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martedì 28 maggio 2024

Film 2279 - The First Omen

Intro: Non so se sarei corso al cinema a vederlo, onestamente, ma Niamh er interessata e dico sempre volentieri di sì ad un horror.

Film 2279: "The First Omen" (2024) di Arkasha Stevenson
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Niamh
In sintesi: non avevo mai sentito parlare di twin films anche se, a posteriori, ovvio che il mondo (anglofono) abbia pensato a un modo per descrivere razionalmente questo fenomeno. In pratica, e molto brevemente, si tratta di due o più titoli che escono più o meno nello stesso periodo e presentano una trama simile. Questo è il caso di "The First Omen" e "Immaculate".
E' particolarmente sorprendente quanti aspetti della trama queste due pellicole abbiano in comune: la protagonista (novizia) che sta per prendere i voti, l'arrivo in un nuovo convento, eventi sinistri che che cominciano a verificarsi all'arrivo della ragazza, una gravidanza, il colpo di scena poco prima del finale (ovvero, cosa sta succedendo davvero), la location italiana.
Se le similarità sono molteplici, va detto che i due film non sono identici e, personalmente, ho preferito "Immaculate". Quest'ultimo, infatti, ha un'idea più chiara di che tipo di film vuole essere: c'è un chiaro senso artistico (la location, i costumi, l'atmosfera generale e, in generale, manca quel tono hollywoodiano che solitamente fa somigliare un prodotto a tutti gli altri) e la performance di Sydney Sweeney è più di impatto. Nell Tiger Free qui non fa un cattivo lavoro, semplicemente il personaggio è meno interessante di quello che interpreta Sweeney.
Tutto sommato "The First Omen" è un horror che funziona, presenta anche qualche spunto interessante (penso, ad esempio, alla novizia che, prima di prendere i voti, sperimenta la vita al di fuori del convento) e come prequel del famoso "The Omen" è certamente di successo, l'unica sua sfortuna è stata quella di uscire a poche settimane dal suo twin film "Immaculate".
Film 2279 - The First Omen
Film 2318 - The Omen
Film 775 - Omen - Il presagio
Cast: Nell Tiger Free, Tawfeek Barhom, Sônia Braga, Ralph Ineson, Charles Dance, Ishtar Currie-Wilson, Andrea Arcangeli, Bill Nighy.
Box Office: $53.6 milioni
Vale o non vale: I fan dell'horror in generale e della saga di "The Omen" in particolare dovrebbero apprezzare. Il film è molto simile ad "Immaculate" con Sydney Sweeney uscito poco tempo fa, per cui può essere anche interessante vedere entrambe le pellicole per confrontarle.
Premi: /
Parola chiave: Antichrist.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 9 gennaio 2021

Film 1769 - Pokémon Detective Pikachu

Intro: Ricordo perfettamente di averlo visto due anni fa ad Auckland allo spettacolo del mattino del multisala in centro. Mi sentivo come quando facevo fuga da scuola, solo che all'epoca il matinée non esisteva.
Film 1769: "Pokémon Detective Pikachu" (2019) di Rob Letterman
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: cosa aspettarsi dall'ennesimo film sui Pokemon, questa volta però in live-action se non potenzialmente una giga boiata? Beh, fermi tutti: "Pokémon Detective Pikachu" è una boiata molto simpatica e divertente, tanto che mi sento di dire che il film non è niente male! Chi l'avrebbe mai detto? Del resto, parliamoci chiaro, fosse stato un progetto meno ambizioso, dubito che Ryan Reynolds sarebbe saltato a bordo. E dico ambizioso perché risollevare la qualità dei prodotti cinematografici legati al franchise dei Pokémon non era cosa da poco; incassarci, poi, una montagna di soldi è stata l'impresa che io personalmente non mi aspettavo (ovviamente il sequel è già in cantiere).
Insomma, questo Detective Pikachu funziona principalmente grazie ad un Reynolds che ripropone il modello alla "Deadpool" - qui ripulito per il pubblico giovane - e si mette in gioco prestando la voce al leggendario peloso Pokémon giallo facendo centro. Poi, per carità, il film di per sé non è certo un capolavoro assoluto, eppure tutto sommato è un'avventura divertente con sufficienti dosi di mistero, azione e coloratissimo divertimento da lasciare soddisfatti. E non si può fare a meno di tornare un po' ragazzini...
Cast: Ryan Reynolds, Justice Smith, Kathryn Newton, Suki Waterhouse, Omar Chaparro, Chris Geere, Ken Watanabe, Bill Nighy, Rita Ora.
Box Office: $433 milioni
Vale o non vale: Simpatica avventura per tutta la famiglia che porta in campo alcuni di Pokémon più famosi e li propone in una computer animation che incrocia il cartone animato alla realtà (per capirci: si capisce che sono finti, ma l'effetto è reale a sufficienza da render il tutto plausibile). Non serve essere amanti del franchise per apprezzare, basta non avere troppe pretese e lasciarsi trasportare da un film che, tutto sommato, è spassoso quanto basta.
Premi: /
Parola chiave: Mewtwo.
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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 9 maggio 2019

Film 1579 - Pirates of the Caribbean: At World's End

Intro: E chiudiamo anche la visione di questo franchise.
Film 1579: "Pirates of the Caribbean: At World's End" (2007) di Gore Verbinski
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: come al solito la sensazione è che ci sia troppa carne al fuoco oltre che, in questo caso, un eccesso di personaggi e relativi tracciati narrativi. Messa insieme la gigantesca personalità di Jack Sparrow ai romanticismi di Elizabeth Swann e Will Turner, l'antagonismo on/off di Barbossa, le molteplici nuove alleanze e le bagarre per e su le navi (Perla Nera, Olandese Volante), il risultato finale è un vortice caotico che sa di avventura, ma non convince del tutto. Perché anche i blockbuster multimilionari a volte esagerano e anche se le buone intenzioni ci sono tutte, "Pirates of the Caribbean: At World's End" è più chiassoso che riuscito e meno avvincente di quanto ci si sarebbe aspettato. Peccato.
Film 240 - La maledizione della prima luna
Film 1560 - Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl
Film 1570 - Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
Film 1579 - Pirates of the Caribbean: At World's End
Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
Film 1415 - Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Cast: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Stellan Skarsgård, Bill Nighy, Chow Yun-Fat, Geoffrey Rush, Jack Davenport, Kevin R. McNally, Jonathan Pryce, Tom Hollander, Naomie Harris, Lee Arenberg, Mackenzie Crook.
Box Office: $963.4 milioni
Vale o non vale: Imperdibile per i fan della saga, il terzo dei cinque film sui "Pirati dei Caraibi" non è sicuramente il più riuscito. Buono per un momento di spasso non del tutto a cervello spento (perché cazzo se è complicata la trama!), intrattiene ma non convince appieno.
Premi: Candidato a 2 Oscar (Miglior trucco ed effetti speciali) e al BAFTA per gli effetti speciali. Una nomination ai Razzie per Bloom come Peggior attore non protagonista.
Parola chiave: Cuore.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 1 maggio 2019

Film 1570 - Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest

Intro: Secondo capitolo di una delle tante saghe che stiamo rivedendo.
Film 1570: "Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest" (2006) di Gore Verbinski
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: non riuscito quanto il suo predecessore, questo capitolo di passaggio della (allora) trilogia sui Pirati dei Caraibi riesce nell'intento di regalare nuovamente allo spettatore le bizzarrie di Jack Sparrow combinate ai toni epici di una nuova, indimenticabile avventura predisponendo, tra l'altro, le basi per l'episodio successivo. Come spesso accade per titoli come questo - grande attesa del pubblico, necessità di replicare il successo precedente, ecc - il vero problema alla base di "Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest" è l'eccesso di elementi in gioco, per un insieme di trame e sottotrame capaci di stordire anche il più devoto dei fan. Insomma, c'è troppa carne al fuoco.
Film 240 - La maledizione della prima luna
Film 1560 - Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl
Film 1570 - Pirates of the Caribbean: Dead Man's Chest
Film 1579 - Pirates of the Caribbean: At World's End
Film 1242 - Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare
Film 1415 - Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales
Cast: Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Stellan Skarsgård, Bill Nighy, Jack Davenport, Kevin R. McNally, Jonathan Pryce, Tom Hollander, Lee Arenberg, Mackenzie Crook, Naomie Harris, Geoffrey Rush.
Box Office: $1.066 miliardi
Vale o non vale: In generale un titolo d'intrattenimento che mette in scena un sacco di elementi, per un risultato finale certamente avventuroso, non di meno caotico. I fan del franchise e, soprattutto, Jack Sparrow adoreranno.
Premi: Candidato a 4 Oscar, ha vinto quello per i Migliori effetti speciali. 1 candidatura ai Golden Globe per Depp (Miglior attore), 5 nomination ai BAFTA e una vittoria per gli effetti speciali.
Parola chiave: Chiave.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 9 giugno 2018

Film 1494 - The Best Exotic Marigold Hotel

Intro: Altro dvd, altro film che avevo già visto ma avevo piacere di guardare di nuovo.
Film 1494: "The Best Exotic Marigold Hotel" (2011) di John Madden
Visto: dalla tv di Tracey
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: dopo la pensione, il lutto, la salute che se ne va, cosa rimane alle persone? E’ questo l’incipit del film, che va a raccontare il percorso di un gruppo di più o meno anziani in viaggio verso la loro nuova (e ultima?) destinazione: l’India. Il confronto fra la madrepatria inglese e la terra asiatica è uno shock culturale cui non tutti sono preparati, fatto che porterà a destabilizzare equilibri oltre che portare a nuove e impensate amicizie e opportunità;
a tirare le fila della storia sono lo stesso hotel e il suo rocambolesco giovane manager, un giovane indiano sognatore (Dev Patel) che spera di poter trasformare la vecchia struttura ereditata dal padre in un ritiro di lusso per la terza età. Il luogo di ritrovo comune è il centro silenzioso del racconto, capace di affascinare e stordire, risultare oppressivo quanto una prigione o invogliare a rapportarsi con le novità locali. Ogni personaggio reagirà agli stimoli in maniera diversa;
esattamente come per la prima volta che lo vidi, “The Best Exotic Marigold Hotel” mi ha lasciato una sensazione di mancanza, seppure questa volta mitigata dal fatto che sapessi già cosa aspettarmi. L’approfondimento dei personaggi è sensato e mai sciocco, molto umano, e anche i toni più leggeri aiutano il risultato finale ad acquisire una certa delicatezza spensierata nonostante l’evidente difficoltà di certi temi. Eppure tutto questo non è bastato nemmeno in questa occasione a lasciarmi soddisfatto di un prodotto da cui onestamente mi aspettavo molto di più.
Film 398 - Marigold Hotel
Film 967 - Ritorno al Marigold Hotel
Film 1494 - The Best Exotic Marigold Hotel
Cast: Judi Dench, Bill Nighy, Penelope Wilton, Dev Patel, Celia Imrie, Ronald Pickup, Tom Wilkinson, Maggie Smith.
Box Office: $136.8 milioni
Vale o non vale: per i temi che tratta e i toni in cui li affronta sicuramente “Marigold Hotel” vale la visione, senza contare che si avvale di un cast magnifico e assolutamente in parte. Il successo della pellicola ha portato anche alla realizzazione di un sequel – qualcosa vorrà dire -, per cui farsi una propria opinione non guasta. Però il film poteva sicuramente avere una marcia in più.
Premi: 2 candidature ai Golden Globes per Miglior film e attrice protagonista (Dench) nella categoria musical o commedia.
Parola chiave: Futuro.

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Bengi

lunedì 19 giugno 2017

Film 1375 - The Constant Gardener - La cospirazione

All'ultimo rietro dal master milanese, ho deciso di distrarmi un po' dalla tristezza incominciando questo pellicola di cui tanti anni fa avevo comprato il dvd. L'ho finita qualche tempo dopo a casa.

Film 1375: "The Constant Gardener - La cospirazione" (2005) di Fernando Meirelles
Visto: dal computer portatile, dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Erano anni che volevo recuperare questo film, incuriosito dal successo di critica ottenuto. Non penso in molti avrebbero scommesso sull'Oscar a Rachel Weisz, motivo per cui ero rimasto con l'interesse di capire cosa mai avesse potuto fare per meritare tale onoreficenza. In realtà, ora che mi sono svelato questo arcano, non mi sento di poter dire di essere rimasto particolarmente colpito. Un'interpretazione in parte e certamente riuscita, ma non così memorabile da risultare indimenticabile (e poi c'era Michelle Williams candidata per "Brokeback Mountain" quell'anno...). Del resto quella del 2006 è stata la stessa edizione che ha incoronato Miglior attrice Reese Witherspoon e Miglior film "Crash: Contatto fisico", quindi non mi sento di poter dire che fu un'annata particolarmente fruttifera.
Ralph Fiennes ha quel volto particolare che dopo due minuti che lo guardi ti rimanda inevitabilmente a Voldemort. Tutti quegli elementi che avresti ricollegato alle meraviglie del trucco - labbra, zigomi, sopracciglia - sono in realtà proprietà naturale dell'attore, per cui è inevitabile non pensare all'acerrimo nemico potteriano, qui in veste umanitaria. Di per sé la cosa non sarebbe troppo rilevante, ma verso il finale (in cui Fiennes ha la maggior parte delle scene in solitaria) risulta leggermente disturbante. In ogni caso il suo personaggio è un po' snervante, anche se il riscatto finale lo trasformerà in una sorta di eroe tragico moderno.
Il film di per sé non è esattamente il mio genere; non mi è dispiaciuto, ma onestamente mi aspettavo qualcos'altro. E' una pellicola fatta di flashback e riprese con camera in spalla, due aspetti che non mi fanno impazzire al cinema.
A livello narrativo si tratta del racconto dell'ennesimo complotto, in questo caso contestualizzato in Africa e legato alla sperimentazione farmacologica da parte di case farmaceutiche senza scrupoli. Il profitto prima delle vite umane, l'insabbiamento e l'omicidio piuttosto che la scomodissima verità svelata all'opinione pubblica. Gli elementi, che pure non sono particolarmente originali, combinati insieme comunque funzionano bene. La differenza qui la fanno, a mio avviso, la regia di Meirelles e lo "sfondo". I colori dell'Africa sono spettacolari e il film riesce a catturarne l'essenza rimandandola allo spettatore che non può non rimanerne colpito. Da questo punto di vista credo che "The Constant Gardener" riesca efficacemente a ritagliarsi un proprio spazio fra i vari titoli che appartengono allo stesso genere. Poi ripeto, non appartiene al tipo di pellicole che preferisco, ma sono contento di averlo finalmente recuperato e, ancora di più, di essermi fatto un'idea sull'interpretazione che ha concesso alla Weisz di entrare nell'olimpo hollywoodiano.
Ps. Candidato a 4 premi Oscar per Miglior sceneggiatura non originale, colonna sonora, montaggio e attrice non protagonista il film ha vinto in quest'ultima categoria. Stessa vittoria anche ai Golden Globes.
Cast: Ralph Fiennes, Rachel Weisz, Danny Huston, Bill Nighy, Pete Postlethwaite, Hubert Koundé, Archie Panjabi.
Box Office: $82,466,670
Consigli: Non un titolo per ogni occasione. Tematica difficile mischiata a tinte thriller che sfociano spesso in tragedia. Una fotografia interessante, una regia particolarmente vivace e una coppia di protagonisti capaci e sempre sull'orlo dell'ambiguità. Il finale-bomba è inaspettato. Tutto sommato non credo lo rivedrei, ma dargli una chance può avere senso.
Parola chiave: Lettera.

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Bengi

lunedì 29 maggio 2017

Film 1363 - Rango

Una proposta del catalogo di Sky Go.

Film 1363: "Rango" (2011) di Gore Verbinski
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Al momento di uscita nelle sale 6 anni fa non ero particolarmente interessato a questa pellicola e, a dirla tutta, non lo sono diventato dopo. Mi incuriosì il fatto che fosse riuscita ad aggiudicarsi l'Oscar come Miglior film d'animazione, anche se va detto che quell'anno la concorrenza non fosse particolarmente spietata (e sappiamo quanto l'Academy faccia fatica a riconoscere in questa categoria premi a produzioni extra USA).
L'approccio a "Rango", quindi, non è stato dei più entusiasti. Diciamo che, nell'ottica di una serata tranquilla, un cartoon sembrava la scelta più logica. Cosa che, in effetti, si è rivelata esatta, perché lo devo dire, di tutte le stramberie che contraddistinguono questo prodotto, la più strana è che il mix assurdo funzioni e pure bene. Divertente, estremamente personalizzato, simpatico e d'avventura, il film di Verbinski è stato una piacevole scoperta, un western moderno ricolmo di animali brutti e momenti comici ben riusciti per un risultato finale che funziona per tutta la famiglia.
Cast: Johnny Depp, Isla Fisher, Abigail Breslin, Ned Beatty, Alfred Molina, Bill Nighy, Stephen Root, Harry Dean Stanton, Ray Winstone, Timothy Olyphant.
Box Office: $245.7 milioni
Consigli: Forse non la scelta più immediata, eppure un titolo da tenere in considerazione perché intrattiene a dovere, diverte e funziona. E, cosa non banale, rimane impresso per il suo stile particolare e non convenzionale.
Parola chiave: Acqua.

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Bengi

sabato 27 maggio 2017

Red Nose Day Actually

Anche voi avete amato "Love Actually"? Sarete felici di sapere, allora, che un sequel ufficiale è stato rilasciato di recente in rete grazie a BBC (che lo ha commissionato) e NBC (che lo ha, invece, trasmesso in America). L'occasione è stata quella di raccogliere fondi per l'evento Red Nose Day 2017.
Qui sotto potete vedere il film, un corto di 17 minuti in cui praticamente tutti i personaggi della prima pellicola sono presenti. Buona visione!

Film: "Red Nose Day Actually" (2017) di Richard Curtis, Mat Whitecross
This digital exclusive reunion sequel to "Love Actually" features cast members from the beloved holiday film, including Patrick Dempsey, Colin Firth, Hugh Grant, Keira Knightley, Andrew Lincoln, Laura Linney, Liam Neeson, Bill Nighy and more!
» Donate Now to Red Nose Day: http://bit.ly/RND2017
» Subscribe for More: http://bit.ly/NBCSub
» Watch Full Episodes Free of Your Favorite Shows: http://bit.ly/NBCFullEpisodes

RED NOSE DAY ON SOCIAL:
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Follow Red Nose Day on Instagram: https://www.instagram.com/rednosedayUSA/

ABOUT THE RED NOSE DAY SPECIAL:
The Red Nose Day campaign to end child poverty returns in the U.S. on Thursday, May 25, in conjunction with the third annual ""Red Nose Day Special"" on NBC. Americans across the country will come together, wear their red noses and raise money and awareness to help children living in poverty. With the support of millions of generous Americans, major partners and hundreds of celebrities, Red Nose Day has raised over $60 million in its first two years since launching in the U.S. in 2015, including more than $36 million in 2016.

Red Nose Day Actually: The Love Actually Reunion 14 Years in the Making
https://youtu.be/--oXHLZU6UE
(via NBC)
Cast: Hugh Grant, Liam Neeson, Colin Firth, Andrew Lincoln, Chiwetel Ejiofor, Keira Knightley, Martine McCutcheon, Bill Nighy, Thomas Brodie-Sangster, Lúcia Moniz, Olivia Olson, Marcus Brigstocke, Rowan Atkinson, Kate Moss, Laura Linney, Patrick Dempsey.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 4 agosto 2015

Film 967 - Ritorno al Marigold Hotel

Non ero riuscito a vederlo al cinema, così appena ho potuto ho recuperato a casa!

Film 967: "Ritorno al Marigold Hotel" (2015) di John Madden
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Sequel del fortunato, primo episodio, "Marigold Hotel 2" è un ritorno alle atmosfere speziate, colorate e divertenti dell'altro film, anche se il risultato finale è meno riuscito.
La formula, che di fatto rimane la stessa precedente, è quella di espandere l'hotel per anziani in India e farne nascere un secondo per far crescere il business. Sonny e Muriel (Dev Patel e Maggie Smith) volano a San Diego per proporre la loro idea ad un magnate degli alberghi, che per valutare se scendere in affari manderà un ispettore in incognito per dare un giudizio su struttura, personale e fattibilità del progetto. In mezzo ci sarà anche l'organizzazione del matrimonio di Sonny con Sunaina (Tina Desai), il ritorno di chi se n'era andato e alcuni nuovi ospiti che porteranno le loro storie e personalità. Non mancheranno, quindi, equivoci e casini che andranno a complicare non poco la vita di tutti i protagonisti (tra gli altri Judi Dench, Bill Nighy, Celia Imrie, Ronald Pickup, Diana Hardcastle, Lillete Dubey, Richard Gere e Tamsin Greig) nonché la residenza in hotel.
La bella fotografia, il cast meraviglioso e la piacevolezza di questo prodotto cinematografico rendono tutta l'operazione 'secondo episodio' in ogni caso piacevole, anche se effettivamente meno magnetica dell'originale. L'inesauribile energia di Sonny è snervante e il suo continuo parlare cozza con la tranquillità degli altri personaggi e la loro neccessità di procedere con la loro vita in maniera lenta, pacata, tranquilla. Questo è l'elemento che più mi ha affaticato durante la visione, che altrimenti sarebbe stata solamente piacevole. Non dico che questo guasti "The Second Best Exotic Marigold Hotel", semplicemente lo rende più rumoroso (caratteristica che personalmente associo poco all'idea di terza età, idea che volente o meno ho agganciato a questo film).
Insomma, il secondo sbarco in India è molto gradito, ma la magica combinazione di elementi di "Marigold Hotel" era difficile da ripetere con la stessa poesia e ispirazione di 4 anni fa. Va detto forte e chiaro che ce ne vorrebbero di film come questo, pacati e delicati, sinceri e simpatici che propongono la vecchiaia non come un'ecatombe da cui fuggire, ma come un momento della vita che può regalare opportunità e sorprese, nonché nuovi amici. Anche solo per questo "Ritorno al Marigold Hotel" è una bella storia.
Film 398 - Marigold Hotel
Film 967 - Ritorno al Marigold Hotel
Film 1494 - The Best Exotic Marigold Hotel
Box Office: $86 milioni
Consigli: Primo e seconto film sono legati da una trama che riprende dove il primo finisce, di conseguenza ha senso vederli in ordine in modo da dare più senso al tutto. Vero è che anche se uno non avesse modo di recuperare la prima pellicola, questa storia è facilmente comprensibile in ogni caso. Entrambi i titoli sono delicati esempi di come una commedia sulla terza età non solo sia possibile, ma anche un successo di critica e box-office (entrambi i film sono costati 10 milioni di dollari, l'incasso totale è di $222.8 milioni). Il minimo che si possa fare è, dunque, dare al "Marigold Hotel" una chance e vedere se il gruppetto di anziani riesce a coinvolgervi. A me è piaciuto e anche se questo secondo film è meno riuscito del primo, le due storie insieme mi hanno messo di buon umore. E, se questo non bastasse... Ci sono Maggie Smith e Judi Dench protagoniste!
Parola chiave: Ispettore.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 21 maggio 2015

Film 919 - Pride

Aspettavo da un po' di recuperare questo film, incuriosito dalla storia che tratta, un episodio realmente accaduto nell'Inghilterra degli anni '80.

Film 919: "Pride" (2014) di Matthew Warchus
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Luigi
Pensieri: Francamente uno dei migliori titoli della scorsa stagione, questo "Pride" è riuscito a conquistare solamente una - e sottolineo una - nomination ai Golden Globes come Miglior film (che se è tra i migliori, qualcosina di valore in più ce l'avrà... Voglio dire, candidi Quvenzhané Wallis per "Annie" ed Helen Mirren per "Amore, cucina e curry" (!) e questa bella pellicola la lasci fuori da tutte le altre categorie? Mah...) oltre che qualcosina ai BAFTA inglesi, territorio d'origine di questa produzione.
"Pride" prende ispirazione da una storia vera, una bella vicenda che vede negli anni '80 attivisti gay e lesbiche raccogliere fondi per i minatori in sciopero contro le politiche dell'allora premier Margaret Thatcher: omosessuali e minatori, due categorie teoricamente agli antipodi, eppure capaci di unirsi - con le necessarie tempistiche di assestamento -, aiutarsi e sostenersi. Il racconto di questo quasi impensabile incontro è qui rappresentato con ironia e intelligenza, caricando certamente qualche aspetto per rendere la trama più godibile, ma il risultato finale è compatto e credibile.
Ho seguito con interesse questa storia, chiedendomi se mai in Italia un racconto del genere sarà anche solo pensabile. O, parimeti, se allo stato attuale delle cose la comunità LGBT italiana (di qualsiasi comune) si prenderebbe il disturbo di affiancare la propria "crociata" a quella di chi vive un medesimo disagio ma appartiene a un mondo totalmente differente. Diciamo che, anche solo per ciò che porta alla luce, questo film vale la pena di essere visto. Sia perché non rappresenta il mondo omosessuale come una macchietta, sia perché racconta una bella storia di collaborazione e amicizia, un episodio costruttivo in cui diversità e diffidenze sono aggirate grazie all'intelligenza di alcuni che sono in grado di far capire agli altri che la differenza è solo apparente.
Il messaggio - che passa forte e chiaro - riece ad essere percepito senza che la trama si prenda particolarmente la briga di esplicitarlo: il bello di questo progetto è proprio l'approccio normale con cui si presenta la vicenda, che avesse coinvolto casalinghe e fontanieri sarebbe stato lo stesso. La normalità con cui gli individui sono rappresentati è percepita dallo spettatore, che subisce l'eccezzionale solo nell'episodio dell'unione di due voci così apparentemente distanti (non sono i ragazzi di Lesbians and Gays Support the Miners parteciperanno agli scioperi dei minatori, ma questi ultimi prenderanno parte al Gay Pride di Londra del 1985).
Una bella storia che francamente mi ha colpito, un bel film in grado di rappresentare il fatto da cui trae ispirazione con dignità e coerenza, riuscendo a passare un messaggio che, anche se certamente caricato per necessità di trama, rappresenta comunque qualcosa che vale la pena di mostrare al grande pubblico per ricordare quanto, in fin dei conti, la diversità esiste solo in coloro che la vedono.
Ps. Gran cast: Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West, Paddy Considine, Andrew Scott, George MacKay, Joseph Gilgun, Ben Schnetzer, Jessica Gunning (vera sorpresa di questa pellicola).
Box Office: $14.7 milioni
Consigli: Anche se è una commedia (e piuttosto divertente), questa storia tratta una serie di episodi non esattamente spensierati: lo sciopero dei minatori, la difficoltà delle loro famiglie, la lotta per i diritti dei gay, i sopprusi subiti, AIDS e omofobia... Insomma, a ben vedere i toni drammatici ci sono. Ma il buon piglio della sceneggiatura e le perfette scelte di cast riescono a far passare i messaggi anche con un sorriso, senza che questa pellicola risulti pesante o angosciante. Si tratta di un bel racconto di amicizia, una storia vera che ci ricorda quanto, a volte, le persone riescano a dimostrare che un limite lo si può superare se c'è l'intenzione di farlo. Bello, lo rivedrei subito.
Parola chiave: Diritti.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 22 gennaio 2015

Film 865 - I, Frankenstein

Primo film del 2015 visto, per l'occasione, a pranzo con Licia.

Film 865: "I, Frankenstein" (2014) di Stuart Beattie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Licia
Pensieri: Non che sia molto di più della boiata che uno ci si aspetterebbe da un film come "I, Frankenstein", però non ho molto capito il perché del clamoroso flop al botteghino e delle critiche rabbiose. Voglio dire, ok descriverlo per quello che è, ma non c'è davvero bisogno di infierire. Anche perché chi guarda questa pellicola plausibilmente cerca solo un passatempo senza impegno, per cui mi sembra logico che la produzione si diriga coscientemente in questa direzione.
Ecco perché, a visione completata, non ho potuto fare a meno di domandarmi il motivo di tale rifiuto massificato di questo tentativo di rilanciare Aaron Eckhart dopo la repentina fine del piglio internazionale della sua carriera ("Erin Brockovich - Forte come la verità", 2000; "Thank You for Smoking", 2005, anche candidato al Golden Globe; "Il cavaliere oscuro", 2008). Sinceramente il film è un evidente tentativo di botto al box office mal riuscito, ma non è che mancassero davvero i presupposti per racimolare ben più di quella miseria che è stata incassata. Voglio dire, ci sono film ben più brutti che hanno ottenuto risultati molto più incoraggianti, quindi la cosa in sé per me rimane un mistero.
In definitva, quindi, definirei questo titolo come un film mediocre che sfrutta l'appeal di un personaggio estremamente iconico come quello di Frankenstein cercando di dargli un piglio più moderno e appetibile per il grande pubblico. Esplosioni, quindi, botte da orbi, demoni e gargoyles, in un mix fin troppo audace che sente il bisogno addirittura di scomodare Dio. Forse il passo fatto è stato più lungo della gamba, forse Aaron Eckhart non era il protagonista giusto per trascinare le masse al cinema, forse non basta un personaggio mitico per dire di avere un film con qualcosa da dire (vero "Dracula Untold"?).
Box Office: $71,154,592
Consigli: Ero intenzionato a vederlo perché mi interessava capire quale errore di produzione fosse stato fatto qui per determinare una tale disfatta: trama, effetti speciali, attori? Di fatto il tutto è genericamente accettabile - tranne il fatto che il corpo di Adam sia maledettamente coeso per essere formato da pezzi di persone diverse - nell'ottica di uno svago che richieda il minimo sforzo di attenzione. Non è nulla di che, manca di epicità, personaggi interessanti e di protagonisti più rilevanti, francamente (chi è Yvonne Strahovski addirittura citata nel trailer?!). Si può vedere senza che nessuno né soffra e, al contempo, lo si può non vedere senza che la cosa crei una mancanza.
Parola chiave: Anima.

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Bengi

giovedì 22 maggio 2014

Film 717 - I Love Radio Rock

Mi avevano prestato il dvd già da tempo, ma non ero ancora riuscito a vederlo.

Film 717: "I Love Radio Rock" (2009) di Richard Curtis
Visto: dalla tv dell'Erika
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Erika
Pensieri: Un film molto carino, una storia interessante, una sceneggiatura scritta bene e un ritmo che non manca mai. Il risultato è un mix indie-rock-stralunato-sesso-droga-e(ancora)-rock che funziona proprio bene.
La storia - ispirata a fatti veri - racconta della radio pirata e dei suoi dj che, nel pieno della Swinging London, vivono su una barca per eludere le restrizioni del governo inglese in fatto di musica rock. Milioni gli ascoltatori e i fans, ma il pugno di ferro e le restrizioni non accennano a diminuire.
In questo contesto storicamente repressivo si svolge la storia del magrolino Carl/Tom Sturridge, che finisce sulla barca grazie alla spintarella della madre (Emma Thompson) che ce lo manda apparentemente per punirlo. Qualcosa puzza.
Le prime, vere, esperienze di vita di Carl finiranno per realizzarsi sulla barca insieme - e a volte grazie a -il gruppo di nuovi amici che si fa in mezzo al mare. Non mancano, chiaramente, le situazioni più assurde e i soggetti più disparati e strani, tutti interpretati da attori più o meno famosi. Si riconoscono subito Philip Seymour Hoffman, Kenneth Branagh, Rhys Ifans e Bill Nighy, poi ancora Nick Frost, Chris O'Dowd, Gemma Arterton, January Jones, Tom Wisdom e Poppy Delevingne. Insomma, anche il cast è di tutto rispetto.
Il film non è stato un successo a livello commerciale - e non capisco troppo il perché -, ma non si può certo farne una colpa alla trama che, invece, ha ottimi momenti divertenti e in generale un tono sempre scanzonato e positivo e, men che meno, se ne può fare colpa al cast che è di buon livello. A me, personalmente, è piaciuto.
Box Office: $36,348,784
Consigli: Godibile, scanzonato, divertente e con un approccio molto personale e caratteristico. E' un interessante esperimento cinematografico, oltre che un modo per presentare fatti storici molto originale. Buon cast e spunto narrativo curioso. E, chiaramente, ottima musica.
Parola chiave: Rock 'n' Roll.

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Bengi

mercoledì 25 dicembre 2013

Film 639 - Questione di tempo

La tagline del film dice qualcosa tipo: Dallo sceneggiatore di "Quattro matrimoni e un funerale", "Notting Hill" e "Love Actually - L'amore davvero". Sarà di buon auspicio?

Film 639: "Questione di tempo" (2013) di Richard Curtis
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Nessun dubbio già a pochi minuti dall'inizio: "Questione di tempo" è la pellicola romantica di fine anno. Non c'è altro da dire.
Zuccherosa, piacevole, divertente, scanzonata, delicata, triste quanto basta, giovane, fresca, fantasy e temporalmente instabile con un riguardo speciale per un indie style che prende fin da principio a pugni gli occhi dello spettatore (i look di Mary sono terrificanti). Insomma un mix di elementi felici e irresistibili, una scorrevolezza della trama che raramente si trova e una coppia di protagonisti bomba dall'alchimia facile e il sorriso contagioso.
Nonostante le incomprensioni temporali sul momento e i ripensamenti sulle incongruenze poi, devo dire che alla fine della fiera il fatto che effettivamente la trama spesso finisca per autosabotarsi rimangiando ciò che era stato detto prima riguardo ai viaggi nel tempo, questo non è poi troppo un problema. La storia è bella comunque a prescindere dalle falle sulle questioni scientifiche e funziona non tanto perché l'idea di base è intrigante (oddio, anche), ma perché l'insieme funziona. "About Time", infatti, vive dei suoi personaggi così ben caratterizzati, del profondo amore tra padre e figlio e tra quest'ultimo e la moglie, colpo di fulmine al buio da riconquistare un po' alla "50 volte il primo bacio", delle milioni di opzioni possibili che la pellicola esplora grazie al passepartout del ritorno al passato.
Passato che, insieme all'amore, è tema centrale di tutta la storia. Un po' culto dei ricordi, un po' abbraccio del destino, lo spettatore cresce assieme al protagonista Tim e, con lui, passa dall'ebbrezza di poter rivivere tutte le cose più belle della sua vita imparando ad ambientarcisi per davvero, a capire che ogni istante è più prezioso quando lo si vive una volta sola, appieno. E che, inevitabilmente, bisogna imparare a lasciare andare.
Bello, bello e delicato, a tratti commovente e a tratti un po' assurdo, ma nel complesso proprio una piacevole sorpresa come qualche tempo fa è stato "Noi siamo infinito". Piace soprattutto perché pare rappresentare la storia di una famiglia semplice, strana, ma molto unita anche senza bisogno di ricordarselo sempre e per forza ad alta voce. Piace perché ogni tanto credere nell'amore serio e forte è bello. E perché persone normali, dall'aspetto comune, posso essere altrettanto protagoniste di storie interessanti anche senza dover per forza avere il volto patinato di una star (che, di fatto, Rachel McAdams è).
Non è certo un capolavoro e finirà inesorabilmente per essere relegato al genere 'romance' per signore, ma posso assicurare che dare una chance a questo film vale la pena. Non amo troppo lo sdoganamento sentimentale e l'attaccamento famigliare, ma qui non mi è mai sembrato davvero pesante o stucchevole. C'è dove ci sta e funziona soprattutto grazie ad un cast capace di interpretare benissimo i personaggi della storia: Bill Nighy è un'ottima spalla e un rassicurante papà, la McAdams un'adorabile compagna e Domhnall Gleeson, la vera sorpresa del film, rivelazione assoluta, è capace di trasformarsi silenziosamente da ragazzino impacciato e spettinato a marito e padre adorabile.
Insomma, "Questione di tempo" funziona e conquista. Basta lasciarsi trasportare.
Ps. Ad oggi il film ha incassato $74,995,553 in tutto il mondo.
Consigli: Strano mix di generi, questa pellicola avvicina la commedia romantica classica ai viaggi nel tempo con partenza dagli armadi. Curioso, mai volgare, divertente e dalla realizzazione simil-indipendente, è in realtà un buon prodotto commerciale che, una volta tanto, esalta la semplicità e la tranquillità. Si cerca l'amore, l'amicizia e gli affetti nella famiglia. Una buona lezione genitoriale, qualche lacuna temporale e di stile, ma un risultato a sorpresa molto bello. Ci si lascia volentieri coinvolgere e il tempo passa che è una meraviglia.
Parola chiave: Viaggi indietro nel tempo.

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Bengi

lunedì 30 aprile 2012

Film 398 - Marigold Hotel

Pellicola che attendevo da un po' visto il cast e il trailer decisamente convincente.

Film 398: "Marigold Hotel" (2011) di John Madden
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Licia, Andrea Puffo, Marco
Pensieri: Comincio col dire che fare un film sulla terza età, per di più incentrandolo su una 'casa di riposo' - anche se particolare -, senza cadere nella retorica o, peggio, nella noia è già una vittoria più che lodevole. Divertente e ricco di speranza, nonché un occhio privilegiato sulle bellezze indiane, "The Best Exotic Marigold Hotel" riesce nel suo intento di divertire nonostante il gruppo attoriale conti persone ben oltre i 70.
Non sempre vecchio è uguale a triste, India a straccioni o giovani a perditempo. Vero, meno male che ce lo hanno ricordato. Ci si poteva, però, sforzare un pelino di più a rendere il tutto meno banale o prevedibile. Anche se la mia opinione su questo film rimane positiva, non posso fare a meno di portare alla luce una questione: basta un grande cast, qualche battuta divertente e un buon ritmo a saziare l'appetito di chi guarda? Io, uscito dalla sala, non ero totalmente soddisfatto. Sì, il tutto è carino e piacevole, passa il tempo che è una meraviglia e la rivincita degli anziani mette tutti d'accordo e di buon umore. Però non valeva la pena di rendere tutto più unico, originale?
A mio avviso uno dei primi problemi è che ci sono troppi personaggi. Ok che ci devono essere le spalle dei protagonisti, ma c'era davvero bisogno del gay Graham/Tom Wilkinson, della cronica insoddisfatta Jean/Penelope Wilton o del ninfomane Norman/Ronald Pickup? Con un numero minore di storie da seguire ci si sarebbe potuti dedicare con più attenzione alla resa dei personaggi, soprattutto quelli di contorno, evitando una bidimensionalità caratteriale facilmente descrivibile con un unico aggettivo.
Altrettanto scontata la parallela vicenda indiana dei due ragazzi che si amano, nonostante le famiglie non approvino (Sonny/Dev Patel è squattrinato, lei è vista dalla madre di lui come una poco di buono). Un po' come in "Romeo e Giulietta" - che riconduce il regista John Madden al suo più grande successo "Shakespeare in Love" - o "West Side Story" o una qualsiasi pellicola sul giovane amore ostacolato dai familiari, "Marigold Hotel" cede il passo alla banalità e perde l'occasione di rendere propria una storia che, di base, ha ottimi presupposti di originalità (quanti giovani sognano di aprire un ricovero per anziani? Cosa spinge Sonny, per esempio, a volersi dedicare a tale impegno? Bontà? Compassione? Denaro?).
Altro aspetto fastidioso l'utilizzo di certi luoghi comuni un attimo collaudati in certi snodi del film. E la vedova che cerca il riscatto di sé stessa attraverso il viaggio; e il marito zerbino che vede con occhi 'puri' la magnificenza dell'India; e la vecchia razzista che si ricrede strada facendo... Insomma, magari trovare altre storie da raccontare poteva giocare a favore dell'insieme.
Detto ciò io consiglio comunque id vederlo. Innanzitutto accende una speranza sul futuro. O potrebbe far suonare qualche campanello a chi ha poche idee per i tempi a venire. La vita non finisce a 70 anni (o prima...), ci si può sempre rimboccare le maniche e tentare di mettere in discussione sé stessi in vista di un appagamento personale che trasformerà l'esistenza in qualcosa che vale ancora la pena di affrontare. E' un messaggio di speranza, ma soprattutto può essere un'idea, un punto di partenza per confrontarsi sulla propria idea di futuro, ognuno per sé.
Poi un magnifico cast partecipa a questa avventura. In testa a tutti Judi Dench ("Diario di uno scandalo", "Nine", "Jane Eyre", "Marilyn", "J. Edgar", Oscar per "Shakespeare in Love"), ancora capace di rendersi protagonista di un'intera storia. Bill Nighy ("Harry Potter e i doni della morte: Parte 1", "Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo", "Hot Fuzz" e vincitore del Golden Globe per la miniserie tv "Gideon's Daughter"), Maggie Smith (vista in tutti gli "Harry Potter", "La famiglia omicidi", "Gosford Park" e vincitrice di 2 premi Oscar per "La strana voglia di Jean" e "California Suite"), Tom Wilkinson (due nomination all'Oscar per "Michael Clayton" e "In the Bedroom"), Dev Patel ("The Millionaire", "L'ultimo dominatore dell'aria") e Penelope Wilton ("Orgoglio e pregiudizio", "Match Point"). Un gruppo di attori piuttosto noti e di un certo livello che aiuta decisamente a dare valore al risultato finale del film.
Ancora, particolare e azzeccata la scelta dell'India come location dove ambientare la storia. Di ottimo contrasto tra il grigiore inglese e l'omologazione delle strutture, con l'impolverato e sgangherato hotel Marigold si finisce per desiderare di avere una camera solo per potersi sentire liberi di girare per vicoli e mercati e conquistare un'atmosfera che da noi è impossibile pensare di trovare. E' esotico e ricco di fascino.
Insomma, la mia opinione è positiva, anche se rimango con qualche riserva. Ricordo perfettamente che la mia sensazione, uscito dal cinema, fosse di non totale soddisfazione. Mi aspettavo qualcosa di più approfondito, probabilmente, un viaggio alla scoperta di sé stessi e di un mondo ignoto che passasse per avventure ed emozioni da commedia in stile british. Ci siamo quasi, ma non ci siamo del tutto.
Film 398 - Marigold Hotel
Film 967 - Ritorno al Marigold Hotel
Film 1494 - The Best Exotic Marigold Hotel
Consigli: Nel complesso ci sono certamente delle problematiche, ma non posso dire che non lo rivedrei. Ha un suo perchè divertente, oltre che un messaggio positivo. Naturalmente il fiore all'occhiello è composto dal gruppo di attori. Se si è capaci di sorvolare sul messaggio scontatamente buonista, allora può regalare dei momenti davvero piacevoli.
Parola chiave: "Se non dovesse andare tutto bene, vuol dire che non è ancora la fine".

Trailer

Ric

venerdì 1 ottobre 2010

Film 144 - Diario di uno scandalo

Al secondo appuntamento del lunedì con le cene dietetiche a base di insalata dal Puffo, non ci facciamo mancare nemmeno stavolta il cinema impegnato. E, dopo Lynch, siamo passati a...


Film 144: "Diario di uno scandalo" (2006) di Richard Eyre
Visto: dalla tv del Puffo
Lingua: italiano
Compagnia: Marco, Andrea Puffo, Diego
Pensieri: Decisamente uno dei film più belli del 2006. Ben scritto e recitato divinamente dalle due protagoniste (Judi Dench e Cate Blanchett, entrambe candidate all'Oscar per i rispettivi ruoli), una colonna sonora stupenda, una tematica scabrosa e un'ossessione. Che bello quando i film hanno qualcosa da raccontare!
Storia di vite umane che si intrecciano, apparentemente tutto nella norma, in realtà grandi problemi in vista. Il racconto affronta tematiche differenti a più livelli, mescola gli elementi in un turbinio di colpi di scena che, molto spesso, lasciano senza fiato per l'intensità delle emozioni che propongono. Le due donne instaurano un rapporto che le costringerà ad affrontare il peggio l'una dell'altra, mettendole di fronte a verità scomode e strade da percorrere che non si sarebbero aspettate.
La morbosità di Barbara Covett/Judi Dench fuoriesce lentamente grazie alle parole del suo diario, vero narratore e filo conduttore della storia, custode fedele dell'infelice esistenza della donna, soffocata tra il desiderio della compagnia femminile, la solitudine e un lavoro che conduce senza passione e in cui sfoga le sue frustrazioni. Sarà il segreto della nuova collega Sheba Hart/Cate Blanchett, di cui si invaghisce, a darle la possibilità di avvicinarla ancora di più, innescando in lei la speranza di aver finalmente istaurato una vera relazione.
Consigli: Lo 'scandalo' del titolo è solo uno degli assi nella manica di questa pellicola! Preparatevi a toccare anche voi il fondo con le due protagoniste: rialzarsi non sarà facile.
Parola chiave: Lezioni private.




Ric

lunedì 18 gennaio 2010

Film 61 - Hot Fuzz

Luca e Ilaria mi avevano vivamente consigliato di vedere anche questo film con Simon Pegg. E io ho subito provveduto!


Film 61: "Hot Fuzz" (2007) di Edgar Wright
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "Pronto, Hollywood? Qui è il Regno Unito che parla: abbiamo girato un film carico di ritmo e adrenalina. Interessa imparare come si fa?!"
Dai, seriamente: questo sì che è un film d'azione! Più lo humor inglese, un protagonista ispiratissimo, una super satira ai film d'azione americani e la vita, non proprio tranquilla, di un paese di provincia. TOP.
Simon Pegg, in questa pellicola supera sé stesso (e tutte le espressioni da film da duri) e confezione un agente super bravo, super efficiente e super precisino che si ritroverà a dover risolvere qualche problemuccio di omicidio in una cittadina vincitrice del titolo di più sicura del Regno Unito. Dove sta l'inghippo? Non tarderà a scoprirlo inorridendosi per l'orrenda verità!
Ma la cosa che veramente piace di questo "Hot Fuzz" è il senso d'azione veramente vertiginoso! Si vola per la campagna a sirene spiegate, si picchia duro ogni cattivo, si esplodono abitazioni, rincorrono assassini, spappolano cervelli e il tutto vissuto all'ennesima potenza grazie ad un montaggio veramente straordinario! Come nel precedente "L'alba dei morti dementi", azioni che richiederebbero qualche minuto di narrazione, sono compresse in un velocissimo trailer delle stesse e rendono l'effetto davvero esaltante! Niente potrebbe essere più azzeccato per un film di genere! Quindi a) gran bel montaggio!
Poi non vorrei trascurare gli attori: oltre al già citato Pegg, come dai morti dementi, troviamo Nick Frost e Bill Nighy. E, in aggiunta, un cast di cittadini veramente azzeccatissimo! Primo tra tutti l'una-sola-volta-James-Bond Timothy Dalton, qui in gran rispolvero evidentemente a suo agio nel ruolo di cattivo. Ma anche il grandissimo (e sempre ri-adattabile) Jim Broadbent - recentemente visto in Harry Potter 6 - che con i suoi occhioni da cerbiatto riesce a sviare ogni sospetto. Insomma b) un ottimo cast!
Infine parliamo un attimo della storia. Oltre ad essere ben scritta, riesce a cogliere pienamente lo stile hollywooddiano 'spacca tutto' dei film alla Vin Diesel applicandoci una certa satira neanche troppo nascosta. L'eroe del nostro film, innanzitutto è bravissimo, ma lavora per la polizia della metropolitana. Non esattamente un ruolo ricercatissimo. In secondo luogo, nonostante le sue straordinarie capacità, finisce in un paesino a dare la caccia ai cigni scomparsi... Tra l'altro Simon Pegg non è né bello né muscoloso, esattamente l'antitesi dell'eroe classico dei film d'azione. Ma il tutto, visto nell'ottica giusta, funziona decisamente bene e richiede un minimo di attenzione per i particolari che, una volta vista la pellicola, ritornano alla mente e si incastrano in un puzzle perfetto. Dunque c) la coppia Edgar Wright/Simon Pegg alla sceneggiatura sa sempre dare quel qualcosa in più!
Il mio giudizio è pienamente positivo. Evvai!
Consigli: Ci si diverte decisamente!
Parola chiave: Danny: "L'adrenalina è stata tanta!"


Ric

mercoledì 6 gennaio 2010

Film 49 - L'alba dei morti dementi

Un film da guardare durante una bufera? Dopo aver discusso per un po' sulla scelta - all'inizio si era pensato a "School of rock" - giungiamo alla conclusione: il must-to-see di Luca&Ilaria!


Film 49: "L'alba dei morti dementi" (2004) di Edgar Wright
Visto: dal pc di Ilaria
Lingua: italiano
Compagnia: Ilaria e Luca
Pensieri: Sì, nemmeno io ne avevo mai sentito parlare... Di cosa parla, cos'è? Un film inglese sugli zombie. Tema vecchio, humor (absolutely) british e un protagonista fantastico! Simon Pegg, che avevo già visto in "Star system - Se non ci sei non esisti" (classico esempio di film straniero che si becca un titolo che non c'entra una mazza con l'originale... "How to Lose Friends & Alienate People") e lo "Star Treck" di J. J. Abrams, è un attore - anche lui very british - piuttosto bruttino e pure un po' sfigato, ma che ti caratterizza un personaggio che è una favola! A star is born? Maybe...
E un' altra star condivide il set con Pegg in questo film ed è Bill Nighy, famosissimo alla massa, anche se non con il suo vero aspetto. E', infatti, il Davy Jones dei "Pirati dei Caraibi". Oltre a loro due, però, non ci sono altri attori di richiamo. Il film, quindi, si è un po' perso per strada forse anche a causa di questo. Manca il richiamo del volto noto, magari del cameo per simpatia di qualche vera superstar! Peccato, mi piace sempre il 'guest'!
In ogni caso il film è carino, non sboccato come le classiche commediole americane, ma più fine e meno forzatamente violento. Certo, c'è tutto il sangue che volete, pure le scene crude in cui gli zombie mordono e sbudellano gli umani, però è funzionale, non una delle tante scene in cui, tra sparatorie ed esplosioni, ci infilano le torture più assurde. Bene, punto a favore.
Pare, quindi, che la trama qui rivesta un ruolo importante. Miracolo? Quasi. E chi ne è autore? Pegg, insieme al regista. Bravi dunque, scrivono, dirigono e recitano per non rischiare scivoloni mettendoci la faccia. Trovo, poi, che certe trovate del montaggio - rapidissimo per descrivere la routine quotidiana o la telecamera che segue il protagonista senza mai staccare col montaggio per ricollegarci di lì a poco all'arrivo degli zombie - siano piuttosto azzeccate ed efficaci.
Mi è piaciuto!
Consigli: Pare che il duo Pegg/Edgar Wright abbia collaborato anche per la realizzazione di "Hot fuzz", film calorosamente consigliato sempre dal duo Luca&Ilaria. Ce lo perderemo? Mai!
Parola chiave: Winchester.


Ric