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sabato 26 aprile 2025

Film 2358 - The Brutalist

Intro: We were really curious to watch this movie after hearing about it so much and in such good terms. Also, we thought  it would have played a bigger role during the awards season.

Film 2358
: "The Brutalist" (2024), Brady Corbet
Watched on: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh, Elias, Debbi
Thoughts: Not a huge fan of Adrien Brody to be honest and I wasn't quite sure I could handle a 3 hour film - I'm not my younger and enthusiastic self anymore - but we ended up going all together to see Brady Corbet's epic WWII architectural saga because a) everyone was talking about it and b) it looked like the Oscars were going to recognize this movie big time. And point b) kinda happened.
Altought this is definitely not my movie of the year - neither in general, nor between the Oscar nominated pictures - I made peace with the fact that "The Brutalist" was going to win Best Picture a long time before the actual Oscars night. Imagine my shock when the winnder announced was actually "Anora". Two opposite movie experiences for me, one calm (althought traumatic), the other one screamed at you. Funny how things can still surprise you even when you think you have all figured out.
Anyway, "The Brutalist" wasn't as heavy to watch as I thought I would be: it's not an easy ride by any means, but the beautiful shots, the elegance of this film and the compelling story makes up for it. Still, not a huge fan of Adrien Brody. His performance is (obviously) good, and nobody does the a WWII movie like him, but another Oscar after "The Pianist"? For a very similar performance? Again? The only actor across all 4 acting categories who already had an Oscar, won his second one. Was it really necessary? I was hard-core rooting for Ralph Fiennes but I was happy to settle for Timothée... but Brody again? I don't know, it still doesn't sound right to me.
And, I'll be honest, it still shocks me that Brady Corbet didn't win for Best Director considering how beautifully shot and directed his movie is. A movie about an architect, the building of his visionary magnum opus, the epic tale of an artist, his struggle, the war, having to run away from your own country... It had all the elements. Especially considering that neither Edward Berger for "Conclave" nor Luca Guadagnino for "Challengers" were nominated.
Anyway, I enjoyed "The Brutalist" as a one time experience - with the intermission and all - and that part shot in the marble caves of Carrara stays with me to this day. It's a very well done movie, a visionary one fur sure and extremelly well executed. Not my favourite of them all, but still a great expample of contemporary cinema.  
Cast: Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn, Raffey Cassidy, Stacy Martin, Emma Laird, Isaach de Bankolé, Alessandro Nivola.
Box Office: $50.1 million
Worth a watch?: Definitely not a film for everyone nor a cinematic experience for every occasion as the movie is 215 minutes long. But, if you have the willingness and the patience, it's definitely worth watching.
Awards: 3 Oscars wins (Best Actor for Brody, Original Score, and Cinematography) out of 10 nominations (Best Picture, Director, Supporting Actor for Pearce, Supporting Actress for Jones, Original Screenplay, Editing, and Production Design). 4 BAFTAs wins (Best Director, Actor in a Leading Role, Cinematography, and Original Score) out of 9 noms (Best Film, Actor in a Supporting Role, Actress in a Supporting Role, Original Screenplay, and Production Design) and 3 Golden Globes wins (Best Motion Picture – Drama, Actor in a Motion Picture – Drama, Director) out of 7 overall nominations (Best Supporting Actor, Supporting Actress, Screenplay, and Original Score). Winner of the Silver Lion (Brady Corbet) at 2024's Venice Film Festival.
Key word: Bulding.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 29 giugno 2015

Film 944 - Il racconto dei racconti - Tale of Tales

Non ero per nulla interessato a vedere questo film, ma ho acconsentito perché Luigi era curioso. Lo spirito, quindi, non era dei più bendisposti...

Film 944: "Il racconto dei racconti - Tale of Tales" (2015) di Matteo Garrone
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Francamente non mi ha convinto. Stilisticamente è molto curato ed effettivamente tra scenografie e costumi l'impatto visivo c'è e rende "Il racconto dei racconti" bello da vedere, ma nell'insieme il film non mi ha soddisfatto.
La frammentazione delle storie riesce a creare attesa nello spettatore, che non può fare a meno di chiedersi dove la storia lo stia conducendo; eppure la sceneggiatura non riesce a soddisfare appieno la curiosità di chi guarda dopo tanto attendere, quantomeno non la mia. La trama si divide in tre segmenti principali - La regina, La pulce, Le due vecchie - tutti tratti da "Lo cunto de li cunti" di Giambattista Basile, una raccolta di fiabe in lingua napoletana edite fra il 1634 e il 1636 a Napoli.
E' apprezzabile, in generale, lo sforzo tecnico fatto per conseguire un risultato evidentemente inedito in Italia, fra effetti speciali ottimamente prodotti e un cast internazionale che regala ampio respiro: Salma Hayek, Vincent Cassel, Toby Jones, John C. Reilly, Shirley Henderson, Bebe Cave, Stacy Martin, Alba Rohrwacher. I set per ricostruire le ambientazioni fantastiche e fiabesche sono magnifici, alcuni da togliere il fiato (Lazio, Campania, Toscana, Abruzzo, Puglia e Sicilia le regioni toccate), i costumi di Massimo Cantini Parrini molto belli e ben fatti e certe immagini addirittura già iconiche (la regina che mangia il cuore drago marino è potente), però nel complesso l'ultimo film di Garrone non mi ha davvero lasciato nulla che non sia legato a qualche aspetto tecnico che sì, funziona per l'estetica, ma non trasmette molto altro a chi è in sala a guardare il film. Bello e senz'anima?
Box Office: $3,083,257 (solo Italia)
Consigli: Non certo una scelta per tutte le occasioni, nonostante forse qualche aspetto avrebbe sembrato suggerirlo. Il rivestimento fiabesco è solo un involucro che si scarta a pochissimi minuti dall'inizio della pellicola, per accorgersi che in effetti stiamo parlando di altro, un tipo di fantasy certamente inedito per il cinema italiano, ma in questi termini ancora non sufficientemente preparato. Molto lento, estremamente proiettato nel passato, sembra più un film in costume che una storia che mischia insieme fantascienza e elementi horror (per non dire splatter, considerando che una delle anziane si farà scorticare viva). Peccato, l'occasione c'era e gli elementi anche. Di fatto è un film da scegliere con cautela, preparati a un'immersione totale in un "racconto dei racconti" molto meno epico e intrigante di quanto il titolo vorrebbe farci credere.
Parola chiave: Magia.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 15 aprile 2014

Film 697 - Nymphomaniac - Volume 1

Un cast ricchissimo (Charlotte Gainsbourg, Christian Slater, Shia LaBeouf, Stacy Martin, Stellan Skarsgård, Uma Thurman, Connie Nielsen), un tema potenzialmente scabroso e una pellicola chiacchieratissima su cui non si può non farsi una propria opinione. Sopratutto perché il 24 aprile esca la seconda parte al cinema.

Film 697: "Nymphomaniac - Volume 1" (2013) di Lars von Trier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Scegliendo di vedere questo film mi ero comunque lasciato aperta la possibilità di mollare nel caso in cui lo avessi trovato fastidioso o noioso. Non che solitamente questa possibilità non si verifichi, ma questa volta è stato proprio un ragionamento esplicito. Ragionamento inutile, alla fine, in quanto è evidente che, almeno per questo primo capitolo, mi ero fasciato la testa troppo presto.
Probabilmente fuorviato da un'immaginario creato dall'esterno, ho abboccato subito alle provocazioni di chi lo vuole mera pornografia o semplice scusa per attirare l'attenzione. Chiaro, l'espediente narrativo richiama sicuramente la curiosità di molti, ma non posso proprio dire che la visione di "Nymphomaniac: Vol. I" mi abbia turbato più di altri film che ho visto di recente. E' vero, ero preparato al peggio, ma proprio non ce n'era bisogno. Sia perché il mostrato non è poi così tanto, sia perché è tutto abbastanza coerente con la storia raccontata e quindi meno gratuito del previsto.
Ho immaginato che, avendo scelto di trattare la biografia "sentimentale" di una ninfomane, tanto valeva essere onesti e nel ritratto della protagonista delineato e nella scelta di un linguaggio in immagini preciso e coerente al contesto. Questo è apprezzabile, anche se suppongo non condivisibile da tutti. E' chiaro che, anche non fosse voluto, l'idea di partenza in sé è già provocatoria e non ci si poteva non aspettare delle critiche, ma suppongo che scegliere di non vedere il film sia sufficiente a sottolineare il proprio dissenso meglio che spendersi in facili atticchi o moralismi.
Ciò detto, a parte qualche momento un po' lento o noioso, ho trovato questa pellicola ben realizzata e interessante. Sbircia in un mondo a me totalmente estraneo e, per quanto sia una ricostruzione, mi ha affiscinato calarmi (letteralmente) nei panni di un personaggio tanto distante da me e dalle persone di cui solitamente si parla al cinema. Si può, naturalmente, non condividere sempre la scelta di linguaggio o messa in immagini, ma rimane il fatto che "Nymphomaniac" allarghi non di poco gli orizonti sessualmente leciti trattati sul grande schermo (e quindi fruibili dalle grandi masse).
L'idea che ho gradito di più è stata quella di associare in parallelo la caccia al coito di Joe (Charlotte Gainsbourg) alla pesca, grazie al suo pacato interlocutore Seligman (Stellan Skarsgård). Credo sia un modo geniale e delicato di affrontare l'argomento e, al contempo, un espediente per accentuare il divario tra la scelta narrativa - se vogliamo più "soft" - e quella visiva più cruda. Un contrasto tra la quiete della pratica della pesca, attività assolutamente solitaria, e la frenesia che spinge Joe a ricercare anche 7-8 uomini a giornata per appagare il suo desiderio così rapidamente insoddisfatto. Eppure entrambe le pratiche (pesca e caccia) sono accomunare da una meticolosa preparazione e organizzazione. E, a ben rifletterci, dalla condizione della solitudine.
Insomma, Lars von Trier in qualche modo è riuscito a portare sullo schermo anche questa sua creatura nonostante gli scetticismi, le difficoltà e gli ostacoli. Per quanto mi riguarda questo progetto ha il suo perché e sono veramente curioso di vedere come andrà a finire la vicenda, dato che la storia si interrompe in maniera assolutamente brusca e, come si suol dire, sul più bello (in molti sensi). Mancano ancora da chiarire numerosi interrogativi (per esempio perché Joe all'inizio del film è atterra malmenata), oltre che approfondire la conoscenza dei due interlocutori - a mio avviso trattata con troppa fretta nell'incipit del film - e incontrare molti personaggi che ancora non sono comparsi in questo primo capitolo. Vedremo se la continuazione sarà in grado di mantenere immutato l'interesse per la storia e, finalmente, come interagirà Charlotte Gainsbourg con i suoi amanti al momento di trattare l'età adulta del suo personaggio (fino ad ora la parte dei racconti coinvolge una giovane Joe interpretata da Stacy Martin). Allo stato attuale delle cose, sono molto curioso.
Box Office: $10,219,478
Consigli: Non è necessario essere particolarmente disinibiti per poter affrontare questo "Volume 1". Sesso, chi più chi meno, lo abbiamo fatto tutti, quindi è inutile scandalizzarsi troppo, meglio guardare e, prima di farsi un'idea, aspettare almeno che la pellicola sia finita. Per quanto mi riguarda ho trovato più faticoso seguire un film come "300" con quel misto di violenza ostentata e cruenta celebrazione della guerra come affermazione dell'egemonia del vincitore. Chiaramente "Nymphomaniac" è un prodotto destinato alla controversia, ma non è qui - non ancora, perlomeno - tanto spaventoso da far coprire gli occhi allo spettatore.
Parola chiave: Jerôme.

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Bengi