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sabato 14 febbraio 2026

Film 2412 - The Conjuring: Last Rites

Intro: Not your classic Valentine's Day movie, yet a perfect depiction of my current love life.

Film 2412
: "The Conjuring: Last Rites" (2025), Michael Chaves
Watched: At the movies
Language: English
Watched with: Niamh
Thoughts: Honestly? Not the best outing of the franchise.
I'm a huge fan of the "The Conjuring" saga and all its spin-offs, but it’s been a while since they released a truly good film. This isn’t terrible by any means, but like its predecessor, it isn’t great either. I’ll still go see any new installments they decide to produce — which seems likely, considering this was supposed to be the final chapter of the saga and yet became the highest-grossing at the box office — but I do think the series could use a breather.
That said, Vera Farmiga and Patrick Wilson are, as always, perfect as Lorraine and Ed Warren, and they carry the entire movie. I was hoping the story would be a bit scarier or more unsettling. By now, the Conjuring films seem to lean more into conventional horror tropes and jump scares rather than creating their own distinct world or continuing to build upon it. While watching it, at times "The Conjuring: Last Rites" reminded me of "The Exorcist" at times.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 2216 - The Nun II
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Mia Tomlinson, Ben Hardy.
Box Office: $499.2 million
Worth a watch?: Not the strongest of the four films available, yet there’s something comforting about seeing Vera Farmiga and Patrick Wilson step back into the roles of the Warrens once again. If you’re a fan of this saga or the horror genre in general, "The Conjuring: Last Rites" is still a solid option for an evening of chills.
Awards: /
Key word: Mirror.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 novembre 2023

Film 2216 - The Nun II

Intro: Continua la saga dell'horror in vista dell'imminente notte delle streghe.

Film 2216: "The Nun II" (2023) di Michael Chaves
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: già il primo "The Nun" non è che sia un capolavoro e certamente questo sequel non è migliore in termini di qualità, però per quello che vale, ammetto di non aver odiato questo secondo capitolo. Probabilmente anche perché, dopo la cocente delusione del primo film, per questa nuova uscita del franchise le aspettative erano decisamente molto, molto più basse.
La verità è che la saga di "The Nun" ha poco da dire in termini di storia e vive in buona sostanza delle atmosfere inquietanti che la pellicola è in grado di creare. Visivamente, infatti, il risultato finale è particolarmente ben riuscito, soprprendentemente interessante a volte (penso alla scena delle riviste che si sfogliano da sole), anche se ciò non basta a salvare una trama troppo sconnessa e generica, in particolar modo quando si tratta di approfondire l'antagonista, nonché personaggio princiale, del demone-suora. In questo secondo titolo, in particolare, si fatica a comprendere le modivazioni del personaggio, non vi è alcun approfondimento del suo passato - immagino che il tutto sia rimandato al primo film, o origin story in questo caso - che fornisca allo spettatore qualche indizio che vada oltre la mera assunzione che il demone sia malvagio e quindi tenti di uccidere chiunque (che poi non succede sempre, ma solo quando fa comodo alla trama, il che rende il tutto ancora più confuso). In aggiunta a questa generale superficialità, gli altri personaggi che compongono la storia (alcuni ripresi dal primo film) non hanno granché da dire in quanto, per la maggior parte del racconto, sono a servizio del sadico giochino che preme raccontare alla trama. Per capirsi, lo scopo di "The Nun II" non è tanto raccontare una storia, quanto spaventare il pubblico.
Detto ciò, ribadisco che non ho dedestato questo sequel e, anzi, mi sono sorpreso ad apprezzarlo molto più di quanto mi sarei immaginato. Semplicemente bisogna tenere presente che "The Nun II" è un horror che ha ragione di esistere nel contesto di quest 3 assunzioni: a) è il sequel di un franchise famoso e particolarmente lucrativo, b) è uscito in tempo per il periodo di Halloween e c) ha come unica vocazione quello del facile spavento.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 2216 - The Nun II
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Taissa Farmiga, Jonas Bloquet, Storm Reid, Anna Popplewell, Bonnie Aarons, Patrick Wilson, Vera Farmiga.
Box Office: $268.1 milioni
Vale o non vale: Non imprescindibile, ma tutto sommato nemmeno terribile. Il finale non è all'altezza di tutta la premessa, però di per sé il film ha un'estetica coesa e spaventa quanto basta. In più, cameo finale con la possibile promessa di un ritorno dei coniugi Ed e Lorraine Warren (rispettivamente Patrick Wilson e Vera Farmiga).
Premi: /
Parola chiave: Occhi.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 12 luglio 2021

Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It

Intro: Essendo un grande fan di questo franchise, non vedevo l'ora di recuperare questo film. Che è poi stato l'ultimo che ho visto in Iralnda prima di tornare per un paio di settimane - finalmente dopo 9 mesi - in Italia.

Film 2029: "The Conjuring: The Devil Made Me Do It" (2021) di Michael Chaves
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: la saga di "The Conjuring" è sempre affascinante perché ancorata a quel mix affascinante di storia vera e spavento hollywoodiano che, insieme, regalano quel qualcosa in più. Della serie che non si può fare a meno di chiedersi quanta verità e quanta fiction vengano miscelate nella storia. Ciò detto, "The Devil Made Me Do It" fallisce proprio nel regalare allo spettatore questo tipo accostamento che, fino ad ora, aveva costituito il filo narrativo di tutto il franchise.
Non che il terzo episodio della saga horror sia di per sé un titolo terribile, ma decisamente il meno potente di quelli visti fino ad ora. Principalmente a mio avviso a causa della rivelazione prematura del "colpevole", un elemento che, in questo tipo di narrazione, andrebbe celato fino all'ultimo minuto per mantenere chi guarda interessato alla storia. Dal momento in cui si capisce chi sia il cattivo della storia, infatti, si perde quella "magia" che porta lo spettatore a chiedersi cosa stia succedendo e perché. Dal momento in cui la questione viene sciolta a metà racconto, c'è veramente poco altro di cui interessarsi. Anche perché, diciamocelo, non si tratta davvero di niente di particolarmente innovativo.
Poi sì, le performance della coppia Farmiga e Wilson fanno comunque parte del fascino che questo franchise è in grado di esercitare - non a caso sono stati chiamati a presenziare anche nel terzo "Annabelle" - però non sono sicuro che in questo caso sia sufficiente a fare la differenza.
All'inizio avevo anche sperato che la storia si sarebbe rivelata più affine a quella dell'interessante "The Exorcism of Emily Rose" che alterna efficacemente momenti di paura alla discussione in aula di un eccezionale caso giudiziario. In realtà "The Conjuring 3" abbandona prestissimo la via del legal drama per avventurarsi sul più collaudato territorio del soprannaturale con tanto di voodoo demoniaco annesso, anche se probabilmente sarebbe stato più interessante vedere come si sarebbe tentato di difendere la tesi dell'omicidio per possessione demoniaca in un aula di tribunale.
Ribadisco, il risultato finale non è inguardabile, per carità, però rimane il fatto che dalla saga di "The Conjuring" mi aspettassi qualcosa di più.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Ruairi O'Connor, Sarah Catherine Hook, Julian Hilliard, John Noble, Eugenie Bondurant.
Box Office: 183.5 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: I fan della coppia (realmente esistita) dei Warren dovrebbero apprezzare questo nuovo capitolo dell'orrore sulle investigazioni soprannaturali dei loro beniamini, anche se va detto che il risultato finale sia inferiore ai precedenti progetti portati al cinema.
Poi, per carità, il film si lascia vedere volentieri, specialmente se alla ricerca di di distanziamento sociale e solitudine in una "tranquilla" serata d'estate targata Covid-19.
Premi: /
Parola chiave: Mazzo di fiori.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 21 gennaio 2021

Film 1782 - Annabelle Comes Home

Intro: Essendo un fan del franchise, non vdevo l'ora che questa pellicola uscisse al cinema per poter andare a vederla! E così ho fatto...
Film 1782: "Annabelle Comes Home" (2019) di Gary Dauberman
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: onestamente questo terzo "Annabelle" è il più debole della saga e, diciamocelo pure, anche il più noioso.
Per quanto l'estetica stabilita dai precedenti capitoli si ritrovi anche qui e, in generale, le atmosfere horror e da spavento sicuramente non manchino, sta di fatto che "Annabelle Comes Home" è decisamente meno efficace dei suoi predecessori e talvolta fatica a suscitare quell'ansia e quei momenti di tensione che hanno finora contraddistinto il franchise dell'universo "The Conjuring". E anche se è un po' un peccato, forse ce lo si poteva anche aspettare.
Già, perché dopo sequel e spin-off e sequel degli spin-off si arriva a un punto in cui non si riesce più di tanto a spremere un'idea, per quanto originale potesse essere all'inizio (qui nemmeno troppo, se si considera che Lorraine e Ed Warren - i personaggi interpretati da Vera Farmiga e Patrick Wilson - sono ispirati a persone realmente esistite).
Il punto è che, pur portando i due protagonisti di "The Conjuring" 1 & 2 in questo film - che di fatto è il diretto spin-off della saga originale con i Warren - la storia non ha abbastanza da raccontare che non sia qualcosa di già visto o esplorato nelle pellicole precedenti e, più che il secondo, è questo terzo capitolo che sembra più un riempitivo a malapena passabile, il tutto solo per convincere i fan a tornare al cinema. Poi, per carità, "Annabelle Comes Home" fa il suo dovere in termini di spaventare il pubblico e raccontare con stile una storia dell'orrore. Il punto è che tutta questa operazione commerciale manca un po' di originalità (c'è chi direbbe anima), soprattutto se paragonata ai precedenti capitoli dell'universo "Annabelle". Va detto però che, a posteriori, le trame dei vari film funzionano abbastanza bene insieme e, specialmente qui, formano un arco narrativo credibile e godibile da seguire. Della serie: come fa la (tremendamente brutta) bambola Annabelle a finire nelle mani degli Warren? Non servivano 3 film per spiegarlo, ma almeno i racconti, nell'insieme, si incastrano. Ed è già qualcosa.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Mckenna Grace, Madison Iseman, Katie Sarife, Michael Cimino.
Box Office: $231.3 milioni
Vale o non vale: I fan del franchise apprezzeranno e, in generale, chi ama gli horror non dovrebbe rimanere deluso. Di base mi aspettavo qualcosa di più, anche se bisogna ammettere che c'è sempre una buona quantità di fantasia combinata a momenti di suspense che tengono lo spettatore incollato allo schermo (anche se qui ci si adagia un po' troppo sull'(ab)uso di rumori improvvisi e ad altissimo volume per spaventare il pubblico). Io personalmente non ho adorato questo terzo capitolo - e mi sento di dire che denuncerei i Warren ai servizi sociali per tenersi in casa un arsenale di oggetti maledetti e potenzialmente infernali con una minorenne che vive nella stanza a fianco - ma, in generale, resto un appassionato dell'universo di "The Conjuring" creato da James Wan.
Premi: /
Parola chiave: Compleanno.
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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 16 gennaio 2021

Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters

Intro: Ero elettrizzato all'idea di ritrovare al cinema il mitico Godzilla e mi sono fiondato in sala non appena ho potuto!
Film 1780: "Godzilla: King of the Monsters" (2019) di Michael Dougherty
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Stefano
In sintesi: onestamente ho molto apprezzato il primo film che, tutto sommato, fa il suo dovere di blockbuster distruggi tutto con curiosi mostri annessi a cui appartengono una serie di versi tanto peculiari quanto interessanti. Quindi "Godzilla" numero 1 per me è stato un sì. Con questo sequel le cose si sono complicate. E senza motivo. C'era bisogno, infati, di scatenare l'estinzione della razza umana, lo sfruttamento della terra e tutto ciò che ne consegue in un prodotto come questo? O, meglio, pur volendosi anche attaccare a questo tipo di tematiche, non si poteva fare in modo di rendere il tutto meno complesso e, in fin dei conti, noioso?
Sì perché, diciamocelo, tutto è questo "Godzilla: King of the Monsters" tranne che un grande spasso. A differenza del primo episodio - che pure si prende il suo tempo per "allestire la scena" - questo nuovo capitolo getta lentamente le basi per far progredire la storia, ma si dimentica di aggiungerci l'elemento spassoso e giocoso che lo spettatore si sarebbe aspettato da un prodotto basato su un mostro gigante che spara laser dalla bocca e passa metà del tempo a gridare come un ossesso. Insomma, per capirci, siamo al cinema per vedere "Godzilla" fare il c*lo a tutti gli altri mostri, della crisi del genere umano che pare essere il vero tema portante di tutta la storia ci frega ben poco, con tutto il rispetto. Anche perché il personaggio che mette in moto tutto questo meccanismo scellerato, la dottoressa Emma Russell (Farmiga), è un personaggio tra l'inutile e l'antipatico che ha bisogno di talmente tanto tempo per spiegare quale sia l'idea dietro al suo progetto, che tutta l'eccitazione per l'avventura e l'azione promesse da questa pellicola si assopiscono a nemmeno mezz'ora dall'inizio della visione.
Insomma, è un po' un peccato che questo sequel sia stato così un buco nell'acqua, le premesse stabilite dal primo "Godzilla" di Gareth Edwards facevano ben sperare mentre qui, purtroppo, ci si è un po' troppo persi in sottotrame e complicazioni innecessarie per riportare certi personaggi sullo schermo e per dare legittimità a una storia che ha bisogno di "realismo" fino a un certo punto. Ci sarà da vedere come si comporterà il prossimo "Godzilla vs. Kong", l'imminente incontro sul grande schermo tra il re dei mostri di questo titolo e il gorilla gigante King Kong (l'appuntamento è per il 26 marzo al cinema e su HBO Max).
Film 724 - Godzilla
Film 726 - Godzilla
Film 912 - Godzilla
Film 1413 - Godzilla
Film 1780 - Godzilla: King of the Monsters
Film 2000 - Godzilla vs. Kong
Film 2268 - Godzilla vs. Kong
Film 2277 - Godzilla x Kong: The New Empire
Cast: Kyle Chandler, Vera Farmiga, Millie Bobby Brown, Bradley Whitford, Sally Hawkins, Charles Dance, Thomas Middleditch, Aisha Hinds, O'Shea Jackson Jr., David Strathairn, Ken Watanabe, Zhang Ziyi.
Box Office: $386.6 milioni
Vale o non vale: Un mix tra disaster + monster movie, questo secondo "Godzilla" funziona solo fino a un certo punto. Gli effetti speciali sono intriganti e i mostri tutto sommato riusciti, ma la trama è poco elettrizzante, Millie Bobby Brown come protagonista rimanda troppo a "Stranger Things" e il tutto risulta ampiamente sottotono. Poi, per carità, si lascia anche guardare, ma non abbiate grandi aspettative.
Premi: Candidato al Razzie per il Peggior Prequel, Remake, Rip-Off o Sequel.
Parola chiave: Orca.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 17 aprile 2019

Film 1548 - The Departed

Intro: Visto solo una volta al cinema, era ora che gli dessi una seconda chance...
Film 1548: "The Departed" (2006) di Martin Scorsese
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: la prima volta che ho visto "The Departed" non mi è piaciuto. L'avevo trovato complicato ed eccessivamente violento. Ma avevo 19 anni, un'estetica e gusti diversi. Rivederlo a 12 anni di distanza ha certamente fatto la differenza: è un bellissimo film, davvero ben fatto. Cast pazzesco, storia intricata ma geniale, ritmo e - che ve lo dico a fare - una regia che spacca;
ricordo che all'epoca non sapessi darmi pace per la presenza della sconosciuta Vera Farmiga, a mio avviso non in grado di mantenere l'altissimo standard recitativo proposto qui. Una grande cazzata: Vera è un'ottima attrice che col tempo ha dimostrato di essere perfettamente in grado di spaziare tra ruoli diversissimi uscendone sempre vincente. Meno male che col tempo le prime impressioni possono essere smentite;
insomma, questa seconda visione è il mio personale mea culpa messo nero su bianco: "The Departed" è un prodotto di grande qualità, capace di intrattenere il pubblico e lasciarlo perfettamente soddisfatto grazie a una serie di colpi di scena non da poco della trama - il film è un remake del cinese "Infernal Affairs" di Alan Mak e Felix Chong - e un altissimo livello del prodotto finale.
Cast: Leonardo DiCaprio, Matt Damon, Jack Nicholson, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Ray Winstone, Vera Farmiga, Anthony Anderson, Alec Baldwin.
Box Office: $291.5 milioni
Vale o non vale: Bel film, ma non per tutti. Non solo dura 2 ore e mezza, ma presenta anche molta violenza e una trama un po' complicata, per quanto esaltante. Se vi piacciono le storie di doppiogiochisti e talpe, gangster vs poliziotti, eccovi il film che fa per voi. Se amate Scorsese o gente come DiCaprio, Damon, Nicholson, Wahlber allora fatevi sotto. Gli altri sappiano a cosa vanno incontro.
Premi: Vincitore di 4 Oscar su 5 nomination (Miglior film, regia, sceneggiatura e montaggio) e 1 Golden Globe per Scorsese su 6 candidature (tra cui Miglior film); 6 candidature ai BAFTA (film, regia, sceneggiatura, montaggio, attore protagonista, attore non protagonista).
Parola chiave: Busta.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 6 dicembre 2017

Film 1450 - The Conjuring 2

Un horror ci voleva e noi sapevamo già quale guardare!

Film 1450: "The Conjuring 2" (2016) di James Wan
Visto: dall'iPad
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Anche se lo avevo già visto al cinema, anche se ero in compagnia, anche se lo schermo era microscopico e anche se parte dei momenti spaventosi potevo anticiparli, ho trovato “The Conjuring 2” nuovamente, piacevolmente terrificante.
Oscuro e disturbante, con l’inquietante figura della suora sempre in primo piano, il film è un secondo capitolo particolarmente efficace che, forse, è addirittura meglio del primo.
Talvolta ho fatto un po’ di confusione durante la visione perché ho involontariamente sovrapposto i ricordi di questa storia a quelli della saga di “Insidious”, per certi aspetti simile: c’è lo stesso protagonista (Patrick Wilson), poi non mancano elementi che rimandano l’uno all’altro (immersioni nell’altra dimensione, il demone anziano); a dirla tutta, poi, ho trovato connessioni ‘di sceneggiatura’ anche con altre pellicole come “Annabelle” 1 e 2 – e vabbé – e “Ouija 2”, ormai similmente orientati allo stesso audience e quindi spesso vicini nel raccontare storie di demoni, possessioni, tavolette magiche, bambini indifesi che devono fronteggiare forze estremamente più potenti di loro. La conseguenza diretta è una sorta di prodotto finale in serie, ma di per sé la cosa non è nemmeno così terribile dato che tutti questi film di fatto funzionano. Il risultato finale, infatti, è molto buono ed risulta sempre un piacere lasciarsi spaventare quando le cose sono fatte per bene. Come qui.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Patrick Wilson, Vera Farmiga, Frances O'Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney, Franka Potente.
Box Office: $320.3 milioni
Consigli: Primo e secondo film della saga sono prodotti di qualità non solo narrativamente, ma anche esteticamente parlando. Entrambi presentano un proprio stile interno comune e un altro proprio legato alla vicenda singolare, quindi al caso presentato. La fotografia qui tendente al blu caratterizza la periferia inglese nebbiosa in cui la storia (vera) è ambientata, connotando inequivocabilmente questo prodotto andandolo a legare a tutta una serie di associazioni mentali (freddo, solitudine, paura). A questo si aggiunge la capacità della trama di avvantaggiarsi di quella serie di elementi tecnici favoriti da effetti speciali, sonoro, montaggio, colonna sonora che vanno a costruire perfettamente atmosfere e spaventi del prodotto finale. Che, lo ribadisco, vale davvero la pena di essere recuperato e guardato rigorosamente al buio.
Buona fortuna.
Parola chiave: Registrazioni.

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Bengi

lunedì 23 gennaio 2017

Film 1286 - Source Code

In montagna ad inseguire i mercatini di Natale di Trento e Bolzano, per la prima serata ci siamo concessi un titolo proposto da Netflix.

Film 1286: "Source Code" (2011) di Duncan Jones
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: La storia di per sé è accattivante fino ad un certo punto (narrativo) e il film alla fine non è un cattivo intrattenimento, anche se l'impressione che ho avuto, come la prima volta che lo avevo visto, è che una volta sveltato il mistero che sta dietro alle ripetizioni all'infinito dello stesso momento, si perda un po' l'attrattiva generale. Volendo sorvolare su certi buchi narrativi.
Il risultato finale è comunque un prodotto insolitamente "pacato" per avere le sembianze del blockbuster e anche quando gli effetti speciali concorrono alla messa in scena della necessaria ricostruzione computerizzata, di fatto la sensazione di fondo è che siano altre le tematiche care alla storia (amore, vita dopo la morte, obbedienza cieca, confronto fra l'autorità e la propria coscienza umana). Questo fattore incide e fa sì che una pellicola che sarebbe potuta essere tutta testosterone e poco altro, giovi di un approccio più delicato e consegni allo spettatore sì, la dose d'azione e fantascienza che cercava, ma che si prenda anche il suo tempo per approfondire altro oltre ad esplosioni ed attentati.
Film 267 - Source Code

Cast: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Michael Arden, Russell Peters, Scott Bakula.
Box Office: $147.3 milioni
Consigli: Non un capolavoro, ma sicuramente un prodotto buono per passare una serata all'insegna del cervello in fase relax. Bei protagonisti (Gyllenhaal e Monaghan), storia curiosa ed happy ending metafisico che personalmente mi ha rovinato un po' il senso del tutto, ma la scelta del quale posso capire nel momento in cui si punta ad una platea globale.
Parola chiave: 8 minuti.

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Bengi

venerdì 12 agosto 2016

Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield

Non vedevo l'ora di vederlo! Ho aspettato un mese che, dall'uscita in America, finalmente arrivasse anche da noi e ho convinto Erika ad accompagnarmi a vederlo dato che gli horror, di base, sono il nostro genere...!

Film 1190: "The Conjuring - Il caso Enfield" (2016) di James Wan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika
Pensieri: Secondo appuntamento cinematografico con i coniugi Warren, seconda storia tratta dalle vere esperienze dei due protagonisti - attenzione agli agghiaccianti titoli di coda -, "The Conjuring 2" prova non solo che il franchise è più solido che mai, ma che James Wan riesce a mantenere le promesse. Senza volergli (e volerci) portare sfiga, diciamo che si sta davvero affermando quale il re dell'horror ("Saw - L'enigmista", "Insidious" 1 & 2, questa saga).
Capace di grande suggestione, costruito attorno all'attesa e l'angoscia, questo film riesce davvero a non deludere le alte aspettative dopo un primo capitolo ben riuscito. Chiaramente molto del merito va al ritrovato e affiatato duo Vera Farmiga + Patrick Wilson, anima di una storia che non cede al solo fascino dell'orrifico, ma riesce ad articolarsi in una trama ben contestualizzata e raccontata con abbondanza di particolari. Prima di arrivare alla vera parte paurosa, infatti, lo spettatore è abbondantemente immerso nella vicenda, che la prende davvero alla lontana: nel borgo londinese di Enfield, nel 1977 la famiglia Hodgson inizia a essere soggetta ad apparenti presenze demoniache. Le dinamiche del caso richiederanno non poco tempo e numerose verifiche, prima che non solo la giovane Janet sia creduta, ma che addirittura vengano contattati i due coniugi esperti di paranormale. Non basta: ad inizio pellicola Lorraine avrà una visione sulla morte del marito - la stessa di cui si parla nel primo film - in cui sono coinvolti una suora e un palo. Inutile dire che non passerà molto prima che la premonizione tenti di realizzarsi.
Dunque un buon ritorno ai temi dell'occulto grazie ad una storia apparentemente vera capace di far accapponare la pelle. Demoni, possessioni, scricchiolamenti e seminterrati a dir poco inquietanti sono tutti elementi che caratterizzano il caso Enfield, rimescolati in salsa Wan, regista evidentemente dotato da questo punto di vista e in grado di produrre una suspense partciolarmente efficace e assolutamente non facile da trovare nei prodotti simili contemporanei, tutti effetti speciali e 0 sostanza. Qui, diversamente dal solito, non sono pochi i momenti in cui si salta sulla poltrona - e con piacere! - e nonostante gli spaventi, l'ansia e la paura, non si smetterebbe mai di seguire le "avventure" degli Warren. Inquietanti, ma davvero magnetiche!
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Frances O'Connor, Madison Wolfe, Simon McBurney, Franka Potente, Lauren Esposito.
Box Office: $317.8 milioni
Consigli: Successone al botteghino, stesso incasso del primo film (ma è costato il doppio, ovvero 40 milioni di $), critica soddisfatta e una marea di spaventi. Questo, in breve, il riassunto di una pellicola che è un sequel, ma anche un titolo perfettamente codibile anche in solitaria. Pauroso, inquietante e con uno spin-off dedicato alla suora in arrivo, la saga di "The Conjuring" al momento sembra in gran forma. Gli amanti dell'horror ben fatto dovrebbero apprezzare.
Parola chiave: Valak.

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lunedì 1 agosto 2016

Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring

In preparazione del secondo film in uscita, ho tentato di iniziare Poe alla famiglia Warren...

Film 1179: "L'evocazione - The Conjuring" (2013) di James Wan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe (nel primo tempo); nessuno
Pensieri: In vista dell'uscita di "The Conjuring 2" ho voluto ripassare il primo capitolo che, ricordavo, mi aveva lasciato una buona impressione, pur non ricordando i dettagli. Credo fosse un meccanismo di difesa.
Dopo l'abbandono di Poe alla prima avvisaglia di possessione demoniaca, ho deciso di continuare la visione casalinga (grazie a Netflix) da solo e di sera, il quale connubio non è stato dei più felici in termini di relax post visione. Perché, va detto, basta essere un minimo suggestionabili - o nella situazione giusta - e "The Conjuring" funziona alla grande.
Grazie alla combinazione coniugi Warren + demoni, senza contare che si tratta di una pellicola tratta dai racconti di persone in carne ed ossa, la storia riesce davvero a condizionare lo spettatore, incuriosito da una trama dell'orrore ben architettata e spaventato da ciò che potrebbe nascondersi dietro la prossima porta che si apre da sola.
Dunque se l'horror in generale - e quello ben fatto in particolare - sapete che vi lascia più incubi che bei ricordi, meglio lasciar stare questo mix di spavento e biopic perché non sono poche le ansie che è in grado di generare in chi guarda: seminterrati bui, battimani col fantasma, alberi dell'impiccato, sinistri cigolii sono solo alcuni degli elementi che compongono la trama di questo film dell'orrore ben fatto e realizzato con cura. Molte suggestioni, ottima atmosfera (e zero splatter) per un risultato che è uno spaventoso e inquietante piacere.
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Cast: Vera Farmiga, Patrick Wilson, Ron Livingston, Lili Taylor, Shanley Caswell, Hayley McFarland, Joey King, Mackenzie Foy.
Box Office: $318 milioni
Consigli: Il film è "L'evocazione - The Conjuring", i protagonisti sono gli Warren, ma la casa infestata è quella di "The Amityville Horror". Uno sguardo parallelo ad un evento raccapricciante e inquietante raccontato da un punto di vista inusuale e maledettamente ben ricostruito. Non a caso ha generato uno spin-off e un sequel che sono stati due successi.
Qui la differenza la fanno - oltre l'ottima regia di Wan e le perfette ricostruzioni 70s, i protagonisti Patrick Wilson e soprattutto Vera Farmiga, in grado di rendersi magnetici e intriganti tanto quanto le teorie e i racconti che propongono. Insomma, un ottima scelta di cast e un risultato finale che gli appassionati non possono assolutamente perdersi.
Parola chiave: Carillon.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 8 febbraio 2016

Film 1064 - The Judge

Poe non lo aveva visto ed era interessato a recuperarlo, perciò non ho perso tempo!
Film 1064: "The Judge" (2014) di David Dobkin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Comprato il dvd - e la confezione era pure vuota! - ho recuperato appena possibile questa pellicola, che mi era molto piaciuta. Da sempre mi appassiono a storie ambientate in tribunali, con i protagonisti avvocati che promuovono la loro arringa o giocano la carta vincente all'ultimo secondo, con il testimone alla sbarra che rimane spiazzato dalla rivelazione appena appresa. Ecco, anche "The Judge" è un titolo un po' così, fatto di molti di questi elementi che io gradisco.
In aggiunta abbiamo il dramma familiare in piena esecuzione, il tema del ritorno a casa del figliol prodigo, la cittadina di provincia soffocante, i primi amori, le cose non dette e lasciate indietro e tutta un'altra serie di temi che contornano la pellicola di Dobkin di quell'aura meno unicamente giurisprudenziale e più caratterizzante a tutto tondo. Non siamo di fronte al capolavoro, ma io ho davvero gradito pure questa seconda volta.
Film 819 - The Judge
Cast: Robert Downey, Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D'Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Billy Bob Thornton, Leighton Meester, Balthazar Getty, Denis O'Hare, Ken Howard, David Krumholtz.
Box Office: $84.4 milioni
Consigli: Candidatura all'Oscar per Robert Duvall nei panni del giudice del titolo, un ottimo cast di comprimari, una storia sufficientemente intrigante dall'inizio alla fine, una bella fotografia. Io questo "The Judge" lo consiglio.
Parola chiave: Cancro.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 18 novembre 2014

Film 819 - The Judge

Un cast molto interessante e un titolo aperto che lasciava ben sperare... Potevo, forse, perdermelo?

Film 819: "The Judge" (2014) di David Dobkin
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ammetto che il mio interesse per questa pellicola è derivato principalmente dal fatto che, visto il red carpet all'ultimo Toronto Film Festival, mi avesse incuriosito lo strano duo Downey Jr.-Duvall con annessa Vera Farmiga per un titolo che suggeriva giuria, tribunale e un possibile genere thriller per cui non potevo chiedere di meglio. Alla prima occasione, quindi, subito al cinema!
La vera paura che mi ha assalito, però, è stata quella di non riconoscere praticamente niente di quello che mi aspettavo nella prima parte del film. Downey Jr. è, sì, un avvocato e Duvall è, sì, un giudice, ma per il resto si parlava di lutto, dinamiche famigliari arrugginite e precarie e il solito confronto-scontro tra grande città e realtà paesana che è tanto cara e presenta nella filmografia americana. Insomma, la prima mezzora-quaranta minuti mi ero un po' spaventato. Non volevo un dragone familiare alla "August: Osage County", per capirsi.
Passato l'inizio, però, con un introduzione minuziosa ma un po' lenta, la storia prende la piega da me sperata e il tutto si fa discretamente interessante. Dove prima c'era solo un durissimo padre incazzato nero con il figlio con cui a malapena parla, ora c'è una persona anziana che è in un enorme guaio - pare che abbia investito un tizio per la strada - e suo malgrado dovrà farsi aiutare dal figlio avvocato con cui a stento parla per difendersi nello stesso tribunale in cui ha lavorato per una vita come giudice. Ecco, questo è il vero succo della storia.
Per quanto abbia gradito la piega giudiziaria presa dal film, mi sono dovuto scontrare con il disgusto per la figura paterna interpretata da Duvall - che, tranquilli!, avrà modo di spiegare le sue motivazioni, figuriamoci... - e la cosa non è stata per nulla facile. Un uomo duro e chiuso con il figlio - che, tranquilli!, ha le sue colpe ma potrà redimerle... - ma che con gli altri è affettuoso e disponibile, un uomo retto, fiero e testardo che, dopo un po', stufa lo spettatore che non ne capisce le motivazioni. Questo aspetto disorientante della storia è forse un po' troppo calcato e rischia di distrarre chi guarda dalla questione giudiziaria che certo sarebbe più interessante, considerato che il giudice pare proprio abbia investito la persona (ex galeotto che aveva fatto precedentemente incarcerare), ma non si ricorda di averlo fatto.
Le vicende, nel finale, regalano allo spettatore quello che stava cercando, mitigando l'aspetto familiare in favore di meccanismi processuali che metteranno in scena la macchina della giustizia in piena fase di lavorazione. Molto del merito in questo caso va proprio a Downey Jr. - che mica un po' Tony Stark e un po' Sherlock Holmes in panni civili -, ma anche a Billy Bob Thornton, avvocato dell'accusa serio e concentrato, promessa di una lotta senza esclusione di colpi alla sbarra che, nonostante l'aspetto pulito e di certo non aggressivo, riesce nell'intento di mettere in pratica le minacce che promette.
Insomma, mi pare si possa suddividere questa storia in due parti ben distinte, quella sulla famiglia Palmer e quella relativa al processo giudiziario per il giudice Joseph Palmer. Diciamo che, per quanto "The Judge" sia un film che funzioni, il vero problema di fondo è che le due storie che lo costituiscono non riescono mai bene a fondersi in una. La sensazione è sempre quella che, di scena in scena, sia possibile distinguere a quale delle due porzioni di storia si stia assistendo, limitando così l'effetto di omogeneità che un film dovrebbe avere. Questo 'dualismo' è presente in tutta la vicenda, essendo che la storia oppone la figura patriarcale a quella del figlio, la verità alla menzogna, la famiglia all'individuo e, al di fuori, la metropoli alla cittadina di periferia. Insomma, molti degli elementi principali della storia sembrano suggerire questa impostazione.
In generale, comunque, ho gradito questa pellicola e l'ho trovata abbastanza interessante e piacevole da seguire. E' abbastanza conforme alle mie aspettative e i miei gusti in fatto di titoli di genere thriller con numerosi elementi giuridici e qualche verità nascosta da riportare a galla, quindi ho apprezzato il lavoro fatto qui. Al di fuori delle mie preferenze personali, mi rendo conto che questo sia un prodotto non esattamente commerciale di massa (per quanto i 50 milioni di dollari di budget parrebbero suggerirlo) e che ci sia qualche carenza narrativa - come per esempio una certa stereotipazione generale -, però credo si possa dire serenamente che vedere "The Judge" può piacere ed intrattenere lo spettatore per 141 minuti anche interessanti.
Film 1064 - The Judge
Box Office: $73.4 milioni
Consigli: Robert Downey Jr. e Robert Duvall veri protagonisti di questo film sono un padre e un figlio agli opposti che, a prima vista, parrebbero non riuscire a sopportarsi. La storia li costringerà a doversi confrontare, fino a risalire la china dei loro problemi arrivando al confronto. Nel mezzo ci sono una serie di personaggi-spalla piuttosto famosi (Vera Farmiga, Vincent D'Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Billy Bob Thornton, Leighton Meester), una vicenda giudiziaria pesante, un lutto e una serie di verità che verranno a galla. Insomma, sulla carta una storia che promette bene. Di fatto bisogna tenere in considerazione che la narrazione è un po' lenta e prima che il processo cominci l'orologio segnerà lo scorrere di non poco tempo. Presi in considerazione questi aspetti, secondo me vale la pena di dare una chance a questo film, sia per vedere Downey Jr. in un contesto alternativo al blockbuster, sia per apprezzare un grande attore come Duvall alle prese con una nuova sfida cinematografica. Non è un film leggero, ma ha certi buoni elementi intriganti e interessanti, oltre che un buon cast e due ottimi protagonisti.
Parola chiave: Incidente.

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Bengi

martedì 3 settembre 2013

Film 578 - L'evocazione - The Conjuring

Premesso che non mi è dispiaciuto come film, devo dire che ho però trovato faticoso riuscire a ricostruire la trama nella mia mente. Strano più che altro perchè l'ho visto due settimane fa. Per riuscire a ricordare gli avvenimenti narrati sono stato costretto ad andarmi a leggere la trama su Wikipedia...


Film 578: "L'evocazione - The Conjuring" (2013) di James Wan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Diciamo che il mio vuoto di memoria nei confronti di questa pellicola non è un buon segno preliminare, ma rileggendone la trama mi sono ricordato che di fatto questo "The Conjuring" ha i suoi buoni momenti horror. Il tutto si basa sostanzialmente sulle due brave attrici femminili comprimarie, Vera Farmiga e Lili Taylor, la prima nei panni dell'investigatrice del parannormale e chiaroveggente Lorraine Warren, la seconda in quelli di una posseduta. A mio avviso è grazie a loro se la storia funziona e, soprattutto, il giochino del paranormale regge nonostante il genere sia tutt'altro che fresco e pieno di nuove proposte.
Anche qui infatti si tratta di una solitaria casa in mezzo alla natura che finirà per scoprirsi essere stata sede di una serie di delitti, il primo cominciato da tale Bathsheba, plausibilmente pazza signora accusata di stregoneria nell'800, che aveva sacrificato il suo bambino in nome di Satana. Ergo, non è che la trama del film sia esattamente esondante di novità legate al genere dei film di paura (c'è anche un esorcismo, giuro!).
Alcune scene, comunque, riescono a mettere una buona dose di ansia e inquietudine: principalmente quelle del carillon e i numerosi momenti 'primissimo piano del fantasma-musica altissima da piccolo infarto'.
Tutto sommato "L'evocazione - The Conjuring" fa il suo pauroso dovere, piazzando con coscienza tutti gli elementi costitutivi di un buon horror made in USA che si rispetti. Gli anni '70 sono ben ricostruiti, le location suggestive e la fotografia curatissima, tutto a comporre un puzzle dell'orrore che funziona alla grande per i 112minuti di pellicola.
Il problema, come al solito, è che avevo letto davvero grandi cose a proposito di questo prodotto cinematografico, specialmente riguardo ad una trama che avrebbe lasciato senza fiato. Sarà che io l'ho visto in casa, sarà che non ero da solo, comunque non sono rimasto particolarmente impressionato da questo prodotto. Mi colpisce pensare che sia ispirato da una storia vera, ma a parte questo ho trovato "The Conjuring" un ben fatto (come molti altri) prodotto cinematografico legato al mondo dell'occulto e della paura, piacevole e che fila. Carino. Punto.
Ps. Non mi è chiara, esattamente, tutta la b-side story della bambola (anche nella locandina del film!) che, di fatto, mi pare di aver capito non c'entrare nulla con l'episodio della strega + maledizione sulla casa narrato qui. Sono ancora a domandarmi quale fosse il senso di inserirci quest'inquietante figura, se non in previsione di un secondo capitolo...
Film 578 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1179 - L'evocazione - The Conjuring
Film 1190 - The Conjuring - Il caso Enfield
Film 1450 - The Conjuring 2
Film 2029 - The Conjuring: The Devil Made Me Do It
Film 2412 - The Conjuring: Last Rites
Film 804 - Annabelle
Film 1157 - Annabelle
Film 1405 - Annabelle: Creation
Film 1657 - Annabelle: Creation
Film 1782 - Annabelle Comes Home
Film 1673 - The Nun
Film 1774 - The Curse of La Llorona
Consigli: In alcuni passaggi mi ha ricordato "Il rito" e "Amityville Horror", ma anche "The Possession" nella parte dell'esorcismo finale. Qualitativamente "L'evocazione - The Conjuring" è meglio di questi ultimi tre, sia per trama che per il risultato finale. Di fatto è un buon blockbuster ($243,327,000 di incasso mondiale ad oggi) che funziona benissimo per intrattenere durante una serata tra amici. Forse vederlo da solo mi avrebbe fatto un effetto diverso...
Parola chiave: Battimani (questo sì che è un gioco inquietante!).

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#HollywoodCiak
Bengi

domenica 19 giugno 2011

Film 267 - Source Code

Si torna al cinema per una pellicola tra azione, avventura e fantasy!


Film 267: "Source Code" (2011) di Duncan Jones
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Michele
Pensieri: “Source Code” è un film commerciale che, alla resa dei conti, si è rivelato meno redditizio del previsto. Nonostante le buone premesse (regia giovane di Duncan Jones, figlio di David Bowie, il buon vecchio Jake Gyllenhaal in compagnia dell’anonima Michelle Monaghan e della quasi Oscar – nel 2010 – Vera Farmiga, una trama intricata ma interessante, effetti speciali ben resi) l’incasso U.S.A. è stato relativamente basso ($53.850.556) per un film di ampio consumo come questo.
Tralasciando ciò, comunque, posso dire che la pellicola sia decisamente carina. Ripetitiva nelle parti del ricordo in 8 minuti, ma del resto era inevitabile. Un po’ deludente la scoperta del 'cattivo' di turno, più che altro perché manca un po’ di pathos una volta riconosciuto il colpevole. Le ragioni, poi, del suo gesto non aggiungono nulla ai motivi 'epici' dei bad boys della filmografia americana.
Scivolone finale con piega mistico–etica che rovina leggermente il retrogusto thriller del film, ma tutto sommato spinge quantomeno a porsi degli interrogativi e perfora la barriera del paradosso fisico presentando uno sviluppo di trama che – troppo frettolosamente – introduce a un happy ending (necessario in un film come questo) alternativo su cui si potrebbe addirittura sviluppare un’altra pellicola.
Insomma, piena sufficienza per “Source Code”, forse più ‘mentale’ di quanto si sperasse di vedere, ma pur sempre di piacevole intrattenimento (nonostante le due attrici protagoniste – Monaghan e Farmiga – a me indigeste) con una punta di interrogativo etico che, all’uscita dalla sala, richiede allo spettatore persino di porsi qualche domanda.
Film 1286 - Source Code
Consigli: Dopo "Moon" Duncan Jones si cimenta col genere commerciale e non sbaglia. Meglio stargli dietro e non perderlo di vista!
Parola chiave: Tempo.

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Ric

martedì 16 febbraio 2010

Film 77 - Tra le nuvole

Dato che al cinema, con i biglietti gratis, io e Ale eravamo riusciti a perdercelo in favore di quel capolavoro di oscenità che è "Baciami ancora", abbiamo dovuto scaricarlo per dare un'occhiata a uno dei film della stagione che parrebbe voler farla da padrone. Sarà vero?


Film 77: "Tra le nuvole" (2009) di Jason Reitman
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Ale
Pensieri: Perchè mi sa un po' di "Michael Clayton" in chiave scanzonata? Sarà che il protagonista è lo stesso (George Clooney in Canalis) e che il suo lavoro è sempre sgradevole: o risolve/copre/insabbia cosucce che non si devono sapere o è un mercenario del licenziamento. Insomma, tralasciando atmosfere e toni ci ho visto qualche somiglianza.
Comunque è cominciato il countdown per gli Oscar di marzo e anche io mi metto in riga, prontissimo a vedermi i film mancanti che quest'anno concorrono per la statuetta. Tra i favoriti, con 6 nomination, questo "Tra le nuvole" pareva il capolavoro del 2009 che non si poteva prescindere dal vedere.
In realtà credo che questa commedia un po' desolante sulla particolarissima visione della vita di un uomo che si sente a casa solo non essendoci mai, non vincerà una svalangata di Oscar come i rumors vorrebbero, ma si aggiudicherà, forse, qualcosa di contorno. Magari un bel premio alla sceneggiatura Jason Reitman se lo merita tutto. Ma regia e categorie attoriali dubito, men che meno il miglior film.
Però non si può proprio dire che non sia gradevole, tutto sommato. Forse che il finale sia quello - ma proprio quello - ad un certo punto te lo aspetti, perchè lui scongela finalmente i suoi sentimenti e non poteva essere tutto così facile. Magra consolazione quella della carta speciale per le 1000 miglia, che perde di valore paragonata al momento in cui arriva.
Tutto sommato è un lavoro onesto e ben fatto, anche se mi ero immaginato qualcosa di un attimo più serio. Certi momenti un po' da mestruata di Natalie (Anna Kendrick) non me li aspettavo, perchè dal trailer l'idea che mi ero fatto del suo personaggio era molto più rigida, competente e professionale.
In ogni caso ho trovato gradevole anche quella specie di ibrido trans-gelido che è Vera Farmiga, una che non tollero solitamente (ma l'avete vista 'recitare' in "The Departed"?!) che, però, qui non solo sembra umana nonostante gli occhi di ghiaccio, ma mi è pure piaciuta (scena di nudo: 10! Complimenti!). Riesce a rendere elegante qualsiasi vestito abbia in dosso. Non è da tutte, bisogna ammetterlo.
Clooney, invece, mi pare sempre uguale a sé stesso. Io, a parte per " L'uomo che fissa le capre", non noto la differenza con altri film di e con George che ho visto. Sicuramente è bravo in questa parte, ma non vorrei che fosse perchè ormai è specializzato NELLA parte...
Insomma, per tirare un po' le somme, questo film è caruccio. Non sarà il migliore dell'anno, ma sicuramente vale la pena di passare una serata in sua compagnia. Per poi sparlare della coppia più gossippata dopo i Brangelina: i Cloonalis!
Ps. Come per ogni commedia agrodolce che si rispetti, come per ogni film del moderno (e odierno) umorismo americano, è previsto un ruolo per Jason Bateman, uno che pare amico di tutti. Alcuni dei film più famosi in cui potete trovarlo: "L'isola delle coppie", "State of Play", "Hancock, "Non mi scaricare", "Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie", "Juno", "Ti odio, ti lascio, ti... ", "Palle al balzo - Dodgeball " e "La cosa più dolce". Niente male per uno che se citi il suo nome a chiunque per strada non verrebbe nemmeno identificato...
Consigli: L'aereo come una casa, l'aeroporto come luogo di riposo: la visione ideale per chi ha paura di volare!
Parola chiave: Natalie: "Questo è razzismo!" Ryan: "Sono come mia madre, mi affido agli stereotipi: si fa prima!"



Ric