Visualizzazione post con etichetta Jamie Chung. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jamie Chung. Mostra tutti i post

lunedì 26 gennaio 2015

Film 866 - Big Hero 6

Un film d'animazione ci sta sempre bene!

Film 866: "Big Hero 6" (2014) di Don Hall, Chris Williams
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: 54esimo film della collezione dei Classici Disney, "Big Hero 6" è stato titolo di punta tra le pellicole natalize per famiglie, tanto che gli incassi hanno certamente dato ragione ai Walt Disney Animation Studios che lo hanno prodotto. Io ho recuperato in ritardo e anche se ero curioso di vederlo, devo dire che lo ero meno del solito rispetto ad un titolo d'animazione.
Questa nuova creazione Disney, che dopo "Frozen" e il clamoroso successo dell'anno scorso doveva cercare di fare centro con un nuovo prodotto nonostante l'impossibilità materiale di fare bis, si discosta molto dai soliti prodotti cui ci hanno abituato, mancando principesse, storie d'amore o carinerie confettose generali, tutto in favore di uno spostamento in un territorio totalmente differente e nuovo: siamo in Giappone, il protagonista è un ragazzino genialoide e il tutto è tratto da un fumetto della Marvel Comics (prima volta che Disney e Marvel si incontrano).
Per quanto l'esperimento sia godibile, divertente, dinamico e coinvolgente - grazie soprattutto al rotondo personaggio di Baymax -, mi è sembrato però che il tutto fosse molto simile alla tipologia di pellicole d'animazione made in Pixar, certamente meno avvezze a romantiche fiabe e spalle animali canterine. Il nuovo approccio drammtico delle pellicole d'animazione sembra ormai una tappa obbligata per ogni casa di produzione, tanto che una sua mancanza parrebbe suggerire un impensabile danno alla sensibilità dello spettatore. Nessuno dice che debba essere tutto amore eterno e colore rosa, per carità, però mi pare di intravvedere una tendenza all'elaborazione forzata del lutto (anche in "Dragon Trainer 2", per esempio, film che comunque ho preferito a questo).
In generale, comunque, la storia di Hiro e Baymax è certamente carina e, anche se all'inizio si fatica a capire dove la trama voglia andare a parare, una volta completata la visione la sensazione di compattezza narrativa è più forte che alla fine del primo tempo, in cui ancora troppi snodi della trama sembrano suggerire mille percorsi diversi plausibilmente perseguibili. Tutto sommato, quindi, si può dire che "Big Hero 6" è un buon prodotto commerciale, ben confezionato e meno omologato rispetto a ciò che era stato prodotto fino ad ora dalla Disney, il che è una piacevole sorpresa. Ciò detto, però, non ho sentito quella scintilla che mi aveva fatto innamorare di altri film - sia d'animazioen che non - come, per esempio, non la avevo sentita per "Frozen" un anno fa. Chiaramente non si possono definire brutti film, ci mancherebbe, però non sono nemmeno esempi di quella lista di opere indimenticabili che, per un motivo o per un altro, fanno parte dei film che preferisco. Dovendo annualmente decretare un migliore in ogni categoria possibile e immaginabile era ovvio che "Big Hero 6" sarebbe stato tra gli onnipresenti, ma, ribadisco, non mi sento di poter dire che questo sia tra i migliori film dell'anno.
Ps. Nominato ai Golden Globe di quest'anno nella categoria animazione, ha perso contro "How to Train Your Dragon 2" della DreamWorks. Avversari anche ai prossimi Oscar di febbraio, dubito che il seguito "Dragon Trainer" riuscirà però a trionfare anche lì. "Big Hero 6" mi sembra più il candidato conforme alle precedenti scelte dell'Academy. Vedremo.
Box Office: $456 milioni
Consigli: Carina l'idea di far incontrare due realtà cittadine così distanti come San Francisco e Tokyo (la storia è ambientata, infatti, nella futuristica San Fransokyo), questa pellicola ha il pregio di regalare avventura e azione, oltre che un nuovo gruppo di simpatici e creativi supereroi-nerd-scienziati e un personaggio protagonista che è maledettamente adorabile. Hiro e Baymax diventeranno i beniamini di questa nuova fatica Disney che baratta le principesse per i robot e si diverte ad affrontare un terriotorio futurisco che non è avvezzo alla casa di produzione. Lo sforzo è evidente e regala un risultato cinematografico buono, godibile e capace di intrattenere per 102 minuti senza mai stancare. Va bene, quindi, praticamente per ogni occasione.
Parola chiave: Microbot.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 28 ottobre 2014

Film 803 - 7500

Alla ricerca di un horror facile facile abbiamo trovato questo titolo che puzza di boiata già solo dalla locandina...

Film 803: "7500" (2014) di Takashi Shimizu
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Una produzione talmente becera che pensavo fosse un film per la tv e, invece, a quanto pare questo "7500" dall'orrendo titolo è proprio un film a tutti gli effetti.
Non che ci si aspettasse alcunché da una pellicola che nel suo cast annovera star del calibro di Leslie Bibb ("Popular", "GCB"), Ryan Kwanten ("True Blood") e Amy Smart (i cui picchi interpretativi comprendono 'capolavori' del calibro di "Road Trip" e "The Butterfly Effect"), però bisogna proprio dire che la nuova fatica registica Takashi Shimizu (l'artefice dei vari "The Grudge" originali e americani) è proprio brutta. Scritta male, girata con poca convinzione e data in mano ad un cast per la maggior parte imbarazzante, senza considerare la banalità della trama pari solo a quella degli effetti speciali.
Eppure il volo "7500" da Los Angeles destinazione Tokyo (che per due in procinto di partire per il Giappone nel 2015 è proprio il film giusto da guardare) decolla e per un po' sembra pure interessante, un misto di un sacco di altre cose già viste ("Final Destination", "Red Eye", "Flightplan - Mistero in volo", "Non-Stop" e perfino "Snakes on a Plane") che però negli altri casi ha funzionato. Qui è la componente horror a fare la differenza, suo malgrado in negativo. Già perché è proprio questa a degradare tutta l'operazione poiché è talmente brutta che fa a pezzi tutto quel poco che la trama era riuscita a farti digerire. A metà strada tra "Lost" e il primo "Final Destination", "7500" è però una brutta fotocopia insipida e priva di alcunché di innovativo, figuriamoci un'idea geniale. Niente, ma davvero niente giustifica la realizzazione di questo prodotto, anche perché come mero richiamo per l'incasso (come si vede fallito) è palesemente un progetto fallimentare (a mio avviso fin dall'inizio, ma si sa che ormai si produce praticamente ogni cosa).
Box Office: $997,000
Consigli: Lo consiglio solo nell'ottica di uno svago divertente. Lo so che è paradossale considerando che parliamo di un horror, ma è talmente fatto male che a tratti fa sorridere. Io in generale sono sempre attirato dai film ambientati sugli aerei, soprattutto se a farla da padrone è qualche mistero apparentemente irrisolvibile che accade a bordo. Chiaramente se condividete questo interesse "7500" attirerà anche voi, ma meglio sapere fin da subito che questo prodotto è veramente una stupidata.
Parola chiave: Shinigami.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

martedì 9 aprile 2013

Film 529 - L'uomo con i pugni di ferro

Volevamo vedere "Spring Breakers - Una vacanza da sballo" con l'ingresso della 3, ma il film era già sparito dalle sale convenzionate. Introvabile anche in streaming, ci siamo direzionati su un'altra pellicola che prometteva di soddisfare le nostre esigenze... diciamo trash!


Film 529: "L'uomo con i pugni di ferro" (2012) di RZA
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Scritto da RZA, diretto da RZA, interpretato da RZA e con le musiche di RZA: della serie che o il Sig. RZA è stato bandito dal mondo del cinema che conta e quindi ha deciso di far tutto da solo e bypassare il problema di trovare i finanziamenti per un progetto in cui lavorare (o essere scelto per un ruolo) oppure c'è della gran creatività da canalizzare in più forme. Chissà per quale delle due opzioni propendo.
"The Man with the Iron Fists", comunque, è un film carino che combina bene i suoi elementi, tutti caricati all'ennesima potenza. Un mix di film d'azione, splatter, orientale e kung fu, western che, bisogna dirlo, (preso per quello che è) è piuttosto divertente. Chiassose scene di lotta tra schizzi di sangue palesemente computerizzati (molto "300"), svolazzanti combattimenti acrobatici (molto "La tigre e il dragone" e "La foresta dei pugnali volanti"), atmosfere alla Tarantino (molto "Kill Bill - Volume 1" e "Django Unchained"), un misterioso inglese paffuto che non fallisce mai un colpo - che sia in combattimento o tra le lenzuola - ed è eroe silenzioso tutto d'un pezzo (molto alla Chuck Norris o Steven Seagal). Insomma siamo di fronte ad un prodotto cinematografico capace di rubare elementi già più e più volte utilizzati, ripresi o copiati sul grande schermo, ma che qui funzionano bene. C'è ritmo, c'è azione, ci sono le battute ad effetto e quelle per far divertire, c'è il sesso, la vendetta, il riscatto e la libertà: insomma, gli elementi di questa sceneggiatura sono stati ben imbastiti.
Chiaramente deve piacere il genere, perchè vedersi svolazzare per lo schermo un occhio staccato dal bulbo oculare con un pugno non è esattamente quello che si chiama cinema che fa pensare. Non ci sono pretese d'introspezione, né un approfondimento dei personaggi che vada oltre i sopracitati esempi di riferimento, che permettono, se vogliamo, di colmare le lacune di sceneggiatura attraverso il ricordo dei film a cui questo si ispira o fa riferimento. Come non vedere, infatti, nella figura del protagonista nero ed esiliato Blacksmith il Django di Tarantino? Se poi ci aggiungiamo che la città cinese in cui vive si chiama Jungle Village, diciamo che quantomeno il suono lo ricorda. La presenza, poi, di Lucy Liu nei panni della maîtresse Madam Blossom (nonché capa del bordello cittadino e, si scoprirà, delle Black Widows) rimanda fortemente alla sua presenza in "Kill Bill - Volume 1" dove finirà per fare la stessa fine.
La presenza di Russell Crowe negli ormai larghissimi panni dell'inglese paffuto, arrapato e spietato, è quel tocco kitsch che contribuisce a donare alla pellicola il titolo di cult di serie B. Anche se in effetti il budget di 20milioni di dollari per produrlo suggerisce una buona copertura monetaria alle spalle (produce Eli Roth, regista di "Hostel", e non Tarantino come è ben evidenziato nella locandina italiana...), ma il film non ha esattamente sbancato, riuscendo solamente a ricoprire i costi di produzione, per ora. In Italia, tra l'altro, la pellicola uscirà il 9 maggio (e non so come mai si trovi già in streaming la versione doppiata).
Detto ciò, ribadisco che a me "L'uomo con i pugni di ferro" ha piuttosto divertito col suo concentrato di assurdità esasperate e battutacce trash. E' divertente e privo di pretese, funziona perfettamente se si ama il genere in questione. Manca, forse, un po' di carisma nel protagonista (sì, proprio RZA), che sembra sempre sia sul punto di vendicare-qualcuno-uccidendo-tutti-i-presenti misto sono-strafatto-di-droga. Meno sguardi torvi e pseudo recitativo-impegnati e più vitalità! Grandissima, invece, Lucy Liu e, devo ammettere, ho apprezzato anche la recitazione della pancia di Russell Crowe (ovvero non mi è dispiaciuto in questa pellicola). Bella fotografia e curati i costumi.
Consigli: Si può vedere, specialmente se piacere il genere Tarantino o il cinema orientale. E, chiaramente, le pellicole di serie B.
Parola chiave: Oro.

Trailer

Bengi