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lunedì 2 marzo 2026

Film 2419 - Sinister

Intro: I remember watching it ages ago and liking it, so I thought it could be a good idea to give it another go with Kate for our new weekly cinema appointment in the living room.

Film 2419
: "Sinister" (2012), Scott Derrickson
Watched: From the projector
Language: English
Watched with: Kate
Thoughts: I remembered it being… scarier?
I'm not sure if it's because more than 10 years have passed or maybe I simply remembered it differently, but yeah, I was a bit surprised to realize that "Sinister" isn't as scary as I was expecting it to be. And not as good either.
I mean, it does its job as a horror movie, and a few of the jump scares are effective, but yeah, I think I had higher expectations than I should have, and this kind of affected the whole vibe of the movie for me.
Film 1016 - Sinister
Film 2419 - Sinister
Cast: Ethan Hawke, Juliet Rylance, Fred Thompson, James Ransone, Clare Foley, Michael Hall D'Addario, Vincent D'Onofrio.
Box Office: $87.7 million
Worth a watch?: Horror movie fans should enjoy this film from Scott Derrickson, who’s also the same guy who wrote and directed "The Black Phone" 1 and 2, "Doctor Strange", and "The Exorcism of Emily Rose". It has its good moments, and Ethan Hawke is always a great protagonist.
Awards: /
Key word: House.

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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 26 ottobre 2022

Film 2142 - The Eyes of Tammy Faye

Intro: Quest'anno per niente ispirato dalla "corsa" agli Oscar, recupero con estremo ritardo uno dei film che, a sorpresa, l'ha fatta da padrone ai 94esimi Academy Awards.

Film 2142: "The Eyes of Tammy Faye" (2021) di Michael Showalter
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: Ciarán
In sintesi: e il cast di "The Help" ce l'ha fatta! Anche Jessica Chastain vince il suo Oscar e porta a 5 le attrici del film che sono state riconosciute dall'Academy dall'uscita nelle sale della pellicola di Tate Taylor a partire dal 2011 con le interpretazioni di Octavia Spencer (Miglior attrice non protagonista per "The Help", 2012), Emma Stone e Viola Davis che hanno vinto durante la stessa edizione (rispettivamente Miglior attrice per "La La Land" e Miglior attrice non protagonista per "Fences", 2016) e Allison Janney (Miglior attrice non protagonista per "I, Tonya", 2017). Rimane fuori solamente Bryce Dallas Howard che, per il momento, non pare avere imminenti probabilità di vittoria. Ma torniamo alla storia dei telepredicatori Tammy Faye e Jim Bakker.
Non sapevo esattamente cosa aspettarmi da questa pellicola, perché avevo letto critiche abbastanza divise. Da un lato l'interpretazione della Chastain lodata senza se e senza ma, dall'altro incertezza rispetto all'opera in generale, giudicata debole e non all'altezza della sua protagonista. La verità è che, sì, "The Eyes of Tammy Faye" non è perfetto, ma nemmeno così problematico come mi era parso di intendere. E' il classico biopic che vive sulle spalle di una sola interpretazione che porta a casa la vittoria, pur condividendo il merito assieme a una costellazione di comprimari che satellitano attorno al focus della storia. Che qui è quella di Tammy Faye Bakker.
Dalle povere origini e la scoperta della fede, passando per il matrimonio con Jim Bakker - che è ancora vivo, tra l'altro - fino al successo televisivo come predicatrice religiosa, questa pellicola ci racconta le molte peripezie della vita di Tammy Faye. Qui dipinta come dolce e naïf, innocente e colpevole allo stesso tempo, il film non si allontana mai dalla narrazione che vuole la sua eroina quale voce indipendente tra una marea religiosa al limite del fanatico. Insomma, Tammy è sì una conservatrice, ma in un certo senso una riformista, una voce accogliente che, grazie a quella ingenuità di cui sopra e l'amore di chi la guarda da casa, riesce ad esporre il suo pubblico a tematiche controverse (AIDS, omosessualità, ma anche vicende personali come tradimento e relazioni extraconiugali) e impensabili non solo per l'epoca, ma anche per l'audience. Il tutto in parallelo con un'attività criminale che porterà l'incarcerazione di Jim (Garfield) per frode, nonché un'altra serie di scandali sulla e riguardo la famosa coppia. Insomma, ce n'è davvero per tutti i gusti.
Non a caso il film si basa sull'omonimo documentario del 2000 di Fenton Bailey e Randy Barbato, ovvero i fondatori nientemeno che di World of Wonder Productions, la compagnia che produce "RuPaul's Drag Race". La sensazione, infatti, è che la vita per tanti versi straordinaria di questa donna, beneficierebbe di una lente più veritiera e meno di finzione, anche se la coppia Chastain - Garfield fa un ottimo lavoro e risulta particolarmente affiatata.
In tutta onestà la visione di "The Eyes of Tammy Faye" mi ha sorpreso in positivo, affascinato dalle vicende della sua protagonista e certamente rapito dal suo delicato carisma interposto alla chiassosa persona televisiva. Toccante, poi, il momento in cui Tammy intervista in diretta un malato di AIDS in un momento storico in cui l'apparente cura per il "cancro gay" sembrava essere l'isolamento delle vittime ed evitare ogni contatto fisico.
Insomma, forse la sceneggiatura sarebbe potuta andare un po' più in profondità rispetto al contesto esterno alla coppia e le implicazioni di certe azioni e accadimenti del tempo, ma è indubbio che "The Eyes of Tammy Faye" rimanga un prodotto nel suo genere interessante che offre una piattaforma a un personaggio francamente sconosciuto a molti.
Cast: Jessica Chastain, Andrew Garfield, Cherry Jones, Vincent D'Onofrio, Mark Wystrach, Sam Jaeger.
Box Office: $2.7 milioni
Vale o non vale: Non per tutti, ma di valore per certi elementi come le interpretazioni e l'interessante personaggio al centro della storia, "The Eyes of Tammy Faye" riesce a mettere in scena con maestria l'universo colorato e kitsch di Tammy Faye Bakker, anche se dalla storia si fatica a capire quanta dell'ingenuità raccontata qui si possa considerare attendibile. Forse anche questo è parte del fascino misterioso della telepredicatrice americana, le cui luci e ombre non smettono di rincorrersi per tutta la durata del racconto.
Premi: 2 nomination all'Oscar e 2 vittorie per Miglior attrice protagonista (Chastain) e Miglior trucco. BAFTA per il trucco e nomination ai Golden Globe per la Migliore attrice protagnosita drammatica.
Parola chiave: Lord.
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#HollywoodCiak
Bengi

mercoledì 28 ottobre 2020

Film 1941 - Adventures in Babysitting

Intro: Cercando tra i film che ho sull'hard disc esterno, mi sono imbattuto in questo... di cui non avevo alcuna memoria. Fulmine a ciel sereno!
Film 1941: "Adventures in Babysitting" (1987) di Chris Columbus
Visto: dal computer portatile
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
In sintesi: teenagers, anni '80, commedia, regia di Chris Columbus, un cast di giovanissimi oggi (abbastanza) conosciuti?! Questo è il mio film!
Non fraintendetemi, "Adventures in Babysitting" manca totalmente di coerenza narrativa, eppure il risultato finale è divertente e piacevolissimo, nonché un'immersione totale nelle surreali atmosfere cotonate e sbrilluccicanti dell'America di 30 e passa anni fa, dove per un cocktail party in ufficio si indossa un abito da red capret, il lipsync allo specchio della canzone d'amore vale come momento per il trucco perfetto, si indossano i guanti di lana per 3/4 della storia e anche per mangiare i dolci, un giovanissimo Anthony Rapp inneggiava alla fi*a e parlava di stupro (ah, se lo avesse sentito Kevin Spacey...), una macchina con una gomma a terra e il parabrezza sfondato si ripara nel giro di poche ore. Per non parlare della scena clou di tutto il film, una sequenza alla "Mission: Impossible" che vede una bambina in età da baby-sitter calarsi con una corda giù per la finestra aperta di un grattacielo con il minimo sforzo di un alpinista esperto! Ma non temete, è tutto finto: si vede benissimo che la gravità qui sembra aver perso la sua presa sulla verticalità delle nostre esistenze...
E se questi elementi sembrano un po' forzati e fuori luogo - aspettate di vedere l'entrata in scena di Vincent D'Onofrio! - in realtà l'insieme della storia funziona (a parte quella davvero infelice battuta sullo stupro) ed è anche piuttosto divertente, considerando che mescola insieme commedia, azione, teen drama e anche un certo elemento da fanatici dei supereroi, il tutto per un'ora e quaranta di piacevole diversivo rispetto alle 0 uscite interessanti di questo periodo e, in generale, una certa amancanza di commedie generazionali che abbiano alcunché di innovativo da raccontare. E allora uno sguardo indietro verso il passato può essere un buon investimento di tempo ed energie.
Cast: Elisabeth Shue, Vincent D'Onofrio, Keith Coogan, Anthony Rapp, Maia Brewton, Penelope Ann Miller, George Newbern, Bradley Whitford.
Box Office: $34.4 milioni
Vale o non vale: "Adventures in Babysitting" è simpatico e senza pretese, presenta un buon cast di futuri attori abbastanza conosciuti (Vincent D'Onofrio, Anthony Rapp, Penelope Ann Miller, Bradley Whitford e una Elisabeth Shue che tra una nomination all'Oscar e un film 3D sui piranha si è un po' persa per strada) e tutto sommato fa trascorrere quasi due ore di sufficiente intrattenimento. Per me risultato finale godibilissimo.
Ps. Ho visto questo film e mi è partita una 80s mania che non avevo messo in conto...
Premi: /
Parola chiave: Playboy.
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Bengi

mercoledì 24 maggio 2017

Film 1361 - Jurassic World

Ogni tanto mi torna la voglia di vederlo (ed era già da un po', ad essere onesti)...

Film 1361: "Jurassic World" (2015) di Colin Trevorrow
Visto: dal computer di casa
Lingua: inglese
Compagnia: nessuno
Pensieri: All'ennesima visione, conoscendo ormai la storia a memoria, ho pensato di vedere questo film in inglese. Di fatto si tratta di dialoghi particolarmente comprensibili, per cui la scelta non ha condizionato particolarmente la visione.
Di fatto "Jurassic World" è un prodotto spassoso e di grande intrattenimento, velocemente fruibile e ben realizzato. Per quanto mi riguarda un film riuscito e riuscito a rispolverare il franchise di "Jurassic Park" in maniera egregia. Attendiamo il secondo, previsto per il 22 giugno dell'anno prossimo.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D'Onofrio, Ty Simpkins, Nick Robinson, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath. .
Box Office: $1.672 miliardi
Consigli: Effettoni speciali, dinosauri, distruzioni e un parco a tema stupendo che si trasforma presto in incubo. Se amate le avventure hollywoodiane a base di steroidi e un tocco di nostalgia, questo è un dei titoli recenti sicuramente più efficace.
Parola chiave: Alpha.

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Bengi

venerdì 31 marzo 2017

Film 1333 - The Ring 3

Dopo mesi di pubblicità, ero davvero curioso di scoprire cosa avessero pensato per riportare in vita questa saga. In più Poe, cosa rarissima, voleva proprio vedere questo horror, per cui non potevamo mancare.

Film 1333: "The Ring 3" (2017) di F. Javier Gutiérrez
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Già il secondo "The Ring" non mi aveva convinto e con questo terzo devo dire che non ho particolarmente ritrovato l'entusiasmo che avevo provato quando al cinema vidi per la prima volta l'originale (ovvero il remake americano del giapponese "Ringu").
Il problema è che sì, la cassetta è sempre inquietante e le varie conseguenze e implicazioni da paura affascinanti, ma la storia di questo "Rings" non ingrana fino al secondo tempo, di Samara si parla molto ma di fatto quasi non c'è e il risultato finale è davvero traballante. Perché la storia sulla carta funziona, ma la realizzazione non rende giustizia alle (poche) idee che ci sono.
Il cast è, come da tradizione del genere, semisconosciuto - riconoscibili solo Galecki e D'Onofrio -: Matilda Lutz, la protagonista un po' inespressiva, è pure italiana e frequenta il cinema di Muccino ("L'estate addosso") mentre il suo fidanzato di fiction tutto sopracciglia Alex Roe sembra quasi più un toy boy da esibizione. Nel mezzo davvero il nulla, almeno sino al finale. Il quale, va detto, ha un certo appeal nell'ottica di un prodotto relativamente scadente che ha come unico elemento a favore quello di provenire da una saga famosissima e un tempo fruttifera (di incasso). Qui, a 15 anni dal primo successo in VHS, il risultato finale è mediocre, non spaventa né scandalizza e, che è peggio, non fa venire voglia di rivedere l'originale. Peccato.

Film 1272 - The Ring
Film 2219 - The Ring
Film 1333 - The Ring 3
Cast: Matilda Lutz, Alex Roe, Johnny Galecki, Vincent D'Onofrio, Aimee Teegarden.
Box Office: $81.7 (ad oggi)
Consigli: Chi ha apprezzato la saga troverà l'appuntamento con questo sequel irresistibile, com'è giusto che sia. in realtà il film è un così così, ma si lascia comunque guardare senza troppi sussulti. Certo, ci si aspettava molto di più, ma in un momento in cui l'horror in sala non si trova, anche "The Ring 3" diventa una valida alternativa.
Parola chiave: Rinascita.

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Bengi

lunedì 2 gennaio 2017

Film 1269 - Full Metal Jacket

Mi sembrava stupido avere il dvd da tanti anni e non aver mai visto questo film. Così, appena gli ennesimi problemi di rete mi hanno colpito, ho deciso di optare per una scelta meno convenzionale del solito, buttandomi su uno dei pilastri della cinematografia mondiale.

Film 1269: "Full Metal Jacket" (1987) di Stanley Kubrick
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Francamente avevo un po' paura che questa pellicola potesse non piacermi, sia perché la tematica non è esattamente di quelle a me più vicine, sia perché quando si osanna tanto qualcosa tendo ad avere aspettative altissime, ma ci ho messo poco a ricredermi: "Full Metal Jacket" è un film che mi ha sorpreso e molto piaciuto. Non so dire esattamente cosa mi aspettassi di vedere, forse qualcosa di più "istituzionale", ma di sicuro niente di quello che ho visto.
Un inizio dissacrante e crudele, snervante grazie ad un sergente istruttore Hartman che è una piaga urlante capace di mettere in ginocchio anche la volontà dello spettatore e R. Lee Ermey è veramente molto bravo nella sua interpretazione. Si ritrova poi subito un giovanissimo e fragile Vincent D'Onofrio che farà una fine molto triste, incapace di sopportare una tensione fortissima e un superiore castrante che, di fatto, lo tramuterà, sì, nell'arma da guerra che sperava, ma una di quelle che finiscono per rivoltartisi contro.
Lo sfondo di tutta la vicenda, comunque, è il Vietnam e l'intervento americano sul posto. I giovani militari sono tanti, ognuno con la propria personalità, speranze, visioni del mondo e, in tutto questo marasma umano, c'è spazio anche per l'ironia di un "Joker" pacifista, la violenza dell'azione bellica e certe tristezze umane conseguenti ad una situazione e un momento storico di forte pressione.
Kubrick è capace di districarsi in maniera egregia tra realismo e ironia spietati, evitando quella dose eccessiva di sentimentalismi che trasformano i protagonisti in eroi, riuscendo così a darne un ritratto umano e sfaccettato, sicuramente molto più efficace dell'idea classica dell'eroe di guerra da pellicola incentrata su azioni belliche. Insomma, meno tutti d'un pezzo e più veri, se così si può dire. Ho apprezzato questo aspetto della pellicola al pari della sua anima grottesca e di certi passaggi spietati (ah, quando si scopre chi è il cecchino...), il tutto per un risultato finale che, nonostante la tematica difficile, riesce a non risultare pesante e, anzi, molto spesso è magneticamente brillante, dissacrante e anche inquietante. Sarà che non me lo aspettavo per nulla così, di fatto "Full Metal Jacket" mi è - inaspettatamente, se posso dirlo - piaciuto.
Ps. Una candidatura all'Oscar per la Miglior sceneggiatura e a R. Lee Ermey la nomination come Miglior attore non protagonista ai Golden Globes.
Cast: Matthew Modine, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, R. Lee Ermey, Dorian Harewood, Arliss Howard, Kevyn Major Howard, Ed O'Ross.
Box Office: $46,357,676 (solo America)
Consigli: Non una scelta per ogni occasione. Si tratta, per quanto cult, di un film difficile, violento e forte per tematiche e certi aspetti della trama, per cui certamente non si può considerare una pellicola da vedere in un qualsiasi momento. Buona disposizione d'animo, pronti a un maltrattamento verbale ed emotivo fin dai primi minuti, consapevoli che, anche dove ci sia satira, la guerra è pur sempre la guerra. E non risparmia nessuno.
Parola chiave: Simbolo della pace.

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Bengi

mercoledì 30 novembre 2016

Film 1248 - I magnifici 7

Non vedevo l'ora che uscisse anche da noi per fiondarmi al cinema! Poi, tra una scadenza e l'altra, il viaggio al nord e la consegna della tesi, non ero riuscito a sincronizzarmi con gli impegni. La soluzione l'ha portata un cinema parrocchiale che, grazie al cielo, ha deciso di proporre la visione anche per chi, come me, era decisamente in ritardo...

Film 1248: "I magnifici 7" (2016) di Antoine Fuqua
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Avevo paura, temevo davvero che questo film potesse proporre un western alla "Wild Wild West", un misto di cliché e di una tecnologia che neanche "Ritorno al futuro", ma fortunatamente sono stato smentito. Perché lo devo proprio ammettere: "I magnifici 7" è stato una bella sorpresa!
Bisogna anche dire che dal connubio Antoine Fuqua-Denzel Washington non mi aspettavo decisamente scintille, dato che non sono un fan della loro precedente collaborazione ("The Equalizer - Il vendicatore"), invece ero semplicemente partito prevenuto, dato che il regista evita quelle attitudini da action commerciale e confeziona un remake del classico di Kurosawa che mi pare di dignitoso rispetto. Poi, certo, rimane un tentativo di blockbuster - solo parzialmente riuscito -, un esperimento multietnico che prova a rilanciare il genere western tra il grande pubblico facendo leva su un cast particolarmente interessante e, appunto, un attore protagonista abituato a numerosi successi commerciali. Qui il botto c'è stato, ma è scemato troppo in fretta: esordio al #1 del box office americano con $35.7 milioni incassati nel primo weekend d'uscita, ma non si può davvero dire che l'incasso globale riesca a coprire i 90 milioni di budget a cui non sono assommati i costi del marketing. In ogni caso in parte la magia è riuscita.
Quello che ho davvero apprezzato di questo "The Magnificent Seven" sono certamente il cast, così eterogeneo ed azzeccato, e le scene d'azione che, combinate ad un montaggio efficace, risultato particolarmente spettacolari e realistiche. Molto realistiche, tanto che a volte ho un po' fatica a non provare un certo senso di angoscia. La regia di Fuqua è funzionale e in linea con il western, mi pare addirittura citi, quando non omaggi, le consuetudini ormai "istituzionalizzate": certe inquadrature, carrelli, spazi dedicati al paesaggio. Tutto in linea con la ricostruzione di un'idea, di una mitologia che da molto tempo fatica a catturare l'attenzione di un pubblico ormai forse troppo concentrato su altro, molta commedia, molti cartoon e molti effetti speciali. Che qui non mancano, come lo humor, ma sono semplicemente funzionali a un racconto, a una storia che parla di vendetta, giustizia e atti eroici, del sacrificio e del valore di onore e parola data. Ultimamente si fatica a riscontrare questi elementi, così mixati, all'interno delle trame e comunque decisamente non così in primo piano nelle storie. Del resto era inevitabile: non solo si tratta del remake di una pellicola di oltre 60 anni fa, ma si racconta anche la vicenda di 7 personaggi che mettono da parte se stessi e si sacrificano per una giusta causa più grande di loro. Ovvero l'unico modo per diventare davvero magnifici.
Cast: Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D'Onofrio, Byung-hun Lee, Manuel Garcia-Rulfo, Martin Sensmeier, Peter Sarsgaard, Haley Bennett, Matt Bomer, Luke Grimes, Cam Gigandet.
Box Office: $160.7 milioni
Consigli: Un titolo dalla doppia anima che tenta di rivedere il classico "I sette samurai" spostandolo dal Giappone al west americano e, soprattutto, rivestendolo dei toni commerciali. In realtà l'anima mainstream di questa pellicola è meno spiccata di quanto non potrebbe sembrare a una prima occhiata e il risultato finale è particolarmente riuscito (almeno per che, ammetto, non ho visto l'originale da cui è tratto). Un film molto violento, pieno zeppo di sparatorie, esplosioni e, inevitabilmente, morti, ma per chi apprezza o comunque non si lascia intimorire dalla violenza particolarmente realistica, una piacevole sorpresa che vive dell'ottimo ritmo del secondo tempo e di un cast eterogeneo e davvero per caratterizzato (impossibile non provare simpatia per Jack Horne/Vincent D'Onofrio). Certo, non un titolo per tutte le serate, ma sicuramente una scelta che lascia soddisfatti. Oltre che l'omaggio a un classico che, a questo punto, viene davvero la voglia di riscoprire.
Parola chiave: Rose Creek.

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Bengi

venerdì 26 febbraio 2016

Film 1079 - Jurassic World

Mio padre voleva rivederlo, così mi ha regalato il dvd che, ovviamente, gli ho subito prestato.
Film 1079: "Jurassic World" (2015) di Colin Trevorrow
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Poe non era particolarmente interessato a vedere questo "Jurassic World", ma l'ho costretto: a me anche alla terza visione la pellicola ha soddisfatto e - sorpresa -, pare aver soddisfatto pure lui.
Gli effetti speciali sono spettacolari (e stranamente snobbati agli Oscar di quest'anno), il castè di tutto rispetto e i dinosauri sono sempre protagonisti affascinanti da guardare. Chris Pratt e Bryce Dallas Howard formano una bella coppia - ma che strano il loro primo bacio! - pur non dovendo recitare granché.
Tutto sommato un'esperienza visiva potente, un'avventura divertente e un'incursione nel parco giurassico che vale la pena di fare.
Ps. "Jurassic World 2" è in arrivo in America il 22 giugno 2018.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson, Ty Simpkins, Vincent D'Onofrio, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath, Jimmy Fallon.
Box Office: $1.670 miliardi
Consigli: A questo punto posso solo dire che per me è un film divertente, piacevole e di grande intrattenimento. Chiaro che il primo "Jurassic Park" è imbattibile, vero e proprio capolavoro sottoforma di blockbuster. Qui non siamo di fronte a un titolo così forte, ma sicuramente in grado di lasciare soddisfatti se si è in cerca di puro, facile disimpegno.
Parola chiave: Indominus‍ Rex.

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lunedì 8 febbraio 2016

Film 1064 - The Judge

Poe non lo aveva visto ed era interessato a recuperarlo, perciò non ho perso tempo!
Film 1064: "The Judge" (2014) di David Dobkin
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: Poe
Pensieri: Comprato il dvd - e la confezione era pure vuota! - ho recuperato appena possibile questa pellicola, che mi era molto piaciuta. Da sempre mi appassiono a storie ambientate in tribunali, con i protagonisti avvocati che promuovono la loro arringa o giocano la carta vincente all'ultimo secondo, con il testimone alla sbarra che rimane spiazzato dalla rivelazione appena appresa. Ecco, anche "The Judge" è un titolo un po' così, fatto di molti di questi elementi che io gradisco.
In aggiunta abbiamo il dramma familiare in piena esecuzione, il tema del ritorno a casa del figliol prodigo, la cittadina di provincia soffocante, i primi amori, le cose non dette e lasciate indietro e tutta un'altra serie di temi che contornano la pellicola di Dobkin di quell'aura meno unicamente giurisprudenziale e più caratterizzante a tutto tondo. Non siamo di fronte al capolavoro, ma io ho davvero gradito pure questa seconda volta.
Film 819 - The Judge
Cast: Robert Downey, Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Vincent D'Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Billy Bob Thornton, Leighton Meester, Balthazar Getty, Denis O'Hare, Ken Howard, David Krumholtz.
Box Office: $84.4 milioni
Consigli: Candidatura all'Oscar per Robert Duvall nei panni del giudice del titolo, un ottimo cast di comprimari, una storia sufficientemente intrigante dall'inizio alla fine, una bella fotografia. Io questo "The Judge" lo consiglio.
Parola chiave: Cancro.

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Bengi

giovedì 15 ottobre 2015

Film 1016 - Sinister

Ultima scelta della seratona trash, in realtà questo doveva essere il primo film visto. Con i piani guastati dallo streaming, dovendo puntare su altri lidi, sono tornato a questo titolo una volta rimasto da solo (dato che Luigi si è addormentato subito)...

Film 1016: "Sinister" (2012) di Scott Derrickson
Visto: dal computer di casa
Lingua: italiano
Compagnia: nessuno
Pensieri: Mai visto, mai sentito nominare. Insomma, mai pervenuto. Eppure "Sinister" non è un horror malvagio e, anzi, propone scene francamente molto inquietanti e disturbanti.
Anche se va detto che la mia suscettibilità alle immagini era amplificata dalla solitudine notturna molto buia e silenziosa, credo comunque che questa pellicola sia davvero in grado di colpire il suo spettatore presentando una storia anche cruenta (i video in super 8), meno scontata del solito e soprattutto con un finale piacevolmente inaspettato. Insomma, io ho gradito.
Protagonisti di questa storia sono gli Oswalt, capitanati dal padre Ellison (Ethan Hawke), scrittore di storie vere di cronaca nera che costringe moglie e figli a trasferirsi a loro insaputa nella casa in cui l'anno precedente si era verificato lo sterminio della famiglia che vi abitava e la sparizione del figlio minore. Le indagini porteranno l'uomo a trovare una serie di video che riprendono gli omicidi di numerose famiglie, tra cui i precedenti proprietari, tutte sorprendentemente legate dal fatto di aver vissuto una nella casa dell'altra. Inutile dire che il colpevole sarà individuato in un essere sovrannaturale, un'entità pagana risalente all'epoca babilonese dal nome Bughuul, «il mangiatore di bambini».
A prescindere da ciò che la sceneggiatura può tratare di già visto o comunque poco innovativo, merito della produzione è quello di saper valorizzare la sua storia, rendendola cupa e progressivamente sempre più inquietante. Man mano che il protagonista visiona i video non si può fare a meno di provare una sensazione di orrore tanto sembrano reali e, mi ripeto, il finale è stato degno delle buone premesse, riuscendo a sorprendermi là dove già mi aspettavo la conclusione scontata.
Per cui bene, la scelta di questo titolo è stata più fortunata del previsto. Dovrei decidermi a vedere il secondo appena uscito, ma ammetto di dover trovare... il momento giusto.
Film 1016 - Sinister
Film 2419 - Sinister
Cast: Ethan Hawke, Juliet Rylance, Fred Dalton Thompson, James Ransone, Clare Foley, Michael Hall D'Addario, Vincent D'Onofrio.
Box Office: $77.7 milioni
Consigli: Budget basso (3 milioni di $), cast praticamente sconosciuto, risultato finale buono. Un horror soprannaturale ben realizzato, con una storia capace di intrigare lo spettatore e al tempo stesso di regalare numerosi momenti di paura. Ottimo risultato e, di conseguenza, una buona scelta se si sta cercando un titolo di paura ben fatto e coerente fino all'ultimo. "Sinister 2" garantirà lo stesso standard?
Parola chiave: Mr. Boogie.

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venerdì 31 luglio 2015

Film 965 - Jurassic World

Che lo sarei tornato a vedere era indubbio, anche perché il film mi è piaciuto e non poco. Questa volta niente 3D - meglio - e schermo gigantesco dell'UCI che mi ha regalato un'ulteriore esperienza positiva da legare a questo rinato franchise.

Film 965: "Jurassic World" (2015) di Colin Trevorrow
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi, Andrea, Erika
Pensieri: E' inutile: Chris Pratt è il divo del momento, in gran forma e con il physique du rôle del protagonista di blockbuster cucito addosso. Bello, simpatico, uomo d'azione, devo dire che l'unica sua pecca (in questa pellicola) è quell'orrendo bacio che scambia con la bellissima co-protagonista Bryce Dallas Howard, un momento attesissimo tra dinosauri e mutazioni genetiche che, però, non mi ha soddisfatto nemmeno in questa seconda visione. Peccato perché insieme sono una coppia bomba. Magari nel sequel (2018) se ancora ci saranno potranno recuperare.
Per ora i due possono essere ben contenti di trovarsi nella pellicola più remunerativa del 2015, nonché la terza di sempre. Sopra "Jurassic World" solo "Avatar (1) e "Titanic" (2), scalzando "The Avengers" (ora quarto) e "Furious 7" che pure è di quest'anno e, senza apparenti buoni motivi, è finito in quinta posizione.
Record a parte, questo titolo, pur con i suoi limiti, mi ha soddisfatto e lasciato con la curiosità di vedere cosa si inventeranno per "Jurassic World 2". La saga portata al cinema da Spielberg - una delle più malamente sfruttate di sempre - è riuscita a imporsi nuovamente sulla scena cinematografica ruggendo come non mai a distanza di 14 dall'ultimo (deludente) sequel legato alle famose Isla Nublar e Isla Sorna. Il ritorno, pur non esplodendo a livello narrativo come forse ci si sarebbe aspettati, riesce però a creare quell'impatto sul pubblico che, evidentemente, ne ha decretato il rinnovato successo. Gli effetti speciali sono pazzeschi, i nuovi dinosauri tutti da scoprire e l'appeal del parco a tema e ampiamente rinnovato sia per i fans del primo film che per le nuove leve che si avvicinano alla saga con questo che potremmo quasi definire reboot.
Insomma, "Jurassic World" funziona, è una macchina da guerra dei film d'azione-misto-fantascienza e non è un caso che abbia sbaragliato tutta al concorrenza. L'operazione nostalgia è stata messa in scena bene, evitanto sentimentalismi che sarebbero stati fuoriluogo, pur riuscendo a costruire un rapporto con i precedenti titoli attraverso una colonna sonora praticamente scopiazzata da "Jurassic Park", riproponendo l'idea del parco e, cavallo di battaglia, rispolverando finalmente il T-rex.
Ps. Riporpongo il cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson, Ty Simpkins, Vincent D'Onofrio, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath e Jimmy Fallon.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Box Office: $1.545 miliardi
Consigli: I fan del franchise ameranno e non potranno non voler correre al cinema. Tutti gli altri (che a giudicare dall'incasso non son molti) possono decidere se una serata in compagnia dei dinosauri, dei ricordi legati a una saga che guardata da bambini è vera magia o semplicemente di un film d'avventura di intrattenimento possa valere il costo del biglietto. Io non mi sono pentito, né la prima volta on il 3D (che pure non è indispensabile) né questa seconda. Il parco riapre, fateci un salto.
Parola chiave: DNA.

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#HollywoodCiak
Bengi

martedì 23 giugno 2015

Film 961 - Jurassic World

Una preparazione maniacale in vista di quello che ormai è evidentemente l'evento cinematografico dell'anno. Ripassati tutti i capitoli precedenti, l'appuntamento al cinema era non solo doveroso, ma necessario. Così, dopo il battesimo di mio padre al ristorante giapponese, siamo volati al multisala dove, causa pienone, abbiamo dovuto addirittura cambiare i nostri piani e ripiegare sullo spettacolo successivo e per giunta in 3D...

Film 961: "Jurassic World" (3D) (2015) di Colin Trevorrow
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: padre
Pensieri: Pronto a tutto, anche al peggio, sono arrivato al cinema carico come è successo di rado recentemente. Avevo letto di critiche tiepide riguardo la trama - il che mi aveva fatto un po' paura -, ma l'entusiasmo che avevo rispetto a questo nuovo, quarto, "Jurassic Park" è stato davvero qualcosa di insolito. Il che mi ha naturalmente ben disposto nei confronti della pellicola che ok, non sarà il miglior film dell'anno, ma funziona benone. Ma procediamo con calma.
Innanzitutto va detto che Chris Pratt è protagonista pubblicizzato e sponsorizzato in lungo e in largo, ma di fatto è Bryce Dallas Howard a stare quasi sempre in scena, magnetica con quel perfetto caschetto rosso, gli occhi blu e il perenne vestito bianco. E' davvero difficile scordarsela. Pratt, invece, entra in scena a film già inoltrato nel ruolo dell'eroe nonché domatore di raptor, impavido e coraggioso di fronte a tutte le incombenti sciagure che si catapulteranno sul parco. Quale parco? Ma il rinnovato Jurassic World, sorto dalle ceneri del primo sfortunatissimo Jurassic Park di Isla Nublar, supertecnologico complesso che sta ai dinosauri come Disney World sta a Topolino. Di nuovo siamo in quel (primo) mondo parallelo fatto di un franchise che vende se stesso anche attraverso l'universo che racconta: e allora magliette, gadget, negozi a tema, tutto brandizzato come può esserlo per qualsiasi spettatore reale che ami questa saga. Il destino che lega i due parchi non sta solo nella natura maledettamente commerciale che li contraddistingue, ma ovviamente anche nel clamoroso errore (e siamo al quarto di fila) di sottovalutare le creature che mette in mostra. I dinosauri in questo caso specifico non sono solamente giganteschi, carnivori ed intelligenti, ma anche geneticamente trasformati dal Dottor Wu (lo stesso BD Wong del primo film) che li ha incrociati con l'ausilio della scienza, donando loro le più svariate caratteristiche. La nuova famelica attrazione in ordine di tempo sarà l'Indominus rex, una creatura spietata e calcolatrice, in grado di tendere trappole alle persone e sufficientemente sadica da cominciare ad uccidere per il semplice gusto di farlo. Credo di aver reso l'idea.
Al pari del protagonista umano, anche la protagonista giurassica appare con un certo ritardo sulla scena ("Godzilla" docet), anche se una volta apparsa è difficile dimenticarla, considerando che mangia tutto e tutti, distrugge tutto e tutti e fa da sola un casino inimmaginabile. Il punto - e fulcro della storia - è che questa volta il parco è attivo e aperto al pubblico e nonostante numerose misure di sicurezza vengano messe in pratica, nulla di fatto riesce a contenere l'impeto bestiale e primordiale che governa la nuova creatura. Ci vorrà (e qui spoiler) ben più di un solo avversario per annientarla e più di una volta tornano in mente le parole di Ian Malcolm (Jeff Goldblum) quando metteva in guardia John Hammond su cosa succeda quando l'uomo gioca a fare Dio.
Come dicevo all'inzio, la storia non è certo da Oscar, ma alla fine della fiera il biglietto vale la visione. Bryce Dallas Howard conduce bene le sorti di "Jurassic World" e Chris Pratt da quella giusta dose di sicurezza misto spacconeria che lo stanno facendo affermare quale attore perfetto da blockbuster multimilionari (di budget ma più di incasso, tanto che si vociferà sarà il nuovo Indiana Jones): è bello, ha una faccia da schiaffi e il physique du rôle. Per non parlare del fatto che in questo specifico caso deve praticamente fare sempre la stessa espressione un po' preoccupata/pensierosa - un po' da macho, ergo se funziona la prima volta, funziona anche per gli altri 124 minuti di pellicola.
Il resto dei giochi lo fanno gli effetti speciali, ormai sufficientemente evoluti da permettere di relegare al minimo l'uso di tecnologia animatronica per la realizzazione degli animali, così da consentire un dinamismo e una rapidità d'azione un po' inediti per il franchise che, chiaramente, ne beneficia sul piano tecnico e narrativo. Considerando che parliamo di una storia che racconta praticamente solo di come i dinosauri siano capaci di fare una strage in termini architettonici e di vite, è ovvio che la cosa sia particolarmente gradita. Un po' in controtendenza, "Jurassic World" è un film in cui le scene d'azione sono l'80% del totale, dove ci si prende poco tempo per l'analisi dei protagonisti in favore di uno spettacolo puramente ludico che, se pure intrattiene, un po' lascia disorientati (per cui, immagino, le critiche). A dirla tutta io non ne ho particolarmente sofferto, ma dipende sempre che cosa si stia cercando di volta in volta dalle proprie scelte cinematografiche. Più che la mancanza di un approfondimento psicologico, ho trovato fastidiosa l'onnipresente colonna sonora, un mix tra gli inediti di Michael Giacchino e i temi portanti di John Williams, gli stessi degli altri episodi che, però, qui vengono usati francamente un po' a caso, con picchi evocativi che capitano quando non si sta inquadrando nulla o enfatizzazioni musicali durante carrelate di passaggio che, alla fine, svuotano di senso il magnifico lavoro del grande compositore. Una strana scelta.
In definitiva, comunque, ho trovato "Jurassic World" più che godibile, ma soprattutto assolutamente meglio degli episodi 2 e 3 della saga. Chiaramente le migliorie tecniche rendono questo titolo visivamente ricchissimo - ma no, il 3D non serve - e bello da vedere e anche se la sceneggiatura non fa il botto come in altri prodotti mainstream contemporanei, non bisogna dimenticare cosa c'è stato prima (soprattutto "Jurassic Park III"). Per dire, io ho trovato molto più brutto e insensato un film come "Maleficent".
Quindi bravo Spielberg a non aver abbandonato l'idea del quarto capitolo, bravi al casting per aver fatto buone scelte, ma soprattutto bravissimi con gli effetti speciali. Se la storia poi non vincerà il Pulitzer pazienza, "Jurassic World" ha ragione di esistere in funzione del puro, spensierato intrattenimento.
Ps. Cast ricchissimo: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Nick Robinson, Ty Simpkins, Vincent D'Onofrio, Omar Sy, B. D. Wong, Irrfan Khan, Jake Johnson, Judy Greer, Lauren Lapkus, Katie McGrath e perfino il cameo di Jimmy Fallon.
Film 953 - Jurassic Park
Film 955 - Il mondo perduto - Jurassic Park
Film 957 - Jurassic Park III
Film 961 - Jurassic World
Film 965 - Jurassic World
Film 1079 - Jurassic World
Film 1361 - Jurassic World
Film 1668 - Jurassic World: Fallen Kingdom
Film 2115 - Jurassic World Dominion
Film 2430 - Jurassic World: Rebirth
Box Office: $987.2 milioni (ad oggi)
Consigli: Non è assolutamente necessario recuperare gli altri 3 capitoli per vedere questo ultimo - che si segue benissimo a prescindere - anche se i nostalgici rimandi non mancano e per avere un quadro d'insieme sarebbe più indicato. In ogni caso questa pellicola racconta una storia nuova che è anche la versione moderna del primo "Jurassic Park", molto simile per tematiche e implicazioni e anche senza sapere cosa possa essere successo prima, non è difficile intuire cosa mai si potrebbe verificare se la clonazione dei dinosauri portasse all'apertura di un parco a tema che poi così inviolabile non è... Quindi chi sia desideroso di imbarcarsi in questa bizzara avventura che mixa originale, contemporaneo e giurassico sappia fin da subito che parliamo di azione pura, un faccia a faccia con la natura selvaggia che ci ricorda che possiamo provare a contenerla, ma non è detto che ci riusciremo. C'è un po' di tutto quello che si è già visto in altri prodotti simili, dal recente "Godzilla" al "King Kong" di Jackson, passando perfino per i draghi di Harry Potter o della televisiva Daenerys Targaryen. I più grandi godranno di uno spettacolare e ancora più grandioso déjà vu, i nuovi spettatori potrebbero appassionarsi e decidere di ripercorrere a ritroso l'avventura. In generale, comunque, se si cerca qualche ora di svago che sia anche in grado di suscitare qualche "Wow!" e perfino uno o due salti sulla sedia, eccovi serviti: non sarà il capolavoro definitivo, ma i dinosauri ruggiscono ancora forte e chiaro.
Parola chiave: Alpha.

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Bengi

mercoledì 10 dicembre 2014

Film 831 - Mystic Pizza

Una commedia romantico-generazionale per pranzo è sempre una buona idea!

Film 831: "Mystic Pizza" (1988) di Donald Petrie
Visto: dal portatile di Luigi
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Innamorato come sono delle pellicole generazionali anni '80 non potevo non recuperare questo titolo che costituisce uno dei primi ruoli importanti di Julia Roberts, attrice che cerco di riscoprire ultimamente dagli albori della sua carriera. Il tentativo è quello di cercare di superare la mia diffidenza nei suoi confronti - ultimamente non mi è troppo congeniale - e riscoprirne successi e motivazioni di questi ultimi. E, anche se è chiaro che su tutti la vaporosa Julia spiccasse, devo dire che "Mystic Pizza" è stata un'esperienza deludente.
Come sempre quando ci si catapulta indietro di quasi trent'anni, è necessario allinearsi al 'modo di fare cinema' di quel momento, in particolare familiarizzare con un linguaggio narattivo-simbolico abbastanza differente da quello odierno. Ma fin qui il problema non sussite. La vera delusione, forse, per quanto mi riguarda è scaturita dal paragone. La locandina di questo film mi ha ricordato inevitabilmente quelle di "Breakfast Club" o "St. Elmo's Fire" sia per età che per numero di protagonisti, quindi il rimando a quelle pellicole è stato immediato. Di qui a ripensare a "Mannequin", "Sixteen candles - un compleanno da ricordare", "Bella in rosa" o "L'ammiratore segreto" il passo è stato breve.
Nonostante nessuno dei citati sia un capolavoro, li ho però trovati tutti piacevoli - quale più quale meno -, simpatici esempi di un tempo e una cultura che, per quanto relativamente vicina, è già ampiamente evoluta. Qui, invece, non mi sono particolarmente divertito e anzi ho trovato l'insieme un po' noioso e incapace di creare quella connessione con il pubblico che eleva anche prodotti qualitativamente meno "alti" al rango di cult. Nessuno dei protagonisti è particolarmente interessante, né così ampiamente definibile da un cliché da risultare adatto ad un prodotto commerciale come questo. Le 3 figure maschili sono come ombre, presenti semplicemente per necessità naturali a completare quel 50% della coppia che la sola parte femminile non può ricoprire. Queste ultime 3 (Annabeth Gish, Julia Roberts, Lili Taylor), amiche per la pelle - le prime due anche sorelle -, sono una l'opposto dell'altra ma cercano esattamente la stessa cosa: l'amore vero e cosa farne della propria vita. Lavorando nella stessa pizzeria - da cui il titolo - finiranno per intrecciare ancora di più le loro vite, rendono il ristorante locale anche luogo di aggregazione e fulcro attorno al quale finirà per ruotare la vicenda. Non a caso il lieto fine ci sarà anche per la rotonda proprietaria nonché autrice di una particolare pizza dalla misteriosa ricetta.
Nonostante tutto, comunque, la trama fallisce a mio avviso nel tentativo di creare quella situazione, quell'atmosfera in grado di suscitare nel pubblico il desiderio di far parte del gruppo di protagonisti (come, invece, accade per esempio in "The Breakfast Club"). Per questo motivo ho trovato più deludente la visione della pellicola, di fatto meno coinvolgente.
Box Office: $12,793,213
Consigli: Pellicola che fa parte di quel genere che Wikipedia mi insegna chiamarsi "coming-of-age" (gli americani hanno un nome per tutto), è uno degli svariati tentativi degli studios di rappresentare gli adolescenti anni '80 al cinema raccontandone amori, speranze, miti e contraddizioni. Questo "Mystic Pizza", per quanto innocente e assolutamente guardabile, non è tra gli esempi più riusciti che ho visto fino ad ora, nonostante in effetti il film sia riusciuto a ritagliarsi la sua nicchia all'interno della cultura popolare. Si vede, ma c'è di meglio.
Parola chiave: "Everyday Gourmet".

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Bengi

martedì 18 novembre 2014

Film 819 - The Judge

Un cast molto interessante e un titolo aperto che lasciava ben sperare... Potevo, forse, perdermelo?

Film 819: "The Judge" (2014) di David Dobkin
Visto: al cinema
Lingua: italiano
Compagnia: Luigi
Pensieri: Ammetto che il mio interesse per questa pellicola è derivato principalmente dal fatto che, visto il red carpet all'ultimo Toronto Film Festival, mi avesse incuriosito lo strano duo Downey Jr.-Duvall con annessa Vera Farmiga per un titolo che suggeriva giuria, tribunale e un possibile genere thriller per cui non potevo chiedere di meglio. Alla prima occasione, quindi, subito al cinema!
La vera paura che mi ha assalito, però, è stata quella di non riconoscere praticamente niente di quello che mi aspettavo nella prima parte del film. Downey Jr. è, sì, un avvocato e Duvall è, sì, un giudice, ma per il resto si parlava di lutto, dinamiche famigliari arrugginite e precarie e il solito confronto-scontro tra grande città e realtà paesana che è tanto cara e presenta nella filmografia americana. Insomma, la prima mezzora-quaranta minuti mi ero un po' spaventato. Non volevo un dragone familiare alla "August: Osage County", per capirsi.
Passato l'inizio, però, con un introduzione minuziosa ma un po' lenta, la storia prende la piega da me sperata e il tutto si fa discretamente interessante. Dove prima c'era solo un durissimo padre incazzato nero con il figlio con cui a malapena parla, ora c'è una persona anziana che è in un enorme guaio - pare che abbia investito un tizio per la strada - e suo malgrado dovrà farsi aiutare dal figlio avvocato con cui a stento parla per difendersi nello stesso tribunale in cui ha lavorato per una vita come giudice. Ecco, questo è il vero succo della storia.
Per quanto abbia gradito la piega giudiziaria presa dal film, mi sono dovuto scontrare con il disgusto per la figura paterna interpretata da Duvall - che, tranquilli!, avrà modo di spiegare le sue motivazioni, figuriamoci... - e la cosa non è stata per nulla facile. Un uomo duro e chiuso con il figlio - che, tranquilli!, ha le sue colpe ma potrà redimerle... - ma che con gli altri è affettuoso e disponibile, un uomo retto, fiero e testardo che, dopo un po', stufa lo spettatore che non ne capisce le motivazioni. Questo aspetto disorientante della storia è forse un po' troppo calcato e rischia di distrarre chi guarda dalla questione giudiziaria che certo sarebbe più interessante, considerato che il giudice pare proprio abbia investito la persona (ex galeotto che aveva fatto precedentemente incarcerare), ma non si ricorda di averlo fatto.
Le vicende, nel finale, regalano allo spettatore quello che stava cercando, mitigando l'aspetto familiare in favore di meccanismi processuali che metteranno in scena la macchina della giustizia in piena fase di lavorazione. Molto del merito in questo caso va proprio a Downey Jr. - che mica un po' Tony Stark e un po' Sherlock Holmes in panni civili -, ma anche a Billy Bob Thornton, avvocato dell'accusa serio e concentrato, promessa di una lotta senza esclusione di colpi alla sbarra che, nonostante l'aspetto pulito e di certo non aggressivo, riesce nell'intento di mettere in pratica le minacce che promette.
Insomma, mi pare si possa suddividere questa storia in due parti ben distinte, quella sulla famiglia Palmer e quella relativa al processo giudiziario per il giudice Joseph Palmer. Diciamo che, per quanto "The Judge" sia un film che funzioni, il vero problema di fondo è che le due storie che lo costituiscono non riescono mai bene a fondersi in una. La sensazione è sempre quella che, di scena in scena, sia possibile distinguere a quale delle due porzioni di storia si stia assistendo, limitando così l'effetto di omogeneità che un film dovrebbe avere. Questo 'dualismo' è presente in tutta la vicenda, essendo che la storia oppone la figura patriarcale a quella del figlio, la verità alla menzogna, la famiglia all'individuo e, al di fuori, la metropoli alla cittadina di periferia. Insomma, molti degli elementi principali della storia sembrano suggerire questa impostazione.
In generale, comunque, ho gradito questa pellicola e l'ho trovata abbastanza interessante e piacevole da seguire. E' abbastanza conforme alle mie aspettative e i miei gusti in fatto di titoli di genere thriller con numerosi elementi giuridici e qualche verità nascosta da riportare a galla, quindi ho apprezzato il lavoro fatto qui. Al di fuori delle mie preferenze personali, mi rendo conto che questo sia un prodotto non esattamente commerciale di massa (per quanto i 50 milioni di dollari di budget parrebbero suggerirlo) e che ci sia qualche carenza narrativa - come per esempio una certa stereotipazione generale -, però credo si possa dire serenamente che vedere "The Judge" può piacere ed intrattenere lo spettatore per 141 minuti anche interessanti.
Film 1064 - The Judge
Box Office: $73.4 milioni
Consigli: Robert Downey Jr. e Robert Duvall veri protagonisti di questo film sono un padre e un figlio agli opposti che, a prima vista, parrebbero non riuscire a sopportarsi. La storia li costringerà a doversi confrontare, fino a risalire la china dei loro problemi arrivando al confronto. Nel mezzo ci sono una serie di personaggi-spalla piuttosto famosi (Vera Farmiga, Vincent D'Onofrio, Jeremy Strong, Dax Shepard, Billy Bob Thornton, Leighton Meester), una vicenda giudiziaria pesante, un lutto e una serie di verità che verranno a galla. Insomma, sulla carta una storia che promette bene. Di fatto bisogna tenere in considerazione che la narrazione è un po' lenta e prima che il processo cominci l'orologio segnerà lo scorrere di non poco tempo. Presi in considerazione questi aspetti, secondo me vale la pena di dare una chance a questo film, sia per vedere Downey Jr. in un contesto alternativo al blockbuster, sia per apprezzare un grande attore come Duvall alle prese con una nuova sfida cinematografica. Non è un film leggero, ma ha certi buoni elementi intriganti e interessanti, oltre che un buon cast e due ottimi protagonisti.
Parola chiave: Incidente.

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Bengi