireflies in the garden - Un segreto tra di noi", "Duplicity", "Appuntamento con l'amore", "Mangia Prega Ama", "L'amore all'improvviso - Larry Crowne" e l'ultimo "Biancaneve". Tutte pellicole tra il brutto e il flop o, fortunatamente, con suoi ruoli marginali. Solo negli ultimi tempi la Roberts ha visto la sua stella tornare ad illuminarsi leggermente, ma mai come durante i fastosi anni '90.
Tra i suoi pochi film che riesco a rivedere con serenità (sarà perchè è un film di Soderbergh con Albert Finney...) e riuscendo tutte le volte ad appassionarmi - le storie in tribunale mi piacciono da morire! -, "Erin Brockovich - Forte come la verità" è una buona pellicola con il pregio di dipingere un'attrice hollywoodiana in maniera meno zucchero-stereotipata e, soprattutto, trattando una storia (vera) interessante in maniera chiara e ben approfondita.
Ps. 5 candidature all'Oscar (tra cui film, regia e sceneggiatura), ma vince solo la Roberts. Tra i personaggi minori spicca Marg Helgenberger, famosissima protagonista di "CSI: Scena del crimine".
Film 414 - Erin Brockovich - Forte come la verità
Film 2008 - Erin Brockovich
Consigli: Si rivede sempre volentieri, specialmente per l'interpretazione brillante della Roberts e per la storia interessante che viene raccontata.
Parola chiave: Cromo esavalente.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 20 aprile 2012

Film 392 - Contagion

Secondo appuntamento con il cinema in aereo, un'altra grande produzione hollywoodiana.


Film 392: "Contagion" (2011) di Steven Soderbergh
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Per essere un film inutile ha un gran numero di star di prima classe! Con la regia del premio Oscar Steven Soderbergh e la partecipazione di 4 altri attori che si sono aggiudicati la statuetta dorata (Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Kate Winslet e Marion Cotillard) oltre che altri che si sono visti accreditare almeno una nomination (Jude Law, John Hawkes e Laurence Fishburne), ci si potrebbe aspettare che la pellicola valga anche solo per la magnificenza sbalorditiva che comprende il solo cast. Eppure non è così.
Oltre a mostrare al mondo quale sia la vera natura di Gwyneth Paltrow (ossia che si può anche vestire bene, ma non è così divinamente bella come tutti la descrivono) ed ammorbare lo spettatore riguardo la possibilità di morire solo per aver respirato vicino ad un contagiato di non si sa quale batterio, questo "Contagion" non fa. Non è interessante, non è ricco di azione e, al termine dei suoi 106 minuti, non ha assolutamente aggiunto niente alla filmografia di chi lo stesse guardando.
Mi aspettavo che, oltre giocare - inevitabilmente - la carta del grande cast, si tentasse di proporre una storia interessante e, dato il tema, 'soffocante', che premesse l'acceleratore sul fattore paura psicotica di essere contagiati senza sapere come effettivamente riuscire a difendersi. E, invece, qui si riesce addirittura a risalire al paziente 'zero' (Paltrow) che è causa dell'esportazione del virus, ma non si finisce mai per avere una seria fobia di venir contagiati. Non c'è una gran immedesimazione, insomma. Anche perchè ci sono sia troppi personaggi, sia si cade nel solito cliché del padre che perde moglie e figlioletto e, per salvare l'altra pargola, tira fuori i cosiddetti 'coglioni' e si tramuta in una specie di eroe post-infezione mondiale. Bah, si poteva anche fare un pelino di più. Visto il cast e visto il budget... 60milioni di dollari per produrlo e il discreto incasso mondiale di $135,458,097. Con una parata di stelle come quella a disposizione di Soderbergh, ci si aspettava sicuramente un'affluenza più... proficua!
Consigli: Forse non è il film più adatto da vedere su un aereo per il Giappone (uno dei portatori del virus è asiatico) mentre si è chiusi per 12 ore su un aereo... Comunque, è in generale un film che si può anche evitare.
Parola chiave: Virus.

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Ric

mercoledì 31 marzo 2010

Film 95 - Topkapi

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAh! Oggi è la giornata più strana del 2010!!! Sono felice e incazzato nero allo stesso tempo! Si potrà odiare il proprio lavoro, ma amare l'aspetto economico a cui è indissolubilmente legato? Libertà data dai soldi e schiavitù per chi te li ha concessi. Per quanto ci starò?


Film 95: "Topkapi" (1964) di Jules Dassin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Oggi ho ricevuto lo stipendio e ho pensato: merda! Era ora che arrivasse sto primo del mese perchè, a meno che non sia un pesce d'aprile (cito solo la gag di mia madre: "Ciao Riccardo, io e papà divorziamo"), la liquidità nel conto mi ha ricordato per quale motivo non ho ancora dato totalmente di matto (volevo scrivere cose ben più volgari, ma poi vai te a sapere chi legge!) al lavoro. Perchè parlo di ciò? Ma perchè, non avessi un'entrata, sarei probabilmente costretto a rubare, no?! E questo a cosa si collega perfettamente? Ma al bellissimo "Topkapi" (che già ha 'top' nel nome, quindi era destino)!
Se pensavate che fossero stati Clooney & Soderbergh ad inventare il genere piano-rapina-fuga indisturbati siete davvero in errore! Ma chi immaginava che già nel '64 la caratterizzazione dei personaggi tipico-principali fosse così ben delineata ed attuale da poterla riproporre ai giorni nostri? Io no sicuro!
Ma, prima di tutto questo, cosa mi ha attirato a questo film? Due cose: un Oscar e il titolo. Leggendo sul mio ormai datato "Morandini", anni fa scoprii che un certo Peter Ustinov nel 1965 vinse nella categoria miglior attore non protagonista per un film dal nome stranissimo: "Topkapi". Ma che cosa sarà mai, mi domando. E, in soli 3 anni, sono riuscito a scoprirlo: Topkapi era il palazzo del Sultano ottomano (Topkapı Sarāyı) a Istanbul che, in età repubblicana, è divenuto museo e contiene i tesori del sultano. Tra questi, ora torniamo al film, un cangiarro (tipico pugnale turco a lama curva) incastonato di pietre preziose di cui quattro particolarmente grandi, abbastanza da far sbavare la protagonista anche solo a menzionarli.
Essendo ladra di professione, Elizabeth Lipp/Melina Mercouri non può fare a meno di bramare il colpaccio e, per eseguirlo, ingaggia chi di dovere per svolgere al meglio ogni ruolo. Abbiamo la mente, il braccio, l'atleta-mingherlino-peso-piuma, il tecnologico e, a sorpresa, il ripescato. Una squadra di talvolta sgangherati malfattori che tenta l'impresa di una vita! La promessa è quella di un futuro migliore, tranquillamente spiaggiati in qualche isola tropicale a scialacquare la fortuna che ognuno ha guadagnato dal bottino. Ma, prima di indossare i costumi, è meglio mettere a segno il colpo! Ce la faranno? Questo lo lascio scoprire a voi...
Consigli: Godetevi la tensione durante l'attuazione del piano, starete col fiato sospeso!!!
Da vedere e riscoprire davvero, perchè merita di essere più conosciuto! Particolarmente bella la sequenza iniziale al lunapark girata in studio, un caleidoscopico trip di luci colori e suoni!
Parola chiave: Pacchetti di sigarette vuoti.




Ric

sabato 21 novembre 2009

Film 12 - The informant!

Ieri è stata una giornata particolarmente lunga. Dopo il mio lavoro non retribuito sono tornato a casa nel tardo pomeriggio ma non sapevo che cosa cominciare a guardare. Così prima ho iniziato "Il pranzo di Babette", ma poi la lavatrice ha finito, Ale ha suonato il campanello e ho dovuto smettere (dopo i primi 6 minuti).
In compagnia il film si cambia, dunque optiamo per "Gli abbracci spezzati" di Almodovar, peccato che il film dia dei problemi e dopo 7 minuti ci interrompiamo. Penelope era appena apparsa sullo schermo. Uff.
Ci arrendiamo al fato e decidiamo di cominciare la serata con un telefilm: "Desperate Housewives", stagione 6 episodio 8. Molto divertente!
Terminato lo show decidiamo di provare nuovamente con un film, ma stavolta spulciamo la mia collezione "sicura" del pc. E alla fine riusciamo a deciderci.


Film 12: "The informant!" (2009) di Steven Soderbergh
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: teoricamente Ale
Pensieri: Sinceramente? Non mi è piaciuto. E' da un po' che aspettavo di vedere questo film, la campagna pubblicitaria mi aveva colpito con quelle locandine particolari dalle parole spezzate, il titolo col punto esclamativo... Mi sembrava volessero pubblicizzare qualcosa di nuovo, non convenzionale, pungente. E invece sono rimasto deluso. Innanzitutto il personaggio di Matt Damon è, a mio avviso, estremamente antipatico. Mente perchè è malato, mente perchè gli piace, mente perchè nei casini ci sguazza. Credo che questo atteggiamento autolesionistico mi abbia indisposto. Anche da bambino non sopportavo la stupida goffaggine di Pippo nelle sue storie, alla lunga lo trovavo insopportabile per la sua incapacità di farne quantomeno una giusta. Ecco, Mark Whitacre/Matt Damon è uguale: gli dicono di non fare una cosa e lui la fa; gli dicono di non parlare con nessuno e lui chiama la stampa; gli dicono che hanno scoperto le sue bugie e lui continua a mentire nonostante gli facciano notare che l'hanno appena smascherato. Poi, per carità, è vero che se uno è malato è malato e niente ci può fare, però questo non toglie che possa risultare antipatico.
Mentre seguivo il film, comunque, mi sono chiesto più volte una cosa: essendo tratto da una storia vera (o come dice la tagline su un vero pettegolezzo) la moglie di Whitacre era davvero così stupida?! Al di là della voce da oca, non si è mai fatta qualche domandina? Tipo perchè suo marito avesse 5(?)-7(?)-9(?)-11(?) milioni di dollari o perchè l'FBI ce l'avesse tanto con lui o ancora il perchè della condanna a 9 anni di carcere...?
Insomma, mentre Ale se la dormiva sul divano, io mi sono visto questo film senza particolari guizzi di interesse. Prima di documentarmi per bene sulla regia di Soderbergh ero sicuro che avesse diretto molti altri film decisamente più interessanti, anche se più commerciali, come "Traffic" e "Erin Brockovich - Forte come la verità". Poi ho scoperto che sono suoi anche "Intrigo a Berlino", "Solaris", "Ocean's Twelve", e un segmento di "Eros"... e sono rimasto un po' deluso.
Note finali: 1) l'agente speciale dell'FBI Brian Shepard è interpretato da Scott Bakula, lo stesso che, a cavallo tra '80 e '90, interpretava il dott. Sam Beckett in "Quantum Leap" (grazie Ale!); 2) come al solito hanno cambiato i doppiatori...e Matt Damon nel film non ha la sua solita voce.
Consigli: Serve molta attenzione per seguire la trama e ricordarsi tutte le bugie che Whitacre dice: quindi stare in campana!
Parola chiave: Prenditi un tuo avvocato!




Ric