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sabato 3 aprile 2021

Film 1979 - The Dig

Intro: Nuova visione richiesta dal prof di sceneggiatura, questa volta non un titolo irlandese.
Film 1979: "The Dig" (2021) di Simon Stone
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: volevo comunque vedere questa pellicola, incuriosito dalla presenza di una Carey Mulligan ultimamente in splendida forma e dalla carriera rinvigorita (il che mi fa un gra piacere). Quindi quando Ferdia - il mio prof - ci ha richiesto di recuperare su Netflix "The Dig" sono stato molto contento. E, devo ammettere, il film non mi ha deluso.
Tratto dalla storia vera che ha portato al ritrovamento del sito archeologico di Sutton Hoo nella contea di Suffolk, nel Regno Unito, questo film racconta la vicenda travagliata degli scavi e di coloro che ne sono stati artefici e protagonisti, in primisi Basil Brown (Ralph Fiennes) ed Edith Pretty (Carey Mulligan), apparentemente una strana coppia agli antipodi che, invece, finirà per funzionare perfettamente ed essere l'elemento trainante di tutta la storia.
Gli altri personaggi, infatti, non sono esattamente memorabili e anche se Peggy (Lily James) e Rory (Johnny Flynn) rappresentano la giovane coppia sfortunata per cui tifare - lei è una giovane sposa ingenua il cui marito è un omosessuale non dichiarato, lui è in procinto di partire per la guerra - la verità è che il contorno narrativo che non riguardi gli scavi o i due protagonisti non lascia un'impressione marcata. Anche perché, a dire il vero, più di metà del cast secondario viene presentato a storia inoltrata e senza un'introduzione preventiva di alcun tipo, per cui è un po' disorientante quando ci si ritrova Lily James in scena per la prima volta senza sapere chi sia o chi stia interpretando dato che nessuno ha mai parlato del suo personaggio in precedenza.
A parte questo, comunque, bisogna ammettere che per essere una pellicola incentrata sul ritrovamento di una nave funeraria durante la seconda guerra mondiale, "The Dig" fa davvero un buon lavoro in termini di intrattenimento e qualità del prodotto finale. Inaspettatamente, infatti, (e un po' a sorpresa) non ci si annoia mai.
Come al solito qualche veloce considerazione rispetto a questo film che ho trascritto come appunti in vista della lezione di Screenwriting: (spoiler)

The protagonist is Edith Pretty. She wants for the mounds to be dug because she wants to know what may be buried underneath them. She also wants for her child to be safe and cared after, as she knows she is going to die soon as her illness worsen, and later on she wants for the work and contribution of Basil Brown to be acknowledged by the people from the museum.
Basil is driven by his passion for discovering the past.
Obstacles are: her illness, the upcoming war, the people from the museum. 

Cast: Carey Mulligan, Ralph Fiennes, Lily James, Johnny Flynn, Ben Chaplin, Ken Stott, Archie Barnes, Monica Dolan.
Box Office: /
Vale o non vale: Un bel film dai toni delicati e interessante rispetto alla storia (vera) che presenta, "The Dig" è un buon esempio di pellicola che analizza un avvenimento potenzialmente privo di brio riuscendo, però, a renderlo interessante ed elettrizzante. Il film ha qualche difetto, ma in generale vale la pena dargli una chance, specialmente perché di solito i film Netflix sono terribili mentre questo è tutto l'opposto. Poi, onestamente, è un piacere vedere Carey Mulligan e Ralph Fiennes recitare insieme.
Premi: Candidato a 5 BAFTA per Miglior film britannico, sceneggiatura non originale, scenografie, costumi e trucco.
Parola chiave: Buried ship.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 4 gennaio 2017

Film 1271 - Indiana Jones e il tempio maledetto

Ormai lanciato nel mio proposito di recuperarli tutti, torno su Netflix a godermi il secondo appuntamento con l'archeologo più atletico di sempre...

Film 1271: "Indiana Jones e il tempio maledetto" (1984) di Steven Spielberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sequel del fantasioso e avventuroso "I predatori dell'arca perduta", questo secondo appuntamento cinematografico con la saga di Indiana Jones è un buon seguito capace di riportare gli appassionati alle atmosfere e i toni dell'originale, anche se il risultato finale è meno efficace.
Geograficamente spostato in India al cospetto di una crudele dea Kali, rituali che richiedono sacrifici umani e santoni che ne eseguono i dettami, "Indiana Jones and the Temple of Doom" è una pellicola d'azione dal sapore contemporaneo, particolarmente strabiliante dal punto di vista degli effetti speciali e per qualche aspetto vicina a "I Goonies" non solo per la presenza del simpatico Jonathan Ke Quan (all'epoca ancora Ke Huy Quan). 

Forse il più grande difetto di tutta l'operazione è il continuo urlare della protagonista femminile e una certa incapacità recitativa dell'attrice che la interpreta, Kate Capshaw, per un mix letale e continuo di strane smorfie e grida, che alla lunga rende un po' pesante la visione; certamente simpatico, invece, il ragazzino-troppo-maturo/spalla di Indi, vero mattatore della storia capace di rubare la scena ad Harrison Ford e rimanere particolarmente impresso nella mente dello spettatore. I tre personaggi principali, insieme, formano un trio dinamico certamente non innovativo - ognuno ha il suo ruolo predefinito: Indiana è l'eroe alla James Bond che ha una donna in ogni porto, non sbaglia mai una mossa, ha sempre la risposta pronta e risolve necessariamente la situazione; Willie è la bionda sciocca costretta a partecipare ad un'avventura per cui non è minimamente preparata, il che la porterà a causa qualche imprevisto al protagonista, pur riuscendo a innamorarsene/farlo innamorare; Shorty è la spalla simpatica a cui sono affidate le battute migliori e meno conformi alla "morfologia" del personaggio che, in questo caso, è solamente un ragazzino - ma in ogni caso efficace e sufficiente a far dimenticare il cast precedente, qui completamente abbandonato se non contiamo naturalmente il protagonista.
Insomma, il secondo "Indiana Jones" non è bello come il primo, anche se non manca della stessa anima carica d'azione, qualche tocco naïf e di un protagonista magnetico e carismatico. Per non dire iconico.
Ps. 2 nomination all'Oscar per Miglior colonna sonora ed effetti speciali (vinto).
Film 1265 - I predatori dell'arca perduta
Film 1271 - Indiana Jones e il tempio maledetto
Film 1281 - Indiana Jones e l'ultima crociata
Film 1288 - Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo
Film 2200 - Indiana Jones and the Dial of Destiny
Cast: Harrison Ford, Kate Capshaw, Amrish Puri, Roshan Seth, Philip Stone, Jonathan Ke Quan, Dan Aykroyd.
Box Office: $333.1 milioni
Consigli: Bella scena d'apertura, veramente adrenalinica quella sul carrello della miniera e indimenticabile quella finale del ponte sospeso sopra a un branco di famelici coccodrilli...! Jones non abbandona l'avventura nemmeno in questa seconda occasione e lo spettatore non può che esserne felice, anche se la fresca novità del primo film fatica un po' ad essere ritrovata. Tutto sommato un buon sequel e certamente una pellicola che si lascia guardare piacevolmente, per una serata spensierata e un po' vintage che sa anche di grande classico.
Parola chiave: Pietra sacra.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi