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martedì 4 agosto 2026

Film 2484 - Mortal Kombat II

Intro: When I was in Italy back in May, I rewatched the first film in this series to get ready for the sequel. Then, when I got back, I missed my chance to go to the movies - to watch "The Sheep Detectives", of all movies... - and didn't get to see it. So, as soon as the right moment presented itself, I gave this film a go.

Film 2484
: "Mortal Kombat II" (2026), Simon McQuoid
Watched: From the projector
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: To my surprise, I actually quite enjoyed the first "Mortal Kombat" and was extremely curious to see its sequel. I read reasonably good things about it, but nothing too enthusiastic, and the box office performance wasn't stellar, so I didn't know what to expect.
Fact is, I loved this movie! I think, even more so than the first one, it's great at delivering a story that's closer to its source material: we finally see the tournament happen, the players go against each other and die, and all their best moves are performed on the big screen in an environment that makes sense for what this product is: a film based on a fighting video game.
I was particularly impressed by the visual aesthetic of the film. All the settings for the fight scenes are great and feel very unique while, color-wise, I thought "Mortal Kombat II" does a great job of highlighting the different factions, worlds, costumes and elements that uniquely identify each character, in a way that doesn't feel like a simple copy-paste from the game.
Additionally, I think this sequel shows that the producers actually listened to what the audience asked for after the first film came out: the tournament, the fights, and the lore of the source material, rather than just fan service. And I believe the story does a great job of incorporating all these elements together.
That said, "Mortal Kombat II" has its flaws, although I wasn't too bothered by them. I personally struggled with the number of characters the story deals with, to the point that at times I couldn't keep up. Also, some of the characters from the previous film were just there to get slaughtered which, yeah, you could see coming from a mile away, but I thought it was bold in some cases. (spoiler) Particularly, bringing back Cole Young (Lewis Tan), aka the main protagonist of the previous film, only to have him massacred the first time he competes in the tournament was a bold move. It really surprised me and, yeah, I loved it. He was a terrible protagonist, so I think it was a good move to shift the focus to the more charismatic and entertaining Johnny Cage (Karl Urban).
All in all, I really enjoyed "Mortal Kombat II" and I can't wait to watch it again. I only wish this movie had gotten a bit more love at the box office to justify a third outing. At this stage, I'm not sure it's gonna happen, but I have my fingers crossed.
Film 2014 - Mortal Kombat
Film 2469 - Mortal Kombat
Film 2484 - Mortal Kombat II
Cast: Karl Urban, Adeline Rudolph, Jessica McNamee, Josh Lawson, Ludi Lin, Mehcad Brooks, Tati Gabrielle, Lewis Tan, Damon Herriman, Chin Han, Tadanobu Asano, Joe Taslim, Hiroyuki Sanada.
Box Office: $129.5 million
Worth a watch?: If you enjoyed the first one, I'm sure you're gonna love this sequel even more. The story is tighter, the action sequences are amazing and, in general, "Mortal Kombat II" is better paced, has found the right protagonist and is a clear improvement over the first film. I found it visually compelling, and the soundtrack is a banger. Currently, I'm obsessed with the end credits song. I highly recommend it if you enjoy club/techno music (Techno Syndrome 2026 (feat. Ed Boon) - Olivier Adams).
Awards: /
Key word: Amulet.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 23 giugno 2026

Film 2469 - Mortal Kombat

Intro: For whatever reason, I fucking love this franchise. So when I was back in Italy, I decided to watch the first one once again to prepare for the second movie coming to theaters..

Film 2469
: "Mortal Kombat" (2021), Simon McQuoid
Watched: From the TV
Language: Italian
Watched with: Giulio
Thoughts: Still love this movie. I watched it for the first time back at DCU during Covid - so yeah, from home - and I remember being really surprised by how much I enjoyed it.
I mean, it's not perfect by any means, but it's a fun, easy ride. The fight scenes are good, the whole vibe isn't too serious, and for almost 2 hours you forget about everything and bask in the sweet memories of your childhood when playing videogames was one of your biggest concerns.
For what it is, "Mortal Kombat" delivers an uncomplicated spectacle that works and balances enough references to the OG game with new, cool scenes perfect for the big screen.
Film 2014 - Mortal Kombat
Film 2469 - Mortal Kombat
Film 2484 - Mortal Kombat II
Cast: Lewis Tan, Jessica McNamee, Josh Lawson, Tadanobu Asano, Mehcad Brooks, Ludi Lin, Chin Han, Joe Taslim, Hiroyuki Sanada.
Box Office: $84.4 million
Worth a watch?: Although some performances are a bit stiff - but are we really here for the performances? - the fight scenes work, and some of them are actually quite cool to watch (and gruesome, let me tell you). I enjoyed it more than I expected the first time and enjoyed it even more this second time around. If you loved the videogame, this is for you.
Awards: /
Key word: Birth mark.

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#HollywoodCiak
Bengi

giovedì 3 giugno 2021

Film 2014 - Mortal Kombat

Intro: Ero onestamente molto curioso di vedere questa pellicola specialmente perché, a detta di tutti, i precedenti due film dedicati al famoso videogioco erano così terribili che fosse effettivamente impossibile fare di peggio...

Film 2014
: "Mortal Kombat" (2021) di Simon McQuoid
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: lo dico subito, così ci togliamo il pensiero: a me questo "Mortal Kombat" è piaciuto.
Non è un capolavoro e sicuramente ci sarebbe stato tanto da migliorare, ma bisogna anche essere onesti e ammettere che, nel momento in cui si sceglie di vedere una pellicola tratta da un famosissimo videogioco di lotta, non si stia cercando un prodotto che metta la qualità della storia o la caratterizzazione dei personaggi al primo posto. Un po' come per "Godzilla vs. Kong", sono le spettacolari scene d'azione quelle che contano. E "Mortal Kombat" sicuramente non manca di lasciare soddisfatti da questo punto di vista.
Poi sì, è vero che si parla tanto del famoso torneo durante il film ma, di fatto, (spoiler) il torneo non si verifica mai e che - altrettanto vero - la caratterizzazione dei personaggi è inesistente, ma si fa presto a dimenticarsene nel momento in cui la storia mette in scena i vari momenti di combattimento.
In questo senso credo che questo prodotto faccia il suo dovere, regalando allo spettatore esattamente quello che stava cercando. E' inutile prendersi in giro e aspettarsi qualcosa di più da questo franchise e, mi sento anche di dire, è persino un po' ridicolo pretenderlo. Si tratta di un prodotto di facilissimo consumo che non ha alcuna velleità artistica se non quella di presentare effetti speciali e scene di lotta degni di nota. E, da questo punto di vista, "Mortal Kombat" non lascia delusi.
Film 2014 - Mortal Kombat
Film 2469 - Mortal Kombat
Film 2484 - Mortal Kombat II
Cast: Lewis Tan, Jessica McNamee, Josh Lawson, Tadanobu Asano, Mehcad Brooks, Ludi Lin, Chin Han, Joe Taslim, Hiroyuki Sanada.
Box Office: $81.2 milioni (ad oggi)
Vale o non vale: Praticamente un insieme di scene di combattimento alternate a una storia vagamente accennata che, nell'insieme, funzionano quanto basta per intrattenere e lasciare soddisfatto chi, come me, fosse alla ricerca di un film che non abbia alcuna pretesa se non quella di regalare picchi di adrenalina tra un pugno e l'altro. Sta poi a voi decidere se sia quello che state cercando.
Premi: /
Parola chiave: Prophecy.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 15 febbraio 2017

Film 1306 - Silence

Serata tra cugini con aperitivo e un salto in Cineteca a recuperare l'ultima gestazione di Scorsese. Non sono sicuro di essere ancora stato perdonato per la mia scelta...

Film 1306: "Silence" (2016) di Martin Scorsese
Visto: al cinema
Lingua: inglese
Compagnia: Francy
Pensieri: "Silence" è una pellicola che già nel titolo si spiega da solo. E' una produzione faraonica (40 milioni di dollari per produrlo) oltre che un titolo difficilissimo che richiede concentrazione e pazienza. Di seguito i miei pensieri sottoforma di appunti. Più che a un film, si assiste ad una liturgia, un racconto interminabile che solo inizialmente può essere scambiato per una pellicola perché poi ci si accorge che è qualcos'altro, quasi un atto di fede nei confronti di un regista che è un mito e divinità per quelli del suo ambiente. Dunque è con devozione che c si deve rimettere alla storia di questo "Silence", un dramma in costume che richiede la pazienza di un santo, la speranza di chi crede in qualcosa e, forse, l'arguzia di chi sa leggere oltre le immagini. Io è così che ho vissuto questa esperienza, come un discepolo che segue un rituale che non sempre capisce e di cui spesso si interroga (sulle motivazioni) e che, certamente, rimane con delle domande. La mia prima e più forte è: perché proprio questa storia e che senso ha raccontarla nel 2017? Una storia interminabile, lentissima, straziante per narrare la vita di un uomo costretto a a demolirsi, rinnegarsi e poi convivere con quanto ha fatto. E noi insieme a lui. Si poteva certamente sforbiciare; sui toni e modi non discuto, la ricostruzione è magistrale;
- Andrew Garfieldall'inizio non mi convinceva, ma devo dire che la sua performance cresce durante la narrazione, per arrivare ad esplodere nel momento del colloquio con il finalmente ritrovato Ferreira (Liam Neeson) che, praticamente, parlando di ciò che ne è stato di lui predirrà il destino dello stesso Rodrigues (Garfield);
- mi sono spesso chiesto se non ci fossero dei rimandi alla storia di Gesù raccontata nella Bibbia, pur con episodi che coinvolgo personaggi di volta in volta diversi: quando Ichizo, Mokichi e il terzo uomo vengono appesi ai pali in mezzo al mare (3 uomini, 3 costruzioni in legno simili a croci); quando l'eterno pentito Kichijiro tradisce definitivamente Rodrigues - alla terza volta - ricevendo come ricompensa monete d'argento, che non sono 30 denari, ma 300...; quando alla fine Rodrigues rinnega la sua fede e calpesta l'immagine cristiana e a quel punto si è fatta l'alba. Senza contare tutte le persecuzioni e torture che mettono in pratica contro i cristiani i buddisti giapponesi, sorta di novelli romani;
- in certe scene, soprattutto all'inizio quando i due preti sbarcano sulle coste del giappone, le immagini mi hanno ricordato il film di Garrone "Il racconto dei racconti";
- mancando praticamente la colonna sonora, mi hanno molto colpito i suoni, i rumori e comunque l'attenzione dedicata ai particolari legati al suono, come gli zoccoli dei cavalli nel fango. Inoltre ho trovato in linea con la storia e l'ambientazione la scelta dei titoli di coda accompagnati dal rumore del vento, le onde del mare, le cicale,...;
- la punizione che la storia riserva al suo protagonista mi è parsa in linea con la cultura giapponese: costretto alla conversione totale, trasformato in sibolo, monito e promemoria per la sua comunità, la punizione del prete cattolico che voleva portare la sua religione allo straniero è quella di venire egli stesso costretto alla conversione, rinnegando se stesso e tutto ciò che è stato per venire inserito all'interno della società locale, assorbito dal mondo estraneo, dovendo così convivere con la consapevolezza di aver tradito le proprie convinzioni e il suo credo. La tortura non è fisica, ma è un fardello da portare per tutta la vita.
Dunque un titolo complicato che si discosta molto dalle ultime produzioni molto mainstream di Scorsese che, nonostante tematiche non certo semplici, preferiva comunque toni più ritmati. Nel caso di "Silence", l'ambientazione, le tematiche e la concezione dell'opera hanno portato ad un risultato finale complesso e pesante, violentissimo e paradossalmente particolarmente statico, anche se nel complesso non mi pento di aver dato una chance a questa pellicola. E' stata davvero un'esperienza totale, un'immersione in un tempo e mondo lontanissimi, una richiesta di sottomissione ad un linguaggio cinematografico totalmente distante, eppure un lavoro efficace, feroce e difficile da dimenticare. Probabilmente una visione che non ripeterò mai, ma di sicuro indimenticabile.
Ps. Candidato ad un solo premio Oscar (Miglior fotografia) nonostante fosse dato tra i favoriti a fare incetta di nomination.
Cast: Andrew Garfield, Adam Driver, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds, Liam Neeson, Issey Ogata, Shinya Tsukamoto, Yoshi Oida, Yōsuke Kubozuka.
Box Office: $14.1 milioni
Consigli: Per tutti i fan di scorsese e/o del cast, per chi cerca una vera e propria esperienza da fare, però, solo se veramente motivati e pronti alle 2h e 41min di full immersion cinematografica. Altrimenti meglio un altro film.
Parola chiave: Ugly woman.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 8 marzo 2016

Film 1097 - 47 Ronin

Una due giorni fuori porta (in realtà dentro) e un wifi non funzionante ci ha obbligato a optare per qualche dvd. Questo il primo.
Film 1097: "47 Ronin" (2013) di Carl Rinsch
Visto: dal computer portatile
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Clamoroso flop al botteghino mondiale, vero e proprio harakiri commerciale, bannato dalla critica... Eppure a me continua a piacere.
Certamente è una boiata colossale, classico esempio di appropriazione culturale da parte degli americani - che riescono a rimpire di steroidi anche la storia dei 47 ronin giapponesi (samurai senza un padrone) che, per vendicare la memoria del loro signore, moriranno tramite seppuku, ma ritrovando l'onore perso -, eppure a me il risultato finale non dispiace.
Visivamente bello, con costumi degni di nota e, pur con i suoi limiti di superficialità, capace di dare lustro alla cultura giapponese, "47 Ronin" è un blockbuster forse troppo orientale per il pubblico che non lo è - e viceversa - e forse per questo incapace di generare quell'interesse che ci si aspetta da una pellicola costata 150 milioni di dollari solo di produzione.
In ogni caso si tratta di un titolo di puro intrattenimento che funziona non solo sulla carta e, a conti fatti, regala esattamente ciò che promette.
Film 688 - 47 Ronin
Cast: Keanu Reeves, Hiroyuki Sanada, Tadanobu Asano, Rinko Kikuchi, Ko Shibasaki, Min Tanaka, Cary-Hiroyuki Tagawa, Jin Akanishi, Masayoshi Haneda, Rick Genest.
Box Office: $151.8 milioni
Consigli: Chi fosse alla ricerca di svago, un po' di avventura, molte leggende e una storia basata sull'onore, troverà sufficiente soddisfazione qui. "47 Ronin" è un film d'intrattenimento garbato, bello da vedere e anche affascinante, pur rivisitato secondo i canoni americani del cinema contemporaneo. Non indimenticabile, ma fa il suo dovere.
Parola chiave: Tengu.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 22 luglio 2014

Film 746 - Battleship

Tra una partita alla Play Station 3 e l'altra ci abbiamo inserito anche questo film(accio)!

Film 746: "Battleship" (2012) di Peter Berg
Visto: dalla tv di Andrea
Lingua: italiano
Compagnia: Andrea, Luigi
Pensieri: Il blue-ray lo avevamo regalato ad Andrea per il suo compleanno e io un blue-ray su una tv a schermo piatto gigante non lo avevo mai visto, ergo era la situazione perfetta per rispolverare quel gigantesco flop che è stato "Battleship" e dargli la sua seconda caotica occasione.
In effetti la nuova chance ha sortito effetti positivi e devo ammettere che mi sono goduto questa rispolverata, tra effetti speciali ben fatti, un mare che più blu non si può e una Rihanna cazzuta che ce l'ha con gli alieni come Batman con il Joker. Tolte le aspettative di cui ero carico la volta che ho visto al cinema questa pellicola - e ricollocandola nella giusta prospettiva di superboiata pazzesca -, posso candidamente ammettere di aver seguito con tranquillizante spensieratezza le avventure navali di Taylor Kitsch e compagni, con buona pace per le sceneggiature di qualità (o con anche solo un briciolo di trama). Inutile, infatti, ricercare un minimo di impegno narrativo in questo prodotto commerciale ispirato al gioco della Battaglia Navale, perché è talmente superficiale, banale e privo di idee originali che, se ci pensi con coscienza, è imbarazzante. Meglio, quindi, prenderlo per il verso giusto e utilizzarlo per l'unico scopo cui è buono: intrattenimento puro. In questa prospettiva è anche godibile...
Film 408 - Battleship
Box Office: $303,025,485
Consigli: Scritto male, recitato senza troppa spinta (Rihanna vince il Razzie come Peggior attrice non protagonista, ma la vera incapace è l'insipida Brooklyn Decker) e sinceramente troppo lungo. Alcuni passaggi sono perfino noiosi. Valgono certamente gli effetti speciali, ma una pellicola - anche se solo commerciale - non può davvero basarsi solo su quello. Approcciandosi a questo film, quindi, meglio esserne consci fin da subito: è solo uno spettacolo per gli occhi. La Battaglia Navale sarebbe meglio restasse un gioco da tavolo.
Parola chiave: Alieni.

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#HollywoodCiak
Bengi