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lunedì 2 dicembre 2019

Film 1686 - Call Me by Your Name

Intro: Dovevo decisamente rivederlo.
Film 1686: "Call Me by Your Name" (2017) di Luca Guadagnino
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Jenny
In sintesi: lo volevo rivedere principalmente perché la prima volta - erroneamente - mi aspettavo "Brokeback Mountain", per cui in parte avevo aspettative irrealistiche. La realtà è che "Call Me by Your Name" è un bel film ben fatto, che dà voce a un ragazzino alle prime esperienze con il sesso e la sessualità, in un Paese durante un certo momento storico non esattamente progressista.
Personalmente ho sentito, di nuovo, una forte connessione con il protagonista Elio (Chalamet) e la sua storia amorosa giovanile, un primo impatto con l'omosessualità che sa molto di qualcosa che vuoi e vorresti abbracciare, ma che risulta al contempo proibita e irraggiungibile. Come la love story con lo studente straniero Oliver (Hammer), un sogno che, seppur si realizzi, rimane comunque tale. Non a caso il finale è struggente, come lo sono i primi amori che ci colgono alla sprovvista.
Film 1530 - Call Me by Your Name
Film 1686 - Call Me by Your Name
Film 2262 - Call Me by Your Name
Cast: Timothée Chalamet, Armie Hammer, Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois.
Box Office: $41.9 milioni
Vale o non vale: Il libro da cui è tratto è bellissimo e il film ne è una ben fatta trasposizione. I sentimenti e la profondità ci sono, la colonna sonora è spettacolare, Timothée Chalamet fa innamorare, Armie Hammer fa sognare. Poi io un nudo femminile non ce lo avrei messo (o lo avrei bilanciato con un maschile), detto questo, da vedere.
Premi: Candidato a 4 premi Oscar, tra cui Miglior film e attore protagonista (Chalamet), ha vinto per la Miglior sceneggiatura; il film ha vinto anche il BAFTA nella stessa categoria. 3 nomination ai Golden Globes (film, attore protagonista, attore non protagonista) e 2 ai Grammy (Best Compilation Soundtrack for Visual Media e Best Song Written for Visual Media). 2 David di Donatello vinti per Migliro sceneggiatura e canzone originale su 12 nomination (tra cui Miglior film e regia, ma niente per gli attori).
Parola chiave: Pesca.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 3 ottobre 2016

Film 1220 - Mission Blue

Tra le proposte documentaristiche di Netflix.

Film 1220: "Mission Blue" (2014) di Robert Nixon, Fisher Stevens
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: "It focuses on Earle's life and career as well as her Mission Blue campaign to create a global network of marine protected areas." (Wikipedia)
Questo lo scopo di un documentario che tanto approfondisce la storia personale, le battaglie, i successi e le speranza di una visionaria come Sylvia Earle, biologo marino ed esploratrice, mancando però in parte di risultare efficace sulla questione pratica del "cosa fare". Mi rendo perfettamente conto, sia chiaro, che non sia negli scopi di un documentario fornire soluzioni pratiche, ma nel momento in cui "Mission Blue" decide di riportare la violenza dell'intervento umano sull'ecosistema marino, denunciandone giustamente gli abusi, lo sfruttamento industriale e il poco rispetto di flora e fauna, io spettatore allora mi aspetto una proposta, un suggerimento, qualcosa di concreto che gridi al mondo non solo quanto inesorabilmente stiamo danneggiando il nostro pianeta, ma anche come salvarlo. Me lo aspetto perché dopo un'ora di allarmismi a dir poco apocalittici, non posso che chiedermi: quindi adesso che si fa, muoriamo tutti o c'è una soluzione? Quelli di "Mission Blue" ce l'hanno una soluzione? La Earle ce l'ha. Piccola, ma la propone: le aree marine protette. Il documentario e gli specialisti che interroga, invece, no.
Questione propositiva a parte, quello raccontato qui è un documentario abbastanza interessante, anche se forse davvero troppo allarmista se poi si considera che non ha alcun progetto di salvaguardia da raccontare. Quello che tratta molto, invece, è la vita personale della sua protagonista, che percorre dalla nascita ai tempi presenti; va detto che se il prodotto finito funziona bene è anche - e forse soprattutto - grazie alla capacità comunicativa di Sylvia Earle, non solo personaggio interessante ma anche persona in grado di far appassionare chi guarda o ascolta, di far capire con semplicità e trasmettere la sua passione e il suo coraggio. Davvero una donna unica. "Mission Blue" è, in pratica, la sua storia e la si ascolta volentieri.
Ps. Sì, c'è anche James Cameron.
Cast: Sylvia Earle, James Cameron, Michael deGruy.
Box Office: /
Consigli: Se soffrite d'ansia è meglio lasciar perdere perché si tratta di un documentario che non lascia particolare spazio all'ottimismo, soprattutto nella seconda parte. Se amate le biografie di personaggi interessati, unici nel loro genere, oppure siete affascinati dal mare e dalle sue meraviglie, "Mission Blue" è certamente un buon candidato.
Parola chiave: Oceano.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi