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mercoledì 18 giugno 2025

Film 2362 - Blink Twice

Intro: Ready to go to Lanzarote for two weeks, the night before we left, Niamh stayed at mine and we watched this movie we ment to see but never managed to at the movies.

Film 2362
: "Blink Twice" (2024), Zoë Kravitz
Watched on: On the projector
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: Actually better than expected, I enjoyed Zoë Kravitz's directorial debut.
The movie clearly has a point of view, the cast is great and Channing Tatum is a surprisingly good villain. More so, Naomi Ackie is a great main character, which she plays brillantly.
The story has a good twist towards the end and is told well, although I couldn't stop thinking about how "Blink Twice" reminded me of "Get Out". Which isn't necessarily a bad thing, especially if you like that Jordan Peele's movie in the first place.
Cast: Naomi Ackie, Channing Tatum, Christian Slater, Simon Rex, Adria Arjona, Kyle MacLachlan, Haley Joel Osment, Geena Davis, Alia Shawkat.
Box Office: $48.1 million
Worth a watch?: Interesting movie, it's a good outing for a directorial debut. Zoë Kravitz has a clear point of view and the story has good plot twists, enough to keep the viewer constantly engaged. Not an easy watch.
Awards: /
Key word: Perfume.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 19 dicembre 2019

Film 1701 - The Wife

Intro: La stagione dei premi è alle porte, la maggior parte delle manifestazioni che contano hanno reso pubbliche le nomination per il loro meglio del meglio e, con gli Oscar pronti a fare lo stesso i primi di gennaio, devo veramente mettermi in pari, quantomeno rispetto a quei prodotti che hanno già ricevuto menzioni importanti. Incomincio comunque con la stagione passata, giusto per fare capire quanto io sia ancora indietro (qualcosa come 152 film a oggi...).
Film 1701: "The Wife" (2017) di Björn L. Runge
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: il film nel complesso non è un capolavoro, ma Glenn Close è fenomenale. La storia intrigante della brava moglie che sostiene il marito nel suo viaggio a Stoccolma verso la premiazione del Nobel, segreti annessi, è propulsore di un racconto che parte piano e, sicuramente, si prende il suo tempo per delineare tutti i dettagli, rivelando un colpo di scena forse meno sorprendente di quanto non si sarebbe voluto, ma comunque d'effetto. Chi c'è, infatti, dietro al successo letterario di Joe Castleman (Jonathan Pryce)?
"The Wife" è un buon prodotto di classe che, pur non sconvolgendo lo spettatore, riesce a rimanere impresso e per la buona esecuzione e per il ritratto della coppia protagonista, tra successi letterari, tradimenti, compromessi e quel piccolo, gigantesco segreto rinchiuso tra le pareti di un matrimonio che comincia a scricchiolare. Il risultato finale è buono, non fosse anche solo per l'ennesima, gigantesca prova d'attrice dell'intramontabile Close. Che sì, questa volta meritava l'Oscar più di chiunque altro.
Cast: Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Annie Starke, Harry Lloyd, Elizabeth McGovern.
Box Office: $18.4 milioni
Vale o non vale: Non certo un prodotto dinamico, questo film tratto dal romanzo di Meg Wolitzer vive principalmente delle ottime interpretazioni dei suoi protagonisti e di quel sorprendente segreto di cui non tarderemo a venire a conoscenza.
Non una pellicola per tutte le occasioni, ma sicuramente un film interessante e ben fatto.
Premi: Candidato all'Oscar, Golden Globe e BAFTA per la Miglior attrice, Close ha vinto il secondo, ma perso contro Olivia Colman alle altre due premiazioni.
Parola chiave: Talento.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 15 aprile 2014

Film 697 - Nymphomaniac - Volume 1

Un cast ricchissimo (Charlotte Gainsbourg, Christian Slater, Shia LaBeouf, Stacy Martin, Stellan Skarsgård, Uma Thurman, Connie Nielsen), un tema potenzialmente scabroso e una pellicola chiacchieratissima su cui non si può non farsi una propria opinione. Sopratutto perché il 24 aprile esca la seconda parte al cinema.

Film 697: "Nymphomaniac - Volume 1" (2013) di Lars von Trier
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Scegliendo di vedere questo film mi ero comunque lasciato aperta la possibilità di mollare nel caso in cui lo avessi trovato fastidioso o noioso. Non che solitamente questa possibilità non si verifichi, ma questa volta è stato proprio un ragionamento esplicito. Ragionamento inutile, alla fine, in quanto è evidente che, almeno per questo primo capitolo, mi ero fasciato la testa troppo presto.
Probabilmente fuorviato da un'immaginario creato dall'esterno, ho abboccato subito alle provocazioni di chi lo vuole mera pornografia o semplice scusa per attirare l'attenzione. Chiaro, l'espediente narrativo richiama sicuramente la curiosità di molti, ma non posso proprio dire che la visione di "Nymphomaniac: Vol. I" mi abbia turbato più di altri film che ho visto di recente. E' vero, ero preparato al peggio, ma proprio non ce n'era bisogno. Sia perché il mostrato non è poi così tanto, sia perché è tutto abbastanza coerente con la storia raccontata e quindi meno gratuito del previsto.
Ho immaginato che, avendo scelto di trattare la biografia "sentimentale" di una ninfomane, tanto valeva essere onesti e nel ritratto della protagonista delineato e nella scelta di un linguaggio in immagini preciso e coerente al contesto. Questo è apprezzabile, anche se suppongo non condivisibile da tutti. E' chiaro che, anche non fosse voluto, l'idea di partenza in sé è già provocatoria e non ci si poteva non aspettare delle critiche, ma suppongo che scegliere di non vedere il film sia sufficiente a sottolineare il proprio dissenso meglio che spendersi in facili atticchi o moralismi.
Ciò detto, a parte qualche momento un po' lento o noioso, ho trovato questa pellicola ben realizzata e interessante. Sbircia in un mondo a me totalmente estraneo e, per quanto sia una ricostruzione, mi ha affiscinato calarmi (letteralmente) nei panni di un personaggio tanto distante da me e dalle persone di cui solitamente si parla al cinema. Si può, naturalmente, non condividere sempre la scelta di linguaggio o messa in immagini, ma rimane il fatto che "Nymphomaniac" allarghi non di poco gli orizonti sessualmente leciti trattati sul grande schermo (e quindi fruibili dalle grandi masse).
L'idea che ho gradito di più è stata quella di associare in parallelo la caccia al coito di Joe (Charlotte Gainsbourg) alla pesca, grazie al suo pacato interlocutore Seligman (Stellan Skarsgård). Credo sia un modo geniale e delicato di affrontare l'argomento e, al contempo, un espediente per accentuare il divario tra la scelta narrativa - se vogliamo più "soft" - e quella visiva più cruda. Un contrasto tra la quiete della pratica della pesca, attività assolutamente solitaria, e la frenesia che spinge Joe a ricercare anche 7-8 uomini a giornata per appagare il suo desiderio così rapidamente insoddisfatto. Eppure entrambe le pratiche (pesca e caccia) sono accomunare da una meticolosa preparazione e organizzazione. E, a ben rifletterci, dalla condizione della solitudine.
Insomma, Lars von Trier in qualche modo è riuscito a portare sullo schermo anche questa sua creatura nonostante gli scetticismi, le difficoltà e gli ostacoli. Per quanto mi riguarda questo progetto ha il suo perché e sono veramente curioso di vedere come andrà a finire la vicenda, dato che la storia si interrompe in maniera assolutamente brusca e, come si suol dire, sul più bello (in molti sensi). Mancano ancora da chiarire numerosi interrogativi (per esempio perché Joe all'inizio del film è atterra malmenata), oltre che approfondire la conoscenza dei due interlocutori - a mio avviso trattata con troppa fretta nell'incipit del film - e incontrare molti personaggi che ancora non sono comparsi in questo primo capitolo. Vedremo se la continuazione sarà in grado di mantenere immutato l'interesse per la storia e, finalmente, come interagirà Charlotte Gainsbourg con i suoi amanti al momento di trattare l'età adulta del suo personaggio (fino ad ora la parte dei racconti coinvolge una giovane Joe interpretata da Stacy Martin). Allo stato attuale delle cose, sono molto curioso.
Box Office: $10,219,478
Consigli: Non è necessario essere particolarmente disinibiti per poter affrontare questo "Volume 1". Sesso, chi più chi meno, lo abbiamo fatto tutti, quindi è inutile scandalizzarsi troppo, meglio guardare e, prima di farsi un'idea, aspettare almeno che la pellicola sia finita. Per quanto mi riguarda ho trovato più faticoso seguire un film come "300" con quel misto di violenza ostentata e cruenta celebrazione della guerra come affermazione dell'egemonia del vincitore. Chiaramente "Nymphomaniac" è un prodotto destinato alla controversia, ma non è qui - non ancora, perlomeno - tanto spaventoso da far coprire gli occhi allo spettatore.
Parola chiave: Jerôme.

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Bengi

giovedì 6 marzo 2014

Film 677 - Schegge di follia

Ogni tanto un bel ritorno agli anni ottanta ci sta!

Film 677: "Schegge di follia" (1988) di Michael Lehmann
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Userei follia come parola chiave di questa produzione, che nel titolo originale porta il nome di 3 delle 4 protagoniste: "Heathers". L'unica a distinguersi in quanto a nome proprio è Veronica/Winona Ryder, vera protagonista del film e all'epoca giovane stella nascente del cinema americano contemporaneo (seguiranno due nomination all'Oscar, un Golden Globe vinto e, mi spiace dirlo, l'oblio).
"Schegge di follia" è un film molto strano e surreale, mix letale tra prodotto teen grottesco, "Mean Girls" e due titoli di riferimento nel loro genere, ovvero "Cry Baby" e "La signora ammazzatutti". Non posso dire che mi sia piaciuto, ma di sicuro - avendo presente altri esempi simili - il risultato finale non mi ha lasciato più di tanto perplesso (come è successo a Luigi).
L'aspetto intrigante questa pellicola, comunque, rimane legato a due fattori, di cui uno molto personale. Il primo è il fascino vintage degli anni '80, tra acconciature gonfissime, jeans strettisimi e altissimi e delle spalline che facevano provincia. Il secondo è nientemeno che Shannen Doherty, anche lei dalla carriera ormai pressoché inesistente, ma per sempre legata a due telefilm cult dei '90s: "Beverly Hills, 90210" e "Streghe".
Questi due elementi a parte, il film rimane in ogni caso uno strano esperimento che oscilla tra il bizzarro, l'assurdo e il brutto, anche se certi aspetti riguardanti la realtà del liceo americano sembrano essere tutt'oggi molto contemporanei: popolarità e accesso al potere, bellezza, emarginazione sociale, ecc.
Insomma, diciamo che mi ha fatto piacere fare un tuffo indietro nel tempo per godermi il trio dei dimenticati Winona Ryder-Christian Slater-Shannen Doherty, però in generale il risultato finale non ha soddisfatto le mie aspettative kitsch di divertimento spensierato. Tutto troppo nonsense alla fine.
Box Office: $1,108,462
Consigli: Per gli amanti del cinema degli anni '80 è certamente un titolo da recuperare, anche se non è tra i migliori. Di sicuro è apprezzabile per originalità e un certo anticonformismo nei confronti di prodotti incentrati sul liceo americano come "Breakfast Club" o "St. Elmo's Fire"
Parola chiave: Omicidio.

Trailer

Bengi