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venerdì 8 marzo 2024

Film 2258 - The Iron Claw

Intro: Visto le ottime recensioni ottenute dal film, ero davvero curioso di recuperarlo prima che lo togliessero dalla programmazione.

Film 2258: "The Iron Claw" (2023) di Sean Durkin
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: non fosse che è una storia vera, certe parti di "The Iron Claw" sembrano troppo assurde per essere vere. Al di là di questo, comunque, si tratta di uno dei migliori film che ho visto di recente.
Fortissimo a livello narrativo, supportato da una serie di performance di altissimo calibro (Zac Efron in testa, derubato di una nomination all'Oscar) e da una regia capace e in grado di comprendere le necessità legate a un prodotto che non solo si concentra sullo sport, ma su uno in particolare così coreografico e scenografato, il film di Sean Durkin funziona dall'inizio alla fine e racconta con tatto ma senza mai tirarsi indietro le gioie e, soprattutto, i dolori di una famiglia di wrestler, i Von Erich, che immola se stessa in nome della gloria legata ad uno sport che, dal di fuori, sembra tutto lustrini ed eccessi, ma quando osservato più da vicino si dimostra estremamente competitivo e pericoloso.
Una serie di sogni di gloria interrotti, una famiglia devastata, ma anche il racconto di cosa significhi trovare se stessi e ricominciare. "The Iron Claw" è, neanche a dirlo, un pugno nello stomaco, ma una di quelle pellicole che lascia qualcosa allo spettatore.
Cast: Zac Efron, Jeremy Allen White, Harris Dickinson, Maura Tierney, Stanley Simons, Holt McCallany, Michael Harney, Lily James.
Box Office: $41.9 milioni
Vale o non vale: Potente, ben girato e confezionato, con un cast di altissimo livello, "The Iron Claw" è uno dei gioiellini della passata stagione che avrebbe meritato molta più attenzione. Un ottimo film (il cui unico tallone d'achille sono le parrucche tremende).
Premi: /
Parola chiave: NWA Worlds Heavyweight Championship.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 8 giugno 2021

Film 2018 - Baby Driver

Intro: La serata è poi continuata con uno dei miei personalissimi preferiti.

Film 2018
: "Baby Driver" (2017) di Edgar Wright
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: Rafael, Oisin
In sintesi: sempre un grandissimo piacere rivedere Baby in azione. La colonna sonora è perfetta, la sincronizzazione immagini-musica magistralmente architettata, le scene d'azione (specialmente quelle in macchina) sono qualcosa di fenomenale.
I suoi protagonisti non staranno vivendo un magico momento di carriera (Elgort e Spacey), ma il film funziona sempre alla grande.
Film 1443 - Baby Driver
Film 1733 - Baby Driver
Film 2018 - Baby Driver
Cast: Ansel Elgort, Kevin Spacey, Lily James, Eiza González, Jon Hamm, Jamie Foxx, Jon Bernthal, CJ Jones, Flea, Sky Ferreira.
Box Office: $226.9 milioni
Vale o non vale: Magari non un titolo per tutti e sicuramente non per tutta la famiglia, ma un grandissimo film d'azione che lascia incollati alla sedia dall'inizio alla fine.
Premi: Candidato a 3 Oscar per Miglior montaggio, mixaggio sonoro e montaggio sonoro, ha vinto il BAFTA per il Miglior montaggio (su 2 nomination, la seconda per il sonoro). Candidato al Golden Globe per il Miglior attore protagonista musical o commedia (Elgort). Candidato al Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Mom.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 3 aprile 2021

Film 1979 - The Dig

Intro: Nuova visione richiesta dal prof di sceneggiatura, questa volta non un titolo irlandese.
Film 1979: "The Dig" (2021) di Simon Stone
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: volevo comunque vedere questa pellicola, incuriosito dalla presenza di una Carey Mulligan ultimamente in splendida forma e dalla carriera rinvigorita (il che mi fa un gra piacere). Quindi quando Ferdia - il mio prof - ci ha richiesto di recuperare su Netflix "The Dig" sono stato molto contento. E, devo ammettere, il film non mi ha deluso.
Tratto dalla storia vera che ha portato al ritrovamento del sito archeologico di Sutton Hoo nella contea di Suffolk, nel Regno Unito, questo film racconta la vicenda travagliata degli scavi e di coloro che ne sono stati artefici e protagonisti, in primisi Basil Brown (Ralph Fiennes) ed Edith Pretty (Carey Mulligan), apparentemente una strana coppia agli antipodi che, invece, finirà per funzionare perfettamente ed essere l'elemento trainante di tutta la storia.
Gli altri personaggi, infatti, non sono esattamente memorabili e anche se Peggy (Lily James) e Rory (Johnny Flynn) rappresentano la giovane coppia sfortunata per cui tifare - lei è una giovane sposa ingenua il cui marito è un omosessuale non dichiarato, lui è in procinto di partire per la guerra - la verità è che il contorno narrativo che non riguardi gli scavi o i due protagonisti non lascia un'impressione marcata. Anche perché, a dire il vero, più di metà del cast secondario viene presentato a storia inoltrata e senza un'introduzione preventiva di alcun tipo, per cui è un po' disorientante quando ci si ritrova Lily James in scena per la prima volta senza sapere chi sia o chi stia interpretando dato che nessuno ha mai parlato del suo personaggio in precedenza.
A parte questo, comunque, bisogna ammettere che per essere una pellicola incentrata sul ritrovamento di una nave funeraria durante la seconda guerra mondiale, "The Dig" fa davvero un buon lavoro in termini di intrattenimento e qualità del prodotto finale. Inaspettatamente, infatti, (e un po' a sorpresa) non ci si annoia mai.
Come al solito qualche veloce considerazione rispetto a questo film che ho trascritto come appunti in vista della lezione di Screenwriting: (spoiler)

The protagonist is Edith Pretty. She wants for the mounds to be dug because she wants to know what may be buried underneath them. She also wants for her child to be safe and cared after, as she knows she is going to die soon as her illness worsen, and later on she wants for the work and contribution of Basil Brown to be acknowledged by the people from the museum.
Basil is driven by his passion for discovering the past.
Obstacles are: her illness, the upcoming war, the people from the museum. 

Cast: Carey Mulligan, Ralph Fiennes, Lily James, Johnny Flynn, Ben Chaplin, Ken Stott, Archie Barnes, Monica Dolan.
Box Office: /
Vale o non vale: Un bel film dai toni delicati e interessante rispetto alla storia (vera) che presenta, "The Dig" è un buon esempio di pellicola che analizza un avvenimento potenzialmente privo di brio riuscendo, però, a renderlo interessante ed elettrizzante. Il film ha qualche difetto, ma in generale vale la pena dargli una chance, specialmente perché di solito i film Netflix sono terribili mentre questo è tutto l'opposto. Poi, onestamente, è un piacere vedere Carey Mulligan e Ralph Fiennes recitare insieme.
Premi: Candidato a 5 BAFTA per Miglior film britannico, sceneggiatura non originale, scenografie, costumi e trucco.
Parola chiave: Buried ship.

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Bengi

sabato 30 gennaio 2021

Film 1793 - Yesterday

Intro: Molto molto curioso di vedere questo film, mi sono precipitato al cinema appena ho avuto occasione!
Film 1793: "Yesterday" (2019) di Danny Boyle
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Ella
In sintesi: Danny Boyle torna al cinema con un titolo diverso dalla sua solita filmografia e mette al centro del racconto un ragazzo qualunque che, curiosamente, diventa un cantante di fama internazionale grazie alle musiche dei Beatles che spaccia per sue in un mondo che, dopo un blackout globale, sembra essersi dimenticato chi sia la famossissima band di Liverpool.
"Yesterday", film è molto carino e dalla storia a mio avviso riuscita, fa centro nel suo mettere in scena l'assurda ipotesi della premessa e credo che, in generale, avrebbe meritato più riscontro rispetto a quello che è effettivamente riuscito ad ottenere. La sceneggiatura (di Richard Curtis) è solida, la recitazione buona, e nel complesso tutto funziona a dovere, riuscendo ad intrattenere con garbo lo spettatore, che sia o meno fan del mitico gruppo inglese. Insomma, un buon titolo che riesce a mantenere promesse e premesse. Il che al giorno d'oggi è un grande traguardo.
Cast: Himesh Patel, Lily James, Joel Fry, Ed Sheeran, Kate McKinnon, Sanjeev Bhaskar, Meera Syal, James Corden.
Box Office: $153.2 milioni
Vale o non vale: Simpatico e piacevole, nostalgico quanto basta e intrigante grazie ad una premessa ben pensata, "Yesterday" è perfetto per chi fosse alla ricerca di una pellicola che abbia qualcosa da raccontare, non si prenda troppo sul serio e lasci soddisfatti. Da vedere.
Premi: /
Parola chiave: Chitarra.
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Bengi

lunedì 29 giugno 2020

Film 1733 - Baby Driver

Intro: Di nuovo a Auckland e povero in canna, con Karen abbiamo cominciato a guardare un sacco di film da casa, scegliendo tra la mia selezione personale di pellicole. Una serie di pomeriggi piacevoli passati comodamente seduti sul divano tra popcorn al caramello (pururu in Argentina) e la mia iniziazione alla mia futura dipendenza: il mate.
Film 1733: "Baby Driver" (2017) di Edgar Wright
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Karen
In sintesi: sono rimasto affascinato da questo film la prima volta che l'ho visto e anche questa seconda visione non mi ha deluso! Ritmato, divertente e godibile, "Baby Driver" beneficia di un grandissimo cast, un montaggio adrenalinico e una colonna sonora pazzesca. Vedere per credere.
Film 1443 - Baby Driver
Film 1733 - Baby Driver
Film 2018 - Baby Driver
Cast: Ansel Elgort, Kevin Spacey, Lily James, Eiza González, Jon Hamm, Jamie Foxx, Jon Bernthal, Flea, Sky Ferreira.
Box Office: $226.9 milioni
Vale o non vale: Adrenalina, grande colonna sonora, una storia che funziona dall'inizio alla fine e un grande cast, il tutto per un film che regala un paio d'ore di perfetto intrattenimento.
Premi: Candidato a 3 Oscar per il Miglior montaggio (un furto che non abbia vinto) e mixaggio e montaggio sonoro; una candidatura ai Golden Globes per il Miglior attore protagonista (Elgort) e 1 BAFTA vinto su 2 nomination per il Miglior montaggio. 1 nomination ai Grammy per Best Compilation Soundtrack for Visual Media.
Parola chiave: Debito.

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Bengi

martedì 12 maggio 2020

Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again

Intro: Sempre in aereo, sempre a guardare film, questa volta scelgo un titolo che volevo assolutamente recuperare al cinema, ma che, al momento dell'uscita, non ero riuscito ad andare a vedere.
Film 1705: "Mamma Mia! Here We Go Again" (2018) di Aneesh Chaganty
Visto: dalla tv dell'aereo
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: sequel, sequel e ancora sequel! Il mondo cinematografico è stato invaso da ritorni in pompa magna, anche se non tutti hanno beneficiato dell'effetto nostalgia.
Non è il caso di "Mamma Mia! Here We Go Again" che, nonostante un incasso inferiore al primo musical ispirato dalle canzoni degli ABBA, riesce comunque a racimolare un dignitoso gruzzolo mondiale, pur a mio avviso fallendo nel esercitare quel fascino magnetico tra il camp e il glitter che aveva contribuito al successo del primo, indimenticato film.
Sarà che è cambiata la regia - qui così perfettamente schiacciata dai diktat hollywoodiani cui l'imperfezione a tratti un po' naif di Phyllida Lloyd si sottraeva -, sarà che le canzoni sono di "seconda scelta" o che il cast è talmente affollato da confondere lo spettatore o, ancora, che la storia divisa a metà tra due lassi temporali portati avanti in parallelo dopo un po' stufa, di fatto questo secondo ritrovo al cinema con Sophie e famiglia richiama certamente i fasti precedenti, pur non riuscendo a canalizzarne in toto le vibrazioni positive.
Poi, per carità, "Here We Go Again" è una pellicola simpatica e spensierata, un musical luminoso e colorato che mette senz'altro di buon umore e tiene compagnia per le sue quasi due ore di durata, però ricordo con più entusiasmo l'originale (forse l'assenza di Meryl si fa sentire più del previsto). In ogni caso promosso.
Film 1664 - Mamma Mia!
Film 1705 - Mamma Mia! Here We Go Again
Film 2450 - Mamma Mia!
Cast: Christine Baranski, Pierce Brosnan, Dominic Cooper, Colin Firth, Andy Garcia, Lily James, Amanda Seyfried, Stellan Skarsgård, Julie Walters, Cher, Meryl Streep, Jessica Keenan Wynn, Jeremy Irvine, Hugh Skinner, Josh Dylan, Alexa Davies, Celia Imrie.
Box Office: $395 milioni
Vale o non vale: "Thank You for the Music", "Waterloo", "Fernando" e di nuovo "Dancing Queen", "SOS", "I Have a Dream", "Super Trouper", il tutto per due ore piacevoli in compagnia di metà Hollywood e dei geniali tormentoni degli ABBA. Cher e Meryl si ritrovano sul grande schermo dopo "Silkwood", Sophie porta avanti l'eredità di Donna, i giovani del passato si confrontano con i più attempati del presente in un gioco di parallelismi che è talmente pilotato da far venire il mal di testa. Meno male che ci sono le canzoni, le spiagge, il sole, i glitter e i costumi improbabili. Buon divertimento.
Premi: /
Parola chiave: Inaugurazione.

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Bengi

domenica 27 ottobre 2019

Film 1666 - Burnt

Intro: Visto in hotel in India, è l'ultima pellicola che io e cuggy abbiamo visto insieme ad oggi.
Film 1666: "Burnt" (2015) di John Wells
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: non sono un fanatico della cucina, detesto gli ambienti di lavoro stressanti, non mi piace chi inutilmente si inalbera con gli altri. Ora io capisco tutta la reverenzialità per e del mondo culinario in riferimento ai propri artisti (chef), purtroppo però per quanto mi riguarda il fascino non sussiste. Mi piace mangiare, quello sì, ma qui mi fermo; anzi no, ci metto anche che mi piace guardare "Masterchef", dai.
Quindi nessuna sorpresa quando dico che questo "Burnt" non solo non ha mordente, ma risulta bollito, passato di cottura quasi. E Cooper ce la può mettere tutta, ma il prodotto in sé non regge il confronto con altri titoli che, dell'arte di cucinare il cibo, hanno fatto un'ode ben più romantica e riuscita (vedi "Il pranzo di Babette", ma anche solo "Ratatouille").
Cast: Bradley Cooper, Sienna Miller, Alicia Vikander, Omar Sy, Daniel Brühl, Matthew Rhys, Uma Thurman, Emma Thompson, Riccardo Scamarcio, Lily James.
Box Office: $36.6 milioni
Vale o non vale: Uno di quei film che vedi e poi dimentichi. Perdibilissimo.
Premi: /
Parola chiave: Stella Michelin.

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giovedì 6 settembre 2018

Film 1508 - Darkest Hour

Intro: E finalmente si entra nel vivo della stagione dei premi, con il primo titolo da recuperare in vista della stagione degli Oscar! E non mancavano le giuste ragioni...
Film 1508: "Darkest Hour" (2017) di Joe Wright
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: risultato finale buono, soprattutto grazie alle ottime performance di Oldman (impressionante) e Scott Thomas. Forse da questa pellicola mi aspettavo qualcosa di più, in ogni caso la storia è molto interessante e costruita attorno ad un personaggio magnetico, a tratti ambiguo, difficile spesso da inquadrare. E la sceneggiatura è capace di sottolineare l'imperfetta umanità del proprio soggetto protagonista dandone un ritratto sfaccettato e credibile quanto basta;
il vero neo di prodotti come questo è l'enorme dislivello tra la performance dominante, ovvero quella che andrà a vincere l'Oscar - cito solo altri tre casi identici: Forest Whitaker in "The Last King of Scotland", Julia Roberts in "Erin Brockovich", Philip Seymour Hoffman in "Capote" -, e il resto del prodotto, che perde di visibilità nei confronti di tutta l'attenzione guadagnata dall'attore in odore da premio. "Darkest Hour" non si sottrae all'equazione e, a fronte delle 6 candidature solo due vanno a segno, anche perché nessuno si sarebbe mai aspettato di vederlo trionfare nella categoria Miglior film, suppongo;
curiosamente si ricollega in parte alla trama del "Dunkirk" di Nolan, uscito lo stesso anno e competitor diretto del film di Wright agli ultimi Academy Awards. Entrambi, infatti, parlano di Churchill e del famoso discorso che il primo ministro pronunciò per spronare le forze armate del Regno Unito a scacciare l'esercito tedesco di Hitler ("We shall fight on the beaches");
tutto sommato un biopic che centra l'obiettivo di approfondire la figura pubblica e privata del famoso politico britannico, mettendone in luce le molteplici facce e sfaccettature; del resto a Wright non manca un buon occhio e una perspicace scelta dei soggetti dei propri film. Non è un capolavoro, ma funziona.
Cast: Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Stephen Dillane, Ronald Pickup, Ben Mendelsohn.
Box Office: $150.2 milioni
Vale o non vale: Recitato molto bene, capace di incuriosire lo spettatore avvicinandolo non solo al personaggio, ma anche alle vicende storiche narrate, questo film funziona bene e sicuramente merita i riconoscimenti ricevuti durante la recente stagione di premiazioni. Da recuperare.
Premi: 2 Oscar vinti su 6 candidature (Miglior attore protagonista e trucco, stessi premi vinti anche ai BAFTA), un Golden Globe a Oldman
Parola chiave: Pace.

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sabato 25 novembre 2017

Film 1443 - Baby Driver

Non avevo la minima intenzione di perdermi questo film, curiosissimo di comprenderne la chiave di tanto successo. Così, appena è stato possibile, sono andato al cinema a vederlo.

Film 1443: "Baby Driver" (2017) di Edgar Wright
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Per il momento tra i film più belli che ho visto quest'anno, forse il migliore. Perfetto senso del ritmo, ottima storia, grandissime scene d'azione, atmosfera retrò, cast magnifico, un protagonista davvero azzeccato e una colonna sonora pazzesca per una pellicola che è tutta adrenalina, ritmo e azzardo. Pur non sapendolo in anticipo, mi sono lasciato condurre in questa storia da quel genio che vi è dietro ai vari "Hot Fuzz", "L'alba dei morti dementi" e nientemeno che il magnifico "Scott Pilgrim vs. the World", ovvero Edgar Wright, che si produce nuovamente in qualcosa di fantastico.
"Baby Driver" è adrenalina al tempo di musica, è la faccia prepuberale di un Ansel Elgort che impugna la pistola, è uno sfondo rosa che incontra la peggio malavita, è una sparatoria e una fuga con il bottino. Sono tantissimi gli elementi che contraddistinguono questa pellicola, un collage fatto di pezzi così diversi tra loro che, però, si incastrano perfettamente a formare un interessante e brillante esperimento, quasi un gioco a volte, spessissimo un esercizio di stile. Il risultato è riuscito e ed fortissimo, un titolo di quelli buoni che non si vedono tanto spesso.
Che tutto qui funzioni come si deve lo si capisce in pochissimo tempo: basta la prima scena con Elgort che mima e gesticola la canzone 
("Bellbottoms" degli The Jon Spencer Blues Explosion) che sta ascoltando con l'iPod mentre gli altri rapinano la banca per farsi subito l'idea di una pellicola, una storia con personalità; la scena successiva con i vari inseguimenti in macchina, tutti acceleratore e freno a mano, ci assicurano che non mancherà nemmeno di carattere e grinta. Insomma, un action movie con tutte le carte in regola.
L'unico punto debole di tutta l'operazione, a mio avviso, sta nel momento in cui il super cattivo Kevin Spacey - che strano vederlo sul grande schermo ora che gli è esplosa la bomba dello scandalo sessuale tra le mani - deciderà di rinnegare il suo credo criminale e aiutare i due innamorati in fuga in nome di un passato romanticismo. Forse questa ce la potevamo risparmiare visto il contesto.
Detto ciò "Baby Driver" rimane un grandissimo titolo capace non solo di mantenere il ritmo, ma proprio di crearne uno personale, nuovo, che ribadisce un altro modo di fare cinema e di raccontare storie d'azione tramite l'appassionante visione del signor Wright. Nel frattempo... odore di Oscar?
Film 1443 - Baby Driver
Film 1733 - Baby Driver
Film 2018 - Baby Driver
Cast: Ansel Elgort, Kevin Spacey, Lily James, Eiza González, Jon Hamm, Jamie Foxx, Jon Bernthal, Flea, CJ Jones, Sky Ferreira.
Box Office: $226.9 milioni
Consigli: Bello, coinvolgente, rampante, un film potentissimo e dalla chiarissima visione d'insieme, un prodotto non solo riuscito tecnicamente, ma anche qualitativamente. Storia e ritmo si fondono insieme per raccontare le avventure di un ragazzino capace di guidare le macchine come nessun altro, innamorato della ragazza giusta, ma totalmente immerso nella peggiore delle situazioni. Tra rapine, omicidi, sgommate, sparatorie e una marea di iPod, "Baby Driver" si fa strada ad altissima velocità tra i migliori prodotti di questo 2017. Da vedere assolutamente e ascoltare attentamente.
Parola chiave: Musicassetta.

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mercoledì 16 novembre 2016

Film 1239 - Cinderella

Altra seratina casalinga danese, questa volta in compagnia di una favola Disney che Netflix così gentilmente ci ha messo a disposizione.

Film 1239: "Cinderella" (2015) di Kenneth Branagh
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Poe
Pensieri: Avevo già avuto un'impressione positiva di questa trasposizione in carne ed ossa della favola di Cenerentola quando l'avevo vista al cinema, per cui era probabile che anche la seconda visione sarebbe stata piacevole. In effetti così è stato e, a dirla tutta, ho particolarmente apprezzato l'abbandono del doppiaggio per la versione originale, molto meno stucchevole e impostata. La Blanchett è stupenda (anche se a Poe non è piaciuta in queste vesti) e Lily James è appropriata per il ruolo, le scenografie sono sfarzose e i costumi sono magnifici e tutta l'operazione, in generale, presenta una raffinatezza che per quanto sia evidentemente artificiosa, risulta comunque piacevole.
In generale, dunque, un'operazione ben riuscita e una scommessa vinta nonostante non fosse facile la rivisitazione di un classico non solo in chiave moderna, ma anche in quella "umana". Non era scontato che le cose sarebbero andate per il verso giusto e qui, mi pare, gli elementi classici si sono ben fusi con le possibilità messe a disposizione dalle nuove tecnologie (e di un budget da 95 milioni di dollari), per cui "Cinderella" è - in tutta la costosa semplicità del caso - una perfetta copia vivente del classico animato di oltre 60anni fa. E Disney festeggia (e mette in cantiere versioni live-action di tutti i suoi titoli animati più famosi).
Ps. Solo una candidatura agli Oscar 2016 per i Migliori costumi di Sandy Powell.
Film 906 - Cenerentola
Cast: Lily James, Cate Blanchett, Richard Madden, Stellan Skarsgård, Holliday Grainger, Derek Jacobi, Helena Bonham Carter, Nonso Anozie, Sophie McShera, Hayley Atwell, Ben Chaplin.
Box Office: $543.5 milioni
Consigli: Chi ha amato la favola versione cartone animato apprezzerà questo film, replica piuttosto similare della storia portata sul grande schermo nel 1960. Sfarzo per costumi e scenografie, una fotografia particolarmente brillante e un cast delle grande occasioni, per un risultato finale che certamente colpisce (sicuramente sul piano estetico). Un storia per tutta la famiglia per una pellicola adatta un po' a tutte le occasioni. Lieto fine scontato.
Parola chiave: Ballo.

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martedì 21 giugno 2016

Film 1164 - PPZ: Pride and Prejudice and Zombies

Ho tentato per mesi di recuperare questo film che non ero riuscito a vedere al cinema, senza successo. Poi un giorno, senza che me lo aspettassi, lo streaming ha esaudito il mio desiderio!

Film 1164: "PPZ: Pride and Prejudice and Zombies" (2016) di Burr Steers
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Nonostante la premessa intrigante, l'ottima ricostruzione, il divertimento intrinseco del classico rivisitato in salsa pulp-horror e il cast giovane, questo film è stato in tutta franchezza una grande delusione.
Un po' fine a se stesso, a tratti noioso, ho faticato seriamente a trovare il senso di tutta l'operazione oltre, appunto, la solleticante idea iniziale di far incontrare il capolavoro "Orgoglio e pregiudizio" con zombie, paletti e combattimenti vari. Il che è un gran peccato, perché sulla carta (e a livello editoriale, visto il successo del libro da cui è tratto) "PPZ: Pride and Prejudice and Zombies" sembrava destinato a sbancare.
Non so se il romanzo di Seth Grahame-Smith risulti più centrato e avvincente, di sicuro qui siamo fuori rotta: non c'è pathos, il mondo in stato di shock che presenta non è sufficientemente approfondito, la protagonista è spesso messa in ombra da un numero troppo elevato di personaggi e la questione degli zombie, che dovrebbe essere il fulcro di tutta la vicenda, è per troppo tempo lasciata ai margini della storia, quasi cornice non convenzionale che va a ri-caratterizzare la trama originale da cui questa storia è tratta. Forse meno Jane Austen e più zombie sarebbe stato un approccio più funzionale, soprattutto perché i non morti sono parte della titolazione tanto quanto il famoso romanzo. Mi rendo conto che rispettare gli snodi narrativi originali, rivisti nell'ottica di un'infestazione zombie, possa presentare un certo fascino horror-gotico, ma qui ci si perde davvero troppo in chiacchiere per essere un film d'azione. Per non dire dell'orrore.
Insomma, il punto è un po' questo: "Pride and Prejudice and Zombies" non si prende cura della dimensione orrifica che invece ostenta in titolo, locandina e trailer e, invece, preferisce soffermarsi sulle dinamiche classiche appartenenti al romanzo ottocentesco, finendo per risultare semplicemente un'altra variazione sul tema. Di cui, in tutta onestà, non c'era alcun bisogno.
Cast: Lily James, Sam Riley, Jack Huston, Bella Heathcote, Douglas Booth, Matt Smith, Charles Dance, Lena Headey, Suki Waterhouse, Ellie Bamber, Millie Brady.
Box Office: $16.4 milioni
Consigli: Mah, rimango perplesso. Chi ha amato il libro potrebbe godere della visione cinematografica di un prodotto che ha apprezzato, ma in tutta onestà non mi sento di dire che, a parte a livello tecnico, questo sia un film riuscito. Un po' uno spreco di tempo e talenti. Se avessi voluto vedere per l'ennesima volta la storia di "Orgoglio e pregiudizio", sarei approdato su altri lidi.
Parola chiave: Cervello di maiale.

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Bengi

sabato 25 aprile 2015

Film 906 - Cenerentola

Ci tenevo molto a vedere questo film prima di partire per il Giappone!

Film 906: "Cenerentola" (2015) di Kenneth Branagh
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Foto della locandina firmata nientemeno che da Annie Leibovitz, anteprima mondiale al 65esimo Festival di Berlino, regia del 5 volte candidato all'Oscar Kenneth Branagh, una matrigna interpretata dall'insuperabile Cate Blanchett, il tutto per un unico film: la versione in carne ed ossa del classico "Cenerentola". Ci si sono impegnati alla Disney!
Tra questo titolo e il precedente "Maleficent" (che da solo a portato a casa qualcosa come $758.4 milioni) alla casa di produzione di Topolino hanno capito che riportare in vita i loro classici senza tempo, scegliendo questa volta veri attori al posto di disegnarli, potrebbe essere un'operazione tanto redditizia da valere lo sforzo di riadattarli per il pubblico contemporaneo. Ecco, così, che i prossimi a venire "riesumati" per il debutto live action sul grande schermo saranno "La bella e la bestia" (già in produzione con Emma Watson), "Mulan", "Dumbo", "Winnie the Pooh" e "Pinocchio", senza contare il sequel "Alice in Wonderland: Through the Looking Glass" in arrivo l'anno prossimo. Se per alcuni titoli nutro non poche perplessità, in generale l'idea di vedere cosa pensano di architettare per far funzionare queste storie al di fuori dell'ambiente "protetto" dei cartoni animati mi genera non poche curiosità e un discreto interesse. Vedremo.
Per quanto riguarda questo "Cinderella", va detto che il risultato finale è assolutamente migliore di quel vuoto narrativo che è stato "Maleficent". La storia ricalca a vela spiegata l'onda sicura della fiaba Disney, rincarando - se possibile - la dose di zucchero e bontà di tutta la vicenda, proponendo un'eroina devota al martirio, ma col sorriso sulle labbra. E' inutile stupirsene, la storia la sappiamo.
Direttamente da un personaggio insopportabile di "Downton Abbey", Lily James è una sorprendentemente convincente Cenerentola, capace di reggere perfettamente tutto il peso che il ruolo comporta: non solo uno nuovo giovanissimo pubblico degli anni 2000 a guardarla, ma anche tutta una serie di aficionados del classico d'animazione degli anni '50. Non era facile reggere la competizione e le aspettative, eppure la ragazza, con garbo e grazia, è riuscita nell'impresa. Assolutamente promossa.
Inutile confermare lo stesso giudizio sull'ormai certezza del cinema mondiale, la 2 volte premio Oscar Cate Blanchett, perfetta anche in questo antipatico ruolo. E' ufficialmente l'erede di Meryl Streep - io che sia la miglior attrice della sua generazione lo penso da quando la vidi in "Elizabeth"... -, non che il titolo serva a qualcosa ad alcuna delle due. Entrambe rimangono divine. Nella parte della meschina matrigna la Blanchett mette in scena una mirata dose di perfidia che la rende odiosa, eppure fasciata in quei fantastici abiti creati da Sandy Powell non si può fare a meno di ammirarne la classe e la bellezza. Odi et amo. Ma Cate è Cate...
Il resto del cast è piuttosto nutrito: Richard Madden (è il principe), Stellan Skarsgård, Holliday Grainger, Sophie McShera (anche lei da "Downton Abbey"), Nonso Anozie, Hayley Atwell, Ben Chaplin, Derek Jacobi e una fantastica Helena Bonham Carter nel ruolo della fata madrina. Insomma, come si diceva all'inizio, davvero la Disney ha voluto fare le cose in grande. Lo dimostrano anche le magnifiche scenografie a cui corrono in aiuto gli effetti speciali e, appunto, i sontuosi costumi che danno quel tocco di sfaccia eleganza a tutta l'operazione.
Insomma, se si è amato il cartone animato o si gustano con piacere le fiabe, anche questo "Cenerentola" dovrebbe conquistare senza remore. Curato, colorato, ben recitato e sapientemente ricalcato sul gemello d'animazione, questo nuovo titolo della scuderia Disney non faticherà a trovare il suo spazio nell'indice dei classici moderni della famosa casa di produzione. Meritandoselo.
Film 1239 - Cinderella
Box Office: $458.9 milioni
Consigli: Incasso record per la sconosciuta Lily James che, certamente aiutata dall'ottimo insieme di elementi positivi, porta a casa un successo commerciale veramente notevole. Anche se, va detto, Cate Blanchett le ruba la scena tutte le volte che compare sullo schermo. Scarpetta di cristallo molto chic (e cool, a dire il vero), toni fiabeschi a frotte, un lieto fine che è necessario. L'amore trionfa, ma non poteva essere altrimenti. Anzi, guai fosse stato il contrario! Ben realizzato, bello da vedere dei classe nel suo insieme, questo "Cenerentola" riesce nell'intento di rievocare la magia del cartone anima, riuscendo però a ritagliarsi un suo personalissimo spazio. Questa è la vera vittoria per un prodotto che non è stato confezionato sulla semplice certezza dell'effeto-nostalgia che questa operazione (commerciale) avrebbe generato. Si vede bene, perfetto per ogni occasione che richieda un po' di svago, romanticismo o... magia!
Parola chiave: Mezzanotte.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi