Visualizzazione post con etichetta Manuel Garcia-Rulfo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Manuel Garcia-Rulfo. Mostra tutti i post

giovedì 22 gennaio 2026

Film 2431 - Jurassic World: Rebirth

Intro: I'm in my movie era once again and lately I've been trying to catch up with all the films that I missed during last year or saved "for later" and never went back to. So here we are, giving this franchise another chance after its disappointing latest entries. But I was looking for somthing fun and easy and I thought this one could be a good candidate.

Film 2431
: "Jurassic World: Rebirth" (2025), Gareth Edwards
Watched: From my computer
Language: English
Watched with: No one
Thoughts: Is it a masterpiece? Surely not. Is it a reboot/sequel that we needed to see? Absolutely not. Is it better than the last outing of the franchise? Well, yes. But is that enough to justify “Jurassic World: Rebirth”’s existence beyond the usual corporate cash grab? Nah.
I’ll be honest: my expectations were so low that I didn’t actually mind watching this movie. That said, not minding it doesn’t mean it’s good. I hated how artificial everything feels (green screen), especially when compared to the original film, which has a tangible, “real” vibe that adds dimension and grounds the story in reality. The cast also feels completely wasted. Scarlett Johansson is a two-time Oscar nominee; Mahershala Ali is a two-time Oscar winner… and this is how their talent is used? They’re given almost nothing to do. Emotionally, there’s just one vaguely “deeper” moment they share on the boat, where they briefly allude to their past and what happened to them. And that’s it — that’s all we get from this duo. The rest is dino fights, sample collecting, and jungle survival. As for the other characters, there isn’t much to say either. The storyline involving the family on the other boat, in particular, felt fairly random.
Additionally, I didn’t particularly like this new mixed-dinosaurs idea: I don’t think it was utilized in a smart or cool way by the story, and the Distortus rex creature is too visually similar to the Alien monster. Honestly, I don’t need crazier dinosaurs — I need a good screenplay.
That said, it’s still nice to see Jonathan Bailey in another big production, and he’s hot as ever here (he actually reminds me of Stephen from the current season of “The Traitors” UK). So… yay for the gay cause?
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Cast: Scarlett Johansson, Mahershala Ali, Jonathan Bailey, Rupert Friend, Manuel Garcia-Rulfo, Ed Skrein.
Box Office: $869.1 million
Worth a watch?: Not as bad as the last one, but definitely not the best entry in the franchise. I honestly think "Jurassic Park" needs a rest. To quote Regina George: "Stop trying to make fetch happen".
Awards: /
Key word: Blood samples.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 30 novembre 2016

Film 1248 - I magnifici 7

Non vedevo l'ora che uscisse anche da noi per fiondarmi al cinema! Poi, tra una scadenza e l'altra, il viaggio al nord e la consegna della tesi, non ero riuscito a sincronizzarmi con gli impegni. La soluzione l'ha portata un cinema parrocchiale che, grazie al cielo, ha deciso di proporre la visione anche per chi, come me, era decisamente in ritardo...

Film 1248: "I magnifici 7" (2016) di Antoine Fuqua
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Avevo paura, temevo davvero che questo film potesse proporre un western alla "Wild Wild West", un misto di cliché e di una tecnologia che neanche "Ritorno al futuro", ma fortunatamente sono stato smentito. Perché lo devo proprio ammettere: "I magnifici 7" è stato una bella sorpresa!
Bisogna anche dire che dal connubio Antoine Fuqua-Denzel Washington non mi aspettavo decisamente scintille, dato che non sono un fan della loro precedente collaborazione ("The Equalizer - Il vendicatore"), invece ero semplicemente partito prevenuto, dato che il regista evita quelle attitudini da action commerciale e confeziona un remake del classico di Kurosawa che mi pare di dignitoso rispetto. Poi, certo, rimane un tentativo di blockbuster - solo parzialmente riuscito -, un esperimento multietnico che prova a rilanciare il genere western tra il grande pubblico facendo leva su un cast particolarmente interessante e, appunto, un attore protagonista abituato a numerosi successi commerciali. Qui il botto c'è stato, ma è scemato troppo in fretta: esordio al #1 del box office americano con $35.7 milioni incassati nel primo weekend d'uscita, ma non si può davvero dire che l'incasso globale riesca a coprire i 90 milioni di budget a cui non sono assommati i costi del marketing. In ogni caso in parte la magia è riuscita.
Quello che ho davvero apprezzato di questo "The Magnificent Seven" sono certamente il cast, così eterogeneo ed azzeccato, e le scene d'azione che, combinate ad un montaggio efficace, risultato particolarmente spettacolari e realistiche. Molto realistiche, tanto che a volte ho un po' fatica a non provare un certo senso di angoscia. La regia di Fuqua è funzionale e in linea con il western, mi pare addirittura citi, quando non omaggi, le consuetudini ormai "istituzionalizzate": certe inquadrature, carrelli, spazi dedicati al paesaggio. Tutto in linea con la ricostruzione di un'idea, di una mitologia che da molto tempo fatica a catturare l'attenzione di un pubblico ormai forse troppo concentrato su altro, molta commedia, molti cartoon e molti effetti speciali. Che qui non mancano, come lo humor, ma sono semplicemente funzionali a un racconto, a una storia che parla di vendetta, giustizia e atti eroici, del sacrificio e del valore di onore e parola data. Ultimamente si fatica a riscontrare questi elementi, così mixati, all'interno delle trame e comunque decisamente non così in primo piano nelle storie. Del resto era inevitabile: non solo si tratta del remake di una pellicola di oltre 60 anni fa, ma si racconta anche la vicenda di 7 personaggi che mettono da parte se stessi e si sacrificano per una giusta causa più grande di loro. Ovvero l'unico modo per diventare davvero magnifici.
Cast: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, Byung-hun Lee, Manuel Garcia-Rulfo, Martin Sensmeier, Peter Sarsgaard, Haley Bennett, Matt Bomer, Luke Grimes, Cam Gigandet.
Box Office: $160.7 milioni
Consigli: Un titolo dalla doppia anima che tenta di rivedere il classico "I sette samurai" spostandolo dal Giappone al west americano e, soprattutto, rivestendolo dei toni commerciali. In realtà l'anima mainstream di questa pellicola è meno spiccata di quanto non potrebbe sembrare a una prima occhiata e il risultato finale è particolarmente riuscito (almeno per che, ammetto, non ho visto l'originale da cui è tratto). Un film molto violento, pieno zeppo di sparatorie, esplosioni e, inevitabilmente, morti, ma per chi apprezza o comunque non si lascia intimorire dalla violenza particolarmente realistica, una piacevole sorpresa che vive dell'ottimo ritmo del secondo tempo e di un cast eterogeneo e davvero per caratterizzato (impossibile non provare simpatia per Jack Horne/Vincent D'Onofrio). Certo, non un titolo per tutte le serate, ma sicuramente una scelta che lascia soddisfatti. Oltre che l'omaggio a un classico che, a questo punto, viene davvero la voglia di riscoprire.
Parola chiave: Rose Creek.

Trailer
#HollywoodCiak
Bengi