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martedì 7 dicembre 2021

Film 2063 - Venom: Let There Be Carnage

Intro: Tra tutti i vari titoli Marvel quello su questo personggio non è certo quello che mi appassiona di più, ma Oisin voleva vederlo e un appuntamento al cinema per me è sempre piacere.

Film 2063: "Venom: Let There Be Carnage" (2021) di Andy Serkis
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Oisin
In sintesi: il personaggio di Eddie Brock (Tom Hardy) è simpatico e lo strano duo che compone insieme all'alieno Venom costituisce sicuramente la parte divertente e più riuscita del film (e del franchise), anche se non posso dire che questo secondo capitolo cinematografico mi abbia colpito o che costituisca un miglioramento rispetto al primo film.
La sensazione generale è che, nonostante i numerosi personaggi chiamati in ballo, si sia di fronte a malapena ad una storia compiuta, sembra l'avventura a grosso budget di un qualsiasi episodio di una serie tv sui supereroi, materiale funzionale giusto a riempire un capitolo di un'opera che meriterebbe maggiore approfondimento. Anche perché, a parte della coppia Eddie-Venom, degli altri personaggi sappiamo pochissimo, giusto il necessario per dare un senso all'aventura che si vuole descrivere qui.
Di Cletus Kasady/Carnage (Woody Harrelson) sappiamo poco e niente se non del suo passato a tinte tragiche e il fatto che si trovi ora nel braccio della morte e della sua amata Frances Barrison/Shriek (Naomie Harris) sappiamo ancora meno. Michelle Williams c'è e si è fidanzata col Dott. Lewis (Reid Scott), più una macchietta che un personaggio a tutti gli effetti. Per il resto la caratterizzazione di qualsivoglia elemento secondario è assente.
Insomma, mi rendo conto che "Venom: Let There Be Carnage" sia un prodotto di facile consumo che aspiri a intrattenere il suo pubblico per un'oretta e mezza di disimpegno, ma al giorno d'oggi i pasticci frettolosi alla "The Amazing Spider-Man 2" non dovrebbero più essere all'ordine del giorno, mi aspetterei quantomeno che gli studios mettano in cantiere progetti con basi più solide. Troppi personaggi buttati lì a caso e mal sfruttati insieme ad un senso generale di fretta ad incastrare tutta una serie di eventi che avrebbero bisogno di più tempo e analisi per maturare e generare la giusta dose di interesse e pathos - altrimenti la tua (solita) battaglia finale finisce per risultare indifferente allo spettatore - fanno si che questo secondo "Venom" non rappresenti davvero niente di nuovo rispetto a quanto già visto fino ad ora. Anzi, forse un passo indietro.
Film 1688 - Venom
Film 2063 - Venom: Let There Be Carnage
Cast: Tom Hardy, Michelle Williams, Naomie Harris, Reid Scott, Stephen Graham, Woody Harrelson, Tom Holland, J. K. Simmons.
Box Office: $483.2 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Innocuo quanto un po' inutile, "Venom: Let There Be Carnage" porta a malapena avanti la storia del suo protagonista, tanto che il film sembra più interessato alla sorpresa finale che rivela con la breve scena post titoli di coda che a quanto racconta durante i sui 97 minuti di durata. I fan del franchise apprezzeranno e sicuramente "Venom 2" si presta a una serata di disimpegno a cervello spento, ma davvero niente più di questo.
Premi: /
Parola chiave: Intervista.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 22 settembre 2021

Film 1822 - Mad Max: Fury Road

Intro: Sempre a Ushuaia, sempre tutto bene. Abbiamo anche gusti cinematografici simili e l'amore è nell'aria. Ma forse dovevo sentire puzza di bruciato...

Film 1822: "Mad Max: Fury Road" (2015) di George Miller
Visto: dalla tv di casa
Lingua: inglese
Compagnia: Eric
In sintesi: l'ho già visto un sacco di volte e continuo ad amarlo alla follia. Non c'è altro da aggiungere.
Film 946 - Mad Max: Fury Road
Film 1117 - Mad Max: Fury Road
Film 1822 - Mad Max: Fury Road
Film 1968 - Mad Max: Fury Road
Cast: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Zoë Kravitz, Abbey Lee, Courtney Eaton, Megan Gale.
Box Office: $375.6 milioni
Vale o non vale: Bellissimo e carico a manetta, il "Mad Max" di George Miller è sempre una garanzia quando si abbia voglia di un film d'azione di qualità.
Ps. Vi sfido a riconoscere Megan Gale...
Premi: Candidato a 10 Oscar (tra cui Miglior film e regia), ne ha vinti 6 per Miglior montaggio, costumi, trucco, montaggio sonoro, mixaggio sonoro, scenografie. Candidato a 2 Golden Globe (Miglior film drammatico e regia) e 7 BAFTA, di questi ultimi ne ha vinti 4 per Miglior montaggio, scenografie, costumi e trucco.
Parola chiave: Blood.

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#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 12 marzo 2021

Film 1968 - Mad Max: Fury Road

Intro: Un'altra delle serata in compagnia dei miei coinquilini, in questa occasione abbiamo inaugurato la nuova tradizione casalinga del cineforum. In realtà un primo tentativo si era già verificato qualche sera prima quando avevamo provato a vedere il nuovo "Wonder Woman" (francamente molto deludente) senza riuscire nemmeno a terminarlo.
Con la visione di questa pellicola, quindi, è cominciata la tradizione del Penthouse Cineforum. (Ebbene sì, ci siamo dati un nome...)
Film 1968: "Mad Max: Fury Road" (2015) di George Miller
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Bizzy, Kate
In sintesi: ogni volta che rivedo questo film rimango soddisfatto, anche se di fatto ormai conosco la storia a memoria. Il fatto è che "Mad Max: Fury Road" è semplicemente un ottimo film, un'avventura di grande intrattenimento e magnifica realizzazione estetica. Probabilmente uno dei miei titoli preferiti degli ultimi anni.
Film 946 - Mad Max: Fury Road
Film 1117 - Mad Max: Fury Road
Film 1822 - Mad Max: Fury Road
Film 1968 - Mad Max: Fury Road
Cast: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Zoë Kravitz, Abbey Lee, Courtney Eaton, Megan Gale.
Box Office: $375.4 milioni
Vale o non vale: Frenetico, coinvolgente, visivamente spettacolare e con un cast pazzesco, il film di George Miller - che, non dimentichiamocelo, è lo stesso di "Babe, maialino coraggioso" e "Happy Feet" - è una montagna russa di emozioni che coinvolge dall'inizio alla fine con due protagonisti meravigliosi. E, non a caso, sono in arrivo sequel per entrambi (anche se per ora solo "Furiosa" ha una data di uscita: 23 giugno 2023).
Premi: Candidato a 10 Oscar (tra cui Miglior film e regia), ne ha vinti 6 per Miglior montaggio, costumi, trucco, montaggio sonoro, mixaggio sonoro, scenografie. Candidato a 2 Golden Globe (Miglior film drammatico e regia) e 7 BAFTA, di questi ultimi ne ha vinti 4 per Miglior montaggio, scenografie, costumi e trucco.
Parola chiave: Blood bag.

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#HollywoodCiak
Bengi

sabato 7 dicembre 2019

Film 1688 - Venom

Intro: Tutti ne parlavano, tutti andavano a vederlo: non ce lo siamo lasciati scappare neanche noi. Anche perché andare al cinema era la nostra attività preferita durante l'unico giorno libero del lunedì.
Film 1688: "Venom" (2018) di Ruben Fleischer
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Jenny
In sintesi: ai critici non sarà piaciuto per niente, ma di sicuro il pubblico ha gradito. Poi no, il risultato finale di questo primo titolo su Eddie Brock non è risultato il solito capolavoro Marvel - che qui condivide gli sforzi insieme a Sony e Columbia -, ma devo dire che mi aspettassi decisamente di peggio. Davvero da quello che avevo letto sembrava ci si dovesse preparare a un disastro su tutti i fronti, mentre "Venom" è una chiassosissima pellicola ripiena di effetti speciali e di twist della trama non particolarmente ispirati, eppure nel complesso il risultato finale è ok, certamente di intrattenimento quanto basta per portare la gente al cinema.
Non ci vedo niente di male nel portare al pubblico quel mix di cazzeggio e cazzata, specialmente quando si ha alla mano un protagonista così evidentemente diviso tra un'umanità e una disumanità tanto agli antipodi: Eddie muta per caso, non vuole e non sa come combattere il se stesso malvagio; Venom prende il sopravvento e fornisce una soluzione estrema e violentissima ai problemi del corpo di cui si è impadronito. Insomma, si poteva forse cercare di lanciarsi un tantino di più sull'introspezione e meno sull'esplosione, ma rimane il fatto che esistono pellicole ben più confuse o mal riuscite. Senza contare che si tratta di una combo Sony + Marvel i cui precedenti "The Amazing Spider-Man" 1 e 2 sono risultati in due gigantesche boiate. Insomma, secondo me si poteva fare molto, molto di peggio.
Ps. "Venom 2" arriva il 2 ottobre 2020.
Film 1688 - Venom
Film 2063 - Venom: Let There Be Carnage
Cast: Tom Hardy, Michelle Williams, Riz Ahmed, Scott Haze, Reid Scott, Jenny Slate, Melora Walters, Woody Harrelson, Peggy Lu.
Box Office: $856.1 milioni
Vale o non vale: Non sarà la migliore pellicola di sempre tratta da un fumetto, ma rimane comunque un titolo d'intrattenimento che giova di un grandissimo protagonista e un personaggio cattivo che, nonostante il suo operato totalmente fuori controllo, rimane piuttosto intrigante.
Premi: /
Parola chiave: Parassite.

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Bengi

martedì 30 aprile 2019

Film 1569 - The Revenant

Intro: Avevamo già provato a rivederlo, ma il dvd che avevamo a disposizione era rovinato e non siamo riusciti. Fortuna che esistono streaming e download.
Film 1569: "The Revenant" (2012) di Alejandro G. Iñárritu
Visto: dal pc portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: avevo un sacco voglia di rivederlo, principalmente per confermare una serie di ricordi che avevo relativamente alla mia prima visione: DiCaprio e Hardy fantastici, atmosfera desolata e destabilizzante, una messa in scena potentissima grazie alla crudezza della realizzazione, una storia (semi-biografica) molto forte. Tutto confermato.
Film 1081 - The Revenant
Cast: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Domhnall Gleeson, Will Poulter, Forrest Goodluck, Paul Anderson, Lukas Haas.
Box Office: $533 milioni
Vale o non vale: Potente, agghiacciante, fortissimo. Imperdibile!
Premi: Vincitore di 3 premi Oscar per Miglior regia, attore protagonista e fotografia su 12 nomination (tra cui Miglior film e attore non protagonista), 3 Golden Globes su 4 nomination (Miglior fil, regia, attore protagonista) e 5 BAFTA su 8 candidature (Miglior film, regia, attore protagonista, sonoro e fotografia).
Parola chiave: Hawk.

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Bengi

mercoledì 13 marzo 2019

Film 1529 - Dunkirk

Intro: Nella nostra corsa alla preparazione pre Oscar, io e cuggy ci siamo lanciati nella visione (seconda, per me) dell'ultimo film di Christopher Nolan.
Film 1529: "Dunkirk" (2017) di Christopher Nolan
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: Due gli aspetti più rilevanti di questa seconda visione. Innanzitutto sono riuscito a comprendere meglio i dialoghi che, la prima volta, mi avevano lasciato abbastanza perplesso. La conquista della comprensione è sicuramente un fattore da non sottovalutare che, naturalmente, mi ha lasciato compiaciuto; allo stesso tempo, però, ammetto che ho trovato "Dunkirk" meno intrigante della prima volta. Sempre un bel film, ma decisamente meno d'impatto di quanto mi ricordassi. Nonostante ciò, un prodotto solido e ben costruito, capace di trasportare lo spettatore all'interno della storia, di coinvolgerlo e stupirlo, complice un climax narrativo che aumenta tensione e suspense;
Nolan rimane uno dei registi più interessanti in circolazione, consapevole del suo mestiere e dedito alla sua arte. La martellante colonna sonora di Hans Zimmer non fa che accentuare la grandezza delle scene.
Film 1439 - Dunkirk
Cast: Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D'Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy.
Box Office: $526.9 milioni
Vale o non vale: Perfetto esempio di buon cinema contemporaneo. Un film ben costruito e diretto, con un cast interessante e in parte, per un risultato finale avvincente nonostante i difficili temi raccontati (Seconda guerra mondiale, solitudine, violenza, paura, estraneo e nemico, morte). Da vedere.
Premi: Candidato a 8 premi Oscar, tra cui Miglior film e regia, ne ha vinti 3 (Miglior montaggio, mixaggio e montaggio sonoro); 3 nomination ai Golden Globe (film, regia, colonna sonora) e 8 nomination ai BAFTA (una vittoria per il Miglior sonoro).
Parola chiave: Aereo.

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Bengi

venerdì 26 ottobre 2018

We need to talk about Venom

Even though it had a better than expected box-office first week ("Venom" was initially projected to gross $60–70 million, but it went on to gross $80.3 million, marking the best October opening weekend of all-time, as well as the seventh best opening for a Sony film), Tom Hardy's new antihero Eddie Brock struggled to find critics consensus.
With an approval rating of 30% based on 258 reviews on Rotten Tomatoes, a weighted average score of 35 out of 100 on Metacritic and an average grade of "B+" on an A+ to F scale on CinemaScore, the movie didn't exactly topped fans and critics expectations. With some reviews describing it as "worthless", "aggressively loud and stupid without being much fun at all" or even "chaotic, noisy, and in desperate need of a stronger attachment to Spider-Man", "Venom" has apparently failed to impress its crowd, yet still managing to make strong business: with a worldwide gross of $466.5 million the movie was able to surpass the $450 million gross it needed to break even (Deadline Hollywood estimates).
So what is it about "Venom"? Is it that bad or it just wasn't able to reflect the expectation behind it? You decide. And, in the meantime, you can enjoy our latest info pic!



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mercoledì 26 settembre 2018

Film 1512 - Inception

Intro: this is one of my favourite movies, so there shouldn't be no surprise if I decide to watch it for the umpteenth time. Also, I think this is the first time I'm watching it in English...
Film 1512: "Inception" (2010), Christopher Nolan
Watched: my laptop
Language: English
Watched with: Fre
Briefly: Nolan at his best. The movie has rhythm, a very well thought (and written) plot, and a wonderful idea behind it all: is it possible to instil ideas in people's mind and make them believe that is actually a self-produced thought? "Inception" then appears to be more than just a motion picture, it's kinda like an experiment;
the cast is great and I really believe that everyone has got the right part. DiCaprio and Cotillard are the sweetest and saddest couple;
visual effects are amazing and watching this film is really entertaining. It makes you wonder how did they manage to create a world made out of dreams. Unbelievably stunning to watch. Also, the soundtrack - by Hans Zimmer - is just amazing. listen to it to believe me.
Film 156 - Inception
Film 339 - Inception
Film 1062 - Inception
Film 1512 - Inception
Cast: Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Ellen Page, Tom Hardy, Cillian Murphy, Tom Berenger, Michael Caine.
Box Office: $828.3 milion
Worth watching?: the perfect choice if you need a really entertaining night. "Inceptions" requires attention and faith, it is not that kind of movie that you can just put on and pretend to listen. Follow the story and its characters carefully and you'll not be disappointed.
Awards: 4 Oscars (Cinematography, Sound Mixing, Sound Editing and Visual Effects), 3 BAFTAs (Production Design, Sound, Visual Effects) and 4 Golden Globes nominations.
Key word: Maze.

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lunedì 20 novembre 2017

Film 1439 - Dunkirk

Stessa giornata al cinema, terzo e ultimo film di fila.

Film 1439: "Dunkirk" (2017) di Christopher Nolan
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: E va bene, lo ammetto, non ho capito quasi niente dei dialoghi. Senza sottotitoli è stata un'impresa riuscire a comprendere appieno ogni battuta e anche se dopo un po' ci ho fatto l'orecchio - diciamo - ho sperimentato una certa difficoltà di base per tutta la visione. Fortuna che non è esattamente un film che si basa sui dialoghi quanto più su ciò che mostra. E in questo Nolan è quasi imbattibile.
"Dunkirk" è una pellicola sulla guerra, ma di quelle che non la rendono bella o quasi divertente: ogni attacco aereo è una strage, ogni bomba che esplode un momento di panico, ogni raffica di proiettili un attentato alla vita. La guerra di Nolan fa paura, è dura e pericolosa e vuoi solo che finisca, speri solo di sopravvivere. Con questa consapevolezza addosso - che si acquisisce in pochi istanti a dire il vero - si segue la storia con non poca ansia, sollecitati da una colonna sonora incalzante, spinti dalla sceneggiatura ad una immedesimazione quasi istantanea con i poveri soldati che attendono solo di essere portati in salvo da qualcuno. Inglesi e francesi, bloccati sulla riva della cittadina del titolo, sono letteralmente spalle al muro, bloccati dal nemico tedesco che non intende concedere tregua. Sarà anche con l'aiuto della popolazione civile alla guida delle proprie imbarcazioni private che riuscirà la miracolosa evacuazione di oltre 300,000 soldati raccontata qui.
Al di là del valore che può avere di per sé ricordare e dare spazio a questo episodio storico, va detto che l'esperienza "Dunkirk" vale senz'altro la pena di essere vissuta. Il film è tecnicamente perfetto, montato divinamente, aiutato dalla mano esperta di Nolan che si dimostra per l'ennesima volta un impareggiabile narratore. Non gli servono infiniti dialoghi per costruire la suspense e tenere lo spettatore incollato allo schermo: è attraverso le immagini, infatti, che questo lavoro meglio si racconta. Inseguimenti aerei, bombardamenti, i volti giovani di centinaia di migliaia di ragazzi sperduti, l'umanità di chi decide di rischiare la propria vita per aiutare chi è in pericolo, la sensazione di smarrimento dovuta alla situazione incerta, la paura della morte, l'annegare, il sentirsi un mirino addosso... Tutti questi elementi fanno di "Dunkirk" un perfetto film di guerra, un'esperienza coinvolgente oltre che uno strumento utile per le domande del caso (una su tutte: ha senso sprecare tante vite umane?). Il risultato finale è qualitativamente molto alto e certamente questo sarà uno dei titoli contendenti in tante categorie dei prossimi Oscar 2018, soprattutto in quelle tecniche dato che Nolan non viene spesso considerato dall'Academy, non quanto dovrebbe comunque. Agli aspetti tecnici si aggiunge un cast "silenzioso" ma per nulla sconosciuto: trai tanti volti noti Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy e nientemeno che Harry Styles (ex One Direction) qui al suo debutto come attore.
Insomma, una pellicola che non vedevo l'ora di recuperare e, in definitiva, sono contento di non essermi fatto scappare. Un bel prodotto, ben costruito, profondo, sincero.
Film 1529 - Dunkirk
Cast: Fionn Whitehead, Tom Glynn-Carney, Jack Lowden, Harry Styles, Aneurin Barnard, James D'Arcy, Barry Keoghan, Kenneth Branagh, Cillian Murphy, Mark Rylance, Tom Hardy.
Box Office: $525 milioni
Consigli: Se non si capisce bene l'inglese è meglio affidarsi ad una versione quantomeno sottotitolata, altrimenti diventa difficile comprendere il tutto. A parte questo, si tratta probabilmente di uno dei titoli-evento dell'anno, di quelli che è meglio non perdersi in vista dei vari premi e soprattutto perché hanno qualcosa da raccontare.
Un bel film solido, tecnicamente eccellente, girato e accompagnato musicalmente in maniera coinvolgente ed efficace, "Dunkirk" è certamente un prodotto che richiede attenzione e dedizione, non un passatempo per una serata qualsiasi. Consapevoli di questo, immergetevi in questa esperienza lasciandovi totalmente trascinare, spaventare, terrorizzare. E poi tirate un sospiro di sollievo.
Parola chiave: Sopravvivere.

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martedì 19 aprile 2016

Film 1117 - Mad Max: Fury Road

Comprato il dvd e subito rivisto! Anche perché Poe non voleva credere che potesse essere un bel film...
Film 1117: "Mad Max: Fury Road" (2015) di George Miller
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Niente da fare, una figata. Un reboot magnifico di una saga fino all'anno scorso destinata agli aficionados e oggi, invece, riportata in vita con potenza e spettacolarità. Un prodotto per quanto mi riguarda già cult, bellissimo, con due protagonisti pazzeschi, un super cattivo, corse in macchina da cardiopalma, una fotografia che è di volta in volta una scoperta e una regia in grado di valorizzare il tutto alla perfezione. Insomma, "Mad Max" vera e propria rivelazione della passata stagione cinematografica, successo di pubblico e critica (6 Oscar e quasi 400 milioni di dollari d'incasso), uno dei migliori film dell'anno.
Anche questa seconda visione mi ha soddisfatto e ha consolidato le mie impressioni positive sul film, ricordandomi perché ero rimasto tanto colpito la prima volta che l'ho visto al cinema. Bello, audace, feroce e dal ritmo trascinante. Per molti versi non convenzionale e fuori dai canoni standardizzati di Hollywood, in grado di proporre una visione del proprio mondo molto personale e affascinante. Insomma, davvero un ottimo risultato!
Film 946 - Mad Max: Fury Road
Film 1117 - Mad Max: Fury Road
Film 1822 - Mad Max: Fury Road
Film 1968 - Mad Max: Fury Road
Cast: Tom Hardy, Charlize Theron, Nicholas Hoult, Hugh Keays-Byrne, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Zoë Kravitz, Abbey Lee, Courtney Eaton, Megan Gale.
Box Office: $378.4 milioni
Consigli: Non c'è molto da dire, se non che "Mad Max: Fury Road" è un film dalle mielle sorprese, un titolo da tenere presente perché per molti versi sorprendente e di grande intrattenimento. Da vedere e rivedere.
Parola chiave: Sacca di sangue.

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venerdì 5 febbraio 2016

Film 1062 - Inception

Giornata non felicissima di dicembre, eppure salvata da qualche buon elemento positivo.
Film 1062: "Inception" (2010) di Christopher Nolan
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Avevo voglia di rivederlo da tempo, perché è un bel film, ha degli effetti speciali pazzeschi, una colonna sonora da urlo, un cast fantastico... e perché è di Nolan. Tutti questi elementi assieme fanno di "Inception" uno dei miei film preferiti, esempio di come una pellicola sappia colpirmi sempre e comunque per spettacolarità e inventiva, non importa quante volte l'abbia già vista.
Non c'è molto altro da aggiungere: insieme a "Il cigno nero" uno dei migliori film del 2010.
Ps. 4 Oscar, anche se quello per la sceneggiatura mancato. Il che è un delitto vero e proprio.
Film 156 - Inception
Film 339 - Inception
Film 1062 - Inception
Film 1512 - Inception
Cast: Leonardo DiCaprio, Ken Watanabe, Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard, Ellen Page, Tom Hardy, Cillian Murphy, Tom Berenger, Michael Caine, Pete Postlethwaite, Dileep Rao, Lukas Haas.
Box Office: $825.5 milioni
Consigli: Quest'anno sono nuovamente sul grande schermo insieme, entrambi candidati all'Oscar: DiCaprio e Hardy, qui alleati e in "The Revenant" nemici giurati. Una coppia da cinema che funziona bene tra gli onirici sogni di Nolan quanto tra i gelidi ghiacci di Iñárritu. Insieme a loro un cast ricco di star e talenti per un viaggio adrenalinico tra fantasia e realtà, mondi paralleli, subconsci, fantasie e speranze, il tutto - un rimbalzo dopo l'altro - per tentare di instillare un'idea.
Nella lista dei miei personali capolavori.
Parola chiave: Totem.

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giovedì 14 gennaio 2016

Oscars 2016: nomination e vincitori

Ci siamo. Stasera ci sono gli Oscar e, per me, è la giornata più bella dell'anno.
Dopo l'annuncio delle nomination fatto il 14 gennaio, oggi 28 febbraio finalmente verrano assegnati i premi cinematografici più importanti del mondo e, come sempre, io sono al settimo cielo. Chi vincerà? Chi si meriterebbe di vincere? Cosa non mi ha convinto? Insomma, al solito sono prontissimo e carico per la serata dopo mesi e mesi di premi, premietti, red carpet, pronostici e voci di corridoio. Stasera si decide quello che, per un anno da oggi, sarà il meglio del meglio del cinema (anglofono).
Come dicevo, è da un po' che le candidature sono state annunciate, giorno in cui effettivamente ho caricato questo post, promettendomi di trascrivere il mio pensiero a riguardo il prima possibile. Ovviamente sono arrivato all'ultimo giorno utile per farlo, ma forse meglio così. Quest'anno mi sono dato veramente da fare: ho visto quasi tutti i film in nomination per Miglior film (tranne "Room" che ho iniziato questa mattina e finirò in serata) e comunque un numero altissimo di pellicole candidate, la maggior parte in lingua, particolare di cui sono felice perché veramente mi ha dato una prospettiva diversa rispetto alle mie preferenze. A tal proposito dico subito che, a mio avviso, Tom Hardy si meriterebbe di vincere perché in "The Revenant" è magnifico. Ma non affrettiamo le cose. i pronostici alla fine.
Non ci sono stati troppo scossoni quest'anno, pur ritrovando alcune sorprese. "Bridge Of Spies" passa dalla singola candidatura ai Golden Globe alle 6 nomination qui; "Star Wars: The Force Awakens" si becca 5 menzioni (e forse si potevano sprecare un pelino di più); a Charlotte Rampling viene finalmente riconosciuta la sua prima nomination per "45 Years" (che vorrei recuperare non appena finito di scrivere questo update) al pari della mia amata Rachel McAdams che, pur non meritandosi una vittoria lo ammetto, era da tempo che veniva lasciata indietro. In generale diciamo che per gli attori - pur tutti bianchi, come la polemica non ha mancato di sottolineare - siano state fatte buone scelte. Per quanto riguarda in generale le pellicole, sono stato felicissimo di riscontrare il clamoroso successo di "Mad Max", al quale darei quantomeno l'Oscar per la regia (si certo) ma che a parte qualcosina di tecnico sono certo non si porterà a casa altro. "Carol" rimarrà certamente a bocca asciutta se non riesce nemmeno a vincere per i costumi e, in uno scontro speculare, spero che "Steve Jobs" non vinca niente mentre trionfi la Vikander sulla Winslet (che non mi pare abbia un ruolo così memorabile) e Redmayne non vinca niente (tanto lo sappiamo da mesi che vince giustamente DiCaprio). Sono contento, invece, per Brie Larson, che francamente conoscevo pochissimo, pur dispiacendomi per una Saoirse Ronan che in "Brooklyn" mi ha davvero colpito (poi ovvio, nessuno batte Cate, ma non la possiamo far vincere tutti gli anni...). Iñárritu vincerà di nuovo - e allora "Birdman" ce lo potevamo risparmiare ampiamente, l'anno scorso - anche se non credo davvero che "The revenant" sia il miglior film dell'anno: i miei personali migliori - tra gli 8 candidati - sono "Mad Max", "Spotlight" e "Brooklyn". Nessuno di questi ha una vera chance di vincere, ma sognare è sempre bello. In realtà "Spotlight" potrebbe vincere per la sceneggiatura, per cui io incrocio le dita. Per quanto riguarda la colonna sonora questo sembra davvero l'anno di Morricone e, anche se mi sta piuttosto antipatico, glielo auguro di cuore. Lady Gaga e - finalmente per lei dopo 8 nomination e 0 vittorie! - Diane Warren dovrebbero portarsi a casa il premio come Miglior canzone, anche se a me "Earned It" da "Fifty Shades of Grey" convince sempre di più ad ogni ascolto. Mi da un po' fastidio che Gaga si vinca un Oscar dopo il Golden Globe vinto come Miglior attrice, dato che sappiamo quanto tenda a montarsi la testa... Ma staremo a vedere. In ogni caso tra lei, The Weeknd e Sam Smith, si può dire che anche quest'anno gli Academy Awards non si facciano mancare la giusta dose di artisti sulla cresta dell'onda per quanto riguarda il comparto musicale.
Per quanto riguarda il film straniere il premio dovrebbe andare a "Son of Saul", mentre il Miglior film d'animazione sarà sicuramente "Inside Out", neanche a dirlo.
Bene, più o meno le abbiamo dette tutte alla rinfusa, ora non manca che elencare la mia idea dei vincitori in maniera più organizzata. Avevo pensato di evitarmela quest'anno - già che in fondo alla pagina c'è il ballot per votare -, ma alla fine una tradizione è una tradizione e dopo 7 anni non mi sento di farla morire. Mi limiterò a un semplice chi penso che vincerà, fermo restando che non sempre il mio voto coinciderà con chi ritengo dovrebbe ricevere la statuetta. Che, non dimentichiamocelo, molto probabilmente tra meno di 12 ore sarà tra le mani di Sylvester Stallone. Chi l'avrebbe mai detto?
Buoni Oscar a tutti e... votate!
[* = chi secondo me vincerà]

2016 Academy Awards
Best Picture
The Big Short
Bridge Of Spies
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
The Martian
The Revenant
Room
Spotlight

Best Actor
Bryan Cranston, Trumbo
Matt Damon, The Martian
* Leonardo DiCaprio, The Revenant
Micheal Fassbender, Jobs
Eddie Redmayne, The Danish Girl


Best Actress
Cate Blanchett, Carol
* Brie Larson, Room
Jennifer Lawrence, Joy
Charlotte Rampling, 45 Years
Saoirse Ronan, Brooklyn

Best Supporting Actor
Christian Bale, The Big Short
Tom Hardy, The Revenant
Mark Ruffalo, Spotlight
Mark Rylance, Bridge of Spies
* Sylvester Stallone, Creed

Best Supporting Actress
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight
Rooney Mara, Carol
Rachel McAdams, Spotlight
* Alicia Vikander, The Danish Girl
Kate Winslet, Jobs


Directing
The Big Short, Adam McKay
Mad Max: Fury Road, George Miller
* The Revenant, Alejandro González Iñárritu
Room, Lenny Abrahamson
Spotlight, Tom McCarthy

Film Editing
* The Big Short, Hank Corwin
Mad Max: Fury Road, Margaret Sixel
The Revenant, Stephen Mirrione
Spotlight, Tom McArdle
Star Wars: The Force Awakens, Maryann Brandon and Mary Jo Markey

Foreign Language Film
“Embrace of the Serpent” Colombia
“Mustang” France
* “Son of Saul” Hungary
“Theeb” Jordan
“A War” Denmark


Original Score
“Bridge of Spies” Thomas Newman
“Carol” Carter Burwell
* “The Hateful Eight” Ennio Morricone
Sicario” Jóhann Jóhannsson
Star Wars: The Force Awakens” John Williams

Production Design
“Bridge of Spies” Production Design: Adam Stockhausen; Set Decoration: Rena DeAngelo and Bernhard Henrich
“The Danish Girl” Production Design: Eve Stewart; Set Decoration: Michael Standish
* “Mad Max: Fury Road” Production Design: Colin Gibson; Set Decoration: Lisa Thompson
“The Martian” Production Design: Arthur Max; Set Decoration: Celia Bobak
“The Revenant” Production Design: Jack Fisk; Set Decoration: Hamish Purdy


Visual Effects
“Ex Machina” Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington and Sara Bennett
“Mad Max: Fury Road” Andrew Jackson, Tom Wood, Dan Oliver and Andy Williams
“The Martian” Richard Stammers, Anders Langlands, Chris Lawrence and Steven Warner
“The Revenant” Rich McBride, Matthew Shumway, Jason Smith and Cameron Waldbauer
* “Star Wars: The Force Awakens” Roger Guyett, Patrick Tubach, Neal Scanlan and Chris Corbould

Adapted Screenplay
* “The Big Short” Screenplay by Charles Randolph and Adam McKay
“Brooklyn” Screenplay by Nick Hornby
“Carol” Screenplay by Phyllis Nagy
“The Martian” Screenplay by Drew Goddard
“Room” Screenplay by Emma Donoghue

Original Screenplay
“Bridge of Spies” Written by Matt Charman and Ethan Coen & Joel Coen
Ex Machina” Written by Alex Garland
“Inside Out” Screenplay by Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley; Original story by Pete Docter, Ronnie del Carmen
* “Spotlight” Written by Josh Singer & Tom McCarthy
“Straight Outta Compton” Screenplay by Jonathan Herman and Andrea Berloff; Story by S. Leigh Savidge & Alan Wenkus and Andrea Berloff


Animated Feature Film
"Anomalisa", Charlie Kaufman, Duke Johnson and Rosa Tran
"Boy and the World", Alê Abreu
"Inside Out", Pete Docter and Jonas Rivera
"Shaun the Sheep Movie", Mark Burton and Richard Starzak
"When Marnie Was There", Hiromasa Yonebayashi and Yoshiaki Nishimura

Cinematography
"Carol", Ed Lachman
"The Hateful Eight", Robert Richardson
"Mad Max: Fury Road", John Seale
* "The Revenant", Emmanuel Lubezki
"Sicario", Roger Deakins

Costume Design
"Carol", Sandy Powell
"Cinderella", Sandy Powell
"The Danish Girl", Paco Delgado
"Mad Max: Fury Road", Jenny Beavan
"The Revenant", Jacqueline West


Documentary Feature
* "Amy", Asif Kapadia and James Gay-Rees
"Cartel Land", Matthew Heineman and Tom Yellin
"The Look of Silence", Joshua Oppenheimer and Signe Byrge Sørensen
"What Happened, Miss Simone?", Liz Garbus, Amy Hobby and Justin Wilkes
"Winter on Fire: Ukraine’s Fight for Freedom", Evgeny Afineevsky and Den Tolmor

Documentary Short Subject
"Body Team 12", David Darg and Bryn Mooser
"Chau, beyond the Lines", Courtney Marsh and Jerry Franck
"Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah", Adam Benzine
* "A Girl in the River: The Price of Forgiveness", Sharmeen Obaid-Chinoy
"Last Day of Freedom", Dee Hibbert-Jones and Nomi Talisman

Makeup and Hairstyling
* “Mad Max: Fury Road” Lesley Vanderwalt, Elka Wardega and Damian Martin
“The 100-Year-Old Man Who Climbed out the Window and Disappeared” Love Larson and Eva von Bahr
“The Revenant” Siân Grigg, Duncan Jarman and Robert Pandini

Original Song
“Earned It” from “Fifty Shades of Grey” Music and Lyric by Abel Tesfaye, Ahmad Balshe, Jason Daheala Quenneville and Stephan Moccio
“Manta Ray” from “Racing Extinction” Music by J. Ralph and Lyric by Antony Hegarty
“Simple Song #3” from “Youth” Music and Lyric by David Lang
* “Til It Happens To You” from “The Hunting Ground” Music and Lyric by Diane Warren and Lady Gaga
“Writing’s On The Wall” from “Spectre” Music and Lyric by Jimmy Napes and Sam Smith

Animated Short Film
“Bear Story” Gabriel Osorio and Pato Escala
“Prologue” Richard Williams and Imogen Sutton
“Sanjay’s Super Team” Sanjay Patel and Nicole Grindle
* “We Can’t Live without Cosmos” Konstantin Bronzit
“World of Tomorrow” Don Hertzfeldt

Live Action Short Film
“Ave Maria” Basil Khalil and Eric Dupont
“Day One” Henry Hughes
“Everything Will Be Okay (Alles Wird Gut)” Patrick Vollrath
“Shok” Jamie Donoughue
* “Stutterer” Benjamin Cleary and Serena Armitage

Sound Editing
“Mad Max: Fury Road” Mark Mangini and David White
“The Martian” Oliver Tarney
* “The Revenant” Martin Hernandez and Lon Bender
“Sicario” Alan Robert Murray
“Star Wars: The Force Awakens” Matthew Wood and David Acord

Sound Mixing
"Bridge of Spies", Andy Nelson, Gary Rydstrom and Drew Kunin
"Mad Max: Fury Road", Chris Jenkins, Gregg Rudloff and Ben Osmo
"The Martian", Paul Massey, Mark Taylor and Mac Ruth
"The Revenant", Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom and Chris Duesterdiek
* "Star Wars: The Force Awakens", Andy Nelson, Christopher Scarabosio and Stuart Wilson



#HollywoodCiak
Bengi

sabato 9 gennaio 2016

Film 1081 - The Revenant

Per la prima recensione del 2016 faccio un salto in avanti e anticipo una pellicola che ho appena finito di vedere. Insieme ad altre due che la precedono e che ho visto nei giorni scorsi, è una delle candidate favorite alla stagione dei premi di quest'anno e che, a mio avviso, potrebbe essere l'Oscar come Miglior attore per Leonardo DiCaprio. Finalmente.
Film 1081: "The Revenant" (2015) di Alejandro G. Iñárritu
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: Come dicevo nell'introduzione, "The Revenant" è uno dei film legati all'imminente stagione di premi (che comincia proprio domani con i Golden Globes) che ho visto più di recente. Insieme a "The Big Short" e "Il ponte delle spie" fa parte di quel gruppo di film che sto cercando di recuperare in modo da arrivare preparato agli Oscar di fine febbraio. Più degli altri due, però, questo mi ha colpito, motivo per il quale sto anticipando la recensione per averne un ricordo che sia fresco. Eccoci, quindi.
Più che un film, un corso di sopravvivenza. Più che una storia, un pugno nello stomaco. "The Revenant" è il titolo di Iñárritu che avrei voluto vedere l'anno scorso, un'avventura che mi ha sorpreso molto di più che il tanto acclamato "Birdman". Quest'ultimo, pur meritevole di lode, ha mancato comunque di interessarmi pienamente, mentre qui tutto si può fare tranne che distrarsi. Violentissimo, crudo, in un certo senso cattivo e maledettamente freddo, il racconto di vendetta che si ispira alla vera storia di Hugh Glass (che Wikipedia descrive come frontiersman, fur trapper, and explorer) è un magnetico diario che sfoglia pagine della storia americana tra paesaggi mozzafiato e la disperata necessità di sopravvivere.
Vero e proprio scontro tra razze, culture e uomini, lo scenario dipinto qui è desolante e spaventoso tanto quanto i boschi in cui siamo costretti ad inoltrarci senza la dovuta preparazione. Già perché fin dalla prima, interminabile scena, Iñárritu non ci risparmia nulla: scalpi, frecce, sparatorie, sgozzamenti, agguati, accoltellamenti, il tutto per una rappresentazione tanto realistica che, a pensarci, fa venire la pelle d'oca. Il drammatico incontro con l'orso sarà qualcosa di straziante, ma niente paragonato al confronto finale fra i due antagonisti, stremati dal freddo e dal dolore eppure incessantemente decisi a braccarsi l'un l'altro.
Per quanto non possa dire che questo sia il mio personale miglior film dell'anno, non posso negare di aver subito il magnetismo di "The Revenant". Molto del merito - se non la maggior parte - va ad un grandissimo DiCaprio: non lo dico tanto per dire, la sua immersione nella parte è totale e evidente, il suo talento non si può discutere perché è sotto gli occhi di chi guarda. Dolorante, ferito non solo nella carne, abbattuto eppure inarrestabile, il suo Glass è uno di quegli uomini che, motivati da una causa, non molleranno fino al suo raggiungimento. E' solo così che l'uomo sopravvive ad una serie surreale di eventi sfortunati di cui mamma orsa è solo l'inizio.
Da questo particolare punto di vista, la storia raccontata qui mi ha ricordato quella di un'altra pellicola votata al martirio del suo protagonista: "Unbroken". Anche lì dopo mille soprusi, violenze, sfortune e vere e proprie torture, lo spettatore si trova disarmato di fronte all'accanimento della vita che, quando vuole, riesce veramente ad essere bastarda (anche il film della Jolie è tratto da fatti accaduti realmente). "The Revenant", inevitabilmente, mi ha riportato alla mente anche altri ricordi legati a pellicole del passato, come "Il Grinta" dei Coen (o il prossimo "The Hateful Eight" di Tarantino) o "Into the Wild". E, voluto o no, la totale assenza di tagli del montaggio (qui solo nella prima parte), ha fatto da ponte col precedente "Birdman", al quale il regista ha regalato una finta assenza di intervento del montaggio. Il confronto fra i due ultimi titoli del regista messicano è quindi inevitabile e anche se il soggetto è totalmente diverso, non si può fare a meno di chiedersi durante la visione quale dei due la spunterà. Personalmente scelgo "The Revenant", che ho trovato narrativamente molto forte e visivamente potentissimo. Sarà il fascino della terra sconosciuta e desolata, la grande performance di DiCaprio, una buona dose di oniricità, la naturalezza di una regia che sembra voler scomparire, eppure rimane sempre ben presente (come quando il fiato di Glass appanna lo schermo o quanto il sangue di Fitzgerald (Tom Hardy) macchia la videocamera a sancire la presenza del vetro). Tutti insieme questi elementi - a cui aggiungo una speciale menzione per Hardy, veramente bravo a proporre un accento così marcatamente yankee per lui che è inglese di Londra - producono un risultato finale compatto e solido, un film che non manca di lasciare il proprio segno e per il quale mi auguro DiCaprio ottenga finalmente il suo meritato riconoscimento. Ha dormito nudo nella carcassa di un cavallo... Cosa deve fare di più?
Film 1569 - The Revenant
Cast: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy, Will Poulter, Domhnall Gleeson, Lukas Haas, Forrest Goodluck, Paul Anderson, Kristoffer Joner, Melaw Nakehk'o.
Box Office: $16 milioni ad oggi (la pellicola è uscita ieri in tutta America dopo una distribuzione limitata cominciata il giorno di Natale)
Consigli: 4 candidature ai Golden Globes (Miglior film drammatico, regia, attore protagonista e colonna sonora del grandissimo Ryuichi Sakamoto) e 8 ai BAFTA, a cui sicuramente si aggiungeranno quelle degli Oscar (spero anche per Hardy), "The Revenant" è il film con cui il Miglior regista del mondo in carica ritorna al cinema per raccontare la sua nuova storia. Tratto dalla vita dell'esploratore e uomo di frontiera Hugh Glass, e più precisamente dal libro di Michael Punke, questo film è un viaggio serrato e violento in una sorta di terra di nessuno nella quale, per sopravvivere, bisogna uccidere il proprio vicino. Niente infiocchettature o abbellimenti, qui si va dritti al punto: o si sa come sopravvivere o si muore. Lo stesso, per trasposizione, vale per lo spettatore che, se vuole uscire sano e salvo da questa narrazione, deve essere certo di avere stomaco forte e un'imperitura convinzione che, alla fine, anche qualcosa di buono potrebbe succedere. O no?
Parola chiave: Vendetta.

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venerdì 16 ottobre 2015

Film 1017 - Child 44 - Il bambino n. 44

Proprinato a Luigi a tradimento una domenica mattina, forse non è stata la scelta più adatta da accompagnare al brunch...

Film 1017: "Sinister" (2015) di Daniel Espinosa
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Un po' uno spreco di cast, trama e budget (50 milioni di dollari) questo "Child 44" finisce per essere un interminabile lungaggine che carbura solo nel finale.
Credo il grande errore qui sia di voler essere forzatamente thriller, drammone di denuncia, film storico e adattamento cinematografico di un romanzo (di Tom Rob Smith) di successo. Il mix di buoni propositi e false speranze porta questa pellicola ad un nulla di fatto mortale per una storia di 137 minuti non stop su Unione Sovietica, comunismo, omicidi di bambini, Stato-padrone, violenza e soprusi di massa e chi più ne ha più ne metta. I toni drammatici sono pesantissimi e per la maggior parte della trama pare che la violenza gratuita, lo sconforto morale, l'annientamento del singolo siano gli unici elementi presenti e che, invece, i 44 ragazzini del titolo, i cui omicidi sono così ampiamente pubblicizzati nel trailer, non trovino spazio nella narrazione. Il che è un peccato, perché la contestualizzazione storica - necessaria e dovuta - è un conto, ma l'accanimento eccessivo non giova a nessuno, men che meno allo spettatore. Si arriva, dunque, al finale tanto agognato e ci si chiede se metà delle vicende raccontate non potessero essere sforbiciate e lasciate per un'eventuale versione estesa da home video. Un po' dispiace, perché i presupposti per un prodotto di qualità c'erano, non fosse altro che per il cast: Tom Hardy, Gary Oldman, Noomi Rapace Vincent Cassel per citare i più conosciuti. Il risultato finale è piatto, incapace di suscitare in chi guarda quelle emozioni che una trama del genere sembrerebbe portare necessariamente con sé e il tutto si conclude in un prodotto angosciante, ma non ispirato, che richiede fatica e uno sforzo di fede in vista di un finale che, invece, non ripaga le aspettative. Un'occasione buttata.
Cast: Tom Hardy, Gary Oldman, Noomi Rapace, Joel Kinnaman, Jason Clarke, Vincent Cassel, Paddy Considine, Charles Dance.
Box Office: $3.3 milioni
Consigli: Francamente non è un titolo che si possa decidere di vedere a cuor leggere. Il tema storico già di per sé appesantisce, senza contare che qui il tutto è gravato da una cupa atmosfera oppressiva e dispotica, un regime della paura che quando sgarri ti mette in fila contro un muro e spara. Di base "Child 44 - Il bambino n. 44" non è un film da buttare, semplicemente non è il film che poteva essere e questo è una perdita di tempo, oltre che uno spreco. Se si è fan di uno degli attori - grande Hardy - o del romanzo da cui è tratto, può aver senso tentare la visione. Gli altri che non abbiano un valdo motivo non ci provino neanche.
Parola chiave: Ferrovia.

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martedì 30 giugno 2015

Film 946 - Mad Max: Fury Road

Il trailer non mi aveva particolarmente convinto, ma dopo che Andrea mi ha detto che gli era piaciuto tantissimo e tornava a vederlo volentieri per accompagnarmici mi sono decisamente incuriosito...

Film 946: "Mad Max: Fury Road" (2015) di George Miller
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea
Pensieri: Di "Mad Max" non sapevo nulla e tutt'ora non so niente. So solo che il regista è sempre Miller e che prima di Tom Hardy il ruolo di Max era interpretato da Mel Gibson. E' quanto basta per quanto mi riguarda, non perché "Mad Max: Fury Road" non mi sia piaciuto, ma perché francamente non so quanto potrebbe interessarmi recuperare il franchise (Gibson non è mai stato fra i miei favoriti; inoltre gli altri 3 film sono degli anni '80 e non credo che la resa potrebbe esaltarmi tanto quanto questa).
La cosa curiosa è che Miller mette in scena un film d'azione post-apocalittico che è una meraviglia da seguire, ma tra gli altri suoi titoli famosi non ci sono esattamente regie simili: un Oscar vinto per il Miglior film d'animazione ("Happy Feet" di cui dirige anche il sequel) ed entrambi i "Babe" (sì, proprio lui, il maialino coraggioso): ora, l'accostamento Max Rockatansky - Babe non è certamente uno di quelli che mi sarei aspettato di dover fare nella vita, anche se certamente lo spaziare fra più generi non implica non saper rendere loro giustizia.
E, infatti, "Mad Max: Fury Road" è uno spettacolo dall'inizio alla fine, un'esplosione visiva oltre che un concentrato di adrenalina che storia e immagini mettono in scena per lo spettatore, catturato per tutta la durata dei 120 minuti di pellicola. Per quanto mi riguarda davvero una delle sorprese più inaspettate di sempre, un film che preme fin da subito sull'acceleratore e regala un'avventura difficile da dimenticare tanto è intensa. Merito, certo, dei 3 protagonisti (Hardy, Charlize Theron e Nicholas Hoult), ma anche dell'inquietante cattivo della situazione Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne) e da una trama ben architettata che propone un duplice viaggio su una strada davvero... infuocata! Tra deserti, tempeste di sabbia, terreni fangosi, cacce all'uomo, sparatorie, assalti tra veicoli e un vero e proprio esercito a caccia - per non parlare poi della presenza nientemeno che di Megan "tutto intorno a te" Gale - questa storia è un travolgente ritorno al cinema della saga, capace nella non facile impresa di creare un blockbuster attuale nelle fattezze e nell'approccio, pur restando legati ad un personaggio creato più di 20 anni fa.
Insomma, un prodotto estreamente dinamico, che non perde troppo tempo a rimuginare sul superfluo: i dialoghi dicono esattamente quello che c'è da dire, le scene quello che c'è da vedere. Il tutto è crudo quanto la storia che racconta: il tiranno Immortan Joe centellina l'acqua per il popolo e tiene segregate le sue numerose mogli (Zoë Kravitz, Rosie Huntington-Whiteley, Riley Keough, Abbey Lee, Courtney Eaton). A sorpresa gli si opporrà l'Imperatrice Furiosa (Theron) che, nel tentativo di portare in salvo le mogli nascoste nell'autocisterna di cui è alla guida, conoscerà l'ex polizziotto Max con il quale, tra numeroisissime disavventure, finirà per allearsi. Obiettivi saranno la sconfitta del tirannico leader della Cittadella e la ricerca del luogo natale dell'Imperatrice prima che venisse rapita da bambina. Altro non aggiungo, per evitare spoiler e perché la storia è ricchissima di eventi e colpi di scena degni di essere seguiti.
Dunque un bel film, titolo inaspettatamente fresco per un'estate che, bisogna dirlo, sta avendo i suoi buoni momenti oltre che insassi sbalorditivi. "Mad Max: Fury Road" è assolutamente uno dei titoli migliori usciti nell'ultimo periodo o, forse, tra tutti il mio preferito.
Ps. Curiosamente anche qui come in "Jurassic World" siamo al quarto capitolo di una saga (rinata in reboot) in cui il protagonista maschile, primo anche nei credits, è in realtà personaggio secondario rispetto alla coprotagonista femminile: la storia dell'Imperatrice Furiosa è quella principale fra cui si intreccia anche il destino di Max; inoltre Charlize Theron è certamente di più impatto visivo considerata l'esposizione piena del viso, poi dipinto di nero, e il taglio di capelli cortissimo.
Film 946 - Mad Max: Fury Road
Film 1117 - Mad Max: Fury Road
Film 1822 - Mad Max: Fury Road
Film 1968 - Mad Max: Fury Road
Box Office: $356.4 milioni
Consigli: Il film ha avuto una proiezione speciale all'ultimo Festival del Cinema di Cannes, una scelta certamente inusuale per i canoni dell'evento, ma salutata con non poco entusiasmo dalla critica (il che già la dice lunga). L'ultimo film di Miller è pura adrenalita, un balzo azzardato indietro nel tempo che, però, riesce a sopravvivere al ventennio di ibernazione cui era rimasto destinato grazie ad una grande avventura che delizia lo spettatore sia per i colpi di scena che per le potenti immagini proposte. Gli effetti speciali non mancano, la fotografia lavora sodo (le scene in blu, ma anche quelle nella tempesta di sabbia) e il risultato finale è un mix iconico e francamente difficile da dimenticare. Il mondo di "Mad Max" targato 2015 è uno spasso, violento e crudo quanto basta, pazzo all'estremo e assolutamente di intrattenimento. Un film che ripaga ampiamente il costo del biglietto.
Parola chiave: Terre verdi.

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Bengi

mercoledì 26 marzo 2014

Film 687 - Una spia non basta

Protagonista a parte, poteva sembrare un esempio di cinema leggero con contaminazioni spionistiche divertente e spassoso. Ho tentato...

Film 687: "Una spia non basta" (2012) di McG
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Chi, di grazia, dovrebbe ritenersi fortunato tra Chris Pine e Tom Hardy per aver conquistato i favori sessuali dei 156cm biondo platino con annessa schucchia, anche detta Reese Witherspoon? E' l'enorme quesito che questa pellicola pone per tutta la durata dei suoi 103 minuti di durata, con solo collateralmente accenni a qualche operazione di spionaggio o qualche inseguimento e sparatoria. Per il resto è più che altro un "all about Reese" di cui, francamente, si poteva anche fare a meno.
Non mi aspettavo certamente di essere sorpreso per trama o idee innovative, ma davvero tutta la perdita di tempo su chi scegliere dei due uomini-amici-agenti CIA da parte di Lauren/Witherspoon è alla lunga davvero noioso. Sia perché, ribadisco, non si capisce per quale motivo dovrebbero entrambi aver puntato su una come lei, sia perché lei non è in grado di rendersi interessante - a causa probabilmente di un personaggio di per sé certo non sfavillante - o simpatica.
Il film in generale, per quanto intrattenga, si è però rivelato più deludente del previsto, debolissimo sia sull'aspetto comico, sia su quello dell'azione. Per quanto riguarda il primo le gag non sono particolarmente brillanti, né la rivalità testosteronica tra gli amici è sfruttata a dovere, con uno spreco di potenziale. Per quanto concerne l'avventura, invece, solo inizio e fine regaleranno qualche momento di brio finalmente privo (circa) dell'onnipresente biondina contesa.
Peccato, la rivalità giocosa in salva spy poteva essere un punto a favore per il risultato complessivo, magari cercando di produrre qualcosa di un po' meno mediocre, stereotipato, banale o patinato.
Box Office: $156,491,279
Consigli: Si può serenamente vedere, ma proprio nulla di che. L'enorme fronte di Chris Pine e le enormi labbra di Tom Hardy avrebbero potuto essere usati meglio che come spalla dell'enorme mento di Reese Witherspoon. La conclusione è scontatissima.
Parola chiave: Appuntamento.

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Bengi

lunedì 4 febbraio 2013

Film 501 - Il cavaliere oscuro - Il ritorno

Primo film del 2013. Primo film di febbraio. Primo film a superare la soglia delle 500 recensioni. Solo lui poteva farcela. Chi? Batman.


Film 501: "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" (2012) di Christopher Nolan
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Marco
Pensieri: E' sconcertante come un film così bello sia stato anche così tanto snobbato nella stagione di premiazioni di quest'anno. Niente Oscar - dopo le 8 nomination e le 2 statuette vinte del precedente "Il cavaliere oscuro" -, nessuna candidatura ai Golden Globes (che però hanno voluto puntare su... "Il pescatore di sogni"?!) e giusto una menzione nella categoria Migliori effetti speciali ai BAFTA britannici. E, grazie al cielo, una nomination ai Grammy del 10 febbraio alla magnifica colonna sonora di Hans Zimmer. Tutto ciò è stranamente fuori dalle classiche abitudini di circostanza in questi eventi "da premio" in quanto di solito si tende ad onorare ciò che era stato premiato in precedenza se non altro per giustificare la scelta di eleggerlo a "migliore" in qualcosa. Quindi tutti si aspettavano, se non la candidatura a Miglior film, sicuramente qualche citazione nelle varie parti tecniche di suono, montaggio, effetti speciali. E invece niente. Ancora una volta Nolan non è considerato, nonostante sia uno dei pochissimi registi attualmente capaci di scrivere, girare e produrre pellicole di qualità che sbanchino anche il botteghino. Senza voler denigrare nessuno, un'ultima postilla: gente come Kevin Costner e Mel Gibson hanno vinto l'Oscar alla regia. Non serve aggiungere altro.
Questo "The Dark Knight Rises" è certamente un buon blockbuster e una degna conclusione della trilogia di rinascina dell'Uomo pipistrello. Dopo i sacrifici di Bruce Wayne per salvare Gotham martirizzando il proprio alter ego, veniamo finalmente all'epilogo che lo vedrà risorgere ai vecchi fasti di gloria. Arrivarci non sarà, chiaramente, una passeggiata.
E', infatti, per colpa del cattivo di turno Bane/Tom Hardy che la sicurezza e tranquillità (apparente) della città è messa alla prova. In un crescendo di tensione e terrorismo (non solo) psicologico, infatti, il mascherato antagonista procederà nel suo intento di tenere improgionata l'intera popolazione di Gotham, sovvertendo regole e privilegi e dando in mano il potere ai criminali e ai meno abbienti (mentre i borghesi e i cittadini facoltosi sono portati al cospetto di una "corte" per essere giudicati) e denunciando gli l'insabbiamenti dei crimini compiuti dall'amministrazione Dent (Aaron Eckhart). Chiaramente c'è molto altro sotto...
Oltre ai soliti personaggi ricorrenti nella storia di Nolan (Christian Bale è Batman, poi ritroviamo Gary Oldman, Michael Caine, Morgan Freeman e Cillian Murphy), numerosi i nuovi personaggi, ognuno dotato di un "doppio" che finirà per rivelarsi con l'evolversi della storia. Senza voler preannunciare alcunché, le new entries sono Joseph Gordon-Levitt, Marion Cotillard (entrambi in "Inception") e - inaspettatamente - Anne Hathaway nel bellissimo e molto sexy ruolo ruolo di Cat Woman. Su di loro è bene da subito tenere gli occhi puntati.
Insomma, in sostanza è una pellicola ben realizzata, tecnicamente potente e capace di creare molte attese - solo parzialmente mantenute, però - a livello di trama. Nolan è un maestro nel ricreare storie ad incastro, mondi dell'apparenza che nascondono complesse strutture a matrioska che vanno a costruire quello che sarà l'effetto a sorpresa finale. Come sempre, insomma, nulla è ciò che veramente appare. E non si può dare nessun particolare per scontato.
Interessante la performance di Tom Hardy che riesce a comunicare espressività nonostante indossi una maschera che gli copre più di metà del viso per tutta la durata dei 165 minuti di pellicola. Solo un po' meno cattiveria del previsto, da parte del suo personaggio, di quanto la trama e l'attesa non lascino sperare.
In generale, comunque, nonostante un capitolo precedente tanto famoso e acclamato, credo si possa dire serenamente che "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" non faccia assolutamente rimpiangere ciò che lo ha preceduto.
Consigli: $1,081,041,287 di incasso mondiale e capitolo conclusivo di una delle trilogie più famose della storia del cinema commerciale contemporaneo. Anche solo per questi due motivi, "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" va visto. A tutti i costi.
Parola chiave: Bar a Firenze.

Trailer

Ric