Proprinato a Luigi a tradimento una domenica mattina, forse non è stata la scelta più adatta da accompagnare al brunch...
Film 1017: "Sinister" (2015) di Daniel Espinosa
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un po' uno spreco di cast, trama e budget (50 milioni di dollari) questo "Child 44" finisce per essere un interminabile lungaggine che carbura solo nel finale.
Credo il grande errore qui sia di voler essere forzatamente thriller, drammone di denuncia, film storico e adattamento cinematografico di un romanzo (di Tom Rob Smith) di successo. Il mix di buoni propositi e false speranze porta questa pellicola ad un nulla di fatto mortale per una storia di 137 minuti non stop su Unione Sovietica, comunismo, omicidi di bambini, Stato-padrone, violenza e soprusi di massa e chi più ne ha più ne metta. I toni drammatici sono pesantissimi e per la maggior parte della trama pare che la violenza gratuita, lo sconforto morale, l'annientamento del singolo siano gli unici elementi presenti e che, invece, i 44 ragazzini del titolo, i cui omicidi sono così ampiamente pubblicizzati nel trailer, non trovino spazio nella narrazione. Il che è un peccato, perché la contestualizzazione storica - necessaria e dovuta - è un conto, ma l'accanimento eccessivo non giova a nessuno, men che meno allo spettatore. Si arriva, dunque, al finale tanto agognato e ci si chiede se metà delle vicende raccontate non potessero essere sforbiciate e lasciate per un'eventuale versione estesa da home video. Un po' dispiace, perché i presupposti per un prodotto di qualità c'erano, non fosse altro che per il cast: Tom Hardy, Gary Oldman, Noomi Rapace Vincent Cassel per citare i più conosciuti. Il risultato finale è piatto, incapace di suscitare in chi guarda quelle emozioni che una trama del genere sembrerebbe portare necessariamente con sé e il tutto si conclude in un prodotto angosciante, ma non ispirato, che richiede fatica e uno sforzo di fede in vista di un finale che, invece, non ripaga le aspettative. Un'occasione buttata.
Cast: Tom Hardy, Gary Oldman, Noomi Rapace, Joel Kinnaman, Jason Clarke, Vincent Cassel, Paddy Considine, Charles Dance.
Box Office: $3.3 milioni
Consigli: Francamente non è un titolo che si possa decidere di vedere a cuor leggere. Il tema storico già di per sé appesantisce, senza contare che qui il tutto è gravato da una cupa atmosfera oppressiva e dispotica, un regime della paura che quando sgarri ti mette in fila contro un muro e spara. Di base "Child 44 - Il bambino n. 44" non è un film da buttare, semplicemente non è il film che poteva essere e questo è una perdita di tempo, oltre che uno spreco. Se si è fan di uno degli attori - grande Hardy - o del romanzo da cui è tratto, può aver senso tentare la visione. Gli altri che non abbiano un valdo motivo non ci provino neanche.
Parola chiave: Ferrovia.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Visualizzazione post con etichetta Noomi Rapace. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Noomi Rapace. Mostra tutti i post
venerdì 16 ottobre 2015
Film 1017 - Child 44 - Il bambino n. 44
Etichette:
Charles Dance,
Child 44,
Child 44 - Il bambino n. 44,
comunismo,
ferrovia,
Gary Oldman,
Jason Clarke,
Joel Kinnaman,
kiler,
Noomi Rapace,
Paddy Considine,
Rostov,
Tom Hardy,
tratto da un libro,
Vincent Cassel
venerdì 5 settembre 2014
Film 769 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Ho comprato il DVD a Rimini, così al ritorno dal weekend di Ferragosto ho voluto subito rivederlo!
Film 769: "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" (2011) di Guy Ritchie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: La prima visione al cinema era stata estremamente deludente per uno che aveva adorato il primo film di Ritchie. Troppo meccanico il risultato, meno naturale e spensierato di "Sherlock Holmes" e troppo, troppo intricato. Lo spettatore fatica a capire dove si voglia andare a parare e la storia lo rende forzatamente passivo, costretto a subirla senza riuscire nel tentativo di indovinare almeno i trucchetti o misteriucci più alla portata. Questo è, evidentemente, un peccato per una pellicola che fa della deduzione il suo cavallo di battaglia. La lotta che si instaura tra Holmes/Robert Downey Jr. e Moriarty/Jared Harris costringe la sceneggiatura ad alzare la posta in gioco, spianando la strada o per la genialità o per un'eccessiva complessità. A mio avviso qui vince decisamente la seconda e anche se adeguare i toni per le due menti in gioco era necessario, la conseguenza qui è che c'è un gioco a due che taglia troppo spesso fuori il resto del mondo. Ed è il limite più grande di "Sherlock Holmes: A Game of Shadows".
D'altro canto, una seconda visione mi ha fatto bene e addolcito nei confronti di film (anche se forse dalla premessa non sembrerebbe). Rimango dell'opinione che sia meno coinvolgente dell'altro, troppo attento a costruire il duello del secolo e infarcire ciò che c'è in mezzo con troppe cose, però tutto sommato - e scottatura da disillusione passata - non c'è male.
I grandi punti a favore qui sono tutti per la coppia Robert Downey Jr. - Jude Law a cui aggiungo un + grazie al coinvolgimento nel progetto di Noomi Rapace, una che sa fare il suo mestiere. Bene anche la regia di Ritchie, sempre molto personale anche quando è al servizio di un franchise commerciale tutto esplosione e lotte corpo a corpo. Ottima la colonna sonora di Hans Zimmer che, come nel precedente, accompagna le immagini con potenza e una melodia assolutamente peculiare; bella anche la fotografia.
Per tirare le somme, quindi, direi che in fin dei conti il risultato è godibile, anche se ripetto al primo film questo non mantiene lo standard.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 115 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 1341 - Sherlock Holmes
Film 367 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Box Office: $545,448,418
Consigli: "Sherlock Holmes" è meglio di "Sherlock Holmes 2", anche se non posso dire che il secondo sia brutto. Sono entrambe pellicole affascinanti, grazie soprattutto al contributo di Downey Jr. che è magnetico in scena, e ben realizzate. Questa è solo un po' meno ben riuscita dell'altra.
Parola chiave: Intervento facciale.
Se ti interessa/ti è piaciuto
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 769: "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" (2011) di Guy Ritchie
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: La prima visione al cinema era stata estremamente deludente per uno che aveva adorato il primo film di Ritchie. Troppo meccanico il risultato, meno naturale e spensierato di "Sherlock Holmes" e troppo, troppo intricato. Lo spettatore fatica a capire dove si voglia andare a parare e la storia lo rende forzatamente passivo, costretto a subirla senza riuscire nel tentativo di indovinare almeno i trucchetti o misteriucci più alla portata. Questo è, evidentemente, un peccato per una pellicola che fa della deduzione il suo cavallo di battaglia. La lotta che si instaura tra Holmes/Robert Downey Jr. e Moriarty/Jared Harris costringe la sceneggiatura ad alzare la posta in gioco, spianando la strada o per la genialità o per un'eccessiva complessità. A mio avviso qui vince decisamente la seconda e anche se adeguare i toni per le due menti in gioco era necessario, la conseguenza qui è che c'è un gioco a due che taglia troppo spesso fuori il resto del mondo. Ed è il limite più grande di "Sherlock Holmes: A Game of Shadows".
D'altro canto, una seconda visione mi ha fatto bene e addolcito nei confronti di film (anche se forse dalla premessa non sembrerebbe). Rimango dell'opinione che sia meno coinvolgente dell'altro, troppo attento a costruire il duello del secolo e infarcire ciò che c'è in mezzo con troppe cose, però tutto sommato - e scottatura da disillusione passata - non c'è male.
I grandi punti a favore qui sono tutti per la coppia Robert Downey Jr. - Jude Law a cui aggiungo un + grazie al coinvolgimento nel progetto di Noomi Rapace, una che sa fare il suo mestiere. Bene anche la regia di Ritchie, sempre molto personale anche quando è al servizio di un franchise commerciale tutto esplosione e lotte corpo a corpo. Ottima la colonna sonora di Hans Zimmer che, come nel precedente, accompagna le immagini con potenza e una melodia assolutamente peculiare; bella anche la fotografia.
Per tirare le somme, quindi, direi che in fin dei conti il risultato è godibile, anche se ripetto al primo film questo non mantiene lo standard.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 115 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 1341 - Sherlock Holmes
Film 367 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Box Office: $545,448,418
Consigli: "Sherlock Holmes" è meglio di "Sherlock Holmes 2", anche se non posso dire che il secondo sia brutto. Sono entrambe pellicole affascinanti, grazie soprattutto al contributo di Downey Jr. che è magnetico in scena, e ben realizzate. Questa è solo un po' meno ben riuscita dell'altra.
Parola chiave: Intervento facciale.
Se ti interessa/ti è piaciuto
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Etichette:
Guy Ritchie,
Jared Harris,
Jude Law,
Kelly Reilly,
Noomi Rapace,
Robert Downey Jr.,
sequel,
Sherlock Holmes,
Sherlock Holmes - Gioco di Ombre,
Sherlock Holmes: A Game of Shadows,
Stephen Fry
lunedì 24 settembre 2012
Film 454 - Prometheus
Non vedevo l'ora di vederlo!
Film 454: "Prometheus" (2012) di Ridley Scott
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese, italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Quando sono stato a Londra a giugno, i cartelloni di "Prometheus" spopolavano per le strade cittadine gridando ad un successo assicurato che, immancabile, è arrivato.
Se questo prequel della saga di "Alien" è anche il più remunerativo ($398 milioni di incasso), non si può dire che sia al contempo il più bello.
Visivamente certamente più riuscito dei suoi quattro predecessori - ricordiamoci, però, che il primo "Alien" è del 1979! - a livello di trama devo confessare che mi aspettassi davvero qualcosa di molto diverso, per non dire spettacolare.
Dove sono i colpi di scena? Perchè tantissime domande non trovano risposta? E quanto si collega davvero questa pellicola con quella che, a livello temporale, rappresenta il capostipite della saga? Vero che è già previsto un "Prometheus 2", ma mi aspettavo sinceramente che in questa pellicola avrei trovato le chiare spiegazioni della genesi dei mostruosi alieni.
I grandi pregi di un prodotto come questo, comunque, sono di certo di natura tecnica. Bellissima fotografia e un ambiente non terrestre ricreato alla perfezione grazie alle azzeccate scenografie e agli immancabili effetti speciali. Il futuro prossimo - siamo nel 2089 - è ricreato in maniera molto affascinante e si riconosce l'occhio visionario del Ridley Scott dei bei tempi di "Blade Runner".
Peccato che, però, in questa cornice si inserisca un lavoro troppo superficiale su personaggi e trama. Oltre a non accadere granché per buona parte del film, anche quando si giunge alla vera azione, ci si accorge che, in fin dei conti, niente dei fantastici momenti di panico e suspense che ci regalavano i precedenti capitoli è paragonabile alle vicende narrate in "Prometheus". Anche colpa, purtroppo, dei personaggi principali piuttosto piatti e privi di appeal. A parte un Michael Fassbender robotico doppiogiochista (di un'antipatia infinita, pari solo a quella del personaggio di Charlize Theron), non salvo nessuno degli altri personaggi. Se Noomi Rapace è secondo me un'attrice capace di sostenere il peso di una produzione come questa, non lo è il suo personaggio Elizabeth Shaw (molte somiglianze con la Ellen Ripley di Sigourney Weaver, tra l'altro), troppo debolmente trasparente per poter risaltare su uno sfodno interspaziale capace di inglobare qualunque cosa non sia capace di brillare di luce propria. Stesso discorso per il suo compagno Charlie Holloway (interpretato da Logan Marshall-Green).
Ma, se devo incoronare il peggiore dei personaggi, non posso che pensare al vecchio senza scrupoli Peter Weyland, in cerca della cura per salvarsi la vita. Oltre al fatto che non mi è chiaro il perchè di tanta speranza riposta in alieni supposti creatori della specie umana (si sono estinti anche loro, che cosa ti aspetti di scoprire?!), mi pare ancora più assurdo che si sia scelto di dare la parte ad un attore come Guy Pearce (45 anni) che, non essendo particolarmente riconosciuto dal grande pubblico, fatica già nell'essere identificato e qui, per di più, è invecchiato dal trucco tanto da non essere nemmeno vagamente identificabile. Chiaro che lo scopo non è dare una parte per accrescere la fama. Io mi chiedo solo perchè sceglierlo quando una miriade di attori dell'età giusta sarebbero stati perfetti per interpretare il ruolo, senza usufruire di un make-up piuttosto brutto e inutile.
Miei dubbi a parte, direi che questa pellicola mi ha deluso principalmente per il fatto che, da fan di "Alien", mi aspettavo di trovarmi di fronte ad una sorta di 'padre' della mitica saga. Forse, con il secondo capitolo completato, sarà più individuabile la linea adottata dagli sceneggiatori Jon Spaihts e Damon Lindelof e niente esclude che non possa rivalutare questo primo prodotto. Fino ad allora, però, devo ammettere che le mie speranze sono state disattese. Peccato.
Film 2307 - Alien: Romulus
Film 454 - Prometheus
Film 1401 - Alien: Covenant
Consigli: Chiaramente sarebbe preferibile ripassare tutta la saga d'origine. In mancanza di tempo/voglia, è comunque una pellicola che si lascia guarda e (abbastanza) capire per un appuntamento al cinema senza impegno.
Parola chiave: Gravidanza.
Ti è piaciuto? ACQUISTALO QUI
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 454: "Prometheus" (2012) di Ridley Scott
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese, italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Quando sono stato a Londra a giugno, i cartelloni di "Prometheus" spopolavano per le strade cittadine gridando ad un successo assicurato che, immancabile, è arrivato.
Se questo prequel della saga di "Alien" è anche il più remunerativo ($398 milioni di incasso), non si può dire che sia al contempo il più bello.
Visivamente certamente più riuscito dei suoi quattro predecessori - ricordiamoci, però, che il primo "Alien" è del 1979! - a livello di trama devo confessare che mi aspettassi davvero qualcosa di molto diverso, per non dire spettacolare.
Dove sono i colpi di scena? Perchè tantissime domande non trovano risposta? E quanto si collega davvero questa pellicola con quella che, a livello temporale, rappresenta il capostipite della saga? Vero che è già previsto un "Prometheus 2", ma mi aspettavo sinceramente che in questa pellicola avrei trovato le chiare spiegazioni della genesi dei mostruosi alieni.
I grandi pregi di un prodotto come questo, comunque, sono di certo di natura tecnica. Bellissima fotografia e un ambiente non terrestre ricreato alla perfezione grazie alle azzeccate scenografie e agli immancabili effetti speciali. Il futuro prossimo - siamo nel 2089 - è ricreato in maniera molto affascinante e si riconosce l'occhio visionario del Ridley Scott dei bei tempi di "Blade Runner".
Peccato che, però, in questa cornice si inserisca un lavoro troppo superficiale su personaggi e trama. Oltre a non accadere granché per buona parte del film, anche quando si giunge alla vera azione, ci si accorge che, in fin dei conti, niente dei fantastici momenti di panico e suspense che ci regalavano i precedenti capitoli è paragonabile alle vicende narrate in "Prometheus". Anche colpa, purtroppo, dei personaggi principali piuttosto piatti e privi di appeal. A parte un Michael Fassbender robotico doppiogiochista (di un'antipatia infinita, pari solo a quella del personaggio di Charlize Theron), non salvo nessuno degli altri personaggi. Se Noomi Rapace è secondo me un'attrice capace di sostenere il peso di una produzione come questa, non lo è il suo personaggio Elizabeth Shaw (molte somiglianze con la Ellen Ripley di Sigourney Weaver, tra l'altro), troppo debolmente trasparente per poter risaltare su uno sfodno interspaziale capace di inglobare qualunque cosa non sia capace di brillare di luce propria. Stesso discorso per il suo compagno Charlie Holloway (interpretato da Logan Marshall-Green).
Ma, se devo incoronare il peggiore dei personaggi, non posso che pensare al vecchio senza scrupoli Peter Weyland, in cerca della cura per salvarsi la vita. Oltre al fatto che non mi è chiaro il perchè di tanta speranza riposta in alieni supposti creatori della specie umana (si sono estinti anche loro, che cosa ti aspetti di scoprire?!), mi pare ancora più assurdo che si sia scelto di dare la parte ad un attore come Guy Pearce (45 anni) che, non essendo particolarmente riconosciuto dal grande pubblico, fatica già nell'essere identificato e qui, per di più, è invecchiato dal trucco tanto da non essere nemmeno vagamente identificabile. Chiaro che lo scopo non è dare una parte per accrescere la fama. Io mi chiedo solo perchè sceglierlo quando una miriade di attori dell'età giusta sarebbero stati perfetti per interpretare il ruolo, senza usufruire di un make-up piuttosto brutto e inutile.
Miei dubbi a parte, direi che questa pellicola mi ha deluso principalmente per il fatto che, da fan di "Alien", mi aspettavo di trovarmi di fronte ad una sorta di 'padre' della mitica saga. Forse, con il secondo capitolo completato, sarà più individuabile la linea adottata dagli sceneggiatori Jon Spaihts e Damon Lindelof e niente esclude che non possa rivalutare questo primo prodotto. Fino ad allora, però, devo ammettere che le mie speranze sono state disattese. Peccato.
Film 2307 - Alien: Romulus
Film 454 - Prometheus
Film 1401 - Alien: Covenant
Consigli: Chiaramente sarebbe preferibile ripassare tutta la saga d'origine. In mancanza di tempo/voglia, è comunque una pellicola che si lascia guarda e (abbastanza) capire per un appuntamento al cinema senza impegno.
Parola chiave: Gravidanza.
Ti è piaciuto? ACQUISTALO QUI
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Etichette:
Alien,
alieni,
Charlize Theron,
effetti speciali,
gravidanza,
Guy Pearce,
Idris Elba,
Logan Marshall-Green,
Michael Fassbender,
Noomi Rapace,
prequel,
Prometheus,
Ridley Scott,
Sigourney Weaver,
spazio,
suspense
martedì 21 febbraio 2012
Film 367 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Una pellicola di cui ho atteso l'uscita per molto tempo e per cui avevo tantissime aspettative...
Film 367: "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" (2011) di Guy Ritchie
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Purtroppo un sequel non molto ben riuscito, incapace di rispettare le aspettative del pubblico legate al buon ricordo del precedente "Sherlock Holmes".
Stessa squadra per questo 'Gioco di ombre', a partire dalla buona regia di Guy Ritchie che, pur non inoltrandosi in nulla di palesemente nuovo, riesce a riconnettersi col precedentemente capitolo senza dimenticare lo stile serrato utilizzato. In questo c'è un'ottima continuità. Favorisce, ovviamente, il montaggio che rallenta, velocizza e armonizza le scene tra loro.
Bene anche i protagonisti Robert Downey Jr., Jude Law e la nuova Noomi Rapace - direttamente dalla trilogia di Stieg Larsson -, una bellezza non convenzionale perfetta per la parte della gitana (anche se l'attrice è svedese). Piccolissimo cameo anche di Rachel McAdams che, però, conclude qui con il suo personaggio.
Ma dove sta, dunque, l'inghippo? Diciamo che, sulla carta, il film funziona. Nuovo cattivo (Moriarty/Jared Harris), nuovi imprevisti (Mycroft Holmes/Stephen Fry) e nuove avventure parrebbero tenere alta l'attenzione dello spettatore in questo seguito del famoso investigatore. Peccato che, in realtà, la trama sia di una noia spaventosa.
Tra un addio al celibato, un matrimonio, mosse di karate e sparatorie con i mitra in treno (chiedo scusa se non sono molto tecnico e potrei sbagliare, ma non sono troppo ferrato né su arti marziali né sulle armi...), ci si concentra pochissimo sul caso che, iniziato nell'incipit, finisce nel dimenticatoio fino quasi al termine del film (di non pochi 129 minuti di durata).
Troppo caos e troppa carne al fuoco finiscono per stordire chi guarda e, purtroppo, rimane la sensazione che gli sceneggiatori si siano dimenticati che i fan di Sherlock sono al cinema per vederlo risolvere misteri, non fare a pugni ogni dieci minuti. Che poi, per carità, non c'è niente di male ad aggiungere azione per svecchiare il prodotto, ma non si può credere, al giorno d'oggi, che si possa vivere ancora di solo quello. Trama 0, ma 100 azione non equivale a 1 film. E questo è proprio il caso di "Sherlock Holmes: A Game of Shadows" (titolo originale).
Peccato perchè, stilisticamente, è un prodotto molto curato e con un'impronta propria molto marcata. Si doveva, però, spingere di più sull'anima mistery di una storia come quella di Holmes e Watson.
Ps. Colonna sonora sempre piacevolmente incalzante. E' di Hans Zimmer.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 115 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 1341 - Sherlock Holmes
Film 769 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Consigli: Per chi ha apprezzato il primo capitolo è sicuramente un buon passatempo per immergersi nuovamente in quell'atmosfera. Non ha, però, lo stesso fascino dell'originale.
Parola chiave: Rene Heron.
Se ti interessa/ti è piaciuto
Trailer
Ric
Film 367: "Sherlock Holmes - Gioco di ombre" (2011) di Guy Ritchie
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: Purtroppo un sequel non molto ben riuscito, incapace di rispettare le aspettative del pubblico legate al buon ricordo del precedente "Sherlock Holmes".
Stessa squadra per questo 'Gioco di ombre', a partire dalla buona regia di Guy Ritchie che, pur non inoltrandosi in nulla di palesemente nuovo, riesce a riconnettersi col precedentemente capitolo senza dimenticare lo stile serrato utilizzato. In questo c'è un'ottima continuità. Favorisce, ovviamente, il montaggio che rallenta, velocizza e armonizza le scene tra loro.
Bene anche i protagonisti Robert Downey Jr., Jude Law e la nuova Noomi Rapace - direttamente dalla trilogia di Stieg Larsson -, una bellezza non convenzionale perfetta per la parte della gitana (anche se l'attrice è svedese). Piccolissimo cameo anche di Rachel McAdams che, però, conclude qui con il suo personaggio.
Ma dove sta, dunque, l'inghippo? Diciamo che, sulla carta, il film funziona. Nuovo cattivo (Moriarty/Jared Harris), nuovi imprevisti (Mycroft Holmes/Stephen Fry) e nuove avventure parrebbero tenere alta l'attenzione dello spettatore in questo seguito del famoso investigatore. Peccato che, in realtà, la trama sia di una noia spaventosa.
Tra un addio al celibato, un matrimonio, mosse di karate e sparatorie con i mitra in treno (chiedo scusa se non sono molto tecnico e potrei sbagliare, ma non sono troppo ferrato né su arti marziali né sulle armi...), ci si concentra pochissimo sul caso che, iniziato nell'incipit, finisce nel dimenticatoio fino quasi al termine del film (di non pochi 129 minuti di durata).
Troppo caos e troppa carne al fuoco finiscono per stordire chi guarda e, purtroppo, rimane la sensazione che gli sceneggiatori si siano dimenticati che i fan di Sherlock sono al cinema per vederlo risolvere misteri, non fare a pugni ogni dieci minuti. Che poi, per carità, non c'è niente di male ad aggiungere azione per svecchiare il prodotto, ma non si può credere, al giorno d'oggi, che si possa vivere ancora di solo quello. Trama 0, ma 100 azione non equivale a 1 film. E questo è proprio il caso di "Sherlock Holmes: A Game of Shadows" (titolo originale).
Peccato perchè, stilisticamente, è un prodotto molto curato e con un'impronta propria molto marcata. Si doveva, però, spingere di più sull'anima mistery di una storia come quella di Holmes e Watson.
Ps. Colonna sonora sempre piacevolmente incalzante. E' di Hans Zimmer.
Film 47 - Sherlock Holmes
Film 115 - Sherlock Holmes
Film 311 - Sherlock Holmes
Film 615 - Sherlock Holmes
Film 1341 - Sherlock Holmes
Film 769 - Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Consigli: Per chi ha apprezzato il primo capitolo è sicuramente un buon passatempo per immergersi nuovamente in quell'atmosfera. Non ha, però, lo stesso fascino dell'originale.
Parola chiave: Rene Heron.
Se ti interessa/ti è piaciuto
Trailer
Ric
Etichette:
Guy Ritchie,
Hans Zimmer,
James Moriarty,
Jared Harris,
Jude Law,
mistery,
Noomi Rapace,
rachel mcadams,
Robert Downey Jr.,
Sherlock Holmes - Gioco di Ombre,
Sherlock Holmes: A Game of Shadows,
Stephen Fry
Iscriviti a:
Post (Atom)



