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martedì 26 ottobre 2021

Film 2047 - Molly's Game

Intro: Dando un'occhiata alla mia lista di titoli salvati su Netflix, ho ritrovato questa pellicola che avrei voluto recuperare a tempo perso. E così, una sera, gli ho dato una chance.

Film 2047: "Molly's Game" (2017) di Aaron Sorkin
Visto: dall'iMac
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: non si può certo dire che Aaron Sorkin non sia un abile storyteller, però per quanto mi riguarda nel suo caso il vero problema sta sempre nelle parole, nello specifico nel numero spropositato di cui ne fa uso. In questo caso è andata meglio.
La storia (vera) di Molly Bloom e la sua scalata verso il successo economico grazie ad un business illegale legato al gioco del poker per ricconi dalla scommessa - e la mancia - facile è sicuramente molto interessante e viene ben controbilanciata dai ben più mesti toni dell'altro risvolto della medaglia di questa vicenda, ovvero l'indagine dell'FBI che mette Molly spalle al muro. In questo senso la storia funziona bene e tiene alta l'attenzione dello spettatore, curioso di capire quale sia l'elemento che porterà effettivamente alla rovina l'attività della protagonista, davvero ben interpretata da una Jessica Chastain ultimamente meno sulla cresta dell'onda di qualche anno fa e che meriterebbe, invece, qualche attenzione in più (va detto che nei suoi confronti al momento si parla di un possibile nomination ai prossimi Oscar per la pellicola "The Eyes of Tammy Faye").
Detto questo, "Molly's Game" funziona quanto basta e mantiene quanto promette, anche se il risultato finale non è un capolavoro senza tempo. Un prodotto onesto che dà ampio spazio al talento della Chastain che si riconferma - ci fosse stato bisogno di ribadirlo - in grado di portare sulle proprie spalle le sorti di tutta la baracca.
Cast: Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong, Chris O'Dowd, Bill Camp, Brian d'Arcy James, Graham Greene, Justin Kirk, Joe Keery.
Box Office: $59.3 milioni
Vale o non vale: I fan di Sorkin apprezzeranno questo suo primo approccio alla regia, un buon esordio dello sceneggiatore premio Oscar per "The Social Network". "Molly's Game" è un buon titolo, anche se non esattamente la proposta giusta per una serata distasea a cervello spento. Come la scrittura profusa di dialoghi e personaggi di Sorkin richiede, bisogna prestare abbastanza attenzione per tenere le fila di questa storia vera.
Premi: Candidato all'Oscar e al BAFTA per la Miglior sceneggiatura non originale e a 2 Golden Globes per la sceneggiatura e la Miglior attrice protagonista (Chastain).
Parola chiave: Tripped over a stick.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

venerdì 26 giugno 2020

Film 1731 - I, Tonya

Intro: Onestamente non pensavo lo avrei rivisto così presto, eppure qualcosa mi diceva che avrei dovuto rivederlo.
Film 1731: "I, Tonya" (2017) di Craig Gillespie
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Hugh
In sintesi: avevo altissime aspettative rispetto a questa pellicola la prima volta che l'ho vista, il che ha portato a un giudizio non esattamente soddisfacente della prima visione. Eppure qualcosa di questo film mi ha sempre affascinato, rapito da una colonna sonora fantastica, impressionato dal perfetto lavoro di montaggio e, ovviamente, colpito dalle meravigliose performance di Robbie e Janney. Tutto considerato, quindi, non riuscivo bene a spiegarmi cosa non avesse funzionato al primo tentativo.
La realtà è che, rivedendolo, ho apprezzato immensamente "I, Tonya" e il suo potentissimo pugno nello stomaco. Probabilmente distratto dalla curiosità rispetto all'incidente tra Tonya e Nancy Kerrigan, mi ero lasciato meno coinvolgere dal resto della storia che, devo dire, questa volta mi ha colpito di più nel complesso. Margot Robbie fa un lavoro spettacolare nell'interpretare la controversa atleta di pattinaggio sul ghiaccio, riuscendo a mettere in scena un personaggio complesso e rischioso con, a mio avviso, grandissima cognizione di causa: Tonya Harding è incazzata, è delusa dalla vita, si aggrappa ad ogni pezzetto di felicità che pensa di essere riuscita a trovare, vuole dimostrare a tutti la grande campionessa che può essere.
Si riesce a simpatizzare con il personaggio per la maggior parte della storia, si prova pena per le sofferenze, gli abusi, la violenza, eppure nemmeno Tonya è del tutto innocente e ha sicuramente appreso l'arte della sopravvivenza mettendo in pratica una serie di "giochetti" rintracciabili in vari momenti della trama. Un personaggio complesso, dicevo, e qui interpretato magistralmente.
Non so se il film renda giustizia alla storia vera e ai suoi personaggi, specialmente la sua protagonista, ma credo che, in generale, "I, Tonya" sia in grado di consegnare ai suoi spettatori un'esperienza narrativa e visiva meno scontata di quanto non ci si aspetterebbe, brillante e incisiva, che lascia lo spettatore con i suoi dubbi su cui ponderare, ma senza dubbio rimane impressa.
Film 1540 - I, Tonya
Film 1731 - I, Tonya
Cast: Margot Robbie, Sebastian Stan, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Allison Janney, Paul Walter Hauser, Caitlin Carver, Mckenna Grace.
Box Office: $53.9 milioni
Vale o non vale: La storia presenta varie sfumature sia di drammaticità che di credibilità, il tutto per un gioco di specchi (con la realtà dei fatti), che mette in scena più punti di vista e lascia a chiedersi quale mai potrà essere la verità. Ma ci importa davvero? Neanche tanto, perché "I, Tonya" non è un documentario, quanto un buon biopic dal ritmo incalzante e la messa in scena audace e iper realistica. C'è molto dolore, tanta violenza, talento e la rappresentazione della fragilità umana. Oltre che una colonna sonora pazzesca. Vedere per credere.
Premi: Candidato a 3 premi Oscar per Miglior attrice protagonista (Robbie) e montaggio, ha vinto quello per la Miglior attrice non protagonista (Janney). Janney ha vinto nella stessa categoria sia ai Golden Globes che ai BAFTA. Il film è stato candidato per Miglior musical o commedia e Miglior attrice protagonista ai Golden Globes e per Miglior attrice protagonista, sceneggiatura originale, trucco e costumi ai BAFTA.
Parola chiave: Fama.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 2 aprile 2019

Film 1540 - I, Tonya

Intro: Una delle pellicole che attendevo con più ansia di vedere, per un sacco di motivi diversi.
Film 1540: "I, Tonya" (2017) di Craig Gillespie
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Fre
In sintesi: gli elementi che più trovavo accattivanti rispetto a questo film sono che a) è una storia vera; b) c'è Allison Janney; c) si parla di pattinaggio sul ghiaccio, uno sport molto affascinante; d) la critica sembrava entusiasta.
Combinati questi aspetti insieme, devo ammettere che ho visto "I, Tonya" con una tale dose d'impazienza in corpo che, praticamente, ho divorato il film, ma non in maniera positiva. Ero così sicuro che lo avrei amato, così certo di quello che avrei trovato da non aver considerato che la pellicola su Tonya Harding potesse essere totalmente diversa da come me la aspettassi e, per di più, che la stessa Harding potesse essere un personaggio che non mi sarebbe piaciuto. Ecco, facendo la somma di tutte queste casistiche, devo ammettere che la prima visione di "I, Tonya" mi ha lasciato pesantemente deluso (dico la prima perché l'ho recentemente rivisto, fortunatamente, e l'ho trovato geniale). Non c'era niente di tutto quello che volevo vedere, che mi aspettavo di trovare. D'altro canto, c'erano tutta un'altra serie di elementi che mi hanno sorpreso, primo fra tutti la colonna sonora: pazzesca. E' passato più di un anno e ancora la ascolto (consiglio: "Fair to Love Me" - Mark Batson, "Barracuda" - Heart, "Gloria" - Laura Branigan, "The Passenger" - Siouxsie and the Banshees)! Da non sottovalutare, ancora, il magnifico montaggio che accompagna lo spettatore attraverso le evoluzioni della pattinatrice in maniera eccellente, beneficiando di una regia ed effetti speciali che rendono il massimo durante le varie performance di Tonya. Ancora mi chiedo come abbiano fatto a rendere così realistiche le scene (anche delle botte, se vogliamo essere onesti). Inoltre, grande sorpresa, una Margot Robbie strepitosamente in parte, vulnerabile e fragile tanto quanto incazzata con il mondo. Una performance che lascia davvero colpiti.
E allora qual è il mio pensiero finale relativamente a questo titolo? Devo ricordarmi di distinguere le due visioni e, conseguentemente, dimenticare momentaneamente quanto lo abbia rivalutato ed ammettere che, inizialmente, non fossi rimasto per niente soddisfatto. Volevo molto di più e, soprattutto, non volevo così tanta violenza. Col senno di poi, ho metabolizzato e ricollocato le mie aspettative, ampiamente rivalutando il lavoro fatto qui. Della serie: sapendo cosa "I, Tonya" abbia da offrire, nel momento in cui ho deciso di rivederlo è stato perché avevo bisogno esattamente di quell'energia, quella carica, quell'ironia cinica e quel retrogusto di totale disastro annunciato che sapevo avrei trovato. E per fortuna, perché questo è davvero un buon film.
Film 1540 - I, Tonya
Film 1731 - I, Tonya
Cast: Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Paul Walter Hauser, Bojana Novakovic, Caitlin Carver, Mckenna Grace.
Box Office: $54 milioni
Vale o non vale: Grande cast, scene sportive mozzafiato, una colonna sonora perfetta per una pellicola che non lo è, ma funziona. Non aspettatevi una storia edificante di amore per lo sport e sogni che si realizzano, perché "I, Tonya" è un titolo che colpisce dove fa più male (anche letteralmente) e condisce il tutto con una pungente ironia. Forse non per tutti, ma se ci si lascia trasportare senza pregiudizi il film ha una carica impressionante.
Premi: Candidato a 3 Oscar (tra cui Miglior attrice per Margot Robbie), ha vinto quello per la Miglior attrice non protagonista. Nella stessa categoria, per il ruolo di LaVona Golden, Allison Janney ha vinto inoltre il Golden Globe e il BAFTA.
Parola chiave: Lettere.

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Bengi