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mercoledì 13 ottobre 2021

Film 1838 - A Cure for Wellness

Intro: Così, all'improvviso, mi era tornata in mente questa pellicola. E perché non recuperarla, dato che Eric non l'aveva mai vista?

Film 1838: "A Cure for Wellness" (2016) di Gore Verbinski
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: non che questo film sia un capolavoro, ma l'idea su cui la storia si basa è sufficientemente inquietante (per quanto non originale in assoluto) da funzionare.
Onestamente non capisco perché "A Cure for Wellness" non abbia avuto alcun riscontro con il pubblico - l'incasso è imbarazzante considerando che il film è costato 40 milioni di dollari - e ricollego un po' la sua performance deludente a un cast privo di appeal hollywoodiano, ai 146 minuti di durata e, da non sottovalutare, la data di uscita in febbraio, un mese che non è certo sinonimo di orrori e paura.
Detto ciò, e considerati tutti i limiti della storia specialmente nel finale, rimane il fatto che questo non sia un titolo malvagio e che, tutto considerato, il film in sé funzioni. Soprattutto grazie alla visione di Verbinski e a una coesa estetica d'insieme molto particolare. Vedere per credere.
Film 1337 - La cura dal benessere
Film 1838 - A Cure for Wellness
Cast: Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Harry Groener, Celia Imrie, Lisa Banes, Godehard Giese.
Box Office: $26.6 milioni
Vale o non vale: Non ricordavo molto la storia, per cui è stato a tratti come vederlo la prima volta (con la differenza che questa volta mi è piaciuto di più). Non un capolavoro e sicuramente nemmeno il classico horror americano, ma certamente un titolo da tenere presente se si fosse in cerca di qualche spavento più psicologico e mentale.
Premi: /
Parola chiave: Water.

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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 27 agosto 2018

Film 1506 - Valerian e la città dei mille pianeti

Intro: quando si parla in termini di gigantesco flop al botteghino e pessime critiche sono sempre piuttosto interessato a recuperare il titolo sfortunato, soprattutto quando non mi sarei mai aspettato le cose potessero mettersi così male...
Film 1506: "Valerian e la città dei mille pianeti" (2017) di Luc Besson
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: in realtà non è così terribile come tutti hanno detto. Non so dire se rifletta o meno il lavoro dei creatori del fumetto francesce ("Valérian and Laureline" scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières), di sicuro quello che ho visto per quanto riguarda la versione cinematografica non mi ha negativamente colpito come non mi ha positivamente stupito. Un prodotto fatto per essere spettacolare, colorato, veloce. Manca sicuramente di originalità, un taglio più personale, ma per il resto siamo nella media;
non credo che portare Rihanna ancora sullo schermo aiuti. Non c'è un suo film che sia stato un vero successo, sempre messi flop. Penso sia erroneo ritenere che sia in grado di richiamare gente al cinema come, invece, riesce a fare negli stadi;
uno dei più grandi problemi di "Valerian and the City of a Thousand Planets" è la mancanza di star. Né DeHaan né Delevigne sono protagonisti sufficientemente famosi e il contorno di protagonisti non aiuta particolarmente. In ogni caso il cast non è un vero problema a livello di risultato finale, anche Delevigne riesce a cavarsela nonostante la derivazione fashion, piuttosto che attoriale. Forse il problema generale di questa operazione è che ha sbagliato le tempistiche e i modi (non c'è nulla che non abbiamo già visto in "Star Wars", "Guardiani della galassia", "Star Trek" e compagnia); Besson pensa sempre in grande, vede in grande e realizza in grande. Gli va dato certamente questo credito, uno dei pochi fuori dalla cerchia degli studios hollywoodiani che rischia con film del genere. Non sempre può andare bene.
Cast: Dane DeHaan, Cara Delevingne, Clive Owen, Rihanna, Ethan Hawke, Herbie Hancock, Kris Wu, Rutger Hauer, John Goodman, Elizabeth Debicki, Ola Rapace, Mathieu Kassovitz.
Box Office: $225.9 milioni
Vale o non vale: non è una brutta pellicola, sicuramente un risultato sufficiente a intrattenere lo spettatore tramite effetti speciali che producono immagini coloratissime e portano in vita universi multiformi davvero particolari. Detto ciò, il film non aggiunge nulla alla filmografia di fantascienza.
Premi: /
Parola chiave: Wicked.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 15 dicembre 2017

Film 1458 - Tulip Fever

Qui in Australia le città erano tappezzate dei poster di questo film che, tra l'altro, presenta come protagonista la mia amata Alicia Vikander. Potevo forse astenermi dal vederlo?

Film 1458: "Tulip Fever" (2017) di Justin Chadwick
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: Esteticamente molto curato, il film non riesce però ad andare oltre la rappresentazione da dipinto, rimanendo perfettamente bidimensionale nei confronti di una storia d’amore più sensazionale sulla carta che nella realtà. La colpa è di una trama spesso confusa che prova a riorientare le reminiscenze a “La ragazza con l’orecchino di perla” dovendone necessariamente distanziarsi quel tanto che basti a caratterizzare sufficientemente il prodotto in questione come qualcosa di più nuovo e diverso possibile. Nonostante la derivazione da romanzo di successo (di Deborah Moggach), questo non basta ad assicurare a “Tulip “Fever” gli elementi necessari ad una stoira intrigante, coinvolgente e romantica.
Le pene d’amore dei due giovani protagonisti - che a dirla tutta sembrano più due adolescenti – non riescono ad essere ben trasmesse allo spettatore, fallendo nell’agganciare quello che di fatto sarebbe il pubblico di riferimento di un prodotto come questo. Privato dell’aspetto amoroso (la tresca della servetta è più intrigante), ci si aspetterebbe almeno l’approfondimento dell’interessante titolo, ma di fatto non è così. Nonostante la rappresentazione della speculazione sui bulbi di tulipani nell’Amsterdam del 17esimo secolo, la questione resta troppo marginale per dirsi trattata a sufficienza, il che è un peccato. Fuorviati da un marketing che non ha mancato di spingere in tale direzione, in realtà la febbre da tulipano rimane un accenno, seppur molto urlato…
Alicia Vikander si conferma una protagonista capace in grado di sostenere il film sulle sue spalle. Non manca, scopriremo, di una certa vena comica (befferà il marito Christoph Waltz) anche se naturalmente il film è orientato principalmente su quella drammatica. Da questo punto di vista il personaggio di Sophia. Si rivelerà un po’ troppo confuso e a volte troppo difficile da decifrare, tanto da compromettere, appunto, il processo empatico con il pubblico.
Tutto sommato, quindi, la pellicola non riesce a proporre una storia d’amore passionalmente trascinante, né è capace di un approfondimento storico che vada oltre le quattro mura in cui la vendida dei tulipani venga effettuata. Inoltre la costruzione dei personaggi è poco elaborata e rimane bloccata a una serie di stereotipi comuni al genere di questa pellicola (c’è il marito vecchio e scemo,, la servetta a volte amica e a volte stronza, il pittore innamorato, la vecchia suora saggia e spiccia) In definitiva “Tulip Fever” è un prodotto piatto ed esteticamente molto bello, quasi più un esercizio di stile che un prodotto cinematografico che abbia in effetti qualcosa di nuovo da raccontare.
Cast: Alicia Vikander, Dane DeHaan, Zach Galifianakis, Judi Dench, Christoph Waltz, Cara Delevingne, Tom Hollander, Matthew Morrison, Kevin McKidd, Douglas Hodge.
Box Office: $7.9 milioni
Consigli: Gli amanti del genere romantico ambientato in epoche storiche più o meno lontane gradiranno un prodotto esteticamente molto curato e bello da guardare. Manca di generare vero interesse quando si tratta dei due protagonisti innamorati – il che è un problema -, ma rimane un titolo guardabile ed essenzialmente innocuo. Non granché, ma pur sempre buono per una serata priva di pretese..
Parola chiave: Ripensamento.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 6 aprile 2017

Film 1337 - La cura dal benessere

Ero deciso a non perdermelo già da quando avevo visto il trailer in inglese. Poi, finalmente uscito in Italia, anche Poe si è incuriosito e ci siamo fiondati a vederlo.

Film 1337: "La cura dal benessere" (2016) di Gore Verbinski
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe, Jessica
Pensieri: Questo film sembra un horror, ma non lo è nemmeno tanto. Ne ha qualche caratteristica venata di un paio di scene splatter o (semplicemente) disgustose ma, in generale, mi è sembrato più un mistery-thriller in cui la suspense e l'ansia causata dall'elemento ignoto la fanno da padrone. Il buon gioco di pathos creato, però, si perde molto a causa di un finale che scivola nel già visto, per una conclusione francamente meno all'altezza della premessa.
In ogni caso rimangono dei buchi: (spolier) come fa la ragazza a sopravvivere per 200 anni e, soprattutto, a scampare alla morte nel momento in cui viene gettata in acqua appena nata? E da cosa derivano le "maschere" che il padre indossa per nascondere la sua vera identità ed età?
Questi pochi elementi lasciati indietro dalla sceneggiatura già compromettono un risultato globale che vede nella conclusione l'elemento più debole del prodotto nel suo insieme.
L'aspetto certamente più riuscito di tutta questa operazione è certamente quello tecnico: fotografia efficace - così plumbea e salmastra, spesso pesante e "umida" -, ottima colonna sonora in grado di sottolineare con maestria i momenti più disturbanti e spaventosi; ho gradito anche la regia di Verbinski che, in questo genere, mi pare a suo agio. Lo dico soprattutto perché il regista è lo stesso del primo remake americano di "The Ring", mio personalissimo cult adolescenziale. Per tutto il primo tempo ho continuato a pensare che le due pellicole si somigliassero per certi versi, non tanto per le storie, che sono differenti, quanto per l'impatto visivo che entrambi i titoli possiedono: stesse atmosfere, stessi colori, certe inquadrature molto simili(*), e una generale sensazione di "solitudine fra la moltitudine" che mi ha davvero suggestionato, tanto che più volte mi sono trovato a fare il confronto fra i due film.
Per quanto riguarda il cast, invece, sicuramente Dane DeHaan qui dimostra di essere un capace protagonista anche disposto a mettersi non poco in gioco - solo una cosa non mi ha convinto: ti infilano a forza un tubo in gola, costringendoti ad ingerire acqua e pesci (?), e tu non versi nemmeno una lacrima per la sensazione di soffocamento?! - e certamente la scelta di affidargli il ruolo di protagonista funziona. Mia Goth è particolarmente inquietante e non so se funzionerebbe al di fuori di un contesto disturbante come questo; Jason Isaacs sembra nato per fare il cattivo sotto mentite spoglie, gli riusciva bene in Harry Potter, gli riesce bene qui. Per quanto riguarda la parte attoriale, comunque, è tutto sotto controllo.
Purtroppo, come dicevo, il vero problema sta in una conclusione scema, banalmente al sapore di soap opera, troppo incompleta per tornare del tutto. Ed è un peccato, perché di base "A Cure for Wellness" poteva essere un'agghiacciante (dis)avventura.
(*) macchine solitarie riprese dall'alto che attraversano boschi impossibili da identificare, grattacieli ammassati dai quali è riconoscibile un'unica finestra che è poi quella del protagonista, l'inquadratura attraverso lo sguardo di un animale (in "The Ring" un cavallo, qui la testa di un alce).
Film 1337 - La cura dal benessere
Film 1838 - A Cure for Wellness
Cast: Dane DeHaan, Jason Isaacs, Mia Goth, Ivo Nandi, Adrian Schiller, Celia Imrie, Harry Groener.
Box Office: $24.2 milioni
Consigli: Clamorosamente flop al botteghino (costato 40 milioni), eppure si lascia vedere e intriga per quasi tutta la sua durata, toppando nel finale. Le atmosfere giuste ci sono, il protagonista adatto pure e la storia funziona finché non decide di virare per la boiata. Si poteva fare decisamente meglio, anche se va detto che per una serata di disimpegno al sapore di mistero e qualche scena un po' cruda, questo film è una buona scelta.
Parola chiave: Vitamine.

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Bengi

mercoledì 12 agosto 2015

Film 973 - Life After Beth

Avevo visto la locandina e qualche red carpet della protagonista in giro per i festival a promuovere questo film, il che mi ha lasciato la curiosità di capire di cosa si trattasse. Appena lo streaming me lo ha concesso, ho approfondito...

Film 973: "Life After Beth" (2014) di Jeff Baena
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ero curioso di vedere questo film più che altro per via del cast e dei toni 'indipendenti'. Dal budget piuttosto ridotto ($2.4 milioni), "Life After Beth" è il classico esempio di prodotto più di nicchia che per le masse, con attori famosi ma di cui fatichi a ricordare il nome, anche se sai che da qualche parte li hai visti. La storia, pur divertente, non riesce però a catalizzare in maniera soddisfacente le buone premesse che parrebbero suggerire un titolo meno scontato del solito. Non che ci si inerpichi in cliché, semplicemente il risultato finale è così così.
Brevemente: la Beth del titolo (Aubrey Plaza) muore e ne rimangono tutti devastati, fidanzato e famiglia in particolare (Dane DeHaan, John C. Reilly, Molly Shannon). Qualche giorno dopo il funerale il ragazzo scopre che il suo ex amore è ancora "vivo", anche se non ne conosce il motivo. La realtà è che la ragazza non ricorda di essere morta, né sa di essere di fatto una zombie dotata di una forza straordinaria oltre che di un temperamento alquanto umorale e una certa famelica attitudine al cannibalismo. Da che i due fidanzati si ritrovano, la storia prenderà il suo inevitabile, tragico corso. Tragico solo perché morirà un sacco di gente, per il resto i toni di "Life After Beth" sono assolutamente da commedia noir relativamente splatter.
Anche se ho apprezzato gli sforzi di sceneggiatura e produzione e certamente Aubrey Plaza e Dane DeHaan danno una buona prova delle loro capacità, in generale questo film non riesce davvero a centrare l'obbiettivo, lasciando come incompiuto un cammino che durante il primo tempo sembrerebbe essere preso. Dopo le buone presse, la storia fatica a trovare un suo ritmo per un bel po' e, soprattutto, si fa piena di grida e sbraitamenti, oltre che una certa dose di assurdità che, tutto mixato insieme, rende la visione un pelo faticosa. Insomma, c'è meno commedia di quanto avrei voluto e, a dirla tutta, anche un filino troppe romanticherie. A seguito della visione, ho dovuto rivedere il mio preventivo inquadramento di questo titolo: non tanto una sorta di commedia a tinte horror a basso budget quanto, più che altro, un teen drama molto spiritoso nei toni e nelle premesse, ma con al contempo un sacco di contaminazioni 'rosa' (che pure saranno una presa in giro, ma nella quantità qui proposta non me lo aspettavo). Insomma, idea di base carina, buon cast, risultato finale non del tutto sufficiente.
Ps. Aubrey Plaza è famosa prevalentemente per la sua April Ludgate di "Parks and Recreation" e in questa pellicola appare il suo compagno di set Jim O'Heir nei panni del postino redivivo.
Box Office: $254,881
Consigli: Carino, anche se non del tutto riuscito, questo film si può tranquillamente vedere. Se si cerca qualcosa di sopra le righe e pure un po' violento/assurdo, con magari zombie che scorrazzano e una certa dose di sangue, "Life After Beth" è un titolo da tenere in considerazione per una serata meno tranquilla del solito. Ci sono molti urli.
Parola chiave: Smooth jazz.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 28 maggio 2014

Film 720 - Devil's Knot - Fino a prova contraria

Offerto dalla 3, una pellicola che volevo assolutamente vedere. La tagline del film promette "Il più grande errore giudiziario nella storia degli Stati Uniti".

Film 720: "Devil's Knot - Fino a prova contraria" (2013) di Atom Egoyan
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Erika, Luigi
Pensieri: "Devil's Knot" è una pellicola su un argomento interessante, anche se molto triste. L'assassinio con annesse violenze di tre bambini che sfocia in una caccia alle streghe e successivo processo è un argomento capace di suscitare non solo emozioni, ma anche un dibattito intorno alla questione. Posso dire, quindi, che questa pellicola mi ha molto coinvolto.
Due i veri problemi legati a questo prodotto: una faticosa partenza a tratti noiosa e un finale che non è tale. Ma, se da un lato la partenza in lentezza è comprensibile e giustificabile, il finale senza conclusione è una vera martellata. Mi rendo conto che la scelta sia legittima e anche apprezzabile e che, piuttosto che sparare un colpo nel buio, astenersi dal decretare qualsivoglia conclusione abbia senso (considerato che il caso è irrisolto). Rimane il fatto che, però, ogni film senza una conclusione è un film a metà. E questo sul giudizio finale pesa.
In generale, comunque, ho stranamente apprezzato la performance di Reese Witherspoon, mentre per quanto riguarda gli altri attori mi sembra di poter dire che, senza risultati eclatanti, si sia comunque su un buon risultato recitativo finale. Colpiscono i ragazzi incolpati degli omicidi James Hamrick, Seth Meriwether e il sempre più sulla cresta dell'onda Dane DeHaan ("Giovani ribelli - Kill Your Darlings", "The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro"). Colin Firth un po' sottotono.
Altre pellicole sull'argomento sono i documentari "Paradise Lost: The Child Murders at Robin Hood Hills" (1996), "Paradise Lost 2: Revelations" (2000), il documentario candidato all'Oscar "Paradise Lost 3: Purgatory" (2011) e "West of Memphis" (2012).
Box Office: € 485.661 (solo in Italia)
Consigli: L'argomento e straziante e avvilente, otlre che umanamente provante. Rimane il fatto che sia giusto indagare su errori giudiziari di questa portata e interrogarsi sui risvolti sociali che le inevitabili conseguenzehanno avuto. Un prodotto di fiction può essere di denuncia tanto quanto un documentario, anche se qui la eco non è tanto eclatante. Rimane comunque una pellicola in grado di suscitare interesse per ciò che racconta e, quantomeno, aprire un dibattito.
Parola chiave: Coltello.

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Bengi

martedì 27 maggio 2014

Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro

Visto l'1, vuoi non vedere il 2? Inoltre l'ingresso a 3€ è sempre un incentivo...

Film 718: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" (2014) di Marc Webb
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: L'altro Spider-Man, sinceramente, non mi aveva fatto impazzire, quindi l'entusiasmo per questo secondo episodio non era esattamente alle stelle. Eppure, lo ammetto, "The Amazing Spider-Man 2" non mi è dispiaciuto.
Innanzitutto la coppia Andrew Garfield - Emma Stone mi piace alquanto: non sono bellissimi, ma insieme fanno proprio un bel team giovane, fresco, credibile. Poi la presenza di Sally Field è innegabilmente un valore aggiunto. La storia, poi, è un bel casino di eventi intricati e sempre in evoluzione, con un finale che non risparmia niente allo spettatore, di fatto distruggendo ogni speranza fino a quel momento covata per un finale che siamo troppo spesso abituati a vedere come sinonimo di lieto fine. Ho apprezzato la scelta. Infine, neanche a dirlo, gli effetti specoli sono in grado di sostenere le non poche mirabolanti fantasie della sceneggiatura.
D'altro canto va detto che i sopracitati eventi intricati sono anche il punto debole del prodotto "Spider-man 2". Da un lato la storia sembra non avere mai fine e, di fatto, anche gli ultimi minuti sono carichi di eventi. Il punto è che, però, c'è troppo. Troppi personaggi, troppi cattivi, troppe storie, troppi eventi, troppe distruzioni, troppi salvataggi, troppi misteri... Non c'è un attimo per prendere fiato. Né un attimo in cui i personaggi reagiscano a ciò che hanno intorno in maniera normale. Con una tale massa di contenuti da spargere, Peter Parker & co. sono costretti ad andare sempre alla velocità della luce. E' tutto un po' troppo pompato, se vogliamo chiamare in causa gli steroidi.
La domanda che balena in testa, quindi, è necessariamente cosa potrà mai accadere nel terzo capitolo. Perché dopo tutto quello che succede in questo secondo, il prossimo dovrebbe essere ancora più sovraccarico. Il che, personalmente, mi spaventa. Solo per dirne una: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" ha 3 - e dico TRE - antagonisti del nostro beniamino tutto calzamaglia e ragnatele. Electro non è che la punta dell'iceberg e, se posso, il sottotitolo italiano è quantomeno fuorviante, considerato che che lo spazio di Jamie Foxx, per quanto ampio, non è quello del solito cattivo protagonista. Al pari suo c'è Harry Osborn/Dane DeHaan che ha quasi lo stesso spazio (preparatorio al prossimo episodio) e addirittura un pazzo che guiderà un robot a forma di rinoceronte (Paul Giamatti). La sensazione, per capirci, è che ci sia troppa carne al fuoco. Con un po' di attenzione, inoltre, si noterà verso il finale che numerosi altri nemici di Spider-man dovrebbero vedere la luce prossimamente considerato quanti prototipi di tute hanno gli Osborn nascoste alla OsCorp...
Insomma, in sostanza questo "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" non è malaccio e di certo esalterà gli amanti dei supereroi, dei comics o di Spider-man nonostante una sovrabbondanza di trama che poteva essere leggermente contenuta. Va detto, però, che questa pellicola è certamente un intrattenimento genuino e realizzata in maniera tecnicamente molto accurata.
Ps. Due velocissime considerazioni:
A) Perché lo scienziato pazzo Dr. Ashley Kafka/Marton Csokas che studia Electro porta il rossetto?;
B) Perché chiamare il premio Oscar Chris Cooper ad interpretare il ruolo di papà Osborn che dura a malapena 5 minuti? - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther Box Office: $673,900,000 (ad oggi)
Consigli: Come per ogni trilogia il capitolo centrale traccia le strade per le avventure future ancora da narrare e segna la fine di certi avvenimenti compiuti nel passato. Il senso di incompiuto lo accompagna, ma promette una conclusione epica per un Uomo Ragno in lutto e pieno di nemici. Rispetto al primo episodio questo "The Amazing Spider-Man 2" è molto meglio, anche se l'idea del reboot continuo a pensare sia troppo precoce rispetto alla saga precedente. Di grande intrattenimento, non c'è dubbio, e sicuramente uno spettacolo per gli occhi. Chi ama o apprezza non sarà deluso. Per gli altri soprattutto un blockbuster luminoso, rumoroso e con una sovrabbondanza di personaggi (e una scena finale dopo i titoli di coda che è solo un collegamento promozionale a "X-Men - Giorni di un futuro passato").
Parola chiave: Goblin.

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