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giovedì 28 marzo 2024

Film 2263 - Steel Magnolias

Intro: Questo il film preferito di Jayce che, siccome non rivedevo da anni, ho acconsentito a guardare (per la prima volta in inglese).

Film 2263: "Steel Magnolias" (1989) di Herbert Ross
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Jayce
In sintesi: mi ha fatto piacere rivedere questo film di cui, devo dire, ricordavo poco e niente. Più strano ancora, però, è stato guardarlo in versione originale, con qualche difficoltà dettata dal marcato accento del sud di tutti i protagonisti.
A parte questo, comunque, un buonissimo prodotto figlio del suo tempo che, nonostante allo sguardo dello spettatore moderno potrebbe sembrare non avere niente di nuovo da dire, in realtà funziona ancora molto bene.
Film 310 - Fiori d'acciaio
Film 2263 - Steel Magnolias
Cast: Sally Field, Dolly Parton, Shirley MacLaine, Daryl Hannah, Olympia Dukakis, Julia Roberts, Tom Skerritt, Dylan McDermott, Kevin J. O'Connor, Sam Shepard.
Box Office: $96.8 milioni
Vale o non vale: Film corale dal cast pazzesco, una buona dose di comicità miscelata ad un'anima drammatica che colpisce specialmente dalla seconda metà della storia. Non leggero, ma ha i suoi buoni momenti.
Premi: Candidato all'Oscar per la Miglior attrice non protagonista (Julia Roberts). 2 nomination ai Golden Globe per Miglior attrice protagonista drammatica (Sally Field) e attrice non protagonista (Roberts); 1 candidatura ai BAFTA per la Miglior attrice non protagonista (Shirley MacLaine).
Parola chiave: Gravidanza.
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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 16 maggio 2023

Film 2187 - 80 for Brady

Intro: Non ero riuscito a vederlo al cinema, così ho recuperato a casa non appena ho potuto.

Film 2187: "80 for Brady" (2023) di Kyle Marvin
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese, italiano
Compagnia: nessuno
In sintesi: 4 attrici magnifiche che insieme fanno 5 Oscar vinti e 12 nomination in totale, per un film che non è davvero niente di che, ma regala ai fan di Lily Tomlin, Jane Fonda, Rita Moreno e Sally Field un'ulteriore occasione per amarle ancora di più.
La storia è tratta dalla vera amicizia di quattro donne fan del campione di footbal Tom Brady che, qui, decidono di andarlo a vedere al Super Bowl del 2017. Tra una vicissitudine e l'altra, non solo riusciranno ad assistere all'evento ma, neanche a dirlo, a conoscere il campione tanto amato.
Come dicevo, la storia non è granché innovativa, eppure l'idea delle quattro ultra ottantenni (Rita Moreno ne ha 91 a dire il vero ed è una spanna sopra a tutti, mentre Sally Field ne ha 76) fan sfegatate di Brady è simpatica e originale quanto basta. Inutile dire che, poi, l'innegabile fascino e carisma di Tomlin, Fonda, Moreno, Field fanno certamente la differenza e valgono da sole la visione del film.
Tutto sommato "80 for Brady" è una commedia innoqua che ricorda moltissimo altri prodotti come "Book Club" (e il suo sequel appena uscito nelle sale), "Grace and Frankie" o "One Day at a Time" e che sì, non riscrive certo la storia del cinema, ma fa certamente passare un'oretta e mezza di garbato intrattenimento e ci ricorda - servisse ancora, al giorno d'oggi - che la vita non finisce col cominciare della terza età. Anzi, qui parrebbe addirittura il contrario.
Cast: Lily Tomlin, Jane Fonda, Rita Moreno, Sally Field, Billy Porter, Rob Corddry, Guy Fieri, Bob Balaban, Sara Gilbert, Patton Oswalt, Retta, Tom Brady.
Box Office: $40.3 milioni
Vale o non vale: Simpatico e senza pretese, "80 for Brady" mette insieme l'insolito connubio donne di una certa età + sport, per un risultato finale che sì, è meno brillante di quanto non ci si sarebbe aspettato, eppure funziona grazie alle ineguagliabili quattro protagoniste.
Premi: /
Parola chiave: Super Bowl.
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#HollywoodCiak
Bengi

lunedì 27 agosto 2018

Film 1504 - Mrs. Doubtfire

Intro: Classico intramontabile, titolo perfetto per staccare dalla routine lavorativa. I giorni liberi al Takarakka sono stati soprattutto dedicati alla riscoperta di tantissimi film del passato.
Film 1504: "Mrs. Doubtfire" (1993) di Chris Columbus
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: rivedere in lingua originale un qualsiasi film che hai sempre visto doppiato è come vederlo per la prima volta, cambia tutto. Le voci non sono più omologate né alterate dai doppiatori ed è davvero piacevole farsi raccontare qualcosa di già conosciuto in modo tale da cambiarne la prospettiva che ormai davi per assodata. E' in quest'ottica che ho riscoperto "Mrs. Doubtfire", pellicola della mia infanzia che ho sempre trovato divertente, anche se (crescendo), più un prodotto per ragazzini. E', invece, geniale e sfrontato sotto molti punti di vista, pur piegandosi spesso alle logiche del prodotto mainstream. In poche parole, anche se è chiaramente qualcosa fatto ad hoc per attirare la gente al cinema, riesce comunque a regalare una storia divertente e sufficientemente nuova (da "Alias Madame Doubtfire" di Anne Fine).
Cast: Robin Williams, Sally Field, Pierce Brosnan, Harvey Fierstein, Robert Prosky, Lisa Jakub, Matthew Lawrence, Mara Wilson.
Box Office: $441.3 milioni
Vale o non vale: non solo commedia, ma vero e proprio cult, uno dei titoli imperdibili tra quelli dedicati a tutta la famiglia. Da vedere, Williams è meraviglioso.
Premi: Oscar per il Miglior trucco e 2 Golden Globes vinti per Miglior film (commedia o musical) e Williams Miglior attore.
Parola chiave: Divorzio.

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Bengi

giovedì 11 maggio 2017

Film 1354 - La prossima vittima

Era da un po' che questo titolo colpiva la mia curiosità quando aprivo il catalogo Netflix, sempre presente tra i suggerimenti della piattaforma. Non avevo mai trovato l'occasione giusta per vederlo, fino a quando, qualche tempo fa, mi sono convinto a dargli una chance.

Film 1354: "La prossima vittima" (1996) di John Schlesinger
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Non che mi aspettassi un capolavoro, in ogni caso questa pellicola è rimasta leggermente sotto i miei pronostici, pur regalandomi ciò che andavo cercando, ovvero una storia finto impegnata che in realtà rimane sulla superficie e sceglie grandi attori per raccontare quello che, si scoprirà man mano, è qualcosa di già visto altre milioni di volte. Non c'è niente di male, d'altronde "La prossima vittima" non è certo passato agli annali per innovazione e qualità. Io cercavo disimpegno non comico, quell'atmosfera che solo gli anni '80 e '90 sanno regalare, oltre che scoprire una Sally Field più inedita, meno mamma chioccia impacciata e più donna d'azione. Da questo punto di vista il film ha, come dicevo, soddisfatto le mie esigenze.
Il problema di questo prodotto - oltre che essere leggermente datato in toni e modi (vedi "Copycat - Omicidi in serie") - è che vive di un cattivo oggi troppo caricaturale, uno stramboide con la faccia da criminale, un disadattato troppo evidentemente disagiato, tanto da risultare poco credibile. Poi per carità, io non ho molte esperienze con certe categorie umane al limite, sicuramente qui la sensazione è quella più di un personaggio che di una persona plausibile anche nella realtà. Ciò guasta non poco il risultato nel suo complesso, andando ad abbassare la qualità di un titolo già di per sé non eccelso per approfondimento psicologico ed evoluzione dei propri protagonisti. Per dirne una: Karen (Field) è ossessionata dall'assassino stuprato di sua figlia e... si trasforma in detective a "La Signora in giallo" mixato a una sorta di vendicatrice della notte, il che risulta a volte anche un tantino involontariamente ridicolo.
Per carità, è evidente che le intenzioni fossero buone, ma in generale "Eye for an Eye" rimane troppo bloccato in una formula poco realistica e più cinematografica che lo declassifica a puro intrattenimento rispetto a una trama - basata sul romanzo omonimo di Erika Holzer - che potenzialmente poteva portare l'occhio del pubblico a riflettere su una questione scomoda anche se, purtroppo, sempre attuale.
Cast: Sally Field, Kiefer Sutherland, Ed Harris, Beverly D'Angelo, Joe Mantegna, Philip Baker Hall.
Box Office: $26,877,589
Consigli: Si lascia guardare, anche se non si tratta certo di una pellicola indimenticabile. Mi è sembrata più una diversificazione di genere per la carriera della Field, un titolo in cui mai mi sarei aspettato di vederla. In ogni caso, visto l'argomento, non una scelta per tutte le occasioni.
Parola chiave: Stupro.

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Bengi

venerdì 9 settembre 2016

Film 1208 - Hello, My Name Is Doris

Avevo già provato a cercarlo in internet, ma non avevo trovato nulla. Poi un giorno, per caso, lo streaming mi ha fatto questo bel regalo!

Film 1208: "Hello, My Name Is Doris" (2015) di Michael Showalter
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Il titolo è tremendo, ma il film tutto sommato non è male. Certo, praticamente il merito va alla magnifica protagonista Sally Field, ma questo poco importa perché quando c'è lei, tutto è più magico!
Non so come faccia l'attrice a riciclarsi, riadattarsi, rinnovarsi continuamente e con tale disinvoltura. Alla non trascurabile età di 69 anni, la Field appare qui in abiti coloratissimi e succinti - che dovrebbero insegnare a Desigual una bella lezione di stile - e, tra tutte le fragilità e l'infantile predisposizione del suo personaggio, sembra una ragazzina! Certo il trucco farà il suo sporco dovere, ma è innegabile che la donna possieda un'aura personale di costante giovinezza e freschezza veramente poco comune.
Perfetta, quindi, per il ruolo di Doris, zitella moderna che sembra sempre mal collocata all'interno del mondo in cui vive: abiti appariscenti (pur rigorosamente aderenti ad uno stile personalissimo) e acconciature retrò, nessun uomo nella sua vita da almeno un trentennio e vita passata ad accudire la madre, l'ossessione per l'accumulo di oggeti, un lavoro derivato dalla fusione della sua società società e una totale inesperienza nei confronti dei social media.
In questo quadro si inserisce la nuova ossessione di Doris per il giovanissimo collega John (Max Greenfield), l'unico di tutto l'ufficio a dare una chance alla donna, il che verrà immancabilmente da lei mal interpretato. Man mano che il tempo passa i due entrano sempre più in confidenza e, dove da una parte questo sembra confermare sentori di un amore appena sbocciato, dall'altra sono le basi di una piacevole, inusuale amicizia. Inutile dire che le cose si complicheranno.
Come si diceva prima, dunque, "Hello, My Name Is Doris" vive dell'interpretazione della sua attrice principale. In una storia che presenta snodi narrativi così usuali, sarebbe stato facile perdere di vista la pellicola di Showalter, non fosse stato per la presenza della Field. A lei il merito di caratterizzare un prodotto altrimenti standard nel panorama delle produzioni indipendenti grazie a un talento veramente istrionico e un lavoro sul personaggio che merita l'attenzione che i media e la critica le hanno riservato. In definitiva, quindi, è Sally Field che salva Doris e noi spettatori non possiamo che esserle grati.
Cast: Sally Field, Max Greenfield, Beth Behrs, Wendi McLendon-Covey, Stephen Root, Elizabeth Reaser, Natasha Lyonne, Tyne Daly, Rebecca Wisocky, Rich Sommer.
Box Office: $14.6 milioni
Consigli: Bizzarro, talvolta simpatico e non di rado triste, "Hello, My Name Is Doris" è un film sufficientemente piacevole da valere la visione. Sally Field fa tutto il lavoro e anche quando la trama le impone di comportarsi da sedicenne ormonale, l'attrice trova il modo di cucire l'incoerenza all'anima del suo personaggio. Un lavoro non da poco che da solo rende interessante questo "Hello, My Name Is Doris". Poi sì, un tantino di originalità in più sarebbe stata gradita - nello specifico quel tipo di originalità che non si esprima attraverso stramberie comportamentali -, ma nel complesso non ci si pente di aver dato una chance a questa pellicola.
Parola chiave: Solitudine.

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Bengi

giovedì 5 maggio 2016

Film 1131 - Norma Rae

Ne avevo sempre sentito parlare per un motivo o per un altro, ma non lo avevo mai visto. Così una sera a cena ho deciso di recuperarlo.
Film 1131: "Norma Rae" (1979) di Martin Ritt
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho sempre pensato che i film degli anni '70, a prescindere dalla tematica, siano tutti maledettamente lunghi. Questa non è necessariamente una caratteristica negativa, quanto più un dato di fatto: per arrivare al dunque bisogna aspettare e non poco. Ad alimentare questa mia considerazione è arrivato casualmente "Norma Rae", pellicola interessante sulla costituzione del sindacato in una fabbrica di tessuti dell'Alabama, che prima di arrivare al nocciolo della questione spende tantissimo tempo nella contestualizzazione, a volte perdendo un po' di vista il centro dell'obiettivo: in questo senso mi ha molto colpito constatare che la prima parte della storia - per me a tratti interminabile - sia riassunta su Wikipedia inglese nel giro di tre semplici righe.
Ovviamente il contorno ha il suo valore e aiuta nel costruire le personalità dei vari personaggi e certamente il linguaggio cinematografico degli anni '70 non è lo stesso nostro contemporaneo, in ogni caso sono sicuro che qualche sforbiciata narrativa qua e là potesse essere operata.
Al di là di ciò, comunque, "Norma Rae" è un titolo che non solo è riuscito a incuriosirmi sin dall'inizio, ma anche a lasciarmi ampiamente soddisfatto. Probabilmente il motivo principale risiede nella presenza della mitica Sally Field, qui al suo primo Oscar, che da sola porta avanti la storia della protagonista mettendoci passione, impegno e talento, riuscendo a caratterizzare un personaggio non facile (nel senso che rendere indimenticabile una donna ordinaria, fondamentalmente ignorante, che come unici scopi nella vita ha i figli e il lavoro in fabbrica non è esattamente impresa che possa riuscire a tutti). Inoltre mi hanno sempre coinvolto le storie legate ai diritti civili o alle rivendicazioni di quei diritti fondamentali che oggi diamo per scontati ma che una volta andavano conquistati con la lotta, il sacrificio e l'impegno personale. In questo senso la pellicola di Ritt è esaustiva e ben argomentata, e riusce a rappresentare in maniera chiara ed efficace i passaggi che Norma, sulla base dei consigli del sindacalista Reuben (Ron Leibman), mette in pratica per sensibilizzare non solo i suoi datori di lavoro, ma in primo luogo i suoi diffidenti colleghi. Memorabile la scena in cui la donna, salita su un macchinario al centro della fabbrica, esibirà un cartello con scritto "Union", sindacato, davanti a tutti gli altri lavoratori che, finalmente, abbracceranno la protesta e uno ad uno spegneranno le apparecchiature lasciando, così, la rumorossissima fabbrica nel completo silenzio.
Ecco, dunque: Norma Rae non ha convinto solo i suoi colleghi, ma ha certamente convinto anche me.
Ps. Candidato a 4 Oscar, tra cui Miglior film, ha vinto per la Miglior attrice e la Miglior canzone originale ("It Goes Like It Goes" cantata da Jennifer Warnes). Sally Field, inoltre, ha vinto a Cannes come Miglior attrice.
Cast: Sally Field, Beau Bridges, Ron Leibman, Pat Hingle, Barbara Baxley, Gail Strickland, Morgan Paull.
Box Office: $22,228,000
Consigli: Tratto dalla storia vera di Crystal Lee Sutton - riportata nel libro "Crystal Lee, a Woman of Inheritance" da Henry P. Leifermann -, il film è un po' fuori dai canoni attuali di montaggio e recitazione (la morte del padre in fabbrica è imbarazzante), ma si fa comunque apprezzare per la genuinità dell'intento e la forza del suo personaggio princiaple. Un tema interessante, una giovane attrice capace per un risultato finale che vale la pena di recuperare.
Parola chiave: Sindacato.

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Bengi

venerdì 16 gennaio 2015

Film 859 - Lincoln

Filmografia natalizia atto secondo.

Film 859: "Lincoln" (2012) di Steven Spielberg
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Ho comprato il dvd di questo film poco prima delle feste sia perché era in offerta (così ho preso anche quello di "Blue Jasmine", sia mai che non ho la filmografia completa di Cate Blanchett), sia perché avevo voglia di rivederlo. Il primo assaggio di "Lincoln", infatti, era stato al cinema in Lussemburgo, visione chiaramente in inglese, ma soprattutto senza sottotitoli, motivo per il quale non ero riuscito ad afferrare proprio tutte tutte le battute (soprattutto quelle relativamente alle leggi e al codice giuridico). Una seconda visione in italiano mi sembrava più alla mia portata, soprattutto considerate le fatiche delle feste.
Nonostante non si può certo dire che sia un film leggero per tutte le occasioni, ho rivisto volentieri l'ultima fatica registica di Spielberg, misto drammatico-biografico che tocca delicate questione come schiavitù, Guerra Civile americana e omicidio del presidente Lincoln. Il buon cast di attori Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, James Spader, Hal Holbrook, Tommy Lee Jones, John Hawkes, Lee Pace, Gloria Reuben, l'interessante e ben realizzata storia e una certa curiosità relativamente al sistema giuridico in generale mi hanno ben disposto nei confronti di questo titolo che, all'epoca, mi era piaciuto ma fatto un po' innervosire per lo scippato Oscar a Hugh Jackman (per "Les Misérables") e il mancato riconoscimento a Tommy Lee Jones. E' evidente che l'interpretazione di Daniel Day-Lewis sia una di quelle che sarà ricordata nel contesto del cinema mainstream anche se, ripeto, avrei preferito vedere Jackman finalmente celebrato per il suo buon lavoro.
Comunque la sensazione che mi ha lasciato questa pellicola mi ha ricordato quella che quando ero piccolo mi rimaneva di certi film(oni) che ciclicamente rivedvi - in tv, in videocassetta - e che, anche se straconosciuti, per qualche motivo guardavi sempre volentieri. Non c'è bisogno che siano titoli 'preferiti', semplicemente sono film che, per un motivo o per un altro, ti rimango impressi, ti danno questa sensazione di sicurezza: li vedi e non ci sarà delusione, perché anche se il tempo passa continueranno a piacerti. Ora, non so se effettivamente anche per "Lincoln" sarà così, ma, ripeto, la sensazione, l'impressione è stata quella. O forse è solo che Steven Spielberg è ancora in grado di fare la sua magia...
Ps. 2 Oscar: Miglior attore protagonista e Migliori scenografie su 12 nomination.
Film 506 - Lincoln
Box Office: $275.3 milioni
Consigli: 150 minuti di pellicola sotirco-biografica su vita, morte e miracoli del Presidente Lincoln non sono, mi rendo conto, cosa per tutti. Se ci aggiungiamo che, oltre al ritratto (minuzioso) del 16esimo presidente degli Stati Uniti, in mezzo ci sono una Guerra Civile (sudisti vs nordisti) e la questione dell'abolizione della schiavitù, diciamo che le cose non si fanno più semplici. Day-Lewis e Lee Jones sono i due per i quali davvero vale la pena dare una chance a questo prodotto cinematografico, per non parlare del fatto che la direzione di Spielberg è, in questo caso, riuscita e sensata ("War Horse" è stato uno scivolone imbarazzante). Io consiglio "Lincoln" anche solo per farsi un'idea storica o non dimenticare che la questione dell'uguaglianza è un tema ancora oggi molto attuale.
Parola chiave: Confederati.

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martedì 27 maggio 2014

Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro

Visto l'1, vuoi non vedere il 2? Inoltre l'ingresso a 3€ è sempre un incentivo...

Film 718: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" (2014) di Marc Webb
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: L'altro Spider-Man, sinceramente, non mi aveva fatto impazzire, quindi l'entusiasmo per questo secondo episodio non era esattamente alle stelle. Eppure, lo ammetto, "The Amazing Spider-Man 2" non mi è dispiaciuto.
Innanzitutto la coppia Andrew Garfield - Emma Stone mi piace alquanto: non sono bellissimi, ma insieme fanno proprio un bel team giovane, fresco, credibile. Poi la presenza di Sally Field è innegabilmente un valore aggiunto. La storia, poi, è un bel casino di eventi intricati e sempre in evoluzione, con un finale che non risparmia niente allo spettatore, di fatto distruggendo ogni speranza fino a quel momento covata per un finale che siamo troppo spesso abituati a vedere come sinonimo di lieto fine. Ho apprezzato la scelta. Infine, neanche a dirlo, gli effetti specoli sono in grado di sostenere le non poche mirabolanti fantasie della sceneggiatura.
D'altro canto va detto che i sopracitati eventi intricati sono anche il punto debole del prodotto "Spider-man 2". Da un lato la storia sembra non avere mai fine e, di fatto, anche gli ultimi minuti sono carichi di eventi. Il punto è che, però, c'è troppo. Troppi personaggi, troppi cattivi, troppe storie, troppi eventi, troppe distruzioni, troppi salvataggi, troppi misteri... Non c'è un attimo per prendere fiato. Né un attimo in cui i personaggi reagiscano a ciò che hanno intorno in maniera normale. Con una tale massa di contenuti da spargere, Peter Parker & co. sono costretti ad andare sempre alla velocità della luce. E' tutto un po' troppo pompato, se vogliamo chiamare in causa gli steroidi.
La domanda che balena in testa, quindi, è necessariamente cosa potrà mai accadere nel terzo capitolo. Perché dopo tutto quello che succede in questo secondo, il prossimo dovrebbe essere ancora più sovraccarico. Il che, personalmente, mi spaventa. Solo per dirne una: "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" ha 3 - e dico TRE - antagonisti del nostro beniamino tutto calzamaglia e ragnatele. Electro non è che la punta dell'iceberg e, se posso, il sottotitolo italiano è quantomeno fuorviante, considerato che che lo spazio di Jamie Foxx, per quanto ampio, non è quello del solito cattivo protagonista. Al pari suo c'è Harry Osborn/Dane DeHaan che ha quasi lo stesso spazio (preparatorio al prossimo episodio) e addirittura un pazzo che guiderà un robot a forma di rinoceronte (Paul Giamatti). La sensazione, per capirci, è che ci sia troppa carne al fuoco. Con un po' di attenzione, inoltre, si noterà verso il finale che numerosi altri nemici di Spider-man dovrebbero vedere la luce prossimamente considerato quanti prototipi di tute hanno gli Osborn nascoste alla OsCorp...
Insomma, in sostanza questo "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro" non è malaccio e di certo esalterà gli amanti dei supereroi, dei comics o di Spider-man nonostante una sovrabbondanza di trama che poteva essere leggermente contenuta. Va detto, però, che questa pellicola è certamente un intrattenimento genuino e realizzata in maniera tecnicamente molto accurata.
Ps. Due velocissime considerazioni:
A) Perché lo scienziato pazzo Dr. Ashley Kafka/Marton Csokas che studia Electro porta il rossetto?;
B) Perché chiamare il premio Oscar Chris Cooper ad interpretare il ruolo di papà Osborn che dura a malapena 5 minuti? - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther Box Office: $673,900,000 (ad oggi)
Consigli: Come per ogni trilogia il capitolo centrale traccia le strade per le avventure future ancora da narrare e segna la fine di certi avvenimenti compiuti nel passato. Il senso di incompiuto lo accompagna, ma promette una conclusione epica per un Uomo Ragno in lutto e pieno di nemici. Rispetto al primo episodio questo "The Amazing Spider-Man 2" è molto meglio, anche se l'idea del reboot continuo a pensare sia troppo precoce rispetto alla saga precedente. Di grande intrattenimento, non c'è dubbio, e sicuramente uno spettacolo per gli occhi. Chi ama o apprezza non sarà deluso. Per gli altri soprattutto un blockbuster luminoso, rumoroso e con una sovrabbondanza di personaggi (e una scena finale dopo i titoli di coda che è solo un collegamento promozionale a "X-Men - Giorni di un futuro passato").
Parola chiave: Goblin.

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sabato 16 febbraio 2013

Film 506 - Lincoln

E' tempo di mettersi avanti con gli Oscar. Meno di un mese fa ero in Lussemburgo e, durante un freddo pomeriggio libero, ho deciso di andare al cinema per cominciare a documentarmi personalmente a proposito di questi Academy Awards 2013. Partendo dal film con più nomination.


Film 506: "Lincoln" (2012) di Steven Spielberg
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Vanno chiariti subito alcuni punti: a) "Lincoln" mi è piaciuto, b) vederlo in inglese ha reso ardua la comprensione di alcuni passaggi, c) lo rivedrei, anche solo per capire tutto al 100%.
Chiaro che la storia è nota, gli avvenimenti che si susseguono pure, quindi il basic è stato più che compreso. Mi sono perso, invece, per quanto riguarda la terminologia bellica e spesso durante i dibattiti riguardo la costituzione, sue parti o comunque argomenti di legge e diritto il cui linguaggio preciso è perlopiù a me sconosciuto. Detto ciò, questa pellicola rimane certamente un prodotto di qualità non fosse anche solo per il cast magnifico e la regia oculata di un grande narratore.
Dopo aver palesemente toppato con la questione "War Horse", Spielberg ritrova tocco e ispirazione e dirige magistralmente attori perfettamente adatti alla loro parte. O, diciamo, capaci di essere nella parte. Dico così solo ed esclusivamente in riferimento al fatto che Sally Field, qui moglie di Lincoln, più che la compagna sembra la madre (per non dire la nonna). Di fatto la Field e Daniel Day-Lewis, che qui interpreta il 16esimo presidente degli Stati Uniti, hanno 11 anni di differenza, però l'effetto sembra suggerire un divario d'età maggiore. Nella realtà, poi, la coppia presidenziale aveva 9 anni di differenza in favore di Mary Todd Lincoln. Accettato questo ' compromesso' comunque, è inutile dire che la coppia di attori è particolarmente dotata. L'interpretazione della Field tocca punti drammatici davvero commoventi; Day-Lewis regge sulle sue sole spalle un intero film con capacità camaleontiche impressionanti (di sicuro sull'aspetto, come parlasse Lincoln non è dato sapere) e una certa verve recitativa in crescendo man mano che la trama (leggere questione degli schiavi) si fa più intensa.
Nel duo di attori si inserisce, ad un certo punto della storia, una figura all'inizio ambigua e che lascia insospettiti. Tommy Lee Jones interpreta Thaddeus Stevens, personaggio con sorpresa finale non da poco (il buonismo spielberghiano a volte però è eccessivo). A conti fatti, se devo essere onesto, è però l'interpretazione di Jones quella che mi ha colpito e soddisfatto di più di questo "Lincoln". Sarà perchè quella del protagonista era già stata tanto pubblicizzata come fantastica che ho finito per dare per scontato che fosse così, comunque di fatto, uscito dalla sala, è il personaggio non protagonista Stevens che mi è rimasto fortemente impresso. A Tommy Lee Jones darei sinceramente l'Oscar (a lui o, dopo aver visto "Django Unchained" di Tarantino ieri sera, a Christoph Waltz).
Per quanto riguarda il resto di questo prodotto cinematografico, direi che vale certamente la pena di vederlo. I film storici sono sempre interessanti da guardare, aprono la mente a situazioni lontane dalle nostre e riescono a raccontare i fatti - quando il tutto è ben riuscito - in maniera più diretta e comprensibile di molti altri prodotti di consumo. "Lincoln", in particolare, è un buon blockbuster forte di una tecnica precisa e puntuale, un cast magnifico e di uno stato di grazia che ultimamente comincia ad essere intermittente anche per il geniale Spielberg. 150 minuti di pellicola sono lunghi, eppure passano, volano, emozionano, lasciano col fiato sospeso: verrà abolita la schiavitù? Come riusciranno ad ottenere i voti necessari? Verrà mostrata la scena dell'assassinio del Presidente?
Insomma, inutile dire che la storia dell'uomo Abraham Lincoln sia interessante di per sé. Per un Paese come il nostro, poi, dove la classe politica è cialtrona e confusa, una figura politica del genere, tanto proiettata verso il futuro e illuminata è davvero una ventata d'aria fresca. Ed erano gli anni '60 del 1800. Facciamoci qualche domanda.
Ps. Oltre ai tre attori citati, nel film è composto da un cast di altri grandi nomi: David Strathairn (candidato all'Oscar per "Good Night, and Good Luck."), Joseph Gordon-Levitt ("Il cavaliere oscuro - Il ritorno"), James Spader (3 Emmy Awards per "Boston Legal"), Hal Holbrook (candidato all'Oscar per "Into the Wild - Nelle terre selvagge"), John Hawkes (candidato all'Oscar per "Un gelido inverno"), Jackie Earle Haley (candidato all'Oscar per "Little Children"), Lee Pace ("Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato") e Gloria Reuben ("E.R. - Medici in prima linea").
Pps. La pellicola ha incassato $220,977,006 a fronte di una spesa di 65milioni.
Ppps. 12 candidature agli Oscar 2013 tra cui Miglior film, regia, attore protagonista (Day-Lewis), non protagonista (Jones), attrice non protagonista (Field), sceneggiatura non originale, colonna sonora, fotografia.
Consigli: Una pellicola potente, forte di una bellissima colonna sonora di John Williams, di una bella fotografia e, chiaramente, di un cast di attori di altissima qualità (bentornata al cinema Sally Field!). Inutile dire che i momenti intensi sono molti e anche se Spielberg tende spesso ad essere un po' stucchevole, devo ammettere che qui non ho trovato grandi stonature in proposito. Il film è solito e si vede senza mai guardare l'orologio. Va visto.
Parola chiave: Schiavitù.

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venerdì 14 dicembre 2012

Golden Globes 2013: le nomination

Meno di 24ore fa sono state annunciate le nomination ai Globi d'Oro che quest'anno si terrano esattamente a 3 giorni di distanza dall'annuncio del 10 gennaio delle candidature agli Oscar.
Che la stagione di preimiazioni 2013 abbia inizio!
Questo è l'anno di Anne Hathaway, me lo sento. Per quanto vorrei che fosse finalmente l'anno di Amy Adams, mi sa che anche per lei quest'anno non sarà la volta buona. Il film di Tom Hooper tratto dallo spettacolo teatrale "Les Misérables" è un boccone troppo prelibato perchè le varie giurie se lo lascino scappare: per la prima volta in una pellicola, infatti, i numeri musicali sono stati ripresi direttamente con l'audio registrato live sul momento. E' un'occasione troppo ghiotta, quindi.
Ecco, quindi, che mi aspetto veder trionfare qui come agli Oscar una Anne Hathaway che farà meglio ad assicurare alla parete di casa una nuova mensola porta premi. Curioso, tra l'altro, che quest'anno insieme a lei siano nominate le sue colleghe de "Il Diavolo veste Prada": presenti, infatti, anche Meryl Streep e Emily Blunt (queste ultime, però, sono rivali nella stessa categoria).
Altra curiosità, ad esatta distanza di 11 anni per entrambi, la seconda nomination ai Golden Globes (GG) per Hugh Jackman e Ewan McGregor (anche loro si scontrano direttamente).
Un tripudio di altri attori con la A maiuscola, comunque, sono presenti nelle varie cinquine. Da Daniel Day-Lewis (ha già vinto tutto almeno due volte, basta!) a Richard Gere, da Maggie Smith a Nicole Kidman (entrambe con doppia nomination), passando per Bill Murray, Jennifer Lawrence, Marion Cotillard, Leonardo DiCaprio,... Perfino Sally Field (ultima candidatura nella divisione cinema era datata 1990), Helen Hunt e Kevin Costner (non pervenuti rispettivamente dal 1998 e dal 1997), Sigourney Weaver (per lei l'ultima nomination per il cinema risale al 2000) e il rediDivo Joaquin Phoenix sono stati scomodati. La Hollywood che conta, insomma, è stata convocata in gran numero.
Ma ora parliamo delle pellicole. Con 7 candidature primeggia il "Lincoln" di Spielberg che, però, mi ispira uno dei quei destini beffardi caratterizzato da un numero esponenziale di nomination e un quasi nulla di fatto a livello di premi. Ma aspettiamo.
Benissimo "Argo" con 5 menzioni tra cui quella alla regia per Ben Affleck che ritorna al cinema da vincitore dopo anni di sottovalutazioni. 5 anche per "Django Unchained" di Tarantino (tifo per il finalmente meritato Oscar a DiCaprio), 4 per "Operazione zero dark thirty" della Bigelow, "L'orlo argenteo delle nuvole" (Jennifer Lawrence ha qualche possibilità) e "Les Misérables"; 3 nomination per "Il pescatore di sogni" (davvero non me lo aspettavo), "The Master" di Paul Thomas Anderson (candidati solo gli attori) e "Vita di Pi" di Ang Lee; 2 per "The Sessions", "Marigold Hotel" e "Un sapore di ruggine e ossa" (Cotillard e film straniero); concludono con una sola candidatura, tra gli altri, "Skyfall" (Adele per la Miglior canzone), "Hunger Games" (Taylor Swift sempre per la Miglior canzone), "Moonrise kingdom - Una fuga d'amore", "Hitchcock" e "Anna Karenina" (scandalo. Spero che gli Oscar, almeno dal punto di vista tecnico, lo valorizzino).
Tutto sommato molte delle cinquine proposte presentano candidati piuttosto prevedibili, se non addirittura auspicabili. Forse un po' sottovalutato "Skyfall" e un pochino troppo facili le nomination per la regia. Ma in ginerale, devo ammetterlo, aspetto con ansia di sapere cosa diranno gli Oscar, che premiano anche aspetti tecnici che qui non vanno oltre la colonna sonora originale.
Per concludere animazione e film stranieri: presenti "Ribelle - The Brave" della Pixar che ha come unico vero rivale il "Frankenweenie" di Tim Burton; Italia fuori dai cinque non in inglese dove spiccano il troppo buoni sentimenti "Quasi amici", il pigliatutto "Amour" di Haneke (agli Academy forse anche un riconoscimento alla sceneggiatura) e il dramma danese in costume "En kongelig affære".
Ma ecco tutte le liste complete, con riportate anche le nomination per quanto riguarda le categorie televisive.
Prima, però, come ogni anno ne approfitto per pronunciarmi riguardo a chi secondo me vincerà (*) e chi, invece, vorrei veder trionfare (§), attribuendo un punteggio (* = 1 punto, § = 1/2 punto, *§ = 1 punto) per ogni scelta fatta. Il punteggio totale è 25.
Ps. Ricordo che la 70esima edizione dei Golden Globes, che si terrà a gennaio, attribuisce i premi alla stagione cinematografica 2012.
* Vincerà § Vorrei vincesse

Best Motion Picture - Drama
Nominees:
Argo (2012)
Django Unchained (2012)
* Vita di Pi (2012)
Lincoln (2012)
§ Operazione zero dark thirty (2012)

Best Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
Marigold Hotel (2011)
* Les Misérables (2012)
Moonrise kingdom - Una fuga d'amore (2012)
Il pescatore di sogni (2011)
§ Il lato positivo (2012)

Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Drama
Nominees:
* Daniel Day-Lewis for Lincoln (2012)
Richard Gere for Arbitrage (2012)
John Hawkes for The Sessions (2012)
§ Joaquin Phoenix for The Master (2012)
Denzel Washington for Flight (2012/I)

Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Drama
Nominees:
* Jessica Chastain for Operazione zero dark thirty (2012)
Marion Cotillard for Un sapore di ruggine e ossa (2012)
Helen Mirren for Hitchcock (2012)
§ Naomi Watts for The impossible (2012)
Rachel Weisz for The Deep Blue Sea (2011)

Best Performance by an Actor in a Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
Jack Black for Bernie (2011)
Bradley Cooper for L'orlo argenteo delle nuvole (2012)
*§ Hugh Jackman for Les Misérables (2012)
Ewan McGregor for Il pescatore di sogni (2011)
Bill Murray for Hyde Park on Hudson (2012)

Best Performance by an Actress in a Motion Picture - Musical or Comedy
Nominees:
Emily Blunt for Il pescatore di sogni (2011)
Judi Dench for Marigold Hotel (2011)
* Jennifer Lawrence for L'orlo argenteo delle nuvole (2012)
§ Maggie Smith for Quartet (2012)
Meryl Streep for Il matrimonio che vorrei (2012)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Motion Picture
Nominees:
Alan Arkin for Argo (2012)
§ Leonardo DiCaprio for Django Unchained (2012)
* Philip Seymour Hoffman for The Master (2012)
Tommy Lee Jones for Lincoln (2012)
Christoph Waltz for Django Unchained (2012)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Motion Picture
Nominees:
§ Amy Adams for The Master (2012)
Sally Field for Lincoln (2012)
* Anne Hathaway for Les Misérables (2012)
Helen Hunt for The Sessions (2012)
Nicole Kidman for The Paperboy (2012)

Best Director - Motion Picture
Nominees:
§ Ben Affleck for Argo (2012)
Kathryn Bigelow for Operazione zero dark thirty (2012)
* Ang Lee for Vita di Pi (2012)
Steven Spielberg for Lincoln (2012)
Quentin Tarantino for Django Unchained (2012)

Best Screenplay - Motion Picture
Nominees:
Argo (2012): Chris Terrio
* Django Unchained (2012): Quentin Tarantino
Lincoln (2012): Tony Kushner
§ L'orlo argenteo delle nuvole (2012): David O. Russell
Operazione zero dark thirty (2012): Mark Boal

Best Original Song - Motion Picture
Nominees:
Act of Valor (2012): Monty Powell, Keith Urban ("For You")
Hunger Games (2012): Taylor Swift, John Paul White, Joy Williams, T-Bone Burnett("Safe and Sound")
Les Misérables (2012): Claude-Michel Schönberg, Alain Boublil, Herbert Kretzmer("Suddenly")
Skyfall (2012): Adele, Paul Epworth("Skyfall")
Stand Up Guys (2012): Jon Bon Jovi("Not Running Anymore")

Best Original Score - Motion Picture
Nominees:
* Anna Karenina (2012/I): Dario Marianelli
§ Argo (2012): Alexandre Desplat
Cloud Atlas (2012): Reinhold Heil, Johnny Klimek, Tom Tykwer
Vita di Pi (2012): Mychael Danna
Lincoln (2012): John Williams

Best Animated Film
Nominees:
* Ribelle - The Brave (2012)
§ Frankenweenie (2012)
Hotel Transylvania (2012)
Le 5 leggende (2012)
Ralph Spaccatutto (2012)

Best Foreign Language Film
Nominees:
* Amour (2012)
Kon-Tiki (2012)
Quasi amici (2011)
En kongelig affære (2012)
§ Un sapore di ruggine e ossa (2012)

Best Television Series - Drama
Nominees:
"Boardwalk Empire" (2010)
"Breaking Bad" (2008)
§ "Downton Abbey" (2010)
* "Homeland - Caccia alla spia" (2011)
"The Newsroom" (2012)

Best Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
§ "The Big Bang Theory" (2007)
"Episodes" (2011)
* "Girls" (2012)
"Modern Family" (2009)
"Smash" (2012)

Best Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
§ Game Change (2012) (TV)
The Girl (2012) (TV)
* "Hatfields & McCoys" (2012)
"The Hour" (2011)
"Political Animals" (2012)

Best Performance by an Actor in a Television Series - Drama
Nominees:
Steve Buscemi for "Boardwalk Empire" (2010)
* Bryan Cranston for "Breaking Bad" (2008)
Jeff Daniels for "The Newsroom" (2012)
Jon Hamm for "Mad Men" (2007)
§ Damian Lewis for "Homeland - Caccia alla spia" (2011)

Best Performance by an Actress in a Television Series - Drama
Nominees:
* Connie Britton for "Nashville" (2012)
Glenn Close for "Damages" (2007)
Claire Danes for "Homeland - Caccia alla spia" (2011)
Michelle Dockery for "Downton Abbey" (2010)
§ Julianna Margulies for "The Good Wife" (2009)

Best Performance by an Actor in a Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
§ Alec Baldwin for "30 Rock" (2006)
Don Cheadle for "House of Lies" (2012)
* Louis C.K. for "Louie" (2010)
Matt LeBlanc for "Episodes" (2011)
Jim Parsons for "The Big Bang Theory" (2007)

Best Performance by an Actress in a Television Series - Musical or Comedy
Nominees:
Zooey Deschanel for "New Girl" (2011)
* Lena Dunham for "Girls" (2012)
§ Tina Fey for "30 Rock" (2006)
Julia Louis-Dreyfus for "Veep" (2012)
Amy Poehler for "Parks and Recreation" (2009)

Best Performance by an Actor in a Mini-Series or a Motion Picture Made for Television
Nominees:
* Kevin Costner for "Hatfields & McCoys" (2012)
Benedict Cumberbatch for "Sherlock" (2010)
Woody Harrelson for Game Change (2012) (TV)
Toby Jones for The Girl (2012) (TV)
§ Clive Owen for Hemingway & Gellhorn (2012) (TV)

Best Performance by an Actress in a Mini-Series or a Motion Picture Made for Television
Nominees:
Nicole Kidman for Hemingway & Gellhorn (2012) (TV)
Jessica Lange for "American Horror Story" (2011)
Sienna Miller for The Girl (2012) (TV)
* Julianne Moore for Game Change (2012) (TV)
§ Sigourney Weaver for "Political Animals" (2012)

Best Performance by an Actor in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
Max Greenfield for "New Girl" (2011)
§ Ed Harris for Game Change (2012) (TV)
Danny Huston for "Magic City" (2012)
Mandy Patinkin for "Homeland - Caccia alla spia" (2011)
* Eric Stonestreet for "Modern Family" (2009)

Best Performance by an Actress in a Supporting Role in a Series, Mini-Series or Motion Picture Made for Television
Nominees:
Hayden Panettiere for "Nashville" (2012)
§ Archie Panjabi for "The Good Wife" (2009)
Sarah Paulson for Game Change (2012) (TV)
* Maggie Smith for "Downton Abbey" (2010)
Sofía Vergara for "Modern Family" (2009)


Bengi

giovedì 18 ottobre 2012

Film 467 - The Amazing Spider-Man

Leggo critiche entusiaste e penso che, forse, non abbiamo visto tutti lo stesso film.


Film 467: "The Amazing Spider-Man" (2012) di Marc Webb
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Al di là del fatto che non trovassi necessario, a così breve distanza dai precedenti, riproporre la figura di Spider-Man al cinema, mi pare evidente che con questo ennesimo capitolo/reboot/prequel/chiamatelo-come-vi-pare si volesse semplicemente spillare soldi al pubblico. Poche nuove idee presentate, tanto che si ricomincia da dove Sam Raimi era già passato 10 anni fa: le origini dell'Uomo Ragno.
Come si fa, quindi, a pensare di rinnovare un prodotto, svecchiarlo - ce n'era bisogno, poi? -, quando in realtà i nodi principali della trama sono gli stessi già affrontati nello "Spider-Man" con Tobey Maguire? Ok, cambia la protagonista femmile (non più Mary Jane Watson, ma Gwen Stacy interpretata da Emma Stone), cambia il cattivo di turno (Curt Connors/Lizard interpretato da Rhys Ifans) e cambia, addirittura, un aspetto tanto caratteristico del nostro eroe (non spara più le ragnatele dai polsi in maniera 'naturale', ma attraverso dei marchingegni), ma a parte quelli che potremmo definire dettagli, di fatto il tutto resta pressoché immutato rispetto a quanto si era già visto anni fa. E allora, dico io, perchè?!
Perchè stiracchiare una sceneggiatura al limite del decente (unico esempio su tutti: Peter si intrufola alla Oscorp rubando all'ingresso uno dei cartellini visitatori che appartiene ad un ragazzo indiano - se non sbaglio - riuscendo a passare i controlli indisturbato. Scena successiva, il ragazzo a cui appartiene il tesserino, palesemente indiano - or whatever -, viene cacciato in malomodo dalla sicurezza. E' una scena ridicola), scomodare un buon cast (Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Martin Sheen e il due volte premio Oscar Sally Field) per un pasticcio cinematografico che vale solo per effetti speciali o potenza delle immagini proposte?
Sono rimasto molto deluso dal risultato finale di questa pellicola, da cui mi aspettavo molto di più che una scopiazzatura della genesi 'alla Batman' - genitori uccisi da bambino, infanzia in solitudine - oltre che di una sua parte in toto (a Gotam viene fatto fuoriuscire il gas di Crane facendo impazzire tutti gli abitanti in "Batman Begins", qui il Dott. Connors vuole utilizzare il siero sull'intera città e trasformare gli umani in lucertole e in entrambi i casi il supereroe riesce a somministrare l'antidoto) e un volteggiare per grattacieli combattendo contro il Godzilla di turno. L'analisi e la presentazione dei personaggi è troppo superficiale e, purtroppo, dopo che con i primi tre capitoli su Spider-Man si è aperta per i supereroi una nuova caratterizzazione più 'vera' e meno da blockbuster, con questo film si ritorna ad un'immagine patinata e particolarmente inverosimile, il che a mio avviso è un vero spreco di risorse ($230 milioni di budget) e tempo. Avrei preferito un'indagine introspettiva più completa, meno semplicistica e tirata via solo per dare spazio ad una serie di acrobazie più spettacolari in funzione di un 3D che - fatemelo urlare - mi sta davvero cominciando a rompere le scatole. Non me ne frega niente di vedere mille pezzetti di vetri in frantumi che sembrano direzionati a colpire la mia faccia quando, seguendo la trama del film, la sensazione è quella di vedere l'episodio di una favoletta da cartone animato. Film come "Il cavaliere oscuro" o "Casino Royale" ci hanno ormai abituato ad una collocazione spazio-temporale degli eroi moderni in quella che è plausibile definire una realtà parallela molto simile alla nostra quotidiana. Qui, invece, sembra solo di partecipare (non attivamente) ad un videogioco trito e ritrito. - The Avengers
Film 411 - The Avengers
Film 808 - The Avengers
Film 1568 - The Avengers
Film 930 - Avengers: Age of Ultron
Film 932 - Avengers: Age of Ultron
Film 1177 - Avengers: Age of Ultron
Film 1571 - Avengers: Age of Ultron
Film 1613 - Avengers: Infinity War
Film 1757 - Avengers: Endgame
- Captain America
Film 695 - Captain America - Il primo vendicatore
Film 1660 - Captain America: The First Avenger
Film 814 - Captain America: The Winter Soldier
Film 1156 - Captain America: Civil War
Film 1395 - Captain America: Civil War
- Thor
Film 268 - Thor
Film 1191 - Thor
Film 1659 - Thor
Film 631 - Thor: The Dark World
Film 1193 - Thor: The Dark World
Film 1447 - Thor: Ragnarok
- Iron Man
Film 543 - Iron Man 2
Film 676 - Iron Man 3
- Ant-Man
Film 1004 - Ant-Man
Film 1195 - Ant-Man
- Doctor Strange
Film 1250 - Doctor Strange
Film 1433 - Doctor Strange
- Spider-Man
Film 1394 - Spider-Man: Homecoming
Film 1653 - Spider-Man: Homecoming
Film 1781 - Spider-Man: Far from Home
Film 2077 - Spider-Man: No Way Home
Film 2226 - Spider-Man: No Way Home
Film 467 - The Amazing Spider-Man
Film 718 - The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro
- Black Panther
Film 1612 - Black Panther Consigli: I $752,216,557 di incasso mondiale sembrano smentire appieno la mia delusione nei confronti di questo "The Amazing Spider-Man" che, evidentemente, è globalmente piaciuto. L'unica è vederlo per farsi un'opinione, ma io personalmente sento di raccomandare, piuttosto, la visione dei primi due capitoli della trilogia di Raimi.
Parola chiave: Mutazione.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 13 ottobre 2011

Film 310 - Fiori d'acciaio

Un classico del cinema americano anni '80. Che ancora dovevo vedere...

Film 310: "Fiori d'acciaio" (1989) di Herbert Ross
Visto: dal computer
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Tra grandi star e visi decisamente noti, “Steel Magnolias” si presenta al pubblico del nuovo millennio come una pellicola-revival. Cotonate atmosfere sfacciatamente anni ‘80, saloni di bellezza casalinghi, chilometriche unghie finte di colori improbabili e certi abbigliamenti che neanche nei peggiori incubi di Lady Gaga, tutto a fare da cornice ad una serie di attrici (Sally Field, Julia Roberts, Dolly Parton, Daryl Hannah, Shirley MacLaine, Olympia Dukakis) e ad una storia di amicizia fraterna tra grandi gioie e drammoni strappalacrime. Diciamo che mi ha ricordato “Voglia di tenerezza”, tanto per capirci.
Inutile dire che la Field è fantastica e, coincidenza, che nuovamente si ritrova sposata con Tom Skerritt (sono anche la base della famiglia Walker nel tv show “Brothers & Sisters”). La figlia Julia Roberts si deve sposare, ma nasconde al pubblico - in un primo momento - il segreto della sua malattia. Il contorno di amiche (alleate o scontrose non importa, il gruppo è omogeneo e piacevolissimo) fa il resto.
La trama è famigliare, l’atmosfera pacata e corrotta solamente dalle necessità drammatiche della sceneggiatura. I temi si sono già sentiti tutti, ma non dimentichiamo che stiamo parlando di un film dell’89. L’aria è quella di provincia e la comunità è necessariamente provinciale, il che rende tutto ancora più kitch, ma non per forza più volgare o superficiale.
Tutto sommato è un film che ho apprezzato, più vicino che mai alle atmosfere da ‘classico americano’ (dove classico non sta per capolavoro, ma di stampo classicamente americano) da cui tanto mi piace farmi coinvolgere. Era esattamente quello che cercavo.
Film 310 - Fiori d'acciaio
Film 2263 - Steel Magnolias
Consigli: Prima nomination all'Oscar della Roberts come non protagonista. Solo per questo vale la pena di dare un'occhiata.
Parola chiave: Amicizia.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 26 febbraio 2010

Film 82 - Forrest Gump

Martedì sera avevo voglia di un bel film, magari un classico...


Film 82: "Forrest Gump" (1994) di Robert Zemeckis
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Chi non ha mai visto "Forrest Gump" merita l'esilio. E' uno di quei film che non puoi non aver visto. Non del tipo "Titanic", che ti sfasci l'anima mentre subisci le 3 ore, ma più della tipologia film-piacevole-americano-classico-e-bello. Non è certo IL capolavoro, ma sicuramente ha costituito un caso nel suo genere ai tempi. Per svariati motivi. Il primo e più evidente è l'enorme successo di pubblico ($673,800,000) e critica per un finto biopic sulla vita di un ragazzo dalle scarse abilità mentali. E poi per il clamoroso successo che, dopo questo film, Tom Hanks ha ottenuto: è stato, infatti, uno dei pochissimi attori nella storia degli Oscar a vincere per due anni consecutivi la statuetta come miglior attore protagonista (l'anno precedente aveva vinto per "Philadelphia"). Oltre a lui, poi, il film ha vinto altri 5 Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio ed effetti speciali).
Perchè mi piace tanto questo film? Ale mi ha detto - facendomi pensare - che per certi versi questa pellicola è una sorta di auto celebrazione americana. Non posso dire che non sia vero, però secondo me il trucco che la rende divertente è la chiave in cui è stata resa. Non c'è un auto compiacimento fine a sé stesso nella storia, ma quasi una goliardica serie di casualità divertenti ed assurde che, messe assieme, formano la storia del Gump tardone. Lo chiamano scemo e lo insultano, ma, tra le altre cose, è miliardario grazie alla pesca dei gamberi, ha inventato il logo dello smile, è uno degli investitori della Aplle, ha combattuto in Vietnam ricevendo una medaglia al valore, è campione di ping-pong, è stato alla Casa Bianca due volte, ecc... Insomma, senza che lo sceneggiatore abbia sbandierato volgarmente i primati di Forrest, è riuscito ad inserire qualcosa di reale in una storia completamente inventata. In questo vedo la bellezza del film, perchè nonostante io sappia quanto siano assurde certe cose, non posso fare a meno di pensare che siano idee geniali!
Di altrettanto interessante c'è il cast, costituito da non pochi attori stra-famosi: Sally Field in primis, l'attrice due volte premio Oscar adesso in tv con lo show "Brothers & Sisters"; Robin Wright Penn, l'adorabile moglie dello Sean del cognome, in questa pellicola giovane e davvero bellissima; Gary Sinise, volto oggi conosciuto per lo show "CSI: NY".
Insomma, un film bello e divertente, ricco di motivi veramente validi per essere visto. Cosa aspettate?!
Consigli: Se siete tristi guardatelo e vi sentirete sollevati. Mette davvero di buon umore!
Parola chiave: Corri Forrest, CORRI!



Ric