Da un flop clamoroso del 2015 ad un altro.
Film 1154: "Stonewall" (2015) di Roland Emmerich
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Roland Emmerich quando esce dai confini del disaster movie non riesce a sfondare. Dopo "Anonymous", anche questa volta il flop al botteghino risulta bruciante quanto eclatante nonostante la storia scelta dal regista tedesco sulla carta presentasse tutte le caratteristiche per un buon successo di pubblico e critica.
La trama, infatti, si concentra attorno ai moti di Stonewall del 27 giugno del 1969, quando si verificarono una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York: sono generalmente considerati simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT come data della "giornata mondiale dell'orgoglio LGBT" o "Gay pride". (da Wiki)
Ovviamente l'argomento appare da subito complesso e importante, motivo per cui toni, sceneggiatura e realizzazione si suppone richiedano una certa lavorazione che tenti di presentare fatti e protagonisti nelle varie sfaccettature del caso. In realtà il risultato finale è abbastanza piatto, schiacciato da una rappresentazione particolarmente stereotipata e sopra le righe della quale una parte, forse, è imputabile al doppiaggio italiano. Rimane il fatto che pare ci si concentri più sulla "forma" che sulla sostanza: ciò che resta è il ricordo di un gruppo di ragazzotti superficiali e spiantati, tutti mossette e appellativi al femminile, mentre la questione richiederebbe un piglio più realistico nonché un concentrarsi maggiore sugli snodi culturali, sociali e politici piuttosto che sulle vicende personali dei vari protagonisti. Che, tra parentesi, sono troppi.
Insomma, per quanto lodevole l'iniziativa, questo "Stonewall" risulta a tratti quasi caricaturale e fallisce nel tentativo di regalare allo spettatore una rappresentazione appassionante e partecipata. Francamente trovo sempre fastidioso quando si veicolano stereotipi relativi alla questione omosessuale e questo film, purtroppo, sembra non poter esimersi dal farlo. Ripeto, sarà anche colpa del doppiaggio italiano, ma il risultato è - a mio avviso - a volte offensivo.
Non tutti i film sulla realtà gay possono essere "Brokeback Mountain", per carità, ma qui si è un po' persa un'occasione.
Cast: Jeremy Irvine, Jonny Beauchamp, Joey King, Caleb Landry Jones, Matt Craven, Jonathan Rhys Meyers, Ron Perlman.
Box Office: $174,289
Consigli: Troppa carne al fuoco, troppi personaggi, troppe mossette e troppa superficialità. Manca una contestualizzazione storica, politica e sociale fatta seriamente, mentre ci si perde tra i vicoli, si urla ai passanti e si rubano tende per farne vestiti. Un vero peccato, perché la storia merita di essere raccontata e conosciuta e, magari, chiuderebbe la bocca a tutti coloro che ritengono stupido e inutile il Gay Pride. In quest'ottica di sensibilizzazione, chiunque decida di vedere il film di Emmerich è il benvenuto. Resta il fatto che non si tratta di una buona pellicola e sì, in ottica di intrattenimento puro la si può evitare.
Parola chiave: Judy Garland.
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#HollywoodCiak
Bengi
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sabato 11 giugno 2016
Film 1154 - Stonewall
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domenica 13 dicembre 2015
Film 1049 - Mission: Impossible III
Ogni tanto mi ricordo anche che devo tener fede ai buoni propositi. E completare questa saga era uno di quelli...
Film 1049: "Mission: Impossible III" (2006) di J.J. Abrams
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Dopo il palese passo falso della saga con il secondo, rumorosissimo capitolo, anche "Mission: Impossible" ritrova la voglia di andare avanti e lo fa, neanche a dirlo, tramite la crisi mistica, la messa in discussione delle precedenti avventure, il riscatto del proprio eroe, prima solo muscoli e adrenalina. Ora, dopo questa revisione delle proprie priorità, anche Ethan Hunt decide di mettere su famiglia e lo fa trovando la donna più dolce, bella e normale che potesse trovare, qui nelle fattezze di Michelle Monaghan e della sua malvagia frangetta. Ovviamente l'aver archiviato le missioni impossibili di un tempo non significa minimamente che Ethan sia al sicuro o abbia davvero chiuso con l'IMF, ma questo è inutile specificarlo dato che altrimenti questo film non avrebbe ragione di esistere.
Quello che va detto, invece, è che "Mission: Impossible III" è il capitolo di svolta dopo l'errore commesso nel secondo, un titolo d'azione molto buono che riesce, però, anche a raccontare una storia. Le sequenze adrenaliniche sono sempre spettacolari e molto ben girate - non credo sia un caso che dietro alla macchina da presa ci sia il J.J. Abrams che mercoledì si appresta a sconvolgerci nientemeno che la saga di "Star Wars" - e il risultato finale è buono oltre che di grande intrattenimento. Si poteva chiedere di più?
Da non dimenticare, poi, il buon e rinnovato cast che ci introduce a nientemeno che Simon Pegg, da qui in poi fedele spalla di Ethan, oltre che a una serie di comprimari tra cui spiccano Jonathan Rhys Meyers, Maggie Q e Laurence Fishburne, una rediviva Keri Russell (sì, quella di "Felicity") per ben 5 minuti in scena e un supercattivo di nome Philip Seymour Hoffman che saprà tenere ben tese le corde di questo film. Insomma, ben tornata cara, vecchia, mission impossibile!
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Ving Rhames, Billy Crudup, Michelle Monaghan, Jonathan Rhys Meyers, Simon Pegg, Keri Russell, Maggie Q, Laurence Fishburne.
Box Office: $397.9 milioni
Consigli: Buon esempio di film adrenalinico tutto situazioni al limite e grandi atti di eroismo, è il terzo capitolo di una saga che rivede la luce in fondo al tunnel. Tom Cruise è sempre perfetto, tanto concentrato nelle sue attività e tanto sicuro di fare quello che fa che riesce perfino a convincere lo spettatore più scettico. Basta farsi condurre dalla storia, Tom di certo non si risparmierà, come sempre. Un risultato efficace in vista di un vero e proprio reboot che, di fatto, continua con i capitoli successivi. Non il migliore dei 5, ma sicuramente perfetto per una serata senza troppi impegni mentali.
Parola chiave: Zampa di Lepre.
Trailer
#HollywoodCiak
Bengi
Film 1049: "Mission: Impossible III" (2006) di J.J. Abrams
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Dopo il palese passo falso della saga con il secondo, rumorosissimo capitolo, anche "Mission: Impossible" ritrova la voglia di andare avanti e lo fa, neanche a dirlo, tramite la crisi mistica, la messa in discussione delle precedenti avventure, il riscatto del proprio eroe, prima solo muscoli e adrenalina. Ora, dopo questa revisione delle proprie priorità, anche Ethan Hunt decide di mettere su famiglia e lo fa trovando la donna più dolce, bella e normale che potesse trovare, qui nelle fattezze di Michelle Monaghan e della sua malvagia frangetta. Ovviamente l'aver archiviato le missioni impossibili di un tempo non significa minimamente che Ethan sia al sicuro o abbia davvero chiuso con l'IMF, ma questo è inutile specificarlo dato che altrimenti questo film non avrebbe ragione di esistere.
Quello che va detto, invece, è che "Mission: Impossible III" è il capitolo di svolta dopo l'errore commesso nel secondo, un titolo d'azione molto buono che riesce, però, anche a raccontare una storia. Le sequenze adrenaliniche sono sempre spettacolari e molto ben girate - non credo sia un caso che dietro alla macchina da presa ci sia il J.J. Abrams che mercoledì si appresta a sconvolgerci nientemeno che la saga di "Star Wars" - e il risultato finale è buono oltre che di grande intrattenimento. Si poteva chiedere di più?
Da non dimenticare, poi, il buon e rinnovato cast che ci introduce a nientemeno che Simon Pegg, da qui in poi fedele spalla di Ethan, oltre che a una serie di comprimari tra cui spiccano Jonathan Rhys Meyers, Maggie Q e Laurence Fishburne, una rediviva Keri Russell (sì, quella di "Felicity") per ben 5 minuti in scena e un supercattivo di nome Philip Seymour Hoffman che saprà tenere ben tese le corde di questo film. Insomma, ben tornata cara, vecchia, mission impossibile!
Film 1005 - Mission: Impossible
Film 2382 - Mission: Impossible
Film 1027 - Mission: Impossible II
Film 1049 - Mission: Impossible III
Film 409 - Mission: Impossible - Protocollo Fantasma
Film 1058 - Mission: Impossible - Protocollo fantasma
Film 1012 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1206 - Mission: Impossible - Rogue Nation
Film 1672 - Mission: Impossible - Fallout
Film 1747 - Mission: Impossible - Fallout
Film 2205 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2381 - Mission: Impossible - Dead Reckoning Part One
Film 2387 - Mission: Impossible - The Final Reckoning
Cast: Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Ving Rhames, Billy Crudup, Michelle Monaghan, Jonathan Rhys Meyers, Simon Pegg, Keri Russell, Maggie Q, Laurence Fishburne.
Box Office: $397.9 milioni
Consigli: Buon esempio di film adrenalinico tutto situazioni al limite e grandi atti di eroismo, è il terzo capitolo di una saga che rivede la luce in fondo al tunnel. Tom Cruise è sempre perfetto, tanto concentrato nelle sue attività e tanto sicuro di fare quello che fa che riesce perfino a convincere lo spettatore più scettico. Basta farsi condurre dalla storia, Tom di certo non si risparmierà, come sempre. Un risultato efficace in vista di un vero e proprio reboot che, di fatto, continua con i capitoli successivi. Non il migliore dei 5, ma sicuramente perfetto per una serata senza troppi impegni mentali.
Parola chiave: Zampa di Lepre.
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mercoledì 2 ottobre 2013
Film 589 - Shadowhunters - Città di ossa
Un po' incuriosito dai rumors sulla pellicola e dalla presenza di Lily Colins, l'ingresso gratis della 3 è stato un incentivo in più per andare a vedere il primo episodio di questa nuova saga teen.
Film 589: "Shadowhunters - Città di ossa" (2013) di Harald Zwart
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Premesso che se il libro e la pellicola si chiamano "The Mortal Instruments: City of Bones" e tu li ribattezzi in italiano "Shadowhunters - Città di ossa" mi crei non poca confusione (soprattutto perché mi boicotti il titolo originale in lingua per utilizzare comunque un titolo in inglese: a che pro?!), questo film è una colossale boiata scritta senza alcuna cognizione di causa e, ciò che è peggio, ricalcando un'innumerevole quantità di altri prodotti narrativi o cinematografici già visti e rivisti. E se questo è il risultato del copia-incolla, davvero c'è da porsi serie domande sulla sceneggiatrice Jessica Postigo Paquette o, peggio ancora, sull'autrice dei romanzi Cassandra Clare.
Premesso che non avessi alcun pregiudizio nei confronti di questo film - che anzi mi aveva incuriosito -, man mano che la storia si sviluppava è cresciuta anche la delusione per colpa della pochissima fantasia narrativa, della prevedibilità assoluta e dello sconcertante scopiazzamento impunito. Solo per citare qualche esempio, faccio presente che nel film vengono scomodati vampiri, licantropi e stregoni; ci sono edifici nascosti in mezzo alla città (una specie di castello dove avvengono magie...); che la protagonista Clary Fray ha dei poteri che non sapeva di avere ed appartiene ad un mondo magico a cui non sapeva di appartenere... Mi fermo, ma si potrebbe continuare.
Il fatto non è tanto che - per così dire - si citino "Harry Potter", "Twilight", "Beastly", "Beautiful Creatures - La sedicesima luna", ma che nonostante l'ispirazione da altri, il risultato finale sia questo, ovvero di una banalità sconcertante. Non c'è pathos, le scene di lotta sono deboli e la ricerca stilistica che sta dietro le immagini è di un patinato malriuscito. Ritengo che questo film sia debole principalmente perchè vuole prendere in considerazione una miriade di fattori, senza saperli di fatto gestire. E, così, il risultato è un calderone di personaggi, situazioni, creature magiche e luoghi che cozzano tra loro senza mai amalgamarsi davvero in qualcosa di unico e nuovo. Manca di personalità e appeal, nel senso che, se proprio la necessità era quella di raccontare l'ennesima storia teen dal sapore soprannaturale, si poteva cercare una propria voce, un proprio percorso. Specialmente perché qui l'intento era quello di creare una saga. Perfino gli effetti speciali sono insipidi, per citare una delle cose su cui di solito gli americani puntano di più (il budget di 60milioni di dollari faceva ben presupporre). E, invece, scontatezza, brutti dialoghi, inespressività e noia prendono quasi subito il sopravvento. Un'occasione molto sprecata (come "The Host", per citarne un altro).
Ps. Soli $75,559,919 di incasso mondiale nonostante un cast abbastanza ricco: Lily Collins, Jamie Campbell Bower, Kevin Zegers, Jonathan Rhys Meyers, Lena Headey e Robert Sheehan. Questo ha fatto sì che la produzione del secondo capitolo sia stata posticipata a data da destinarsi...
Consigli: Dovendo scegliere cosa guardare, non punterei su questo titolo. Sinceramente ho trovato (addirittura!) più riuscito "Beautiful Creatures". Purtroppo è scontato e scritto male, il che lo rende molto deludente, perfino per un teen movie senza pretese di capolavoro.
Parola chiave: Coppa.
Trailer
Bengi
Film 589: "Shadowhunters - Città di ossa" (2013) di Harald Zwart
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Premesso che se il libro e la pellicola si chiamano "The Mortal Instruments: City of Bones" e tu li ribattezzi in italiano "Shadowhunters - Città di ossa" mi crei non poca confusione (soprattutto perché mi boicotti il titolo originale in lingua per utilizzare comunque un titolo in inglese: a che pro?!), questo film è una colossale boiata scritta senza alcuna cognizione di causa e, ciò che è peggio, ricalcando un'innumerevole quantità di altri prodotti narrativi o cinematografici già visti e rivisti. E se questo è il risultato del copia-incolla, davvero c'è da porsi serie domande sulla sceneggiatrice Jessica Postigo Paquette o, peggio ancora, sull'autrice dei romanzi Cassandra Clare.
Premesso che non avessi alcun pregiudizio nei confronti di questo film - che anzi mi aveva incuriosito -, man mano che la storia si sviluppava è cresciuta anche la delusione per colpa della pochissima fantasia narrativa, della prevedibilità assoluta e dello sconcertante scopiazzamento impunito. Solo per citare qualche esempio, faccio presente che nel film vengono scomodati vampiri, licantropi e stregoni; ci sono edifici nascosti in mezzo alla città (una specie di castello dove avvengono magie...); che la protagonista Clary Fray ha dei poteri che non sapeva di avere ed appartiene ad un mondo magico a cui non sapeva di appartenere... Mi fermo, ma si potrebbe continuare.
Il fatto non è tanto che - per così dire - si citino "Harry Potter", "Twilight", "Beastly", "Beautiful Creatures - La sedicesima luna", ma che nonostante l'ispirazione da altri, il risultato finale sia questo, ovvero di una banalità sconcertante. Non c'è pathos, le scene di lotta sono deboli e la ricerca stilistica che sta dietro le immagini è di un patinato malriuscito. Ritengo che questo film sia debole principalmente perchè vuole prendere in considerazione una miriade di fattori, senza saperli di fatto gestire. E, così, il risultato è un calderone di personaggi, situazioni, creature magiche e luoghi che cozzano tra loro senza mai amalgamarsi davvero in qualcosa di unico e nuovo. Manca di personalità e appeal, nel senso che, se proprio la necessità era quella di raccontare l'ennesima storia teen dal sapore soprannaturale, si poteva cercare una propria voce, un proprio percorso. Specialmente perché qui l'intento era quello di creare una saga. Perfino gli effetti speciali sono insipidi, per citare una delle cose su cui di solito gli americani puntano di più (il budget di 60milioni di dollari faceva ben presupporre). E, invece, scontatezza, brutti dialoghi, inespressività e noia prendono quasi subito il sopravvento. Un'occasione molto sprecata (come "The Host", per citarne un altro).
Ps. Soli $75,559,919 di incasso mondiale nonostante un cast abbastanza ricco: Lily Collins, Jamie Campbell Bower, Kevin Zegers, Jonathan Rhys Meyers, Lena Headey e Robert Sheehan. Questo ha fatto sì che la produzione del secondo capitolo sia stata posticipata a data da destinarsi...
Consigli: Dovendo scegliere cosa guardare, non punterei su questo titolo. Sinceramente ho trovato (addirittura!) più riuscito "Beautiful Creatures". Purtroppo è scontato e scritto male, il che lo rende molto deludente, perfino per un teen movie senza pretese di capolavoro.
Parola chiave: Coppa.
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