Un horror ci voleva e noi sapevamo già quale guardare!
Film 1450: "The Conjuring 2" (2016) di James Wan
Visto: dall'iPad
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Anche se lo avevo già visto al cinema, anche se ero in compagnia, anche se lo schermo era microscopico e anche se parte dei momenti spaventosi potevo anticiparli, ho trovato “The Conjuring 2” nuovamente, piacevolmente terrificante.
Oscuro e disturbante, con l’inquietante figura della suora sempre in primo piano, il film è un secondo capitolo particolarmente efficace che, forse, è addirittura meglio del primo.
Talvolta ho fatto un po’ di confusione durante la visione perché ho involontariamente sovrapposto i ricordi di questa storia a quelli della saga di “Insidious”, per certi aspetti simile: c’è lo stesso protagonista (Patrick Wilson), poi non mancano elementi che rimandano l’uno all’altro (immersioni nell’altra dimensione, il demone anziano); a dirla tutta, poi, ho trovato connessioni ‘di sceneggiatura’ anche con altre pellicole come “Annabelle” 1 e 2 – e vabbé – e “Ouija 2”, ormai similmente orientati allo stesso audience e quindi spesso vicini nel raccontare storie di demoni, possessioni, tavolette magiche, bambini indifesi che devono fronteggiare forze estremamente più potenti di loro. La conseguenza diretta è una sorta di prodotto finale in serie, ma di per sé la cosa non è nemmeno così terribile dato che tutti questi film di fatto funzionano. Il risultato finale, infatti, è molto buono ed risulta sempre un piacere lasciarsi spaventare quando le cose sono fatte per bene. Come qui.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Frances O'Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney, Franka Potente.
Box Office: $320.3 milioni
Consigli: Primo e secondo film della saga sono prodotti di qualità non solo narrativamente, ma anche esteticamente parlando. Entrambi presentano un proprio stile interno comune e un altro proprio legato alla vicenda singolare, quindi al caso presentato. La fotografia qui tendente al blu caratterizza la periferia inglese nebbiosa in cui la storia (vera) è ambientata, connotando inequivocabilmente questo prodotto andandolo a legare a tutta una serie di associazioni mentali (freddo, solitudine, paura). A questo si aggiunge la capacità della trama di avvantaggiarsi di quella serie di elementi tecnici favoriti da effetti speciali, sonoro, montaggio, colonna sonora che vanno a costruire perfettamente atmosfere e spaventi del prodotto finale. Che, lo ribadisco, vale davvero la pena di essere recuperato e guardato rigorosamente al buio.
Buona fortuna.
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#HollywoodCiak
Bengi
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mercoledì 6 dicembre 2017
Film 1450 - The Conjuring 2
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giovedì 22 gennaio 2015
Film 865 - I, Frankenstein
Primo film del 2015 visto, per l'occasione, a pranzo con Licia.
Film 865: "I, Frankenstein" (2014) di Stuart Beattie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Non che sia molto di più della boiata che uno ci si aspetterebbe da un film come "I, Frankenstein", però non ho molto capito il perché del clamoroso flop al botteghino e delle critiche rabbiose. Voglio dire, ok descriverlo per quello che è, ma non c'è davvero bisogno di infierire. Anche perché chi guarda questa pellicola plausibilmente cerca solo un passatempo senza impegno, per cui mi sembra logico che la produzione si diriga coscientemente in questa direzione.
Ecco perché, a visione completata, non ho potuto fare a meno di domandarmi il motivo di tale rifiuto massificato di questo tentativo di rilanciare Aaron Eckhart dopo la repentina fine del piglio internazionale della sua carriera ("Erin Brockovich - Forte come la verità", 2000; "Thank You for Smoking", 2005, anche candidato al Golden Globe; "Il cavaliere oscuro", 2008). Sinceramente il film è un evidente tentativo di botto al box office mal riuscito, ma non è che mancassero davvero i presupposti per racimolare ben più di quella miseria che è stata incassata. Voglio dire, ci sono film ben più brutti che hanno ottenuto risultati molto più incoraggianti, quindi la cosa in sé per me rimane un mistero.
In definitva, quindi, definirei questo titolo come un film mediocre che sfrutta l'appeal di un personaggio estremamente iconico come quello di Frankenstein cercando di dargli un piglio più moderno e appetibile per il grande pubblico. Esplosioni, quindi, botte da orbi, demoni e gargoyles, in un mix fin troppo audace che sente il bisogno addirittura di scomodare Dio. Forse il passo fatto è stato più lungo della gamba, forse Aaron Eckhart non era il protagonista giusto per trascinare le masse al cinema, forse non basta un personaggio mitico per dire di avere un film con qualcosa da dire (vero "Dracula Untold"?).
Box Office: $71,154,592
Consigli: Ero intenzionato a vederlo perché mi interessava capire quale errore di produzione fosse stato fatto qui per determinare una tale disfatta: trama, effetti speciali, attori? Di fatto il tutto è genericamente accettabile - tranne il fatto che il corpo di Adam sia maledettamente coeso per essere formato da pezzi di persone diverse - nell'ottica di uno svago che richieda il minimo sforzo di attenzione. Non è nulla di che, manca di epicità, personaggi interessanti e di protagonisti più rilevanti, francamente (chi è Yvonne Strahovski addirittura citata nel trailer?!). Si può vedere senza che nessuno né soffra e, al contempo, lo si può non vedere senza che la cosa crei una mancanza.
Parola chiave: Anima.
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#HollywoodCiak
Bengi
Film 865: "I, Frankenstein" (2014) di Stuart Beattie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Non che sia molto di più della boiata che uno ci si aspetterebbe da un film come "I, Frankenstein", però non ho molto capito il perché del clamoroso flop al botteghino e delle critiche rabbiose. Voglio dire, ok descriverlo per quello che è, ma non c'è davvero bisogno di infierire. Anche perché chi guarda questa pellicola plausibilmente cerca solo un passatempo senza impegno, per cui mi sembra logico che la produzione si diriga coscientemente in questa direzione.
Ecco perché, a visione completata, non ho potuto fare a meno di domandarmi il motivo di tale rifiuto massificato di questo tentativo di rilanciare Aaron Eckhart dopo la repentina fine del piglio internazionale della sua carriera ("Erin Brockovich - Forte come la verità", 2000; "Thank You for Smoking", 2005, anche candidato al Golden Globe; "Il cavaliere oscuro", 2008). Sinceramente il film è un evidente tentativo di botto al box office mal riuscito, ma non è che mancassero davvero i presupposti per racimolare ben più di quella miseria che è stata incassata. Voglio dire, ci sono film ben più brutti che hanno ottenuto risultati molto più incoraggianti, quindi la cosa in sé per me rimane un mistero.
In definitva, quindi, definirei questo titolo come un film mediocre che sfrutta l'appeal di un personaggio estremamente iconico come quello di Frankenstein cercando di dargli un piglio più moderno e appetibile per il grande pubblico. Esplosioni, quindi, botte da orbi, demoni e gargoyles, in un mix fin troppo audace che sente il bisogno addirittura di scomodare Dio. Forse il passo fatto è stato più lungo della gamba, forse Aaron Eckhart non era il protagonista giusto per trascinare le masse al cinema, forse non basta un personaggio mitico per dire di avere un film con qualcosa da dire (vero "Dracula Untold"?).
Box Office: $71,154,592
Consigli: Ero intenzionato a vederlo perché mi interessava capire quale errore di produzione fosse stato fatto qui per determinare una tale disfatta: trama, effetti speciali, attori? Di fatto il tutto è genericamente accettabile - tranne il fatto che il corpo di Adam sia maledettamente coeso per essere formato da pezzi di persone diverse - nell'ottica di uno svago che richieda il minimo sforzo di attenzione. Non è nulla di che, manca di epicità, personaggi interessanti e di protagonisti più rilevanti, francamente (chi è Yvonne Strahovski addirittura citata nel trailer?!). Si può vedere senza che nessuno né soffra e, al contempo, lo si può non vedere senza che la cosa crei una mancanza.
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